Attenzione, pericolo di morte! Le ADI affermano che il dubbio non è peccato

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Le ADI (Assemblee di Dio in Italia) insegnano che il dubbio non è peccato. E’ quindi del tutto normale che un credente si metta a dubitare della propria salvezza, e finanche dell’esistenza di Dio!
Felice Antonio Loria infatti, che è l’attuale presidente delle ADI, ha detto che « … la mente nostra a volte è assillata da dubbi. Sappiate una cosa, il dubbio non è peccato, è cadere vittima del dubbio che è un’altra cosa. Siamo uomini, siamo creature, siamo essere umani, e a volte ci troviamo nell’incertezza, però portiamo le nostre incertezze a Gesù Cristo, così come siamo» (Sermone tenuto a Catania il 15 maggio 2016 min. 44 visionabile qua https://youtu.be/gtT3xlsIl_o), e sul sito della Chiesa ADI di Palermo leggiamo quanto segue in un articolo dal titolo «Dubbio interiore», che spiega meglio cosa intendono loro per dubbio: «Pure il cristiano sperimenta il travaglio del dubbio. Non parlo del chiedersi il perché delle cose o del desiderare di conoscere ciò che è avvolto nel mistero, ma di qualcosa di più subdolo e più sottile ed infinitamente più lacerante perché mette in discussione i fondamenti stessi della propria fede. Il dubbio assale la mente: si può dubitare della realtà della propria salvezza spirituale, della concretezza delle proprie esperienze di fede, dell’amore o dell’onnipotenza di Dio, dell’aldilà, perfino dell’esistenza stessa di Dio. In genere il credente vive da solo questo tormento, perché ha vergogna di confidare i propri dubbi a qualcuno. E’ scritto che la fede è dimostrazione di realtà che non si vedono, e dunque dubitare di qualcosa non è in contrasto con la propria professione di fede? Non è una incoerenza? E così si resta soli con i propri dubbi. La prima cosa che conviene fare è notare come nella Bibbia siano riportati tanti casi di uomini di Dio che hanno dovuto fare i conti col dubbio: questo incoraggerà ognuno a sentirsi meno solo e soprattutto a non sentirsi colpevolizzato. Il popolo ebreo, alle prese con il problema della mancanza d’acqua nel deserto, dubitò della presenza del Signore in mezzo a loro: “Il Signore è in mezzo a noi, sì o no?” (Es. 17:7). Asaf, uno degli autori dei salmi, considerando il contrasto tra la prosperità degli uomini malvagi e le difficoltà di chi come lui temeva Dio, dubitò dell’onniscienza di Dio: “Com’è possibile che Dio sappia ogni cosa, che vi sia conoscenza nell’Altissimo?” (Sal. 73:11). Giovanni Battista, tenuto in carcere da Erode, dubitò della messianità di Gesù Cristo e quindi, indirettamente, anche della sua stessa missione di profeta del Regno di Dio in arrivo e mandò a chiedere a Gesù: “Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?” (Matt. 11:3). Paolo, parlando della fragilità dell’uomo e delle difficoltà del cristiano, confessò che anche lui, come tutti, delle volte era stato “perplesso” (2 Cor. 4:8), un termine generico che lascia intravedere domande, dubbi, conflitti interiori.» (http://www.adipa-noce.it/approfondimenti-biblici/37-aiuto-spirituale/55-dubbio-interiore)

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Dunque, secondo le ADI, dubitare dei fondamenti stessi della propria fede non è peccato, perché peccato è invece cadere vittima del dubbio! Ma questa è una contraddizione evidente, perché chi dubita è vittima del dubbio, in altre parole, chi dubita è già caduto in tentazione, ed ha fatto spazio dunque al diavolo, perché il dubbio è un dardo infuocato del diavolo. Ma come si fa a dire che non è peccato dubitare dell’esistenza di Dio, o del valore espiatorio della morte di Cristo, o della sua resurrezione fisica, o della propria salvezza, e così via? Bisogna proprio essere insensati e ignoranti! Qui ci troviamo dunque davanti ad un attacco spudorato lanciato contro la fede e la parola della fede!

COS’È IL DUBBIO E COME LA SCRITTURA LO CONDANNA

Adesso vi dimostrerò mediante le Scritture che dubitare è peccato, perché chi dubita non crede alla Parola di Dio e quindi non crede a Dio. Il dubbio è l’antifede per eccellenza, e quindi va condannato con ogni franchezza.
Innanzi tutto ecco il significato della parola «dubbio» secondo il Vocabolario della lingua Italiana di Nicola Zingarelli: «Che è privo di certezza, sicurezza e sim., che non si può conoscere, definire o affermare con esattezza. […]. SIN. Incerto», ed il significato di «dubbio» secondo il Dizionario di filosofia Treccani: «Stato soggettivo d’incertezza, da cui risulta un’incapacità di scelte teoretiche o pratiche, essendo gli elementi oggettivi considerati insufficienti a determinarle in un senso piuttosto che in quello opposto. Sul piano gnoseologico, dubitare significa sospendere l’assenso (➔) nei confronti di proposizioni tra di loro contraddittorie; in questa accezione, esso si contrappone a credenza, ma è diverso anche dall’ignoranza, intesa come assenza di spirito di ricerca. Anzi è proprio la sua collocazione all’interno del processo di ricerca, il suo carattere problematico, che ha costituito il valore permanente del d. nella storia del pensiero filosofico, sia che esso venga considerato come operazione preliminare a ogni ricerca di verità, come premessa all’acquisizione della certezza (d. metodico), sia come constatazione dell’impossibilità di raggiungere certezze (d. scettico). Entrambe le forme di d. sono presenti nella filosofia greca.» (http://www.treccani.it/enciclopedia/dubbio_(Dizionario-di-filosofia)/.) Come potete vedere, il dubbio è incertezza, e quindi è contrario alla fede, che invece è “certezza di cose che si sperano, dimostrazione di cose che non si vedono” (Ebrei 11:1), e alla piena certezza di fede con cui il Cristiano si accosta a Dio (cfr. Ebrei 10:22) .
Veniamo ora ad alcuni passi della Scrittura che condannano il dubbio o il dubitare.

Paolo dice ai santi di Roma: “Ma colui che sta in dubbio, se mangia, è condannato; perciocché non mangia con fede; or tutto ciò che non è di fede è peccato” (Romani 14:23 – Bibbia Diodati. La Nuova Diodati ha: “Ma colui che sta in dubbio, se mangia è condannato, perché non mangia con fede; or tutto ciò che non viene da fede è peccato”; la Nuova Riveduta: “Ma chi ha dei dubbi riguardo a ciò che mangia è condannato, perché la sua condotta non è dettata dalla fede; e tutto quello che non viene da fede è peccato”, e la Riveduta: “Ma colui che sta in dubbio, se mangia è condannato, perché non mangia con convinzione; e tutto quello che non vien da convinzione è peccato”). Qui il termine greco tradotto con «fede» è «pisteōs», che significa appunto «fede» ed è lo stesso termine greco che troviamo in Ebrei 11:6: “Or senza fede è impossibile piacergli” (http://biblehub.com/text/hebrews/11-6.htm). Dunque, bisogna persino mangiare con fede, perché mangiare dubitando è peccato, e questo perché tutto quello che non viene da fede è peccato. Ora, la domanda è: il dubbio viene dalla fede? No, quindi è peccato. Le ADI dunque mentono contro la verità quando affermano che il dubbio non è peccato. E’ peccato, eccome se è peccato, e in quanto tale va dunque condannato.

