Francesco: «Gesù non era un pulito» «Gesù fa un po’ lo scemo»

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Nel tardo pomeriggio di giovedì 16 giugno 2016, Francesco, il capo della Chiesa Cattolica Romana, ha aperto il Convegno della Diocesi di Roma, nella Basilica di San Giovanni in Laterano. Il tema al centro della riflessione era «La letizia dell’amore». E durante il suo discorso ha offeso il nostro Signore Gesù Cristo dicendo che Gesù «non era un pulito» (min. 29:53-54); e nel rispondere ad una domanda, parlando dell’episodio della donna colta in flagrante adulterio (Giovanni 8:3-11), ha detto che Gesù «fa un po’ lo scemo» (1:04:37-40), e che Gesù «ha mancato la morale» (1:05:40-42). Ascoltatelo da voi medesimi (in quel discorso ha detto altre falsità ma io ho voluto concentrarmi su queste).

Ritengo che anche queste sue stolte e malvagie parole confermano che Francesco non è un ministro di Cristo, ma è un ministro di Satana. E pensare che tanti Evangelici lo ritengono un uomo cristocentrico e nato di nuovo! Quanta cecità esiste in mezzo alle Chiese!
Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

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La stretta di mano massonica di Luigi Ippolito, primo sovrintendente della I.P.C.C.

Nel 1990 su Cristiani Oggi, organo ufficiale delle ADI, in un articolo dedicato a Luigi Ippolito, primo sovrintendente della Chiesa Pentecostale Italiana in Canada (con cui le ADI hanno ottimi rapporti e forti legami), scritto dall’allora presidente delle ADI Francesco Toppi, troviamo una fotografia che ritrae una stretta di mano massonica tra Luigi Ippolito e un certo F. Fortunato durante il 28° Convegno della C.C.N.A. tenutosi a Syracuse, N.Y., nel 1958, in cui Ippolito assieme ad altri rappresentava la I.P.C.C.. Ecco la foto:

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Fonte: Cristiani Oggi, Anno IX, N° 23, 1-15 dicembre 1990, pag. 5

Che si tratti di una stretta massonica potete appurarlo anche guardando queste strette di mano della Regina d’Inghilterra, di Mario Monti, e di Mubarak, tutti massoni.

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In questo fotogramma invece tratto dal video in cui John Salza, ex massone del 32° parla contro la Massoneria e mette in guardia da esso, si può vedere John Salza che mostra come si fa questa particolare stretta di mano massonica.

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Vi esorto quindi a voi fratelli che fate parte della Chiesa Pentecostale Italiana in Canada, a uscire e separarvi da questa denominazione, perché anch’essa è sotto l’influenza della Massoneria.

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

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Le ADI approvano l’occhio onniveggente satanico

Rodolfo Arata, «pastore» di una Chiesa ADI di Palermo, nel suo articolo a favore dei principi massonici di libertà, uguaglianza e fraternità proclamati dalla Rivoluzione Francese, apparso su «Cristiani Oggi» nel 1989, ha messo l’immagine della Ragione, realizzata da Louis Darcis (http://frda.stanford.edu/en/catalog/bx258wn1444; http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/btv1b6950569z),

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con questa spiegazione:

«La Ragione, con una collana di numeri e l’occhio della sapienza sul petto, trionfatrice sugli istinti e sulla irrazionalità, simboleggiati dalla pelle di leone sul capo» (Cristiani Oggi, Anno VIII, N° 11, 1-15 giugno 1989, pag. 6).

Avete notato come Rodolfo Arata chiama l’occhio presente sul seno di questa donna? L’occhio della sapienza! Ma le cose non stanno affatto così perché quell’occhio non è altro che l’occhio massonico satanico, che troviamo in molte logge massoniche ed anche sul dollaro americano.

E’ l’occhio «onniveggente» del Grande Architetto dell’Universo (che secondo il massone satanista Albert Pike rappresenta Osiride, il dio egizio dei morti), la «divinità» dei massoni che veglia affinché gli iniziati portino al compimento la Grande Opera, la creazione di una nuova umanità! E questa loro «divinità» è Satana.

Quindi fratelli che frequentate Chiese ADI, badate a voi stessi, perché le ADI mentono anche sul significato di questo simbolo così caro alla Massoneria e anche alle ADI perché infatti lo ritroviamo anche su un opuscolo delle ADI in mezzo ad un triangolo altro simbolo caro alla Massoneria. Non vi fate ingannare dalle loro parole mendaci dunque, con le quali chiamano il male bene!

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

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Le ADI celebrano i principi della Rivoluzione Francese, quindi i principi della Massoneria

In un articolo dal titolo «Libertà, Uguaglianza, Fraternità» a firma di Rodolfo Arata, apparso su «Cristiani oggi», organo ufficiale delle ADI, nel 1989 (Anno VIII, N° 11, 1-15 giugno 1989, pag. 6-7) le ADI celebrano la Rivoluzione Francese e il suo famoso motto rivoluzionario «Libertà, Uguaglianza e Fraternità».
Cito solo questa parte iniziale dell’articolo: «Quest’anno si celebra il secondo centenario della Rivoluzione Francese: il 14 luglio 1789, con la presa della Bastiglia, la prigione di stato parigina, iniziò uno degli eventi più importanti della storia. In questi mesi stiamo assistendo ad un proliferare di iniziative (pubblicazioni, mostre, spettacoli, conferenze, ecc.) messe in cantiere per ricordare gli avvenimenti di due secoli fa. Anche coloro che sono digiuni di storia conoscono certamente il famoso motto dei rivoluzionari: ‘Libertà, Uguaglianza, Fraternità’, espressione dell’anelito di tutto un popolo verso diritti fino ad allora negati. Questi ideali hanno superato i confini dello Stato francese e del XVIII secolo per diventare ideali della cultura laica di carattere universale e tuttora essi costituiscono il perno attorno al quale ruotano i discorsi di uomini politici e sociologi sui grandi temi del vivere sociale. Sono questi ideali realmente frutto del pensiero laico, intendendo con questo termine quel pensiero che si propone in una posizione agnostica o dichiaratamente atea rispetto alla divinità? La risposta mi sembra certamente negativa. Basta scorrere le pagine della Scrittura per scoprire che il messaggio divino è un messaggio di liberazione, di uguaglianza, di fratellanza.» (pag. 6)

