Massoneria e servizi segreti americani alle origini della Comunità Europea

Le informazioni del video dicono quanto segue: «La massoneria e i servizi segreti americani all’origine del sogno comunitario di Jean Monnet, il padre dell’Europa». Guardatelo, è molto interessante.

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Il Vangelo della grazia di Dio – Predicazione del 24 marzo 2017

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Perché non predicano la parola della croce – Predicazione del 22 marzo 2017

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Un interrogativo sul simbolo del Movimento 5 stelle

Leggendo il libro «Gli emblemi araldici della Massoneria di Rito Scozzese Antico ed Accettato» – curato dall’ex gran maestro del Grande Oriente d’Italia Giordano Gamberini (1915-2003) – arrivo al 16° grado che è quello di Principe di Gerusalemme, guardo l’emblema ed ha cinque stelle (cinque pentagrammi), e leggo quanto segue: «Questo grado integra quello precedente. Vi si commemora la contesa coi samaritani a proposito della riedificazione del tempio e l’editto emanato da Dario affinché si facessero ricerche delle disposizioni emanate da Ciro sulla ricostruzione del tempio (Es., 6). Secondo le Costituzioni del 1762, art. 31, sono attribuiti grandi onori nelle logge inferiori ai Principi di Gerusalemme. In loro assenza, questi onori vengono resi ai Cavalieri d’Oriente. Questo grado risale forse alla Parfaite Loge d’Ecosse de Saint-Jean de Jérusalem fondata intorno al 1745. Il tempio è a panneggio rosso.
La loggia è separata in due parti: la prima rappresenta Gerusalemme ove presiede Zorobabel. E’ parata di color d’Aurora, ed al ritorno dell’Ambasciata è illuminata da venticinque lumi di cinque in cinque. La seconda parte rappresenta Babilonia, ove regna Dario. E’ parata di rosso, ma il Trono e il Baldacchino sono di color d’Aurora. La separazione dei due appartamenti della Loggia si figura che rappresenti il cammino che conduce da Gerusalemme a Babilonia. Il capo si chiama ‘Giustissimo’; i Sorveglianti ‘Illuminatissimi Principi’ e tutti i Fratelli ‘Valorosi Cavalieri’.
Il grembiale è rosso, foderato e orlato di giallo. Si può rappresentarvi il Tempio di Salomone, una squadra, uno scudo, un Delta, la mano della Giustizia. Guanti rossi. Il Cordone è color d’oro e orlato d’oro. Vi si ricama una bilancia, la mano della Giustizia, un pugnale, cinque stelle e due piccole corone. Il gioiello è una medaglia sulla quale, da una parte, è incisa una mano che tiene una bilancia eguale, dall’altra una spada a due tagli a cinque stelle» (Gli Emblemi Araldici della Massoneria di Rito Scozzese Antico ed Accettato, a cura di Giordano Gamberini, Convivio/Nardini Editore, Firenze 1988, pag. 102)
Il mio interrogativo dunque è se quelle cinque stelle sul simbolo del Movimento 5 stelle abbiano qualcosa a che fare con questo grado del Rito Scozzese Antico ed Accettato, che è uno dei riti di perfezionamento più importanti nella Massoneria, composto da 33 gradi; visto e considerato che in ambedue gli stemmi ci sono cinque stelle (con cinque punte l’una) poste in fila una dopo l’altra!
Peraltro alcuni anni fa, l’ex gran maestro del Grande Oriente d’Italia Giuliano di Bernardo disse apertamente di votare e appoggiare il Movimento 5 stelle di Beppe Grillo!
http://www.liberoquotidiano.it/news/politica/1213147/L-impresa-del-guru–grazie-a-lui-i-massoni-votano-Movimento-5-Stelle.html

Casaleggio, Cinque Stelle per la “Stelle e Strisce”

Giacinto Butindaro

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Sul dipinto «Freedom of Speech» di Norman Rockwell

Questo è un dipinto di Norman Rockwell (1894-1978), che era un massone statunitense (affiliato alla Red Mountain Lodge No. 63 F.& A.M., di Arlington, nel Vermont – http://www.midnightfreemasons.org/2013/06/famous-american-freemason-norman.html). Il dipinto è conosciuto con il nome di «Freedom of Speech» (Libertà di Parola), e fu pubblicato da Rockwell nel 1943. In merito a questo dipinto viene detto che «volendo sostenere gli Stati Uniti durante la II Guerra Mondiale, e ispirato dal discorso di Franklin Delano Roosevelt nel 1941 al Congresso, Norman Rockwell cercò di illustrare la visione del Presidente per un mondo dopo la guerra fondato su quattro libertà umane fondamentali: libertà di parola, libertà di religione, libertà dal bisogno e libertà dalla paura» (Wanting to support the United States during World War II, and inspired by Franklin Delano Roosevelt’s January 1941 address to Congress, Norman Rockwell sought to illustrate the President’s vision for a postwar world founded on four basic human freedoms: freedom of speech, freedom of religion, freedom from want, and freedom from fear. – http://www.biography.com/news/norman-rockwell-art-facts). Obiettivo degli Usa doveva essere, secondo il 32° presidente americano Roosevelt – che era un massone del 32° grado (https://fdrlibrary.wordpress.com/tag/freemasons/) – il perseguimento di tali libertà a livello mondiale. E quindi anche in Italia, che proprio nel 1941 era ancora sotto il Governo Fascista che negava alcune di queste libertà sia ai Massoni che ai Pentecostali! Il discorso del presidente americano Franklin Delano Roosevelt al Congresso – a cui Norman Rockwell dedicò il suo dipinto – si intitola «Four Freedoms» (Quattro Libertà), è ascoltabile qua