Giacomo ci dice queste parole in relazione al chiedere sapienza a Dio: “Che se alcuno di voi manca di sapienza, la chiegga a Dio che dona a tutti liberalmente senza rinfacciare, e gli sarà donata. Ma chiegga con fede, senza star punto in dubbio; perché chi dubita è simile a un’onda di mare, agitata dal vento e spinta qua e là. Non pensi già quel tale di ricever nulla dal Signore, essendo uomo d’animo doppio, instabile in tutte le sue vie” (Giacomo 1:5-8). Dunque, secondo la Parola, chi dubita è d’animo doppio – e quindi è doppio nel parlare -, ed è instabile in tutte le sue vie, infatti è descritto come un’onda di mare agitata dal vento e spinta qua e là. Qui notiamo quindi i danni del dubbio in un credente: lo rendono doppio d’animo e instabile in tutte le sue vie, quindi non in una via soltanto – che già di per sè sarebbe grave – ma in tutte le sue vie. E noi sappiamo che gli instabili sono le vittime dei falsi dottori, secondo che è scritto: “Adescano le anime instabili” (2 Pietro 2:14). Peraltro, in merito ai doppi d’animo, vi ricordo quello che dice Giacomo a coloro che sono diventati amici del mondo: “Donde vengon le guerre e le contese fra voi? Non è egli da questo: cioè dalle vostre voluttà che guerreggiano nelle vostre membra? Voi bramate e non avete; voi uccidete ed invidiate e non potete ottenere; voi contendete e guerreggiate; non avete, perché non domandate; domandate e non ricevete, perché domandate male per spendere ne’ vostri piaceri. O gente adultera, non sapete voi che l’amicizia del mondo è inimicizia contro Dio? Chi dunque vuol essere amico del mondo si rende nemico di Dio. Ovvero pensate voi che la Scrittura dichiari invano che lo Spirito ch’Egli ha fatto abitare in noi ci brama fino alla gelosia? Ma Egli dà maggior grazia; perciò la Scrittura dice: Iddio resiste ai superbi e dà grazia agli umili. Sottomettetevi dunque a Dio; ma resistete al diavolo, ed egli fuggirà da voi. Appressatevi a Dio, ed Egli si appresserà a voi. Nettate le vostre mani, o peccatori; e purificate i vostri cuori, o doppi d’animo! Siate afflitti e fate cordoglio e piangete! Sia il vostro riso convertito in lutto, e la vostra allegrezza in mestizia! Umiliatevi nel cospetto del Signore, ed Egli vi innalzerà” (Giacomo 1:10).

Giuda dice: “E abbiate pietà degli uni che sono nel dubbio; salvateli, strappandoli dal fuoco” (Giuda 22-23). Notate come la Scrittura ci ordina di strappare dal fuoco coloro che sono nel dubbio, e quindi questo significa che il dubbio porta nel fuoco dell’inferno. D’altronde, la Scrittura definisce chi dubita un uomo instabile in tutte le sue vie e un uomo d’animo doppio.

L’apostolo Pietro, dopo avere camminato per un pò sulle acque del mar di Galilea, cominciò a sommergersi proprio quando dubitò perché ebbe paura del vento, infatti quando Gesù stese la mano e lo afferrò per salvarlo, lo rimproverò con queste parole: “O uomo di poca fede, perché hai dubitato?” (Matteo 14:31). Dunque, fu il dubbio a far sprofondare nelle acque l’apostolo Pietro. Ecco la dimostrazione delle nefaste conseguenze che ha il dubitare della parola di Cristo.

Gesù Cristo disse ai suoi discepoli: “Abbiate fede in Dio! In verità io vi dico che chi dirà a questo monte: Togliti di là e gettati nel mare, se non dubita in cuor suo, ma crede che quel che dice avverrà, gli sarà fatto. Perciò vi dico: Tutte le cose che voi domanderete pregando, crediate che le avete ricevute, e voi le otterrete.” (Marco 11:22-24). Il che conferma che dubitare è il contrario di avere fede in Dio, e quindi dubitare della Sua Parola è non avere fiducia in Dio, e quindi è peccato.

E qual è il salario del peccato? La morte (cfr. Romani 6:23)

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Un messaggio per Felice Antonio Loria

Felice Antonio Loria, ammesso e non concesso che «gli incarichi in mezzo alle Assemblee di Dio in Italia non costituiscono gerarchia ma sono servizio», come hai detto oggi a Catania (cosa questa che nelle ADI non ci credete neppure voi che l’andate ripetendo nella speranza che ci sia ancora qualcuno che vi creda!), tu allora prima di tutti gli altri dovresti servire le Chiese anche rispondendo pubblicamente a dei quesiti importanti che molti fratelli nelle ADI ti pongono sulla Massoneria. Ti ricordo dunque che le domande a cui tu da «un fratello tra fratelli» – come ti sei definito pubblicamente – sei chiamato a rispondere sono queste. Innanzi tutto queste:

1) La Massoneria è da Dio o da Satana?
2) I principi massonici «libertà, fratellanza e uguaglianza» sono da Dio o da Satana?
3) Un Cristiano può affiliarsi alla Massoneria?
4) Un massone che si professa Cristiano può essere membro delle A.D.I.?

Ma poi di recente si è aggiunta pure questa domanda:

Le ADI approvano o condannano la seguente posizione sulla Massoneria assunta da alcuni membri delle ADI?
– La Massoneria non è né da Dio né da Satana
– Il Grande Architetto dell’Universo (G.A.D.U.) della Massoneria non è né Satana, né alcun altra divinità delle religioni positive, bensì un principio regolatore del cosmo che ogni religione positiva raffigura coerentemente alle proprie convinzioni
– I principi massonici di libertà, fratellanza e uguaglianza sono principi di filosofia politica che non contrastano l’assiologia biblica
– Un Cristiano può affiliarsi alla Massoneria
– Un massone che si professa Cristiano può essere membro di una Chiesa Evangelica

Recherai questo servizio alle Chiese delle ADI? Molte Chiese delle ADI lo sperano. Ma tu ancora non ti sei degnato di servirle! Cosa o chi ti impedisce di offrire loro questo servizio che è loro dovuto da parte tua? Sai, molte Chiese ADI questo da te lo pretendono, «nel senso buono del termine», come ti piace dire a te!

Giacinto Butindaro

P.s. Ah, dimenticavo, reca anche questo altro servizio alle Chiese, cioè fai pubblicare lo Statuto e il regolamento delle ADI e fallo distribuire a tutti i membri delle ADI, così tutti si renderanno conto da loro stessi se le tue parole «gli incarichi in mezzo alle Assemblee di Dio in Italia non costituiscono gerarchia ma sono servizio» corrispondono a verità o sono una menzogna. Dai alle Chiese gli strumenti per poter valutare la veridicità delle tue parole!

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Comunicazione

Pace a voi. Le predicazioni in diretta sono sospese. Quando Dio volendo riprenderanno ve lo comunicheremo. Dio vi benedica

Giacinto Butindaro

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Siete sulla via che mena all’inferno, ravvedetevi dunque e credete in Cristo! – Predicazione del 27 maggio 2016

