Le ADI hanno manipolato ‘Le Dottrine della Bibbia’ di Myer Pearlman

INTRODUZIONE

Fratelli nel Signore, voglio che sappiate che le ADI hanno manipolato, oltre che i libri di Charles Spurgeon, anche il libro ‘Le Dottrine della Bibbia’ scritto da Myer Pearlman, che a differenza di Spurgeon non era Battista in quanto era Pentecostale e non credeva nella predestinazione in quanto aveva assunto la posizione ‘Wesleyana’ o ‘Arminiana’ in materia di salvezza (la quale asserisce che l’uomo si crea il destino da sé), che purtroppo è la posizione che va per la maggiore nel Movimento Pentecostale.

Prima però di passare a dimostrarvi dove e come le ADI hanno manipolato il pensiero di Pearlman, voglio darvi alcune note biografiche su Myer Pearlman.

Myer Pearlman nacque nel 1898 da una famiglia ebrea a Edimburgo, Scozia, e all’età di sette anni si trasferì con la famiglia a Birmingham, Inghilterra. Durante la prima guerra mondiale, egli usò la sua conoscenza del francese – che aveva acquisito per conto suo – per fare da interprete per l’esercito americano in Francia. Egli emigrò a New York nel 1915, e all’età di 19 anni si arruolò nel Corpo Militare Medico dell’esercito Americano. Dopo la prima guerra mondiale, si trasferì in California. Una sera, passando vicino ad una sala di culto nella città di San Francisco su cui c’era questa insegna ‘Missione Pentecostale’ (che in seguito sarà chiamata Glad Tidings Temple), si sentì attratto al suo interno, dove le persone stavano cantando un noto canto evangelico dal titolo ‘There’s Honey in the Rock’. Dopo aver frequentato per alcuni mesi quell’assemblea, Pearlman si convertì a Cristo, e non molto tempo dopo la sua conversione, durante una riunione di preghiera in San Jose, ricevette il battesimo con lo Spirito Santo con l’evidenza del parlare in lingue. In seguito si iscrisse al Central Bible Institute, Springfield, MO, dove, una volta diplomatosi nel 1925, gli fu chiesto di unirsi al corpo insegnante dell’Istituto. Nel 1927 sposò Irene Graves, una delle sue studenti. Pearlman fu un insegnante delle dottrine della Bibbia, e scrisse diversi libri dottrinali, tra i quali quello più conosciuto è Knowing the Doctrines of the Bible (pubblicato nel 1937), che il teologo Russell P. Spittler definisce come ‘il gioiello teologico del pentecostalesimo classico del periodo medio’ (Assemblies of God Heritage, Vol. 14, No 1, Primavera 1994, pag. 27), e che è stato tradotto in diverse lingue, tra cui l’Italiano con il titolo ‘Le Dottrine della Bibbia’. Pearlman morì nel 1943.

Di lui è stato scritto su Assemblies of God Heritage, una pubblicazione delle Assemblee di Dio Americane: ‘Poche persone, scrivendo e insegnando, hanno influenzato le Assemblee di Dio nei primi 25 anni della denominazione, tanto quanto abbia fatto Myer Pearlman’ (Heritage, Inverno 1989/1990, pag. 6).

Ora, il libro di Pearlman ‘Knowing the Doctrines of the Bible’, è stato tradotto in Italiano da Eliana Rustici (1912-1966), secondo che leggiamo nel libro Madri in Israele di Francesco Toppi: ‘Eliana si sobbarcò l’impegnativo lavoro di traduzione del volume Knowing the Doctrines of the Bible di Myer Pearlman, prima opera pentecostale di Teologia Sistematica, pubblicato in Italia nel 1954, per la generosa iniziativa della chiesa pentecostale di Philadelfia, col titolo: ‘Le dottrine della Bibbia’ (Francesco Toppi, Madri in Israele, ADI-Media, 2003, pag. 145).

La versione italiana di questo libro che è stata passata in esame, confrontandola con la versione originale inglese, è la quarta edizione pubblicata da ADI-Media nel 1996. La versione inglese utilizzata invece è quella pubblicata dalla Gospel Publishing House di Springfield, Missouri, del 2007 (la 24esima stampa).

Adesso voglio trascrivervi la prefazione di Francesco Toppi, ex-presidente delle ADI, al libro ‘Le Dottrine della Bibbia’, e questo per farvi capire l’importanza che ha questa opera per le Assemblee di Dio in Italia: ‘A trentaquattro anni dalla sua prima edizione italiana questo volume, completamente revisionato nella sua forma letteraria, non ha perduto la sua vitalità e la sua importanza. ‘Le Dottrine della Bibbia’ hanno un posto ormai insostituibile tra le pubblicazioni ufficiali della Chiesa cristiana evangelica A.D.I. per parecchie ragioni. Quest’opera è la prima del suo genere; pubblicata originariamente negli anni ’30, è una presentazione ‘classica’ delle dottrine fondamentali cristiane esposte in forma sistematica. Inoltre, è la prima opera di un certo livello ‘teologico’ tradotta in italiano che riassume e presenta la posizione dottrinale dei cristiani evangelici di fede pentecostale. Infine, essa è l’unico lavoro di traduzione lasciatoci da una credente indimenticabile come la sorella Eliana Rustici, la quale con una spiccata visione di servizio cristiano realizzò questo nobile progetto. Nella prefazione alla prima edizione italiana è detto tra l’altro: ‘La nostra generazione, come quella che l’ha preceduta e forse come quella che la seguirà, potrà fare di questo testo di studio la base didattica delle proprie ricerche e tutti … potranno servirsi delle oculate indagini del Pearlman per sviluppare le proprie cognizioni cristiane alla luce delle Scritture’. Questa intuizione si sta avverando, dalla prima edizione sono ormai passate tre generazioni e la quarta generazione della ‘Pentecoste’ è già attuale. Quanti della Commissione Pubblicazioni ADI-Media hanno lavorato instancabilmente per realizzare la presente edizione, lo hanno fatto con la visione di rendere ancora più valido questo ‘strumento di studio e di lavoro’ per quanti desiderano rimanere fedeli a ‘Tutto l’Evangelo’. I mutamenti delle correnti teologiche e dei metodi critico-esegetici non hanno minimamente scalfito l’importanza di quest’opera, che rimane salda sull’ispirazione verbale e plenaria delle Scritture e che certamente, come è stata già per oltre mezzo secolo, continuerà ad essere un punto di riferimento per quanti fanno della ‘sana dottrina’ evangelica il fondamento della loro fede e dell’etica cristiana’ (Prefazione)

In effetti, si può dire che ‘Le Dottrine della Bibbia’ sia il libro dottrinale più importante nelle ADI, a cui fanno riferimento tutti, ed infatti è quello più diffuso nelle case dei credenti delle ADI. Ma esso è diffuso molto anche fuori dalle ADI, in ambito Pentecostale.

Purtroppo però la versione italiana non è per niente fedele all’originale inglese, in quanto è stata manipolata dalle ADI, o adattata alla loro dottrina, su molti punti, per cui essa non ricalca in tutto e per tutto il pensiero di Myer Pearlman. Anche qui ci troviamo davanti dunque ad un’opera disonesta e iniqua, che mostra di quale tipo di morale siano promotrici le ADI. E io in questo libro mostrerò una buona parte delle manipolazioni apportate dalle ADI al libro di Pearlman.

Prima però di passare al loro esame, voglio che sia chiaro che in questo libro di Pearlman ci sono alcune affermazioni e dottrine di Pearlman che sono sbagliate alla luce della Parola di Dio, e che quindi noi rigettiamo. Ma nonostante ciò, quello che hanno fatto le ADI è ASSOLUTAMENTE sbagliato, perché comunque sia il pensiero e i ragionamenti di un’altra persona, in caso si traduca un suo libro, non siamo autorizzati a manipolarli o adattarli a quello che crediamo noi o che noi riteniamo essere giusto. Si possono inserire delle note esplicative o confutatorie, ma non si possono manipolare le parole di quella persona, perché in questo caso si procederebbe con disonestà e slealtà, oltre che con falsità, verso la persona di cui si traduce il libro, e verso i fratelli che lo leggeranno perché quest’ultimi penseranno che la persona parlava e ragionava così quando non è assolutamente vero.

Lo scopo dichiarato di questo libro dunque è quello di dimostrare come quelli di ADI-Media agiscono in maniera disonesta e sleale e menzognera verso il loro prossimo, quando decidono di tradurre un libro in italiano. Se gli altri adottassero la stessa tecnica di traduzione verso i libri scritti da Francesco Toppi o qualche altro pastore delle ADI, io sono pienamente convinto che nelle ADI, le stesse persone che hanno deciso di manipolare Pearlman o Charles Spurgeon, o che giustificano questo modo di agire fraudolento, griderebbero allo scandalo. Ma chissà perché quando sono loro a fare questa cosa sui libri degli altri, allora va tutto bene, non c’è niente di male. Guai a loro: porteranno la pena della loro ribellione, perché Dio fa ricadere la malvagità sul capo dei malvagi a suo tempo.

Le rispettive versioni on line di questo libro sono qua:

Versione Inglese: http://salmun.cwahi.net/wrel/rchrist/theol/sub_v/doct_ga/kdb/kdb.htm

Versione Italiana: http://www.gemmedigrazia.com/bibbia/dottrinedellabibbia/

FALSITA’ DETTA IN MERITO ALLA CONVERSIONE DI PEARLMAN

Prima di passare all’esame delle manipolazioni compiute sul libro di Pearlman, voglio dire questo. Le ADI hanno riportato nella biografia di Pearlman che essi hanno messo nel libro in italiano (e che non esiste nel libro in inglese) una informazione falsa che concerne i tempi della conversione di Pearlman.

Le ADI infatti dicono: ‘Una sera, passando davanti alla Missione Buona Novella’ di San Francisco, in California, e udendo la comunità cantare con gioia fu spinto ad entrare. In quell’occasione accettò il Signore Gesù Cristo come il Messia promesso e come suo personale Salvatore e Signore’ (Dottrine della Bibbia, L’AUTORE)

Ma le cose non andarono affatto così, perché non fu in quell’occasione che Pearlman si convertì a Cristo ma dopo aver frequentato per alcuni mesi quella Missione. Questo è evidente dalla testimonianza da lui stesso scritta ed apparsa sull’ Assemblies of God Heritage (Vol. 9. NO. 4, Inverno 1989-1990, pag. 6-8, 15); particolare questo confermato alla voce ‘Myer Pearlman’ dell’International Dictionary of Pentecostal-Charismatic Movements, Stanley M. Burgess, Editor, Zondervan, 2002-2003, pag. 959).

Sorge la domanda: ‘Come mai le ADI hanno pensato di manipolare anche la testimonianza personale di Pearlman?’ E così in tutti questi decenni tanti fratelli hanno creduto che la conversione di Pearlman avvenne in quella stessa sera, quando invece questa ebbe luogo dopo mesi di frequentazione di quella Missione Pentecostale.

INTRODUZIONE DEL LIBRO A CURA DI DAVID S. CLARKE

Pronti via: si comincia subito male, ‘il destino’ viene sostituito con ‘l’uomo’

David S. Clarke afferma nella sua introduzione al libro di Pearlman: ‘The truth about God and destiny and the way to eternal life can never be unimportant to an immortal being’ (Myer Pearlman, Knowing the Doctrines of the Bible, 24esima stampa 2007, Gospel Publishing House, Springfield, Missouri USA, pag. 7 – da ora in avanti userò la sigla KDB).

La traduzione è: ‘La verità su Dio, sul destino e sulla via [che mena] alla vita eterna non può mai essere priva di importanza per un essere immortale’.

Le ADI hanno messo così: ‘La verità su Dio, sull’uomo e sulla via che conduce l’uomo alla vita eterna non può mai essere priva di importanza’ (Myer Pearlman, Le Dottrine della Bibbia, Quarta edizione (emendata), ADI-Media, 1996 – Introduzione – da ora in avanti userò la sigla DDB).

Ecco sparito ‘il destino’. Perché? Perché per le ADI non esiste. Poi è stato tolto di mezzo ‘per un essere immortale’.

LA NATURA DELLA DOTTRINA

La differenza tra dottrina e dogma alterata

Pearlman afferma: ‘What is the difference between a doctrine and a dogma? A doctrine is God’s revelation of a truth as found in the Scriptures; dogma is man’s statement of that truth as set forth in a creed’ (KDB, pag. 8).

La traduzione è: ‘Qual’è la differenza tra una dottrina e un dogma? Una dottrina è una rivelazione proveniente da Dio di una verità come si trova nelle Scritture; il dogma è la dichiarazione fatta dall’uomo di quella verità come viene espressa in parole in un credo’.

Le ADI hanno messo così: ‘Qual è la differenza tra la dottrina ed il dogma? La dottrina è la rivelazione, concessa da Dio, di quelle verità che si trovano nella Scrittura; il dogma è la dichiarazione fatta dall’uomo di una verità, o di un principio ritenuto tale, esposta in un credo’ (DDB, pag. 1).

Ma era così semplice lasciare tutto come era, e le ADI hanno dovuto rovinare anche questa dichiarazione. Sconcertante. E poi perché aggiungere ‘o di un principio ritenuto tale’ che non è nell’originale e che non c’entra niente? Forse perché avevano in mente molti dogmi della Chiesa Cattolica Romana che sono antiscritturali? Comunque sia, hanno sbagliato le ADI a fare questa aggiunta, che non era proprio necessaria ai fini di una spiegazione del termine ‘dogma’.

IL VALORE DELLA DOTTRINA

‘Il destino celeste’ diventa ‘la destinazione celeste’

Pearlman afferma: ‘Human life is a journey from time to eternity, and it matters much whether one believes that it is an aimless, meaningless journey, or one planned by man’s Maker, and directed to a heavenly destiny’ (KDB, pag. 9).

La traduzione è: ‘La vita umana è un viaggio dal tempo all’eternità, e conta tanto se uno crede che si tratta di un viaggio senza meta e senza significato, o un viaggio pianificato dal Fattore dell’uomo e diretto ad un destino celeste’.

Le ADI hanno messo così: ‘La vita umana è un viaggio dal tempo all’eternità e vi è una grande differenza tra chi crede che questo viaggio non abbia scopo né significato e chi, invece, crede che esso è stato progettato dal Fattore dell’uomo ed ha una destinazione celeste’ (DDB, pag. 2).

Il termine inglese ‘destiny’ si deve per forza tradurre con ‘destino’ e non si può tradurre con ‘destinazione’ che invece in inglese si dice ‘destination’. Siamo alle solite, le ADI devono far sparire il termine ‘destino’.

‘Smascherare’ diventa ‘fugare’ e ‘mettere in evidenza’

Pearlman afferma: ‘But astronomy came with true principles about heavenly bodies and so exposed the errors of astrology; botany came with the truth about plants and so banished the errors of witchcraft. In like manner, Bible doctrine exposes false notions about God and His ways’ (KDB, pag. 10).

La traduzione è: ‘Ma l’astronomia venne con principi veri sui corpi celesti e così smascherò gli errori dell’astrologia; la botanica venne con la verità sulle piante e così bandì gli errori della stregoneria. In maniera simile, la dottrina della Bibbia smaschera le false nozioni su Dio e le Sue vie’.

Le ADI hanno messo così: ‘Ma quando l’astronomia scoprì molte verità sui corpi celesti, fugò gli errori dell’astrologia; quando la botanica presentò la verità sulle piante, fugò gli errori della stregoneria. Allo stesso modo, le dottrine della Bibbia mettono in evidenza le false nozioni su Dio e sulle Sue vie’ (DDB, pag. 3).

Il verbo inglese ‘to expose’, quando è messo in relazione ad eresie, false dottrine, frodi e scandali, significa ‘smascherare, denunciare, svelare’, e non può essere tradotto con ‘mettere in evidenza’ (come neppure con ‘fugare’) che invece in inglese è ‘To point out, to stress, to highlight’. E così anche il verbo ‘to banish’ significa ‘bandire, esiliare, cacciare’ e non può essere tradotto con ‘fugare’ che invece si dice ‘To dispel, to drive out, to disperse’.

E’ evidente l’intento delle ADI di annacquare il linguaggio di Pearlman, come anche quello di non fare polemica, come dicono loro. Vergogna!

LA CLASSIFICAZIONE DELLA DOTTRINA

Sparito ‘lo studio della storia della chiesa’

Pearlman afferma: ‘2. Historical theology traces the history of the development of doctrinal interpretation. It involves the study of church history’ (KDB, pag. 11).

La traduzione è: ‘2. La teologia storica traccia la storia dello sviluppo dell’interpretazione dottrinale. Essa implica [o comporta] lo studio della storia della Chiesa’.

Le ADI hanno messo così: ‘Teologia storica. Traccia la storia dello sviluppo dell’interpretazione dottrinale’ (DDB, pag. 4).

Perché omettere lo studio della storia della Chiesa? Per scoraggiare forse i credenti a studiare la storia della Chiesa?

UN SISTEMA DI STUDIO DELLA DOTTRINA

Come fare dire a Pearlman una cosa diversa

Pearlman afferma: ‘The Doctrine of the Church. Christ’s disciples obviously need some kind of organization for the purposes of worship, instruction, fellowship and the propagation of the gospel. The New Testament tells us about the nature and work of this organization’ (KDB, pag. 13-14).

La traduzione è: ‘La Dottrina della Chiesa. I discepoli di Cristo ovviamente hanno bisogno di qualche tipo di organizzazione per gli scopi del culto, dell’ammaestramento, della comunione e della propagazione del vangelo. Il Nuovo Testamento ci parla della natura e dell’opera di questa organizzazione’.

Le ADI hanno messo così: ‘La dottrina della Chiesa. I discepoli di Cristo hanno bisogno di una certa struttura per il culto, l’ammaestramento, la comunione e per la propagazione dell’Evangelo. Il Nuovo Testamento ci parla della natura e dell’opera della Chiesa, il corpo mistico di Cristo’ (DDB, pag. 6).

Ma come si fa, peraltro in questo contesto, a mettere ‘struttura’ al posto di ‘organizzazione’? Ci vuole veramente malafede. E che la cosa è stata fatta scientificamente in malafede si vede dal fatto che l’ultima parte è stata modificata sempre in maniera tale da far scomparire l’organizzazione di cui parla Pearlman.

Manipolata la spiegazione della dottrina delle ultime cose

Pearlman afferma: ‘The Doctrine of the Last Things. It is natural to direct one’s gaze into the future and ask how everything – life, history, the world – will end. All that has been revealed concerning the future is grouped under the heading of “The Last Things.” (KDB, pag. 14)

La traduzione è: ‘La Dottrina delle Ultime Cose. E’ naturale dirigere il proprio  sguardo fisso nel futuro e domandare come tutte le cose – la vita, la storia, e il mondo – termineranno. Tutto ciò che è stato rivelato in merito al futuro è raggruppato sotto il titolo «Le Ultime Cose»’.

Le ADI hanno messo così: ‘La dottrina degli avvenimenti degli ultimi tempi. E’ naturale volgere lo sguardo al futuro e chiedersi quali saranno gli eventi finali della storia e del mondo. Tutto quello che è stato rivelato intorno al futuro è stato raggruppato sotto il titolo ‘Gli avvenimenti degli ultimi tempi’ (DDB, pag. 6).

Ecco un classico esempio di come quando si vuole a tutti costi cambiare qualcosa che non va cambiato, poi alla fine si è costretti a togliere qualcosa da qualche altra parte. Infatti avendo deciso di mettere ‘gli avvenimenti degli ultimi tempi’ come titolo, invece che ‘la dottrina delle ultime cose’, le ADI hanno dovuto togliere ‘la vita’ e poi evitare di mettere ‘come … la vita, la storia e il mondo termineranno’.

Voglio peraltro far notare che il termine ‘escatologia’, che deriva da ‘eschaton’ – ‘ultimo’ + ‘logos’ – ‘studio’, indica lo studio delle ultime cose, ossia della fine sia della vita personale degli uomini, che della storia e del mondo. E pressoché ogni libro di teologia sistematica ha un capitolo o una parte dedicata all’escatologia. E difatti in questo capitolo del suo libro, Pearlman parla della fine che fanno gli uomini alla loro morte, come anche della fine della storia e del mondo. Ecco perché Pearlman lo ha intitolato ‘La Dottrina delle Ultime Cose’. In altre parole, Pearlman lo ha intitolato così ben sapendo quale sia il significato del termine ‘escatologia’. Ma le ADI hanno pensato di modificare anche il titolo di questo capitolo, e con esso necessariamente anche la spiegazione che ne dà Pearlman.

LE SCRITTURE

Modifica e aggiunta concernenti l’ispirazione

Pearlman afferma: ‘By revelation we mean that act of God by which He discloses what man could not find out for himself; by inspiration we mean that the writer is preserved from error in recording that revelation’ (KDB, pag. 24).

La traduzione è: ‘Per rivelazione intendiamo quell’atto di Dio tramite il quale Egli svela quello che l’uomo non potrebbe scoprire da se stesso; per ispirazione intendiamo che lo scrittore viene preservato dall’errore nel riportare quella rivelazione’.

Le ADI hanno messo così: ‘Per rivelazione intendiamo l’atto di Dio con il quale Egli svela ciò che l’uomo non avrebbe potuto scoprire da sé; per ispirazione intendiamo che lo scrittore è spinto a trascrivere le rivelazioni e preservato dall’errore nel farlo’ (DDB, pag. 15).

‘L’abrogazione delle vecchie leggi’ è diventata ‘la legge è stata adempiuta’

Pearlman afferma: ‘Everywhere the New Testament claims to give a fuller and clearer revelation of God than that given in the Old Testament, and authoritatively declares the abrogation of the old laws’ (KDB, pag. 25).

La traduzione è: ‘Dappertutto il Nuovo Testamento asserisce di dare una rivelazione di Dio più piena e chiara di quella data nel Vecchio Testamento, ed autorevolmente dichiara l’abrogazione delle vecchie leggi’.

Le ADI hanno messo così: ‘Ovunque il Nuovo Testamento asserisce di dare una rivelazione di Dio più completa e più chiara di quella dell’Antico Testamento ed autorevolmente dichiara che la Legge è stata adempiuta’ (DDB, pag. 16).

Il termine inglese ‘abrogation’ significa ‘abrogazione, revoca, annullamento’. Non si può quindi tradurre con ‘la Legge è stata adempiuta’ che peraltro in inglese si dice ‘the Law was fulfilled’.

Se Pearlman avesse detto ‘… the fulfillment of the Law’ (l’adempimento della Legge), allora non ci sarebbe stato niente da dire su come hanno tradotto le ADI, ma lui ha detto ‘… the abrogation of the old laws’.

Sparita l’integrità degli scrittori dei libri della Bibbia e altre cose

Pearlman afferma: ‘The Scriptures claim to be inspired, and an examination of them reveals the fact that their character supports their claim. The Bible comes into court with a good record. As to authorship, it was written by men whose honesty and integrity cannot be questioned; as to contents, it contains the most sublime revelation of God that the world knows; as to influence, it has brought saving light to nations and individuals, and it possesses a never-failing power to lead men to God and to transfigure their characters; as to authority, it meets the need of a final court of appeal in religion, so that false cults find it necessary to quote its words in order to make an impression on the public’ (KDB, pag. 26).

La traduzione è: ‘Le Scritture asseriscono di essere ispirate, ed un esame di esse rivela il fatto che il loro carattere supporta la loro asserzione. La Bibbia viene in tribunale con una buona fedina. Quanto alla paternità, essa fu scritta da uomini la cui onestà e integrità non possono essere messe in dubbio; quanto al contenuto, essa contiene la più sublime rivelazione di Dio che il mondo conosca; quanto all’influenza, essa ha portato luce che salva a nazioni e individui, e possiede una potenza di condurre gli uomini a Dio e trasfigurare il loro carattere che non viene mai meno; quanto all’autorità, essa supplisce al bisogno di una finale corte di appello in fatto di religione, cosicché i falsi culti sentono la necessità di citare le sue parole per fare impressione sul pubblico’.

Le ADI hanno messo così: ‘Le Scritture asseriscono di essere ispirate e un esame di esse convalida la loro asserzione. Quanto ai suoi autori, la Bibbia fu scritta da uomini la cui onestà non può essere messa in dubbio; quanto al contenuto, contiene la più sublime rivelazione di Dio che il mondo conosca; quanto all’influenza, ha recato luce a nazioni e ad individui e possiede una potenza che non viene mai meno, per condurre gli uomini a Dio e trasformare il loro carattere. Quanto all’autorità, veste, in fatto di religione, una funzione simile a quella di una corte d’appello, tanto che le false sette sentono la necessità di citare le sue parole per fare impressione sul pubblico’ (DDB, pag. 16-17).

Vorrei far notare, che le ADI hanno fatto sparire la frase ‘La Bibbia viene in tribunale con una buona fedina’; poi hanno tolto di mezzo l’integrità degli scrittori dei libri della Bibbia, lasciando solo la loro onestà; poi, hanno fatto sparire ‘che salva’ in relazione alla luce che la Bibbia porta alle nazioni e agli individui; hanno omesso ‘finale’ in relazione alla corte d’appello; ed infine al posto di ‘falsi culti’ hanno messo ‘false sette’ che non ha alcun senso, perché una falsa setta non è una setta, mentre Pearlman parla di falsi culti e cioè si riferisce a culti tipo quello Cattolico Romano, e così via. Ma siccome le ADI hanno voluto per forza di cose togliere il termine ‘culti’ allora ecco che hanno fatto dire a Pearlman una cosa assurda. Perché se esistono false sette, allora esiste anche una vera setta; e quale sarebbe questa vera setta? Mentre affermare che esistono falsi culti ha senso perché sappiamo che esiste un vero culto, e d’altronde la parola inglese ‘cults’ si deve tradurre con ‘culti’.

Manomessa affermazione chiara sull’ispirazione delle Scritture

Nel paragrafo sulle Scritture intitolato ‘si avverte che sono ispirate’, Pearlman racconta la storia di un professore di un college che chiese ad una credente ‘ma voi non credete in quel libro, vero?’, al che lei rispose ‘sì che ci credo, ho avuto occasione di conoscerne personalmente l’Autore’, e poi Pearlman dice: ‘She had stated a most weighty reason for believing the Bible to be the Word of God, namely, its appeal to our personal consciousness, speaking a tone which makes us feel that it comes from God’ (KDB, pag. 27).

La traduzione è: ‘Ella aveva dichiarato una ragione molto importante per credere che la Bibbia sia la Parola di Dio, cioè, il suo appello alla nostra personale coscienza, che parla con un tono che ci fa sentire che essa viene da Dio’.

Le ADI hanno messo così: ‘Ella diede una ragione molto importante alla sua fede nella Bibbia come Parola di Dio, si richiamò all’appello che la Bibbia fa al nostro cuore e alla nostra volontà, parlandoci con tono autorevole’ (DDB, pag. 18).

Perché togliere ‘alla nostra personale coscienza’ e mettere ‘al nostro cuore e alla nostra volontà’? E perché togliere ‘che ci fa sentire che essa viene da Dio’ e mettere ‘autorevole’? Io veramente sono indignato nel vedere che un concetto così chiaramente espresso da Pearlman sia stato offuscato.

DIO

Sparita la ‘credenza naturale’ in Dio

Pearlman afferma: ‘The Scriptures nowhere attempt to prove the existence of God by formal proofs. It is assumed as an evident fact, and as a belief natural to man’ (KDB, pag. 33).

La traduzione è: ‘Le Scritture da nessuna parte tentano di provare l’esistenza di Dio tramite prove formali. Essa viene ammessa come un fatto evidente, e come una credenza naturale per l’uomo’.

Le ADI hanno messo così: ‘Le Scritture non tentano per niente di provare l’esistenza di Dio con prove razionali: essa viene accettata come un fatto normale’ (DDB, pag. 23).

‘Prove formali’ è diventato ‘prove razionali’; ‘un fatto evidente’ è diventato ‘un fatto normale’; e poi manca ‘come una credenza naturale per l’uomo’. Ditemi voi, fratelli, se questo significa tradurre o manomettere.

La fede da una ‘questione morale’ diventa ‘questione spirituale’

Pearlman afferma: ‘After all, faith is a moral rather than an intellectual matter …’ (KDB, pag. 34)

La traduzione è: ‘Dopo tutto, la fede è una questione morale piuttosto che una questione intellettuale’.

Le ADI hanno messo così: ‘La fede è una questione spirituale piuttosto che intellettuale …’ (DDB, pag. 24).

Che dire anche qui? Siamo dinnanzi ad una vera e propria manipolazione.

L’espressione ‘Provvidenza che domina’ va annacquata perché troppo forte

Pearlman esibisce come prova dell’esistenza di Dio l’argomento storico, affermando: ‘Human history gives evidences of an overruling Providence. (Historical argument.)’ (KDB, pag. 35).

La traduzione è: ‘La storia umana dà prova di una Provvidenza che domina (Argomento storico).

Le ADI hanno messo così: ‘La storia umana dà prova di una Provvidenza che regola tutte le cose (argomento storico)’ (DDB, pag. 25).

Come potete vedere, il fatto che ci sia una Provvidenza che domina o governa è stato modificato in Provvidenza ‘che regola tutte le cose’. Il significato è stato annacquato perché alle ADI dà fastidio sentire dire che Dio domina la storia umana, e questo lo vedremo meglio più avanti quando hanno tolto una parte importante dalla spiegazione che Pearlman dà dell’argomento storico.

Sparita parte concernente l’argomento della creazione

Pearlman, per spiegare che nel considerare il nostro piccolo pianeta con le sue brulicanti forme di vita che rivelano intelligenza e disegno sorge la domanda ‘Ma come è iniziato tutto ciò?’ e che questa domanda ci porta a rispondere che l’universo deve avere avuto un Creatore, racconta la storia di un dialogo che un giovane scettico ebbe con una donna anziana, che è il seguente:

‘Said a young skeptic to an elderly lady, “I once believed in God, but now, since studying philosophy and mathematics, I am convinced that God is but an empty word.”

“Well,” said the lady, “it is true that I have not learned these things, but since you have, can you tell me from whence this egg comes?”

“Why, of course, from a hen,” was the reply.

“And where does the hen come from?”

“Why, from an egg.”

Then the lady inquired, “May I ask whish existed first, the hen or the egg?”

“The hen, of course,” rejoined the young man.

“Oh, then, a hen must have existed without having come from an egg?”

“Oh, no, I should have said the egg was first.”

“Then I suppose you mean that one egg existed without having come from a hen?”

The young man hesitated: “Well, you see – that is – of course, well, the hen was first!”

“Very well,” said she. “Who made the first hen from which all succeeding eggs and hens have come?”

“What do you mean by all this?” he asked.