E’ inoltre molto interessante sapere che Franklin Delano Roosevelt (1882-1945), conosceva il massone Frank Bruno Gigliotti – amico del primo presidente delle ADI Umberto Nello Gorietti – che contribuì a scrivere gli articoli della Costituzione italiana che sanciscono la libertà religiosa (Art. 17,18,19), e lo considerava «un uomo secondo il suo cuore», e lo aveva soprannominato «Buddha» (The Fabulous Gigliotti, pag. 5; in La Massoneria Smascherata, pag. 369), che significa «Illuminato» (letteralmente in sanscrito «risvegliato» http://www.sgi-italia.org/approfondimenti/ChiEUnBudda.php).
Frank Bruno Gigliotti faceva parte del Comitato per la Libertà Religiosa in Italia creato nel 1943 negli USA dalla Massoneria, Comitato di cui lui era rappresentante e al quale i Pentecostali guidati da Gorietti si rivolsero nel 1946 in cerca di aiuto e grazie alla cui opera Umberto Gorietti riconobbe nel 1949 – quindi 6 anni prima che la circolare antipentecostale Buffarini Guidi fosse abrogata – che se le Chiese potevano riunirsi e svolgere le loro pratiche di culto e potevano predicare la Parola di Dio senza essere disturbate lo dovevano agli sforzi dei membri di questo comitato e alla loro fattiva cooperazione ad ogni iniziativa dei pentecostali svolta presso le autorità governative. Per cui quel Comitato massonico riuscì a «portare» in Italia la libertà religiosa, cioè quello per cui lottava.
Il quadro di Norman Rockwell ha una notevole importanza per i massoni, in quanto tramite di esso mettono in evidenza la lotta per la libertà portata avanti con successo dalla Massoneria nel mondo.

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

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La Massoneria: ciò che appare non è, e ciò che è non appare

Il massone Federico Mavì nel suo libro «Voglio essere massone» (quando lo ha scritto era da venti anni nella Massoneria e aveva raggiunto un alto grado) riferisce di un discorso fatto con un suo fratello massone entrato «in sonno», che ritengo molto interessante. Eccolo:

«I casi di Morgan, Lacenaire, Bidegain sono soltanto alcuni esempi, fra i tanti, di una Massoneria corrotta e spietata, che rappresenta l’altra faccia della Società libera e di buoni costumi alla quale mi onoro di appartenere.
Ma a cosa serve raccontarne la storia? Quale utile avvertimento possono darci episodi ‘esagerati’ come questi? Vicende monstre come quelle di William, Pierre François, Jean – sanguinarie, tenebrose, inquietanti – narrate dalla pubblicistica antimassonica (ma ammesse pure da autori Confratelli) ci invitano a riflettere sull’anima oscura dell’Ordine.
Se la buccia e la polpa sembrano particolarmente invitanti, è il nocciolo amaro a preoccuparmi. Vedo che il frutto è buono da mangiare, credo negli ideali universali… ma quando faccio proselitismo nel mondo profano – ripensando alla Liberamuratoria degli affari – mi sento come il serpente dell’Eden: non già portatore di luce e conoscenza, ma subdolo tentatore e causa di sciagure. Mi chiedo a volte, infatti, se il nuovo Fratello da me introdotto resterà fedele all’idea e alla purezza; oppure si perderà fra le pietre del Tempio, risucchiato dall’ambizione profana che utilizza le strutture massoniche per facili profitti.
I Liberi Muratori devono obbedire ai superiori; ma Morgan, Bidegain, Lacenaire e altri furono plagiati e strumentalizzati. La Massoneria dovrebbe aiutare l’uomo ad esser tale, non a renderlo automa ‘usa e getta’ per i suoi loschi fini. Questo è il dilemma che l’Istituzione dovrà sciogliere – a stretto giro – per mondarsi da ogni sospetto.
Gettati i cappucci neri – in omaggio alla trasparenza – c’è sempre il rischio di scoprire, al posto di un volto, una nera maschera di piombo.
Il notaio della mia famiglia è un ex-Fratello in sonno. Qualche anno fa decise di allontanarsi dalla sua Loggia per dissidi interni, per logoramento, perché non si divertiva più … Ogni tanto mi chiede notizie di questo o di quello, commenta i fatti di cronaca, mi espone le sue teorie del ‘dietro-Loggia’.
‘Hai visto? – mi fa, caustico – Ho letto sul Corriere che il professor Di Bernardo voterà Psi; e lo sai cosa hanno consigliato al figlio di un mio amico, giovane yuppie che vuol far carriera in quel partito? Di iscriversi in Massoneria, perché così arriva prima ‘in sintonia’ con il vertice socialista. Ma nelle Tornate non è vietato parlare di politica? O è cambiato qualcosa in questi anni di mia assenza?’
Non è molto tempo che il mio notaio è andato via dalla Liberamuratoria, ma si considera già un vecchio reduce. Si rischia di litigare quando cerchiamo di mettere a fuoco l’identità sbiadita della ‘setta dei complotti’.
‘L’ideale Società dei liberi, fraterni ed uguali – sostiene il mio disincantato interlocutore – è in realtà uno specchietto per le allodole. Non voglio ipotizzare apocalittici scenari internazionali, né ti parlerò di piovre: mi limito all’esame dei fatti. Libertà? Fratellanza? Uguaglianza? Ma l’essere libero in Muratoria è aleatorio. Prendi il caso di Calvi: la moglie dichiara che pagava politici e Fratelli, perché gli avevano detto che i soldi servivano anche alla Massoneria, e che se non pagava ne avrebbe subito la vendetta. Era forse libero, lui, di rifiutare? La sua familiarità con taluni Figli della Vedova lo aveva reso talmente libero da intrappolargli mani, piedi, e pure il collo come sappiamo …
‘E non dirmi, Federico, che la P2 non era vera Massoneria, perché i capi la riconoscevano e onoravano. E poi? Fraterni e uguali? A parole, ne convengo. Ma se neanche in Tempio lo siete: quanti di grado elevato, come te, fanno sentire il peso dei loro paramenti ad Apprendisti, Compagni e Maestri?’
L’amico notaio è un idealista come me.
‘Lo sono ancora – replica – e la mia tolleranza ha resistito fino a quando non si è consunta. Credo, comunque, di aver capito dove sta l’imbroglio: la Confraternita non è una sola, ma due, tre, quattro … mille! Come distingui le sue mimetizzazioni? La Società dei Diritti dell’Uomo, la Carboneria, l’Istituzione scozzese in onore del G .·. A .·. D .·. U .·., il luogo eletto dove annullare ogni diversità … chiacchiere! Ma i fatti tangibili, eccoli: la mafia finanziaria, i collegamenti con i servizi segreti, i rapporti con le grandi organizzazioni criminali, le strategie con i mammasantissima della politica … No, questo non è scritto nei Rituali, né fa parte dei lavori di Loggia. Ma certi burattinai sono della stessa genìa che manovrarono Bidegain, Morgan, Lacenaire, Pisacane ..
‘Però, mio caro, – continua – se ci rifletti, il doppio intento della Massoneria lo si nota fin dal grado di Apprendista. Ti promettono di eliminare le disuguaglianze, le disarmonie, i vizi di ciascun Adepto, trasformandolo allegoricamente da pietra grezza in pietra levigata, buona per la costruzione del Tempio, ma puoi leggere – in questo proposito – un concetto più sottile: smussi ogni spigolosità, ogni ruvidezza … e ottieni un esercito di ‘livellati’, obbedienti e sempre pronti. Che cosa si annulla? Le storture del carattere profano? O la volontà, il buon senso, la capacità di critica? Chi vuol restare e far carriera deve assuefarsi, ragionare con la testa dei capi o non pensare affatto. Paga, partecipa, obbedisci, vota e sii felice. Io per ciò me ne sono andato, Federico’.
‘Hai battuto in ritirata, senza contribuire al miglioramento dell’Ordine, ecco la verità. Ma per qualche mela bacata, non butterai l’intero paniere. Con questo non intendo negare che il Tempio, innalzato a gloria del Grande Architetto, sia costituito anche da pietre piatte, sebbene di ottimo materiale, utili a costruire la fortuna altrui’.
‘Piatte, hai ragione, come un encefalogramma. Senza vita’
(Federico Mavì, Voglio essere massone, Eurobook, Guida Editori, Napoli 1993, pag. 95-98)

Leggendo questa parte del libro mi sono venute in mente delle parole dette dallo stesso Federico Mavì sempre in questo suo libro, che sono queste: «Il mio scopo, dunque, è quello di operare una deviazione da tutte le tesi fino ad oggi sussurrate o scandite in tanta pubblicistica massonica e di giungere ad una netta distinzione fra quanto nell’Ordine è essere e quanto è apparire. Ciò che appare non è, e ciò che è non appare. Del resto, queste sono le vere radici dell’Arte Regale, il suo costante leit-motiv» (Ibid., pag. 36).

