Spiriti seduttori all’opera nella ‘Chiesa Cristiana’ di Gallico

Fratelli nel Signore, vi invito a gurdare il video registrato il 9 Novembre 2010 a Gallico, in seno alla ‘Chiesa Cristiana’, dopo la morte di Gilberto Perri. Ascolterete menzogne e falsità di ogni genere che fanno capire come gli spiriti seduttori che parlavano tramite Perri continuano a parlare tramite i suoi successori, e a sedurre tante anime. E’ nata una altra setta, una setta molto pericolosa. Quello che si sente in questo video è il linguaggio delle sette, dove il fondatore viene messo allo stesso livello di Gesù Cristo o al di sopra addirittura. A quelli che fanno parte di questa setta dico di uscirsene e separarsene, per il bene dell’anima loro.

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8 Responses to Spiriti seduttori all’opera nella ‘Chiesa Cristiana’ di Gallico

  1. Al minuto 05:25 di questo video la persona dietro al pulpito dice:
    “Gilberto sta pregando per noi” ! e tutti… Amen!

    Quale eresia!

    Ma dove sta scritto che chi muore in Cristo intercede per i viventi?
    …Per loro quindi, Perri è più importante dello stesso Signore Gesù, l’unico vero Dio e vero uomo di cui leggiamo: “…Cristo Gesù è quel che è morto; e, più che questo, è risuscitato; ed è alla destra di Dio; ed anche INTERCEDE PER NOI.” (Romani 8:34).
    “Poiché v´è un solo Dio ed anche UN SOLO MEDIATORE fra Dio e gli uomini, Cristo Gesù uomo” (1° Timoteo 2:5) … AMEN!
    Non Gilberto Perri quindi.

    Al minuto 10:08 la persona dietro al pulpito dice:
    “…Gilberto è morto nel corpo, ma nel momento in cui ha perso questo corpo, voi lo sapete ha avuto il corpo della risurrezione, quindi lui è già nel cielo col corpo della risurrezione”.

    Altra eresia…

    Poichè il corpo della risurrezione lo si otterrà solamente al suon dell’ultima tromba (1 Corinzi 15:51,52) e cioè non ora ma alla Sua venuta, secondo che è scritto: “Cristo è risuscitato dai morti, primizia di quelli che dormono… ma ciascuno nel suo proprio ordine: Cristo, la primizia; poi quelli che son di Cristo, ALLA SUA VENUTA” (1° Corinzi 15:20,23).
    Gesù infatti disse: “Poiché questa è la volontà del Padre mio: che chiunque contempla il Figliuolo e crede in lui, abbia vita eterna; e io lo risusciterò NELL’ULTIMO GIORNO…
    e io lo risusciterò NELL’ULTIMO GIORNO… e io lo risusciterò NELL’ULTIMO GIORNO…”
    (Vangelo di Giovanni capitolo 6 versi 40, 44 e 54)

    Non prima quindi.

    Ci sarebbe altro da aggiungere sulle cose udite in questo video ma termino con le parole dell’Apostolo Paolo:
    “Se qualcuno insegna una dottrina diversa e NON S’ATTIENE alle sane parole del Signor nostro Gesù Cristo … esso è gonfio e non sa nulla…” (1° Timoteo 6:3,4)

  2. Aldo Gullotta says:

    La persona dietro il pulpito ha un nome. Si chiama “Massimo Ripepi”.
    Da questo video si evince chiaramente che fa le funzioni di “ministro di culto”.
    Facendo questo ha dimostrato di infischiarsene della legge italiana.
    Massimo Ripepi attualmente é anche consigliere comunale nel comune di Reggio Calabria, con il partito del PDL.
    Secondo la legge il suo incarico istituzionale é incompatibile con le funzioni di “ministro di culto”.

    Cito dall’articolo 60 del Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267 :

    Art. 60
    Ineleggibilità

    1. Non sono eleggibili a sindaco, presidente della provincia, “consigliere comunale”, provinciale e circoscrizionale:

    4) nel territorio, nel quale esercitano il loro ufficio, gli ecclesiastici ed i “ministri di culto”, che hanno giurisdizione e cura di anime e coloro che ne fanno ordinariamente le veci;

    Secondo l’enciclopedia wikipedia, questa é la definizione di ministro di culto:

    “Un ministro di culto è un soggetto che per competenza territoriale o per incarico affidatogli da una confessione religiosa o da determinati fedeli, compie determinati riti, solitamente si occupa delle anime dei fedeli e della conservazione dell’edificio di culto, provvede alla diffusione di un messaggio religioso. Egli, dunque, esercita un ufficio religioso.” (http://it.wikipedia.org/wiki/Ministro_di_culto)

    Massimo Ripepi era ed é uno degli “anziani” più importanti di quella comunità. Si può dire che era il secondo o il terzo per importanza dopo Gilberto Perri. Adesso che Gilberto non c’è più, il suo ruolo é un ruolo di primo piano.

    In questa chiesa di Gallico non solo si fanno beffe delle leggi di Dio… ma anche delle leggi dello Stato!

  3. Aldo Gullotta says:

    Cari fratelli nel Signore, sono Aldo Gullotta.

    Alcuni giorni fa ho lasciato il commento che voi potete leggere in questa pagina. Ringrazio Giacinto Butindaro che gentilmente l’ha pubblicato.

    A seguito del mio commento, il tizio della chiesa di Gallico (l’onorevole Massimo Ripepi) in data 16 novembre 2010 ha predicato per diversi minuti solo ed esclusivamente su quello che ho scritto io, sparando a 360 gradi anche sui fratelli Butindaro, i quali ci erano già abituati, purtroppo.

    Chiedo scusa ai fratelli Butindaro se con il mio commento ho attirato su di loro l’ira dei “ministri di culto” della chiesa di Gallico. Sono sicuro che Dio benedirà i Butindaro per il coraggio con il quale procedono nel portare alla luce le opere delle tenebre.

    In quella occasione quel “ministro di culto” (Massimo Ripepi) mentre “amministrava il culto” mi ha dato del bugiardo e mi ha definito “figlio di satana”.