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Chi sei e dove stai andando

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Due delle domande che ti sei sovente fatto sono «Chi sono?» e «Dove sto andando?» per cui voglio fornirti le risposte.
«Chi sono?» Sei una creatura di Dio, il Padre dal quale sono tutte le cose (1 Corinzi 8:6), ma sei sotto il peccato (Romani 3:9) a cagione del peccato entrato nel mondo per mezzo del primo uomo (Romani 5:12), e quindi sei schiavo del peccato (Tito 3:3). In quanto peccatore infatti, sei schiavo del peccato (chi commette il peccato, è schiavo del peccato – Giovanni 8:34), e quindi morto nei tuoi peccati (Efesini 2:1), perché il salario del peccato è la morte (Romani 6:23); e sei perciò un nemico di Dio nella tua mente e nelle tue opere malvagie (Colossesi 1:21): l’ira di Dio è sopra di te, sei un figliuolo d’ira (Giovanni 3:36; Efesini 2:3). In altre parole, sei sotto la condanna di Dio (Romani 5:18).
«Dove sto andando?» Stai andando all’inferno (in greco Ades), che è un luogo di tormento in cui scendono le anime di tutti coloro che muoiono nei loro peccati, e dove arde un fuoco non attizzato da mano d’uomo (Luca 16:19-31). E poi nel giorno del giudizio, quando Dio giudicherà gli uomini con giustizia, risusciterai in resurrezione di condanna per essere giudicato da Dio secondo le tue opere e sarai allora gettato anima e corpo in un altro luogo di tormento che si chiama stagno ardente di fuoco e di zolfo, dove sarai tormentato nei secoli dei secoli (Apocalisse 21:8; 20:12-15)
Dopo averti dato le risposte a queste tue domande, voglio annunciarti la Buona Novella relativa al regno di Dio e al nome di Gesù Cristo (Atti 8:12).
Il Padre, che è il Creatore di tutte le cose, nella pienezza dei tempi nel suo grande amore ha mandato nel mondo il Suo diletto Figliuolo, il cui nome è Gesù Cristo, per essere la propiziazione per i nostri peccati (1 Giovanni 4:10); Egli dunque, che era il Santo e il Giusto (Atti 3:14), morì per i nostri peccati, portando i nostri peccati nel suo corpo sulla croce (1 Corinzi 15:3; 1 Pietro 2:24), e risuscitò il terzo giorno a cagione della nostra giustificazione (1 Corinzi 15:4; Romani 4:25).
Coloro dunque che credono in Lui vengono liberati dai loro peccati (Apocalisse 1:5; Tito 3:5), ricevono la remissione dei peccati (Atti 10:43; 1 Giovanni 2:12), e quindi vengono giustificati (Atti 13:39; Romani 5:1) e riconciliati con Dio (Romani 5:10; 2 Corinzi 5:18; Colossesi 1:22). Essi vengono vivificati con Cristo (Efesini 2:5), e diventano figliuoli di Dio (Giovanni 1:12; 1 Pietro 1:23). Ed oltre ciò, essi ricevono la vita eterna (Giovanni 3:36; 1 Giovanni 5:13), che è il dono di Dio in Cristo (Romani 6:23). Per essi dunque che sono in Cristo non v’è più alcuna condanna (Romani 8:1). Essi sono sulla via della salvezza (1 Corinzi 1:18), e quindi quando muoiono nel Signore vengono salvati dal Signore nel Suo regno celeste, dove si riposano dalle loro fatiche (2 Timoteo 4:18; Apocalisse 14:13). Quando poi essi risorgeranno in resurrezione di vita, il che avverrà all’apparizione di Cristo dal cielo, essi, assieme a tutti i santi che saranno trovati viventi, otterranno un corpo glorioso come quello di Gesù Cristo (Filippesi 3:20-21; 1 Corinzi 15:51-54), e tutti assieme verranno rapiti sulle nuvole, a incontrare il Signore nell’aria; e così saranno sempre col Signore (1 Tessalonicesi 4:17).
Dunque, ti esorto a ravvederti e a credere nel Signore Gesù Cristo, affinché tu riceva la remissione dei peccati e la vita eterna.

Giacinto Butindaro

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Attenzione, pericolo di morte! Le ADI affermano che il dubbio non è peccato – Predicazione del 25 maggio 2016

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Contro i capi di Sodoma e il popolo di Gomorra!

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Il mondo dà del transessuale a Gesù? Del tutto normale! C’è la libertà di parola. Ci dice il mondo. Ma se noi diciamo che gli omosessuali e i fornicatori sono dei peccatori, e che stanno andando all’inferno, e che per scampare all’inferno devono ravvedersi e credere in Cristo, siamo accusati dal mondo di essere omofobi e di non rispettare le persone, di odiarle, e così via. Ma d’altronde, il mondo giace tutto quanto nel maligno, e non ti puoi aspettare che ami la verità. E quindi è del tutto normale che il mondo ci odi a motivo della Parola di Dio. Noi la proclamiamo con ogni franchezza, e sappiamo che questo mondo è un mondo di tenebre che odia la luce! Il mondo ci vede come una minaccia, come un pericolo, per l’umanità! Noi siamo quelli che fomentiamo l’odio verso gli uomini, che non hanno amore e rispetto per il prossimo, perché diciamo agli uomini che non sono liberi di peccare in quanto Dio comanda loro di ravvedersi e convertirsi dai loro peccati, per ottenere da Lui misericordia! Ma questo è quello che aspetta tutti coloro servono Dio in mezzo a questa generazione adultera e peccatrice. Ma oggi il mondo non ha invece nulla da temere da parte di tante sedicenti Chiese Evangeliche, perché esse hanno smesso da tempo di testimoniare del mondo che le sue opere sono malvagie, e di esortare gli uomini a ravvedersi e a convertirsi dai loro peccati. L’omosessualità e la fornicazione per queste Chiese? «Libere espressioni di stili di vita»! Già, certo, libertà sessuale per tutti! La Massoneria ha ordinato alle Chiese di promuovere la libertà dell’uomo nel mondo, … la libertà di peccare, naturalmente! Perché la Massoneria odia Dio e la sua legge, e quindi tiene in grande considerazione la libertà di violare i comandamenti di Dio e onora coloro che la promuovono! E queste Chiese hanno ubbidito, perché per queste Chiese bisogna ubbidire agli uomini anziché a Dio! Se gli uomini sono potenti e famosi, pronti a fargli avere favori di ogni genere, vale proprio la pena! E poi, chi glielo fa fare di attirarsi l’odio e la persecuzione del mondo, a cagione di una parola che ormai è sorpassata e inadeguata ai tempi, visto che i tempi sono cambiati totalmente, ed è imperativo stare al passo con i tempi? Quindi, bisogna strizzare l’occhio anche agli omosessuali e ai fornicatori, che peraltro abbondano in mezzo a loro, anche dietro i pulpiti! La malvagità regna in mezzo a queste Chiese! Non hanno la forza di opporsi al peccato, le uniche forze che hanno le usano per scagliarsi contro coloro che tengono alta la Parola della vita in mezzo a questa generazione storta e perversa, che queste chiese considerano dei fanatici e dei terroristi – i soliti fondamentalisti che vogliono fare tornare la Chiesa al medioevo! – che naturalmente stanno facendo tanto male alle Chiese … ovviamente alle Chiese massonizzate! Queste Chiese sono diventate amiche del mondo, e nemiche di Dio, eppure continuano a dire che nessun male gli verrà addosso! Esse però si illudono! I conduttori di queste Chiese sono come i capi di Sodoma, e queste Chiese come il popolo di Gomorra! E per certo Dio sta dando loro tempo per ravvedersi, ma se non si ravvedono Dio li punirà per la loro iniquità! Uno per uno, nessuno scamperà! Dio renderà a ciascuno di essi secondo le loro opere. Ah, una precisazione, ipocriti e guide cieche, noi non vogliamo che la Chiesa torni al medioevo ma vogliamo che essa torni ai giorni degli apostoli! Sì, perché il nostro desiderio e la nostra preghiera è che la Chiesa torni a conformarsi agli insegnamenti degli apostoli, e quindi rompa ogni legame con questo vostro sistema masso-mafioso che avete creato e in cui voi vi trovate a vostro agio perché siete nemici di Dio e della Sua Parola!
«Ascoltate la parola dell’Eterno o capi di Sodoma! Prestate orecchio alla legge del nostro Dio, o popolo di Gomorra! Che m’importa la moltitudine de’ vostri sacrifizi? dice l’Eterno; io son sazio d’olocausti di montoni e di grasso di bestie ingrassate; il sangue dei giovenchi, degli agnelli e dei capri, io non lo gradisco. Quando venite a presentarvi nel mio cospetto, chi v’ha chiesto di calcare i miei cortili? Cessate dal recare oblazioni vane; il profumo io l’ho in abominio; e quanto ai novilunî, ai sabati, al convocar raunanze, io non posso soffrire l’iniquità unita all’assemblea solenne. I vostri novilunî, le vostre feste stabilite l’anima mia li odia, mi sono un peso che sono stanco di portare. Quando stendete le mani, io rifiuto di vederlo; anche quando moltiplicate le preghiere, io non ascolto; le vostre mani son piene di sangue. Lavatevi, purificatevi, togliete d’innanzi agli occhi miei la malvagità delle vostre azioni; cessate dal fare il male; imparate a fare il bene; cercate la giustizia, rialzate l’oppresso, fate ragione all’orfano, difendete la causa della vedova! Eppoi venite, e discutiamo assieme, dice l’Eterno; quand’anche i vostri peccati fossero come lo scarlatto, diventeranno bianchi come la neve; quand’anche fossero rossi come la porpora, diventeranno come la lana. Se siete disposti ad ubbidire, mangerete i prodotti migliori del paese; ma se rifiutate e siete ribelli, sarete divorati dalla spada; poiché la bocca dell’Eterno ha parlato. Come mai la città fedele è ella diventata una prostituta? Era piena di rettitudine, la giustizia dimorava in lei, ed ora è ricetto d’assassini! Il tuo argento s’è cangiato in scorie, il tuo vino è stato tagliato con acqua. I tuoi principi sono ribelli e compagni di ladri; tutti amano i regali e corron dietro alle ricompense; non fanno ragione all’orfano, e la causa della vedova non vien davanti a loro. Perciò il Signore, l’Eterno degli eserciti, il Potente d’Israele, dice: Ah, io avrò soddisfazione dai miei avversari, e mi vendicherò de’ miei nemici!» (Isaia 1:10-24)
Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