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Elogiando dunque la Rivoluzione francese le ADI elogiano implicitamente la Massoneria e questo perché essa fu organizzata e diretta in massima parte dalla Massoneria, come hanno dimostrato diversi scrittori.
Ecco per esempio cosa dice lo scrittore e conferenziere Marco Pizzuti: ‘Per quanto nessun libro di storia politicamente corretto ne parli, la Rivoluzione francese venne organizzata e diretta pressoché integralmente dagli affiliati alla Massoneria. [….]. E, contrariamente alle favole che ci hanno raccontato da sempre i canali d’informazione ufficiali, esistono importanti prove che dimostrano il diretto coinvolgimento della Massoneria nel provocare la rivoluzione, una catena di documenti schiaccianti che possiamo cominciare ad illustrare partendo dalle stesse ammissioni di Albert Pike, una delle massime autorità storiche della confraternita (del rito Scozzese Antico ed Accettato). Nel suo volume Morals and Dogma, una sorta di ‘bibbia’ massonica, scrisse infatti quanto segue: ‘Una Loggia, inaugurata a Ginevra sotto gli auspici di Rousseau, diventò il centro del movimento rivoluzionario in Francia’; e ancora: ‘Quando Luigi XVI fu giustiziato, la metà del lavoro era fatta e quindi da allora l’armata del tempio doveva indirizzare tutti i suoi sforzi contro il papato’. Affermazioni ufficiali importanti, a cui però si sovrappongono sempre le ‘opportune chiarificazioni’ degli storici accademici, che amano ricondurre questo tipo di dichiarazioni a mere e innocue manie di protagonismo della confraternita. Ma per sapere come andarono veramente i fatti basta verificare dove nacque effettivamente l’ideologia rivoluzionaria e a quale ordine appartenevano i suoi protagonisti materiali. Volendo iniziare questo tipo di accertamento dal celebre motto rivoluzionario Liberté egalité, fraternitè, possiamo constatare che viene subito meno un altro luogo comune della storia ufficiale. Tale slogan infatti apparve per la prima volta esclusivamente all’interno delle logge massoniche, a partire dal 1746, cioè ben quarantatrè anni prima della rivoluzione. Solo per fare un altro esempio, la celebre presa della Bastiglia venne interamente progettata nei giardini di casa di Filippo d’Orleans, il Gran Maestro della Massoneria francese, un luogo che nei giorni che precedettero il clamoroso colpo di mano era già stato utilizzato come centro di raccolta degli agitatori rivoluzionari. E nonostante il fatto che i membri delle logge francesi non superassero le trentamila unità su una popolazione di venticinque milioni di abitanti, i loro affiliati spiccavano alla direzione di tutti i fermenti rivoluzionari. Nell’indagine storica intitolata Les documents maconniques, J. De Boistel ha rivelato poi come i cinque principali manipoli di uomini che presero d’assalto la Bastiglia erano tutti guidati e coordinati da esponenti della Massoneria. A capo dei suddetti gruppi di insorti c’erano infatti i membri della confraternita i cui nominativi sono stati riassunti nella seguente lista: Santerre (membro della Loggia Contrat social), Palloy (dalla loggia Saint Francois du Parfait Contentement), Fournier (Loggia Contrat social), Coconnier (Loggia Saint Julien de la tranquillitè), Marie (Loggia Henri IV). I libri di scuola ci hanno inoltre spiegato che il famoso triunvirato rivoluzionario che trucidò migliaia di persone era composto da Robespierre, Danton e Marat, ma hanno scordato di dirci che essi erano tutti confratelli massoni. All’interno dei testi scolastici troviamo solo affermazioni fuorvianti come: ‘I parigini assaltarono la Bastiglia e il popolo assalì i castelli dei nobili’. Pagine e pagine sugli intellettuali della rivoluzione non sono bastate poi a chiarire una volta per tutte che anche Voltaire e Rousseau erano membri dell’omonima confraternita. Ci è stato addirittura nascosto il fatto che persino Napoleone, sua moglie Giuseppina, suo suocero e praticamente tutti i suoi generali erano massoni. Alla lunga lista non faceva eccezione neppure Giuseppe Bonaparte, il fratello maggiore di Napoleone, eletto Gran Maestro massone nel 1805. Pleonastico quindi aggiungere che durante il periodo del consolato e dell’impero napoleonico l’espansione della Massoneria riprese con rinnovato vigore. Certo è che al seguito delle armate napoleoniche e delle logge ‘militari’, la Massoneria si estese prepotentemente anche in Italia, nella penisola iberica, in Belgio, in Olanda, in Polonia e in Russia. In pratica a Napoleone (incoronato imperatore nella cattedrale gotica di Notre Dame di Parigi) venne affidato il compito di esportare militarmente la rivoluzione e la sua organizzazione massonica. Il grande condottiero militare francese si fregiava inoltre del simbolo dell’ape, esattamente come era in uso un tempo presso i re della dinastia merovingia, e quando divenne imperatore dell’isola d’Elba fece del suo logo personale la bandiera degli isolani. E che dire poi della ‘strana circostanza’ che vede tutti i principali agitatori della Rivoluzione francese iscritti come ‘fratelli’ di loggia? Tutti i nomi dei più importanti promotori della rivoluzione appartengono in ultima analisi alla solita beneamata confraternita, tra i quali oltre a quelli già precedentemente menzionati è bene ricordare Montesquieu, Desmoulins, Chaton, Billeford, Thuriot de la Rozière, Milly e Poupart de Beabourg. Peraltro gli agitatori della rivoluzione percorsero inizialmente la prudente via delle trattative diplomatiche, arrivando a degenerare in un abominevole bagno di sangue solo in un secondo tempo. In seguito infatti massoni come Robespierre, Danton e Marat instaurarono un regime di terrore, che si accanì in particolare contro nobili ed ecclesiastici. Un tipo di situazione perfettamente compatibile con il programma d’azione degli illuminati e per rendersene conto basta leggere cosa prevedeva il loro solenne giuramento: ‘…. sterminare tutti i re e la razza dei Capeti; di distruggere la potenza del papa; di predicare la libertà dei popoli … di fondare una repubblica Universale …’. Le accuse di cospirazione alla Massoneria giungono del resto direttamente dalle sue vittime più illustri. E Bertrand de Molleville, che all’epoca dei fatti era ministro di Luigi XVI, scrisse nei suoi diari: ‘… è in una seduta della loggia Les amis reunis che fu preparata la presa della Bastiglia’. A tale autorevole testimonianza si aggiungono altre innumerevoli e imbarazzanti prove che compromettono definitivamente la ‘filantropica’ confraternita nell’accusa di cospirazione. Successivamente ai tumulti del 14 luglio 1789 fu creata la cosiddetta guardia nazionale, a capo della quale venne posto il marchese Lafayette e come suo vice il marchese Lasalle, entrambi confratelli. Il governo della città di Parigi venne invece conferito al massone Jean Silvain Bailly. La matrice massonica della rivoluzione quindi era talmente evidente che quando Luigi XVI si recò in visita al municipio di Parigi (17 luglio 1789) venne accolto dagli ufficiali della guardia nazionale con un tipico cerimoniale massonico. Luigi Blanc ci informa infatti che i confratelli fecero passare il re esitante sotto un corridoio di spade incrociate per sottolineare la propria vittoria con il rito massonico della ‘volta d’acciaio’. Anche la celebre ‘proclamazione dei diritti dell’uomo e del cittadino’ proposta per la prima volta dal massone Lafayette l’11 luglio 1789 non è altro che una smaccata riformulazione dei concetti espressi dal massone Rousseau nella sua celebre opera Il contratto sociale. Nel volume intitolato I veri autori della Rivoluzione, Jourde scrisse testualmente: ‘Sono stati i Liberi Muratori i fomentatori della rivoluzione. Non solo: furono essi a procurare il denaro ai rivoluzionari, così che quelli proseguissero nell’opera di propaganda’. La forza della confraternita quindi è sempre stata costituita dalle sue finalità segrete e dalla formidabile potenza economica che ne alimenta le casse. L’élite che controlla il denaro e il mercato dell’oro può governare il mondo senza mai apparire in prima persona, ma ha comunque bisogno di servili burattini che si sporchino le mani al suo posto. Per questo motivo gli alti e invisibili gradi della Massoneria usano abbindolare i propri gregari conferendo loro onori e poteri in cambio dei servigi compiuti, ma quando i confratelli divengono personaggi ‘scomodi’ o non più gestibili vengono immediatamente tolti di mezzo. Proprio quello che è accaduto al Gran Maestro Luigi Filippo Giuseppe d’Orleans, il quale, dopo aver prestato il proprio prezioso aiuto alla causa della rivoluzione, affermò di essersi dimesso dall’ordine per la seguente