    La menzogna che io avrei detto nei suoi confronti é che lui sarebbe ministro di culto mentre lui dice di non essere ministro di culto. E’ solo un consigliere comunale che predica in una chiesa… Ovvero come se il ministro Maroni, La Russa o Berlusconi celebrassero “regolarmente” messa la domenica mattina alla basilica di San Pietro a Roma, tanto per capirci…
    La legge italiana é stata giustamente concepita per impedire che avvengano tali aberrazioni sia su grande scala che su piccola scala, ovvero sia a livello nazionale che locale.

    Secondo lo Stato Italiano:

    “il ministro di culto è colui che risulta, o con competenza territoriale o ***per incarico affidatogli dalla confessione***, preposto ad una comunità di fedeli; generalmente tale soggetto ha cura d’anime, presiede alla celebrazione dei riti ed ha solitamente cura dell’edificio di culto, stabilisce con i fedeli della confessione un vero e proprio rapporto basato sulla fiducia e provvede a diffondere tra essi il messaggio religioso proprio della confessione di appartenenza.”
    (http://www.criminologia.it/diritto/la_figura_del_ministro_di_culto.htm)

    Massimo Ripepi OGGI: ha cura di anime (a modo suo…)
    Massimo Ripepi OGGI: presiede alla celebrazione di riti
    Massimo Ripepi OGGI: ha cura dell’ufficio di culto
    Massimo Ripepi OGGI: stabilisce con i fedeli della confessione un vero e proprio rapporto basato sulla fiducia e provvede a diffondere tra essi il messaggio religioso proprio della confessione di appartenenza.

    Sfido chiunque a dimostrare che “DI FATTO” Massimo Ripepi OGGI non sia ministro di culto…

    Il suo incarico gli è stato affidato dalla confessione religiosa alla quale lui appartiene come lui stesso ha dichiarato da quel pulpito.

    Il pezzo di carta che lui sventolava invece dovrebbe servire a dimostrare che tutte queste cose lui non le fa, ovvero che non predica, non presiede alla celebrazione di riti ecc. ecc…
    Infatti chi fa queste cose non può fare anche il consigliere comunale o il sindaco.

    In effetti quel pezzo di carta attesta che lui si é impegnato solennemente con lo Stato Italiano a non fare più quello che invece stava facendo in quel preciso istante…

    Ci arriverà mai a capire che nella foga di attaccare me si é tirato la zappa sui piedi…?

    Queste persone sono talmente accecate da non rendersi conto più delle gravi conseguenze di quello che dicono e di quel che fanno.

  4. Antonio Marino says:

    Egr. Sig. Gullotta,
    non più di qualche giorno addietro mi sono “imbattuto” nel commento da Lei pubblicato su questo blog, relativamente al contestato profilo di incompatibilità del Dott. Massimo Ripepi, apprezzato membro dell’attuale consesso civico, rispetto alla funzioni di “responsabile” che lo Stesso assolve all’interno dell’associazione religiosa di Gallico ed è sorta in me la necessità di scriverLe nella duplice veste di credente cristiano oltre che di avvocato (specializzato in diritto civile ed amministrativo) per fornirLe alcuni spunti interpretativi dei riferimenti normativi da Lei citati, che conducono a conclusioni diametralmente opposte a quelle da Lei (così provocatoriamente) rassegnate.

    Per dovere di onestà Le premetto (come per altro avrà sicuramente già intuito) che conosco personalmente il Dr. Ripepi, il quale è da me stimato sia per l’impegno politico/sociale sia per l’autorevolezza e la continuità del mandato cristiano fino ad oggi assolti, e come conoscitore del messaggio evangelico (nella misura in cui il Ns. Signore Gesù Cristo ha gradito farmene rivelazione) sono rimasto alquanto perplesso nel constatare come, senza conoscere la persona di cui ha ritenuto opportuno parlare e senza considerarne la dignità di cristiano oltre che il gran numero di buone opere dallo stesso compiute (e mi creda sulla parola, quelle di cui io sono a conoscenza non sono poche!), Ella ha occupato il Suo tempo nel cercare ragioni di critica non verso un personaggio perverso, cattivo o in malafede (eppure sul web se ne trovano facilmente a centinaia), ma al contrario verso un cristiano, impegnato (con fatti e non solo a parole) nella missione della predicazione dell’Evangelo e dell’aiuto ai bisognosi.

    Non ha riflettuto (mi domandavo nel leggere il Suo scritto) che quello che la animava in quel momento era lo stesso spirito che animava i farisei al tempo di Gesù? Anche loro andavano a cercare l’errore per giudicare ed accusare non considerando assolutamente le opere buone che Egli compiva (miracoli, guarigioni, aiuto agli affamati, predicazione dell’amore ecc.).

    Fatta questa (per me necessaria) digressione mi permetta di riassumerLe con una sintetica locuzione quanto di seguito cercherò di illustrare: “Quando la Forma costituisce Sostanza!”

    L’analisi della questione da Lei sollevata non può che partire dall’esatta individuazione dei precetti legislativi e degli istituti giuridici generalmente applicabili alla fattispecie in esame, per poi valutare in che modo essi vadano interpretati nel caso concreto e in che modo debbano essere applicati in ragione della specifica natura giuridica della Chiesa di Gallico e della sua organizzazione.

    I principali elementi normativi sono individuabili nella L.154/81 (Norme in materia di ineleggibilità ed incompatibilità alle cariche di consigliere regionale, provinciale, comunale e circoscrizionale e in materia di incompatibilità degli addetti al Servizio sanitario nazionale) oggi incorporato nel D.lgs.267/2000 (T.U. delle leggi sull’ordinamento degli enti locali) nonché nella L.1159/29 (Disposizioni sull’esercizio dei culti ammessi nello Stato e sul matrimonio celebrato davanti ai ministri dei culti medesimi).

    Per quanto a mia conoscenza, gli elementi fattuali da tenere in considerazione sono, invece, rappresentati essenzialmente dai seguenti:
    1) La Chiesa Cristiana di Gallico è costituita con la veste giuridica di semplice associazione religiosa;
    2) Essa non è (ancora) eretta ad Ente Morale riconosciuto dallo Stato Italiano;
    3) Essa non appartiene ad alcuna delle Confessioni Religiose che hanno stipulato intese con lo Stato Italiano.

    Premesso quanto sopra, tenuto conto della normativa vigente e considerata la corretta definizione di “Ministro di Culto” (di elaborazione dottrinale e giurisprudenziale) da Lei richiamata, il problema da affrontare è se il semplice esercizio “di fatto” delle funzioni normalmente svolte dai c.d. ministri di culto determini ipso facto l’applicabilità del regime di incompatibilità con la carica elettiva di consigliere comunale rivestita dal Dr. Ripepi.