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Siamo salvati – Predicazione del 23 maggio 2016

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Nelle ADI c’è chi insegna che il sangue di Gesù non era umano

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MASSIMA ATTENZIONE! Nelle ADI viene insegnata la falsa dottrina secondo cui il sangue di Gesù non era umano.
E’ presente infatti in uno studio a firma di Antonio Piraino dal titolo «Il sangue di Gesù Cristo» presente sia sul sito della Chiesa ADI di Guidonia (Roma),

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http://www.evangeliciadiguidonia.it/

che sul sito Tutto l’evangelo
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http://www.tuttolevangelo.com/studi/il_sangue_di_gesu.php

E’ la stessa eresia che insegnano Benny Hinn ed altri. Leggete dunque la mia confutazione di questa eresia.

«CONTRO L’ERESIA ‘IL SANGUE DI GESÙ CRISTO NON ERA UMANO’ (INSEGNATA TRA GLI ALTRI ANCHE DA BENNY HINN)»

E’ da secoli che in seno alla Chiesa di Dio circola una dottrina sul sangue di Cristo che afferma che il sangue di Gesù non era umano ma divino, in quanto Gesù Cristo lo ricevette direttamente da Dio Padre e non da Maria sua madre. Il principale verso della Scrittura preso dai sostenitori di questa dottrina è il seguente: “Badate a voi stessi e a tutto il gregge, in mezzo al quale lo Spirito Santo vi ha costituiti vescovi, per pascere la chiesa di Dio, la quale egli ha acquistata col proprio sangue” (Atti 20:28). Basandosi sulle ultime parole di questo verso, costoro concludono che il sangue di Cristo era il sangue di Dio, cioè il sangue del Padre, e perciò esso non era affatto sangue umano.
Secondo questa dottrina, dunque, Cristo non prese il suo sangue da Maria nel suo seno. Non lo prese da ella perché altrimenti esso sarebbe stato impuro, e quindi Dio Padre diede al Figlio un sangue divino.
Uno di quelli che sostengono questa dottrina è Benny Hinn, pastore dell’Orlando Christian Center in Orlando, Florida, predicatore della prosperità conosciuto e seguito da tanti anche qui in Italia. Durante una sua predicazione, Benny Hinn infatti ha affermato: ‘Non esiste l’immacolata concezione. Non voglio offendere i Cattolici, c’è solo un Agnello, perfetto Agnello. La Bibbia dice che noi siamo comprati con il sangue di Dio. Nel libro degli Atti Paolo scrive: “la quale egli ha acquistata col proprio sangue”. Ed egli dice: ‘Pascete la Chiesa di Dio, la quale egli ha acquistata col proprio sangue’. Quindi il sangue di Gesù è perfetto, il sangue di Gesù non venne da sua madre, non poteva venire (da sua madre). Se fosse venuto da sua madre, esso sarebbe stato contaminato, perché ella era una peccatrice, ella era una peccatrice quando nel Magnificat chiamò Dio ‘Mio Salvatore’. Non dimenticate questo: ‘L’anima mia magnifica il Signore, e lo spirito mio ha esultato in Dio mio Salvatore’. Quando lei entrò in casa di sua cugina Elisabetta, ella profetizzò; Maria disse: ‘L’anima mia magnifica il Signore, e lo spirito mio ha esultato in Dio mio Salvatore’. Nel momento in cui ella entrò in casa di Elisabetta, ella dichiarò: ‘Io sono una peccatrice ed ho bisogno di un salvatore’. … se il sangue di Maria era contaminato, allora il sangue di Gesù non venne da essa. Devo insegnare questo nelle chiese cattoliche. E quando ella disse: ‘Mio Salvatore’ ella dichiarò al mondo: ‘Ho bisogno di un Salvatore’. Quindi tutto quello che ella fu, fu colei che portò (nel suo seno) il Figlio di Dio. Quindi il sangue che scorreva attraverso le sue vene, non venne da Maria; venne direttamente da Dio. Perché? Perché il sangue del primo Adamo non venne da sua madre, egli non aveva una madre. Come il sangue del primo Adamo venne da Dio, così anche il sangue del secondo Adamo venne direttamente da Dio, non da una donna, non da un uomo di nome Giuseppe. Qualcuno gridi: ‘Alleluia!’ Noi siamo redenti dal sangue di Dio’.
Ora, questa dottrina è falsa e adesso la confuterò.
Innanzi tutto diciamo che l’espressione ‘Chiesa di Dio’ di Atti 20:28 non significa ‘la Chiesa del Padre’, in quanto alcune volte nel Nuovo Testamento il termine ‘Dio’ si riferisce anche al Figliuolo di Dio, come per esempio quando Paolo dice: “Dei quali (Israeliti) sono i padri, e dai quali è venuto, secondo la carne, il Cristo, che è sopra tutte le cose Dio benedetto in eterno. Amen.” (Romani 9:5). In questo caso dunque bisogna dire che ‘Dio’ si riferisce al Figliuolo e non al Padre.
In secondo luogo, diciamo che affermare che il sangue di Cristo era divino e non umano significa negare la vera umanità di Cristo. Gesù era perfettamente umano, il che significa che lui ricevette sia la sua carne che il suo sangue da sua madre Maria. Egli fu fatto in ogni cosa simile a noi, secondo che è scritto: “Laonde egli doveva esser fatto in ogni cosa simile ai suoi fratelli, affinché diventasse un misericordioso e fedel sommo sacerdote nelle cose appartenenti a Dio, per compiere l’espiazione de’ peccati del popolo” (Ebrei 2:17), e difatti è scritto anche: “Poiché dunque i figliuoli partecipano del sangue e della carne, anch’egli vi ha similmente partecipato” (Ebrei 2:14). Come potete vedere, le parole ‘fatto in ogni cosa simile ai suoi fratelli’ e ‘anch’egli ha partecipato del sangue e della carne dei figliuoli di Dio, cioè noi’ indicano che il corpo di Gesù Cristo era fatto di carne umana e di sangue umano, e difatti per questo la Scrittura lo chiama ‘uomo’. Giovanni il Battista lo chiamò uomo quando disse: “Dietro a me viene un uomo che mi ha preceduto, perché egli era prima di me” (Giovanni 1:30), e Gesù Cristo stesso si definì un uomo quando disse ai Giudei: “Ma ora cercate d’uccider me, uomo che v’ho detta la verità che ho udita da Dio; così non fece Abramo” (Giovanni 8:40). E in virtù di ciò quindi Egli potè offrire sia la sua carne che il suo sangue per riconciliarci con Dio. Ecco perché Paolo attribuisce la nostra riconciliazione con Dio Padre all’offerta sia della carne che del sangue di Cristo, quando dice: “Poiché in lui si compiacque il Padre di far abitare tutta la pienezza e di riconciliare con sé tutte le cose per mezzo di lui, avendo fatto la pace mediante il sangue della croce d’esso; per mezzo di lui, dico, tanto le cose che sono sulla terra, quanto quelle che sono nei cieli. E voi, che già eravate estranei e nemici nella vostra mente e nelle vostre opere malvage, ora Iddio vi ha riconciliati nel corpo della carne di lui, per mezzo della morte d’esso” (Colossesi 1:19-22). Come potete vedere, secondo Paolo, ambedue le cose tramite cui siamo stati riconciliati con Dio, vale a dire la carne e il sangue di Cristo, erano umani. Se invece dicessimo che il sangue di Cristo era divino mentre la sua carne era umana, allora bisognerebbe dire che Cristo per redimerci offrì un sacrificio, cioè il suo corpo, che aveva una parte umana (la carne) e una parte divina (il sangue), e quindi che non era interamente umano, e perciò che sulla croce non morì un vero uomo come noi per riconciliarci con Dio. E’ del tutto antibiblico quindi dire che la carne di Cristo era umana mentre il suo sangue era divino. Coloro che dicono una simile cosa per enfatizzare la divinità di Cristo, fanno un grave errore che va ad intaccare la Sua umanità e quindi le loro parole sono da rigettare.