“Simply this,” she replied, “I say that He who created the first egg or hen is the One who created the world. You can’t explain the existence even of a hen or an egg without God, and yet you wish me to believe that you can explain the existence of the whole world without Him!” (KDB, pag. 36-37).

Tutto ciò doveva trovarsi a pag. 25, subito dopo ‘Nel principio Iddio’ (Genesi 1:1).

Sparito l’ateismo

Pearlman afferma: ‘Supposing the composition of Pilgrim’s Progress were to be described as follows: the author took a carload of printer’s type and with a shovel threw it into the air. When it fell to the ground it naturally and gradually resolved itself into Bunyan’s famous story. The most pronounced unbeliever would say, “Ridiculous!” And so say we to the assumptions of atheism’ (KDB, pag. 37).

La traduzione è: ‘Supponendo che la composizione del ‘Pellegrinaggio del Cristiano’ dovesse essere descritta in questa maniera: l’autore prese un mucchio di caratteri da tipografo e con una pala li lanciò in aria. Quando caddero in terra essi, naturalmente e gradualmente, sfociarono nel famoso racconto scritto da Bunyan. Il più forte incredulo direbbe: ‘Ridicolo!’ E noi così diciamo alle assunzioni [o asserzioni] dell’ateismo.

Le ADI hanno messo così: ‘Immaginiamo che la composizione del «Pellegrinaggio del cristiano» venga spiegata così: l’autore prese un mucchio di caratteri da tipografo e con una pala li lanciò in aria; cadendo in terra, gradualmente e naturalmente, questi caratteri composero il famoso racconto di Bunyan. Il più spinto degli increduli griderebbe: ‘Ridicolo!’. Così noi rispondiamo alle asserzioni di certe correnti scientifiche tanto in voga ai nostri giorni’ (DDB, pag. 26).

Come mai le ADI hanno fatto sparire l’ateismo e lo hanno sostituito con ‘certe correnti scientifiche tanto in voga ai nostri giorni’? Probabilmente perché non vogliono ‘fare polemica’ neppure con gli atei! Il problema però è anche un altro, e cioè che non vogliono farla fare neppure a Pearlman la polemica con gli atei. Una vergogna veramente.

Parole manipolate sull’argomento della natura umana

Pearlman afferma: ‘And what conclusion may be drawn from the feeling of responsibility? That the Lawgiver is also a Judge who will reward the good and punish the wicked. He who imposed the law will finally vindicate that law’ (KDB, pag. 42).

La traduzione è: ‘E quale conclusione si può trarre dal senso della responsabilità? Che il Legislatore è anche un Giudice che ricompenserà i buoni e punirà i malvagi. Colui che ha imposto la legge, alla fine rivendicherà [o difenderà] quella legge’.

Le ADI hanno messo così: ‘Quale conclusione si può trarre dal senso della responsabilità? Che il Legislatore è anche un Giudice che compenserà i buoni e punirà i malvagi. Colui che ha dato la legge l’applicherà’ (DDB, pag. 30).

Notate come il senso dell’ultima frase è stato cambiato o per lo meno annacquato, e questo perché per le ADI Dio non impone niente agli uomini! Per tradurre così, Pearlman avrebbe dovuto scrivere: ‘He who gave the law, will apply that law’.

Sparita parte importante sull’argomento storico

Pearlman afferma: ‘The march of events in the world’s history gives evidence of an overruling Power and Providence. All the history of the Bible was written to reveal God in history, that is, to illustrate God’s workings in human affairs. “The principles of God’s moral government are exhibited in the history of nations as well as in the experience of men,” writes D. S. Clarke. (Psalm 75:7; Dan. 2:21; 5:21.) “English Protestantism looks upon the defeat of the Spanish Armada as a Divine intervention. The settlement of America by Protestant immigrants saved it from the fate of South America and thereby saved the world for democracy. Who will deny that God’s hand is in all this?” “The history of mankind, the rise and fall of nations, like Babylon and Rome, show that progress accompanies the use of God-given faculties and obedience to God’s law, and that national decline and decay follow disobedience.” (D. L. Pierson.) A. T. Pierson, in his book, the New Acts of the Apostles, sets forth evidences of God’s overruling providence in modern missions. Especially do God’s dealings with individuals evidence His active presence in the affairs of men ’ (KDB, pag. 43).

La traduzione è: ‘La marcia degli eventi nella storia del mondo prova l’esistenza di una Potenza e Provvidenza che domina. Tutta la storia della Bibbia fu scritta per rivelare Dio nella storia, cioè per illustrare le operazioni di Dio negli affari umani. ‘I principi del governo morale di Dio sono esibiti nella storia delle nazioni come pure nell’esperienza degli uomini’, scrive D. S. Clarke. (Salmo 75:7; Daniele 2:21; 5:21). ‘Il Protestantesimo Inglese considera la sconfitta dell’Armada Spagnola come un intervento Divino. L’insediamento degli immigranti Protestanti in America la salvò dalla sorte del Sud America e a causa di ciò salvò il mondo per la democrazia. Chi negherà che la mano di Dio è in tutto ciò?’ ‘La storia dell’umanità, la nascita e la caduta delle nazioni, come Babilonia e Roma, mostrano che il progresso accompagna l’uso delle facoltà date da Dio e l’obbedienza alla legge di Dio, e che il declino e la corruzione nazionale seguono la disobbedienza’ (D.L. Pierson) A. T. Pierson, nel suo libro ‘I Nuovi Atti degli Apostoli’ mette in evidenza le prove della provvidenza di Dio che domina nelle missioni moderne. Specialmente il rapporto di Dio con gli individui prova la Sua attiva presenza negli affari degli uomini’.

Le ADI hanno messo così: ‘Il corso degli avvenimenti nella storia prova l’esistenza di una Potenza e di una Provvidenza che governa il mondo. Tutta la storia narrata dalla Bibbia è stata scritta per rivelare Dio e per illustrare le Sue opere nella storia degli uomini. D.S. Clarke scrive: ‘I princìpi del governo morale di Dio vengono esibiti tanto nella storia delle nazioni, quanto nell’esperienza degli uomini’ (vedi Salmo 75:7; Daniele 2:21; 5:21). In particolare, il rapporto che Dio ha con gli individui mostra la Sua presenza attiva negli affari degli uomini’ (DDB, pag. 30-31).

Che dire? Le ADI hanno tolto proprio una parte sostanziosa. Notate poi come le ADI hanno trasformato ‘per rivelare Dio nella storia, cioè per illustrare le operazioni di Dio negli affari umani’ in ‘per rivelare Dio e per illustrare le Sue opere nella storia degli uomini’ falsandone il senso, perché Pearlman sta dicendo che la storia narrata nella Bibbia è trascritta per rivelare Dio, e spiega cosa vuol dire con questa affermazione, infatti subito dopo dice ‘cioè ….’, e quindi lo scopo è uno; mentre come l’hanno messa le ADI ci sono due scopi distinti!

Parte aggiunta in merito all’argomento della credenza universale

Le ADI hanno aggiunto queste parole che non si trovano affatto nel testo inglese: ‘Tutti gli uomini, di qualunque razza e di qualunque epoca, hanno innata l’idea di Dio; cioè, avvertono l’esistenza di un Essere che sta al di sopra di loro e sono portati ad invocarLo ed adorarLo. Questo è quel che chiamiamo «la credenza universale». Le hanno aggiunte subito dopo ‘… nascosta da idee superstiziose’ a pagina 32.

Mancano parole sulla ‘credenza universale’

Pearlman afferma: ‘To be sure, the ancients had wrong ideas about the heavenly bodies, but that did not disprove the existence of heavenly bodies’ (KDB, pag. 45).

La traduzione è: ‘Per certo, gli antichi avevano idee sbagliate sui corpi celesti, ma ciò non negava l’esistenza dei corpi celesti’.

Le ADI hanno messo così: ‘E’ certo che gli antichi avevano delle idee errate sui corpi celesti’ (DDB, pag. 32).

Come potete vedere, mancano le seguenti parole ‘ma ciò non negava l’esistenza dei corpi celesti’ che completano la frase di Pearlman.

Quando il singolare diventa plurale

Pearlman sta parlando delle cose che include il termine ‘religione’ nel suo significato più ampio, e al primo posto mette ‘The acceptance of the fact of the existence of a Being over and above the forces of nature’ (KDB, pag. 46).

La traduzione è: ‘L’accettazione del fatto dell’esistenza di un Essere al di sopra delle forze della natura’.

Le ADI hanno messo così: ‘L’accettazione dell’esistenza di esseri o forze al di sopra delle forze della natura’ (DDB, pag. 33).

Questa manipolazione si commenta da sé.

Parole contro l’ateismo sparite

Pearlman afferma: ‘The inconsistency of the atheistic position is seen in the fact that many atheists, when in danger or trouble, have prayed. The storm and stress of life have swept away their refuge of theories and revealed the foundations of their souls – and they have acted human. We say “human” because he who denies God’s existence thwarts and suppresses the deepest instincts and finest impulses of the soul. As Pascal has said, “Atheism is a disease.” When a man loses faith in God it is not due to any argument (no matter how logically his denial may be stated) but “to some inner disaster, betrayal, or neglect, or else some acid distilled in the soul has dissolved the pearl of great price.” (KDB, pag. 47-48).

La traduzione è: ‘L’incoerenza della posizione ateistica si vede nel fatto che molti atei, nel pericolo o nei guai, hanno pregato. La tempesta e lo stress della vita hanno spazzato via il loro rifugio di teorie e hanno rivelato le fondamenta delle loro anime – ed essi hanno agito da umani. Diciamo ‘da umani’ perché colui che nega l’esistenza di Dio contrasta e sopprime gli istinti più profondi e i più eccellenti impulsi dell’anima. Come ha detto Pascal: ‘L’ateismo è una malattia’. Quando un uomo perde la fede in Dio non è dovuto ad alcun argomento (non importa quanto logicamente possa essere dichiarata la sua negazione) ma ‘a qualche interno disastro, tradimento, o a qualche negligenza, o altrimenti dell’acido distillato nell’anima ha dissolto la perla di gran prezzo’.

Le ADI hanno fatto sparire questa parte, che si doveva trovare a pag. 34, prima di ‘Era il novembre del 1917 …). Comprendiamo che alcune affermazioni di Pearlman sono sbagliate, ma ribadiamo che ciò non giustifica quello che hanno fatto le ADI togliendo questo paragrafo perché ciò faceva parte del pensiero di Pearlman.

Particolari importanti spariti dalla storia del principe Kropotkin

Per spiegare come anche degli atei, in particolari situazioni, hanno pregato, dimostrando quindi, l’incoerenza dell’ateismo, Pearlman racconta un fatto che ha come protagonista il principe Kropotkin, e che fu raccontato da un nobile che in quel momento stava a casa di sua madre temendo l’arresto. Prima di tutto bisogna dire che le ADI hanno fatto sparire all’inizio del racconto che quando i bolscevichi sovvertirono il governo di Kerensky ‘cominciò un regno del terrore’ e poi che il principe Kropotkin è definito ‘il padre dell’anarchismo’, che sono cose che Pearlman include nel racconto (cfr. KDB, pag. 48), e poi che hanno fatto sparire questa parte che riguarda quello che vide il nobile quando aprì la porta e vide il principe in preghiera nella stanza di sua madre. Ecco cosa viene detto: ‘Prince Kropotkin was kneeling before the image-case in the room of my mother and was praying. I saw him making the sign of the cross, doing the genuflection. I did not see his face, nor his eyes, …’ (KDB, pag. 48-49).

La traduzione è: ‘Il principe Kropotkin era inginocchiato davanti alla custodia dell’immagine [n.d.t. image-case – che è un astuccio decorato con cosiddette immagini sacre] nella stanza di mia madre e stava pregando. Lo vidi farsi il segno della croce, e fare la genuflessione. Non vidi il suo viso, e neppure i suoi occhi ….’.

Le ADI hanno messo così: ‘Il principe Kropotkin era assorto in preghiera. Non vidi il suo viso né i suoi occhi …’ (DDB, pag. 35).

Ora, comprendiamo che questi erano particolari ‘scomodi’ per le ADI, ma se nel racconto trascritto da Pearlman ci sono bisogna lasciarli, non si possono omettere. Anche se rigettiamo il mettersi in ginocchio davanti ad immagini di questo o di quell’altro santo, o di Gesù stesso; anche se rigettiamo il farsi il segno della croce, se in una storia queste cose ci sono bisogna tradurle come vengono raccontate, senza omettere niente. Questo purtroppo mette in risalto che delle ADI non si ci può fidare neppure quando traducono dei racconti, perché loro sono capaci ad omettere o distorcere anche i fatti di un racconto.

Sparite durissime parole di Pearlman contro l’ateismo

Pearlman afferma: ‘Atheism is a crime against society, for it destroys the only adequate foundation for morality and righteousness – a personal God who holds man responsible for keeping His laws’ (KDB, pag. 49).

La traduzione è: ‘L’ateismo è un crimine contro la società, perché distrugge l’unico adeguato fondamento per la moralità e la giustizia – un Dio personale che ritiene l’uomo responsabile per l’osservanza delle Sue leggi’.

Le ADI hanno fatto sparire queste parole, che si dovevano trovare a pagina 35, prima di ‘Se non vi è Dio, non esiste una legge divina …’.

‘L’arte pretina e il clericalismo’ diventano ‘intrighi e interessi particolari’

Pearlman afferma: ‘….we acknowledge that religion has been perverted by priestcraft and ecclesiasticism’ (KDB, pag. 50).

La traduzione è: ‘… noi riconosciamo che la religione è stata pervertita dall’arte pretina e dal clericalismo’.

Le ADI hanno messo così: ‘…. noi riconosciamo che la religione è stata pervertita da intrighi e interessi particolari’ (DDB, pag. 36).

‘Priestcraft’ e ‘ecclesiasticism’ hanno praticamente lo stesso significato, e cioè ‘clericalismo’, con la differenza che il primo termine è un termine spregiativo in quanto significa ‘arte pretina’.

Le ADI hanno tolto ‘arte pretina’ e ‘clericalismo’ per non andare contro il clericalismo della Chiesa Cattolica Romana, che era quello che principalmente aveva in mente Pearlman quando scriveva. Meglio non fare polemica! Siamo alle solite. Le ADI mettono affermazioni generiche, dove l’autore invece mette affermazioni particolari molto chiare ma che a loro non sono gradite.

‘Dio ha il potere di’ diventa ‘Dio ha la possibilità di’!

Pearlman sta spiegando cosa significa che Dio è savio e dice: ‘God’s wisdom is a combination of His omniscience and omnipotence. He has power to so apply His knowledge that the best possible purposes are realized by the best possible means’ (KDB, pag. 62).

La traduzione è: ‘La sapienza di Dio è una combinazione della Sua onniscienza e della Sua onnipotenza. Egli ha il potere di applicare così la Sua conoscenza che i migliori scopi possibili vengono realizzati tramite i migliori mezzi possibili’.

Le ADI hanno messo così: ‘La sapienza di Dio è una combinazione della Sua onniscienza e della Sua onnipotenza. Egli ha la possibilità di applicare la Sua conoscenza in modo tale, che i migliori scopi possibili possono essere raggiunti con i mezzi migliori’ (DDB, pag. 46).

Ora, ritengo che questa manomissione sia molto grave, perché le parole di Pearlman non si possono assolutamente tradurre come hanno fatto le ADI.

Vi spiego questo con un passo biblico, che è 2 Cronache 25:8, di cui la seconda parte in inglese è: ‘…. for God has power to help and to overthrow’ (Bibbia New King James Version), che in italiano è: “ … perchè Dio ha il potere di soccorrere e di abbattere”.

Sparite fondamentali parole concernenti la dottrina della sovranità di Dio

Pearlman afferma: ‘Observes D. S. Clarke: The doctrine of God’s sovereignty is a most helpful and encouraging doctrine. If we had our choice, which should we choose – to be governed by blind fate, or capricious chance, or irrevocable natural law, or shortsighted and perverted self, or a God infinitely wise, holy, loving and powerful? He who rejects God’s sovereignty may take his choice of what is left’ (KDB, pag. 63).

La traduzione è: ‘D.S. Clarke osserva: La dottrina della sovranità di Dio è una dottrina molto utile ed incoraggiante. Se noi avessimo la nostra scelta [o la possibilità di scegliere], che cosa sceglieremmo? Di essere governati dal fato cieco, o dal capriccioso caso, o dall’irrevocabile legge naturale, o dall’io miope e pervertito, o da un Dio infinitamente savio, santo, amorevole e potente? Colui che rigetta la sovranità di Dio può scegliere tra quello che resta.

Le ADI hanno messo così: ‘Osserva D.S. Clarke: La dottrina della sovranità di Dio è molto incoraggiante e di grande aiuto. Se potessimo scegliere, che cosa sceglieremmo? Di essere governati da un destino cieco, dal caso capriccioso, o da una irrevocabile legge naturale, o dal nostro io miope e pervertito? Colui che rigetta la sovranità di Dio, può scegliere tra ciò che rimane’ (DDB, pag. 47).

Ora, dire che quello che hanno fatto le ADI è scandaloso è dire poco. Ma come si fa a togliere da questa domanda proprio l’ultima parte, alla luce della quale ha senso poi l’affermazione finale? Evidentemente le ADI hanno tolto queste parole per evitare che i lettori leggessero cosa vuole dire Clarke quando parla della dottrina della sovranità di Dio; non c’è altra spiegazione, essendo che non credo che si tratti di una dimenticanza.

Sparito che il Messia ‘giudica con giustizia’

Pearlman sta parlando della giustizia di Dio e afferma: ‘Thus the Messiah, filled with the Divine Spirit, does not judge “after the sight of his eyes, neither reprove after the hearing of his ears,” but judges with righteousness. Isa. 11:3.’ (KDB, pag. 64)

La traduzione è: ‘Perciò il Messia, ripieno dello Spirito Divino, non giudica ‘dall’apparenza, nè riprova [o rimprovera] stando al sentito dire’ ma giudica con giustizia. Isaia 11:3’.

Le ADI hanno messo così: ‘Così il Messia, pieno dello Spirito Divino, ‘non giudicherà dall’apparenza, non darà sentenza stando al sentito dire’ (Isaia 11:3)’ (DDB, pag. 48).

Vergognoso, veramente vergognoso. Perché omettere questa affermazione, peraltro biblica, di Pearlman? Forse per non far leggere che Gesù giudicò mentre era sulla terra? E quindi per evitare che si legga che noi seguaci di Cristo possiamo giudicare con giustizia come fece il nostro Maestro?

‘I Suoi fedeli servitori’ diventa ‘il Suo fedele servitore’

Sempre parlando della giustizia di Dio, Pearlman afferma che essa si manifesta “When He gives victory to the cause of His faithful servants. Isa. 50:4-9.’ (KDB, pag. 65).

La traduzione è: ‘Quando Egli dona la vittoria alla causa dei Suoi fedeli servitori. Isaia 50:4-9’.

Le ADI hanno messo così: ‘Quando fa prevalere la causa del Suo fedele servitore (Isaia 50:4-9)’ (DDB, pag. 48).

Quanto ci vuole poco per falsare il senso di una affermazione. Qui Pearlman sta parlando del fatto che Dio fa giustizia ai Suoi fedeli servitori, e le ADI gli fanno dire che Dio fa giustizia al Suo fedele Servitore Gesù, perché è evidente che questa è la cosa che essi si sono proposti. Scandaloso!

‘La sofferenza’ diventa ‘la fede’: questo riesce a fare il libero arbitrio delle ADI

Pearlman sta spiegando come il Signore trasforma il male in bene nella vita dei Cristiani, e in relazione alla sofferenza dice che molti Cristiani sono usciti fuori dalle sofferenze con un carattere purificato e una fede fortificata, e poi termina dicendo: ‘Suffering has been the coin wherewith they have bought character tried in the fire’ (KDB, pag. 68).

La traduzione è: ‘La sofferenza è stata la moneta con la quale essi hanno comprato il carattere provato nel fuoco’.

Le ADI hanno messo così: ‘La fede è stata la moneta con la quale hanno comprato il carattere purificato con il fuoco’ (DDB, pag. 51).

Ora, queste manomissioni sono sconcertanti. Ma se Pearlman ha detto ‘la sofferenza’ perché mai le ADI devono mettere ‘la fede’? Se sta parlando della sofferenza perché lo devono far parlare della fede? Non solo, notate anche che Pearlman parla del ‘carattere provato nel fuoco’, mentre le ADI hanno messo ‘il carattere purificato con il fuoco’.

Per tradurre così, la frase in inglese avrebbe dovuto essere questa: ‘Faith has been the coin wherewith they have bought character purified with (o by) fire’.

Sparita affermazione sulle leggi naturali stabilite da Dio

Pearlman sta parlando di come Dio ha sistemato l’universo in base alle leggi naturali, e poi termina dicendo: ‘Yet we are glad for these laws, for otherwise the world would be in a state of confusion’ (KDB, pag. 68).

La traduzione è: ‘Ma pure siamo contenti per queste leggi, perché altrimenti il mondo sarebbe in uno stato di confusione’.

Le ADI hanno messo così: ‘Ma pure siamo contenti di queste leggi, perché sono necessarie’ (DDB, pag. 51).

Che queste leggi sono necessarie era implicito nel discorso di Pearlman già dall’inizio, ma lui qua spiega la ragione per cui noi siamo contenti per queste leggi, che è perché altrimenti senza di esse il mondo sarebbe in uno stato di confusione. Ma neppure questo alle ADI andava bene!

Omissioni e modifiche varie sulla bontà di Dio

Pearlman afferma: ‘(5) It should always be remembered that this is not the perfect order of things. God has another life and a future age in which to vindicate all His dealings. Because He works according to “Heavenly Standard Time,” we may think that He delays; yet He avenges His elect “speedily.” Luke 18:7, 8. God must not be judged until the curtain has fallen on the last scene of the Drama of Ages. Then we shall see that “He hath done all things well.” (KDB, pag. 68).

La traduzione è: ‘(5) Dovrebbe essere sempre ricordato che questo non è l’ordine perfetto delle cose. Dio ha un’altra vita ed una era futura in cui difendere [o rivendicare, giustificare] tutte le Sue relazioni. Poiché Egli opera secondo il ‘tempo standard celeste’, noi possiamo pensare che Egli ritarda; eppure Egli vendica i Suoi eletti ‘prontamente’. Luca 18:7,8. Dio non deve essere giudicato fino a che non sarà calato il sipario sull’ultima scena del Dramma dei Secoli. Allora noi vedremo che ‘Egli ha fatto ogni cosa bene’.

Le ADI hanno messo così: ‘5. Si dovrebbe sempre ricordare che quello attuale non è l’ordine perfetto delle cose: Dio, in un’epoca futura, renderà nuovo e perfetto il creato. Poiché Egli agisce secondo i Suoi disegni, che trascendono i limiti del tempo, non possiamo pensare che Egli ritardi, chè anzi nella Sua visione egli vendicherà i suoi ‘prestamente’ (Luca 18:7,8). L’opera di Dio non può essere appieno compresa finché non cadrà il sipario sull’ultima scena del Dramma dei Secoli. Allora vedremo che ‘Egli ha fatto ogni cosa bene’ (DDB, pag. 52).

Notate le seguenti cose:

1 – Manca ‘Dio ha un’altra vita’

2 – Dio difenderà tutte le Sue relazioni è stato reso ‘renderà nuovo e perfetto il creato’

3 – Poiché Egli opera secondo il ‘tempo standard celeste’, noi possiamo pensare che Egli ritarda’ è diventato ‘Poiché Egli agisce secondo i Suoi disegni, che trascendono i limiti del tempo, non possiamo pensare che Egli ritardi’

4 – E’ stato aggiunto ‘nella Sua visione’

5 – ‘Egli vendica’ è diventato ‘egli vendicherà’

6 – Sono spariti gli ‘eletti’

7 – ‘Dio non deve essere giudicato’ è diventato ‘L’opera di Dio non può essere appieno compresa.

Questo è un altro chiaro esempio di come le ADI manipolano il pensiero altrui.

Quando si prende piacere a far dire agli altri quello che si vuole

Pearlman afferma: ‘(b) The New Testament. The early Christians held as a fundamental of their faith the fact of the unity of God. To both Jew and heathen they could testify, “We believe in one God.” (KDB, pag. 73)

La traduzione è: ‘b. Il Nuovo Testamento. I primi Cristiani consideravano un fondamento della loro fede il fatto dell’unicità di Dio. Essi potevano testimoniare sia agli Ebrei che ai pagani ‘Noi crediamo in un solo Dio’.

Le ADI hanno messo così: ‘b. Nel Nuovo Testamento. I primi cristiani avevano per fondamento della loro fede l’unicità di Dio: sia i Giudei che i cristiani potevano testimoniare: ‘Noi crediamo in un solo Dio’ (DDB, pag. 56).

Ora, come potete vedere, secondo Pearlman, i primi Cristiani testimoniavano sia agli Ebrei che ai pagani che essi credevano in un solo Dio, mentre invece secondo le ADI, i primi Cristiani testimoniavano assieme agli Ebrei la stessa cosa in merito all’unicità di Dio, per cui in questo secondo caso gli Ebrei non sono più quelli a cui i Cristiani testimoniavano la loro fede in un solo Dio, ma coloro che potevano testimoniare assieme ai Cristiani la stessa cosa. Perché questa manomissione? Difficile a dirsi. Certamente però possiamo dire con certezza che coloro che l’hanno compiuta l’hanno fatta perché sono disonesti.

GLI ANGELI

‘La ribellione di quelli sotto Satana’ diventa ‘la ribellione di Satana’ e spariscono gli angeli buoni e quelli malvagi

Pearlman, nel parlare della creazione degli angeli, dice: ‘We are not told the exact time of their creation, but we know that before man appeared, they had been long in existence, and that the rebellion of those under Satan had already taken place, leaving two classes – the good and evil angels’ (KDB, pag. 81).

La traduzione è: ‘Non ci viene detto il tempo esatto della loro creazione, ma noi sappiamo che prima che l’uomo apparisse, essi esistevano già da lungo tempo, e che la ribellione di coloro sotto Satana era già accaduta, lasciando due classi – gli angeli buoni e quelli malvagi’.

Le ADI hanno messo così: ‘Non conosciamo la data esatta della loro creazione, ma sappiamo che, prima che apparisse l’uomo, esistevano già da lungo tempo e si era già verificata la ribellione di Satana, con la conseguente formazione di due classi’ (DDB, pag. 63)

Come potete vedere Pearlman sta parlando della ribellione di coloro sotto il dominio di Satana, mentre le ADI fanno credere che egli stia parlando della ribellione di Satana. E inoltre le ADI hanno fatto sparire ‘gli angeli buoni e quelli malvagi’.

Sparito ‘nel senso che essi non possono più morire’

Pearlman nel parlare del fatto che gli angeli non sono soggetti alla morte, dice: ‘In Luke 20:34, 35, Jesus explains to the Sadducees that the resurrected saints will be like the angels in the sense that they cannot die any more’ (KDB, pag. 81).

La traduzione è: ‘In Luca 20:34,35, Gesù spiega ai Sadducei che i santi risorti saranno come gli angeli nel senso che essi non possono più morire’.

Le ADI hanno messo così: ‘In Luca 20:35-36 Gesù spiega ai Sadducei che i santi risorti saranno simili agli angeli’ (DDB, pag. 63).

Perché togliere questa parte ‘nel senso che essi non possono più morire’ che spiega cosa intendeva dire Pearlman che i santi risorti saranno come gli angeli?

Sparite parole importanti concernenti l’Angelo del Signore

Pearlman, nel commentare alcuni passi biblici dell’Antico Testamento concernenti l’Angelo dell’Eterno, afferma: ‘Hence he saves, and will not pardon transgression, though he has the power’ (KDB, pag. 82).

La traduzione è: ‘Perciò egli salva, e non perdonerà la trasgressione, nonostante egli ha il potere [di farlo]’.

Le ADI hanno fatto sparire queste parole di Pearlman, di commento ad Esodo 23:20-23 e Isaia 63:9, che si dovevano trovare tra ‘… può essere vista in lui’ e ‘Vedi anche come Giacobbe …’ (DDB, pag. 64). Come mai?

Sparite parole concernenti i Cherubini

Pearlman nel parlare dei Cherubini afferma: ‘The Cherubim appear to be a high rank of angels connected with God’s retributive (Gen. 3:24) and redemptive purposes (Ex. 25:22) concerning man’ (KDB, pag. 83).

La traduzione è: ‘I Cherubini appaiono essere un rango elevato di angeli collegati ai propositi punitivi (Genesi 3:24) e redentivi (Esodo 25:22) di Dio concernenti l’uomo’

Le ADI hanno messo così: ‘Appaiono come un rango elevato di angeli che agiscono in relazione con l’opera di redenzione di Dio’ (DDB, pag. 65).

Avete notato? Sono spariti ‘i propositi punitivi di Dio’ concernenti l’uomo a cui sono collegati i Cherubini secondo Pearlman. Ovviamente, questa omissione ha lo scopo di tenere nascoste le punizioni di Dio contro l’uomo.

Il termine inglese ‘retributive’ può essere tradotto anche ‘retributivo’, ma nel dizionario il primo significato messo è ‘punitivo’ ed io ritengo che Pearlman intendeva proprio questo perché lui tra parentesi ha messo un passo biblico che si riferisce proprio ad una punizione di Dio inflitta all’uomo tramite i cherubini, secondo che è scritto: “Così egli scacciò l’uomo; e pose ad oriente del giardino d’Eden i cherubini, che vibravano da ogni parte una spada fiammeggiante, per custodire la via dell’albero della vita” (Genesi 3:24). Comunque, andrebbe bene anche tradurre ‘retributivi’, perché anche quando Dio punisce l’uomo per i suoi peccati lo retribuisce per quello che ha fatto e quindi come merita.

I ‘decreti di giudizio di Dio’ diventano ‘decreti di Dio’

Pearlman, nel parlare dell’opera degli angeli quali agenti di Dio, afferma: ‘They are mentioned as the executors of God’s decrees of judgment’ (KDB, pag. 84).

La traduzione è: ‘Essi sono menzionati come gli esecutori dei decreti di giudizio di Dio’.

Le ADI hanno messo così: ‘Vengono menzionati come gli esecutori dei decreti di Dio’ (DDB, pag. 66).

L’omissione della parola ‘di giudizio’ ha lo scopo qui di tenere nascosta l’opera punitiva che compiono gli angeli di Dio ai Suoi ordini.

‘Annunciazioni’ diventa ‘l’Annunciazione’

Pearlman, nel parlare degli angeli come messaggeri di Dio, afferma che Dio manda tramite di essi: ‘(1) Annunciations. Luke 1:11-20; Matt. 1:20, 21’ (KDB, pag. 84).

La traduzione è: ‘(1) Annunciazioni. Luca 1:11-20; Matteo 1:20,21)’.