    La questione da dirimere dunque non è tanto determinare se il Dott. Massimo Ripepi oggi assolva a meno le funzioni di indirizzo pastorale della comunità di fedeli all’interno dell’associazione religiosa cui appartiene, ma se l’assolvimento di tali compiti all’interno di questa “comunità” determini quella situazione di incompatibilità prevista dall’art.2 comma 1 n.4 della L.154/81 (oppure art.60 D.Lgs.267/00) a mente del quale “Non sono eleggibili a consigliere …. comunale: …. 4) nel territorio, nel quale esercitano il loro ufficio, gli ecclesiastici ed i ministri di culto che hanno giurisdizione e cura d’anime….”

    Occorre innanzitutto chiarire che la norma non contempla un caso di incompatibilità, ma una ipotesi di ineleggibilità, che dunque rileva solo come causa ostativa alla possibilità di candidarsi di una persona che assommi in sè la qualità di “Ministro di Culto”, ma non fa venire automaticamente meno la carica di Consigliere Comunale per quel soggetto che sia stato nominato Ministro di Culto dopo la sua elezione alla Assemblea comunale (Questi infatti ben potrà mantenere la carica elettiva cessando temporaneamente dalle proprie funzioni religiose – art.6 medesima legge).

    Chiarito quanto sopra devesi subito evidenziare che la norma in esame (cioè l’art.2 comma 1 n.4 L.154/81 oppure art.60 D.Lgs.267/00) là dove parla di “…ecclesiastici e ministri di culto, che hanno giurisdizione o cure d’anime ….” essendo stata pensata con specifico riferimento agli appartenenti al clero cattolico (si vedano i lavori preparatori del disegno di legge), si riferisce in particolare ai Sacerdoti ed ai Vescovi della Chiesa Cattolica, la cui nomina sacerdotale, in forza delle Intese stipulate dallo Stato Italiano, acquista ipso iure riconoscimento e rilevanza giuridica anche nell’ordinamento giuridico Italiano.

    Questo tuttavia non vuol dire che essa non possa essere applicata anche nei confronti degli appartenenti alle altre Confessioni Religiose ed in particolare con quelle che abbiano stipulato Intese ed accordi bilaterali con lo Stato Italiano, poiché anche per esse, in virtù di tali accordi, la nomina confessionale è accettata anche dallo Stato Italiano, il quale dunque riconosce al “religioso” una particolare posizione giuridica cui sono ricollegabili speciali prerogative e facoltà nonché divieti ed incompatibilità (quale ad esempio quella di cui si discute).

    Cosa molto diversa è invece la rilevanza giuridica all’interno dello Stato Italiano dell’attribuzione di funzioni ministeriali all’interno di organismi religiosi che per diffusione territoriale, per numero dei fedeli, per semplicità organizzativa, non possano essere considerate vere e proprie CONFESSIONI RELIGIOSE, e che esauriscano la loro attività religiosa nell’ambito del fenomeno associativo interno. E questo è il caso specifico della Comunità Cristiana di Gallico che di fatto non appartiene ad alcuna denominazione ne organizzazione religiosa nazionale (tipo ADI) ma che è organizzata come semplice ed indipendente associazione di carattere religioso.

    Nell’ambito di tali Organizzazioni, la semplice nomina sacerdotale “interna” ed a maggior ragione, ancor meno, “l’ESERCIZIO DI FATTO” delle funzioni c.d. ministeriali NON è SUFFICIENTE a determinare l’automatico riconoscimento della qualità “Ministeriale” da parte dello Stato Italiano.

    In questo caso pertanto ai sensi e per gli effetti di cui all’art.3 L.1159/29: “Le nomine dei ministri di culto diversi dalla religione dello Stato debbono essere notificate al Ministero della Giustizia ….. per l’approvazione”, e “Nessun effetto civile può essere riconosciuto agli atti del proprio ministero compiti da tali ministri di culto, se la loro nomina non abbia ottenuto l’approvazione governativa”.

    Da ciò consegue inevitabilmente che, in assenza di riconoscimento governativo, così come agli atti posti in essere da tali “Ministri di culto” (perché essi sono ministri di culto secondo la propria confessione religiosa) non possa essere attribuito alcun valore giuridico nell’ambito dell’ordinamento giuridico italiano, così allo stesso modo per Essi non trovano applicazione le limitazioni e le preclusioni connesse ad una qualità NON RICONOSCIUTA dallo Stato Italiano.

    In questo caso pertanto l’assenza di riconoscimento FORMALE da parte dello Stato Italiano determina l’inapplicabilità SOSTANZIALE delle cause di inelegibilita’ contemplate dalla L.154/81 (oppure D.Lgs.267/00).

    In conclusione, nel caso concreto, la funzione pastorale del Dott. Massimo Ripepi (il quale oltre tutto non occupa alcuna carica dirigenziale o di gestione ma di semplice associato) assolta nell’ambito della Chiesa Cristiana di Gallico non determina alcuna incompatibilità con il mandato elettorale assolto nell’ambito dell’amministrazione comunale.

    Qualora, invece, il Dott. Massimo Ripepi dovesse ritenere di chiedere il riconoscimento formale della qualità di Ministro di Culto, solo allora la sua funzione ministeriale diventerebbe causa di incompatibilità con l’incarico di Consigliere Comunale.

    Mi permetta infine un’ultima annotazione di carattere discorsivo: Per la legge italiana non sussiste alcun tipo di incompatibilità tra le funzioni di Ministro di Culto e quella di Deputato o Senatore Parlamentare ovvero con quella di Ministro del Governo Italiano, con la conseguenza che a dispetto di quanto da Lei ritenuto gli onorevoli La Russa, Maroni ed anche il Sig. Berlusconi ben potrebbero celebrare messa anche in San Pietro (ove ciò fosse consentito dalla Santa Sede), anche in considerazione del fatto che quest’ultimo è pur sempre uno stato straniero e ciascuno fa quello che vuole in casa propria!