I casi di Morgan, Lacenaire, e Bidegain sono i seguenti:
«Nell’agosto del 1826, il Fratello William Morgan decise di abbandonare la Confraternita e di svelarne i segreti in un volume; a settembre, su falsa denuncia di furto firmata da un Maestro Venerabile, viene arrestato e poi liberato. I Figli della Vedova americani, stretti dal vincolo criminoso, non gliela dettero buona e con raggiri lo catturarono, per poi gettarlo nel fiume Niagara con un macigno al collo. Le acque restituirono il cadavere dopo un anno e, sebbene la moglie identificò in quel corpo il povero William, la Massoneria rifiutò di riconoscerlo. Stando a quanto scrive il Vannoni su questo delitto, solamente nel 1875 furono resi pubblici i nomi dei cinque fratelli killer: ‘l’agricoltore Chubbuch, il macellaio Gasside, il rilegatore Howard, il muratore Whitney e il colonnello King, capo dell’operazione delittuosa’. Anche il Fratello Clavel, nella sua fondamentale Storia della Massoneria e delle società segrete (edizione 1873), riporta di Morgan non già la condanna a morte, comminata dalla vendetta muratoria, bensì una storiella degna delle Mille e una notte.
A ben ragione, il rigoroso Gianni Vannoni così commenta il comportamento del Clavel: ‘… storico spesso attendibile e coscienzioso, ma implicato nella Massoneria, si rivela ancor più abile del colonnello King e dei suoi scagnozzi nel far comparire il cadavere ingombrante di William Morgan, presentato in cattiva luce fin dall’inizio, e nel trasformare l’omicidio in una fantastica storia d’avventure’.
Pierre François Lacenaire, poeta e scrivano pubblico, pluriomicida e omosessuale, disprezzato dai genitori e respinto dalla società, punta alla fama scegliendo il rito del sangue per amore della ghigliottina. Un paranoico, dunque, sul cui capo il 9 gennaio 1836 piomba la lama scintillante dell’infernale macchina rivoluzionaria. Un caso celebre nella storia del crimine, d’un uomo che dà alla sua vita il carisma d’una profezia sinistra, e puntualmente avverata nell’epifania d’una morte violenta, che consegue tramite il delitto. Una storia eccellente inserita da Marcel Carné nello scenario del film ‘Le Enfants du Paradis’, per la sceneggiatura di Prévert.
Eppure, neanche il parafrenico monsieur de Lacenaire è estraneo alla Liberamuratoria. Anzi questa vicenda cela strategia e calcolo perversi di una Franc-maçonnerie che, sotto il manto ideologico antimonarchico, strumentalizza per sordidi motivi di interesse politico la lucida follia di un uomo.
Ecco i fatti: il Fratello Godefroi Cavaignac fonda una setta ‘paramassonica’, la Società dei Diritti dell’Uomo, prendendo a prestito la struttura carbonara, al fine di sostituire – con insurrezioni – il regime repubblicano, deponendo Luigi-Filippo d’Orleans, incoronato grazie anche all’aiuto dei Muratori (La Fayette in testa). La nuova setta è una delle solite riproduzioni, per scissione, della Frammassoneria; essa potrebbe definirsi un contenitore di manovalanza popolare (l’èlite resta sempre nella ‘limpida’ Piramide salomonica, come di consueto), ch’è costituita da 163 sezioni, ciascuna di 20 elementi e necessita di fomentatori.
Per le sue idee anarchiche e ribelli contro l’autorità costituita, parafrenico, preso dalla follia demiurgica di giustiziare la società e poi sé stesso, Lacenaire si presta a cadere nella trappola di Cavaignac. Come arruolatore di plebe pronta all’insurrezione, nonché killer su commissione in nome della Società dei Diritti dell’Uomo.
Ebbene il nostro Pierre François assolve ad ogni incarico. E quando il giovane Chardon, che pur aveva incassato la somma rilevante di 10mila franchi, per organizzare i disordini in piazza, non manterrà i patti, la mano armata di Lacenaire entrerà in azione.
Cavaignac ordina: Chardon sa e ha la lingua lunga, occorre provvedere. Pierre François, catturato dal transfert eroico e dal gusto del sangue, dopo otto mesi dallo sgarro, lo ammazzerà insieme alla madre il 14 dicembre 1834. Le armi del delitto: una scure, un coltello e un punteruolo. Quest’ultimo gli è servito per marchiare i corpi, secondo il rituale della setta.
Ma dal momento del suo arresto, riferisce il Legouvé, ‘l’amante della ghigliottina’ potrebbe divenire incontrollabile, per quel superomismo inconscio che lo affranca da ogni blocco inibitore. Inoltre, il Cavaignac è fuggito a Londra e Lacenaire – assurto a idolo popolare – sta scrivendo un memoriale dal carcere. Chi può tacitarlo? Ci penseranno gli eminenti fratelli e Massoni Arago, Jacques e Dominique: lo scrittore e il grande fisico. Entrambi si avvicenderanno alla Conciergerie, per una ‘fraterna’ sorveglianza, alternata anche da scambi epistolari; questi ultimi enfatizzeranno, di Lacenaire, l’estro letterario e poetico.
Grazie ai suoi due angeli custodi, l’omicida non svelerà alcunché che possa ledere la Società; ma in alcuni versi ironici da lui dedicati a Luigi-Filippo d’Orleans s’annida l’allusione alle loro reciproche – anche se non parallele – simpatie muratorie: Sire, di grazia, ascoltatemi: /sto per uscire di galera. / Io sono ladro, voi siete re:/ operiamo insieme da buoni Fratelli …
Anche in questo caso non fu allora accertata alcuna ipotesi di reato massonico. Ma, stando alla logica dei fatti, con amarezza evidenzio il comportamento di quella parte filistea della mia Istituzione favorevole, in più casi, ad accogliere fra le sue braccia la complicità malavitosa, per conseguire i propri squalificanti fini. In ogni tempo. Non mi resta che riaccomodare lo scheletro, mutilo di testa, del Fratello Pierre François Lacenaire nell’armadietto dei paramenti ritualistici.
Ma dal quinto scaffale sento il Nekam! Del Fratello Jean Bidegain. Ecco lo snodarsi del thrilling. Ancora Francia, Terza Repubblica, anni 1870-1940: è in atto il sotterraneo scandalo delle fiches, vale a dire la schedatura (nomine, trasferimenti e promozioni) di ufficiali ed alti funzionari ad opera del ministero della Guerra, su informazioni del Grande Oriente. Nessuna meraviglia. Lo slogan dell’epoca è la Frammassoneria è la Repubblica al coperto, mentre la Repubblica è la Frammassoneria allo scoperto: è la politica del ‘mutuo soccorso’.
Nello sporco ingranaggio degli schedatori massonici viene inserito l’ignaro Bidegain; il quale, nella sua attività di vice-Gran Segretario, d’improvviso scopre d’esser stato strumentalizzato come delatore. Quando l’indegna faccenda delle schede sale alla ribalta, il povero Bidegain, temendo per la sua vita, espatria più volte insieme con la moglie. Ma lo stesso Oriente – la cui metodologia dell’usa e getta è la propria linfa vitale – ha schedato il giovane, segnalandolo a tutte le Logge. E al fine di stanare l’ex suo Adepto, fa montare da un giornale, di stampo e stampa muratorii, la falsa morte di Jean Bidegain avvenuta per impiccagione.
Perseguitato dai Fratelli, Jean, senza lavoro, riesce a sopravvivere aprendo una cartoleria a Neuilly. Per un anno, di lui si persero le tracce. Ma ‘l’8 dicembre 1926, quando ormai nessuno parla più dello scandalo delle fiches, i coniugi Bidegain vengono trovati morti nella loro abitazione …, per avvelenamento di cianuro di potassio. Versione ufficiale: suicidio’ (G. Vannoni)». (Ibid., pag. 91-95)
Nekam sta per «vendetta». Le parole sacre del 30° della Massoneria sono «Nekam Adonai, ‘Vendetta, Signore’» (Ibid., pag. 54)