motivazione: ‘Non conoscevo come è formato il Grande Oriente e stimando d’altronde che una repubblica non deve, soprattutto agli inizi della sua istituzione, tollerare alcun mistero, alcuna assemblea segreta’. Come prevedibile, dopo una simile dichiarazione venne assassinato con la ghigliottina nel 1793. Anche se certamente il vero motivo del suo allontanamento dall’ordine non doveva essere così nobile come ebbe a dichiarare (molto probabilmente aspirava alla poltrona più importante), è chiaro che la confraternita non fa sconti a nessuno dei suoi illustri burattini quando questi si rifiutano di obbedire. La stessa sorte toccò poi al massone Robespierre (la Massoneria aveva bisogno di trovare un capro espiatorio per il bagno di sangue compiuto), mentre l’imperatore Napoleone, una volta esaurito il suo compito di ‘esportare’ la rivoluzione fuori dai confini della Francia, fu semplicemente esautorato e imprigionato. Robespierre venne addirittura condotto sul patibolo con la mascella fracassata, affinché non potesse articolare una sola parola. Ma naturalmente è inutile cercare queste informazioni sui ‘libri’ della storia ufficiale, per questi volumi di propaganda la rivoluzione è stata esclusivamente opera del popolo. E anche se i libri scolastici descrivono Robespierre come un autonomo pazzo sanguinario, è ovvio che non poteva godere di alcuna reale indipendenza all’interno della confraternita. Robespierre aveva origini molto umili e venne elevato a leader dalla Massoneria solo per compiere il lavoro sporco, compiuto il quale la filantropica confraternita se ne sbarazzò attribuendo a lui solo le responsabilità di un simile operato. Napoleone invece, probabilmente ebbe la ‘colpa’ di divenire un personaggio pubblico troppo carismatico e ‘indipendente’ e sta di fatto che venne fatto eliminare dal massone Arthur Wellesley, ovvero il celebre duca di Wellington, che lo sconfisse nella famosa battaglia di Waterloo. Inutile aggiungere che la spedizione militare venne finanziata dalla famiglia ebraica Rothschild e che sulla celebre disfatta di Napoleone non possono non sorgere molti legittimi dubbi sulla fedeltà dei suoi generali massoni’ (Marco Pizzuti, Rivelazioni non autorizzate: il sentiero occulto del potere, Edizioni Il Punto d’Incontro, Venezia 2012, pag. 69-74).
Anche lo scrittore Gian Pio Mattogno nel suo libro ‘La massoneria e la Rivoluzione francese’ (Collana Quaderni del Vetro, 1990) mostra che la Rivoluzione francese fu figlia della Massoneria, in quanto mostra che la massoneria ha contribuito alla preparazione intellettuale della Rivoluzione, che la massoneria ha svolto un ruolo determinante nelle agitazioni che hanno condotto alla presa della Bastiglia, che la massoneria ha partecipato attivamente agli eventi rivoluzionari successivi, e che i massoni hanno operato come rivoluzionari e come massoni (http://www.insegnadelveltro.it/libreria/?p=941).
Anche il magistrato Carlo Alberto Agnoli, nel suo libro ‘La rivoluzione francese nell’opera della Massoneria’, dimostra che la Rivoluzione francese fu opera della Massoneria. In una recensione libraria infatti si legge: ‘Tra i diversi testi che hanno rappresentato il lavorio sinistro e occulto svolto dalle società segrete per lo scatenamento della rivoluzione francese senza dubbio merita una analisi approfondita il volume di Carlo Alberto Agnoli che ripercorre, a partire da dichiarazioni e documenti di alti esponenti della Massoneria, l’attività destabilizzatrice alla quale furono chiamate in tutta Europa le logge “illuminate” dalla dea Ragione per abbattere la monarchia francese e instaurare l’epoca contemporanea sotto il segno dei nuovi ‘immortali’ principii dell’89 (Libertè, Egalitè, Fraternitè) primo obiettivo per la disintegrazione dell’ancièn ordre tradizionale europeo ….’ (http://dagobertobellucci.wordpress.com/2011/08/10/recensione-libraria-la-rivoluzione-francese-nellopera-della-massoneria-di-carlo-alberto-agnoli/).
Persino in seno alla Massoneria molti massoni dicono che esiste un chiaro collegamento tra la rivoluzione francese e la Massoneria. In una intervista, il massone Gioele Magaldi che è il fondatore del Grande Oriente Democratico, conferma che la rivoluzione francese fu guidata da Massoni, infatti alla domanda: ‘Lei ha fondato il God e da massone dichiarato combatte pubblicamente una battaglia dentro il suo mondo. È la prima volta che accade: perché lo fa?’, lui ha risposto: ‘Perché è necessario tornare allo spirito di quei fratelli liberi muratori che guidarono la rivoluzione americana e quella francese, che fecero il Risorgimento in Italia e ovunque lottarono per affermare istituzioni liberal-democratiche. Occorre tornare allo spirito di quei fratelli che sconfissero il nazifascismo, Franklin Roosevelt e Winston Churchill su tutti, e che regalarono al mondo un paradigma economico calibrato sulla giustizia sociale e il diritto alla dignità e alla felicità per ogni essere umano. Il trinomio Libertà-Fratellanza-Uguaglianza è nato nelle logge e adorna ancora adesso i templi massonici, scolpito sotto la cattedra del Maestro Venerabile’ («Caso Mps, Gioele Magaldi: “Mussari è nella massoneria da molto tempo”», di Fabrizio d’Esposito, Il Fatto Quotidiano, 6 febbraio 2013 – http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/06/caso-mps-gioele-magaldi-mussari-e-nella-massoneria-da-molto-tempo/491604/).
Sul sito della Gran Loggia d’Italia viene riconosciuta la forte influenza della Massoneria sulla rivoluzione in questi termini: ‘Nel 1789 il Grande Oriente di Francia conta ben 30.000 membri e circa mille logge, e sebbene oggi sia noto che alle origini della Rivoluzione francese non ci fu “un complotto massonico”, è altrettanto noto che numerosi massoni parteciparono a quegli avvenimenti e l’influenza delle idee dibattute nelle logge fu assai notevole su di essi’ (http://www.granloggia.it/GLDI/default.aspx/1709-massoneria_in_francia.htm).
Nicola Tucci, Gran Maestro del Grande Oriente Italiano, ha confermato ciò durante un convegno massonico in questa maniera: ‘E’ un prodotto della Massoneria la rivoluzione francese, tanto che viene da lì il motto libertà, uguaglianza, fraternità’ (‘Massoneria, Società e Ordinamento dello Stato’, Grande Oriente Italiano Obbedienza Piazza Del Gesù, Lamezia Terme 19 Dicembre 2009 E:.V:., Teatro Grandinetti. – http://www.grandeorienteitaliano.it/).
Stando dunque così le cose, per riassumere brevemente la posizione delle ADI sulla Rivoluzione Francese, secondo le ADI i principi illuministici-massonici di «libertà, uguaglianza e fratellanza» che ispirarono la rivoluzione francese non vanno contrapposti ai principi del Cristianesimo (quindi non sono principi diabolici!), perché in realtà sono dei principi enunciati da Cristo e poi ripresi dai rivoluzionari francesi!!
Credo che questa sia una potente conferma che le ADI approvano e promuovono i principi della Massoneria. Ecco perché le ADI non condannano la Massoneria e i suoi principi, perché le ADI sono una organizzazione filo-massonica, cioè con una mentalità massonica.
Aggiungo questo quindi, che visto e considerato che un Gran Maestro del Grande Oriente di Francia, 33° Grado del Rito Scozzese ha detto queste parole: ‘Un uomo che, pur non essendo massone, condivide ed appoggia i nostri principi, è già un massone senza grembiule’, confermate da Albert Pike, pure lui un massone del 33° del Rito Scozzese, che disse: ‘Si incontrano molti Massoni che non si sono mai sottoposti all’iniziazione’ e da Licio Gelli, ex capo della Loggia massonica segreta P2, che ha affermato: ‘Ci sono più «fratelli senza grembiule» che non nei templi’, coloro che nelle ADI parlano e ragionano come Rodolfo Arata, anche se non sono affiliati alla Massoneria, sono dei «massoni senza il grembiule». Così sono definiti dai massoni con il grembiule, quindi dagli affiliati della Massoneria, e perciò sono visti molto favorevolmente dalla Massoneria. Noi invece che condanniamo i principi massonici siamo odiati e disprezzati dalla Massoneria.
Io dico quindi a voi che siete da Dio e che frequentate Chiese ADI, che tutti quei pastori delle ADI che celebrano i principi massonici definendoli principi evangelici non sono servitori di Cristo Gesù. I principi massonici infatti sono infatti dei principi diabolici, antibiblici, che contrastano la verità che è in Cristo Gesù, e che sono fonte di tante menzogne e di ribellione contro Dio, tutte cose infatti ben presenti nelle ADI. Leggete a tale riguardo quello che ho scritto per confutarli in questo mio articolo dal titolo: «I principi della Massoneria sono principi Cristiani?»
Vi esorto quindi per l’ennesima volta a uscire e separarvi dalle ADI.