Le ADI hanno messo così: ‘1. L’Annunciazione (Luca 1:11-20; Matteo 1:20,21)’ (DDB, pag. 66).

Ora, perché questa manomissione? Perché mettendo ‘l’Annunciazione’ le ADI fanno credere che l’opera di annunciazione di eventi futuri da parte degli angeli si limitò ad annunciare la nascita di Cristo, perché è questo il significato di questa espressione, e difatti si riferisce all’annuncio della nascita di Cristo che fece l’angelo Gabriele a Maria (Luca 1:26-38) e un angelo in sogno a Giuseppe (Matteo 1:20-21). Ma il problema è che qui Pearlman ha menzionato il messaggio che Dio mandò tramite l’angelo Gabriele a Zaccaria, messaggio che preannunciava la nascita di Giovanni Battista (Luca 1:11-20), e quello che mandò tramite un altro suo angelo a Giuseppe quando questo aveva deliberato di lasciare occultamente Maria, tramite il quale gli comandò di non temere di prendere Maria come sua moglie perché ciò che era in lei era generato dallo Spirito Santo (Matteo 1:20-21), dei quali solo quest’ultimo cade sotto la voce ‘l’Annunciazione’. Qui la manomissione è molto fine, ma lo scopo è evidente: evitare che si legga che gli angeli di Dio possono essere tuttora mandati da Dio a dei credenti per preannunciargli eventi futuri.

Sparito che gli angeli assistono i giusti dopo la morte

Pearlman credeva che gli angeli di Dio, tra le altre cose, svolgono un’opera di assistenza verso i santi immediatamente dopo la loro morte, infatti basandosi sulla storia del ricco e Lazzaro, afferma: ‘Angels are sent …. to minister to the righteous after death. Luke 16:22.’ (KDB, pag. 85) .

La traduzione è: ‘Gli angeli sono mandati … ad assistere i giusti dopo la morte. Luca 16:22’.

Le ADI hanno fatto sparire le parole ‘ad assistere i giusti dopo la morte. Luca 16:22’, che dovevano trovarsi subito dopo ‘… Apocalisse 8:3,4)’ a pag. 66-67 sotto la voce ‘c. Servitori di Dio’.

Quello che Pearlman ha affermato è biblico, ma evidentemente le ADI non ci credono che come gli angeli portarono Lazzaro nel seno d’Abramo, così essi – per ordine di Dio – possono portare o scortare i giusti in paradiso quando essi muoiono.

Manipolazione concernente la dottrina degli ‘angeli custodi’

Pearlman, continuando a parlare degli angeli in quanto spiriti ministratori mandati a servire a pro di quelli che hanno da eredare la salvezza, afferma: ‘Reading the above scriptures in the light of our Lord’s words in Matt. 18:10, some have formulated the doctrine of “Guardian Angels,” which teaches that each believer has a special angel assigned to guide and protect him through life. They contend that the words in Acts 12:15 imply that the first Christians so understood His words. We cannot be dogmatic about the matter; however, the promises of angelic help are sufficiently numerous and plain to prove a source of encouragement to every Christian’ (KDB, pag. 85).

La traduzione è: ‘Leggendo le suddette Scritture alla luce delle parole del nostro Signore in Matteo 18:10, alcuni hanno formulato la dottrina degli ‘angeli custodi’, che insegna che ogni credente ha un’angelo speciale assegnatogli per guidarlo e proteggerlo durante la vita. Essi sostengono che le parole in Atti 12:15 implicano che i primi Cristiani compresero in questa maniera le Sue parole. Noi non possiamo essere dogmatici su questo argomento; però le promesse dell’aiuto angelico sono sufficientemente numerose e chiare da risultare una fonte di incoraggiamento ad ogni Cristiano’.

Le ADI hanno messo così: ‘Leggendo i versi suddetti alla luce delle parole di Gesù in Matteo 18:10, alcuni hanno formulato la dottrina degli «angeli custodi», la quale insegna che ogni credente ha un angelo speciale, che gli viene assegnato per guidarlo e per proteggerlo attraverso la vita. Essi asseriscono che le parole contenute in Atti 12:15 implicherebbero che i primi cristiani intesero così le parole di Gesù. Un obiettivo esame del testo non avalla certamente l’idea di un angelo custode personale. Non si può andare oltre quello che i testi biblici precedenti esprimono’ (DDB, pag. 67).

Come mai le ADI hanno pensato di sostituire una semplice affermazione come questa ‘Noi non possiamo essere dogmatici su questo argomento’ con questa molto più elaborata ‘Un obiettivo esame del testo non avalla certamente l’idea di un angelo custode personale. Non si può andare oltre quello che i testi biblici precedenti esprimono’?

Ed ancora: ‘Come mai le ADI hanno fatto sparire queste importanti parole di Pearlman ‘però le promesse dell’aiuto angelico sono sufficientemente numerose e chiare da risultare una fonte di incoraggiamento ad ogni Cristiano’?

Parole sul carattere di Satana manomesse e omesse

Pearlman, sul carattere di Satana, afferma: ‘But he was defeated; and his Conqueror “went about doing good, and healing all who were oppressed of the devil.” This great age-long conflict will reach its climax when Satan, incarnate in Antichrist, will be destroyed at the coming of Christ’ (KDB, pag. 88).

La traduzione è: ‘Ma egli [Satana] fu sconfitto; e il suo Conquistatore “andò attorno facendo del bene, e guarendo tutti coloro che erano oppressi dal diavolo”. Questo grande conflitto che dura a lungo raggiungerà il suo culmine quando Satana, incarnato nell’Anticristo, sarà distrutto alla venuta di Cristo’.

Le ADI hanno messo così: ‘Fu però sconfitto ed il Conquistatore «andò attorno facendo del bene, e guarendo tutti coloro che erano sotto il dominio del diavolo» (Atti 10:38). Questo grande conflitto attraverso le età raggiungerà il suo culmine quando Satana sarà definitivamente sconfitto, alla venuta di Cristo’ (DDB, pag. 69)

Notate, come le ADI hanno fatto sparire una parte del ragionamento di Pearlman, secondo cui il diavolo si incarnerà nell’anticristo. Ora, questo era il suo pensiero, e bisognava lasciarlo inalterato, anche se la Bibbia non conferma che Satana si incarnerà nell’anticristo.

‘L’epilessia’ prodotta dai demoni è sparita, e sono state aggiunte parole sulla scienza

Pearlman, parlando dell’attività diabolica dei demoni nel corpo di coloro in cui dimorano, afferma: ‘The effects of their indwelling are madness, epilepsy, and other diseases, chiefly connected with the mental and nervous system. Matt. 9:33; 12:22; Mark 5:4, 5.’ (KDB, pag. 91-92).

La traduzione è: ‘Gli effetti della loro dimora [o presenza all’interno del corpo] sono la pazzia, l’epilessia, ed altre malattie, principalmente collegate al sistema mentale e nervoso. Matteo 9:33; 12:22; Marco 5:4,5’.

Le ADI hanno messo così: ‘Gli effetti della loro dimora sono la pazzia ed altri disturbi mentali, nervosi e fisici (Matteo 9:33; 12:22; Marco 5:4,5), sempre che la scienza non ne possa spiegare le cause patologiche’ (DDB, pag. 72).

Ora, Pearlman credeva che l’epilessia era prodotta da demoni, ed in questo ha detto il vero in quanto è confermato dalla Bibbia. Ma le ADI hanno fatto sparire proprio l’epilessia. Perché? Non lo sappiamo, ma sicuramente c’è una ragione, tra cui quella che forse non credono quello che credeva Pearlman a tale riguardo. E poi che ci fanno queste parole ‘sempre che la scienza non ne possa spiegare le cause patologiche’ che Pearlman non ha scritto? Ma perché mai aggiungere questa affermazione?

Sparite parole importanti sugli indemoniati

Pearlman, nel parlare della presenza dei demoni negli indemoniati, afferma: ‘(4) Demoniacs often manifest extraordinary and superhuman strength – a satanic imitation of the power of the Holy Spirit’ (KDB, pag. 94).

La traduzione è: ‘(4). Gli indemoniati spesso manifestano una forza straordinaria e sovrumana – una imitazione satanica della potenza dello Spirito Santo’.

Le ADI hanno fatto sparire queste parole, che costituiscono il punto 4, che dovevano trovarsi a pag. 75. Vergognoso.

L’UOMO

Aggiunte parole concernenti le specie

Pearlman sta parlando della specie, e dice: ‘A species may produce a variety, that is, one or more individual plants or animals possessing a striking peculiarity not common to the species generally. For example, a special type of race horse may be produced by skillful breeding; but it always remains a horse’ (KDB, pag. 97).

La traduzione è: ‘Una specie può produrre una varietà, cioè una o più piante o animali individuali che possiedono una singolare peculiarità non comune alla specie in generale. Per esempio, un tipo speciale di cavallo da corsa può essere prodotto tramite un abile allevamento; ma esso rimane sempre un cavallo’.

Le ADI hanno messo così: ‘Una specie può produrre una varietà, cioè una o più piante o animali che possiedono una spiccata particolarità, non comune alla specie in generale; ma anche nella varietà le caratteristiche essenziali rimangono quelle della specie. Ad esempio, si può produrre uno speciale cavallo da corsa, con uno speciale allevamento; ma esso rimane sempre un cavallo’ (DDB, pag. 79).

Come si può vedere le ADI hanno aggiunto ‘ma anche nella varietà le caratteristiche essenziali rimangono quelle della specie’.

Sparite parole sullo spirito umano

Pearlman sta parlando dello spirito umano, e dice: ‘This was fashioned by the Creator in the inward part of man’s nature and is capable of renewal and development. Psalm 51:10.’ (KDB, pag. 102)

La traduzione è: ‘Questo [spirito] è stato formato dal Creatore nella parte interiore della natura dell’uomo ed è capace di rinnovamento e sviluppo. Salmo 51:10’.

Le ADI hanno messo così: ‘Questo spirito è stato fatto dal Creatore ed è suscettibile di rinnovamento e di sviluppo (Salmo 51:10)’ (DDB, pag. 83).

Manca dunque ‘nella parte interiore della natura dell’uomo’.

Aggiunte parole sull’anima umana

Pearlman afferma: ‘Obviously men do what lower animals cannot do, however intelligent they may be; their intelligence is one of instinct, not of reason’ (KDB, pag. 104).

La traduzione è: ‘Ovviamente gli uomini fanno quello che gli animali inferiori non possono fare, per quanto intelligenti essi possano essere; la loro intelligenza viene dall’istinto, non dalla ragione’.

Le ADI hanno messo così: ‘E’ evidente che l’uomo fa ciò che gli animali inferiori, per quanto intelligenti possano essere, non riescono a fare, giacchè la loro intelligenza viene dall’istinto, non dalla ragione, ed è quindi incapace di sviluppi e di progresso’ (DDB, pag. 85).

‘Ed è quindi incapace di sviluppi e di progresso’ non sono parole di Pearlman.

La razza diventa specie

Pearlman sta parlando dei più importanti istinti dell’uomo, che secondo lui sono cinque, e sul quarto dice: ‘Fourth, the reproductive instinct which brings about the perpetuation of the race’ (KDB, pag. 108).

La traduzione è: ‘Quarto, l’istinto riproduttivo che determina la perpetuazione della razza’.

Le ADI hanno messo così: ‘L’istinto della riproduzione, che porta alla perpetuazione della specie’ (DDB, pag. 88).

Il termine inglese ‘race’ non può essere tradotto in italiano con ‘specie’.

L’istinto di predominio diventa l’istinto di conquista

Pearlman sta sempre parlando dei più importanti istinti dell’uomo, che secondo lui sono cinque, e sul quinto afferma: ‘Fifth, the instinct of dominance, which leads to the exercise of that self-assertion necessitated by one’s calling and responsibilities’ (KDB, pag. 108).

La traduzione è: ‘Quinto, l’istinto di predominio, che conduce all’esercizio di quell’autoasserzione richiesta dalla propria chiamata e dalle proprie responsabilità’.

Le ADI hanno messo così: ‘L’istinto di conquista, che spinge all’autoaffermazione per esercitare la propria vocazione e le proprie responsabilità’ (DDB, pag. 88).

La parola inglese ‘dominance’ significa ‘ascendente, predominio’, e non si può quindi tradurre con ‘conquista’. ‘L’istinto di conquista’ in inglese è ‘the instinct of conquest’.

L’espiazione diventa rimedio

Pearlman afferma: ‘Because sin is an offense against God, an atonement is required to remove the guilt and cleanse the conscience. The gospel provision is the blood of Jesus Christ’ (KDB, pag. 111).

La traduzione è: ‘Poichè il peccato è un’offesa contro Dio, è richiesta un’espiazione per rimuovere la colpa e purificare la coscienza. Il Vangelo ha provveduto il sangue di Gesù Cristo’.

Le ADI hanno messo così: ‘Poiché il peccato è un’offesa contro Dio, è necessario un rimedio per rimuovere la colpa e purificare la coscienza. Dio ha provveduto il sangue di Gesù Cristo’ (DDB, pag. 90).

Ora, mi domando: ‘Ma come si può sostituire una parola così comune in campo dottrinale come espiazione con rimedio?’ E poi si noti come Pearlman dice che il sangue di Gesù Cristo è stato provveduto dal Vangelo, mentre le ADI al posto di Vangelo hanno messo ‘Dio’.

Parte della dichiarazione di un medico sparita, un verso biblico sostituito con un altro, e ‘l’anima’ scomparsa

Pearlman sta parlando del rapporto tra anima e sangue, e afferma: ‘In the words of Harvey, the English physician, who first discovered the circulation of the blood: “It is the first to live, and the last to die; and the primary seat of the soul. It lives and is nourished of itself, and by no other part of the body.” In Acts 17:26 and John 1:13 blood is set forth as the original material from which the human organism proceeds. Using the heart as the pump, and the blood as the carrier of life, the soul sends vitality and nourishment to all parts of the body.’ (KDB, pag. 113-114).

La traduzione è: ‘Harvey, il medico inglese che per primo ha scoperto la circolazione del sangue, dice: ‘Esso [il sangue] è il primo a vivere, e l’ultimo a morire; e la sede primaria dell’anima. Esso vive ed è nutrito da sé stesso, e da nessun’altra parte del corpo’. In Atti 17:26 e Giovanni 1:13 il sangue è messo in evidenza come la materia originaria da cui procede l’organismo umano. Usando il cuore come la pompa, e il sangue come il portatore di vita, l’anima manda vitalità e nutrimento a tutte le parti del corpo’.

Le ADI hanno messo così: ‘Harvey, il medico inglese che scoprì la circolazione del sangue, dice: «E’ il primo a vivere e l’ultimo a morire …» In Atti 20:26 e Giovanni 1:13 il sangue viene indicato come l’elemento connettivo fondamentale dell’organismo umano. Usando il cuore come una pompa ed il sangue come il veicolo della vita fisica, nutre tutte le parti del corpo’ (DDB, pag. 92).

Come si può ben vedere, manca una parte della dichiarazione di Harvey; il versetto di Atti 17:26 che dice: “Egli ha tratto da un solo tutte le nazioni degli uomini perché abitino su tutta la faccia della terra, avendo determinato le epoche loro assegnate, e i confini della loro abitazione”, è stato sostituito con Atti 20:26 che dice invece: “Perciò io vi protesto quest’oggi che son netto del sangue di tutti” e che non c’entra niente con l’argomento trattato da Pearlman; poi le chiare parole ‘la materia originaria da cui procede l’organismo umano’ in riferimento al sangue sono state sostituite con queste ‘l’elemento connettivo fondamentale dell’organismo umano’ che non fanno proprio capire quello che ha detto Pearlman; ed infine è sparita la parola ‘l’anima’ che secondo Pearlman è ciò che usando il cuore come la pompa e il sangue come il portatore di vita, manda vitalità e nutrimento a tutte le parti del corpo, e quindi le ADI togliendola non fanno capire proprio cos’è che manda questa vitalità e il nutrimento a tutte le parti del corpo, o meglio fanno capire che sia il sangue stesso. Che portatori di confusione sono le ADI!

IL PECCATO

Cambiata la confutazione dell’ateismo

Pearlman sta confutando l’ateismo e dice: ‘In the final analysis, all wrongdoing is directed against God, for wrong is a violation of right, and right is the law of God. “I have sinned against heaven, and in thy sight,” cried the Prodigal. Man therefore needs pardon based on a Divine provision of atonement.’ (KDB, pag. 121)

La traduzione è: ‘In ultima analisi, tutto il malfare è diretto contro Dio, perché il male è la violazione del bene [o del giusto[, e il bene [o il giusto] è la legge di Dio. ‘Ho peccato contro il cielo, e nel tuo cospetto’, gridò il figliuol prodigo. L’uomo quindi ha bisogno del perdono basato su una fornitura Divina di espiazione’.

Le ADI hanno messo così: ‘In ultima analisi, tutto il malfare è diretto contro Dio, perché il male è una violazione della giustizia e la giustizia è nella legge di Dio; «Io ho peccato contro il cielo e contro a te», gridò il figliuol prodigo. Pertanto l’uomo ha bisogno di un perdono basato sulla divina provvidenza’ (DDB, pag. 99).

Come si può vedere, le ADI hanno messo ‘la giustizia’ al posto di ‘il bene’, e poi quindi hanno dovuto mettere ‘la giustizia è nella legge di Dio’ al posto di ‘il bene è la legge di Dio’; e poi le ADI hanno fatto sparire ancora una volta l’espiazione provveduta da Dio.

Mancano parole contro il determinismo, che peraltro sono un inno al cosiddetto libero arbitrio!

Pearlman afferma: ‘But the Scriptures consistently affirm that man is free to choose between good and evil – a freedom implied in every exhortation and command. Far from being a victim of fate and chance, man is declared to be the arbiter of his own destiny’ (KDB, pag. 121).

La traduzione è: ‘Ma le Scritture affermano sistematicamente che l’uomo è libero di scegliere tra il bene e il male – una libertà implicita in ogni esortazione e comando. Lungi dall’essere una vittima del fato e del caso, l’uomo viene dichiarato essere l’arbitro del suo proprio destino’.

Le ADI hanno fatto sparire queste parole, che si dovevano trovare subito dopo ‘… uno schiavo delle circostanze’ (DDB, pag. 99). Come mai? Strano, dato che loro sostengono che il destino se lo crea l’uomo (Francesco Toppi, ex presidente delle ADI, ha detto infatti: ‘E’ Dio che pianifica la nostra vita. Il destino però se lo crea l’uomo. Noi non crediamo nella predestinazione’ – Il Tempo, 3 Marzo 1995), come sosteneva erroneamente Pearlman.

‘Le Scritture denunciano il peccato’ è diventato ‘le Scritture dipingono il peccato’

Pearlman nel confutare la Scienza Cristiana, che nega la realtà del peccato, afferma quanto segue: ‘The Scriptures denounce sin as a positive violation of God’s law, as a real offense meriting real punishment in a real hell’ (KDB, pag. 123).

La traduzione è: ‘Le Scritture denunciano il peccato come una violazione positiva della legge di Dio, come una vera offesa che merita una vera punizione in un vero inferno’.

Le ADI hanno messo così: ‘Le scritture dipingono il peccato come una positiva violazione alla legge di Dio, e una vera offesa merita una vera punizione in un vero inferno’ (DDB, pag. 100).

Che dire? Evidentemente le ADI vogliono che i lettori pensino che le Scritture dipingono il peccato invece che denunciarlo, cioè condannarlo pubblicamente, come violazione della legge di Dio. Notate poi come la seconda parte della frase è stata modificata, e mentre per Pearlman le Scritture denunciano il peccato come una vera offesa che merita una vera punizione in un vero inferno, le ADI, modificando la frase come hanno fatto, cioè mettendo ‘una vera offesa merita una vera punizione in un vero inferno’ inducono i lettori a credere che questa affermazione non è parte della denuncia che le Scritture fanno contro il peccato.

Veramente scandaloso quello che hanno fatto le ADI.

‘Gli alberi del Destino’ diventano ‘gli alberi del giardino’

Pearlman sta parlando della possibilità della tentazione nel giardino dell’Eden, e dice in merito all’albero della conoscenza del bene e del male e a quello della vita: ‘Particular mention is made of the two trees of Destiny – the tree of the knowledge of good and evil and the tree of life’ (KDB, pag. 124).

La traduzione è: ‘Particolare menzione è fatta dei due alberi del Destino – l’albero della conoscenza del bene e del male, e l’albero della vita’.

Le ADI hanno messo così: ‘Particolare rilievo è dato ai due alberi del giardino: l’albero della conoscenza del bene e del male e l’albero della vita’ (DDB, pag. 101).

C’è poco da dire: è una vergogna! D’altronde per le ADI non esiste il destino e difatti questa parola non c’è sulla loro bocca, ma loro pensano di doverla togliere anche dalla bocca di coloro di cui traducono i libri.

Aggiunto ‘non per costrizione’

Pearlman sta ancora parlando della tentazione e dice: ‘Notice the forbidden tree. Why was it placed there? In order to provide a test whereby man could lovingly and freely choose to serve God and so develop in character. Without free will man would have been a mere machine’ (KDB, pag. 124).

La traduzione è: ‘Notate l’albero proibito. Perché fu messo là? Al fine di provvedere una prova per mezzo della quale l’uomo potesse amorevolmente e liberamente scegliere di servire Dio e così svilupparsi nel carattere. Senza il libero arbitrio l’uomo sarebbe stato soltanto una macchina’.

Le ADI hanno messo così: ‘Perché fu creato l’albero proibito? Per provvedere una prova, mediante la quale l’uomo potesse liberamente, per amore non per costrizione, scegliere di servire Dio e svilupparsi così nel carattere. Senza il libero arbitrio, l’uomo sarebbe solamente una macchina’ (DDB, pag. 101).

Le ADI hanno dovuto aggiungere ‘non per costrizione’ evidentemente perché non erano soddisfatte dalle affermazioni già chiare di Pearlman.

L’illuminazione diventa conoscenza

Pearlman sta parlando della colpevolezza e dice: ‘Notice the evidences of a guilty conscience. (1) “And the eyes of them both were opened, and they knew that they were naked.” The expression used of any miraculous or sudden enlightenment. Gen. 21:19; 2 Kings 6:17’ (KDB, pag. 125).

La traduzione è: ‘Notate le prove di una coscienza colpevole. (1) ‘E gli occhi di ambedue furono aperti, e s’accorsero che erano ignudi’. L’espressione usata [per indicare] qualsiasi illuminazione miracolosa o improvvisa. Genesi 21:19; 2 Re 6:17’.

Le ADI hanno messo così: ‘Ecco le prove di una coscienza colpevole: 1. «Allora si apersero gli occhi ad ambedue e s’accorsero ch’erano ignudi». L’espressione usata indica una conoscenza miracolosa ed improvvisa (Genesi 21:19; 2 Re 6:17)’ (DDB, pag. 102).

La ragione di questa manomissione non è chiara, ma si tratta di una manomissione grave.

Fatto sparire che il serpente prima di essere maledetto da Dio era un animale eretto

Pearlman sta parlando del giudizio di Dio sul serpente e dice: ‘Because thou hast done this, thou art cursed above all cattle, and above every beast of the field; upon thy belly shalt thou go, and dust shalt thou eat all the days of thy life.” All these words imply that at one time the serpent was a beautiful, upright creature’ (KDB, pag. 126).

La traduzione è: ‘‘Perché hai fatto questo, sii maledetto fra tutto il bestiame e fra tutti gli animali dei campi! Tu camminerai sul tuo ventre, e mangerai polvere tutti i giorni della tua vita’. Tutte queste parole implicano che una volta il serpente era una bella creatura eretta’.

Le ADI hanno messo così: «Perché hai fatto questo, sii maledetto fra tutto il bestiame e fra tutti gli animali dei campi! Tu camminerai sul tuo ventre, e mangerai polvere tutti i giorni della tua vita». In queste parole è implicito che, prima del peccato, il serpente fosse una bella creatura’ (DDB, pag. 103).

Come mai è sparito il fatto che secondo Pearlman il serpente prima di essere maledetto era una creatura eretta?

Sparite importanti parole sul giudizio di Dio contro la donna, e messe in bocca di un altro le parole di Pearlman

Pearlman sta parlando del giudizio di Dio sulla donna e dice: ‘Unto the woman he said, I will greatly multiply thy sorrow and thy conception; in sorrow thou shalt bring forth children; and thy desire shall be to thy husband, and he shall rule over thee.” Says one writer: The presence of sin has been the cause of much suffering in the ways precisely indicated here. In regard to child-bearing, it is no doubt the case that at this critical and anxious moment of a woman’s life, the sense of past wrongdoing weighs particularly upon her, and also men’s cruelty and folly have contributed to make the process more painful and perilous for women than it is for animals.” Sin has marred all the relationships of life, and this is true of the marriage relationship. In many countries woman is practically the slave of the man; the position and condition of child-widows and child-mothers in India is a grim commentary on the fulfillment of the curse’ (KDB, pag. 127).

La traduzione è: ‘Alla donna disse: ‘Io moltiplicherò grandemente le tue pene e i dolori della tua gravidanza; con dolore partorirai figliuoli; i tuoi desiderî si volgeranno verso il tuo marito, ed egli dominerà su te’. Dice uno scrittore: «La presenza del peccato è stata la causa di molta sofferenza nelle vie indicate precisamente qua. A proposito del partorire figli, non c’è dubbio che in questo momento critico e ansioso della vita di una donna, il senso del passato malfare pesa particolarmente sopra di essa, ed anche la crudeltà e la follia degli uomini hanno contribuito a rendere il processo più doloroso e pericoloso per le donne di quanto lo sia per gli animali». Il peccato ha guastato tutte le relazioni della vita, e questo è vero della relazione matrimoniale. In molte nazioni, la donna è praticamente la schiava dell’uomo; la posizione e condizione delle vedove-bambine e delle madri-bambine in India è un triste commentario sull’adempimento della maledizione’.

Le ADI hanno messo così: «Io moltiplicherò grandemente le tue pene e i dolori della tua gravidanza; con dolore partorirai figliuoli; i tuoi desiderî si volgeranno verso il tuo marito, ed egli dominerà su te». Dice uno scrittore: ‘Il peccato ha macchiato tutto ciò che riguarda la vita ed è avvenuto così anche per il matrimonio. In molti paesi la donna è praticamente la schiava dell’uomo; la condizione delle vedove-bambine e delle madri-bambine, particolarmente in India, è un triste adempimento di questa maledizione’ (DDB, pag. 104).

Ora, quello che hanno fatto le ADI qua è sconcertante, perché hanno fatto sparire le parole di uno scrittore (quelle che vanno da ‘la presenza del peccato’ a ‘quanto lo sia per gli animali’) citate da Pearlman, e le hanno rimpiazzate con delle parole dello stesso Pearlman, infatti le parole che vanno da ‘il peccato ha guastato’ a ‘sull’adempimento della maledizione’ sono parole di commento di Pearlman alle parole di quello scrittore. Perché questa manomissione, che peraltro fa credere una menzogna, perché quelle parole sono di Pearlman e non di un’altro scrittore? Evidentemente per non far leggere le parole di quello scrittore in merito a questo argomento, parole con cui Pearlman era d’accordo, perché non conformi al pensiero ADI.

E poi quel ‘particolarmente’ non è nel testo originale inglese; e dall’ultima frase le ADI hanno fatto sparire ‘il commentario’ all’adempimento di questa maledizione sulla donna. Giudicate voi fratelli questo modo di ‘tradurre’ delle ADI: non vi pare che costoro imbrogliano le persone così facendo?

Il verbo ‘mancare’ diventa ‘sovvertire’

Pearlman sta descrivendo il peccato, e tra i termini usati per indicare il peccato c’è quello di sconfitta, e dice: ‘(g) Defeat is the literal meaning of the word “fall” in Rom. 11:12. In rejecting Christ the Jewish nation suffered a defeat and missed God’s purpose’ (KDB, pag. 133).

La traduzione è: ‘(g). Sconfitta è il significato letterale della parola ‘caduta’ in Romani 11:12. La nazione Ebraica nel rigettare Cristo ha subito una sconfitta ed ha mancato [o perso] lo scopo di Dio’.

Le ADI hanno messo così: ‘g. Sconfitta. E’ il significato letterale della parola «caduta» in Romani 11:12. Nel rigettare Cristo, la nazione giudaica subì una sconfitta e sovvertì lo scopo di Dio’ (DDB, pag. 109).

La differenza tra ‘mancare’ e ‘sovvertire’ è notevole, ma le ADI hanno deciso di far dire a Pearlman quello che vogliono loro!

‘Sovvertire’ in inglese si dice ‘to overthrow, to subvert’; mentre il verbo ‘to miss’ significa ‘mancare, perdere’.

Sparito ‘il peccato originale’

Pearlman, nella sezione ‘Debolezza spirituale’ parla del peccato originale dicendo: ‘(b) Inborn sin, or “original sin.” The effect of the Fall was so deep-seated in human nature that Adam, as the father of the race, passed on to his descendants a tendency or bias to sin. Psalm 51:5. This spiritual and moral handicap under which all men are born is known as original sin. The acts of sin that follow during the age of accountability are known as “actual sin.”’ (KDB, pag. 135).

La traduzione è: ‘(b). Il peccato innato, o ‘peccato originale’. L’effetto della Caduta fu così radicato nella natura umana che Adamo, in quanto il padre della razza, trasmise ai suoi discendenti una tendenza o una predisposizione a peccare. Salmo 51:5. Questo handicap spirituale e morale sotto cui tutti gli uomini nascono è conosciuto come peccato originale. Gli atti di peccato che seguono durante l’età della responsabilità sono conosciuti come ‘peccato effettivo’.

Le ADI hanno messo così: ‘b. Il peccato naturale. L’effetto della caduta fu così profonda nella natura umana, che da Adamo tutti gli uomini nascono con la tendenza al peccato (Salmo 51:5); gli atti di peccato che vengono commessi durante l’età della responsabilità sono conosciuti come «peccati propri» (DDB, pag. 110).

Come si può vedere, le ADI hanno sfacciatamente fatto sparire delle parole sul peccato originale dal discorso di Pearlman. Come mai? Vorremmo tanto saperlo, alla luce del fatto che in tutto il libro questa è l’unica volta dove Pearlman parla esplicitamente di peccato originale.

IL SIGNORE GESU’ CRISTO

Sparito ‘in un senso unico’

Pearlman, nel parlare di Gesù Cristo, afferma: ‘….consequently one cannot but conclude that He was what He claimed to be – the Son of God in a unique sense’ (KDB, pag. 143).

La traduzione è: ‘…. Conseguentemente uno non può che concludere che Egli era ciò che asseriva di essere – il Figlio di Dio in un senso unico’.