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

Nota: nella copertina del libro «Voglio essere massone» la persona seduta ha la gamba sinistra che forma una squadra, il che è uno dei segnali segreti massonici.

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Sul mistero di Cristo – Predicazione del 20 marzo 2017

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Gesù, il Cristo di Dio – Predicazione del 17 marzo 2017

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Rigettate il «rapimento segreto»! – Predicazione del 15 marzo 2017

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Pensieri …

DIPENDE DA DIO

E’ scritto che Gesù disse del mondo al Padre suo: “il mondo non t’ha conosciuto” (Giovanni 17:25), e ai suoi discepoli: “non conoscono Colui che m’ha mandato” (Giovanni 15:21); perché non lo conobbero? Perché non gli fu dato di conoscerlo, secondo che disse Gesù: “niuno conosce appieno il Padre, se non il Figliuolo e colui al quale il Figliuolo avrà voluto rivelarlo” (Matteo 11:27)
E’ scritto che Gesù disse ai Giudei: “non volete venire a me per aver la vita” (Giovanni 5:40); perché non vollero andare a Gesù? Perché non gli fu dato di andare a Gesù, perché Gesù disse: “niuno può venire a me, se non gli è dato dal Padre” (Giovanni 6:65).
E’ scritto che i Giudei, sebbene Gesù avesse fatto tanti miracoli in loro presenza, pure non credevano in lui; perché non credevano in Lui? Perché “non potevano credere”, per la ragione detta da Isaia: Egli ha accecato gli occhi loro e ha indurato i loro cuori, affinché non veggano con gli occhi, e non intendano col cuore, e non si convertano, e io non li sani (cfr. Giovanni 12:37-40); quindi perché non gli era stato dato da Dio di credere in Gesù.
Quindi, ben dice Paolo che “non dipende dunque né da chi vuole né da chi corre, ma da Dio che fa misericordia.”, perchè “Egli fa misericordia a chi vuole, e indura chi vuole.” (Romani 9:16,18).
A Dio, che ha voluto salvarci, sia la gloria in Cristo Gesù ora e in eterno. Amen