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

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Pensieri …

MUHAMMAD ALI: UN PERDENTE E UN PERDUTO

E’ morto il famoso pugile Muhammad Ali. Era nato con il nome di Cassius Marcellus Clay nel 1942 a Louisville, nel Kentucky, da madre battista e padre metodista. Si era convertito all’Islam nel 1964, e per questo cambiò legalmente il suo nome in Muhammad Ali. (http://tellmeaboutislam.com/muhammad-ali.html). Ebbe a dire: «Abbiamo tutti lo stesso Dio, solo che lo serviamo in maniera differente. I fiumi, i laghi, gli stagni, i ruscelli, gli oceani, hanno tutti nomi differenti, ma tutti contengono acqua. Così le religioni hanno nomi differenti, e tutte contengono verità, espresse in modi, forme e tempi differenti. Non importa se sei un Mussulmano, un Cristiano o un Ebreo. Quando credi in Dio, dovresti credere che tutte le persone sono parte di una sola famiglia.» (We all have the same God, we just serve him differently. Rivers, lakes, ponds, streams, oceans all have different names, but they all contain water. So do religions have different names, and they all contain truth, expressed in different ways forms and times. It doesn’t matter whether you’re a Muslim, a Christian, or a Jew. When you believe in God, you should believe that all people are part of one family. – http://www.azquotes.com/author/242-Muhammad_Ali). Queste sono parole tipiche di uno che non conosce Dio perchè non crede che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, morto per i nostri peccati e risuscitato a cagione della nostra giustificazione. Sono le parole di un peccatore, e quindi di un perdente e di un perduto. I vincitori e i salvati infatti sono solo coloro che credono che Gesù Cristo è il Figlio di Dio! Chi ha orecchi da udire, oda

IL FIGLIO HA CONFERMATO CHE IL PADRE UCCIDE

Noi sappiamo che il Figliuolo di Dio ci ha fatto conoscere Dio (Giovanni 1:18). Ma l’Iddio che Gesù ci ha fatto conoscere è lo stesso Dio di cui era stato scritto: “Ma Er, primogenito di Giuda, era perverso agli occhi dell’Eterno, e L’ETERNO LO FECE MORIRE” (Genesi 38:7), ed anche: “EGLI PERCOSSE GRANDI NAZIONI, E UCCISE RE POTENTI: Sihon, re degli Amorei, e Og, re di Basan, e tutti i regni di Canaan” (Salmo 135:10-11)? Sì, è lo stesso Dio, infatti Gesù ha detto a noi che siamo suoi amici: “Non temete coloro che uccidono il corpo, e che dopo ciò, non possono far nulla di più; ma io vi mostrerò chi dovete temere: TEMETE COLUI CHE, DOPO AVER UCCISO, HA POTESTÀ DI GETTAR NELLA GEENNA. Sì, vi dico, temete Lui” (Luca 12:4-5). Se qualcuno dunque vi annuncia un Dio che non uccide i malvagi, sappiate che vi sta annunciando un altro Dio, un Dio che si è inventato lui, e non certamente l’Iddio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo! E badate bene che anche il Figlio di Dio uccide, infatti quando apparve a Giovanni gli disse di scrivere all’angelo della Chiesa di Tiatiri quanto segue: “Ma ho questo contro a te: che tu tolleri quella donna Jezabel, che si dice profetessa e insegna e seduce i miei servitori perché commettano fornicazione e mangino cose sacrificate agl’idoli. E io le ho dato tempo per ravvedersi, ed ella non vuol ravvedersi della sua fornicazione. Ecco, io getto lei sopra un letto di dolore, e quelli che commettono adulterio con lei in una gran tribolazione, se non si ravvedono delle opere d’essa. E METTERÒ A MORTE I SUOI FIGLIUOLI; e tutte le chiese conosceranno che io son colui che investigo le reni ed i cuori; e darò a ciascun di voi secondo le opere vostre” (Apocalisse 2:20-23). Nessuno quindi vi seduca con vani ragionamenti.

SULLA GRAZIA

Noi non vi annunziamo soltanto che Dio ha voluto farci grazia in Cristo (cfr. Esodo 33:9), ma anche che la grazia di Dio “ci ammaestra a rinunziare all’empietà e alle mondane concupiscenze, per vivere in questo mondo temperatamente, giustamente e piamente” (Tito 1:11-12). E questo perché Colui che ci ha chiamati è santo, e vuole che noi siamo santi (cfr. 1 Pietro 1:15-16).

SI SVUOTEREBBERO

Se in tanti locali di culto i conduttori predicassero ai peccatori e insegnassero alla Chiesa tutto quello che predicavano e insegnavano gli apostoli, si scatenerebbe una feroce persecuzione contro di loro e i locali di culto si svuoterebbero.