Le ADI hanno messo così: ‘Di conseguenza, si può concludere che Egli era ciò che asseriva di essere: il Figliuolo di Dio’ (DDB, pag. 116).

Notate innanzi tutto come la frase sia stata resa meno forte perché la frase ‘uno non può che concludere che’ significa ‘uno deve concludere che’ e non ‘si può concludere che’, e poi come mancano queste parole ‘in un unico senso’.

‘Le azioni di Gesù’ sono diventate ‘i detti di Gesù’

Pearlman, nel parlare dell’irreprensibilità di Cristo, afferma: ‘But in the words and deeds of Jesus there is a complete absence of consciousness or confession of sin’ (KDB, pag. 144).

La traduzione è: ‘Ma nelle parole e nelle azioni di Gesù c’è una completa assenza di coscienza o confessione di peccato’.

Le ADI hanno messo così: ‘Ma, nei detti e nelle parole di Gesù, vi è una completa assenza di coscienza e di confessione del peccato’ (DDB, pag. 117).

Che si può dire di quest’altra manomissione? Sconcertante.

‘Deeds’ è il plurale di ‘deed’ che significa ‘azione, fatto, atto’. Per poter tradurre ‘detti’, Pearlman avrebbe dovuto dire ‘sayings’.

E’ sparito che la Chiesa primitiva adorava Cristo come Divino

Pearlman afferma in merito alla testimonianza resa dai discepoli su Gesù Cristo: ‘From the very beginning the primitive church regarded and worshiped Christ as Divine’ (KDB, pag. 145),

La traduzione è: ‘Fin dall’inizio la chiesa primitiva considerò e adorò Cristo come Divino’.

Le ADI hanno messo così: ‘Fin dall’inizio, la Chiesa primitiva guardava a Cristo come a Dio’ (DDB, pag. 118).

‘Essere perseguitati’ è diventato ‘soffrire’

Pearlman sta dicendo che quando sotto l’impero romano ai sudditi veniva richiesto di dire ‘Cesare è Signore’, i Gentili compresero che l’imperatore asseriva di essere divinità, e ‘The Christians so understood the term, and chose rather to suffer persecution than to ascribe to a man a title which belonged only to One truly Divine’ (KDB, pag. 148), che tradotto significa: ‘I Cristiani compresero in questa maniera il termine, e scelsero di essere perseguitati [letteralmente: patire la persecuzione] piuttosto che attribuire ad un uomo un titolo che apparteneva solo ad Uno veramente Divino’.

Le ADI hanno messo così: ‘I cristiani compresero in tal senso questo termine e preferirono soffrire, piuttosto che riconoscere ad un uomo un titolo che appartiene solo a Colui che è veramente divino’ (DDB, pag. 121).

Ecco dunque fatta sparire la persecuzione sofferta dai Cristiani. L’espressione inglese ‘suffer persecution’ usata da Pearlman è la stessa usata nella Bibbia King James Version in questo verso biblico: “And all that will live godly in Christ Jesus shall suffer persecution” (“E tutti quelli che voglion vivere piamente in Cristo Gesù saranno perseguitati” (2 Timoteo 3:12).

Evidentemente per le ADI è meglio far leggere che i Cristiani scelsero di soffrire anziché che scelsero di essere perseguitati o patire la persecuzione.

Sparito che i Cristiani non appartengono a loro stessi e qualcosa d’altro

Pearlman dice: ‘Bought with a price they are not their own (1 Cor. 6:20), but belong to Him who died and rose for them. 2 Cor. 5:15. Therefore the title “Lord” applied to Jesus by His followers means: “the One who by His death has earned the place of sovereign in my heart, and whom I feel constrained to worship and serve with all my powers.” (KDB, pag. 150).

La traduzione è: ‘Comprati a prezzo, essi non appartengono a loro stessi (1 Corinzi 6:20), ma appartengono a Colui che è morto e risorto per loro. 2 Corinzi 5:15. Quindi il titolo ‘Signore’ applicato a Gesù dai Suoi seguaci significa: ‘Colui che tramite la Sua morte ha guadagnato il posto di sovrano nel mio cuore, e che io mi sento costretto ad adorare e servire con tutte le mie forze’.

Le ADI hanno messo così: ‘Comprati con prezzo, essi non vivono più per se stessi (1 Corinzi 6:20), ma appartengono a Colui che morì e risuscitò per loro (2 Corinzi 5:15). Pertanto il titolo «Signore» applicato a Gesù dai Suoi seguaci significa: «Colui che per la Sua morte ha guadagnato il posto della sovranità nel mio cuore ed al quale rivolgo la mia adorazione ed il mio servizio con tutta la forza che posseggo» (DDB, pag. 121-122).

Notate le cose che hanno fatto sparire le ADI: la dichiarazione che noi non apparteniamo a noi stessi (che Pearlman conferma mettendo giustamente tra parentesi il passo di 1 Corinzi 6:20 che dice: “Poiché foste comprati a prezzo; glorificate dunque Dio nel vostro corpo”, che peraltro è preceduto da quest’altro passo che dice: “E non sapete voi che il vostro corpo è il tempio dello Spirito Santo che è in voi, il quale avete da Dio, e che non appartenete a voi stessi?”), e che noi ci sentiamo costretti ad adorare e servire Gesù Cristo. Quest’ultima manomissione si spiega con il fatto che loro dicono che Dio non costringe nessuno ad adorarlo e servirlo!

Mancano diverse cose concernenti la natura umana di Cristo

Pearlman afferma in merito al messaggio che Gesù desiderò comunicare definendosi ‘Figliuol dell’Uomo’: ‘This manhood shall not cease when I have passed through those last stages of suffering and death, which I must endure for man’s salvation and to finish My work. For I shall arise and take it with Me to heaven, whence I shall return to rule over those whose nature I have assumed.”’ (KDB, pag. 151), che tradotto è: ‘Questa natura umana non cesserà quando io avrò passato attraverso quegli ultimi stadi della sofferenza e della morte, che io devo sopportare per la salvezza dell’uomo e per finire la Mia opera. Perché io risorgerò e la porterò con Me in cielo, da dove ritornerò per governare sopra coloro di cui ho assunto la natura’, mentre le ADI hanno messo così: ‘La mia natura umana non cesserà quando sarò passato attraverso gli ultimi stadi della sofferenza e della morte, che devo sopportare per la salvezza dell’uomo, perché Io risorgerò e porterò la mia natura umana con Me, in cielo, da dove ritornerò per regnare sopra coloro la cui natura ho assunto»’ (DDB, pag. 123). Come potete vedere, nel testo ADI manca ‘e per finire la Mia opera’.

Poi Pearlman afferma: ‘The humanity of the Son of God was real and not make-believe; He is portrayed as actually suffering hunger, thirst, weariness, grief, and as being subject in general to the sinless infirmities of human nature’ (KDB, pag. 151), che tradotto significa: ‘L’umanità del Figlio di Dio era reale e non finta [lett: finzione]; Egli viene descritto come veramente sofferente la fame, la sete, la stanchezza, il dolore, e come soggetto in generale alle innocenti infermità della natura umana’, mentre le ADI hanno messo così: ‘L’umanità del Figliuolo di Dio era reale e non fittizia; Egli viene descritto come veramente sofferente fame, sete, stanchezza e dolore’ (DDB, pag. 123). In questa maniera, le ADI hanno fatto sparire ‘e come soggetto in generale alle innocenti infermità della natura umana’.

In merito poi alla nascita di Cristo, Pearlman afferma: ‘The answer is that the Son of God entered the world as the Son of man by being conceived in the womb of Mary by the Holy Spirit, and apart from a human father’ (KDB, pag. 151-152) che tradotto significa: ‘La risposta è che il Figlio di Dio entrò nel mondo come il Figlio dell’uomo venendo concepito nel seno di Maria dallo Spirito Santo, e senza un padre umano’, mentre le ADI hanno messo: ‘La risposta è che il Figliuolo di Dio entrò nel mondo come il Figliuolo dell’uomo, essendo stato concepito nel seno di Maria per mezzo dello Spirito Santo.’ (DDB, pag. 123). Le ADI hanno quindi omesso di mettere ‘e senza un padre umano’.

E sempre in merito alla nascita di Cristo, Pearlman afferma poco dopo: ‘Upon the fact of the virgin birth is based the doctrine of the Incarnation. John 1:14.’ (KDB, pag. 152), che tradotto significa: ‘Sopra il fatto della nascita verginale si basa la dottrina dell’incarnazione. Giovanni 1:14’, mentre le ADI hanno messo: ‘Sul fatto della nascita miracolosa di Gesù è basata la dottrina dell’Incarnazione (Giovanni 1:14)’ (DDB, pag. 123). Come potete vedere, la ‘nascita verginale’ è diventata ‘nascita miracolosa’.

Parte omessa sulla messianicità di Gesù

Pearlman afferma: ‘Upon him should rest the Spirit of the Lord in a power never before known. Isa. 11:1-3; 61:1. Though the Son of David, He would yet be the Son of Jehovah, bearing Divine names. Isa. 9:6, 7; Jer. 23:6. Unlike that of David His reign would be everlasting, and under His sway should come all nations’ (KDB, pag. 154-155).

La traduzione è: ‘Sopra di lui sarebbe riposato lo Spirito del Signore con una potenza mai conosciuta prima. Isaia11:1-3; 61:1. Sebbene il Figlio di Davide, Egli in più sarebbe stato il Figlio di Jehovah, portando nomi Divini. Isaia 9:6,7; Geremia 23:6. A differenza di quello di Davide, il Suo regno sarebbe stato eterno, e sotto il Suo dominio sarebbero venute tutte le nazioni’.

Le ADI hanno messo così: ‘Lo Spirito del Signore sarebbe stato sopra di Lui, con una potenza mai conosciuta prima (Isaia 9:5,6; Geremia 23:5,6); a differenza di quello di Davide il Suo regno sarebbe stato eterno e tutte le nazioni sarebbero state sotto il Suo dominio’ (DDB pag. 126).

Ora, manca una parte importante del discorso di Pearlman, e precisamente questa: ‘Sebbene il Figlio di Davide, Egli in più sarebbe stato il Figlio di Jehovah, portando nomi Divini’.

I falsi messia che vennero dopo Gesù sono spariti, ed i metodi sono diventati fini

Pearlman afferma in merito al compimento delle profezie dell’Antico Testamento concernenti il Messia: ‘In all this the Lord Jesus fulfilled the prophecy of Isaiah that God’s Anointed should be a proclaimer of Divine truth, and not a violent agitator and self-seeking rabble-rouser (Matt. 12:16-21) – as were some of the false messiahs who preceded and followed Him. John 10:8; Acts 5:36; 21:38. He faithfully avoided the carnal and followed the spiritual methods, so that Pilate, Rome’s representative, could testify, “I find no fault in this man.” (KDB, pag. 156-157).

La traduzione è: ‘In tutto questo il Signore Gesù adempì la profezia di Isaia che l’Unto di Dio sarebbe stato un proclamatore di verità Divina, e non un violento agitatore ed egoista sobillatore (Matteo 12:16-21); – come furono alcuni dei falsi messia che lo precedettero e dei falsi messia che vennero dopo di Lui. Giovanni 10:8; Atti 5:36; 21:38. Egli evitò fedelmente i metodi carnali e seguì i metodi spirituali, cosicché Pilato, il rappresentante di Roma, poté testimoniare: ‘Io non trovo colpa alcuna in questo uomo’.

Le ADI hanno messo così: ‘In tutto questo, il Signor Gesù adempì la profezia di Isaia che l’Unto di Dio avrebbe proclamato la verità divina e non sarebbe stato un violento agitatore, cioè un uomo che solleva il popolo a Suo favore (Matteo 12:16-21), come erano stati alcuni dei falsi messia che Lo avevano preceduto (Giovanni 10:8; Atti 5:36; 21:38). Egli non perseguì fini terreni, ma solo fini spirituali, tanto che Pilato, il rappresentante di Roma, poteva testimoniare: ‘Io non trovo colpa alcuna in quest’uomo’ (Luca 23:4)’ (DDB, pag. 127).

Dunque, i falsi messia che vennero dopo Cristo non ci sono più nel libro in italiano, come anche non ci sono più i metodi seguiti da Gesù, perché al loro posto sono stati messi i fini perseguiti da Gesù. Che dire? Veramente uno scandalo.

Fatta sparire di nuovo la nascita verginale di Cristo

Pearlman sta parlando di Gesù quale figlio di Davide, e cita l’episodio in cui Gesù fece una domanda ai Farisei confondendoli: ‘Then Jesus, quoting Psalm 110:1, asked, “If David then call him Lord, how is he his son?” How can David’s Lord be David’s son? was the question that baffled the Pharisees. The answer of course is: the Messiah is both. By the miracle of the virgin birth Jesus was born of God and also born of Mary; He was thus the Son of God and Son of man. As Son of God He is David’s Lord; as son of Mary He is David’s son’ (KDB, pag. 162).

La traduzione è: ‘Allora Gesù, citando il Salmo 110:1, domandò: ‘Se Davide dunque lo chiama Signore, com’è Egli suo figliolo?’ Come può il Signore di Davide essere figlio di Davide?’ fu la domanda che confuse i Farisei. La risposta ovviamente è: il Messia è sia l’uno che l’altro. Per mezzo del miracolo della nascita verginale Gesù nacque da Dio e nacque anche da Maria; Egli era perciò il Figlio di Dio e il Figlio dell’uomo. Come Figlio di Dio Egli è Signore di Davide; come figlio di Maria Egli è figlio di Davide’.

Le ADI hanno messo così: ‘Allora Gesù, citando il Salmo 110:1, chiese: «Se Davide lo chiama Signore, come può essere suo Figliuolo?» La risposta è che Egli è Signore e Figliuolo di Davide: come Figliuolo di Dio è Signore di Davide, come Figliuolo di Maria è Figliuolo di Davide’ (DDB, pag. 131).

Avete notato? Mancano alcune cose, tra cui soprattutto questa affermazione ‘Per mezzo del miracolo della nascita verginale Gesù nacque da Dio e nacque anche da Maria; Egli era perciò il Figlio di Dio e il Figlio dell’uomo’.

‘Un fallimento’ diventa ‘una delusione’

Pearlman afferma: ‘Saul was a failure’ (KDB, pag. 163)

La traduzione è: ‘Saul fu un fallimento’.

Le ADI hanno messo così: ‘Saul era stato una delusione’ (DDB, pag. 132)

Il termine inglese ‘failure’ non può essere tradotto affatto con delusione, perché in inglese ‘delusione’ si dice ‘disillusion, disappointment’.

Duro colpo al ministerio profetico di Gesù Cristo

Pearlman afferma: ‘(c) Jesus Predicted the Future. Prophecy is based upon the principle that history does not move with aimless feet but is under the control of God, who knows the end from the beginning. He reveals the course of history to His prophets, thus enabling them to predict the future. As a Prophet, Christ foresaw the triumph of His cause and kingdom through the fleeting changes of human history. Matt. 24 and 25. The ascended Christ continues His prophetic ministry through His body, the Church, ….’ (KDB, pag. 166).

La traduzione è: ‘c. Gesù Predisse il Futuro. La profezia è basata sul principio che la storia non si muove con piedi senza meta ma è sotto il controllo di Dio, che conosce la fine sin dal principio. Egli rivela il corso della storia ai Suoi profeti, mettendoli così in grado di predire il futuro. Come Profeta, Cristo previde il trionfo della Sua causa e del Suo regno attraverso i cambiamenti passeggeri della storia umana. Matteo 24 e 25. Il Cristo asceso continua il Suo ministerio profetico attraverso il Suo corpo, la Chiesa, ….’.

Le ADI hanno messo così: ‘c. Gesù annunciò gli avvenimenti futuri. La profezia si basa sul principio che la storia non si muove a caso, ma è sotto il controllo di Dio, il Quale conosce la fine già dal principio. Egli rivela il corso della storia ai Suoi profeti, mettendoli così in condizione di predire il futuro. Il Cristo asceso continua il Suo ministerio profetico attraverso il Suo Corpo, la Chiesa ….’ (DDB, pag. 134).

Innanzi tutto notate come le ADI hanno cambiato il verbo da ‘predire’ ad ‘annunciare’, e questo è grave, perché il verbo inglese ‘To predict’ si può tradurre solo con ‘predire’. Per poter mettere ‘annunciò’ avrebbe dovuto essere scritto ‘announced’. E poi notate come le ADI hanno fatto sparire la frase ‘Come Profeta, Cristo previde il trionfo della Sua causa e del Suo regno attraverso i cambiamenti passeggeri della storia umana. Matteo 24 e 25’.

‘La fiducia dell’accettazione’ diventa ‘la certezza del perdono’

Pearlman afferma in merito all’opera di Cristo come Sacerdote – che lui paragona a quella del sommo sacerdote sotto la legge – che offrì se stesso quale sacrificio espiatorio per i nostri peccati, per poi apparire al cospetto di Dio: ‘God’s acceptance of His blood gives us the confidence of the acceptance of all who trust in His sacrifice’ (KDB, pag. 167).

La traduzione è: ‘L’accettazione del Suo sangue da parte di Dio ci dà la fiducia dell’accettazione [da parte di Dio] di tutti quelli che confidano nel Suo sacrificio’.

Le ADI hanno messo così: ‘L’accettazione del Suo sangue da parte di Dio ci dà la certezza del perdono di tutti coloro che confidano nel Suo sacrificio’ (DDB, pag. 135).

Diciamo solamente che per tradurre così come hanno fatto le ADI, Pearlman avrebbe dovuto scrivere  ‘the assurance of forgiveness of … al posto di ‘the confidence of the acceptance of …’.

Scomparse la sovranità che Cristo al Suo ritorno affermerà sul mondo, e la Sua punizione contro i malvagi

Nella sezione in cui Pearlman parla di Cristo come Re, ad un certo punto commenta la parabola delle mine (Luca 19:11-27), e dice: ‘Knowing that he would be absent for some time the nobleman entrusted his servants with certain tasks; in like manner, Christ, foreseeing that a period of time would elapse between His first and second advents, has allotted to His servants the task of proclaiming His kingdom and winning members into it, baptizing them into the name of Father, and of the Son, and of the Holy Spirit. Finally, the nobleman, having received his kingdom, returned to reward his servants, assert his sovereignty, and punish his enemies. In like manner will Christ return to reward His servants, assert His sovereignty over the world, and punish the wicked. This is the central theme of the book of Revelation. Rev. 11:15; 12:10; 19:16’ (KDB, pag. 170).

La traduzione è: ‘Sapendo che egli sarebbe stato assente per un certo tempo, l’uomo nobile affidò ai suoi servitori certi compiti; similmente, Cristo, prevedendo che un periodo di tempo sarebbe trascorso tra la Sua prima venuta e la sua seconda venuta, ha assegnato ai Suoi servitori il compito di proclamare il Suo regno e di guadagnare membri ad esso, battezzandoli nel nome del Padre, e del Figliuolo e dello Spirito Santo. Alla fine, l’uomo nobile, avendo ricevuto il suo regno, ritornò per ricompensare i suoi servitori, affermare la sua sovranità, e punire i suoi nemici. Similmente, Cristo ritornerà per ricompensare i Suoi servitori, affermare la Sua sovranità sopra il mondo, e punire i malvagi. Questo è l’argomento centrale del libro dell’Apocalisse. Apocalisse 11:15; 12:10; 19:16’.

Le ADI hanno messo così: ‘Poiché la sua assenza doveva prolungarsi per un certo tempo, quell’uomo nobile affidò dei compiti ai suoi servitori; così Cristo, antivedendo che sarebbe trascorso un certo periodo di tempo tra la Sua prima e la Sua seconda venuta, ha affidato ai Suoi servitori il compito di proclamare il Suo regno e di guadagnare dei cittadini per esso, nel nome del Padre, del Figliuolo e dello Spirito Santo. Finalmente quell’uomo nobile, avendo ricevuto l’investitura del regno, ritornò per retribuire i suoi servitori, per esercitare la sua sovranità nel mondo e per punire gli empi. Questo è il tema centrale dell’Apocalisse (Apocalisse 11:15; 12:10; 19:16)’ (DDB, pag. 137)

Come si può vedere, manca il compito di battezzare affidato da Cristo ai suoi servitori, e poi praticamente manca che ‘Cristo ritornerà per ricompensare i Suoi servitori, affermare la Sua sovranità sopra il mondo, e punire i malvagi’, perché le ADI hanno creato di due frasi una frase con qualcosa presa da ambedue, frase però che non costituisce la spiegazione data da Pearlman su queste parole ‘Alla fine, l’uomo nobile, avendo ricevuto il suo regno, ritornò per ricompensare i suoi servitori, affermare la sua sovranità, e punire i suoi nemici’!

‘La caratteristica unica’ è diventata ‘il fondamento’

Pearlman sta spiegando come la religione Cristiana si distingue da qualsiasi altra religione in quanto possiede la dottrina della croce, che fa del Cristianesimo la religione per eccellenza, e allora dice: ‘The atoning death of Christ is the unique feature of the Christian religion’ (KDB, pag. 171).

La traduzione è: ‘La morte espiatrice di Cristo è la caratteristica unica della religione Cristiana’.

Le ADI hanno messo così: ‘La morte espiatrice di Cristo è il fondamento della religione cristiana’ (DDB, pag. 138).

Per poter tradurre così come hanno fatto le ADI, Pearlman avrebbe dovuto dire ‘The atoning death of Christ is the foundation of the Christian religion’. Giudicate voi.

Sparite alcune parole sul significato della morte di Cristo

Pearlman sta parlando dell’ostacolo che blocca la via che conduce a Dio, e dice che questo ostacolo è così grande che l’uomo non può rimuoverlo con i suoi sforzi, e questo ostacolo è il peccato, o piuttosto la colpa, ed a questo punto afferma: ‘Man cannot remove this obstacle; if it is removed, deliverance must come from God’s side; God must take the initiative and save man if he is to be saved. That God has done this is the testimony of the Scriptures. He sent His Son from heaven to earth to remove that obstacle and so make possible man’s reconciliation to God’ (KDB, pag. 172).

La traduzione è: ‘L’uomo non può rimuovere questo ostacolo; se esso viene rimosso, la liberazione deve venire da parte di Dio; Dio deve prendere l’iniziativa e salvare l’uomo se questi deve essere salvato. Che Dio ha fatto ciò lo testimoniano le Scritture. Egli ha mandato il Suo Figliuolo dal cielo sulla terra per rimuovere quell’ostacolo e rendere così possibile la riconciliazione dell’uomo con Dio’.

Le ADI hanno messo così: ‘L’uomo non può rimuovere questo ostacolo, dunque la liberazione può venire solo da parte di Dio, è Dio che deve prendere l’iniziativa e salvare l’uomo. La Scrittura testimonia che Dio lo ha fatto: Egli ha mandato il Suo Figliuolo per rendere possibile la riconciliazione dell’uomo con Dio’ (DDB, pag. 138).

Notate come le ADI hanno tolto diverse cose.

‘Semplicemente sperimentare una visione’ diventa ‘avere una semplice visione’, e un ‘dubbioso Tommaso’ è diventato il ‘tenace Tommaso’

Pearlman riferisce in che maniera i studiosi moderni spiegano la resurrezione di Cristo e confuta le loro spiegazioni: ‘Modern scholars have their explanations. “The disciples simply experienced a vision.” As if hundreds would see the same vision and imagine that they were really seeing Christ! “Jesus did not really die; He simply swooned and was still alive when taken from the cross.” As if a pale, bloodless, drooping and weakly Jesus could have persuaded doubting disciples, and above all a doubting Thomas, that He was the risen Lord of life!’ (KDB, pag. 174).

La traduzione è: ‘Gli studiosi moderni hanno le loro spiegazioni. ‘Semplicemente i discepoli sperimentarono una visione’. Come se centinaia di persone avessero avuto la stessa visione e avessero immaginato che essi stavano realmente vedendo Cristo! ‘Gesù non morì veramente; Egli semplicemente svenne ed era ancora vivo quando fu tolto dalla croce’. Come se un Gesù pallido esangue, floscio, e debole avesse potuto persuadere i discepoli dubbiosi, e soprattutto un dubbioso Tommaso, che Egli era il risorto Signore della vita!’

Le ADI hanno messo così: ‘Gli studiosi moderni hanno la loro spiegazione: «I discepoli ebbero una semplice visione». Non è possibile che centinaia di persone abbiano avuta la stessa visione ed abbiano immaginato di vedere realmente Cristo! «Gesù non morì, ma svenne solamente e quando fu tolto dalla croce era ancora vivo». Come se un Gesù debole, cadente ed esangue avesse potuto persuadere i discepoli dubbiosi, e fra questi il tenace Tommaso, che Egli era il risorto Signore della vita!’ (DDB, pag. 140).

Innanzi tutto tra dire che ‘i discepoli semplicemente ebbero una visione’ e ‘i discepoli ebbero una semplice visione’, c’è differenza, e non è la stessa cosa. Se io per esempio dico ‘Ho semplicemente visto un incidente stradale’, e qualcuno mi fa dire ‘Ho visto un semplice incidente stradale’, mi fa dire un’altra cosa.

Poi, ‘a doubting Thomas’ si può tradurre solo con ‘un dubbioso Tommaso’. Peraltro nella lingua inglese ‘doubting Thomas’ è usato per descrivere qualcuno che rifiuta di credere qualcosa senza una diretta, fisica, e personale prova; cioè uno scettico. Le ADI invece il dubbioso Tommaso lo hanno fatto diventare ‘il tenace Tommaso’! La persona tenace è colei che è ferma, costante nei propositi e nelle idee. E Tommaso nelle mani delle ADI è diventato proprio questo tipo di persona. Che dire? Questi delle ADI fanno dire proprio quello che vogliono a chicchessia! Lo stesso termine ‘doubting’ prima lo traducono correttamente (con ‘dubbiosi’ in relazione ai discepoli), e poi in maniera sbagliata con ‘tenace’ in riferimento a Tommaso. Qui c’è malafede, altrimenti non si possono spiegare queste manomissioni. Costoro nelle ADI che fanno queste cose amano e praticano la falsità.

Affermazione sulla resurrezione di Cristo scomparsa

Pearlman afferma in merito al significato della resurrezione di Cristo: ‘The answer of the world to His claims was – a cross; God’s answer was – the resurrection’ (KDB, pag. 174).

La traduzione è: ‘La risposta del mondo alle Sue asserzioni fu una croce; la risposta di Dio fu la resurrezione’.

Questa affermazione le ADI l’hanno fatta scomparire. Si doveva trovare immediatamente prima di ‘la morte espiatrice di Cristo è una realtà ….’ (DDB, pag. 140).

Scomparse le sparizioni di Cristo

Pearlman nel parlare dell’ascensione di Cristo in cielo afferma: ‘Consider the manner of His departure. His appearances and disappearances after the resurrection had been instantaneous, the ascension was gradual – “while they beheld.” Acts 1:9.’ (KDB, pag. 175).

La traduzione è: ‘Considerate la modalità della Sua dipartita. Le sue apparizioni e le sue sparizioni dopo la resurrezione erano state istantanee, l’ascensione fu graduale – “mentr’essi guardavano” Atti 1:9’.

Le ADI hanno messo così: ‘Considerate le modalità della Sua dipartita: le Sue apparizioni dopo la risurrezione furono istantanee, invece l’ascensione fu graduale, «mentr’essi guardavano» (Atti 1:9)’ (DDB, pag. 141).

Ma io dico: ‘Pure qua dovevano andare a manomettere le ADI?’  Perché togliere le sparizioni di Cristo dopo la resurrezione, che in effetti ci furono e furono istantanee?

Scomparse parole concernenti l’esaltazione o glorificazione di Cristo

Pearlman parlando del fatto che Cristo fu esaltato alla destra di Dio dice: ‘(b) The Exalted Christ. In one place Christ is described as “going up,” and in another as being “taken up.” The first represents Christ as entering the Father’s presence in His own will and right; the second lays the emphasis on the Father’s act by which He is exalted as the reward of His obedience unto death’ (KDB, pag. 176).

La traduzione è: ‘b. Il Cristo esaltato. In un posto Cristo è descritto come ‘andando su’, e in un altro come essendo ‘preso su’. La prima descrizione rappresenta Cristo che entra nella presenza del Padre di Sua volontà e di Suo diritto; la seconda mette l’enfasi sull’atto del Padre per mezzo del quale Egli viene esaltato come ricompensa alla Sua obbedienza alla morte’.

Le ADI hanno messo così: ‘b. Il Cristo glorificato. In un verso della Parola, Cristo viene descritto come «andando su» e, in un altro, come «preso su». Nel primo si parla di Cristo che entra alla presenza del Padre di Sua volontà, usando il Suo diritto; il secondo mette in luce l’atto del Padre, per il quale Cristo, in ricompensa alla Sua ubbidienza e fedeltà, viene esaltato’ (DDB, pag. 142).

Ora, notate come le ADI hanno fatto scomparire l’obbedienza di Cristo alla morte della croce, a motivo della quale Egli venne esaltato da Dio Padre, come peraltro dice Paolo ai Filippesi: “Ed essendo trovato nell’esteriore come un uomo, abbassò se stesso, facendosi ubbidiente fino alla morte, e alla morte della croce. Ed è perciò che Dio lo ha sovranamente innalzato e gli ha dato il nome che è al disopra d’ogni nome” (Filippesi 2:8-9).

Alle ADI non gli andava bene neppure questo, e così hanno tolto ‘alla morte’ ed hanno aggiunto ‘e fedeltà’. Vergognoso.

Parole sul Cristo asceso scomparse

Pearlman afferma: ‘2. The ascended Christ is not only the ruling, directing Power of the Church, but also the source of its life and energy’ (KDB, pag. 178).

La traduzione è: ‘Il Cristo asceso non è soltanto la Potenza della Chiesa che governa e dirige, ma anche la fonte della vita e dell’energia della Chiesa’.

Le ADI hanno messo così: ‘Il Cristo asceso è anche la fonte della vita e dell’energia della Chiesa’ (DDB, pag. 143).

Siamo alle solite: Pearlman non è libero di dire in Italia quello che crede perché le ADI gli tolgono di bocca quello che non piace loro!

E l’ascensione diventò rapimento

Pearlman afferma: ‘Through the Spirit believers ascend in heart and mind to their risen Lord; but there will be a literal ascension corresponding to the ascension of Christ. 1 Thess. 4:17; 1 Cor. 15:52.’ (KDB, pag. 179).

La traduzione è: ‘Per mezzo dello Spirito i credenti ascendono nel cuore e nella mente al loro Signore risorto; ma ci sarà una letterale ascensione corrispondente all’ascensione di Cristo. 1 Tessalonicesi 4:17; 1 Corinzi 15:52’.

