Una voce misteriosa

Vicki, di sei anni, e Donna, di nove, erano delle sorelle quasi inseparabili. Una delle loro maniere preferite per passare la giornata era quella di visitare la loro vicina di nome Judi Sharp, e le ragazze facevano così il più spesso possibile. Le giovani sorelle guardavano con rispetto alla ventiduenne Judi, e cercavano in molte maniere di essere come lei.

‘Possiamo fare una passeggiata con te?’ diceva una delle ragazze ogni volta che Judi camminava attorno al palazzo.

‘Certo’. Judi sorrideva e faceva loro segno di unirsi a lei. Judi viveva con i suoi genitori, e per anni aveva visto con piacere Vicki e Donna crescere, ed era andata a trovarle. Ella le considerava quasi come sorelle minori.

Un giorno Judi aveva bisogno di recarsi allo Kmart a prendere alcuni articoli. Vicki e Donna stavano con lei e le chiesero di potere andare con lei.

‘Per favore Judi’ piagnucolò Donna. ‘Noi ci annoiamo e vogliamo venire anche noi. Ce lo fai questo favore?’ ‘Sì, faremo le brave. Dai, andiamo’.

Judi sorrise ma scosse la sua testa: ‘No, ragazze. Non oggi. Ho solo intenzione di andare al negozio veramente di corsa. Prenderò le cose di cui ho bisogno e sarò subito di ritorno’.

‘Judi!’ le ragazze gridarono all’unisono.

‘La risposta è no’, disse lei. ‘Oggi non farò la spesa in ogni caso’.

Ma mentre Judi cercava le chiavi della macchina e si preparava per partire, le ragazze continuarono ad implorarla.

Alla fine Judi si intenerì. ‘Va bene, potete venire con me ma solo a condizione che restiate in macchina mentre io vado dentro’ disse con fermezza. ‘E poi voi dovete chiedere il permesso a vostra mamma’.

Le ragazze si eccitarono per la proposta di Judi e acconsentirono prontamente a stare in macchina mentre lei prendeva le cose di cui aveva bisogno. Si precipitarono velocemente a casa, e una volta ottenuto il permesso dalla loro mamma, tornarono di corsa a casa di Judi.

‘E’ d’accordo vostra mamma?’ domandò Judi mentre le ragazze correvano verso il posto dove lei stava aspettando vicino la sua macchina.

Vicki e Donna fecero un cenno con il capo e tutte felici saltarono sul sedile posteriore della macchina di Judi. Judi partì per il negozio, ma non appena ella cominciò il viaggio in macchina le ragazze cominciarono di nuovo a piagnucolare.

‘Dai Judi’ dissero, ‘facci entrare nel negozio con te. Solo questa volta. Non ti daremo fastidio. Dai!

Judi sospirò, frustrata per il fatto che aveva acconsentito a che le ragazze andassero con lei. ‘Ho detto no. Eravamo d’accordo che sareste rimaste in macchina e quella è l’ultima parola’.

Nonostante le ragazze continuarono a cercare di convincere Judi affinché permettesse loro di entrare nel negozio con lei, ella rimase ferma.

‘Assolutamente no’ disse lei mentre parcheggiava la macchina nel parcheggio dello Kmart. ‘Ora rimanete qua. Non vi muovete e sarò presto di ritorno’.

In meno di dieci minuti Judi aveva comprato le cose di cui aveva bisogno e stava ritornando alla macchina quando ella si rese conto che le ragazze non erano dentro la macchina.

‘Questa cosa mi fa infuriare così tanto’ ella pensò tra sé e sé. Sapeva che le ragazze le stavano facendo uno scherzo e probabilmente erano nascoste da qualche parte vicino all’entrata del negozio. Ma ella aveva voluto che questo fosse un viaggio veloce. Ora era frustrata per il fatto che avrebbe dovuto passare del tempo a cercare le ragazze, specialmente dopo che aveva ordinato loro di rimanere in macchina.

‘Darò loro una lezione’ pensò tra sè e sé. Decise di allontanarsi con uno stridore dal parcheggio il più velocemente possibile in maniera che le ragazze pensassero che lei le stava lasciando là.

‘Questo gli mostrerà quello che io penso dei loro scherzi’.

Judi inserì la chiave nell’accensione e mandò su di giri il motore. Ella inserì la prima, dato che non c’erano macchine parcheggiate davanti a lei, e pianificò di partire velocemente per attirare l’attenzione delle ragazze e poi andarsene in fretta via dal parcheggio. Poi ella avrebbe fatto il giro del parcheggio e preso le ragazze. Dopo ciò esse di certo non avrebbero fatto più una cosa del genere.

Proprio quando ella tolse il piede dal freno per cominciare ad andare avanti, sentì una voce chiara che veniva dal retro della macchina.

‘Metti la retromarcia’ le disse la voce. ‘Vai indietro!’

Judi obbedì immediatamente, non sapendo perché o chi avesse detto quelle parole, ma non potendo negare la potenza della voce. Quando fu indietreggiata di cinque piedi [1 piede = 30,48 cm], vide improvvisamente Vicki e Donna davanti alla macchina accovacciate in basso mentre ridacchiavano. Esse erano rimaste nascoste davanti alla griglia del radiatore della macchina per tutto quel tempo.

Una ondata di nausea bagnò Judi, ed ella sentì il suo corpo indebolirsi. Se ella fosse andata via in fretta come aveva pianificato, ella avrebbe investito le ragazze e ci sarebbe passata sopra e le avrebbe uccise tutte e due.

Non consapevoli del pericolo in cui si erano trovate, le ragazze vennero saltellando e ridacchiando verso la macchina e salirono dentro.

‘Ti abbiamo ingannato, vero?’ domandò Vicki.

Judi posteggiò di nuovo la macchina e si girò attorno. Stava tremando. ‘La cosa non è stata divertente, ragazze. Io vi avevo ordinato di rimanere in macchina fino al mio ritorno’.

Le ragazze fecero la faccia lunga per la delusione. ‘Ci dispiace’ disse sommessamente Donna. ‘Noi stavano solo cercando di farti uno scherzo’.

Judi rimase in silenzio per il resto del viaggio di ritorno, decidendo di non raccontare alle ragazze quello che era quasi accaduto. Invece, quando arrivò a casa, ella ringraziò Dio per la voce misteriosa che le aveva fatto guidare la macchina nell’opposta direzione.

‘Io so che avrei ucciso quelle ragazze se fossi andata avanti’ Judi dice da allora.

‘Da qualunque posto venne quella voce, essa fu certamente un miracolo. Se io avessi colpito quelle ragazze, non penso che mi sarei mai ripresa’.

Testimonianza tratta da: ANGELS, MIRACLES AND ANSWERED PRAYERS [ANGELI, MIRACOLI E PREGHIERE ESAUDITE], Vol 1. Kelsey Tyler. Guideposts. New York 1994, pag. 49-52

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