In merito al discorso secondo cui se Cristo avesse ricevuto il suo sangue da Maria il suo sangue sarebbe stato contaminato, esso è fallace e vano, in quanto allora potremmo dire la stessa cosa anche riguardo ad altre parti del suo corpo fisico. In altre parole, potremmo e dovremmo dire pure che se Gesù avesse ricevuto la sua carne da Maria, allora la carne di Gesù sarebbe stata contaminata, e quindi la sua carne non era umana ma celeste, e così via. E allora dovremmo concludere che Gesù era un essere celeste, e non un essere umano, cioè un vero uomo come noi. Ma questo significherebbe annullare la natura umana di Cristo. Cosa che comunque si fa anche se si afferma che solo una singola parte del suo corpo era celeste mentre le altre erano umane. In altre parole, basta negare la natura umana di un solo componente del corpo di Cristo, per negare la natura umana di Cristo nella sua interezza.
In merito poi alla seguente affermazione di Benny Hinn ‘Come il sangue del primo Adamo venne da Dio, così anche il sangue del secondo Adamo venne direttamente da Dio, non da una donna, non da un uomo di nome Giuseppe’, dico questo. Paolo quando parla del primo Adamo e dell’ultimo Adamo, del primo uomo e del secondo uomo, sta parlando della resurrezione corporale in quanto dice che prima viene il corpo naturale (quello dalla terra), e dopo viene il corpo spirituale (quello dal cielo), secondo che egli dice: “Così pure della risurrezione de’ morti. Il corpo è seminato corruttibile, e risuscita incorruttibile; è seminato ignobile, e risuscita glorioso; è seminato debole, e risuscita potente; è seminato corpo naturale, e risuscita corpo spirituale. Se c’è un corpo naturale, c’è anche un corpo spirituale. Così anche sta scritto: Il primo uomo, Adamo, fu fatto anima vivente; l’ultimo Adamo è spirito vivificante. Però, ciò che è spirituale non vien prima; ma prima, ciò che è naturale; poi vien ciò che è spirituale. Il primo uomo, tratto dalla terra, è terreno; il secondo uomo è dal cielo. Quale è il terreno, tali sono anche i terreni; e quale è il celeste, tali saranno anche i celesti. E come abbiam portato l’immagine del terreno, così porteremo anche l’immagine del celeste” (1 Corinzi 15:42-49). Quindi mettersi a citare ‘il primo uomo e il secondo uomo’ per cercare di spiegare l’origine divina del sangue di Cristo è a dir poco assurdo.
Ma allora come facciamo a dire che Gesù prese anche il suo sangue da Maria, e nello stesso tempo che il suo sangue era perfetto, senza alcuna contaminazione? Possiamo dirlo perché il concepimento di Gesù fu opera dello Spirito Santo, secondo che l’angelo Gabriele disse a Maria: “Lo Spirito Santo verrà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà dell’ombra sua; perciò ancora il santo che nascerà, sarà chiamato Figliuolo di Dio” (Luca 1:35), e secondo che dice Matteo: “Maria, sua madre, era stata promessa sposa a Giuseppe; e prima che fossero venuti a stare insieme, si trovò incinta per virtù dello Spirito Santo” (Matteo 1:18). E quindi quando Maria rimase incinta per lo Spirito Santo, lo Spirito e la potenza di Dio fecero sì da impedire che il sangue del bambino nel suo grembo ricevesse una qualsiasi contaminazione. Quindi, il sangue di Cristo era puro e perfetto, ma non perché era il sangue di Dio Padre, cioè perché era un sangue celeste, ma in virtù dell’opera dello Spirito Santo e della potenza di Dio nel grembo di Maria, che impedirono che il fanciullo contraesse la sia pur minima impurità o contaminazione da sua madre. Che cosa impedisce di credere che lo Spirito di Dio e la potenza di Dio abbiano fatto una simile cosa? A noi niente. E poi se lo Spirito di Dio e la potenza di Dio fecero sì che la carne di Cristo non fosse contaminata dal peccato che era in Maria, che cosa ci impedisce di credere che poterono anche evitare che il sangue di Cristo ricevesse una qualche contaminazione da Maria? Se lo Spirito e la potenza di Dio ci sono riusciti con la carne di Cristo per forza di cose devono esserci riusciti anche con il suo sangue. Non vi pare?
Quindi, la verità è che Gesù Cristo, il Figlio di Dio, coeterno con il Padre, diventò un vero essere umano con un corpo quindi come il nostro, ma preservato da qualsiasi contaminazione spirituale in ogni suo componente. Egli era un vero uomo, e fu quindi in virtù del suo perfetto corpo umano (simile al nostro e non uguale, in quanto la sua carne non era contaminata dal peccato come lo è la nostra) che Egli poté diventare un misericordioso e fedel Sommo Sacerdote e redimerci dai nostri peccati mediante il Suo prezioso sangue.
A Lui sia la gloria ora e in eterno. Amen.
Nessuno dunque, fratelli, vi seduca con vani ragionamenti. Rigettate questa dottrina del sangue non umano di Cristo, perché va ad intaccare la natura umana di Cristo, e può condurre ad un’altra eresia che è quella della carne celeste di Cristo, anche questa una vecchia eresia.
La grazia del nostro Signore Gesù Cristo sia con tutti coloro che lo amano con purità incorrotta. Amen.
http://www.lanuovavia.org/confutazioni-hinn-sangue-cristo-non-umano.html

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

P.S. Peraltro in questo studio di Piraino viene insegnata anche un’altra falsa dottrina, che è quella che sostiene che l’anima dell’uomo è il sangue! Nello studio infatti viene detto: «Dio soffiò nelle narici un alito vitale e l’uomo divenne un’anima vivente. (Genesi 2:7). Era il sangue — naturalmente — non poteva essere altro, perché «la vita è nel sangue». (L’alito di Dio si trasformò in sangue).» Rigettate dunque anche questa falsa dottrina.