Le ADI hanno messo così: ‘Per lo Spirito, i credenti ascendono con il cuore e la mente al loro Signore risorto; ma vi sarà un rapimento letterale, corrispondente all’ascensione di Cristo (1 Tessalonicesi 4:17; 1 Corinzi 15:52)’ (DDB, pag. 144).

La parola inglese ‘ascension’ non si può tradurre con ‘rapimento’, perché la parola inglese per rapimento è ‘rapture’, e poi tutto il discorso di Pearlman ha un senso mettendo ‘ascensione’.

Non c’è il minimo dubbio; ci si trova davanti a degli imbroglioni.

La certezza che non ci può essere nessuna sospensione dell’opera intercessoria di Cristo fatta diventare dubbio!

Pearlman sta parlando dell’opera intercessoria di Cristo in cielo, e cita una dichiarazione di un teologo a tal proposito in cui egli dice tra le altre cose: ‘There can be no suspension of His intercessory work as long as the world lasts, … for the intercession of the ascended Christ is not a prayer but a life’ (KDB, pag. 180).

La traduzione è: ‘Non ci può essere nessuna sospensione della Sua opera intercessoria fino a che durerà il mondo, … perché l’intercessione del Cristo asceso non è una preghiera ma una vita’.

Le ADI hanno messo così: ‘Forse non vi sarà sospensione nella Sua opera di intercessione, finchè il mondo esiste … perché l’intercessione di Cristo asceso non è una preghiera, ma vita’ (DDB, pag. 144).

Giudicate voi, fratelli, da persone intelligenti, questa manomissione, che conferma ancora una volta, se ce ne fosse ancora bisogno, che coloro che ‘traducono’ in questa maniera sono degli operai fraudolenti, che prendono piacere nel contorcere le parole degli altri, per fargli dire quello che essi vogliono.

Parola d’ordine: tagliare per nascondere

Pearlman sta parlando del Cristo onnipresente, e dice: ‘But by ascending to the powerhouse of the universe He was enabled to broadcast His power and Divine personality at all times and in all places and to all His disciples. Ascension to the throne of God gave Him not only omnipotence (Matt. 28:18) but also omnipresence, making it possible “for Him to fulfill the promise, “Where two or three are gathered together in my name, there am I in the midst of them.” Matt. 18:20’. (KDB, pag. 180-181).

La traduzione è: ‘Ma ascendendo alla centrale elettrica dell’universo, Egli fu messo in grado di diffondere la Sua potenza e la Sua Divina personalità in ogni tempo e in tutti i luoghi e a tutti i Suoi discepoli. L’ascensione al trono di Dio gli diede non solo onnipotenza (Matteo 28:18) ma anche onnipresenza, rendendolo capace di [lett: rendendo possibile per Lui di] adempiere la promessa “dovunque due o tre son raunati nel nome mio, quivi son io in mezzo a loro” Matteo 18:20’.

Le ADI hanno messo così: ‘Ma, ascendendo al cielo, Egli fu messo in grado di diffondere la Sua potenza e la Sua divina personalità in ogni tempo ed in ogni luogo a tutti i Suoi discepoli. Dopo l’ascensione al trono di Dio, Gesù ha mantenuto la promessa: ‘Dovunque due o tre son raunati nel nome mio, quivi son io in mezzo a loro’ (Matteo 18:20)’ (DDB, pag. 145).

Avete notato che hanno fatto le ADI? Hanno fatto sparire la spiegazione di Pearlman sul perché Gesù fu in grado di adempiere la suddetta promessa “dovunque due o tre son raunati nel nome mio, quivi son io in mezzo a loro”! Niente da fare, gli imbroglioni hanno ancora una volta fatto quello che hanno voluto!

L’ESPIAZIONE

‘Santificato’ diventa ‘salvato’

Pearlman sta parlando dell’origine del sacrificio espiatorio di Cristo, e sta spiegando come esso sia stato ordinato in cielo, e allora dice: ‘That there should be a body of people sanctified by this sacrifice was decreed “before the foundation of the world.” Eph. 1:4.’ (KDB, pag. 186),

La traduzione è: ‘Che ci dovesse essere un popolo santificato da questo sacrificio era stato decretato ‘prima della fondazione del mondo’ Efesini 1:4’.

Le ADI hanno messo così: ‘Fu decretato «prima della fondazione del mondo» (Efesini 1:4) che vi dovesse essere un popolo salvato per mezzo di questo sacrificio’ (DDB, pag. 150).

Quando si arriva a sostituire ‘santificato’ con ‘salvato’ vuol dire proprio essere disonesti. Ma se Pearlman qua sta parlando dell’opera di santificazione operata dal sacrificio espiatorio di Cristo, perché mai bisogna fargli dire un’altra cosa, che certamente è vera, ma non è quella di cui parla qua Pearlman?

‘Divinizzare’ è diventato ‘legittimare e mitizzare’

Pearlman sta parlando dell’idolatria e dice: ‘Idolatry was no mere intellectual matter; the worship of Nature, which forms the basis of most heathen religions, led man to deify (make gods of) his own lusts, and moral corruption was the result’ (KDB, pag. 188).

La traduzione è: ‘L’idolatria non era una mera questione intellettuale: l’adorazione della Natura, che forma la base della maggior parte delle religioni pagane, condusse l’uomo a divinizzare le sue proprie concupiscenze (farne degli dèi), e la corruzione morale fu il risultato’.

Le ADI hanno messo così: ‘L’idolatria non fu una questione puramente intellettuale, giacchè l’adorazione della natura, che è alla base della maggior parte delle religioni pagane, portò l’uomo a legittimare e mitizzare le sue concupiscenze, con il risultato di una totale corruzione morale’ (DDB, pag. 151)

Per poter tradurre così, le ADI avrebbero dovuto trovarsi davanti questa frase ‘led man to legitimate and mythicize his own lusts’. Ma per loro non cambia niente, perché pensano di avere il diritto di contorcere il pensiero altrui.

‘Le nazioni …’ diventa ‘la nazione …’

Pearlman sta parlando delle leggi che Dio diede ad Israele al monte Sinai, tra cui le leggi del sacrificio che insegnavano alla nazione di Israele la maniera giusta in cui Dio doveva essere avvicinato e adorato, e subito dopo Pearlman dice: ‘The nations had a perverted worship; God restored to Israel the pure worship’ (KDB, pag. 189).

La traduzione è: ‘Le nazioni avevano un pervertito culto; Dio ristabilì in Israele il puro culto’.

Le ADI hanno messo così: ‘La nazione osservava un culto, Dio ristabilì il vero culto’ (DDB, pag. 152).

Qui Pearlman sta dicendo che le nazioni avevano un culto pervertito, ma Dio ristabilì in mezzo alla nazione di Israele il culto puro. Ma le ADI con la loro solita arroganza gli hanno fatto dire quello che loro hanno voluto.

Parte aggiunta all’efficacia del sacrificio di Cristo

Pearlman sta parlando dell’efficacia del sacrificio di Cristo, e dice: ‘The subject is dealt with in the letter to the Hebrews. The writer is addressing a group of Hebrew Christians, who, discouraged by persecution are tempted to return to Judaism and the sacrifices of the Temple. The realities they believe in are invisible; while the Temple with its gorgeous ritual seems so tangible and real. To turn their thoughts from such a course of action the writer makes a comparison between the Old and New Covenants, showing that the New is better than the Old, for the Old is imperfect and temporary while the New is perfect and eternal’ (KDB, pag. 190).

La traduzione è: ‘L’argomento è trattato nella lettera agli Ebrei. Lo scrittore si sta rivolgendo ad un gruppo di Ebrei Cristiani, che, scoraggiati dalla persecuzione sono tentati a ritornare al Giudaismo e ai sacrifici del Tempio. Le realtà in cui essi credono sono invisibili; mentre il Tempio con i suoi magnifici rituali sembra così tangibile e reale. Per distogliere i loro pensieri dal prendere una tale azione, lo scrittore fa un paragone tra il Vecchio Patto e il Nuovo Patto, mostrando che il Nuovo è migliore dell’Antico, perché il Vecchio è imperfetto e temporaneo, mentre il Nuovo è perfetto ed eterno’.

Le ADI hanno messo così: ‘L’argomento viene trattato nella Lettera agli Ebrei. Lo scrittore si rivolge ad un gruppo di cristiani ebrei che, scoraggiati dalle persecuzioni, erano tentati di ritornare al giuda esimo ed ai sacrifici del Tempio. Era facile per gli Ebrei che si convertivano al cristianesimo cadere in questa tentazione, perché le realtà alle quali essi credevano come cristiani sono invisibili, mentre il Tempio con i suoi riti sfarzosi appariva tangibile e reale. Per distogliere da ciò i loro pensieri, lo scrittore fa un paragone fra l’Antico e il Nuovo Patto e mostra che il Nuovo Patto è migliore dell’Antico, che quest’ultimo è imperfetto e temporaneo, mentre il Nuovo è perfetto ed eterno’ (DDB, pag. 153).

Come si può vedere, le ADI hanno aggiunto le parole ‘Era facile per gli Ebrei che si convertivano al cristianesimo cadere in questa tentazione, perché …’ che Pearlman non ha detto. Giudicate voi.

‘Gli Israeliti illuminati’ diventano ‘quelli dotati di maggior sapienza’

Pearlman sta parlando dei sacrifici dell’Antico Testamento, che quantunque imperfetti erano buoni, e dice: ‘As enlightened Israelites brought their offerings they were aware of two things: first, that repentance in itself was insufficient; a visible transaction must be gone through to indicate that his sin was put away. Heb. 9:22’ (KDB, pag. 191).

La traduzione è: ‘Come gli Israeliti illuminati portavano le loro offerte, essi erano consapevoli di due cose; primo, che il ravvedimento in sé stesso era insufficiente; si doveva passare attraverso [o seguire] una transazione visibile per indicare che il suo peccato era annullato’ Ebrei 9:22.

Le ADI hanno messo così: ‘Quando gli Israeliti, perlomeno quelli dotati di maggior sapienza, portavano la loro offerta, si rendevano conto di due cose: che il ravvedimento in sé era insufficiente, doveva essere compiuto un rito (Ebrei 9:22)’ (DDB, pag. 153).

Dunque gli Israeliti ‘illuminati’ sono diventati ‘quelli dotati di maggior sapienza’, e ‘una transazione visibile per indicare che il suo peccato era annullato’ è diventata ‘un rito’.

Lo scempio continua.

‘Il loro peccato’ diventa ‘il loro passato’

Pearlman sta parlando di una rivelazione concessa al profeta Geremia e dice: ‘That prophet had despaired of the people’s ever being able to keep the covenant of the law; their sin was written with an iron pen (17:1) …’ (KDB, pag. 193).

La traduzione è: ‘Quel profeta aveva disperato che il popolo avrebbe mai potuto osservare il patto della legge; il loro peccato era scritto con uno stilo di ferro (Geremia 17:1)’.

Le ADI hanno messo così: ‘Questo profeta disperava che il popolo avrebbe mai potuto osservare il patto della legge: il loro passato era scritto con uno stilo di ferro (17:1)’ (DDB, pag. 155).

E meno male che il passo di Geremia 17:1 dica: “Il peccato di Giuda è scritto con uno stilo di ferro”! Credo che siano proprio queste cose che fanno capire come le ADI vogliono per forza far dire agli altri quello che vogliono loro. Il termine ‘peccato’ evidentemente non andava messo, forse per non impaurire i lettori, e allora hanno messo ‘passato’. Uno scandalo agire in questa maniera.

‘Persone illustri’ diventa ‘eroi della fede’

Pearlman afferma: ‘5. One more question remains to be considered. It is certain that people were truly justified before the atoning work of Christ. Abraham was justified by faith (Rom. 4:23) and entered the kingdom of God (Matt. 8:11; Luke 16:22); Moses was glorified (Luke 9:30, 31); and Enoch and Elijah were translated. There were no doubt large numbers of godly Israelites who attained to the spiritual stature of these worthies’ (KDB, pag. 194).

La traduzione è: ‘5. Un’altra questione rimane da considerare. E’ certo che le persone furono veramente giustificate [o la gente fu veramente giustificata] prima dell’opera espiatoria di Cristo. Abrahamo fu giustificato per fede (Romani 4:23) ed entrò nel regno di Dio (Matteo 8:11; Luca 16:22); Mosè fu glorificato (Luca 9:30,31); ed Enoch ed Elia furono traslati. Ci fu senza dubbio un gran numero di pii Israeliti che raggiunsero la statura spirituale di queste persone illustri’.

Le ADI hanno messo così: ‘5. Resta ancora un problema da considerare. E’ certo che alcuni uomini furono giustificati prima dell’opera espiatrice di Cristo: Abrahamo fu giustificato per fede (Romani 4:23) ed entrò nel regno di Dio (Matteo 8:11; Luca 16:22); Mosè fu glorificato (Luca 9:30,31); Enoc ed Elia furono traslati. Inoltre, vi fu senza dubbio un gran numero di pii israeliti che raggiunsero la statura spirituale di questi eroi della fede’ (DDB, pag. 156).

Innanzi tutto facciamo notare che Pearlman non ha detto ‘alcuni uomini furono giustificati’ ma ‘le persone furono veramente giustificate’. Per poter tradurre così le ADI, Pearlman avrebbe dovuto scrivere ‘some men [o some people] were justified’.

E poi, ‘worthies’ non si può tradurre con ‘eroi della fede’, perché il singolare ‘worthy’ significa ‘persona illustre, celebrità, notabile’. ‘Eroi della fede’ in inglese si dice ‘heroes of the faith’ o ‘faith heroes’.

Ciò che è chiaro viene offuscato

Pearlman dice a proposito della morte espiatoria di Cristo: ‘The writers of the Gospels describe the sufferings and death of Christ with a minuteness which has no parallel in their narratives of other events of His life, and by referring to the fulfillment of Old Testament prophecies indicate their sense of the importance of the event’ (KDB, pag. 195-196).

La traduzione è: ‘Gli scrittori dei Vangeli descrivono le sofferenze e la morte di Cristo con una minuziosità che non ha alcun parallelo nelle loro narrazioni di altri eventi della Sua vita, e riferendosi all’adempimento delle profezie dell’Antico Testamento indicano il loro senso di importanza dell’evento’.

Le ADI hanno messo così: ‘Gli scrittori dei Vangeli descrivono in modo così minuzioso le sofferenze e la morte di Cristo da lasciare meno spazio, nella loro narrazione, agli altri avvenimenti della Sua vita e, con il loro frequente riferirsi alle profezie dell’Antico Testamento, che vedevano adempiute nella morte di Gesù, dimostrano come sentissero l’importanza di questo avvenimento’ (DDB, pag. 157)

Avete notato come le ADI hanno reso più difficile da capire il pensiero di Pearlman? Nella prima parte, Pearlman mette enfasi sulla minuziosità con cui gli scrittori degli evangeli hanno descritto le sofferenze e la morte di Cristo, tanto è vero che dice che una tale minuziosità non la si riscontra nella narrazione di nessun altro evento della vita di Gesù da loro scritto; mentre come hanno messo le ADI si capisce un’altra cosa, e cioè che si sono dilungati così tanto nel descrivere le sofferenze e la morte di Cristo che poi gli è rimasto meno spazio da dedicare alla narrazione degli altri eventi della vita di Gesù. Insomma, come dire, che avevano un tot di righe da scrivere, e lo spazio usato per descrivere le sofferenze e la morte di Cristo prese così tanto, da lasciare meno spazio alla narrazione degli altri eventi.

Nella seconda parte le ADI hanno aggiunto ‘frequente’ che non esiste nell’originale, e poi hanno cambiato ‘l’adempimento delle profezie dell’antico testamento’ allungandolo e rendendolo ‘profezie dell’Antico Testamento che vedevano adempiute nella morte di Gesù’ che è un qualcosa di cui non c’era proprio la necessità.

Molto grave: fatto scomparire il destino di Cristo divinamente stabilito

Pearlman nel rispondere a coloro che sostengono che la morte di Cristo fu accidentale, afferma: ‘But what do the Gospels say about the matter? According to their testimony Jesus knew from the beginning that suffering and death were part of His divinely appointed destiny. In His declaration that the Son of man must suffer, that word “must” indicated Divine vocation and not unforeseen inevitable fate’ (KDB, pag. 196).

La traduzione è: ‘Ma che cosa dicono i Vangeli a tal proposito? Secondo la loro testimonianza, Gesù sapeva dall’inizio che la sofferenza e la morte facevano parte del Suo destino divinamente stabilito. Nella Sua dichiarazione che il Figliuol dell’uomo deve soffrire, quella parola ‘deve’ indicava vocazione Divina e non un imprevisto ed inevitabile fato’.

Le ADI hanno messo così: ‘Ma che cosa dicono i Vangeli in proposito? Affermano decisamente che Gesù sapeva fin dal principio che la sofferenza e la morte facevano parte della Sua missione di salvezza per l’uomo. Nella sua dichiarazione che il Figliuolo dell’uomo deve soffrire, la parola «deve» indica la vocazione divina e non un imprevisto ed inevitabile destino’ (DDB, pag. 157).

Ora, notate attentamente l’astuzia delle ADI. Innanzi tutto mettono ‘affermano decisamente’ al posto di ‘secondo la loro testimonianza’; e poi fanno dire a Pearlman una cosa che lui non ha affatto detto, infatti hanno tolto l’espressione ‘il Suo destino divinamente stabilito’, che mostra come Pearlman credeva che le sofferenze e la morte di Cristo facevano parte del destino innanzi stabilito da Dio per Gesù Cristo, e con che cosa l’hanno sostituita? Con ‘la Sua missione di salvezza per l’uomo’! Voi vi domanderete il perché di questa omissione? Bene, perché loro non credono che esista un destino stabilito da Dio.

Ma non si sono limitati a fare questo, perché le ADI nella successiva frase hanno sostituito ‘fato’ con ‘destino’ per far credere che la morte di Cristo non era destino (e questa manomissione è stata resa possibile in virtù del fatto che in precedenza hanno fatto scomparire il destino di Cristo divinamente stabilito). Per ricapitolare, per Pearlman la morte di Cristo era parte del Suo destino stabilito da Dio, e non frutto del caso o del fato. Mentre per le ADI non era parte di un destino stabilito innanzi da Dio per Cristo, per Pearlman lo era. Pearlman non credeva invece che la morte di Cristo fosse dovuta al caso o al fato, ma le ADI hanno giocato sulla parola inglese ‘fate’ (fato) usata da Pearlman per metterci destino in quanto ‘fate’ si può anche tradurre ‘destino’ ma dipende dal contesto, ma in questo contesto non si può tradurre con ‘destino’ perché qua Pearlman mette ‘fato’ in contrapposizione al ‘destino divinamente stabilito da Dio per Gesù Cristo’. Ed il giochetto diabolico è riuscito bene alle ADI! Ma non avevano previsto che prima o poi questi diabolici giochetti Dio li smaschera, perché li detesta.

Credo che queste manomissioni confermano ulteriormente come ci siano taluni nelle ADI che amano e praticano la falsità.

Falsato il senso di alcune affermazioni sull’ira di Dio

Pearlman sta parlando della reazione di Dio al peccato, che è una reazione adirata, e dice: ‘But this Divine reaction is not automatic; it does, not always react instantly as would fire to a hand thrust into it. God’s wrath is governed by personal considerations: He is not hasty to destroy the work of His hands. He pleads with man; He waits to be gracious. He delays judgment in the hope that His goodness shall lead man to repentance. Rom. 2:4; 2 Peter 3:9.’ (KDB, pag. 199).

La traduzione è: ‘Ma questa reazione Divina non è automatica; essa non reagisce sempre immediatamente come farebbe una mano gettata nel fuoco. L’ira di Dio è governata da considerazioni personali: Egli non è frettoloso a distruggere l’opera delle Sue mani. Egli implora l’uomo; Egli aspetta per essere benigno. Egli ritarda il giudizio nella speranza che la Sua bontà condurrà l’uomo al ravvedimento. Romani 2:4; 2 Peter 3:9.’.

Le ADI hanno messo così: ‘Ma la reazione divina non è automatica, non agisce istintivamente, come farebbe un uomo nel ritrarre prontamente la mano dal fuoco. L’ira di Dio è governata da considerazioni personali: Egli, che non ama distruggere l’opera delle Sue mani, contende con l’uomo, aspetta perché vuole usare misericordia e ritarda il giudizio, nella speranza che la Sua bontà guidi l’uomo al ravvedimento (Romani 2:4; 2 Pietro 3:9)’ (DDB, pag. 159).

Notate come le ADI hanno cambiato il senso delle parole di Pearlman, infatti Pearlman dice che questa reazione divina NON REAGISCE SEMPRE IMMEDIATAMENTE, il che significa che per Pearlman alcune volte invece essa reagisce immediatamente o subito, e questo è biblico (Cfr. Deuteronomio 7:10); mentre le ADI gli fanno dire che la reazione di Dio non agisce istintivamente. Non vi pare che sono due cose totalmente diverse? Ma non è finita qua: notate anche come Pearlman dica che Dio non è frettoloso nel distruggere l’opera delle Sue mani, mentre le ADI gli fanno dire che Dio non ama distruggere l’opera delle Sue mani! Ed infine ‘to plead with someone’, significa ‘implorare o scongiurare qualcuno’, e non ‘contendere con qualcuno’ che invece si dice ‘to contend o to strive with someone’.

Sono indignato e disgustato dinnanzi a queste manomissioni.

Sparita ‘la tragica realtà del peccato’

Pearlman afferma: ‘In the atonement God does justice to His character as a gracious God. His righteousness called for this punishment of the sinner, but His grace provided a plan for the pardon of the sinner. At the same time He does justice to His character as a righteous God. God would not do justice to Himself if He displayed compassion to sinners in a way which made light of sin, and which ignored its tragic reality. People might think that God was indifferent or indulgent toward sin’ (KDB, pag. 202).

La traduzione è: ‘Nell’espiazione Dio rende giustizia al Suo carattere di Dio benigno. La Sua giustizia richiedeva questa punizione del peccatore, ma la Sua grazia ha provveduto un piano per il perdono del peccatore. Allo stesso tempo, Egli rende giustizia al Suo carattere di Dio giusto. Dio non renderebbe giustizia a Sè stesso se Egli mostrasse compassione ai peccatori in una maniera che sottovalutasse il peccato, e che ignorasse la sua tragica realtà. Le persone potrebbero pensare che Dio è stato indifferente o indulgente verso il peccato’.

Le ADI hanno messo così: ‘Con l’espiazione, Dio rende giustizia al Suo carattere di Dio benigno: la Sua giustizia richiedeva la punizione del peccatore, ma la Sua grazia provvide un piano per il perdono del peccatore. Allo stesso tempo Egli rende giustizia al Suo carattere di Dio giusto: Dio non avrebbe reso giustizia a Se stesso, se avesse mostrato compassione per i peccatori in modo da sottovalutare il peccato. Il popolo avrebbe potuto pensare che Egli fosse indifferente e indulgente verso il peccato’ (DDB, pag. 162).

Come mai è stata tolta ‘la tragica realtà del peccato’?

Manca uno degli effetti dell’espiazione compiuta sotto l’Antico Patto

Pearlman sta parlando degli effetti che aveva l’espiazione o la copertura effettuata mediante i sacrifici dell’Antico Patto, e dice: ‘The sin was blotted out (Jer. 18:23; Isa. 43:25; 44:22), removed (Isa. 6:7), covered (Psalm 32:1), cast into the depths of the sea (Micah 7:19), cast behind God’s back (Isa. 38:17), pardoned (Psalm 78:38)’ (KDB, pag. 204).

La traduzione è: ‘Il peccato veniva cancellato (Geremia 18:23; Isaia 43:25; 44:22), rimosso (Isaia 6:7), coperto (Salmo 32:1), gettato in fondo al mare (Michea 7:19), gettato dietro le spalle di Dio (Isaia 38:17), perdonato (Salmo 78:38).

Le ADI hanno messo così: ‘Il peccato veniva cancellato (Geremia 18:23; Isaia 43:25; 44:22), rimosso (Isaia 6:7), coperto (Salmo 32:1), gettato dietro le spalle di Dio (Isaia 38:17); perdonato (Salmo 78:38)’ (DDB, pag. 163).

Come potete vedere, manca tra gli effetti che il peccato veniva gettato in fondo al mare.

Per Pearlman l’opera espiatoria di Cristo era una vera transazione, ma le ADI questo lo hanno fatto sparire

Pearlman afferma: ‘The fact should be emphasized that the propitiation was a real transaction, for there are some who teach that the atonement was simply a demonstration of the love of God and of Christ, intended to move the sinner to repentance. ….. The atoning work of Christ was a real transaction which removed a real obstacle between us and God, and which paid the debt we could not pay’ (KDB, pag. 206, 207).

La traduzione è: ‘Deve essere enfatizzato il fatto che la propiziazione fu una vera transazione, perché ci sono alcuni che insegnano che l’espiazione fu semplicemente una dimostrazione dell’amore di Dio e di Cristo, intesa a muovere il peccatore al ravvedimento ….. L’opera espiatoria di Cristo fu una vera transazione che rimosse un vero ostacolo tra noi e Dio, e che pagò il debito che noi non potevamo pagare’.

Le ADI hanno messo così: ‘Si deve insistere sul fatto che la propiziazione fu un reale atto di riconciliazione tra l’uomo e Dio, perché ci sono alcuni che insegnano che il riscatto fu una semplice dimostrazione dell’amore di Dio e di Cristo, intesa a muovere il peccatore a ravvedimento …. L’opera espiatoria di Cristo rimosse un reale ostacolo tra noi e Dio e pagò il debito che noi non potevamo pagare’ (DDB, pag. 165).

La transazione è ‘una operazione commerciale di compravendita’, e nella teologia indica il concetto che Gesù con la sua morte ha pagato il prezzo dovuto per i nostri peccati, e con il suo sangue ci ha comprati a Dio.

Le ADI facendola sparire hanno contorto e offuscato il discorso di Pearlman. Risultato inevitabile quando si vuole far dire agli altri quello che si vuole. La transazione, come abbiamo visto in precedenza, le ADI l’hanno fatta sparire anche in un’altra occasione sostituendola però con ‘rito’.

Sparito ‘L’altare rappresentava Dio; il sacerdote rappresentava il peccatore’

Pearlman sta parlando del fatto che i sacrifici espiatori dell’Antico Testamento erano sostitutivi, e dice: ‘The altar represented God; the priest represented the sinner’ (KDB, pag. 207), che tradotto significa: ‘L’altare rappresentava Dio; il sacerdote rappresentava il peccatore’.

Le ADI hanno tolto queste parole, che dovevano trovarsi tra ‘…. potuto fare da sé’ e ‘la vittima sostituiva l’israelita …’ (DDB, pag. 165).

Sparito che Gesù ‘diventò un peccatore’

Pearlman dice: ‘One who was sinless by nature, and who had never committed a sin in His life, became a sinner (or took the sinner’s place)’ (KDB, pag. 208), che tradotto significa:’ Uno che era senza peccato per natura, e che non aveva mai commesso un peccato nella Sua vita, diventò un peccatore (o prese il posto del peccatore)’.

Le ADI hanno messo così: ‘Colui che era per natura senza peccato, e che non aveva mai commesso un peccato in vita Sua, aveva preso il posto del peccatore’ (DDB, pag. 166). Come potete vedere, manca ‘diventò un peccatore’.

Capisco che questa espressione di Pearlman è antibiblica, ma l’ha scritta e quindi deve esserci in qualsiasi traduzione perché era il suo pensiero.

Frase cambiata

Pearlman, nel commentare le parole di Gesù che il Figliuolo dell’uomo è venuto per dare la sua vita come prezzo di riscatto per molti (Matteo 20:28), afferma: ‘The supreme object for which He came into the world was to lay down His life as a ransom price that those to whom the forfeited (spiritual) lives belonged might obtain them again. The forfeited lives of many are liberated by the surrender of Christ’s life’ (KDB, pag. 209), che tradotto significa: ‘Lo scopo supremo per il quale Egli venne nel mondo fu quello di deporre la Sua vita come un prezzo di riscatto affinché coloro a cui appartenevano le vite (spirituali) perdute potessero riottenerle. Le vite perdute di molti vengono liberate dalla consegna [o cessione] della vita di Cristo’.

Le ADI hanno messo così: ‘Lo scopo supremo per il quale Egli è venuto nel mondo è stato quello di deporre la Sua vita quale prezzo di riscatto, affinché gli uomini potessero avere vita eterna. La vita di molti, già prigioniera, viene liberata perché Cristo ha donato la Sua vita’ (DDB, pag. 167).

‘La morte di Cristo’ diventa ‘la grazia di Cristo’

Pearlman afferma: ‘Life before the death of Christ touches it is futile and vain’ (KDB, pag. 209), che tradotto significa: ‘La vita, prima che la morte di Cristo la tocchi, è futile e vana’.

Le ADI hanno messo così: ‘La vita, prima che venga toccata dalla grazia di Cristo, è futile e vana’ (DDB, pag. 167).

‘Fece qualcosa’ diventa ‘fece di tutto’

Pearlman afferma: ‘Paul does not say that God was reconciled to man, but that God did something in order to reconcile man to Himself’ (KDB, pag. 211).

La traduzione è: ‘Paolo non dice che Dio fu riconciliato all’uomo, ma che Dio fece qualcosa per riconciliare l’uomo a Sé’.

Le ADI hanno messo così: ‘Paolo non ha detto che Dio fu riconciliato all’uomo, ma che Dio ha fatto di tutto per riconciliare l’uomo a Sé’ (DDB, pag. 168).

Siamo alle solite: le ADI si sentono autorizzate a modificare le parole del loro prossimo.

‘L’evangelista’ diventa ‘il credente’

Pearlman, dopo avere detto che l’atto di riconciliazione operato da Dio è un’opera finita, afferma: ‘It remains for the evangelist to proclaim it and the individual to receive it’ (KDB, pag. 211).

La traduzione è: ‘Rimane che l’evangelista la proclami e che l’individuo la riceva’.

Le ADI hanno messo così: ‘Rimane soltanto che il credente la proclami e il peccatore la riceva’ (DDB, pag. 168).

Vale anche qui il commento precedente.

Frase mancante concernente la morte di Cristo

Pearlman sta parlando della morte patita da Cristo per i nostri peccati e del fatto che Egli ha gustato la morte per noi, e dice: ‘We may not understand the “how” of the matter, for evidently we are confronted with a Divine mystery. But we accept many facts in this universe without understanding the “how” of them. No sensible person ever deprived himself of the blessings of electricity just because he does not fully understand what electricity is and why it should act as it does’ (KDB, pag. 213).

La traduzione è: ‘Possiamo non capire il ‘come’ della questione, perché evidentemente noi ci troviamo di fronte ad un mistero Divino. Ma noi accettiamo molti fatti in questo universo senza capire il ‘come’ di essi. Nessuna persona sensata si è mai privata delle benedizioni dell’elettricità solo perché egli non comprende appieno che cosa è l’elettricità e perché dovrebbe agire come essa fa’.

