Il savio e il beffardo

Esistono due categorie di persone che reagiscono in maniera totalmente differente quando vengono riprese o corrette: sono i savi e i beffardi.

Il savio è colui che è savio di cuore, e quindi ha trovato la sapienza di Dio, e siccome è savio teme Dio ed evita il male. Non è perfetto, in quanto fallisce anche lui in molte cose, anche lui non è esente da peccati, ma procaccia la perfezione, e quindi è proteso in avanti, ed esamina del continuo le sue vie per vedere se in esse ce n’è ancora qualcuna malvagia per abbandonarla. Quando pecca, riconosce il suo peccato, lo confessa e lo abbandona. E questo perché egli vuole piacere a Dio in tutta la sua condotta. Non gli importa nulla di piacere agli uomini, in quanto sa di essere stato comprato a prezzo da Dio, e quindi di dover glorificare Dio nel suo corpo e nel suo spirito. Come reagisce quando viene ripreso o corretto? Si mostra riconoscente verso colui che lo riprende, e lo ama, perché con quella riprensione ha modo di migliorarsi, o meglio di perfezionarsi. Ecco perché è scritto: “Riprendi il savio, e t’amerà” (Proverbi 9:8), perché il savio ama la correzione, e quindi la scienza secondo che è scritto: “Chi ama la correzione ama la scienza” (Proverbi 12:1).

Il beffardo invece è colui che “non ama che altri lo riprenda” (Proverbi 15:12) e “ non ascolta rimproveri” (Proverbi 13:1), perché è un superbo insolente (Proverbi 21:24), e difatti lui non va dai savi, non ama la loro presenza, e non li frequenta. Ma nonostante ciò, egli cerca la sapienza, ma non la trova (Proverbi 14:6), appunto perché non ne vuol sapere della correzione. E come si comporta verso chi lo riprende? Lo odia e lo vitupera, e difatti lo offende e lo diffama. Ecco perché è scritto: “Non riprendere il beffardo, per tema che t’odi” (Proverbi 9:8), ed anche: “Chi corregge il beffardo s’attira vituperio” (Proverbi 9:7).

Sei un savio o un beffardo? Se sei savio, ti esorto a continuare ad esserlo, perché c’è una ricompensa ed un avvenire per i savi di cuore. Ma se non lo sei ancora, diventalo, per la gloria di Dio, affinché Dio sia glorificato in te, altrimenti, come dice la Sapienza, “tu solo ne porterai la pena” (Proverbi 9:12).

Chi ha orecchi da udire, oda.

Giacinto Butindaro

P.s. La scritta in inglese nella foto dice ‘Facciamo tutti degli errori’

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