Contro la rabdomanzia

La rabdomanzia è una pratica che consiste nel tentare di localizzare oggetti nascosti sotto terra, in particolar modo l’acqua, servendosi di una verga o di una bacchetta biforcuta. Ha origini antiche ed è ancora praticata.

Il termine deriva dalle parole greche rhábdos che significa “bacchetta” e mantéia che significa “divinazione”.

I sostenitori della rabdomanzia ritengono di poter individuare la presenza dell’oggetto cercato, grazie sia al contributo di poteri extra sensoriali sia all’emissione di energie da parte dell’oggetto captabili attraverso la bacchetta oppure tramite l’effetto di “risonanza” analogo alla vibrazione dei suoni.

Secondo i rabdomanti la bacchetta metterebbe in tensione le braccia, creando un equilibrio instabile che permetterebbe al cervello di comunicarci l’avvenuto ritrovamento idrico, tramite delle scariche alle braccia che si riverberano sulla bacchetta.

I rabdomanti sostengono che la Bibbia approva la rabdomanzia, in quanto dicono che Mosè trovò l’acqua nel deserto facendo uso di un bastone!!

E’ evidente che ci troviamo dinnanzi ad una delle tante arti divinatorie create dal diavolo, il padre della menzogna, che usa degli spiriti maligni, in questo caso spiriti di divinazione. La Bibbia condanna qualsiasi arte divinatoria, secondo che è scritto: “Non si trovi in mezzo a te chi faccia passare il suo figliuolo o la sua figliuola per il fuoco, né chi eserciti la divinazione, né pronosticatore, né augure, né mago, né incantatore, né chi consulti gli spiriti, né chi dica la buona fortuna, né negromante; perché chiunque fa queste cose è in abominio all’Eterno” (Deuteronomio 18:10-12). Quindi vi esorto a rigettare la rabdomanzia.

Noi credenti se dobbiamo trovare dell’acqua ci mettiamo a scavare un pozzo rimettendo la nostra ricerca nelle mani di Dio, cioè chiedendo a Dio di farci avere buon successo nella ricerca perché sappiamo che il buon successo appartiene a lui. Il che non esclude che Dio tramite una rivelazione riveli il luogo preciso dove metterci a scavare per trovare l’acqua. Noi abbiamo un Dio in cielo che è il rivelatore dei segreti. A Lui sia la gloria ora e in eterno. Amen.

Per quanto riguarda infine il fatto che la pratica della rabdomanzia viene attribuita a Mosè diciamo questo. Quando Mosè colpì con il suo bastone (che poi era il bastone di Dio) la roccia da cui sgorgarono fiumi di acqua per dissetare il popolo, non fu perché il bastone tramite delle vibrazioni gli comunicò in quel punto la presenza di acqua sotto la roccia (in questo caso peraltro avrebbe dovuto comandare a qualcuno di mettersi a scavare un pozzo in quel posto, cosa che non avvenne) ma perché Dio gli disse: “Ecco, io starò là dinanzi a te, sulla roccia ch’è in Horeb; tu percuoterai la roccia, e ne scaturirà dell’acqua, ed il popolo berrà” (Esodo 17:6). Quindi il tutto va attribuito all’intervento di Dio che comandò a Mosè di percuotere quella roccia da cui Lui fece uscire l’acqua: si trattò perciò di un prodigio di Dio.

Fratelli, nessuno vi seduca con vani ragionamenti.

Giacinto Butindaro

Questa voce è stata pubblicata in Confutazioni, New Age, Occultismo e Spiritismo e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.