Le ADI hanno messo così: ‘Possiamo non comprendere «come» tutto questo avvenga, ma nessuna persona ragionevole si è mai privata delle comodità dell’elettricità solo perché non comprende completamente ciò che essa sia e perché funzioni in quella maniera’ (DDB, pag. 170).

Manca ‘perché evidentemente noi ci troviamo di fronte ad un mistero Divino. Ma noi accettiamo molti fatti in questo universo senza capire il ‘come’ di essi’.

La ‘punizione’ diventa ‘condanna’, e ‘il grido di abbandono’ diventa ‘il grido pieno di dolore’

Pearlman sta ancora parlando della morte di Gesù, e si sofferma sulla croce dicendo: ‘Concentrated into these few hours of death on the cross was all the awful meaning of that death and the blackness of its penalty, and this explains the cry of abandonment, “My God, my God, why hast thou forsaken me?’ (KDB, pag. 214).

La traduzione è: ‘In queste poche ore della morte sulla croce fu concentrato tutto il terribile significato di quella morte e l’oscurità della sua punizione, e questo spiega il grido di abbandono: ‘Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?’.

Le ADI hanno messo così: ‘Nella croce era concentrato tutto il tremendo significato della morte e della sua tenebrosa condanna, e questo spiega il grido pieno di dolore: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?» (DDB, pag. 170).

‘Punizione’ è diventato dunque ‘condanna’, e ‘il grido di abbandono’ è diventato ‘il grido pieno di dolore’. Alle ADI evidentemente non stavano bene neppure queste cose dette da Pearlman. Giudicate voi.

Manomessa frase sulla vittoria dei Cristiani sul diavolo

Pearlman afferma: ‘Christians have the victory over the devil as long as they have the Victor over the devil!’ (KDB, pag. 216).

La traduzione è: I Cristiani hanno la vittoria sopra il diavolo fino a che essi hanno il Vincitore sul diavolo!’.

Le ADI hanno messo così: ‘Il credente ha la vittoria sul Diavolo finchè è in comunione con Gesù, Colui che per primo ha vinto il Diavolo’ (DDB, pag. 172).

LA SALVEZZA

Parole aggiunte in merito alla fede

Pearlman afferma: ‘Intellectual faith means the acknowledgement that the gospel facts are true; heart faith means the willing dedication of one’s life to the obligations which those facts involve’ (KDB, pag. 224).

La traduzione è: ‘La fede intellettuale significa il riconoscimento che i fatti del vangelo sono veri; la fede del cuore significa la volontaria dedicazione della propria vita agli obblighi che quei fatti comportano’.

Le ADI hanno messo così: ‘La fede intellettuale significa il riconoscimento che i fatti narrati e le dottrine esposte nell’Evangelo sono veri; la fede del cuore significa la dedizione volontaria della propria vita agli obblighi che quei fatti e quelle dottrine comportano’ (DDB, pag. 179).

Come potete vedere, ai fatti del Vangelo le ADI hanno aggiunto ‘le dottrine esposte nell’Evangelo’.

Parte mancante

Pearlman afferma: ‘Which comes first, regeneration or conversion? The operations involved in conversion are deep and mysterious, and therefore not to be analyzed with mathematical precision. Dr. Strong tells of a candidate for ordination who was asked which came first, regeneration or conversion. He replied: “Regeneration and conversion are like the cannon-ball and the hole – they both go through together.” (KDB, pag. 227).

La traduzione è: ‘Che cosa viene prima, la rigenerazione o la conversione? Le operazioni coinvolte nella conversione sono profonde e misteriose, e quindi non si devono analizzare con precisione matematica. Il dottor Strong racconta di un candidato all’ordinazione a cui fu chiesto quale delle due veniva prima, la rigenerazione o la conversione. Egli rispose: ‘La rigenerazione e la conversione sono come la palla da cannone e il foro del cannone – ambedue passano attraverso assieme’.

Questa parte manca. Doveva trovarsi dopo Ezechiele 33:11, a pag. 181, immediatamente prima della sezione ‘La giustificazione’.

Manca ‘completa’ in merito alla nostra posizione in relazione a Dio

Pearlman afferma di colui che ha fede in Gesù: ‘Regardless of his sinful past and of present imperfection, he has a complete and secure position in relation to God; “justified” is God’s verdict and none can gainsay it. Rom. 8:34’ (KDB, pag. 228).

La traduzione è: ‘Noncurante del suo passato peccaminoso e della sua presente imperfezione, egli ha una posizione completa e sicura in relazione a Dio: ‘giustificato’ è il verdetto di Dio e nessuno può contraddirlo. Romani 8:34’.

Le ADI hanno messo così: ‘Nonostante il suo passato peccaminoso e la sua presente imperfezione, il credente ha una posizione sicura in relazione a Dio; «giustificato» è il verdetto di Dio e nessuno può contraddirlo (Romani 8:34)’ (DDB, pag. 181).

Frase mancante, e affermazioni falsate

Pearlman afferma: ‘No judge could justly justify a criminal, that is, declare him to be a good and righteous man. And if God were subject to the same limitations and justified only good people, then there would be no gospel for sinners. Paul assures us that God justifies the ungodly. “The miracle of the Gospel is that God comes to the ungodly, with a mercy which is righteous altogether, and enables them through faith, in spite of what they are, to enter into a new relationship with Himself in which goodness becomes possible to them’ (KDB, pag. 228-229).

La traduzione è: ‘Nessun giudice potrebbe giustamente giustificare un criminale, cioè, dichiarare che egli è un uomo buono e giusto. E se Dio fosse soggetto alle stesse limitazioni e giustificasse solo persone buone, allora non ci sarebbe nessun vangelo per i peccatori. Paolo ci assicura che Dio giustifica gli empi. ‘Il miracolo del Vangelo è che Dio viene agli empi con una misericordia che è interamente giusta, e li mette in grado per mezzo della fede, malgrado quello che essi sono, di entrare in una nuova relazione con Lui stesso in cui la bontà diventa possibile per loro’.

Le ADI hanno messo così: ‘Non vi è giudice che possa legalmente giustificare un criminale, cioè dichiararlo uomo dabbene e giusto; Paolo ci assicura che Dio ha giustificato gli empi. «Il miracolo dell’Evangelo è che Dio va agli ingiusti con una misericordia che è allo stesso tempo giustizia e consente loro per la fede, nonostante ciò che essi sono, di entrare in una nuova relazione con Lui, una relazione resa possibile dalla Sua divina bontà’ (DDB, pag. 182).

Come potete vedere, le ADI hanno fatto sparire ‘E se Dio fosse soggetto alle stesse limitazioni e giustificasse solo persone buone, allora non ci sarebbe nessun vangelo per i peccatori’; e poi mentre Pearlman dice che Dio giustifica gli empi, le ADI gli fanno dire che Dio ha giustificato gli empi; e per finire, le ADI fanno dire a Pearlman che la nuova relazione con Dio è possibile ai peccatori grazie alla sua divina bontà, mentre Pearlman ha detto un’altra cosa, e cioè che in questa nuova relazione la bontà diventa possibile per loro praticarla.

E’ l’uomo che può cambiare la sua posizione e condizione, e non che può essere cambiato da Dio in posizione e condizione

Pearlman, nel parlare della giustificazione di cui Paolo parla ai Romani, afferma: ‘The theme of the book is contained in 1:16, 17, and may be stated as follows: the gospel is God’s power for men’s salvation, because it tells how sinners can be changed in position and condition so as to be right with God’ (KDB, pag. 229).

La traduzione è: ‘Il tema del libro è contenuto nel capitolo 1, ai versi 16 e 17, e può essere dichiarato come segue: il vangelo è la potenza di Dio per la salvezza degli uomini, perché esso dice come i peccatori possono essere cambiati in posizione e condizione in maniera da essere in regola con Dio’.

Le ADI hanno messo così: ‘Il tema dell’epistola è contenuto nel capitolo 1, ai versi 16 e 17 il quale può essere esposto come segue: l’Evangelo è la potenza di Dio per la salvezza degli uomini, perché ci dice come i peccatori possono cambiare la loro condizione e posizione, così da essere in regola con Dio’ (DDB, pag. 182-183).

Avete notato? E’ bastato cambiare poco per falsare il senso della frase, perché mentre Pearlman dice che i peccatori possono essere cambiati in posizione e condizione, e quindi non sono loro che hanno il potere di cambiare in posizione e condizione ma è Dio che è potente a cambiare la loro posizione e condizione, le ADI gli fanno dire una cosa opposta, e cioè che i peccatori possono cambiare la loro condizione e posizione. Quanta potenza possiede il libero arbitrio delle ADI! Se non è questa manipolazione del pensiero altrui che cosa è?

Dunque le ADI non cambiano solo le parole di predicatori calvinisti come Spurgeon, ma anche di predicatori che non sono calvinisti, basta che queste non gli sono gradite. Le ADI infatti devono sempre mettere in risalto il cosiddetto libero arbitrio dell’uomo, costi quel che costi.

I furbi all’opera: hanno omesso un passo

Pearlman sta parlando della condanna sotto cui si trovano i Gentili, e dice: ‘The steps in their downfall were plain: they once knew God (1:19, 20), but failing to worship and serve Him, their minds became darkened. 1:21, 22. Spiritual blindness led to idolatry (verse 23) and idolatry led to moral corruption. Verses 24-31’ (KDB, pag. 229).

La traduzione è: ‘I passi nella loro caduta furono chiari: essi una volta conoscevano Dio (Romani 1:19,20), ma non adorandoLo e neppure servendoLo, le loro menti diventarono oscurate. (1:21,22). La cecità spirituale condusse all’idolatria (verso 23) e l’idolatria condusse alla corruzione morale. Versi 24-31)’.

Le ADI hanno messo così: ‘I passi da loro mossi sul sentiero dello sviamento sono chiari: una volta conoscevano Dio (Romani 1:21,22), ma poi la cecità spirituale li condusse all’idolatria (verso 23) e l’idolatria alla corruzione morale (versi 24-31)’ (DDB, pag. 183).

Dunque le ADI hanno omesso il secondo passo di cui parla Pearlman, vale a dire ‘ma non adorandoLo e neppure servendoLo, le loro menti diventarono oscurate’, che è il passo che spiega la causa della cecità spirituale dei Gentili. Ma le ADI non ci hanno pensato due volte, e lo hanno tolto. Giudicate voi.

Stravolto il senso di una frase: continua lo scempio

Pearlman sta dicendo che i Giudei ai giorni di Gesù si erano fatti un’idea sbagliata dello scopo della legge di Mosè, in quanto credevano che fosse il mezzo per ottenere la salvezza spirituale, e quindi che osservando la lettera della legge essi sarebbero stati salvati. Per cui quando Cristo venne a offrire loro la salvezza dai loro peccati, essi pensavano di non avere bisogno di un tale Messia. E poi dice: ‘They thought that He would prescribe some rigid requirements whereby they might attain to eternal life. “What shall we do,” they asked, “that we might work the works of God?” And they were not willing to follow the way indicated by Jesus: “This is the work of God, that ye believe.” John 6:28, 29.’ (KDB, pag. 232).

La traduzione è: ‘Essi pensavano che Egli [Gesù] avrebbe prescritto dei rigidi requisiti per mezzo dei quali essi potevano conseguire la vita eterna. ‘Che dobbiamo fare?’ domandarono, ‘per operare le opere di Dio?’ E non furono disposti a seguire la via indicata da Gesù: ‘Questa è l’opera di Dio, che voi crediate’. Giovanni 6:28,29’.

Le ADI hanno messo così: ‘I Giudei pensavano di potere stabilire delle rigide regole, attraverso le quali conseguire la vita eterna. «Che dobbiam fare», chiesero, «per operare le opere di Dio?» E non furono disposti a seguire la via indicata da Gesù: «Questa è l’opera di Dio, che voi crediate» (DDB, pag. 185).

Come potete vedere, le ADI fanno dire a Pearlman che i Giudei pensavano di poter stabilire loro stessi delle rigide regole per ottenere la vita eterna, mentre Pearlman dice una cosa molto diversa, e cioè che i Giudei pensavano che Gesù avrebbe prescritto loro delle rigide regole tramite cui conseguire la vita eterna. Ditemi voi se quelli che fanno queste manomissioni non sono persone disoneste e fraudolente.

Fatte sparire delle cose sulla ‘grazia attuale’

Pearlman spiega quella che lui chiama ‘actual grace’, che tradotto significa ‘grazia attuale’, e che nel linguaggio teologico indica quella grazia concessa da Dio ai credenti per poter adempiere i comandamenti di Dio, e dice: ‘Actual grace enables men to live rightly, to resist temptation and do their duty. Thus we speak of praying for grace to perform a difficult task’ (KDB, pag. 235).

La traduzione è: ‘La grazia attuale mette in grado gli uomini di vivere giustamente, di resistere alla tentazione e di compiere il loro dovere. Perciò noi diciamo di pregare per [ottenere] la grazia per compiere un compito difficile’.

Le ADI hanno messo così: ‘Grazia positiva: mette gli uomini in condizione di resistere alla tentazione e fare il loro dovere’ (DDB, pag. 187).

Non si capisce come le ADI abbiano potuto tradurre ‘actual’ con ‘positiva’; e poi notate come si sono ‘dimenticati’ di mettere ‘di vivere giustamente’, e la frase ‘Perciò noi diciamo di pregare per [ottenere] la grazia per compiere un compito difficile’.

Ma d’altronde loro hanno un potente libero arbitrio che gli fa fare delle cose straordinariamente insensate.

La chiamata Cristiana fatta sparire

Pearlman afferma: ‘No less inconsistent would it be for a person to claim the righteousness of Christ and yet live in a manner unworthy of the Christian calling’ (KDB, pag. 238).

La traduzione è: ‘Non meno incoerente sarebbe per una persona sostenere [di avere] la giustizia di Cristo e poi vivere in una maniera indegna della chiamata Cristiana’.

Le ADI hanno messo così: ‘Non meno incoerente è la persona che proclama di avere la giustizia di Cristo e vive in modo indegno’ (DDB, pag. 189).

Ci piacerebbe sapere come mai alle ADI non piace ‘della chiamata Cristiana’.

Manca un po’ di tutto

Pearlman, nel parlare della fede, afferma: ‘Christ’s merits are communicated and a saving interest secured through a certain means. Such a means must be divinely appointed, since it is to convey what God Himself and He alone dispenses. This means is faith – the one principle which God’s grace makes use of for restoring us to His image and favor. Born in sin, and heir to misery, the soul needs an utter change, both within and without, both in God’s sight and in its own sight. The change in God’s sight is called justification, and the inward spiritual change that follows is regeneration by the Holy Spirit. This faith is awakened in man by the influence of the Holy Spirit, generally in connection with the Word. Faith lays hold of God’s promise and appropriates salvation. It leads the soul to rest on Christ as Saviour and the sacrifice for sins, imparts peace to the conscience and the consoling hope of heaven. Being living and spiritual, and filled with gratitude towards Christ, it abounds in good works of every kind’ (KDB, pag. 239).

La traduzione è: ‘I meriti di Cristo vengono comunicati e un interesse che salva viene assicurato attraverso un certo mezzo. Questo mezzo deve essere stabilito divinamente, dato che esso deve convogliare quello che Dio stesso e Lui solamente dispensa. Questo mezzo è la fede – il principio di cui la grazia di Dio fa uso per riportarci [o ristabilirci] alla Sua immagine e nel Suo favore. Nata nel peccato, ed erede della miseria, l’anima ha bisogno di un totale cambiamento, sia dentro che fuori, sia agli occhi di Dio che ai suoi propri occhi. Il cambiamento agli occhi di Dio è chiamato giustificazione, e il cambiamento spirituale interno che segue è la rigenerazione per mezzo dello Spirito Santo. Questa fede viene risvegliata nell’uomo dall’influenza dello Spirito Santo, generalmente in relazione alla Parola. La fede afferra la promessa di Dio e si appropria della salvezza. Essa conduce l’anima a riposare in Cristo come Salvatore e il sacrificio per i peccati, trasmette pace alla coscienza e la speranza consolatrice del cielo. Essendo vivente e spirituale, e piena di gratitudine verso Cristo, essa abbonda in buone opere di ogni genere’.

Le ADI hanno messo così: ‘Attraverso un certo mezzo vengono comunicati i meriti di Cristo al credente. Questo mezzo deve essere divinamente fissato, poiché deve convogliare ciò che Dio stesso, e Lui solo, dispensa. Questo mezzo è la fede, il principio del quale la grazia di Dio fa uso per ripristinare in noi la Sua immagine e ristabilirci nel Suo favore. L’anima, infatti, ha bisogno di un cambiamento completo, sia agli occhi di Dio che ai propri; il cambiamento agli occhi di Dio si chiama giustificazione, mentre il cambiamento spirituale ed interiore, che segue, è la rigenerazione per lo Spirito Santo generalmente compiuta in relazione alla Parola. La fede afferra la promessa di Dio e si appropria della salvezza; porta l’anima a riposare in Cristo, perché Lo accetta come suo Salvatore e come il sacrificio offerto per i peccati; infonde pace alla coscienza, insieme alla speranza consolatrice del cielo e, infine, essendo vivente e spirituale, abbonda in buone opere di ogni specie’ (DDB, pag. 190).

Dunque le ADI in questo paragrafo hanno tolto queste frasi:

1 – un interesse che salva viene assicurato

2 – Nata nel peccato, ed erede della miseria

3 – Questa fede viene risvegliata nell’uomo dall’influenza dello Spirito Santo (e notate come cambia il senso del discorso di Pearlman nella traduzione italiana)

4 – e piena di gratitudine verso Cristo

Dire che quello che hanno fatto le ADI è scandaloso è il minimo che si possa dire.

Attacco alla fede: fatta sparire l’opera della nostra fede

Pearlman sta parlando della fede e dice: ‘Through faith Christ dwells in the heart. Eph. 3:17. Faith works by love (the “work of faith.” 1 Thess. 1:3); that is, it is an energetic principle as well as a receptive attitude. Faith is therefore a powerful motive to obedience and to every other good work’ (KDB, pag. 240).

La traduzione è: ‘Attraverso la fede Cristo dimora nel cuore. Efesini 3:17. La fede opera per mezzo dell’amore (l’ “opera della fede” 1 Tessalonicesi 1:3); cioè, essa è un principio energetico come pure un’attitudine ricettiva. La fede dunque è un potente motivo per l’ubbidienza e per ogni altra opera buona’.

Le ADI hanno messo così: ‘Per la fede, Cristo abita nel cuore (Efesini 3:17). La fede costituisce, dunque, un principio energetico ed un’attitudine ricettiva ed è un potente motivo per ubbidire a Dio e compiere ogni altra buona opera’ (DDB, pag. 191).

Notate come le ADI facendo sparire ‘La fede opera per mezzo dell’amore (l’ “opera della fede” 1 Tessalonicesi 1:3)’ e proseguendo subito dopo con ‘la fede costituisce, dunque, …’ hanno sballato il discorso di Pearlman, e lo hanno reso incomprensibile, perché la frase ‘la fede è un principio energetico …’ è strettamente collegata alla frase ‘La fede opera per mezzo dell’amore (l’ “opera della fede” 1 Tessalonicesi 1:3)’ in quanto ne spiega il significato, e non alla frase ‘Attraverso la fede Cristo dimora nel cuore. Efesini 3:17’.

Che tristezza vedere la confusione che creano le ADI lavorando in questa maniera maldestra.

‘Giustificata’ diventa ‘manifestata’

Pearlman afferma: ‘However, a living faith will produce works (James 2:26), just as a living tree will produce fruit. Faith is justified and approved by works (James 2:18) …’ (KDB, pag. 241).

La traduzione è: ‘Però una fede vivente produrrà opere (Giacomo 2:26), proprio come un albero vivente produrrà frutto. La fede viene giustificata ed approvata dalle opere (Giacomo 2:18) … ’

Le ADI hanno messo così: ‘Però una fede vivente produrrà opere degne di essa (Giacomo 2:26), come un albero vivente produce frutto. La fede è manifestata e provata dalle opere (Giacomo 2:18), …’ (DDB, pag. 191).

Notate come le ADI hanno aggiunto ‘degne di essa’, e poi hanno messo ‘manifestata’ al posto di ‘giustificata’, e ‘provata’ al posto di ‘approvata’.

Fatta sparire la frase ‘che vive per salvare appieno’ concernente Gesù

Pearlman afferma: ‘The religion of Jesus Christ “is the only religion which professes to take man’s fallen nature and regenerate it by bringing into it the life of God.” And it professes to do this because Christianity’s Founder is a living, Divine Person, who lives to save to the uttermost’ (KDB, pag. 243).

La traduzione è: ‘La religione di Gesù Cristo ‘è la sola religione che dichiara di prendere la natura decaduta dell’uomo e rigenerarla portando in essa la vita di Dio’. Ed essa dichiara di fare ciò perché il Fondatore del Cristianesimo è una Persona Divina vivente, che vive per salvare appieno’.

Le ADI hanno messo così: ‘La religione di Gesù Cristo «è l’unica religione che affermi che la natura corrotta dell’uomo può essere rigenerata innestando in essa la vita di Dio». Essa afferma di far ciò perché il Fondatore del cristianesimo è una Persona Divina e Vivente’ (DDB, pag. 193).

Come mai è sparita la frase ‘che vive per salvare appieno’? E’ un mistero, chiamiamolo così.

‘L’intera natura dell’uomo’ diventa ‘la natura dell’uomo’, e scompare ‘l’eredità della Caduta’

Pearlman afferma: ‘Man’s entire nature has been warped by sin, the heritage of the Fall, and that warp and twist is reflected in his individual conduct and his various relationships’ (KDB, pag. 245).

La traduzione è: ‘L’intera natura dell’uomo è stata deformata dal peccato, l’eredità della Caduta, e quella deformazione e alterazione è riflessa nella sua condotta individuale e nelle sue varie relazioni’.

Le ADI hanno messo così: ‘La natura dell’uomo è stata pervertita dal peccato, tale pervertimento e sviamento si riflettono sulla sua condotta individuale e sulle sue varie relazioni’ (DDB, pag. 194).

Ora, come mai sono sparite queste parole ‘intera’, e ‘l’eredità della Caduta’? Ho il presentimento – se non la certezza – che sia perché le ADI non credono nella totale depravazione dell’uomo.

Scomparso ‘mangiando la Sua carne e bevendo il Suo sangue’

Pearlman afferma quanto segue in merito ai mezzi della rigenerazione: ‘Note especially Christ’s relation to man’s regeneration. He is the Giver of Life. And how does He bring life to men? By dying for them, so that they by eating His flesh and drinking His blood (believing in His atoning death) may have eternal life’ (KDB, pag. 246).

La traduzione è: ‘Notate specialmente la relazione di Cristo con la rigenerazione dell’uomo. Egli è il Datore della Vita. E come porta la vita agli uomini? Morendo per loro, affinché essi, mangiando la Sua carne e bevendo il Suo sangue (credendo nella Sua morte espiatrice), abbiano vita eterna’.

Le ADI hanno messo così: ‘C’è da notare specialmente la relazione di Cristo con la rigenerazione dell’uomo. Egli è il Datore della vita. Come dona la vita agli uomini? Morendo per loro, affinché accettando e ponendo fiducia nella Sua morte espiatrice, abbiano vita eterna’ (DDB, pag. 196).

Perché fare sparire un concetto biblico come quello espresso da Pearlman? Non è forse vero che mangiare la carne e bere il sangue di Cristo significa credere nel Suo nome? Eppure alle ADI non gli va bene neppure questo, e quindi lo hanno fatto sparire.

‘L’atto sovrano di Dio’ è diventato ‘atto esclusivo di Dio’

Nel parlare della preparazione umana alla rigenerazione, Pearlman afferma: ‘Strictly speaking, man cannot co-operate in the act of regeneration, which is the sovereign act of God; but he has part in the preparation for the new birth. What is that preparation? Repentance and faith’ (KDB, pag. 247).

La traduzione è: ‘A rigor di termini, l’uomo non può cooperare nell’atto della rigenerazione, che è l’atto sovrano di Dio, ma egli ha una parte nella preparazione per la nuova nascita. In cosa consiste questa preparazione? Nel ravvedimento e nella fede’.

Le ADI hanno messo così: ‘A rigor di termini, l’uomo non può cooperare nell’atto della rigenerazione, il quale è esclusivo di Dio; ma egli ha una sua parte nella preparazione per la nuova nascita e questa sua parte è il ravvedimento e la fede’ (DDB, pag. 196).

L’atto sovrano di Dio dunque è stato reso ‘atto esclusivo di Dio’ perché le ADI – come ho già dimostrato nel mio libro sulle manipolazioni da loro apportate ai libri di Charles Spurgeon – detestano parole come ‘sovrano’, ‘sovranità’, ‘atto sovrano’, in relazione alla salvezza o alla rigenerazione o alla giustificazione. E questo perché per loro la salvezza dipende dall’uomo o meglio dalla sua volontà e non dalla volontà di Dio, e quindi non da un atto sovrano di Dio.

Modificato il significato del termine legale di ‘adozione’

Pearlman afferma: ‘Doctrinally, adoption and regeneration should be distinguished: the first is a legal term indicating the imparting of the privilege of sonship to one that is not a member of a family; …’ (KDB, pag. 247).

La traduzione è: ‘Dottrinalmente, l’adozione e la rigenerazione dovrebbero essere distinte: la prima è un termine legale che indica il conferimento del privilegio di stato di figlio ad uno che non è membro di una famiglia; …’.

Le ADI hanno messo così: ‘Dottrinalmente, l’adozione e la rigenerazione devono essere distinte: la prima è un termine legale, che indica l’adozione di chi non è membro della famiglia; … ‘ (DDB, pag. 197).

Grave manomissione che concerne la santificazione

In merito alla santificazione, Pearlman afferma: ‘The word “holy” is used mainly in connection with worship. When applied to men or things it expresses the thought that they are used in His service and dedicated to Him, in a special sense His property. Israel is a holy nation because dedicated to the service of Jehovah; the Levites are holy because specially dedicated to the services of the tabernacle; the Sabbath and feast days are holy because they represent the dedication or consecration of time to God’ (KDB, pag. 250).

La traduzione è: ‘La parola ‘santo’ è usata principalmente in relazione al culto. Quando viene applicata agli uomini o alle cose, essa esprime il pensiero che essi vengono usati nel Suo servizio e dedicati a Lui, in un senso speciale la Sua proprietà. Israele è una nazione santa perché dedicata al servizio di Jehovah; i Leviti sono santi perché dedicati specialmente ai servizi del tabernacolo; il Sabato e i giorni di festa sono santi perché rappresentano la dedicazione o la consacrazione del tempo a Dio’.

Le ADI hanno messo così: ‘La parola «santo» viene usata in massima parte in relazione al culto. Quando viene applicata agli uomini o alle cose, esprime il concetto che essi sono usati al servizio di Dio e dedicati a Lui, essendo, in un modo speciale, Sua proprietà. Israele è una nazione santa perché dedicata ai servizi del Tabernacolo; il sabato e gli altri giorni festivi sono santi, perché rappresentano la dedicazione o consacrazione del tempo a Dio’ (DDB, pag. 198-199).

Avete notato fratelli? Togliendo ‘al servizio di Jehovah; i Leviti sono santi perché dedicati specialmente’ le ADI fanno dire a Pearlman che Israele è una nazione santa perché dedicata ai servizi del tabernacolo, quando non è questo quello che ha detto Pearlman, infatti per lui Israele è una nazione santa perché dedicata al servizio di Dio, mentre i Leviti sono santi perché dedicati specialmente ai servizi del tabernacolo. Veramente scandalosa anche questa manomissione.

Omissione concernente il significato di ‘popolo di Dio’

Pearlman afferma: ‘(e) Service. The covenant is a state of relationship with God and men in which He is their God and they are His people, which means His worshiping people’ (KDB, pag. 251-252).

La traduzione è: ‘(e) Servizio. Il patto è uno stato di relazione con Dio e gli uomini nel quale Egli è il loro Dio ed essi sono il Suo popolo, il che significa il Suo popolo adorante’.

Le ADI hanno messo così: ‘e. Servizio. Il patto fu l’instaurazione di una relazione tra Dio e gli uomini, nella quale Egli era il loro Dio ed essi il Suo popolo’ (DDB, pag. 200).

Come mai il verbo al presente è stato messo al passato remoto, e manca ‘il Suo popolo adorante’?

Grave omissione e astuta manomissione (‘intero’ diventa ‘interno’) sulla santificazione progressiva; e ‘santificazione’ diventa ‘giustificazione’

Pearlman, in merito alla santificazione che deve procacciare il credente e che consiste nel vivere una vita di separazione, afferma: ‘This separation is to be followed daily, the believer seeking to become more and more conformed to the image of Christ. “Sanctification is the work of God’s free grace, whereby we are renewed in the whole man after the image of God, and are enabled more and more to die unto sin, and live unto righteousness. This does not mean that we grow into sanctification, but that we progress in sanctification.’ (KDB, pag. 253-254).

La traduzione è: ‘Questa separazione deve essere seguita quotidianamente, cercando il credente di diventare sempre più conforme all’immagine di Cristo. La santificazione è l’opera della grazia gratuita di Dio, per mezzo della quale noi siamo rinnovati nell’intero uomo all’immagine di Dio, e siamo messi in grado sempre di più di morire al peccato e di vivere alla giustizia. Questo non significa che noi cresciamo nella santificazione, ma che noi progrediamo nella santificazione’.

Le ADI hanno messo così: ‘Questa separazione deve essere perseguita quotidianamente, con la continua ricerca, da parte del credente, della santificazione; la quale è «l’opera della grazia gratuita di Dio, per la quale siamo rinnovati nell’uomo interno all’immagine di Dio, e siamo resi capaci di morire al peccato e di vivere alla giustizia». Questo non significa che cresciamo nella giustificazione, ma che progrediamo in santificazione’ (DDB, pag. 202).

Avete notato? Le ADI hanno fatto sparire ‘cercando il credente di diventare sempre più conforme all’immagine di Cristo’, e poi hanno addirittura sostituito ‘intero’ con ‘interno’! Riguardo a quest’ultima manipolazione non è un caso – come non sono casuali ovviamente tutte le altre loro manipolazioni -, in quanto loro pongono sempre l’enfasi sulla santificazione INTERNA, e non parlano pressoché mai di quella ESTERNA. E dato che qui Pearlman parla di una santificazione che concerne L’INTERO UOMO, e quindi sia dell’uomo interno che di quello esterno, a loro questo non gli andava bene, e allora ecco che hanno compiuto questa astuta manomissione. L’uomo INTERO è diventato uomo INTERNO, e così la santificazione è parziale e non totale!!