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La remissione dei peccati e la vita eterna – Predicazione del 20 maggio 2016

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Chiese Evangeliche che celebrano chi ha lottato contro Dio

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Cosa devono leggere i nostri occhi sul QUOTIDIANO ON-LINE DELLE CHIESE EVANGELICHE BATTISTE, METODISTE E VALDESI IN ITALIA!!! La celebrazione di un uomo che ha lottato a favore del peccato e quindi contro Dio! Addirittura vengono citate delle belle parole spese da Giorgio Spini a favore di Pannella. Leggete qua l’articolo che è apparso su riforma.it

«Pannella: «essere speranza» piuttosto che avere speranza

Una serie infinita di battaglie per i diritti civili e degli ultimi

19 maggio 2016

Essere speranza, piuttosto che avere speranza: la vita di Marco Pannella (una vita di battaglie, lotte, passione, amore, incontri con i potenti e, soprattutto, con gli ultimi) non è facilmente riassumibile eppure in queste poche parole, in questa sua rilettura personale del celebre «Spes contra Spem» dell’apostolo Paolo (Romani 4, 18) possiamo racchiudere l’essenza della sua vita.

La sua vita (che si è spenta giovedì 19 maggio dopo una lunga malattia) è stata proprio questo: cercare di «dare corpo» alle sue battaglie per i diritti civili (divorzio, aborto, obiezione di coscienza, testamento biologico fino alla lotta contro la pena di morte e, ultimamente, il diritto alla conoscenza e via dicendo) e alle sue speranze, che poi erano le speranze degli ultimi, dei discriminati, dai carcerati agli omosessuali; dalle donne che abortivano clandestinamente agli immigrati, dai drogati ai bambini africani flagellati dalla fame. Un dare corpo spesso letterale, utilizzando i digiuni di fame e sete, prove fisiche dure, ma mai forme di protesta, invece strumenti di proposta e di dialogo sempre all’insegna dell’impegno nonviolento.

Da sempre anticlericale eppure (anzi, forse proprio per questo) così intensamente appassionato di spiritualità e religioni: amico personale del Dalai Lama, Pannella aveva un rapporto fraterno con papa Francesco, ma anche con Giovanni Paolo II, si interessava di ebraismo e di Islam e mostrava spesso attenzione e ammirazione per il mondo protestante.

Tante (certo, non tutte) le battaglie che hanno visto protestanti e Pannella come alleati (spesso inconsapevoli, o, comunque, separati): i diritti delle donne, degli omosessuali, la difesa dei diritti dei carcerati, solo per citarne alcune. A Natale, Capodanno, Ferragosto e Pasqua, quando non era impegnato in qualche marcia (per i diritti civili, la giustizia, la lotta alla fame nel mondo) Pannella, insieme a dirigenti e militanti radicali, andava in carcere, passava le feste con i detenuti: anche il 25 dicembre 2015, l’ultimo Natale della sua vita, ha passato la giornata nel carcere di Sollicciano («fui in prigione e veniste a trovarmi», Matteo 25, 36). Nel 2005 fece una conferenza stampa, insieme ad altri leader radicali, per annunciare di voler devolvere l’8xmille alla Chiesa valdese.

Personaggio controverso, imprevedibile, discusso e spiazzante: di certo Pannella non era banale e, a suo modo, anche con i suoi errori, ma sempre con passione, era dalla parte degli emarginati, si definiva un estremista emarginato. «Ma io sono un cornuto divorzista – diceva di sé in un’intervista a Panorama nel 1975 –, un assassino abortista, un infame traditore della patria con gli obiettori, un drogato, un perverso pasoliniano, un mezzo-ebreo mezzo-fascista, un liberalborghese esibizionista, un nonviolento impotente. Faccio politica sui marciapiedi».

Di lui (come ha ricordato anche Gian Mario Gillio in un’intervista su Confronti) Giorgio Spini disse parole forti, importanti in occasione di un convegno sul concordato, i cui atti sono stati raccolti nel libro Le sbarre del Concordato del 1973. «Pannella – disse Spini in quell’occasione – è considerato alla stregua di un lebbroso. Sono convinto che uomini, come Marco Pannella, sono stati scelti come strumento di Dio per fare vergognare la mia chiesa evangelica, le sue infinite mancanze di coraggio e le sue infinite mancanze di coerenza. Noi abbiamo fatto un giorno di digiuno, all’ultimo sinodo evangelico, per protesta contro l’incarceramento degli obiettori di coscienza; l’abbiamo fatto una volta! Pannella ci ha dato l’esempio di una vita spesa e bruciata intensamente, pagando duramente di persona. L’ha mandato Iddio sulla nostra strada per insegnarci che è così che dobbiamo fare e lo ringraziamo del sermone che egli, probabilmente senza accorgersene, ha predicato».

Roberto Davide Papini»

http://riforma.it/it/articolo/2016/05/19/pannella-essere-speranza-piuttosto-che-avere-speranza

Anche la Massoneria ha celebrato Marco Pannella, leggete qua.

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Fonte: http://www.grandeoriente.it/la-scomparsa-di-marco-pannella-il-gran-maestro-bisi-un-paladino-dei-diritti-civili-che-ha-dato-tanto-allitalia/

Queste Chiese hanno proprio una mentalità massonica!!! Scappate da esse, si sono alleate con il diavolo, il principe di questo mondo, contro l’Iddio vivente e vero e Colui che Egli ha mandato, cioè Gesù Cristo.

Giacinto Butindaro

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Cosa comporta affermare che L’OMOSESSUALITÀ È PECCATO