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Un Cristianesimo adatto al Nuovo Ordine Mondiale

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Fratelli, torno a dirvelo, c’è in atto un’opera diabolica a livello mondiale per ridefinire il Cristianesimo, ossia per cambiarlo, per adattarlo al Nuovo Ordine Mondiale e integrarlo nella Religione Unica Mondiale che la Massoneria sta pian piano creando. Infatti molti uomini empi si sono introdotti in mezzo alle Chiese – travestendosi da Cristiani – e stanno cercando con sofismi di ogni genere di spogliare Gesù di Nazareth della sua messianicità e divinità, per cui l’obbiettivo di costoro è presentare Gesù di Nazareth come un semplice rabbino Ebreo che poi i suoi discepoli (in particolare Paolo da Tarso) hanno fatto diventare il Cristo e Dio benedetto in eterno! Per cui il Gesù che costoro presentano non è il Cristo di Dio, promesso da Dio tramite i suoi antichi profeti, che è morto per i nostri peccati e risuscitato corporalmente il terzo giorno a cagione della nostra giustificazione, al di fuori del quale non c’è salvezza! Io vi avverto quindi dicendovi che costoro sono degli anticristi da cui dovete guardarvi e ritirarvi.
“Io vi ho scritto non perché non conoscete la verità, ma perché la conoscete, e perché tutto quel ch’è menzogna non ha che fare colla verità. Chi è il mendace se non colui che nega che Gesù è il Cristo? Esso è l’anticristo, che nega il Padre e il Figliuolo. Chiunque nega il Figliuolo, non ha neppure il Padre; chi confessa il Figliuolo ha anche il Padre. Quant’è a voi, dimori in voi quel che avete udito dal principio. Se quel che avete udito dal principio dimora in voi, anche voi dimorerete nel Figliuolo e nel Padre. E questa è la promessa ch’egli ci ha fatta: cioè la vita eterna. Vi ho scritto queste cose intorno a quelli che cercano di sedurvi. Ma quant’è a voi, l’unzione che avete ricevuta da lui dimora in voi, e non avete bisogno che alcuno v’insegni; ma siccome l’unzione sua v’insegna ogni cosa, ed è verace, e non è menzogna, dimorate in lui come essa vi ha insegnato.” (1 Giovanni 2:21-27)
Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

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Alcune parole per Michela Marzano

Signora Michela Marzano, salve. Dopo avere ascoltato quello che lei ha detto in risposta alla domanda «Perché le religioni odiano gli omosessuali?», voglio dirle le seguenti cose.

Sappia che in quanto Cristiani (da voi etichettati come integralisti e fondamentalisti) non manifestiamo nessuna forma di odio o persecuzione verso gli omosessuali, infatti non facciamo loro alcun male e non li insultiamo e neppure li deridiamo come invece fanno tanti. Ma ciò detto, sappia anche questo, che gli omosessuali agli occhi di Dio, che è il Creatore di tutte le cose, sono dei peccatori in quanto violano la sua santa legge che afferma: “Non avrai con un uomo relazioni carnali come si hanno con una donna: è cosa abominevole” (Levitico 18:22), e, come ha detto Gesù Cristo, il Figlio di Dio, “chi commette il peccato è schiavo del peccato” (Giovanni 8:34), e quindi in quanto peccatori essi devono ravvedersi e credere nel Vangelo di Cristo, per essere liberati dai loro peccati ed ottenere la remissione dei loro peccati. Questa è la ragione per cui noi li esortiamo a ravvedersi, convertirsi dai loro peccati, e credere nel Signore Gesù Cristo. E’ odio questo? E’ persecuzione questa? Non mi pare proprio! Anzi è l’amore di Cristo che ci costringe ad annunciare anche agli omosessuali questo messaggio, che è l’unico messaggio salvifico che esiste. Sì, proprio l’amore di Cristo, perché il nostro desiderio e la nostra preghiera è che essi siano salvati, e non solo dai loro peccati, ma anche dalle fiamme dell’inferno dove sono diretti; e solo mediante la fede nel Vangelo di Cristo (e quindi nella morte espiatoria e nella resurrezione di Cristo) si può ottenere la salvezza. E sì, perché coloro che muoiono nei loro peccati (tra cui ci sono oltre agli omosessuali, pure i fornicatori, gli adulteri, i ladri, gli omicidi, gli idolatri, gli effeminati, gli ubriachi, gli oltraggiatori, gli stregoni, gli ingiusti e altri) vanno nelle fiamme dell’inferno, che è un luogo di tormento nel cuore della terra. Quindi, noi da Dio non siamo chiamati ad avere alcun rispetto o sentimento di accettazione verso l’omosessualità, in quanto è peccato, è qualcosa di abominevole agli occhi di Dio. Come si può accettare un comportamento che conduce le anime all’inferno? Lungi da noi il fare una tale cosa. Ma l’amore verso il prossimo che noi nutriamo – e che si manifesta anche annunciandogli il ravvedimento e il Vangelo – viene da molti scambiato per odio, e questo perché il mondo in cui viviamo è un mondo di tenebre, sotto la potestà del diavolo, che è il seduttore di tutto il mondo, che induce il mondo a credere che noi odiamo gli omosessuali. Ma, vede, signora Marzano, noi odieremmo gli omosessuali se dicessimo loro che Dio li accetta così come sono e che quindi Dio non li condannerà, perché li inganneremmo e dimostreremmo così di non avere a cuore la loro salvezza! Ma dato che abbiamo a cuore la loro salvezza, come anche la salvezza di tutti gli altri peccatori, noi continueremo a dirgli: “Ravvedetevi dunque e convertitevi, onde i vostri peccati siano cancellati” (Atti 3:19).
La saluto cordialmente.

Giacinto Butindaro

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Quattro domande per Vittorio Fiorese

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Pace a te, Vittorio Fiorese. Ho queste semplici domande da porti:

– La Massoneria è da Dio o da Satana?
– I principi massonici «libertà, fratellanza e uguaglianza» sono da Dio o da Satana?
– Un Cristiano può affiliarsi alla Massoneria?
– Un massone che si professa Cristiano può essere membro di una Chiesa Evangelica, o della tenda «Cristo è la Risposta»?

Ritengo che sia giusto e utile che voi della Tenda vi esprimiate pubblicamente in merito alla Massoneria, e facciate quindi conoscere a tutte le Chiese qual è la vostra posizione sulla Massoneria. Spero quindi che quanto prima lo facciate tramite i vostri canali rispondendo chiaramente a queste precise domande. Grazie.

Giacinto Butindaro

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Il massone Alfons Maria Mucha

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Alfons Maria Mucha (Ivančice, 24 luglio 1860 – Praga, 14 luglio 1939) è stato un pittore e scultore ceco. Il suo nome viene spesso francesizzato come Alphonse Mucha. È stato uno dei più importanti artisti dell’Art Nouveau (https://it.wikipedia.org/wiki/Alfons_Mucha).
Era un massone, infatti sul sito del Grande Oriente gli hanno dedicato questo articolo: «Alphonse Mucha, maestro dell’Art Nouveau, maestro massone – Alphonse Mucha (1860-1939), artista ceco, è stato uno dei rappresentanti più significativi dell’Art Nouveau. Il suo stile lo rende “fautore” di un nuovo linguaggio comunicativo, di un’arte visiva innovatrice e potente: le immagini femminili dei suoi poster, fortemente sensuali e cariche di erotismo, entro composizioni grafiche ben precise arrivano e spopolano in tutti i ceti e gli ambienti della società dell’epoca e, tutt’ora, alla vista degli odiernissimi manifesti pubblicitari è possibile scorgere il gene artistico di Mucha. Lo “Stile Mucha” lo ha reso unico, riconoscibile, modernista appunto, eterno simbolo dell’Art Nouveau. Fondamenti dell’arte di Alphonse Mucha sono il grande idealismo, l’amore e il fortissimo attaccamento per la sua patria. Sognava uno Stato slavo libero, libero dagli Asburgo, libero dal colonialismo sfruttatore dei governi stranieri e soprattutto libero di prendere forze, energie e solidarietà da sé stesso, dalle proprie tradizioni e dalla propria identità. Ecco il Mucha visionario che realizza l’opera più significativa: “L’Epopea Slava”. Alphonse Mucha fu iniziato a Parigi nel 1898 e successivamente divenne fra i promotori della rinascita della massoneria in Cecoslovacchia, fondando nel 1919 loggia, in lingua ceca, “Jan Amos Komensky” all’Oriente di Praga e ricoprì in seguito la carica di Gran Maestro della Gran Loggia Cecoslovacca. Nel 1923 assunse la carica di Sovrano Gran Commendatore del Supremo Consiglio di R.S.A.A. Il simbolismo massonico emerge chiaramente nel volume illustrato, Le Pater, pubblicato a Parigi nel 1899. Numerosi gioielli, medaglie e diplomi massonici, sono oggi conservati presso il museo di Praga che porta il suo nome.»
Fonte: http://www.grandeoriente.it/alphonse-mucha-maestro-dellart-noveau-maestro-massone/
Guardate queste sue opere in cui compaiono simboli e segni massonici.