E che dire poi che le ADI hanno sostituito ‘santificazione’ con ‘giustificazione’? Semplicemente scandaloso!

Sparita una domanda di Pearlman

Pearlman, alla fine della sezione ‘la fede nell’Espiazione’, che però le ADI hanno tradotto ‘fede nel Riscatto’ (DDB, pag. 206-207), dice: ‘May it not be that the awakening to one’s position in Christ constitutes what some persons have described as a “second definite work of grace”?’ (KDB, pag. 261).

La traduzione è: ‘Non può essere che il risveglio alla propria posizione in Cristo costituisca quello che alcune persone hanno descritto come una ‘seconda definita opera di grazia’?

Per capire questa domanda di Pearlman, bisogna sapere che Il Movimento Pentecostale sin dall’inizio aveva accettato la dottrina che considerava la santificazione come una ‘seconda opera di grazia’ o ‘seconda benedizione’ istantanea (la prima opera di grazia o benedizione era la conversione o nuova nascita), che si riceveva dopo la nuova nascita. Ecco cosa diceva questa dottrina: ‘La giustificazione dovrebbe essere un’opera di grazia per la quale i peccatori vengono resi giusti e liberi dalle loro abitudini di peccato quando vanno a Cristo. Ma in colui che è solamente giustificato, resta un principio corruttibile, un albero malefico, una radice d’amaritudine, che spinge continuamente a peccare; se il credente ubbidisce a questo impulso e pecca volontariamente, cessa di essere giustificato. E’ pertanto desiderabile che questa causa venga rimossa, affinché venga diminuita la possibilità di sviarsi. L’eradicazione di questa radice di peccato è la santificazione. Quindi la santificazione è la purificazione della natura da tutto il peccato in essa innato attraverso il sangue di Cristo (applicato per fede quando viene fatta una completa consacrazione); è il fuoco purificatore dello Spirito Santo che brucia tutte le scorie, quando tutto viene posto sull’altare del sacrificio. Questa, e solamente questa, è la vera santificazione: una distinta e seconda opera di grazia, susseguente alla giustificazione e senza la quale si perde quella giustificazione’. In altre parole, per i primi Pentecostali la santificazione, che purificava dal peccato innato, era una ‘seconda benedizione’, che preparava il credente al battesimo con lo Spirito Santo (che quindi era considerato la terza opera della grazia). Questo perché la maggior parte dei Pentecostali all’inizio provenivano dal movimento di santità, che si rifaceva agli insegnamenti di John Wesley (1703-1791), il fondatore del Metodismo. Per esempio, Seymour e Parham furono tra coloro che accettarono questa posizione dottrinale e la mantennero fino al termine della loro vita. Ma quando molti credenti che non avevano una base dottrinale Wesleyana, come per esempio i Battisti, accettarono il battesimo con lo Spirito Santo, allora sorse una forte disputa dottrinale. Perché questi affermavano che esistevano solo due esperienze, vale a dire la conversione o nuova nascita e il battesimo con lo Spirito Santo.

L’assertore più autorevole di questa dottrina fu W. H. Durham, che era pastore della ben nota North Avenue Mission di Chicago (che all’inizio aveva accettato pure lui la dottrina Wesleyana sulla seconda opera della grazia, ma smise di insegnarla dopo essere tornato dalla missione di Azusa Street nel 1907). La dottrina da lui insegnata a tale riguardo era che il credente era stato santificato perfettamente alla conversione, e non aveva nessun bisogno di ricercare in seguito una santificazione istantanea, e questo perché la santificazione si fondava sull’opera perfetta di Cristo al Calvario. Da qui il nome che fu dato a questa dottrina ‘L’opera finita’. Senza dubbio Durham aveva ragione a tale riguardo, perché questo insegna la Scrittura. Naturalmente questa dottrina incontrò subito l’opposizione dei Pentecostali Wesleyani, e difatti quando Durham si recò nel 1911 alla missione di Azusa Street a predicare questa dottrina, quando Seymour che era assente sentì che ‘l’eresia della opera finita’ era predicata ad Azusa Street, ritornò in fretta e chiuse le porte della Missione a Durham, il quale andò da un’altra parte a tenere le sue riunioni di risveglio. Anche Charles Parham rigettò la dottrina dell’opera finita insegnata da Durham. Di conseguenza molte Chiese Pentecostali, per intenderci quelle che venivano dal Movimento di Santità, rigettarono l’opera finita per continuare a sostenere la seconda opera di santificazione. Ma molte altre l’accettarono; la maggior parte delle denominazioni pentecostali sorte dopo il 1911 accettarono la dottrina dell’opera finita. Le Assemblee di Dio americane per esempio furono tra quelle che l’inclusero nella loro dichiarazione di fede.

Ora, è chiaro che noi non accettiamo questa ‘seconda opera di grazia’, come non l’accettano neppure le ADI, ma se Pearlman ha fatto quella domanda, nessuno è autorizzato a farla scomparire dal suo libro.

Sparita affermazione sull’incapacità della legge di giustificare

Pearlman, in merito alla seconda parte del capitolo 7 dell’epistola di Paolo ai Romani, afferma: ‘Why does Paul describe this conflict? To show that the law is just as powerless to sanctify as it is to justify’ (KDB, pag. 262).

La traduzione è: ‘Perchè Paolo descrive questo conflitto? Per mostrare che la legge è impotente a santificare proprio come lo è a giustificare’.

Le ADI hanno messo così: ‘Perché Paolo descrive questo conflitto? Per mostrare che la legge non può santificare’ (DDB, pag. 208).

‘Natura peccaminosa’ è diventata ‘natura incline al peccato’

Pearlman, nel commentare le parole di Paolo “Grazie siano rese a Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore” (Romani 7:25), che l’apostolo ha scritto subito dopo queste: “Misero me uomo! chi mi trarrà da questo corpo di morte?” (Romani 7:24), afferma: ‘With this cry of triumph we enter the wonderful eighth chapter, which has as its dominant theme, deliverance from the sinful nature by the power of the Holy Spirit’ (KDB, pag. 262).

La traduzione è: ‘Con questo grido di trionfo, noi entriamo nel meraviglioso ottavo capitolo, che ha come argomento dominante la liberazione dalla natura peccaminosa per mezzo della potenza dello Spirito Santo’.

Le ADI hanno messo così: ‘Con questo grido di trionfo entriamo nel meraviglioso capitolo 8, che ha come argomento dominante la liberazione dalla natura incline al peccato, per la potenza dello Spirito Santo’ (DDB, pag. 208).

‘Sinful’ significa ‘peccaminoso, colpevole, corrotto’. Non può essere quindi tradotto con ‘incline al peccato’, che invece si dice ‘prone to sin’.

La ragione di questa abile manomissione è da ricercarsi nel fatto che le ADI non credono nella completa depravazione della natura umana.

Parole di John Wesley scomparse

Pearlman, nel parlare della possibilità della perfezione, cita delle parole di John Wesley (che sosteneva la dottrina della ‘seconda opera di grazia’ o ‘dell’intera santificazione’) concernenti il tempo dell’intera santificazione, tra le quali ci sono queste: ‘Yet he still grows in grace, in the knowledge of Christ, in the love and image of God; and will do so, not only till death, but to all eternity. How are we to wait for this change?’ (KDB, pag. 265)

La traduzione è: ‘Ciò nonostante, egli [l’uomo che è morto al peccato] cresce ancora nella grazia, nella conoscenza di Cristo, nell’amore e nell’immagine di Dio; e farà così non solo fino alla morte, ma per tutta l’eternità. Come dobbiamo aspettare questo cambiamento?’

Le ADI hanno messo così: ‘Ciò nonostante, quest’uomo nuovo cresce ancora in grazia, nella conoscenza di Cristo, nell’amore ed all’immagine di Dio. Come dobbiamo attendere questo cambiamento?’ (DDB, pag. 211).

Ora, è chiaro che Wesley sbagliava nel dire che la crescita continuerà anche dopo la morte, ma nessuno è autorizzato a togliere le sue parole, perché esse facevano parte del suo pensiero, e come Pearlman le ha citate fedelmente, anche le ADI avrebbero dovuto fare lo stesso. Ma la fedeltà non è di casa presso le ADI; perché qui c’è piuttosto l’infedeltà, anche nelle cose minime.

Manomissione ridicola

Pearlman nel parlare della sicurezza della salvezza, dice: ‘Experience proves the possibility of a temporary fall from grace popularly known as backsliding’ (KDB, pag. 267).

La traduzione è: ‘L’esperienza prova la possibilità di una temporanea caduta dalla grazia, conosciuta popolarmente come sviamento’.

Le ADI hanno messo così: ‘L’esperienza prova la possibilità di un temporaneo scadimento nella grazia, comunemente conosciuto come «sviamento» (DDB, pag. 212).

Ora, come potete vedere, le ADI fanno dire a Pearlman che può accadere che un Cristiano scada nella grazia, quando Pearlman ha detto un’altra cosa, e cioè che può accadere che un cristiano scada dalla grazia temporaneamente. Per lui dunque sviarsi significava ‘scadere dalla grazia temporaneamente’. Lui si esprimeva così, era il suo pensiero. Ma perché andare a modificare il suo pensiero e rendersi ridicoli? Già ridicoli, perché dovrebbero spiegarmi le ADI come si fa a scadere nella grazia. Peraltro mentre ‘scadere dalla grazia’ è una espressione biblica ‘scadere nella grazia’ non lo è. Quindi era meglio lasciare come detto da Pearlman.

Agostino, ‘il grande santo e teologo’ è diventato ‘il teologo’

Pearlman inizia a parlare del Calvinismo in questa maniera: ‘John Calvin’s doctrine was not new with him; it was taught by Augustine, the great saint and theologian of the fourth century’ (KDB, pag. 268).

La traduzione è: ‘La dottrina di Giovanni Calvino non era nuova; fu insegnata da Agostino, il grande santo e teologo del quarto secolo’.

Le ADI hanno messo così: ‘La dottrina di Giovanni Calvino non era nuova; era stata propugnata da Agostino, il teologo del quarto secolo’ (DDB, pag. 213).

Dunque, il pensiero di Pearlman era che Agostino era stato un grande santo, ma le ADI hanno modificato pure questo suo pensiero, perché non gli stava bene. Questo esempio, che forse sembrerà banale ad alcuni, ritengo che sia molto importante perché mostra molto bene come le ADI hanno deciso di adattare il pensiero altrui al loro pensiero.

Voglio poi far notare che ‘it was taught by’ può tradursi solo con ‘fu insegnata da’, per cui la traduzione ‘era stata propugnata da’ non è corretta.

‘Dio chiamò Geremia al ministerio’, è diventato ‘Dio chiamò Geremia’

Pearlman afferma: ‘The doctrine of predestination is mentioned not for a speculative, but for a practical purpose. When God called Jeremiah to the ministry, He knew that he was going to have a very difficult task, and that he might be tempted to give up’ (KDB, pag. 270).

La traduzione è: ‘La dottrina della predestinazione non è menzionata per uno scopo speculativo, ma pratico. Quando Dio chiamò Geremia al ministerio, Egli sapeva che egli avrebbe avuto un compito molto difficile, e che avrebbe potuto essere tentato a rinunciare’.

Le ADI hanno messo così: ‘La dottrina della predestinazione, nella Bibbia, non è menzionata per uno scopo speculativo, ma per uno scopo pratico. Quando Dio chiamò Geremia, questi doveva assolvere un compito molto difficile, così difficile che il profeta poteva essere tentato di abbandonarlo’ (DDB, pag. 215).

Come si può vedere, è sparito “al ministerio”, e poi il fatto che Dio sapeva.

‘La vendetta di Dio’ è diventata ‘l’ira di Dio’, e il ‘ravvedimento’ è diventato ‘penitenza’ cattolicizzando così un po’ Pearlman

Pearlman sta parlando della possibilità per un credente di scadere dalla grazia, e prende alcuni passi dell’epistola agli Ebrei che attestano questa possibilità. In altre parole, egli sta parlando del peccato dell’apostasia. Egli dice: ‘Before their conversion they had belonged to the nation which had crucified Christ; to return to the synagogue would be to crucify to themselves the Son of God afresh and put Him to an open shame; it would be the awful sin of apostasy (Heb. 6:6); it would be like the unpardonable sin for which there is no forgiveness, because the one so hardened as to commit it cannot be “renewed unto repentance”; it would be worthy of a worse punishment than that of death (10:28); it would mean incurring the vengeance of the living God. 10:30,31’ (KDB, pag. 272).

La traduzione è: ‘Prima della loro conversione essi erano appartenuti alla nazione che aveva crocifisso Cristo; ritornare alla sinagoga avrebbe significato crocifiggere di nuovo, a loro stessi, il Figlio di Dio ed esporlo ad una aperta infamia; sarebbe stato il terribile peccato di apostasia (Ebrei 6:6); sarebbe stato come il peccato imperdonabile per il quale non c’è nessun perdono, perché colui così indurito da commettere questo peccato non può essere ‘rinnovato a ravvedimento’; esso sarebbe stato degno di una punizione peggiore di quella della morte (10:28); avrebbe significato incorrere nella vendetta dell’Iddio vivente. 10:30,31’.

Le ADI hanno messo così: ‘I cristiani a cui è indirizzata l’epistola agli Ebrei appartenevano alla nazione che aveva crocifisso Cristo; ritornare alla sinagoga avrebbe significato crocifiggere nuovamente, a loro stessi, il Figliuolo di Dio ed esporLo a vituperio: sarebbe stato il terribile peccato dell’apostasia (Ebrei 6:6), sarebbe stato come il peccato a morte per il quale non vi è perdono. Colui che fosse divenuto così indurito da commetterlo non avrebbe potuto «essere rinnovato a penitenza», ma sarebbe stato degno di una punizione peggiore della morte (10:28), sarebbe incorso nell’ira dell’Iddio vivente (10:30,31)’ (DDB, pag. 216).

Come si può vedere, innanzi tutto, ‘Prima della loro conversione essi erano appartenuti alla nazione che aveva crocifisso Cristo’ è diventato ‘‘I cristiani a cui è indirizzata l’epistola agli Ebrei appartenevano alla nazione che aveva crocifisso Cristo’, il che ha un significato diverso. Poi, la parola ‘vengeance’ che deve essere tradotta per forza con ‘vendetta’, le ADI l’hanno tradotta con ‘ira’, che invece in inglese è ‘wrath’. Una vergogna. D’altronde, per le ADI Dio non è un Dio vendicatore, Dio non è un Dio di vendette, ma un Dio d’amore. Ecco spiegata questa manipolazione.

E infine vorrei far notare che la parola inglese ‘repentance’ non si può affatto tradurre con ‘penitenza’, ma solo con ‘ravvedimento’ o ‘pentimento’. La penitenza ha a che fare con il cattolicesimo romano, e indica la confessione al prete. Infatti ci sono alcune antiche traduzioni di bibbie cattoliche, manipolate dai preti, che traducevano ‘Ravvedetevi e credete al Vangelo’, con ‘Fate penitenza e credete al Vangelo’ per avvalorare il ‘sacramento’ della confessione o penitenza. Mettendo ‘penitenza’ le ADI hanno dunque cattolicizzato un po’ Pearlman, che invece ha citato una espressione che si trova nel passo biblico di Ebrei 6:6 che dice: ‘to renew them again unto repentance’ che nelle nostre Bibbie è tradotto così: “Rinnovarli da capo a ravvedimento”.

Per poter tradurre con ‘penitenza’, Pearlman avrebbe dovuto scrivere ‘to renew them to penance’!! Certo che questa manomissione è veramente ridicola e assurda.

Intaccato ‘l’equilibrio scritturale’ di Pearlman

Pearlman, nella sua sezione dedicata a quello che lui chiama ‘Un equilibrio scritturale’, spiega che la soluzione pratica dinnanzi al Calvinismo e all’Arminianesimo è quella di evitare gli estremi non scritturali di ambedue le posizioni. Egli infatti afferma: ‘The respective fundamental positions of both Calvinism and Arminianism are taught in the Scriptures. Calvinism exalts the grace of God as the only source of salvation – and so does the Bible; Arminianism emphasizes man’s free will and responsibility – and so does the Bible. The practical solution consists in avoiding the unscriptural extremes of either view, and in refraining from setting one view in antagonism to the other. For when two scriptural doctrines are set squarely in opposition to each other the result is a reaction that leads to error. For example: overemphasis of God’s sovereignty and grace in salvation may lead to careless living, for if a person is led to believe that his conduct and attitude have nothing to do with his salvation, he may become negligent. ‘On the other hand, overemphasis of man’s free will and responsibility, in reaction against Calvinism, may bring people under the bondage of legalism and rob them of all assurance. Lawlessness and legalism – these are the two extremes to be avoided.’ (KDB, pag. 273-274).

La traduzione è: ‘Le rispettive fondamentali posizioni sia del Calvinismo che dell’Arminianesimo sono insegnate nelle Scritture. Il Calvinismo esalta la grazia di Dio come la sola fonte di salvezza – e così fa la Bibbia; l’Arminianesimo enfatizza la libera volontà e la responsabilità dell’uomo – e così fa la Bibbia. La soluzione pratica consiste nell’evitare gli estremi non scritturali di ambedue le opinioni, e nel trattenersi dal porre una opinione in contrapposizione all’altra. Perché quando due dottrine scritturali sono poste direttamente in opposizione l’una con l’altra il risultato è una reazione che conduce all’errore. Per esempio: troppa enfasi sulla sovranità di Dio e sulla grazia nella salvezza può portare a vivere in maniera negligente, perché se una persona viene condotta a credere che la sua condotta e la sua attitudine non hanno niente a che vedere con la sua salvezza, egli può diventare negligente. D’altro canto, troppa enfasi sulla libera volontà e responsabilità dell’uomo, in reazione al Calvinismo, può portare le persone sotto la schiavitù del legalismo e privarle di tutta la sicurezza [sulla salvezza]. Illegalità e legalismo – questi sono i due estremi che devono essere evitati’.

Le ADI hanno messo così: ‘Le rispettive posizioni dottrinali dei calvinisti e degli arminiani sono contenute nelle Scritture. Il calvinismo esalta la grazia di Dio come la sola fonte di salvezza, e così fa la Bibbia; gli arminiani insistono sulla libera volontà e responsabilità dell’uomo, e così fa la Bibbia. La soluzione esatta consiste nell’evitare gli estremismi non scritturali di entrambe queste opinioni e nell’astenersi dall’aderire all’una per reagire agli estremismi dell’altra. Perché, quando si assume una posizione di reazione nei confronti di una dottrina, si cade nell’errore opposto, da un estremo si va all’altro estremo, con conseguenze negative. Ad esempio, insistere troppo sulla sovranità e la grazia di Dio nella salvezza può portare a condurre una vita moralmente trascurata, per la semplice ragione che il credente, indotto a credere che il suo modo di vivere e di condursi non ha nulla a che vedere con la sua salvezza, non si curerà di controllarsi. D’altra parte, insistendo troppo sulla libera volontà e responsabilità dell’uomo, in reazione al calvinismo, si può arrivare alla schiavitù del legalismo. Illegalità e legalismo sono due estremi da evitare’ (DDB, pag. 217).

Vergognoso, veramente vergognoso quello che hanno fatto le ADI. Hanno abilmente manipolato questa importante parte.

Innanzi tutto notate come hanno messo ‘contenute’ al posto di ‘insegnate’.

Poi hanno messo ‘insistono’ al posto di ‘enfatizzano’ in riferimento agli arminiani, e ‘insistere troppo’ al posto di ‘troppa enfasi’.

Hanno messo ‘la soluzione esatta’ al posto di ‘la soluzione pratica’.

‘ … trattenersi dal porre una opinione in contrapposizione all’altra. Perché quando due dottrine scritturali sono poste direttamente in opposizione l’una con l’altra il risultato è una reazione che conduce all’errore’ è stato reso ‘astenersi dall’aderire all’una per reagire agli estremismi dell’altra. Perché, quando si assume una posizione di reazione nei confronti di una dottrina, si cade nell’errore opposto, da un estremo si va all’altro estremo, con conseguenze negative’, e la maniera in cui l’hanno tradotta le ADI non convince affatto perché ci sono alcune modifiche.

Hanno fatto sparire queste parole di Pearlman ‘e privarle di tutta la sicurezza [sulla salvezza]’. E perché la censura ADI le ha eliminate? Perché ritenute evidentemente pericolose.

Altra importante manomissione concernente ‘l’equilibrio scritturale’ di Pearlman

Pearlman afferma: ‘We are bound to be confronted with mystery as we set out to relate the mighty truths of God’s foreknowledge and man’s free-will; but as we keep to the practical exhortations of the Scripture and set ourselves to the definite duties commanded, we shall not go wrong. “The secret things belong unto the Lord our God; but those things which are revealed belong unto us.” Deut. 29:29’ (KDB, pag. 274).

La traduzione è: ‘E’ certo che, come ci proponiamo di mettere in relazione le potenti verità della preconoscenza di Dio e della libera volontà dell’uomo, saremo messi a confronto con un mistero; ma dal momento che ci atteniamo alle esortazioni pratiche della Scrittura e adempiamo i definiti doveri impostici, noi non sbaglieremo. “Le cose occulte appartengono all’Eterno, al nostro Dio, ma le cose rivelate sono per noi” (Deuteronomio 29:29)’.

Le ADI hanno messo così: ‘Ci troveremmo sicuramente davanti ad un ostacolo se volessimo indagare le profonde verità della prescienza di Dio e del libero arbitrio dell’uomo; ma se ci atteniamo alle esortazioni pratiche della Bibbia ed adempiamo i chiari doveri che ci sono stati imposti, non sbaglieremo: “Le cose occulte appartengono all’Eterno, al nostro Dio, ma le cose rivelate sono per noi” (Deuteronomio 29:29)’ (DDB, pag. 218).

Come si può vedere, le ADI hanno falsato il senso del discorso di Pearlman, perché mentre Pearlman ha dato per scontato che noi come ci proponiamo di mettere in relazione la preconoscenza di Dio e la volontà dell’uomo saremo certamente messi a confronto con un mistero, le ADI gli fanno dire che se noi volessimo indagare (e non mettere in relazione!) la preconoscenza di Dio e la volontà dell’uomo, ci troveremmo davanti ad un ostacolo, già, un ostacolo, e non più un mistero come ha detto Pearlman. Poi si noti come le ‘potenti verità’ sono diventate ‘profonde verità’. Da queste manomissioni si evince chiaramente che le ADI sono esperte nel contorcere, oscurare e rendere confuso il pensiero degli altri. Giudicate voi.

LO SPIRITO SANTO

‘Comincia’ diventa ‘contiene’ ed ‘enfasi’ diventa ‘manifestazione’: peggio di andare di notte

Nella sua introduzione alla dottrina sullo Spirito Santo, Pearlman afferma: ‘The doctrine of the Holy Spirit, judged by the place it occupies in the Scriptures, stands in the foremost rank of redemption truths. With the exception of 2 and 3 John, every book in the New Testament contains a reference to the Spirit’s work; every Gospel begins with a promise of His outpouring. Yet it is admittedly the “neglected doctrine.” Formalism and fear of fanaticism have produced a reaction against emphasis on the Spirit’s work in personal experience’ (KDB, pag. 277).

La traduzione è: ‘La dottrina dello Spirito Santo, giudicando dal posto che occupa nelle Scritture, occupa il rango principale delle verità sulla redenzione. Con l’eccezione della seconda e terza epistola di Giovanni, ogni libro del Nuovo Testamento contiene un riferimento all’opera dello Spirito; ogni Vangelo comincia con una promessa del Suo spandimento. Eppure viene ammesso essere la ‘dottrina negletta’. Il formalismo e il timore del fanatismo hanno prodotto una reazione contro l’enfasi sull’opera dello Spirito nell’esperienza personale’.

Le ADI hanno messo così: ‘La dottrina dello Spirito Santo occupa il primo posto, per importanza, fra le verità che riguardano l’opera della redenzione. Ad eccezione della seconda e terza epistola di Giovanni, ogni libro del Nuovo Testamento contiene un riferimento all’opera dello Spirito ed ognuno dei quattro vangeli contiene la promessa della Sua effusione. Ciò nonostante, bisogna ammettere che questa è la «dottrina negletta». Il formalismo ed il timore del fanatismo hanno prodotto una reazione negativa verso la manifestazione dello Spirito Santo nell’esperienza personale del credente’ (DDB, pag. 221).

‘Comincia’ è diventato ‘contiene’, e ‘l’enfasi sull’opera dello Spirito’ è diventata ‘la manifestazione dello Spirito Santo’.

Queste manomissioni si commentano da sé, in quanto cambiano il senso delle parole di Pearlman.

La ‘Divinità’ diventa ‘Trinità’

Pearlman afferma: ‘The Spirit is the executive of the Godhead – working in every sphere, both physical and moral’ (KDB, pag. 281).

La traduzione è: ‘Lo Spirito è l’esecutore della Divinità – operando in ogni sfera, sia fisica che morale’.

Le ADI hanno messo così: ‘Nella Trinità, lo Spirito è l’esecutore ed agisce in ogni sfera, sia fisica che morale’ (DDB, pag. 223).

Omissione e manomissione concernente la personalità dello Spirito Santo

Pearlman afferma: ‘His personality is indicated by the fact that He was manifested in the visible form of a dove (Matt. 3:16) and also by the fact that He is distinguished from His gifts. 1 Cor. 12:11’ (KDB, pag. 282).

La traduzione è: ‘La Sua personalità è indicata dal fatto che Egli fu manifestato nella forma visibile di una colomba (Matteo 3:16) ed anche dal fatto che Egli è distinto dai Suoi doni. 1 Corinzi 12:11’.

Le ADI hanno messo così: ‘Che Egli sia una persona si deduce anche dal fatto che distribuisce i Suoi doni ai credenti. (1 Corinzi 12:11)’ (DDB, pag. 223).

Siamo alle solite: le ADI hanno tolto e modificato qualche cosa.

‘Lo Spirito è perciò sia il Successore di Cristo che la Sua Presenza’ sparito

Pearlman afferma: ‘The word “another” distinguishes the Holy Spirit from Jesus, yet puts Him on the same plane. Jesus sends the Spirit, yet Jesus comes spiritually to the disciples through the Spirit; the Spirit is thus both Christ’s Successor and also His Presence. The Holy Spirit makes possible and real the continued presence of Christ in the church’ (KDB, pag. 284).

La traduzione è: ‘La parola ‘un altro’ distingue lo Spirito Santo da Gesù, ma lo mette pure sullo stesso piano. Gesù manda lo Spirito, eppure Gesù viene spiritualmente ai discepoli attraverso lo Spirito; lo Spirito è perciò sia il Successore di Cristo che anche la Sua Presenza. Lo Spirito Santo rende possibile e reale la continua presenza di Cristo nella chiesa’.

Le ADI hanno messo così: ‘La parola «un altro» distingue lo Spirito Santo da Gesù, ma nel contempo Lo mette sullo stesso piano. Gesù manda lo Spirito, ma Egli stesso viene spiritualmente ai discepoli attraverso lo Spirito; lo Spirito Santo rende possibile la continua e reale presenza di Cristo nella Chiesa’ (DDB, pag. 225).

Come potete vedere, le ADI hanno tolto ‘lo Spirito è perciò sia il Successore di Cristo che anche la Sua Presenza’.

‘Guidare’ diventa addirittura ‘giudicare’ !

Pearlman afferma: ‘As we study the history of Israel we read of the Holy Spirit inspiring certain individuals, to rule and guide the members of that kingdom, and to supervise their progress in the life of consecration’ (KDB, pag. 291-292).

La traduzione è: ‘Mentre studiamo la storia di Israele noi leggiamo che lo Spirito Santo ispirò certi individui a governare e guidare i membri di quel regno, e a sovrintendere il loro progresso nella vita della consacrazione’.

Le ADI hanno messo così: ‘Studiando la storia d’Israele, leggiamo che lo Spirito Santo ispirava certi individui a governare, a giudicare i sudditi di quel regno ed a sovrintendere al loro progresso nella vita di consacrazione’ (DDB, pag. 231).

Questa è una delle più sfacciate manipolazioni fatte dalle ADI in questo libro.

Manomissioni concernenti l’opera dello Spirito Santo nei profeti

Pearlman dice: ‘When the prophet prophesied, he was sometimes in an exalted condition known as “ecstasy” – a dignified form of the old expression “under the power,” that state of being in which one is lifted above ordinary consciousness and into the spiritual realm, the realm of prophecy. …. The expressions used to describe the inspiration and ecstasy of the prophets are similar to those describing the New Testament experience of being filled or baptized with the Spirit (see the Acts). It seems that in this latter experience the Spirit made so direct an impact on the human spirit that the person was lifted into a condition of ecstasy, in which condition he gave utterance to ecstatic speech. The prophets did not always prophesy in an ecstatic condition …’ (KDB, pag. 293).

La traduzione è: ‘Quando il profeta profetizzava, alcune volte egli era in una condizione di esaltazione conosciuta come ‘estasi’, una forma dignitosa della vecchia espressione ‘sotto la potenza’, quello stato in cui uno è innalzato sopra l’ordinaria coscienza e dentro il regno spirituale, il regno della profezia’ ….. Le espressioni usate per descrivere l’ispirazione e l’estasi dei profeti sono simili a quelle che descrivono l’esperienza del Nuovo Testamento dell’essere riempiti o battezzati con lo Spirito Santo (vedi gli Atti). Sembra che in questa ultima esperienza lo Spirito compiva un impatto così diretto sopra lo spirito umano che la persona veniva innalzata dentro una condizione di estasi, nella cui condizione egli proferiva uno discorso estatico. I profeti non profetizzarono sempre in una condizione estatica ….’.

Le ADI hanno messo così: ‘Quando il profeta profetizzava era, a volte, in una condizione spirituale conosciuta come ispirazione, ossia una forma più elevata della vecchia espressione «sotto la potenza»; è uno stato nel quale si è sollevati al di sopra della ordinaria coscienza, nel regno dello spirito, il regno della profezia. ….. Le espressioni usate per descrivere l’ispirazione dei profeti sono simili a quelle che descrivono, nel Nuovo Testamento, l’esperienza del battesimo nello Spirito Santo (vedi gli Atti). Sembra che, in quest’ultima esperienza, lo Spirito entrasse in contatto così diretto con lo spirito umano che la persona veniva portata in condizione di proferire parole profetiche, senza perdere però coscienza di sé. 3. Non sempre i profeti profetizzavano in condizioni uguali a quelle sopra descritte …’ (DDB, pag. 232).

Dunque, alle ADI non piacciono i termini ‘estasi’, ‘estatica’, ‘estatico’. Hanno il terrore delle estasi, e delle condizioni estatiche in cui lo Spirito ancora oggi porta taluni quando si manifesta con la sua potenza. E dunque, non si sono fatti scrupoli, e le hanno eliminate.