«PASTORI» CHE SONO SULLA VIA DELLA PERDIZIONE

Chi si rifiuta di predicare che Gesù di Nazareth è il Cristo, non crede che Gesù è il Cristo, e se non ci crede non è nato da Dio, perché soltanto credendo che Gesù è il Cristo si nasce da Dio, secondo che è scritto: “Chiunque crede che Gesù è il Cristo, è nato da Dio” (1 Giovanni 5:1). Ed allora ciò significa che egli è un figliuolo d’ira, sulla via della perdizione. Mettete dunque alla prova gli spiriti. Torno a ripeterlo, fratelli, guardate che nelle Chiese per tutto il mondo ci sono tanti «pastori» che non sono nati da Dio, e questo spiega la ragione per cui si rifiutano di predicare la buona novella che Gesù è il Cristo, cosa che invece facevano gli apostoli (cfr. Atti 5:42) Hanno diplomi, lauree, prestigiosi curriculum, ma sono sulla via della perdizione. Non vi fate dunque ingannare dalla loro capacità oratoria, o dalla sapienza umana che sfoggiano, o dai titoli che esibiscono, e neppure da una loro eventuale gentilezza nei vostri riguardi. Essi non sono dei nostri, in quanto appartengono a quelli di fuori.

MAESTRI DI OGNI SORTA DI MENZOGNA

Prendo atto che gli anticristi – coloro che negano che Gesù è il Cristo – che ripetono del continuo che non giudicano e non vogliono fare polemica, si scagliano contro i Cristiani che sbagliano qualche congiuntivo o fanno qualche altro errore grammaticale, deridendoli e offendendoli! Ma che bravi maestri di grammatica che sono! Il fatto è che sono anche maestri di ogni sorta di menzogna. La loro fine è la perdizione. Quando moriranno quindi smetteranno di ridere perché si ritroveranno nel fuoco dell’Ades.

AMANTI DELLA SPAZZATURA

Sono dei ricercatori di spazzatura. La cercano come se cercassero l’oro. Sono proprio avidi di spazzatura. Ne hanno depositata tantissima nel loro cuore, per cui sulle loro labbra ne trovate in quantità enorme. Sto parlando di coloro che amano la sapienza di questo mondo che la Scrittura definisce “pazzia presso Dio” (1 Corinzi 3:19), che quindi sono amanti della spazzatura.

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Il gravissimo scandalo finanziario del 2007 nelle Assemblee di Dio del Canada

Il gravissimo scandalo finanziario (per diversi milioni di dollari canadesi) che nel 2007 si verificò in seno alle Assemblee di Dio del Canada, in cui tanti credenti persero tanti soldi per colpa dei loro sedicenti pastori di cui si erano fidati ed intervenne la magistratura. Ho fiducia che ciò che è avvenuto in Canada farà riflettere i savi di cuore, e gli farà capire cosa sono veramente certe Chiese Pentecostali!
Giacinto Butindaro

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A COMMUNITY IN TURMOIL

Rocco Di Stefano was in good standing at his church. But when he sold investment certificates to congregation members it all went wrong and then the money was gone
Don MacDonald