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Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

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Quattro domande per Carmine Napolitano

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Pace a te, Carmine Napolitano. Visto che sei Preside della Facoltà Pentecostale di Scienze Religiose di Aversa (http://www.facoltapentecostale.net/old/doceboCms/index.php?special=changearea&newArea=202) presso la quale insegna il massone Giancarlo Rinaldi, ho queste semplici domande da porti:

– La Massoneria è da Dio o da Satana?
– I principi massonici «libertà, fratellanza e uguaglianza» sono da Dio o da Satana?
– Un Cristiano può affiliarsi alla Massoneria?
– Un massone che si professa Cristiano può essere membro di una Chiesa Evangelica, o docente presso una Scuola Biblica?

Spero che tu risponda a queste domande pubblicamente, anche per farci conoscere così la posizione della Federazione delle Chiese Evangeliche Pentecostali sulla Massoneria.

Grazie.

Giacinto Butindaro

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La sconvolgente testimonianza dell’ex massone John Salza

John Salza, un avvocato americano cattolico, ex massone del 32° (che era un grande esperto di massoneria tanto che insegnava i rituali massonici ai massoni), racconta come è entrato nella Massoneria, le sue esperienze nella Massoneria, e come dopo alcuni anni ne è uscito. Esorto tutti i fratelli ad ascoltare questa sconvolgente e interessantissima e dettagliata testimonianza (racconta infatti in maniera dettagliata in particolare il rituale massonico del primo e del terzo grado, ma soprattutto del terzo con cui i massoni oltraggiano e scherniscono Gesù Cristo), perché le cose che dice questo ex massone sulla Massoneria sono molto importanti. Peraltro Salza conferma che il Grande Architetto dell’Universo (GADU), che i massoni adorano e servono, è Satana. Fa vedere alcune strette di mano massoniche, e poi parla di alcuni segnali segreti massonici che i massoni fanno anche durante i processi in tribunale per essere aiutati dai giudici! Nell’intervista si parla anche dell’infiltrazione massonica nella Chiesa papista.

Ho fiducia nel Signore che questa intervista spaventerà e scuoterà tanti, e spingerà molti a riconoscere finalmente che la Massoneria è una istituzione satanica, e che essa va condannata dalla Chiesa con ogni franchezza. E quindi che bisogna uscire e separarsi immediatamente da tutte quelle Chiese che rifiutano di condannare la Massoneria o dicono che la Massoneria è buona o che si sono alleate con la Massoneria.
Naturalmente, dovete considerare che sia l’intervistatore che l’intervistato sono cattolici romani, quindi lasciate perdere tutte quelle menzogne papiste che vengono dette (su Maria, ecc).
Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

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Pensieri ….

UN’ERESIA MOLTO PERICOLOSA

L’eresia secondo cui tutti gli uomini sono figli di Dio insegnata dalla Massoneria (si tratta del principio della fratellanza universale), si propone questi obbiettivi: indurre a credere che Gesù Cristo sia uno dei tanti figli di Dio, e quindi che Egli non abbia alcunché di speciale o di superiore nei confronti degli altri esseri umani; indurre a credere che i Cristiani, che si definiscono i soli figli di Dio perché hanno creduto in Gesù Cristo, siano dei presuntuosi e degli arroganti; indurre a non credere nell’esistenza dei figli del diavolo di cui parla la Parola di Dio. Quindi badate a voi stessi, e rigettate questa eresia a cui la Massoneria tiene tanto.

IL DIAVOLO NON VUOLE CHE ANNUNCIAMO CHE CRISTO È MORTO SULLA CROCE PER I NOSTRI PECCATI

E’ cosa certa che il diavolo, il principe della potestà dell’aria, quello spirito che opera al presente nei figli della disubbidienza, non vuole che noi annunciamo Cristo e Lui crocifisso, ossia la morte di Cristo sulla croce (avvenuta per i nostri peccati), perché Cristo ha fatto un pubblico spettacolo dei principati e delle potestà trionfando su di essi proprio per mezzo della croce (cfr. Colossesi 2:15), e perché mediante la Sua morte sulla croce, Cristo ha distrutto colui che avea l’impero della morte, cioè il diavolo, ed ha liberato tutti quelli che per il timor della morte erano per tutta la vita soggetti a schiavitù (cfr. Ebrei 2:14-15). Ecco perché la parola della croce incontra una forte opposizione da parte del mondo, perché “tutto il mondo giace nel maligno” (1 Giovanni 5:19).

ALLEGREZZA E TRISTEZZA

Gesù dice: “Così, vi dico, v’è allegrezza dinanzi agli angeli di Dio per un solo peccatore che si ravvede” (Luca 15:10). Anche per noi figliuoli di Dio è motivo di allegrezza vedere peccatori ravvedersi. Ma sicuramente è motivo di tristezza vedere peccatori ostinarsi e indurirsi dinnanzi alla predicazione del Vangelo. Perché noi sappiamo dove vanno coloro che muoiono nei loro peccati: nel fuoco dell’inferno. Noi dunque ci rallegriamo quando i peccatori si ravvedono, ma ci rattristiamo quando rifiutano di ravvedersi.

CHI ODIA IL FRATELLO CAMMINA NELLE TENEBRE

La Scrittura afferma che “Dio è luce, e che in Lui non vi son tenebre alcune” (1 Giovanni 1:5), e quindi “Se diciamo che abbiam comunione con lui e camminiamo nelle tenebre, noi mentiamo e non mettiamo in pratica la verità” (1 Giovanni 1:6). Quindi, chi afferma che ha comunione con Dio e poi cammina nelle tenebre, sta mentendo e non sta mettendo in pratica la verità. E tra coloro che camminano nelle tenebre ci sono coloro che odiano i fratelli, secondo che è scritto: “Ma chi odia il suo fratello è nelle tenebre e cammina nelle tenebre e non sa ov’egli vada, perché le tenebre gli hanno accecato gli occhi” (1 Giovanni 2:11)

NOI AMIAMO GESÙ

Quanto bene fece Gesù! Eppure fu odiato dal mondo. Fu odiato senza ragione, come era stato predetto. Ed ancora oggi, Gesù è odiato dal mondo. La luce è odiata dalle tenebre. Ma Egli fu amato da quelli che il Padre gli diede (cfr. Giovanni 16:27), ed ancora oggi Gesù Cristo è amato da coloro che sono da Dio. Noi amiamo Gesù.

IL NOSTRO SALVATORE

Gesù Cristo è il nostro Salvatore. Egli ci ha salvati dai nostri peccati con il suo prezioso sangue, che sparse sulla croce. A Lui siano la gloria e l’imperio nei secoli dei secoli.

MA NON LO VEDETE?

