Sulla natura dell’uomo

La natura dell’uomo è corrotta; la Scrittura dice che i disegni del cuore dell’uomo sono malvagi sin dalla sua fanciullezza (Genesi 8:21), che noi siamo stati formati nell’iniquità e che nostra madre ci ha concepiti nel peccato (Salmo 51:5), che tutti si sono corrotti e che non v’è alcuno che faccia il bene (Salmo 14:3). Siamo nati tutti figli d’ira, con l’ira di Dio che pesava su di noi; senza nessuna distinzione l’uomo è malvagio, schiavo del peccato che serve e da cui viene ripagato con la morte, la paura e l’infelicità. L’uomo è in balia del diavolo che pecca sin dal principio (1 Giovanni 3:8), è sotto la sua potestà e difatti Giovanni dice che tutto il mondo giace nel maligno (1 Giovanni 5:19); e se da un lato egli sceglie di fare il male perché ha una volontà, egli fa il male perché la sua natura è totalmente e inesorabilmente incline al male.

Se dunque la natura dell’uomo è corrotta, l’uomo non può salvarsi da solo, non può autoredimersi in nessuna maniera; ha bisogno di un salvatore che è Cristo Gesù perché solo lui lo può liberare dal peccato avendo egli portato sulla croce i nostri peccati. E per essere salvato deve ravvedersi e credere in Gesù Cristo; non c’è altra maniera. Ma sia il ravvedimento che la fede sono dati da Dio, infatti Iddio “ha dato il ravvedimento anche ai Gentili, affinché abbiano vita” (Atti 11:18), e la fede è il dono di Dio (Efesini 2:8-9). Se dunque uno si ravvede e crede in Gesù Cristo è perché Dio ha VOLUTO dargli sia il ravvedimento che la fede. L’uomo non ha nulla di suo tramite cui può salvarsi, neppure il ravvedimento e la fede; ma Dio nella sua grande bontà glieli concede secondo il suo beneplacito volere per mostrargli la sua benignità. Non è dunque l’uomo che sceglie di ravvedersi e di credere in Gesù Cristo (anche se l’apparenza porterebbe a dire ciò), ma è Dio che sceglie di farlo ravvedere e credere.

Diversi passi attestano ciò; ne voglio ricordare però solo uno in questo frangente e cioè questo: “Non siete voi che avete scelto me, ma son io che ho scelto voi” (Giovanni 15:16). Fu Gesù a dire queste parole ai suoi discepoli; ma non è forse vero che in alcuni altri passi pare che furono i discepoli a scegliere di seguire Cristo? Prendete il caso di Andrea per esempio che assieme ad un altro discepolo di Giovanni si mise al seguito di Gesù senza che questi li avesse chiamati verbalmente (leggete attentamente Giovanni 1:35-37). Ma rimane il fatto che essi andarono a Gesù perché attirati dal Padre di Gesù; non avrebbero potuto giammai andare a Gesù senza essere attirati dal Padre.

Molti dicono che l’uomo ha la capacità o la libertà di scegliere la salvezza o di rigettarla; questo è vero sempre nell’apparenza perché in realtà noi vediamo persone che accettano il Vangelo e persone che lo rifiutano. Ma nella realtà dietro l’accettazione del Vangelo o il suo rifiuto da parte di qualcuno c’è un decreto di Dio.

Naturalmente io e voi non sappiamo chi sono i vasi di misericordia innanzi preparati per la gloria e chi sono i vasi d’ira preparati per la perdizione, ma ciò non ci preoccupa perché sappiamo che Dio farà quello che ha decretato senza che alcuno glielo possa impedire. Quello che dobbiamo fare verso i peccatori non è parlargli della predestinazione, ma della salvezza in Cristo Gesù avvertendoli della fine che faranno se la rifiuteranno. Se poi accetteranno o meno il Vangelo è qualcosa che non sapremo mai sulla terra (almeno verso tanti è così), ma a suo tempo sapremo.

Io quando evangelizzo i peccatori gli parlo come se la salvezza della loro anima dipendesse dalla loro volontà. Non fraintendetemi: voglio dire che gli dico che si devono ravvedere e credere (cosa per altro che facevano Gesù e gli apostoli), pena il fuoco eterno se rifiuteranno di ubbidire alla Parola di Dio, e basta. Naturalmente so che chi è stato preordinato a vita eterna tra la massa degli uomini, al suo tempo Dio lo metterà in grado di partecipare alla sorte dei santi nella luce (cfr. Colossesi 1:12), mentre chi non è stato predestinato a salvezza o eletto a salvezza (per ragioni che solo Dio sa), non sarà messo in grado di partecipare a questa celeste vocazione ma andrà in perdizione. Dio naturalmente non è da biasimare per niente per questo suo modo di agire perché Lui è libero di fare di quello che possiede quello che vuole. Chi siamo noi da potergli dire: ‘Che fai?’

Giacinto Butindaro

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