Cani e Porci

Gesù disse: “Non date ciò ch’è santo ai cani e non gettate le vostre perle dinanzi ai porci, che talora non le pestino co’ piedi e rivolti contro a voi non vi sbranino” (Matteo 7:6). Ricordiamocelo, e osserviamo anche questo comandamento.

Le cose di Dio, che sono sante e preziose come perle, non vanno date a persone che hanno le caratteristiche dei cani e dei porci.

I cani sono conosciuti per la loro brutalità (e difatti spesso si sentono notizie di bambini ed anche adulti sbranati o feriti brutalmente da cani, che apparentemente sembravano bravi e invece all’improvviso senza un apparente spiegazione hanno fatto tanto male), e qui rappresentano coloro che sono degli strenui oppositori e schernitori del Vangelo i quali hanno una mente brutale.

I porci sono coloro che sono imbruttiti, induriti, ottusi, e quindi incapaci di apprezzare le preziose perle della Parola di Dio, e difatti le calpestano.

Dunque, a coloro che mostrano apertamente odio, indurimento e disprezzo nei confronti delle cose che concernono il regno di Dio, non bisogna dare niente. E quindi non bisogna insistere con il volergli annunciare la Parola di Dio, perché è inutile farlo, anzi controproducente.

Ricordiamoci che gli apostoli si ritiravano da coloro che si indurivano, e che bestemmiando contraddicevano alle cose che annunziavano (Atti 13:45-46; 19:9).

Giacinto Butindaro

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