    Avv. A. Marino

  5. Aldo Gullotta says:

    Caro avvocato Marino,

    lei dice:
    “Nell’ambito di tali Organizzazioni, la semplice nomina sacerdotale “interna” ed a maggior ragione, ancor meno, “l’ESERCIZIO DI FATTO” delle funzioni c.d. ministeriali NON è SUFFICIENTE a determinare l’automatico riconoscimento della qualità “Ministeriale” da parte dello Stato Italiano.” [fine citazione]

    Premesso che lo Stato Italiano non riconosce “in automatico” lo status di “ministro di culto” (tranne forse per i ministri cattolici…) ma dietro richiesta formale scritta…
    Anche per quel che riguarda le grandi denominazioni (tipo Valdesi…) bisogna sempre inoltrare una domanda formale.

    Se lei si guarda il video della predica del 16 novembre, noterà che l’onorevole Ripepi medesimo riferisce che lo Stato Italiano gli ha già riconosciuto *in passato* lo status di “ministro di culto”, al quale lui poi ha volontariamente rinunciato *al fine di* potersi candidare alle elezioni.

    Quindi non é vero che le “piccole” confessioni religiose siano trattate in maniera diversa da quelle più “grandi”… Questa sarebbe solo una sua opinione…
    D’altronde lei é un avvocato e ha fatto bene la sua “arringa”.

    A me non interessa l’aspetto legale delle azioni “dell’onorevole pastore” Massimo Ripepi.

    A me interessa sottolineare la moralità (o immoralità) di quest’uomo basandomi esclusivamente sulle sue azioni PUBBLICHE.

    Quando Massimo Ripepi era ministro di culto RICONOSCIUTO dallo Stato Italiano faceva “esattamente” (né più né meno) quello che sta facendo adesso. Anzi, a pensarci bene, faceva di meno; perchè adesso fa PIU’ di quello che faceva prima. Adesso predica di più e il suo ruolo é diventato di maggior peso dopo la morte di Gilberto Perri.

    Tutto questo testimonia che quando Massimo Ripepi ha scritto al Ministero dell’Interno dicendo che non avrebbe più FATTO il ministro di culto, ha MENTITO, SAPENDO di mentire!

    Lo Stato Italiano probabilmente non lo perseguiterà per questo perché i giudici hanno altre cose più importanti alle quali pensare e anche perchè il Ministro dell’Interno fa parte del suo stesso partito, ma d’avanti a Dio e d’avanti agli uomini la sua condotta é inescusabile. Testimonia decisamente male. E anche coloro che lo assecondano sono ugualmente colpevoli.
    Un cristiano dice sempre la verità e si prende la responsabilità delle sue scelte. Non sceglie “vie tortuose”. Gli uomini dalle vie tortuose sono in abominio a Dio.

    Se Massimo Ripepi vuole fare il consigliere comunale deve stare “lontano dal pulpito” mentre se vuole dedicarsi al ministero di predicatore e pastore deve stare fuori dalle istituzioni.

    Massimo Ripepi invece, con un sotterfugio, una MENZOGNA, é riuscito ad ottenere entrambe le cose. Quello che ancòra non ha realizzato é che ha perso la cosa più importante, cioè la benedizione divina.

    Come lei sa, lo Stato Italiano é uno stato laico. Ecco perchè i rappresentati di una religione qualsiasi non possono accedere alle cariche pubbliche istituzionali.

    Per quanto riguarda le innumerevoli opere buone che lui decanta, io non nego che le abbia fatte e che le faccia… con i soldi degli altri…

    Però le voglio far notare una cosa molto importante.

    Il vangelo di Gesù Cristo incoraggia le opere di carità (che nella chiesa di Gallico ci sono) ma dice chiaramente che coteste opere “da sole” non salvano, non sono sufficienti nè indispensabili al fine di entrare nel regno dei cieli ed avere la vita eterna.

    Se il metro di giudizio per definire un buon cristiano fossero le opere materiali di carità, allora i poveri e gli ammalati sarebbero INGIUSTAMENTE svantaggiati. Infatti che “opere” può fare un povero?…

    Le opere che a Dio interessano di più sono le opere di “giustizia”, intendendo non la giustizia umana ma quella divina.

    La prima e più importante opera di giustizia é RICONOSCERE a Dio i SUOI meriti e ringraziarlo, lodarlo, onorarlo e rispettarlo per quel che ha fatto e che continua a fare in favore degli uomini.
    La migliore forma di rispetto che Dio gradisce é l’ubbidienza ai suoi comandamenti.

    Se in qualche modo, Massimo Ripepi induce quelli che frequentano la sua comunità a peccare, cioè a violare i comandamenti di Dio, Massimo Ripepi non gli fa un bene ma gli fa un grande male perché anzichè condurre le anime alla salvezza eterna le conduce alla perdizione, alla condanna eterna.

    Ecco che in quest’ottica tutte le opere di bene, di carità, se non accompagnate dall’insegnamento e dalla PRATICA della sana dottrina sono completamente inutili.

    Se io do da mangiare agli affamati ma gli trasmetto una dottrina che li fa andare all’inferno, lei mi dica se gli ho fatto del bene o del male…

    Inoltre c’è una grande menzogna che hanno detto dal pulpito i pastori di Gallico, ovvero che gli evangelici non avrebbero opere di carità o di utilità sociale. Questo non é affatto vero. Ci sono moltissime chiese evangeliche (e non) che fanno opere di carità, solo che non “suonano le trombe” come fanno i pastori di Gallico…

    Mi permetta, caro avvocato, d’ illustrarle qual’è ESATTAMENTE il peccato GRAVISSIMO che la chiesa di Gallico ha promosso tramite Gilberto Perri e che i suoi successori continuano a promuovere.

    Di tutti i peccati c’è n’è uno in particolare del quale Gesù dice che chi lo fa non potrà mai più essere perdonato. E’ il cosiddetto peccato o “bestemmia” contro lo Spirito Santo.

    Il peccato contro lo Spirito Santo in pratica è: “attribuire al diavolo le opere di Dio”.

    Quando infatti Gesù guariva e operava miracoli, i suoi avversari dicevano che Lui operava perchè era posseduto da un demone.