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Cosa comporta affermare che «l’omosessualità è peccato»? Comporta affermare le seguenti cose.
Gli omosessuali violano la legge, in quanto è scritto: “Chi fa il peccato commette una violazione della legge; e il peccato è la violazione della legge” (1 Giovanni 3:4).
La legge che violano è la legge che il solo vero Dio ha dato sul monte Horeb, infatti il comandamento che essi violano è scritto in questa legge, secondo che è scritto: “Non avrai con un uomo relazioni carnali come si hanno con una donna: è cosa abominevole” (Levitico 18:22). E la legge è santa, e il comandamento è santo e giusto e buono (cfr. Romani 7:12), perché l’Iddio che l’ha dato è santo e giusto e buono. E quindi se Dio ha dato questo comandamento al suo popolo vuol dire che l’omosessualità è contro la sana dottrina di Dio (cfr. 1 Timoteo 1:8-11).
Gli omosessuali sono schiavi del peccato, in quanto Gesù ha detto che “chi commette il peccato è schiavo del peccato” (Giovanni 8:34), e quindi se sono schiavi, ciò vuol dire che hanno bisogno di essere affrancati dal peccato di cui sono schiavi. E questo affrancamento avviene soltanto quando uno crede nel Signore Gesù Cristo, secondo che dice Paolo ai santi di Roma: “Ma sia ringraziato Iddio che eravate bensì servi del peccato, ma avete di cuore ubbidito a quel tenore d’insegnamento che v’è stato trasmesso; ed essendo stati affrancati dal peccato, siete divenuti servi della giustizia” (Romani 6:17-18). E quindi, siccome che la salvezza dal peccato è possibile ottenerla solo per mezzo di Gesù Cristo, perché “in nessun altro è la salvezza; poiché non v’è sotto il cielo alcun altro nome che sia stato dato agli uomini, per il quale noi abbiamo ad esser salvati” (Atti 4:12), nel parlare della schiavitù dal peccato sotto cui si trovano gli omosessuali occorre parlare della salvezza dal peccato provveduta da Cristo Gesù mediante la sua morte sulla croce, e quindi occorre parlare della liberazione dal peccato che Gesù ci ha provveduto con il suo sangue sulla croce, secondo che è scritto che Gesù “ci ha liberati dai nostri peccati col suo sangue” (Apocalisse 1:5)
Gli omosessuali sono anche debitori nei confronti di Dio, perché hanno violato la Sua legge, secondo che dice la Sapienza: “Chi sprezza la parola si costituisce, di fronte ad essa, debitore” (Proverbi 13:13). Ed essi possono ottenere la remissione di questo loro debito (o peccato) soltanto credendo in Gesù Cristo, secondo che è scritto: “Di lui attestano tutti i profeti che chiunque crede in lui riceve la remission de’ peccati mediante il suo nome” (Atti 10:43). E siccome la remissione dei peccati è possibile grazie allo spargimento del sangue di Cristo sulla croce (cfr. Matteo 26:28), ciò mette in risalto ed esalta la potenza purificatrice del sangue di Cristo (cfr. Ebrei 9:14).
Gli omosessuali sono dal diavolo, in quanto è scritto che “chi commette il peccato è dal diavolo, perché il diavolo pecca dal principio” (1 Giovanni 3:8), e quindi non sono da Dio, in quanto “chiunque è nato da Dio non commette peccato, perché il seme d’Esso dimora in lui; e non può peccare perché è nato da Dio” (1 Giovanni 3:9). Essi dunque essendo sotto la potestà di Satana devono convertirsi a Dio, e la conversione implica l’abbandono del loro peccato, secondo che è scritto: “Lasci l’empio la sua via, e l’uomo iniquo i suoi pensieri: e si converta all’Eterno che avrà pietà di lui, e al nostro Dio ch’è largo nel perdonare” (Isaia 55:7).
Secondo il giudizio di Dio gli omosessuali sono meritevoli di morte, secondo che Paolo dice ai Romani che “secondo il giudizio di Dio quelli che fanno codeste cose son degni di morte” (Romani 1:32), infatti la legge che essi violano prevedeva la pena di morte per la violazione di questo ordine di Dio, secondo che è scritto: “Se uno ha con un uomo relazioni carnali come si hanno con una donna, ambedue hanno commesso cosa abominevole; dovranno esser messi a morte; il loro sangue ricadrà su loro” (Levitico 20:13). Quindi, visto che c’è un giudizio di morte espresso da Dio nei loro confronti, questo mostra la gravità di questo peccato. E che essi sono meritevoli del giudizio di Dio, l’apostolo Paolo lo conferma quando dice ai Romani che “Iddio li ha abbandonati a passioni infami: poiché le loro femmine hanno mutato l’uso naturale in quello che è contro natura; e similmente anche i maschi, lasciando l’uso naturale della donna, si sono infiammati nella loro libidine gli uni per gli altri, commettendo uomini con uomini cose turpi, e ricevendo in loro stessi la condegna mercede del proprio traviamento” (Romani 1:26-27). Per cui parlare del peccato degli omosessuali comporta anche parlare del giusto giudizio di Dio su di loro. Ed abbiamo un esempio del giudizio di Dio su di essi nel caso delle città di Sodoma e Gomorra i cui abitanti si erano abbandonati a vizi contro natura, e che furono quindi ridotte in cenere dal fuoco e dallo zolfo che Dio mandò su di esse, affinchè servissero d’esempio a quelli che in avvenire vivrebbero empiamente (cfr. 2 Pietro 2:6; Giuda 7).
Gli omosessuali non erediteranno il Regno di Dio (cfr. 1 Corinzi 6:9-10), e questo perché sono dei peccatori. Essi dunque quando muoiono, muoiono nei loro peccati, e scendono nelle fiamme dell’Ades, che è il luogo di tormento destinato alle anime dei peccatori. Quando poi essi risorgeranno nel giorno del giudizio saranno giudicati secondo le loro opere e gettati nello stagno ardente di fuoco e di zolfo, che è il luogo di tormento dove i peccatori saranno tormentati anima e corpo per l’eternità (cfr. Apocalisse 21:8). Quindi quando si parla del peccato dell’omosessualità occorre parlare pure della punizione eterna che Dio riserba agli omosessuali (o sodomiti).
Stando dunque così le cose, è evidente che chi proclama con ogni franchezza che l’omosessualità è peccato è pronto a spiegare cosa ciò significa, anzi lo proclama proprio per mostrare cosa comporta il fatto che l’omosessualità è peccato agli occhi di Dio e quindi trae spunto per annunciare la salvezza che è in Cristo Gesù, il Signore. In altre parole, egli non si limiterà a dire che l’omosessualità è peccato, ma anche che coloro che sono omosessuali essendo dei peccatori devono ravvedersi e credere nel Vangelo di Cristo per essere affrancati dal peccato e perdonati ed essere salvati dalla perdizione eterna.
Ma veniamo a coloro che invece non fanno questa dichiarazione, e poniamoci questa domanda: perché molti pastori o predicatori si rifiutano di proclamarlo?
Ho individuato essenzialmente queste ragioni.
Perché hanno paura di suscitare scandalo, e attirarsi la persecuzione e il vituperio degli omosessuali, e allora in questo caso vanno annoverati tra i codardi (cfr. Apocalisse 21:8).
Perché hanno paura di perdere consensi nella Chiesa o nell’organizzazione di cui fanno parte, e quindi che tanti li lasceranno il che implica una perdita di denaro e prestigio! Costoro dunque sono servitori del proprio ventre, e non di Cristo Gesù. Essi vogliono piacere agli uomini.
Perché sono massoni o perché l’associazione o la denominazione evangelica di cui fanno parte vieta di fare una simile affermazione perché sotto il controllo e l’influenza della Massoneria. In quanto fare pubblicamente questa dichiarazione comporta dover parlare della legge di Yahweh, che la Massoneria odia e disprezza considerandolo un Dio malvagio, arrogante e ignorante e considera la sua legge una legge contenente parti che solo un Dio malvagio poteva concepire; esprimere un giudizio negativo su degli esseri umani in virtù di una loro scelta di natura sessuale che va invece rispettata, perché la Massoneria è per la libertà sessuale ossia per «il diritto a peccare», perché poi in definitiva la cosiddetta libertà sessuale di cui essa parla si può definire così, e per la Massoneria «il diritto a peccare» è uno dei diritti fondamentali dell’uomo che va rispettato e per i quali i massoni devono combattere affinchè gli sia riconosciuto; dover parlare della schiavitù del peccato a cui gli uomini sono sottoposti, cosa che la Massoneria rigetta, perché rifiuta di credere che tutti gli uomini sono sotto il peccato in virtù del peccato commesso dal primo uomo o che chi commette il peccato è schiavo di esso; dover parlare del diavolo, come essere spirituale malvagio nemico di Dio, nella cui esistenza la Massoneria non crede; parlare del giudizio di Dio contro gli omosessuali su questa terra, che la Massoneria rigetta in quanto non crede che Dio è un vendicatore che punisce coloro che violano i suoi comandamenti; parlare del giudizio eterno contro gli omosessuali, che consisterà in un tormento eterno in un fuoco eterno, cosa che anche questa la Massoneria rigetta, perché un Dio che getta delle sue creature in un fuoco eterno è un Dio ingiusto e malvagio; dover parlare della salvezza dal peccato e dalla perdizione eterna che si può ottenere solo mediante la fede in Gesù Cristo, e questo per la Massoneria non è concepibile perché oltre a non esserci una schiavitù del peccato da cui l’uomo ha bisogno di essere affrancato come neppure una perdizione eterna a cui vanno incontro i peccatori e dai quali hanno bisogno di essere salvati, non esiste un Salvatore mandato dal Padre in questo mondo per salvare gli uomini dai loro peccati e dalla perdizione eterna mediante la sua morte ossia per mezzo dello spargimento del suo sangue, Salvatore che era il Figlio di Dio ed esisteva ancora prima di venire in questo mondo, per cui Gesù Cristo non è il Figlio di Dio venuto in carne e morto sulla croce per i nostri peccati e risuscitato il terzo giorno a cagione della nostra giustificazione, secondo il determinato consiglio di Dio e la Sua prescienza, perché questa spiegazione data alla morte e alla resurrezione di Cristo – secondo la Massoneria – è fasulla in quanto la morte e la resurrezione di Gesù sono da interpretare allegoricamente, per cui ciò di cui parla la Scrittura in realtà non è mai accaduto!!!
Perché, pur non essendo massoni, non credono che l’omosessualità è peccato, e magari loro stessi sono omosessuali.
Perché non solo non credono che l’omosessualità è peccato, ma non credono neppure in tutto il resto che è collegato a ciò e di cui vi ho parlato sopra. Sono ancora morti nei loro falli e nelle loro trasgressioni, insomma.
Dunque, oggi, il fatto di non sentire mai fare questa affermazione da molti pulpiti, deve essere considerata una cosa gravissima e deve destare molta molta preoccupazione in tutti.
Dire che «l’omosessualità è peccato» per chi conosce, ama e teme Dio, è normale dirlo. Per lui è normale come è normale dire che Dio è amore, o che Gesù Cristo è il Figlio di Dio, o che Egli è morto sulla croce per i nostri peccati e risuscitato il terzo giorno dai morti. Normale, capite? Non c’è niente di strano, niente di straordinario, niente di cui meravigliarsi, perché egli afferma semplicemente quello che la Parola di Dio afferma.
Dunque, fratelli, vi esorto a vigilare e a tenere d’occhio quelli che rifiutano di dire dal pulpito che l’omosessualità è peccato, che gli omosessuali sono dei peccatori che quindi non erediteranno il regno di Dio, che va detto loro di ravvedersi e di credere nel Vangelo di Cristo per essere affrancati dal peccato, che gli omosessuali ricevono in loro stessi la condegna mercede del proprio traviamento, che passeranno l’eternità nel fuoco eterno, perché per certo dietro questo silenzio c’è una delle ragioni che vi ho esposto sopra.
Una Chiesa che non denuncia il peccato, è come il sale che ha perso il suo sapore. Ricordiamoci che Gesù Cristo, il capo della Chiesa, testimoniò del mondo che le sue opere erano malvagie, e per questo fu odiato dal mondo. La Chiesa deve seguire il suo esempio.
E tra le opere malvagie del mondo c’è pure l’omosessualità, che peraltro si va via via sempre più diffondendo e fortificando perché sempre più nazioni approvano leggi che riconoscono i matrimoni omosessuali o le unioni omosessuali. E se considerate che dietro l’approvazione di queste leggi c’è in una maniera o nell’altra la Massoneria, e che molte Chiese Evangeliche sono alleate con la Massoneria avendo al loro interno potenti e influenti massoni o hanno fatto una intesa con lo Stato, potete capire come mai dalla maggior parte dei pulpiti non si sente dire che «l’omosessualità è peccato» con tutto ciò che è annesso e connesso a questa semplice ma potente dichiarazione.
Concludo dicendo che benché io mi sia concentrato a parlare del peccato dell’omosessualità, il discorso che ho fatto vale anche per il peccato di fornicazione, di stregoneria, di idolatria, e così via. Il peccato è peccato. Anche dunque i fornicatori, gli stregoni, gli idolatri, per esempio, violano la legge santa di Dio, e sono schiavi del peccato e debitori agli occhi di Dio, e sulla via che mena in perdizione, e devono quindi anche loro ravvedersi e credere in Cristo per essere liberati dai loro peccati e ottenere la remissione dei loro peccati, e scampare alla perdizione eterna.