Uscite e separatevi dalle Chiese controllate e influenzate dalla Massoneria, perché portano le anime alla rovina in quanto le trascinano a ribellarsi a Dio, a rigettare la sua dottrina. La Massoneria trascina i credenti a naufragare quanto alla fede Ma non lo vedete che stanno andando di male in peggio?

IN OFFERTA E SACRIFICIO A DIO

Al Signore Gesù Cristo che ci ha amati e ha dato se stesso per noi in offerta e sacrificio a Dio, qual profumo d’odor soave, siano la gloria e l’imperio nei secoli dei secoli. Amen

SE DIO NON GLI DÀ DI CREDERE …

I capi con gli anziani e gli scribi, con Anna, il sommo sacerdote, e Caiàfa, e Giovanni, e Alessandro e tutti quelli che erano della famiglia dei sommi sacerdoti (cfr. Atti 4:5-6), avevano riconosciuto che quello zoppo era stato guarito (infatti non potevano dire niente contro), e avevano saputo che quell’uomo la guarigione l’aveva ottenuta per mezzo del nome di Gesù il Nazareno, eppure è scritto: “E vedendo l’uomo ch’era stato guarito, quivi presente con loro, non potevano dir nulla contro. Ma quand’ebbero comandato loro [Pietro e Giovanni] di uscire dal concistoro, conferiron fra loro dicendo: Che faremo a questi uomini? Che un evidente miracolo sia stato fatto per loro mezzo, è noto a tutti gli abitanti di Gerusalemme, e noi non lo possiamo negare. Ma affinché ciò non si sparga maggiormente fra il popolo, divietiam loro con minacce che non parlino più ad alcuno in questo nome. E avendoli chiamati, ingiunsero loro di non parlare né insegnare affatto nel nome di Gesù” (Atti 4:14-18).
Questo ci mostra che uno può pure trovarsi davanti ad uno uomo zoppo fin dalla nascita perfettamente guarito nel nome di Gesù, ma potrà credere solo se Dio gli dà di credere. Se Dio non gli dà di credere può pure vedere un mare dividersi in due nel nome di Gesù, o il fuoco scendere dal cielo nel nome di Gesù, o un morto risuscitare nel nome di Gesù, non crederà nel Vangelo. Rimarrà un incredulo.

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Rispondo ad un sedicente pastore che chiede sulla sua bacheca di FB come mai Luca non menziona mai Paolo come apostolo nel libro degli Atti

Massimo Morandi, che dice di essere un pastore e un insegnante della scuola biblica Charis, sulla sua bacheca in una discussione ha chiesto come mai Luca non menziona mai Paolo come apostolo nel libro degli Atti degli apostoli («Ho chiesto come mai Luca non menziona Paolo come apostolo nel libro degli Atti». – https://www.facebook.com/pastoremassimomorandi/posts/10209163545194161)!!!
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Allora, sappiate tutti che Luca menziona Paolo come apostolo nel libro degli atti, e lo fa in questi termini: “Or avvenne che in Iconio pure, Paolo e Barnaba entrarono nella sinagoga dei Giudei e parlarono in maniera, che una gran moltitudine di Giudei e di Greci credette. Ma i Giudei rimasti disubbidienti, misero su e inasprirono gli animi dei Gentili contro i fratelli. Essi dunque dimoraron quivi molto tempo, predicando con franchezza, fidenti nel Signore, il quale rendeva testimonianza alla parola della sua grazia, concedendo che per le lor mani si facessero segni e prodigî. Ma la popolazione della città era divisa; gli uni tenevano per i Giudei, e gli altri per gli APOSTOLI. Ma essendo scoppiato un moto dei Gentili e dei Giudei coi loro capi, per recare ingiuria agli APOSTOLI e lapidarli, questi, conosciuta la cosa, se ne fuggirono nelle città di Licaonia, Listra e Derba e nel paese d’intorno; e quivi si misero ad evangelizzare. Or in Listra c’era un certo uomo, impotente nei piedi, che stava sempre a sedere, essendo zoppo dalla nascita, e non aveva mai camminato. Egli udì parlare Paolo il quale, fissati in lui gli occhi, e vedendo che avea fede da esser sanato, disse ad alta voce: Levati ritto in piè. Ed egli saltò su, e si mise a camminare. E le turbe, avendo veduto ciò che Paolo avea fatto, alzarono la voce, dicendo in lingua licaonica: Gli dèi hanno preso forma umana, e sono discesi fino a noi. E chiamavano Barnaba, Giove, e Paolo, Mercurio, perché era il primo a parlare. E il sacerdote di Giove, il cui tempio era all’entrata della città, menò dinanzi alle porte tori e ghirlande, e volea sacrificare con le turbe. Ma GLI APOSTOLI BARNABA E PAOLO, udito ciò, si stracciarono i vestimenti, e saltarono in mezzo alla moltitudine, esclamando: Uomini, perché fate queste cose? Anche noi siamo uomini della stessa natura che voi; e vi predichiamo che da queste cose vane vi convertiate all’Iddio vivente, che ha fatto il cielo, la terra, il mare e tutte le cose che sono in essi; che nelle età passate ha lasciato camminare nelle loro vie tutte le nazioni, benché non si sia lasciato senza testimonianza, facendo del bene, mandandovi dal cielo piogge e stagioni fruttifere, dandovi cibo in abbondanza, e letizia ne’ vostri cuori.” (Atti 14:1-17).
Viene dunque da domandare a questo sedicente pastore : «Come mai dici che Luca in Atti non menziona mai Paolo come apostolo, quando invece lo menziona come apostolo?»
Mi fermo qui, anche se potrei dire moltissime altre cose …
Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

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Ma quale «Sola Scrittura»!

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Leggo nell’articolo apparso sul sito della Loggia Heredom 1224 (http://loggiaheredom1224.blogspot.it/2016/06/il-convegno-su-paschetto-e-i-valori.html) in merito al convegno tenutosi nella sala sinodale di Torre Pellice il 1 giugno, organizzato dai Valdesi assieme alla Massoneria, per celebrare l’artista massone Paolo Paschetto, che il moderatore della Tavola Valdese «ha tranquillizzato una parte di valdesi che temono che in questo dialogo tra massoni e valdesi vi sia “qualcosa dietro”: nulla dietro, tanto davanti, storia, reciprocità come differenze e distinzioni». Certo, i Valdesi – per i dirigenti valdesi – non devono affatto preoccuparsi. Non c’è niente e nessuno dietro tutto ciò! Non c’è nessun pericolo! Di cosa si devono preoccupare i Valdesi dunque? In tutto ciò e dietro tutto ciò però c’è il diavolo, che sta portando nelle fiamme dell’inferno anche tanti Valdesi. Ma le guide cieche dei Valdesi non lo sanno. Il diavolo si è presentato a loro travestito da angelo di luce, e loro lo hanno scambiato per un angelo del Signore e lo stanno seguendo. Sono proprio ciechi! Senza alcun discernimento! E poi i Valdesi ci vengono a dire che il loro motto è quello della Riforma ossia «Sola Scrittura»??! Ma quale «Sola Scrittura»! «Sola stoltezza e ignoranza» semmai, diciamo noi, è il loro motto, e difatti noi vediamo tanta stoltezza in questa loro condotta, come anche tanta ignoranza della Scrittura! Certo fa piacere sapere che tra i Valdesi ci sono quelli che non approvano questa collusione della Chiesa Valdese con la Massoneria. Ma costoro devono uscire e separarsi dalla Chiesa Valdese, come comanda di fare Iddio. Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