    Le cito dal vangelo di Marco, capitolo 3:

    “E gli scribi, ch’eran discesi da Gerusalemme, dicevano: Egli ha Beelzebub, ed è per l’aiuto del principe dei demoni, ch’ei caccia i demoni. 23 Ma egli, chiamatili a sé, diceva loro in parabole: Come può Satana cacciar Satana? 24 E se un regno è diviso in parti contrarie, quel regno non può durare. 25 E se una casa è divisa in parti contrarie, quella casa non potrà reggere. 26 E se Satana insorge contro se stesso ed è diviso, non può reggere, ma deve finire. 27 Ed anzi niuno può entrar nella casa dell’uomo forte e rapirgli le sue masserizie, se prima non abbia legato l’uomo forte; allora soltanto gli prenderà la casa. 28 In verità io vi dico: Ai figliuoli degli uomini saranno rimessi tutti i peccati e qualunque bestemmia avranno proferita; 29 ma chiunque avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo, non ha remissione in eterno, ma è reo d’un peccato eterno. 30 ***Or egli parlava così perché dicevano: Ha uno spirito immondo.***

    Il versetto chiarificatore é il versetto 30, il quale definisce esattamente in cosa consiste quella “bestemmia”.

    Questo peccato (o bestemmia) lo ha commesso centinaia o miglia di volte Gilberto Perri quando rivolgendosi verso i Butindaro li ha definiti “figli di Satana”. Infatti non vi é nessuna prova che i Butindaro agiscano sotto l’azione di Satana…
    E’ innegabile invece che i Butindaro tramite i loro blog ci abbiano messi al corrente di molte delle pericolose strategie del demonio per introdurre eresie e dottrine diaboliche, recando in questo modo un danno ingente all’opera del demonio.
    Come ha detto Gesù é impossibile che Satana si faccia del male da solo in questo modo.
    Quindi é da escludere assolutamente che a muovere i loro passi sia i diavolo.
    Questo non lo dico per partito preso. E’ una verità che emerge dalle parole di Gesù Cristo. Nessuno può contestare questo.

    Anche di me é stato detto che sono un figlio di Satana, mentre io i demoni li caccio, come penso facciano anche Giacinto e Illuminato Butindaro qualora se ne presentasse la necessità.

    Adesso i successori di Gilberto affermano pubblicamente che TUTTI gli evangelici sono mossi dal diavolo.
    Si dimenticano forse che anche Gilberto era un “evangelico” all’inizio del suo cammino di fede (quindi aveva un demone?) e che molti evangelici hanno predicato nella sua comunità di Gallico (tutta gente posseduta dai demoni?).

    Ma l’apoteosi dell’ipocrisia la raggiungono quando definiscono i cattolici loro “fratelli” e gli evangelici “figli di satana”…

    I cattolici che promuovono l’idolatria, il culto ai morti, il culto agli angeli, l’occultismo ecc. ecc. sono “LORO fratelli” mentre quelli che non fanno tali cose, ma che riprendono coloro che le fanno, sono “figli del diavolo”…

    Questo loro modo di esprimersi e di fare a mio modo di vedere denota pura FOLLIA; una follia collettiva.

    Io NON dico e NON penso nemmeno che i pastori di Gallico siano posseduti o che siano mossi dal diavolo… Io dico invece che il diavolo lì non ha alcun bisogno di operare, perchè quegli uomini fanno tutto da soli…
    Loro sono mossi dal loro cuore corrotto e dalla loro concupiscenza.
    Dice la Scrittura che il loro dio è il loro ventre (Filippesi 3:18-19)

    Ora, caro avvocato Marino, a parte il fatto che in quella chiesa venga promosso il peccato più grave in assoluto, l’UNICO che non può essere perdonato, quindi l’UNICO che dà la garanzia di imbarcarsi in un viaggio di sola andata per l’inferno…
    A parte quindi l’aspetto religioso al quale lei può credere o non credere…
    C’è un aspetto pratico, SOCIALE, molto negativo che consegue da questo tipo di indottrinamento.

    L’aver inculcato nelle menti che “gli evangelici esistono e si muovono per opera del demonio” o che chiunque contesti il l’operato di Gilberto Perri e dei suoi “figli” é figlio di satana, é stata e continua ad essere causa di gravissime tragedie familiari, come dimostra tutta la letteratura sui testimoni di Geova, i quali fanno ESATTAMENTE la stessa cosa.

    Infatti in quella stessa comunità di Gallico vi partecipano delle persone che hanno i loro parenti o amici che frequentano chiese evangeliche. Questo é un dato certo.

    Si immagini che cosa può provocare in un figlio o in una figlia credere fermamente che il proprio padre e la propria madre servono satana… Sopratutto considerando che questo non é affatto vero!

    C’è tanta gente che va in depressione a causa di questo genere di condizionamento psicologico e alcuni arrivano a fare gesti davvero molto gravi.
    Si veda per esempio quello che succede in Nigeria, dove i pastori delle locali chiese dicono che i bambini sono posseduti e sono degli stregoni.
    Migliaia di bambini vengono scacciati dai genitori e molti vengono uccisi in modi diversi, spesso bruciati vivi dai loro stessi parenti…

    L’obiettivo del vangelo non é promuovere l’odio ma l’amore e la verità. Purtroppo ciò che queste persone predicano é ODIO.
    Si vada a leggere i commenti presenti nel blog anti-butindaro messo su dai collaboratori di Gilberto, i commenti di ODIO e DISPREZZO nei confronti di Butindaro e Piredda…

    Io mi permetto di dire che se i fratelli Butindaro hanno ripreso apertamente Gilberto Perri e, oggi, i suoi successori é stato perché Dio li ha spinti a farlo.

    Anche il Re Davide subì delle umiliazioni pubbliche ma si umiliò d’avanti a Dio, e Dio gli restituì il regno, mentre Giberto non si é umiliato.