Giacinto Butindaro

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Pensieri …

ESAMINATE VOI STESSI

Se vi dite Cristiani, esaminate voi stessi, ponendovi queste domande: ‘Mi sono io ravveduto? Ho io creduto che Gesù Cristo è morto per i nostri peccati, secondo le Scritture, che fu seppellito, e che il terzo giorno risuscitò dai morti, secondo le Scritture?’ Come dice l’apostolo Paolo ai Corinti: “Esaminate voi stessi per vedere se siete nella fede; provate voi stessi” (2 Corinzi 13:5)

NON INTERESSANO

A chi ha fame e sete di sentire la Parola di Dio, i discorsi pomposi e vacui dei falsi dottori – che sono come bruti senza ragione, nati alla vita animale per esser presi e distrutti (2 Pietro 2:12) – non interessano affatto.

QUANTO È GRANDE LA MISERICORDIA DI DIO VERSO DI NOI!

Ricordiamoci sempre, fratelli, che Dio si mostra del continuo misericordioso verso di noi. Perciò lodiamolo per la Sua misericordia, e mostriamoci a nostra volta misericordiosi verso il nostro prossimo. Gesù Cristo infatti, che è il Figlio di Dio, ci ha comandato: “Siate misericordiosi com’è misericordioso il Padre vostro” (Luca 6:36). E ricordatevi che per coloro che sono misericordiosi c’è una benedizione, secondo che ci ha detto sempre Gesù: “Beati i misericordiosi, perché a loro misericordia sarà fatta” (Matteo 5:7)

L’UNIVERSALISMO È UNA MENZOGNA

Alla fine non saranno salvati tutti gli uomini nel Regno di Dio, ma solo coloro che hanno la fede nel Figliuolo di Dio, i quali sono nati da Dio e quindi sono figli di Dio (cfr. Giovanni 1:12-13; Atti 4:12). Nessuno dunque vi inganni con parole seducenti.

BUFFONI

Dobbiamo riconoscere che oggi dietro tanti pulpiti ci sono «pastori» che come dei profani buffoni da mensa scherniscono e oltraggiano il Santo e coloro che lo imitano. Ma è certo che il Signore renderà loro secondo le loro opere, perché la Sua ira viene anche sopra i buffoni. Dio è giusto.

IDDIO ERA CON GESÙ

Il Figlio di Dio, nei giorni della sua carne, mostrò ai Giudei tante opere buone da parte di Dio (cfr. Giovanni 10:32). Iddio infatti lo unse di Spirito Santo e di potenza, ed egli andò attorno facendo del bene, e guarendo tutti coloro che erano sotto il dominio del diavolo, perché Iddio era con lui (cfr. Atti 10:38). Egli dunque non operò quelle cose ricorrendo alle arti occulte, ossia praticando la magia, come ancora oggi lo accusano di avere fatto i suoi nemici. Gesù operò guarigioni in virtù della potenza di Dio che era con lui per compiere delle guarigioni (cfr. Luca 5:17), e cacciò i demoni per l’aiuto dello Spirito di Dio (cfr. Matteo 12:28).

GESÙ SOTTOPOSTO AGLI INFLUSSI ASTRALI?

Ci sono astrologi che affermano sul viaggio che fecero i magi a Betleem per adorare Gesù, che il fatto che “la stella che aveano veduta in Oriente, andava dinanzi a loro, finché, giunta al luogo dov’era il fanciullino, vi si fermò sopra” (Matteo 2:9), dimostrerebbe che Gesù Cristo stesso era sottoposto agli influssi astrali! Proprio una follia quello che essi dicono! In verità, l’iddio di questo secolo ha accecato le loro menti.

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Cosa comporta affermare che L’OMOSESSUALITÀ È PECCATO – Predicazione del 18 maggio 2016

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Predestinati da Dio ad essere adottati come Suoi figliuoli – Predicazione del 16 maggio 2016

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