Wednesday, December 05, 2007

The atmosphere was tense in the boardroom of the Fabre St. Pentecostal Church on a sultry night in July 2006 as the church’s pastor called a meeting of almost 20 congregation members to order.
Pastor David Mortelliti had convened the meeting as part of his efforts to shepherd his congregation through one of the worst crises in its 80-year history. Anger in the room was such that Mortelliti felt the need to appeal for calm at the outset.
At the other end of a large oval conference table from the portly, mustachioed pastor sat Rocco Di Stefano, a longtime congregation member and investment adviser to the families represented around the table.
By the count of one of the participants, those families were facing losses of at least $1.5 million on investment notes recommended to them by Di Stefano. Several were senior citizens – working-class Italian immigrants – trying to come to grips with the prospect of losing much of their life savings.
The investments were in unregistered certificates carrying high interest rates that were issued by obscure private companies.
By the time of the 2006 meeting, Di Stefano’s role in their sale to church members had become a source of rancour in the congregation, a part of the Canadian Assemblies of God, formerly the Italian Pentecostal Church of Canada.
The bad feelings were made worse because Di Stefano had been a member of the tightly knit evangelical Protestant congregation since his childhood.
What’s more, he had been a Pentecostal pastor who had headed his own congregation in Windsor, Ont., before returning to Montreal in the early 1990s.
—————————————
Norbourg, Mount Real, Norshield, iForum – these are some of the names on the Quebec securities industry’s dishonour roll.
Compared with the hundreds of millions in investors’ savings that have been lost through them, Zema Finances Inc. and Rocco Di Stefano are small time players.
But the suffering they caused to a tightly knit community of Italian Canadians is no less because the dollar amounts are less.
In many respects , the losses incurred by the families offer in microcosm a picture of the damage caused by investment schemes like the one described here.
In a three part series we look at the genesis of an investment scandal:
Today: Rocco Di Stefano, the man at the centre of the storm
Tomorrow: Families in despair
Friday: Anatomy of a scheme gone bad
—————————————–
Although Di Stefano, 48, has constantly reassured his clients that they will recover their money, a Gazette investigation casts doubt on that claim.
One of the private companies in which Di Stefano’s clients purchased investments, an offshore outfit called Eurovision Financial Services Ltd., has been branded a fraud in bankruptcy proceedings, with total investor losses believed to run to at least $15 million.
In the case of another company called Zema Finances Inc., The Gazette has found troubling evidence of Di Stefano’s personal involvement in the firm alongside that of a convicted fraud artist. A third group of companies, known as Sodexin, is mired in financial troubles and the company’s president says investors shouldn’t expect to recover their capital for at least three years.
Yesterday, Quebec’s financial watchdog, the Autorité des marchés financiers, announced Di Stefano has been slapped with an order prohibiting him from making any form of investment operation or advising clients on securities. Almost 75 people, most of them members of the Fabre St. congregation, have filed complaints against Di Stefano, an AMF spokesman said.
Among the AMF’s allegations against Di Stefano is that he used his status as a life insurance agent to contact widows to solicit them to invest their insurance payouts in Zema Finances.
Even though air conditioning shielded the boardroom from the oppressive heat outside that July evening, the emotional temperature around the table quickly soared when Di Stefano, flanked by his wife, began to speak.
He insisted that the people’s money was not lost and that he was working to get it back – a promise his clients say they had heard many times before.
He painted himself as a victim because he himself had invested in Eurovision and now was under attack from clients demanding their money back, according to the recollections of participants in the meeting.
Then, Di Stefano turned the tables on his clients, telling them they had to accept some responsibility for the investments.
“When things were going well, everybody loved me. Now that the companies are going down, everybody hates me, as if I’m responsible.”
Congregation members angrily retorted that Di Stefano had presented the investments as safe and guaranteed.
“You keep promising that we’re going to get our money, but we’re not getting anything,” one person told him.
Of the meeting, Di Stefano said in an interview: “I remember people coming out against us … saying I defrauded them and so on. I don’t believe in any way that I have.”
Within a month of the meeting, the church’s board had met and prepared an announcement that Pastor Mortelliti later called “a fraternal admonition” to Di Stefano. It was aimed at alerting the congregation to problems involving Di Stefano and investments. It called on him to be forthcoming with clients about what he knew about the companies.
During the Sunday service of Aug. 20, 2006, Mortelliti read the statement in church and asked the congregation to pray for the families of the victims and Di Stefano and his family. He was in attendance.
“We asked him to be upfront, to be forthright. If he knew there was something to share with his clients, to do it,” Mortelliti said after a recent Sunday service at the church, where congregation members refer to each other as brother and sister and foot-tapping gospel songs are accompanied by an eight-piece band, including drums and horns.
Di Stefano has never returned to the Fabre St. Church.
In the months since, the anger has only grown among Di Stefano’s clients both inside and outside the Fabre congregation.
The Gazette has interviewed representatives of six families who say they invested their savings on the advice of Di Stefano with disastrous consequences stretching back to the late 1990s. Collectively, they say they are facing losses of more than $1.3 million on the notes.
Di Stefano said about 20 clients had invested $1.5 million in Eurovision, about 25 had invested an equal amount in Zema Finances and six to eight clients had invested about $300,000 in Sodexin.
Some of the clients invested in more than one of these companies and some had recovered money, he said.
Family members interviewed by The Gazette say they became clients of Di Stefano through personal connections and some said they were approached after they had recently come into a large sum of money.
The investors, including several seniors, tell heart-rending stories of their regret, anguish and feelings of helplessness and betrayal over the loss of their savings.
Di Stefano, who was licensed to sell insurance and mutual funds, was fired this year by mutual fund dealer Ten Star Financial Inc. over the investments. Ten Star president David Baird said the investments were not executed through his firm and Ten Star was unaware of them until it was served with lawsuits from disgruntled clients.
Baird said Ten Star also fired Di Stefano’s former partner, Ronald Greeley, over investments he sold to his clients without the firm’s knowledge.
Both Di Stefano and Greeley have been called to appear before disciplinary hearings before the Chambre de la securité financière, a body that regulates mutual fund and insurance advisers. Greeley is to appear next week, and Di Stefano’s hearing is in March.
Greeley said he sold Eurovision and Sodexin notes to a small number of his clients and added he believes he acted in good faith and has never taken anyone’s money for himself.
Di Stefano, too, maintained in an interview that he has not put one cent of his clients’ savings in his pocket.
“If I was to say: ‘I’m going to run away. I’m going to go into hiding. Well, then, yeah, I scammed you,” he said. “But I didn’t. That’s why I’m still here. … I’ll face the music, as we say, and get things done and let it get done.”
He said two of the companies – Zema Finances and Sodexin – are getting back on their feet and will be paying off on their obligations to investors.
He even held out hope that investors may recover their money from bankrupt company Eurovision, a company that collapsed in 2003. Its principals, Armando Ferrucci and Victor Lacroix, left Montreal amid allegations of fraud.
As for the investors, Di Stefano claimed they were looking for investments paying fixed rates of return after the stock market decline of the early part of the decade and added “no one held a gun to any client’s head.”
For his former clients, there is no end in sight to the anger, frustration and, in many cases, financial struggles that they’ve been left with in the aftermath of doing business with Di Stefano.
“It’s not like $10,000 and you’ll recuperate from it,” said one man who says his family is struggling to make ends meet after losing heavily on investments recommended to him by Di Stefano. “It’s always knocking on the door. It’s always right there.”