    2Samuele capitolo 16:
    “E quando il re Davide fu giunto a Bahurim, ecco uscir di là un uomo, imparentato con la famiglia di Saul, per nome Scimei, figliuolo di Ghera. Egli veniva innanzi proferendo maledizioni 6 e gettando sassi contro Davide, e contro tutti i servi del re Davide, mentre tutto il popolo e tutti gli uomini di valore stavano alla destra e alla sinistra del re. 7 Scimei, maledicendo Davide, diceva così: “Vattene, vattene, uomo sanguinario, scellerato! 8 L’Eterno fa ricadere sul tuo capo tutto il sangue della casa di Saul, in luogo del quale tu hai regnato; e l’Eterno ha dato il regno nelle mani di Absalom, tuo figliuolo; ed eccoti nelle sciagure che ti sei meritato, perché sei un uomo sanguinario”. 9 Allora Abishai, figliuolo di Tseruia, disse al re: “Perché questo can morto osa egli maledire il re, mio signore? Ti prego, lasciami andare a troncargli la testa!” 10 Ma il re rispose: “Che ho io da far con voi, figliuoli di Tseruia? S’ei maledice, è perché l’Eterno gli ha detto: Maledici Davide! E chi oserà dire: Perché fai così?” 11 Poi Davide disse ad Abishai e a tutti i suoi i servi: “Ecco, il mio figliuolo, uscito dalle mie viscere, cerca di togliermi la vita! Quanto più lo può fare ora questo Beniaminita! Lasciate ch’ei maledica, giacché glielo ha ordinato l’Eterno. 12 Forse l’Eterno avrà riguardo alla mia afflizione, e mi farà del bene in cambio delle maledizioni d’oggi”. 13 Davide e la sua gente continuarono il loro cammino; e Scimei camminava sul fianco del monte, dirimpetto a Davide, e cammin facendo lo malediva, gli tirava de’ sassi e buttava della polvere.”

    Inoltre, e con questo concludo, mi permetta caro avvocato di dirle che riguardo ai farisei lei non é bene informato.

    Innanzitutto non era prerogativa dei farisei andare a cercare l’errore per giudicare ma lo facevano anche Gesù e i suoi apostoli. Lo ha fatto sempre Dio e continua a farlo ancora oggi. Dio quindi, secondo la sua definizione, sarebbe un fariseo…

    Riguardo alle “opere buone”, le ricordo che il Vaticano ne ha molte di più, e anche lo Stato Italiano LAICO ne fa (a molti dei terremotati dell’Aquila hanno regalato delle case nuove) però nessuno dei due promuove la verità su Gesù Cristo, anzi promuovono la menzogna, e così facendo promuovono la morte eterna.

    Riguardo ai miracoli e alle guarigioni io sfido apertamente la chiesa di Gallico a pubblicare su internet, di almeno TRE individui a tutt’oggi viventi:
    risultati di analisi cliniche, referti medici, scansioni radiografiche, tac ecc. ecc. che provano l’avvenuta insorgenza di malattie mortali, considerate inguaribili dalla scienza medica e la successiva guarigione (miracolosa) avvenuta in concomitanza della preghiera di Gilberto Perri o degli altri anziani attualmente in carica in quella chiesa.
    Io dico che non ci riusciranno perché questi miracoli che loro decantano in realtà non esistono.
    Se ci sono e possono documentarli, allora mi potranno smentire. Io intanto aspetto con impazienza…

    Infine, i farisei erano caratterizzati dalla loro IPOCRISIA, cioè dalla loro DISUBBIDIENZA ai comandamenti di Dio, e dal fatto che sostituirono l’ubbidienza ai comandamenti con l’ubbidienza alla loro tradizione.

    I fratelli Butindaro (e anche io nel mio piccolo) fanno esattamente la cosa opposta, cioè denunciano l’introduzione nelle chiese di pratiche legate alla tradizione umana a discapito dei comandamenti di Dio.

    Come vede, caro avvocato, lei é fuori strada, non io.
    Io la invito quindi CON AMORE a investigare meglio nelle Sacre Scritture, verificare di persona come stanno le cose, e poi rivolgersi agli anziani di quella chiesa di Gallico per invitarli ad individuare, insieme a lei e tutti gli anziani di quella chiesa, una road-map per ripristinare in quella chiesa la rettitudine e la sobrietà.
    Se lei, in virtù della sua amicizia con Massimo Ripepi, e credo anche gli altri anziani di quella chiesa, riesce a far questo, cioè riesce a riportarli alla ragione, alla sobrietà e sopratutto all’umiltà, lei gli salverà la loro anima.

    “Fratelli miei, se qualcuno fra voi si svia dalla verità e uno lo converte, sappia colui che chi converte un peccatore dall’error della sua via salverà l’anima di lui dalla morte e coprirà moltitudine di peccati” (Giacomo 5:19-20)

    Se invece essi pensano che la reazione più appropriata alle mie parole sia quella di inveire contro di me con ogni sorta di appellativi ingiuriosi, facciano pure. Io non ho nulla da perdere ma SOLO loro pagheranno a caro prezzo per la loro stoltezza.

    Così come Dio si usò di un asina per riprendere un profeta, sappiano essi che io sono semplicemente “l’asino” di turno e niente di più.

  6. Pace fratello Aldo, ti ringrazio per i tuoi interventi, è stato un piacere ed anche molto edificante leggere ciò che hai scritto, non tanto per aver parlato contro una parte avversa ad entrambi, ma soprattutto per la coerenza nei ragionamenti e per esserti mantenuto sempre in linea con le sacre Scritture, applicandole correttamente ai vari aspetti pratici che concernono gli insegnamenti e le opere della chiesa di Gallico, la quale, ahimè, dopo aver lasciato la strada Maestra si è incamminata nelle vie laterali dell’odio, dell’orgoglio e della superbia, già prima che i fratelli Butindaro puntassero i riflettori della luce biblica su Gilberto Perri.
    Ritengo a giusta ragione che Iddio avendo già deciso sulla sorte di Perri, ha inviato i suoi ministri Giacinto e Illuminato a parlargli per riportarlo sulla retta via, come Nathan fece con Davide, ma con risultati diametralmente opposti: Davide si ravvide, ma Gilberto Perri no.
    Fratello Aldo, ancora un grazie e che Dio possa continuamente riversare su te tanta sapienza e intelligenza spirituale, come si evince dalle tue parole che sta già facendo.
    Pace.

  7. Mi accodo a Giuseppe per ringraziare il fratello Aldo Gullotta per le sue giuste osservazioni e comunico che, in seguito al mio primo commento su questo post, un membro della chiesa di Gallico mi ha comunicato il link di “Pacetvblog Pacetv” su facebook, dove a parer loro, mi vien risposto del perché credono che i morti in Cristo pregano per i vivi e del perché credono che i morti in Cristo ricevano sin d’ora, il Corpo “materiale” della risurrezione.
    Tutti i dettagli comprensivi della mia risposta sono a questo link:
    http://nicolaiannazzo.wordpress.com/2010/11/22/%E2%97%8F-lettera-della-chiesa-di-gallico-e-mia-risposta/

  8. Aldo Gullotta says:

    Cari fratelli, Dio vi benedica.
    Se c’è qualcosa di giusto e santo in quello che faccio o quello che dico é solo merito di Dio. La gloria va a Lui e a nessun altro all’infuori di Lui.