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Sul Convegno dedicato a Paolo Paschetto tenutosi a Torre Pellice

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Da una Chiesa massonizzata come quella Valdese non ci si può aspettare altro che abominazioni su abominazioni. Giudicate voi da persone intelligenti. Colgo l’occasione per avvertire tutti i santi a guardarsi anche da tutte quelle Chiese che si sono messe o alleate con la Chiesa Valdese-Metodista. Perchè anche loro odorano di Massoneria. Non illudetevi, la Massoneria sta usando la Chiesa Valdese per trascinare le altre Chiese Evangeliche a fare parte della religione unica mondiale che sta costruendo. Giacinto Butindaro
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Il Convegno su Paschetto e i valori della Repubblica a Torre Pellice. Il Gran Maestro Stefano Bisi: “Con i Valdesi un percorso comune per una legge sulla Libertà di coscienza”

L’Aula Sinodale della Casa Valdese di Torre Pellice a stento ha contenuto il pubblico delle grandi occasioni, almeno 250 persone di cui quasi la metà non massoni, per il convegno organizzato dal Grande Oriente d’Italia e dalla Fondazione Centro Culturale Valdese.
Alla presenza dei sindaci di Torre Pellice e Villar Pellice e altre autorità si è svolto il primo incontro ufficiale di due realtà minoritarie ma significative nell’impegno quotidiano per la costante ricerca del miglioramento della nostra società.
Il convegno su Paolo Paschetto, autore dello stemma della Repubblica, è stato moderato con sagacia e autorevolezza da Renato Lavarini, presidente del Collegio Circoscrizionale dei MMVV del Piemonte e Valle d’Aosta, che inizialmente ha spiegato perché si è scelto Torre Pellice proprio alla vigilia del 2 giugno e ha citato i numerosi massoni presenti nell’Assemblea Costituente e nella Commissione dei 75.
La pastora Erika Tomassone ha portato come presidente del Centro Culturale Valdese i saluti ricordando l’importanza e la bellezza della nostra Carta Costituzionale, troppo sovente disattesa, e ha sottolineato la presenza fondante di 21 donne nella Costituente.
Daniele Jalla della Società di Studi Valdesi ha tracciato, sotto il famoso affresco della quercia, disegnato da suo nonno Paschetto, che decora con potenza l’emiciclo dell’Aula, la travagliata storia della nascita dello stemma.
Ha descritto sia il percorso intellettuale che ha portato al disegno conclusivo sia quello burocratico, percorso complicato anche dal fatto che Paschetto fosse un protestante.
A Marco Novarino dell’Università di Torino e direttore del Centro Studi per la Libera Muratoria l’incarico di affrontare il complesso tema dell’esame di alcuni articoli della Costituzione particolarmente discussi e discutibili, soprattutto in un periodo come il dopoguerra in un Paese lacerato e ferito dopo il ventennio fascista e sempre alle prese con le pesanti interferenze di Oltretevere.
Ha dunque esaminato il duro lavoro dei Padri e delle Madri Costituenti, come non sia presente il termine laicità come invece nella Costituzione francese dello stesso anno. E come proprio laicità, libertà religiosa e scuola siano invece i cardini su cui deve poggiare l’intero asse costituzionale, temi sui quali da sempre combattono contraddistinguendosi massoni e valdesi.
Citando valdesi importanti come Mario Piacentini, Giorgio Peyrot, Carlo Alberto Rollier, Giovanni Gonnet che hanno tentato sempre di portare una visione laica della società, si è soffermato sugli artt. 7 e 8 riguardanti la libertà religiosa e sugli artt. 33 e 34 sulla scuola, sottolineandone le criticità di allora che si riverberano ancora sul nostro quotidiano. Ha terminato il suo intervento con la citazione di un lucido passo di Piero Calamandrei. Hanno poi preso la parola per le conclusioni il Gran Maestro e il Moderatore della Tavola Valdese.
Stefano Bisi con la consueta pacata ma determinata fermezza, con la naturalezza e profondità dei suoi pensieri che lo contraddistinguono e lo fanno apprezzare non solo dalla Comunione dei Fratelli ma anche da chi si avvicina per la prima volta a un massone, ha spiegato che scegliere di essere a Torre Pellice il 1º giugno non è un caso.
“Nel corso del 2016 molte tappe sono state toccate in Italia per celebrare i 70 anni della Repubblica, da luoghi di crisi del lavoro come Piombino e Terni, da nord a sud, da luoghi di spiritualità come la moschea di Colle Val d’Elsa o come proprio Torre. Sempre per ribadire, come cittadini laici di questo Paese, il diritto di ognuno di esprimere non solo la propria fede ma anche avere la libertà di coscienza e di pensiero. È proprio partendo dalla scuola, il potersi conoscere e confrontarsi con realtà differenti sin da bambini che si potrà creare una società nuova, di rispetto reciproco. Dovremo cimentarci con una multiculturalità che potrà arricchirci, i massoni questo lo sanno bene, come conoscono l’importanza della solidarietà; non saranno i massoni a costruire muri, sono abituati a costruire ponti”.
Ha terminato auspicando che un percorso comune con i valdesi per una legge sulla libertà di coscienza abbia come degno suggello la data simbolo del 17 febbraio, cara ai massoni come ai valdesi (non importa se del 1600 quando salì al rogo Giordano Bruno o del 1848 quando vennero concessi i diritti civili a valdesi e ebrei).
Ha poi con generosità lasciato che concludesse i lavori Eugenio Bernardini, che ha esordito compiacendosi della sala stracolma, questa Aula pensata, progettata e voluta come luogo di confronto e dibattito.
Alla ricerca di quella che Giorgio Peyrot definì “la mente comune”, impossibile da ottenere se non ci si parla e ognuno tiene strette le proprie idee, come fossero le uniche buone.
Ha tranquillizzato una parte di valdesi che temono che in questo dialogo tra massoni e valdesi vi sia “qualcosa dietro”: nulla dietro, tanto davanti, storia, reciprocità come differenze e distinzioni. Nessun interesse di bottega, tutto davanti all’onore del giorno, cercando con trasparenza il confronto senza paura di contaminarsi perché dopo 70 anni manca ancora “la mente comune”.
Che fare insieme? Impegnarsi secondo caratteristiche e specificità insieme a tanti altri, cercare una casa comune senza pregiudizi e paure, con trasparenza, questa sí un dovere per uno stato democratico, e cultura. Contro i sacerdoti della menzogna, massoni e valdesi hanno tradizioni di confronto e rispetto reciproco, sanno che non si risolvono i problemi alimentando pregiudizi e paure.
Ha accennato a quanto la chiesa valdese fa con la comunità di Sant’Egidio per aprire corridoi umanitari per i profughi, azione che il Presidente della Repubblica conosce e apprezza. Insieme dovremo dunque creare una casa comune rispettosa delle differenze culturali, spirituali e religiose; creare una nuova laicità ove ognuno si senta a proprio agio, in Italia e in Europa. La nostra è una sfida comune nel portare avanti il progetto per una legge per la libertà di religione e di coscienza: il mondo politico esita mentre quello che si chiede a chi ci governa è osare.
Le conclusioni di questo splendido convegno che ha lasciato il pubblico entusiasta sono l’auspicio che i due rami dello stemma d’Italia disegnato da Paolo Paschetto, quercia e ulivo, simboleggino un grande abbraccio.
di Danilo Mouglia

Fonte: http://loggiaheredom1224.blogspot.it/2016/06/il-convegno-su-paschetto-e-i-valori.html

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