‘Io e la potenza del cristianesimo primitivo’

Come il Signore battezzò Martinus Bjerre con lo Spirito Santo

‘Sentivo l’intenso bisogno di una più profonda comunione con Dio. La mia anima era assetata di Lui …. Una sera, dopo il lavoro, sentii dentro di me una voce che mi invitava ad andare nella stalla e ad inginocchiarmi in quell’ ‘alto solaio’ dove pregavo spesso. Obbedendo alla voce del Signore, mi inginocchiai dinanzi all’Iddio vivente e mi presentai a Lui. Dopo avere pregato un po’, mi sentii investito da una forza straordinaria che si impadronì di tutto il mio essere. Cominciai allora a pregare più intensamente non avendo altri che Gesù davanti agli occhi e mi accorsi che la mia preghiera diveniva sempre più intensa … Improvvisamente vidi come un raggio luminoso proveniente dal cielo e capii che Dio gradiva la mia preghiera. Fui come trasportato in uno splendore indescrivibile e le mie povere parole non possono esprimere quello che provavo in quei momenti: una specie di corrente attraversò tutto il mio corpo e si impadronì della mia lingua tanto che pronunziai un fiume di parole che io stesso non comprendevo. Ero sempre cosciente, anche se non mi rendevo conto di quanto mi stava accadendo. Anzi, cercai perfino di trattenermi dal pronunziare quelle parole mordendomi la lingua. Ebbi anche paura quando mi accorsi, qualche istante dopo, che non potevo più pregare in danese e che mi venivano alle labbra sempre quelle parole strane. Quando mi alzai, scoppiai a piangere pensando di dovere chiedere perdono a Dio per essermi comportato a quel modo. Il fatto è che mi avevano raccontato che alcuni che avevano meditato a fondo sul cristianesimo, erano divenuti degli esaltati ed erano perfino impazziti. A dire il vero, io non avevo riflettuto o meditato tanto, ma avevo semplicemente creduto in Dio e mi ero rivolto a Lui in preghiera ed ero stato investito da quella forza incomprensibile….

Mi infilai nel letto cercando di dominarmi, perché ero ancora in preda a quello strano fenomeno. Non osavo parlarne a mia moglie, per paura che mi credesse pazzo e poi non volevo turbarla.

Quando ritrovavo i miei amici del ‘Movimento Comunitario’ e ci mettevamo a pregare, quello strano fenomeno si ripeteva e dovevo controllarmi facendo leva su tutte le mie forze, fino a tenere un fazzoletto sulla bocca in modo che nessuno sentisse quello che dicevo. Fu un periodo terribile: nessuno mi capiva e non sapevo che fare!

Una sera fummo invitati ad una riunione che si teneva a casa di un’anziana istitutrice credente; doveva parlare un predicatore di passaggio, appartenente ad un’altra chiesa. Dopo il messaggio e qualche osservazione da parte di alcuni di noi, ci inginocchiammo per pregare. Allora mi rivolsi a Dio nel mio intimo e Gli chiesi di guidarmi mediante lo Spirito Santo, senza rendermi conto del fatto che lo strano fenomeno di cui stavo facendo l’esperienza era dovuto proprio alla presenza in me dello Spirito Santo di Dio. In ogni caso anche quella sera fui preso da una forza irresistibile che mi sollevò da terra all’insaputa di tutti. Prima di rendermi conto di quanto stava accadendo, mi trovai dall’altro lato della stanza. Ero stato letteralmente sollevato al di sopra delle teste di quelli che pregavano accanto a me. Ricevetti anche una visione celeste che non dimenticherò mai più e che non posso descrivere a parole. C’è indubbiamente un’analogia tra questa visione e l’esperienza descritta dall’apostolo Paolo nella seconda lettera ai Corinzi: “Bisogna gloriarmi: non è cosa giovevole, ma pure, verrò alle visioni e alle rivelazioni del Signore. Io conosco un uomo in Cristo, che quattordici anni fa (se fu col corpo non so, né so se fu senza il corpo; Iddio lo sa), fu rapito fino al terzo cielo. E so che quel tale (se fu col corpo o senza il corpo non so; Iddio lo sa) fu rapito in Paradiso, e udì parole ineffabili che non è lecito all’uomo di proferire” (2 Cor. 12:1-4).

Cominciai allora a gridare con tutta la forza che potevo: ‘Sono libero! Sono libero!’ Alcuni miei amici si spaventarono e si precipitarono frastornati fuori di casa, mentre altri cominciarono a lodare Iddio. Altri ancora mi chiesero se fossi malato, perché tremavo tutto. Non riuscivo a capire quello che mi stava accadendo, ma ero assolutamente certo di essermi trovato alla presenza di Dio. Nessuno però osava dare una spiegazione del fatto. Gli amici allora mi consigliarono di tornarmene a casa e mi aiutarono ad infilarmi il cappotto.

Strada facendo, alcuni mi chiesero se sapessi quel che mi era successo, ma io stesso non sapevo che rispondere; dissi solo che ero stato invaso da una gioia soprannaturale, indescrivibile, e che quella gioia continuava ad inondarmi.

Il giorno dopo lessi nella Bibbia queste parole: “Ma questo è quel che fu detto per mezzo del profeta Gioele: E avverrà negli ultimi giorni, dice Iddio, che io spanderò del mio Spirito sopra ogni carne; e i vostri figliuoli e le vostre figliuole profeteranno, e i vostri giovani vedranno delle visioni, e i vostri vecchi sogneranno dei sogni” (Atti 2:16-17).

Tuttavia non capivo ancora che cosa significasse che “Dio spande del Suo Spirito”. Sapevo però che la visione che avevo avuta proveniva da Dio.

Più tardi l’anziana maestra venne ad informarsi delle mie condizioni. Approfittai allora per chiederle che cosa mai mi fosse capitato la sera prima. Lei mi spiegò che lo Spirito Santo era disceso su di me. Mi parlò quindi del battesimo dello Spirito Santo secondo l’insegnamento della Bibbia, mostrandomi come se ne parli già nei quattro evangeli. In particolare attirò la mia attenzione su Marco 16:17 dove la glossolalia (o ‘parlare in lingue’) è indicata come uno dei segni che accompagnano questa esperienza: “Or questi sono i segni che accompagneranno coloro che avranno creduto: nel nome Mio cacceranno i demoni, parleranno in lingue nuove …”. (…..)

Il mistero dunque era stato risolto: la mia strana esperienza non era altro che il battesimo dello Spirito Santo. Confidai allora alla maestra che quel fenomeno si era manifestato spesso negli ultimi tempi mentre pregavo e che avevo fatto di tutto per evitare di pronunziare quelle strane parole. Lei si commosse e mi incoraggiò a non reprimerle quando mi venivano alle labbra, perché quel che avevo ricevuto non era altro che il dono dello Spirito Santo: ‘Molte persone, mi disse, ‘corrono da una riunione all’altra per anni, in cerca di quel che lei ha ricevuto da solo con Dio, in una stalla!

Fatti accaduti in Danimarca

Martinus Bjerre, Come un Padre, Grosseto 1986, pag. 21-24

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