    Credo anch’io che Gilberto abbia “pagato” per la sua durezza di cuore.
    Ma lungi da me dire che sia andato all’inferno o in paradiso…!
    Io non lo so, e credo che nessuno lo possa sapere con certezza perché solo Dio é in grado di “pesare gli spiriti”, di valutare la vita di un uomo e di decidere cosa farne, perché solo Dio conosce a fondo i cuori di ognuno. Io un opinione circa dove possa essere adesso la sua anima ce l’ho ma non é una certezza, quindi me la tengo per me.
    San Paolo dice che vi sono vasi ad onore e vasi a disonore.
    Anche il Re Saul finì il suo mandato nel disonore ma Dio comunque lo aveva unto e si era usato di lui. Quando la veggente evocò lo spirito del profeta Samuele, egli (Samuele) profetizzò a Saul il giorno della sua morte e gli disse “domani tu e i tuoi figli sarete con me”. Non penso che Samuele fosse all’inferno… quindi può darsi che troveremo Saul in paradiso, nonostante tutto…? Forse il senso delle parole di Samuele in quel contesto é diverso? Io non lo so, non ho mai fatto studi biblici approfonditi sull’oltretomba perché non ne ho avuto ancòra il tempo.

    Di Gilberto so tramite delle testimonianze che all’inizio del suo ministero camminava bene, rettamente. Lo sviamento é avvenuto in un secondo tempo.

    Ad un certo punto (più di dieci anni fa) successe qualcosa di poco chiaro che portò ad una scissione in quella chiesa. Alcuni anziani si separarono seguiti da alcuni credenti e fondarono un altra comunità ancòra presente sul territorio reggino.
    Pare che prima di quest’avvenimento lo Spirito Santo ci fosse veramente, ovvero c’erano miracoli e manifestazioni di inequivocabile potenza divina. Ma da quel momento in poi “il giocattolo si é rotto”, ovvero lo Spirito Santo ha cessato di operare.
    Satana entrò in quella chiesa e creò divisioni e contese che durano fino ad oggi.

    Loro millantano centinaia o migliaia di miracoli e guarigioni ma io gli ho chiesto di documentarne solo tre e si sono rifiutati, come mi aspettavo.
    Invece ho fatto la stessa richiesta ad altri fratelli i quali non hanno avuto alcun problema a mostrare, non solo a me ma a tutti, le loro radiografie del prima e del dopo e i relativi referti medici.
    Quei di Gallico hanno inventato la menzogna secondo la quale io non credo comunque ai miracoli quindi non avrebbe senso fornirmi quella documentazione…
    Invece io ai miracoli ci credo, ma credo che si dividano in tre categorie: veri, finti (o bugiardi) e immaginari.

    Io credo comunque che Dio consideri i frequentatori (il gregge) di quella chiesa “Suo popolo”, i quali purtroppo sono stati sviati sui monti dell’infedeltà da pastori corrotti (Geremia 50:6).
    Se Dio ha un piano per quella chiesa, come io credo fermamente, quei tre pastori presto dovranno vedersela con Dio. O si ravvedono o andranno a raggiungere il loro padre spirituale Gilberto, dovunque egli sia.

    Su una cosa però non ho dubbi: Gilberto Perri ha sbagliato in maniera molto grave. Ha introdotto “tradizioni” umane inventate da lui medesimo (anche se a parer mio le gocce di olio nell’acqua glie lo deve aver trasmesso qualche veggente cattolico, perché é una pratica derivata dalla MAGIA e dall’ OCCULTISMO, molto diffusa tra i cattolici del meridione, che si usa per “togliere il malocchio”) e ha diffuso degli insegnamenti che contrastano nettamente con la dottrina di Cristo. E’ stato un esempio da NON seguire.

    E’ triste constatare che i suoi successori continuano su quella strada.

    Ed ecco per esempio che nella predica del 25 Novembre (cioè ieri) ne hanno inventata un altra.

    Tenetevi forte…

    Secondo Massimo Ripepi il buon samaritano infatti era un “idolatra”!
    Nella Bibbia non c’è scritto da nessuna parte, ma a loro che importa…

    Hanno INVENTATO la MENZOGNA che il samaritano (Luca 10:25-37) fosse un idolatra in maniera da poter dire che anche i cattolici che sono idolatri sono approvati da Gesù SOLO perché fanno opere di carità.

    (Perché non perdono occasione per dichiarare il loro allineamento con la dottrina cattolica???)

    Lasciamo stare il fatto che Massimo Ripepi nel riportare il mio documento travisa completamente il senso delle mie parole attribuendomi frasi che io non ho mai detto e nemmeno ho mai pensato…
    Infatti durante la predica lui guardando il foglio, quindi facendo credere alle persone lì riunite di fronte a lui di star leggendo quello che io ho scritto, usa altre parole che io non ho scritto. “Giudicate” voi se questo é un comportamento cristiano…
    Io non so dire se ci é o ci fa… Probabilmente ci marcia perché é un politico e sa che per costruirsi un consenso popolare uno dei metodi più usati dai politici, ma anche uno dei più scorretti, é quello di “inventarsi” dei nemici.

    Io lancio loro un ennesima provocazione, che é quella di far delle copie cartacee del mio scritto, senza censurare nulla, e farle leggere a TUTTI coloro che si riuniscono a quel culto.
    Lo dico in maniera provocatoria perché so che non lo faranno, perché costruiscono il loro successo sull’ignoranza degli altri.
    Probabilmente, sapendo come agiscono, avranno raccomandato a tutti di NON leggere questo blog per non correre il rischio di “contaminarsi”… (magari mi smentissero…)

    Ripepi ha detto che TUTTI quelli che invocano Gesù Cristo sono cristiani (cattolici, mormoni, testimoni di geova, avventisti… tutti tranne Butindaro, Piredda e Gullotta…ovviamente).
    Io gli dico di leggere Matteo 7:21 o Marco 3:33-35

    Secondo Ripepi noi avremmo detto che non bisogna mai nominare satana…
    Non so dove l’ha letto…
    Io satana l’ho nominato parecchio nei miei scritti.