http://www.investorvoice.ca/PI/3306.htm

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Perseverate nella fede – Predicazione del 13 marzo 2017

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Esortazione

Fratelli vi esorto a ritenere tutto quello che ci hanno lasciato scritto Matteo, Marco, Luca e Giovanni su Gesù; lo ripeto, TUTTO QUELLO CHE CI HANNO LASCIATO SCRITTO. E non solo, difendete strenuamente tutto quello che essi ci hanno lasciato scritto. Vi dico questo perché è in corso in tutto il mondo un attacco da parte dell’esercito massonico infiltratosi nelle Chiese contro quello che questi nostri fratelli scrissero sospinti dallo Spirito Santo da parte di Dio su Gesù. I massoni infatti stanno dicendo che i loro scritti per svariate ragioni non sono del tutto attendibili in quanto in essi ci sarebbero anche delle leggende! E questo perché costoro rifiutano di credere nell’ispirazione verbale e plenaria anche dei loro scritti. Essi non credono che Gesù è il Cristo, sono degli anticristi. Questo spiega perché disprezzano gli Scritti Sacri.

Giacinto Butindaro

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La morte espiatoria di Cristo – Predicazione del 10 marzo 2017

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Giuseppe Garibaldi, il massone filosatanista

Una delle tante conferme che la Massoneria è una istituzione satanica che vuole distruggere il cristianesimo.

Leggo in «Garibaldi: l’eroe fasullo dell’Italia laica e anticristiana», di Giudo Vignelli:

«Da giovane Garibaldi frequentò la Carboneria e fece parte delle organizzazioni mazziniane. Durante le sue imprese sudamericane entrò in contatto con la Massoneria: nel 1844 a Montevideo (Uruguay) si affiliò dapprima alla loggia irregolare Asilo della Virtù e poi e poi alla loggia regolare Gli Amici della Patria; frequentò a Londra la prestigiosa loggia dei Filadelfi, che lo proclamò Gran Jerofante; nel 1862 venne eletto Gran Maestro dalla prima Costituente massonica ufficiale tenutasi dopo l’unità d’Italia; infine nel 1872 il Grande Oriente d’Italia lo nominò Gran Maestro onorario a vita. Le sue simpatie per il satanismo sono testimoniate da numerosi accenni. Nel suo discorso elettorale del 22 febbraio 1867 a Firenze egli proclamò: “Come la nostra lotta coi clericali tiene oggi sospeso tutto il mondo civile, così la nostra vittoria su Dio sarà l’acclamata rivendicazione della libertà di coscienza e il trionfo della ragione sul pregiudizio”. Nel 1877 egli scrisse al poeta socialista Mario Rapisardi elogiandolo per il suo poema su Lucifero, col quale “voi avete scalzato l’idolo di tanti secoli (=Dio) e vi avete sostituito il vero (=il diavolo). Coraggioso! Possa seguirvi la nazione intera nella grand’opera di emancipazione morale da voi eroicamente iniziata. Accogliete un bacio fraterno dal vostro correligionario Giuseppe Garibaldi”.» (Garibaldi: l’eroe fasullo dell’Italia laica e anticristiana, di Giudo Vignelli)

Per una biografia di Mario Rapisardi, famoso poeta e professore universitario catanese che era massone, andate qua

Per leggere il suo infame poema «Lucifero» andate qua

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

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