    Da notare invece che alla mia obiezione circa il fatto che secondo il loro metro di *giudizio* INGIUSTO i poveri non possono essere considerati buoni cristiani (perchè non possono produrre opere di carità), l’Onorevole Pastore Massimo Ripepi NON smentisce affatto ma conferma pienamente!!! Prende addirittura in mano la Bibbia e la sventola come a dire “lo dice la Bibbia”….
    C’è da inorridire!!! Mi si é letteralmente gelato il sangue nelle vene all’udire questa gravissima eresia pronunciata con tanta convinzione…

    Subito dopo dice un’altra eresia secondo la quale “Gesù non ha mai confutato”.
    Io gli dico CON AMORE (non solo a Massimo Ripepi ma a tutti quelli che frequentano quella chiesa) di andare a leggere Matteo 22:23-33 dove Gesù CONFUTA PUBBLICAMENTE la dottrina dei Sadducei.

    Loro in pratica dicono che le opere che qualificano un cristiano sono ESCLUSIVAMENTE le opere di carità. Quindi non importa se contemporaneamente commettono anche idolatria, adulterio, stregoneria ecc. ecc…

    A queste persone mi permetto di suggerire alcune letture bibliche. Innanzitutto quella dove dice che Gesù non ha MAI annullato i comandamenti. Per esempio Matteo 19:16-19.
    Poi di andare a leggere una frase detta dall’Apostolo Giovanni, che sono certo loro non hanno MAI letto dal pulpito, e che a loro gli farà molto male perché si troveranno mancanti.

    “E da questo sappiamo che l’abbiam conosciuto: se osserviamo i suoi comandamenti. Chi dice: io l’ho conosciuto e non osserva i suoi comandamenti, è bugiardo, e la verità non è in lui; ma chi osserva la sua parola, l’amor di Dio è in lui veramente compiuto.”(1 Giovanni 2:3-6)

    Qui Giovanni Apostolo dice chiaramente che chi non osserva i Suoi comandamenti, come ad esempio gli idolatri, anche se facessero migliaia di opere di carità e di beneficenza non hanno mai conosciuto Gesù Cristo, ovvero NON sono cristiani.

    Questo concetto lo conosceva bene anche San Paolo Apostolo e lo ha espresso con altre parole in 1 Corinzi 13:3

    “E quando distribuissi tutte le mie facoltà per nutrire i poveri, e quando dessi il mio corpo ad essere arso, se non ho carità, ciò niente mi giova.”

    Dato che per la definizione che ne da l’apostolo Giovanni, la “carità”, ovvero “l’amore” cristiano si concretizza nell’ubbidienza ai comandamenti, possiamo concludere che San Paolo stesso dice che se anche diamo tutto quel che abbiamo per nutrire i poveri ma non siamo ubbidienti ai comandamenti (ovvero facciamo del male al prossimo e oltraggiamo Dio) non giova a NIENTE! Tutte le opere di assistenza non servono a NULLA.

    Questa non é la mia dottrina ma é la perfetta dottrina di Cristo. E’ espressa in maniera così chiara dalle Scritture che la comprenderebbe anche un bambino.

    Notare anche che nel replicare alla mia lettera nella quale io ho fatto una ben specifica accusa, loro si guardano bene dal menzionarla correttamente. Mi riferisco all’accusa mossa da me nei loro confronti di promuovere la bestemmia contro lo Spirito Santo.

    Questo significa che i responsabili, i pastori di quella chiesa, saranno giudicati da Dio per questo ma che probabilmente le pecore saranno giustificate a causa dell’ignoranza.
    Quelle pecore non sanno in che cosa consiste il peccato di bestemmia contro lo Spirito Santo perché sono certo che nessuno glie lo ha mai detto e i pastori NON VOGLIONO che lo sappiano.

    Il terzo predicatore (Tony Moscato) sulle mie parole ha fatto una lunga predica per sostenere che Dio non giudica e che i cristiani non devono giudicare. Anche questo é un segno che quei pastori vogliono decisamente allinearsi con la dottrina cattolica.

    A Tony Moscato consiglio di leggere l’episodio di Anania e Saffira (Atti capitolo 5), oppure 1Corinzi 5:3-5 dove San Paolo GIUDICA un adultero che si diceva essere “fratello”.

    “Io non posso far nulla da me stesso; come odo, GIUDICO; e il mio giudicio è giusto, perché cerco non la mia propria volontà, ma la volontà di Colui che mi ha mandato.”(Giovanni 5:30)

    Quindi Gesù giudicava, eccome!

    Lo dimostra anche la scrittura di Matteo 11:20-24.

    Credo che con questa mia lettera io ho esaurito il mio compito, ameno per ora, spero…

    Ringrazio il fratello Giacinto Butindaro per avermi dato spazio su questo blog e per avermi permesso di assolvere ad uno dei doveri di ogni cristiano.
    Ho sentito particolarmente mio questo peso perché conosco quella chiesa, ne conosco le vicende più intime e mi dispiace per come stanno andando le cose.
    Speravo che dopo la morte di Gilberto le cose sarebbero cambiate in meglio ma si vede che non é ancora giunto quel tempo.

    Ringrazio sopratutto l’Eterno per avermi dato questa occasione di svolgere per Suo conto questo servizio.

    Concludo con una scrittura:

    “L’uomo settario, dopo una prima e una seconda ammonizione, schivalo, sapendo che un tal uomo è pervertito e pecca, condannandosi da sé.”(Tito 3:10-11)

    Con ciò voglio dire che non ho più alcuna speranza di riportare alla ragione quelle persone quindi non ha più alcun senso per me fare altre repliche.

    Per correttezza io invito TUTTI quelli che leggono i miei commenti ad andare a verificare personalmente le cose che io ho scritto. Non chiedo a nessuno di credermi sulla parola ma voglio che chi vuole farsi un opinione vada a vedere il video della predica di quella chiesa, sia la predica del 16 sia quella del 25.

    La predica del 25 conservatela nel vostro computer perché Massimo Ripepi dice una frase: “Giberto é morto, tra poco moriamo pure noi”.

    Ricordatevi di questa frase perché potrebbe risultare essere una profezia. Io spero e prego di no, perché so che Dio non vuole la morte di nessuno, nemmeno degli empi ma so anche che la pazienza di Dio ha un limite.

    Che Dio ci benedica.

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