‘Il Messia’ diventa ‘il popolo di Dio’ !

Pearlman afferma: ‘The New Testament ushers in the Dispensation of the Spirit, fulfilling the promise that God would pour out of His Spirit on all flesh, put His Spirit within His people’s hearts, and so write His laws there. This was to be done in the days of the Messiah, who was to be anointed with the Holy Spirit. Accordingly we find in the New Testament that the Holy Spirit is represented as working upon, in and through Jesus Christ’ (KDB, pag. 298).

La traduzione è: ‘Il Nuovo Testamento introduce la Dispensazione dello Spirito, adempiendo la promessa che Dio avrebbe sparso del Suo Spirito sopra ogni carne, messo il Suo Spirito nel cuore del Suo popolo, e così scrivervi le Sue leggi. Questo doveva essere fatto ai giorni del Messia, che doveva essere unto con lo Spirito Santo. Di conseguenza troviamo nel Nuovo Testamento che lo Spirito Santo è rappresentato come operante sopra, in e attraverso Gesù Cristo’.

Le ADI hanno messo così: ‘Il Nuovo Testamento introduce la dispensazione dello Spirito, adempiendo così la promessa che Dio avrebbe sparso il Suo Spirito sopra ogni carne, avrebbe messo il Suo Spirito nel cuore del Suo popolo e vi avrebbe scritto così la Sua legge. Il popolo di Dio doveva essere unto con lo Spirito Santo. Per questo nel Nuovo Testamento troviamo che lo Spirito è rappresentato come operante su, in e attraverso Cristo’ (DDB, pag. 236).

Come potete vedere, lo spandimento dello Spirito sopra il popolo di Dio doveva essere fatto da Dio ai giorni del Messia, che doveva essere unto con lo Spirito Santo. L’impostazione del discorso di Pearlman non permette assolutamente di tradurre come hanno fatto le ADI, perché la frase è una frase a sé, dove l’unzione con lo Spirito è per forza di cose quella che doveva ricevere il Messia, e non il popolo di Dio di cui non si fa menzione nella frase. E poi c’è la frase successiva che conferma che l’unzione con lo Spirito di cui Pearlman parla nella frase precedente è quella che doveva ricevere il Messia e non il popolo di Dio.

Che generatori di confusione sono nelle ADI!

Scomparsa la discesa dello Spirito Santo su Maria, e sconvolto così il discorso di Pearlman

Pearlman sta parlando della circostanza in cui Gesù fu unto di Spirito Santo, e fa un paragone che è il seguente: ‘As in the conception the Spirit descended upon Mary, at the baptism the Spirit descended upon her Son anointing Him to be Prophet, Priest and King’ (KDB, pag. 300).

La traduzione è: ‘Come nel concepimento lo Spirito discese su Maria, al battesimo lo Spirito discese sopra il suo Figliuolo ungendolo per essere Profeta, Sacerdote e Re’.

Le ADI hanno messo così: ‘Come nel concepimento, lo Spirito discese sul Figliuolo ungendoLo Profeta, Sacerdote e Re’ (DDB, pag. 237)

Come si può vedere, le ADI togliendo ‘lo Spirito discese su Maria’, fanno dire a Pearlman qualcosa contrario al suo pensiero, e cioè che al concepimento lo Spirito scese sul Figliuolo, e non solo questo, ma che anche in quella occasione lo Spirito lo unse Profeta, Sacerdote e Re. Ecco cosa accade quando vengono manomesse le parole degli altri, che poi si fanno dire delle cose oltre che non facenti parti del loro pensiero, anche assurde. Giudicate voi. Fratelli, credetemi, sono fortemente indignato e nauseato a causa di quest’altro scempio fatto dalle ADI!

‘Il dito di Dio’ diventa ‘la potenza di Dio’

Pearlman, nel parlare dell’opera dello Spirito nel ministerio di Gesù, afferma: ‘He knew that the Spirit of the Lord God was upon Him to fulfill the ministry predicted of the Messiah (Luke 4:18); by the finger of God He cast out demons. Luke 11:20; compare Acts 10:38’ (KDB, pag. 300).

La traduzione è: ‘Egli sapeva che lo Spirito del Signore Iddio era sopra di Lui per adempiere il predetto ministerio del Messia (Luca 4:18); Egli cacciò i demoni per il dito di Dio. Luca 11:20; cfr. Atti 10:38’.

Le ADI hanno messo così: ‘Sapeva che lo Spirito del Signore Iddio era sopra di Lui per compiere il predetto ministerio del Messia (Luca 4:18); infatti cacciava i demoni per la potenza di Dio (Luca 11:20; cfr. Atti 10:38’ (DDB, pag. 238).

Ora, ma se Pearlman dice ‘il dito di Dio’, espressione pienamente confermata dal verso di Luca 11:20, che badate bene sono parole di Cristo, perché mai bisogna cambiarle e mettere ‘la potenza di Dio’? Anche questo comunque conferma la disonestà di coloro che fanno questi lavori.

Manca paragrafo

Pearlman afferma: ‘Note the following three degrees in the impartation of the Spirit to Christ: (1) At His conception the Spirit of God was from that moment the Spirit of Jesus, the vivifying, sanctifying power by which He entered on His life as the Son of man and lived it to the end. (2) As years went by a fresh relation with the Spirit began. The Spirit of God became the Spirit of Christ in the sense of resting upon Him for His Christ-ministry. (3) After the ascension the Spirit became the Spirit of Christ in the sense of being imparted to others’ (KDB, pag. 302).

La traduzione è: ‘Notate i seguenti tre gradi nella comunicazione dello Spirito a Cristo: 1) Al Suo concepimento lo Spirito di Dio fu da quel momento lo Spirito di Gesù, la vivificante e santificante potenza per mezzo della quale Egli entrò nella Sua vita come il Figliuol dell’uomo e la visse fino alla fine. 2) Con il passare degli anni cominciò una fresca relazione con lo Spirito. Lo Spirito di Dio diventò lo Spirito di Cristo nel senso di riposare sopra di Lui per il suo ministerio di Cristo. 3) Dopo l’ascensione, lo Spirito diventò lo Spirito di Cristo nel senso di essere comunicato ad altri’.

Questa parte manca del tutto. Doveva trovarsi a pag. 239 (DDB), nella sezione ‘L’ascensione’, immediatamente prima di ‘Lo Spirito andò ad abitare in Cristo’.

Manipolazioni concernenti lo spandimento dello Spirito dopo l’ascensione di Cristo

Pearlman afferma: ‘The Spirit came to abide upon Christ not only for His own needs, but that He might bestow Him upon all believers. (See John 1:33 and note especially the word “remaining.”) After the ascension the Lord Jesus exercised the great prerogative given Him as Messiah – the sending of the Spirit upon others. Acts 2:33; compare Rev. 5:6’ (KDB, pag. 302).

La traduzione è: ‘Lo Spirito venne a dimorare sopra Cristo non solo per le Sue proprie necessità, ma affinché Egli potesse metterLo sopra tutti i credenti. (Vedete Giovanni 1:33 e notate specialmente la parola ‘fermarsi’). Dopo l’ascensione, il Signore Gesù esercitò la grande prerogativa dataGli come Messia – il [o quella di] mandare lo Spirito sopra altri. Atti 2:33; cfr. Apocalisse 5:6’.

Le ADI hanno messo così: ‘Lo Spirito andò ad abitare in Cristo non solo per le Sue necessità, ma affinché Egli potesse mandarLo anche sui Suoi discepoli (vedi Giovanni 1:33 e nota specialmente la parola «fermarsi»). Dopo l’ascensione, il Signore Gesù esercitò la grande prerogativa dataGli come Messia, cioè offrire il dono dello Spirito ad altri (Atti 2:33; cfr. Apocalisse 5:6)’ (DDB, pag. 239).

‘Decretata’ diventa ‘attuata’

Pearlman afferma: ‘The Cross was a demonstration of the truth that the power of Satan over the lives of men was broken, and that his complete destruction was decreed. Heb. 2:14, 15; 1 John 3:8; Col. 2:15; Rom. 16:20’ (KDB, pag. 304).

La traduzione è: ‘La Croce fu una dimostrazione della verità che la potenza di Satana sopra le vite degli uomini fu spezzata, e che la sua completa distruzione fu decretata. Ebrei 2:14,15; 1 Giovanni 3:8; Colossesi 2:15; Romani 16:20’.

Le ADI hanno messo così: ‘La Croce fu una dimostrazione della verità che la potenza di Satana veniva spezzata, nella vita degli uomini, e che la sua completa distruzione (Ebrei 2:14,15; 1 Giovanni 3:8; Colossesi 2:15; Romani 16:20) veniva attuata’ (DDB, pag. 241).

Il verbo inglese ‘To decree’ significa ‘decretare, ordinare, emettere un decreto’. Ma nelle mani delle ADI cambia significato e significa ‘attuare’. D’altronde si sa che non nutrono simpatia verso questo verbo.

Come si fa dire a Pearlman una cosa del tutto diversa

Pearlman afferma: ‘Satan contended that he had a right to possess men who had sinned and that the righteous Judge must leave them in his hands’ (KDB, pag. 305).

La traduzione è: ‘Satana sosteneva che egli aveva il diritto di possedere gli uomini che avevano peccato e  che il giusto Giudice doveva lasciarli nelle sue mani’.

Le ADI hanno messo così: ‘Satana sosteneva di avere il diritto di possedere gli uomini, poiché essi avevano peccato e quindi il Giusto Giudice glieli doveva cedere’ (DDB, pag. 241).

Notate innanzi tutto che Pearlman non dice la ragione per cui Satana sosteneva di avere il diritto di possedere gli uomini, mentre le ADI glielo fanno dire; e poi notate che mentre secondo Pearlman il diavolo sosteneva che Dio glieli doveva lasciare nelle sue mani, per le ADI il diavolo sosteneva che Dio glieli doveva cedere, il che significa che gli uomini peccatori non erano nelle mani di Satana ma nelle mani di Dio, e quest’ultimo glieli doveva dare o cedere. Ma Pearlman invece ha detto che gli uomini peccatori erano nelle mani di Satana, e questi sosteneva che Dio doveva lasciarglieli nelle mani, e quindi che non glieli doveva strappare dalle sue mani. Per le ADI poter tradurre così, Pearlman avrebbe dovuto dire ‘the righteous Judge must give them to him’. Veramente sconcertante questa manomissione.

‘Una dottrina’ è diventata ‘teoria’

Pearlman afferma: ‘Any one who has witnessed the reactions of a real convert following the radical experience known as the new birth knows that regeneration is not merely a doctrine but a practical reality’ (KDB, pag. 306).

La traduzione è: ‘Chiunque è stato testimone delle reazioni di un vero convertito che seguono la radicale esperienza conosciuta come la nuova nascita, sa che la rigenerazione non è solamente una dottrina ma una realtà pratica’.

Le ADI hanno messo così: ‘Chiunque è stato testimone della trasformazione di un vero convertito, a seguito della radicale esperienza conosciuta come la nuova nascita, sa che la rigenerazione non è solamente teoria, ma una realtà pratica’ (DDB, pag. 242).

Dunque per Pearlman la rigenerazione era una dottrina oltre che una realtà pratica, mentre per le ADI è teoria oltre che una realtà pratica!

Gli ‘studiosi ortodossi’ diventano ‘studiosi evangelici’

Pearlman afferma: ‘It is believed by many orthodox scholars that God imparted to Adam, not only physical and mental life, but also the indwelling Spirit, which he lost because of sin, not only for himself but also for his descendants’ (KDB, pag. 306).

La traduzione è: ‘Molti studiosi ortodossi credono che Dio conferì ad Adamo, non solo la vita fisica e mentale, ma anche lo Spirito immanente, che egli perse a cagione del peccato, non solo per lui stesso ma anche per i suoi discendenti’.

Le ADI hanno messo così: ‘Molti studiosi evangelici credono che Dio infuse in Adamo non solo la vita fisica e mentale, ma anche la presenza dello Spirito, che Adamo poi perdette, a causa del peccato, non solo per sé ma anche per i suoi discendenti’ (DDB, pag. 243).

Il termine inglese ‘orthodox’ si può tradurre solo con ‘ortodossi’. In italiano il termine ‘ortodosso’, quando è usato come aggettivo, significa ‘[di] retta dottrina’. Quindi Pearlman si sta riferendo a molti studiosi che dottrinalmente sono sani, in quanto si attengono alla Bibbia. Studiosi evangelici invece in inglese si dice ‘evangelical scholars’.

Anche i termini inglesi i più semplici, e facilmente traducibili, vengono manomessi dalle ADI. Che scandalo!

Tolto ‘buona’ all’opera cominciata dallo Spirito Santo in noi

Pearlman afferma: ‘If the Spirit of God did one work and then departed, the convert would indeed fall back into his old ways. But the Spirit continues the good work He has begun’ (KDB, pag. 308).

La traduzione è: ‘Se lo Spirito di Dio compisse un’opera e poi si dipartisse, il convertito ricadrebbe davvero nelle sue vecchie vie [o maniere]. Ma lo Spirito continua la buona opera che Egli ha cominciato’.

Le ADI hanno messo così: ‘Se lo Spirito di Dio compisse un’opera per poi allontanarsi, il convertito ricadrebbe fatalmente nelle sue vecchie abitudini; ma lo Spirito Santo continua l’opera che ha iniziato’ (DDB, pag. 244).

Mi domando quale fastidio procurava alle ADI l’aggettivo ‘buona’ associato all’opera dello Spirito in noi. Peraltro in Filippesi l’opera che Dio ha iniziato in noi è chiamata “un’opera buona” (Filippesi 1:6).

‘Persone battezzate in acqua da Filippo’ diventa ‘persone battezzate in Cristo’

Pearlman afferma: ‘…. in Acts 8:12-16 we have an instance of people baptized in water by Philip, yet receiving the Holy Spirit some days later’ (KDB, pag. 309).

La traduzione è: ‘…. In Atti 8:12-16 abbiamo un esempio di persone battezzate in acqua da Filippo, ma che ricevono lo Spirito Santo alcuni giorni più tardi’.

Le ADI hanno messo così: ‘… in Atti 8:12-16 abbiamo un esempio di persone battezzate in Cristo, che ricevettero il dono dello Spirito alcuni giorni più tardi’ (DDB, pag. 245).

Essere ‘battezzati con lo Spirito Santo’ diventa essere ‘battezzati nello Spirito Santo’

Pearlman afferma: ‘This impartation of power is also described as a filling with the Spirit. Those who were baptized with the Holy Spirit on the day of Pentecost were also filled with the Spirit’ (KDB, pag. 310).

La traduzione è: ‘Questo conferimento di potenza è anche descritto come un riempimento di Spirito. Quelli che furono battezzati con lo Spirito Santo il giorno della Pentecoste, furono anche ripieni di Spirito’.

Le ADI hanno messo così: ‘Questa immissione di potenza nei credenti viene anche descritta come «essere riempiti dello Spirito». Quelli che furono battezzati nello Spirito Santo il giorno della Pentecoste, furono anche riempiti dello Spirito’ (DDB, pag. 245).

Le ADI non transigono, anche ‘con lo’ deve diventare ‘nello’. E difatti in un altro posto, Pearlman afferma: ‘This new life of the Spirit is imparted and maintained by Christ (John 1:12, 13; 4:10; 7:38), who is also the Baptizer with the Holy Spirit. Matt. 3:11’ (KDB, pag. 283), che tradotto significa: ‘Questa nuova vita dello Spirito è data e mantenuta da Cristo (Giovanni 1:12,13; 4:10; 7:38), che è anche il Battezzatore con lo Spirito Santo. Matteo 3:11’; ma loro hanno messo così: ‘Questa vita nuova dello Spirito viene donata e mantenuta da Cristo (Giovanni 1:12,13; 4:10; 7:38), che è anche il battezzatore nello Spirito Santo (Matteo 3:11)’ (DDB, pag. 224).

Le ADI hanno modificato le parole di Pearlman, perché loro considerano un errore dire ‘essere battezzati con lo Spirito’, infatti nel loro libro ‘Il Battesimo nello Spirito Santo’ dicono: ‘Battezzare con’ o ‘in’; ‘EN’, la preposizione greca usata è tradotta sia ‘in’ che ‘con’ nei lessici greci e nelle concordanze. Le versioni Diodati, e la Riveduta danno la preferenza a ‘con lo’ ma molte versioni moderne scelgono ‘in’. Un notissimo studioso evangelico di fede pentecostale il Dr. Peter Christopher Nelson affermava, che è giusto usare la definizione battesimo e battezzare nello Spirito Santo, perché fare altrimenti vorrebbe dire non sottolineare che lo Spirito Santo è l’elemento nel quale il credente è battezzato. Giovanni disse: ‘Egli (Cristo) vi battezzerà nello Spirito Santo, così è scritto in greco … come il battesimo in acqua è l’immersione del credente …. È contraddittorio dire immersione con acqua o aspersione in acqua’. I traduttori delle Scritture i quali praticavano il battesimo per aspersione tradussero ‘battezzerà con acqua’ e ‘battezzerà con lo Spirito Santo’ ma molte versioni traducono correttamente con ‘Sarete battezzati nello Spirito Santo’ (Atti 1:5)’ (Il Battesimo nello Spirito Santo, AA.VV., ADI-Media, 1987, pag. 72).

Dunque, ammesso e non concesso che le ADI abbiano ragione, è significativo che Myer Pearlman parlava di battesimo con lo Spirito Santo. Ma le ADI questo lo hanno dovuto nascondere. Potevano mettere una nota esplicativa, ma per loro questo sarebbe stato uno smacco, e allora hanno messo ‘in’ al posto di ‘con’.

Ho voluto far notare questa cosa anche per far notare ai fratelli nelle ADI che anche Pearlman usava il ‘con’ come facciamo noi.

Sparito accenno esplicito alla cosiddetta ‘seconda opera di grazia’

Pearlman afferma: ‘The Spirit regenerates human nature in the crisis of conversion, and then, as the Spirit of holiness within, produces the “fruit of the Spirit,” the distinctive features of Christian character. At times, believers make a special consecration, and receive that victory over sin, and consequent accession of joy and peace, which has sometimes been called “sanctification” or a “second definite work of grace.” But in addition to these operations of the Holy Spirit, …’ (KDB, pag. 311-312).

La traduzione è: ‘Lo Spirito rigenera la natura umana nella crisi della conversione, e poi, come lo Spirito di santità all’interno, produce il ‘frutto dello Spirito’, le caratteristiche distintive del carattere Cristiano. A volte, i credenti fanno una consacrazione speciale, e ricevono quella vittoria sopra il peccato, e quel conseguente aumento di gioia e pace, che alcune volte è stata chiamata ‘santificazione o una ‘seconda definita opera di grazia’. Ma oltre a queste operazioni dello Spirito Santo …’.

Le ADI hanno messo così: ‘Lo Spirito Santo rigenera la natura umana nella crisi della conversione; poi, come autore della santità interiore, produce il «frutto dello Spirito», ossia le caratteristiche distintive del carattere cristiano. Ma, in aggiunta a queste azioni dello Spirito Santo …’ (DDB, pag. 246).

Come si può vedere, le ADI hanno sostituito ‘lo Spirito di santità all’interno’ con ‘autore della santità interiore’; e poi hanno tolto una chiara affermazione di Pearlman in merito alla dottrina Wesleyana chiamata ‘seconda opera di grazia’, di cui ho parlato prima. Ribadisco anche qua che non accettiamo ‘la seconda opera di grazia’ insegnata da Wesley, ma non è stato giusto da parte delle ADI eliminare le suddette parole di Pearlman perché fanno parte del suo pensiero.

Spariti ‘gli operai unti di Spirito’

Pearlman afferma: ‘Now while freely admitting that Christians have been born of the Spirit, and workers anointed with the Spirit, we maintain that not all Christians have experienced the charismatic operation of the Spirit, followed by a sudden, supernatural utterance’ (KDB, pag. 313).

La traduzione è: ‘Ora, mentre ammettiamo liberamente che i Cristiani sono nati dallo Spirito, e gli operai sono stati unti di Spirito, noi sosteniamo che non tutti i Cristiani hanno sperimentato la carismatica azione dello Spirito, seguita da un improvviso e soprannaturale modo di parlare’.

Le ADI hanno messo così: ‘Pertanto, mentre ammettiamo che tutti i cristiani sono stati rigenerati dallo Spirito, sosteniamo che non tutti i cristiani hanno esperimentato l’azione carismatica dello Spirito, seguita da un improvviso linguaggio soprannaturale’ (DDB, pag. 247).

Perché far sparire ‘gli operai sono stati unti di Spirito’, che fanno parte del discorso e del pensiero di Pearlman?

Il libero arbitrio delle ADI in azione sul parlare in lingue

Pearlman sta parlando dell’iniziale evidenza del battesimo con lo Spirito Santo, e cita le seguenti parole di G. B. Stevens tratte dalla sua ‘Theology of the New Testament’ in riferimento ad Atti 19:1-7): ‘Not only did they not receive the Holy Ghost when they believed, but after they had been baptized in the name of Christ it was only when Paul had laid his hands upon them that the Holy Ghost came upon them and they spoke with tongues and prophesied. Here it is obvious that the gift of the Spirit is regarded as synonymous with the ecstatic charismata (spiritual impartation) of speaking with tongues and prophesying’ (KDB, pag. 314).

La traduzione è: ‘Non solo essi non ricevettero lo Spirito Santo quando credettero, ma dopo che essi furono battezzati nel nome di Cristo fu solo quando Paolo ebbe imposto le sue mani sopra di essi che lo Spirito Santo venne sopra loro e parlarono in lingue e profetizzarono. Qui è ovvio che il dono dello Spirito è considerato come sinonimo dei carismi [doni] estatici (comunicazione spirituale) del parlare in lingue e del profetizzare’.

Le ADI hanno messo così: ‘Non solo quando credettero, ma neppure dopo essere stati battezzati nel nome di Gesù ricevettero lo Spirito Santo; fu solo dopo che Paolo ebbe imposte loro le mani, che lo Spirito Santo venne su loro ed essi parlarono nuove lingue e profetizzarono. Qui è ovvio che il dono dello Spirito viene visto come sinonimo del carisma estatico del parlare in lingue e profetizzare’ (DDB, pag. 248).

Vorrei che notaste questa cosa: lo stesso e identico verbo inglese ‘To speak with tongues’ che tradotto è: ‘Parlare in lingue’, nelle mani delle ADI è stato tradotto in due maniere diverse: prima in maniera arbitraria con ‘parlare nuove lingue’ (che invece in inglese si dice ‘To speak in new tongues’), e poi giustamente con ‘parlare in lingue’. Giudicate voi se di costoro c’è da fidarsi quando traducono anche le espressioni più semplici.

Facciamo poi notare che la parola greca ‘charismata’ significa ‘doni’.

‘Successiva’ diventa ‘subito dopo’ e altre cose

Pearlman, nel parlare della maniera in cui si riceve il battesimo con lo Spirito Santo, afferma: ‘The receiving of the gift of the Holy Spirit subsequent to conversion is connected with the prayers of Christian workers …. The Holy Ghost, he states, was communicated to converts by the laying on of hands and prayer and wrought signs and wonders. …. Since the baptism of power is described as a gift (Acts 10:45) the believer may plead before the throne of grace the promise of Jesus: “If ye then, being evil, know how to give good gifts unto your children: how much more shall your heavenly Father give the Holy Spirit to them that ask him?” Luke 11:13’ (KDB, pag. 317, 318).

La traduzione è: ‘La ricezione del dono dello Spirito Santo successiva alla conversione è connessa alle preghiere degli operai Cristiani …. Lo Spirito Santo, egli [Weinel, teologo tedesco] dichiara, veniva comunicato ai convertiti attraverso l’imposizione delle mani e la preghiera, e [lo Spirito] operava segni e prodigi … Dato che il battesimo di potenza è descritto come un dono (Atti 10:45), il credente può implorare davanti al trono della grazia la promessa di Gesù: ‘Se voi dunque, che siete malvagi, sapete dare buoni doni ai vostri figliuoli, quanto più il vostro Padre celeste donerà lo Spirito Santo a coloro che glielo domandano!’ Luca 11:13.

Le ADI hanno messo così: ‘Il dono dello Spirito, subito dopo la conversione, è connesso alla preghiera dei ministri dell’Evangelo …..Lo Spirito Santo, egli afferma, veniva assicurato ai convertiti attraverso l’imposizione delle mani e la preghiera operava segni e miracoli ….. Poiché il battesimo di potenza viene definito come un dono (Atti 10:45), il credente può chiedere davanti al trono divino l’adempimento della promessa di Gesù: ‘Se voi dunque, che siete malvagi, sapete dare buoni doni ai vostri figliuoli, quanto più il vostro Padre celeste donerà lo Spirito Santo a coloro che glielo domandano!’ (DDB, pag. 250, 251).

Notate le cose che hanno cambiato le ADI:

1 – ‘La ricezione del dono dello Spirito Santo’ è diventata ‘il dono dello Spirito’

2 – ‘Successiva alla conversione’ è diventato ‘subito dopo la conversione’, quando Pearlman non stava affatto parlando in termini di subito dopo, in quanto non ha specificato il lasso di tempo che intercorre tra la conversione e la ricezione dello Spirito, altrimenti avrebbe scritto ‘immediately after’ che significa appunto ‘subito dopo’.

3 – ‘Veniva comunicato’ è stato cambiato con ‘veniva assicurato’

4 – ‘Lo Spirito operava segni e miracoli’ è diventato ‘la preghiera operava segni e miracoli’.

5 – ‘Il trono della grazia’ è stato cambiato con ‘il trono divino’.

Gravissima manomissione sulla natura generale dei doni dello Spirito Santo

Pearlman afferma: ‘Paul speaks of the gifts of the Spirit (“spirituals” in the original Greek) in a threefold aspect. They are “charismata,” or a variety of gifts bestowed by the one Spirit (1 Cor. 12:4, 7); “diakonai,” or varieties of service rendered in the cause of the one Lord; and “energemata” or varieties of the power of the one God who works all in all. All these aspects are referred to as “the manifestation of the Spirit,” which is given to men for the profit of all’ (KDB, pag. 320).

La traduzione è: ‘Paolo parla dei doni dello Spirito (‘Spirituali’ nel Greco originale) sotto un triplice aspetto. Essi sono ‘charismata’, o una varietà di doni accordati dall’unico Spirito (1 Corinzi 12:4,7); ‘diakonai’, o varietà di servizi resi nella causa dell’unico Signore; ed ‘energemata’ o varietà della potenza dell’unico Dio che opera tutto in tutti. Tutti questi aspetti sono riferiti come ‘la manifestazione dello Spirito’, che è data agli uomini per il profitto di tutti’.

Le ADI hanno messo così: ‘Paolo parla dei doni dello Spirito («spirituali» nel greco) sotto un triplice aspetto. Essi sono: «charismata», o varietà di doni distribuiti dallo Spirito (1 Corinzi 12:4,7); «diakoníai», o varietà di servizi resi alla causa del Signore; «manifestazioni dello Spirito», che vengono date agli uomini per il profitto di tutti.’ (DDB, pag. 253)

Avete notato cosa hanno combinato le ADI? Praticamente hanno tolto il terzo aspetto che è questo: ‘ed ‘energemata’ o varietà della potenza dell’unico Dio che opera tutto in tutti’ e lo hanno sostituito con la definizione biblica che viene usata da Pearlman per descrivere tutti i tre aspetti ma mettendola al plurale invece che al singolare. Veramente scandaloso quello che è stato fatto dalle ADI, perché fanno dire a Pearlman una cosa che lui non ha affatto detto. Come definire dunque gli artefici di quest’altra manomissione? Ditemelo voi fratelli.

Manomissioni sul dono di parola di sapienza

Pearlman afferma: ‘(a) The word of wisdom. By this expression is meant the utterance of wisdom. What kind of wisdom? This will be best determined by noting in what senses the word “wisdom” is used in the New Testament. It is applied to the art of interpreting dreams and giving sage advice (Acts 7:10); the intelligence evinced in discovering the meaning of some mysterious number or vision (Rev. 13:18; 17:9); skill in the management of affairs (Acts 6:3); a devout prudence in dealings with those outside the church (Col. 4:5); skill and discretion in imparting Christian truth (Col. 1:28); the knowledge and practice of the requisites for godly and upright living (James 1:5; 3:13, 17); the knowledge and skill in affairs requisite for the successful defense of Christ’s cause (Luke 21:15); an acquaintance of Divine things and human duties joined to a power of discoursing concerning them and of interpreting and applying sacred Scripture (Matt. 13:54; Mark 6:2; Acts 6:10); the wisdom and instruction with which John the Baptist and Jesus taught men the plan of salvation (Matt. 11:19). In Paul’s writings “wisdom” is applied to: a knowledge of the Divine plan previously hidden, of providing men with salvation through the atonement of Christ (1 Cor. 1:30; Col. 2:3); hence all the treasures of wisdom are said to be hidden in Christ (Col. 2:3); the wisdom of God as evinced in forming and executing His counsels. Rom. 11:33. The word of wisdom, then, would seem to signify supernatural ability to utter forth wisdom along the above mentioned lines’ (KDB, pag. 321-322).

La traduzione è: ‘(a). La parola di sapienza. Con questa espressione si intende l’esprimere sapienza. Che tipo di sapienza? Questo sarà meglio determinato notando in quali sensi la parola ‘sapienza’ è usata nel Nuovo Testamento. Essa è applicata all’arte di interpretare i sogni e dare saggi consigli (Atti 7:10); l’intelligenza mostrata nello scoprire il significato di qualche misterioso numero o di qualche misteriosa visione (Apocalisse 13:18; 17:9); abilità nell’amministrazione degli affari (Atti 6:3); una devota prudenza nell’affrontare coloro fuori dalla Chiesa (Colossesi 4:5); abilità e discrezione nel trasmettere la verità Cristiana (Colossesi 1:28); la conoscenza e pratica dei requisiti per una vita pia e giusta (Giacomo 1:5; 3:13,17); la conoscenza e abilità negli affari necessari per difendere con successo la causa di Cristo (Luca 21:15); una conoscenza delle cose Divine e dei doveri umani uniti ad un potere di parlare di essi e di interpretare ed applicare la sacra Scrittura (Matteo 13:54; Marco 6:2; Atti 6:10); la sapienza e l’istruzione con cui Giovanni il Battista e Gesù insegnarono agli uomini il piano della salvezza (Matteo 11:19). Negli scritti di Paolo ‘sapienza’ è applicata a: una conoscenza del piano Divino [che fu] nascosto in precedenza, di provvedere agli uomini salvezza attraverso l’espiazione di Cristo (1 Corinzi 1:30; Colossesi 2:3); di qui viene detto che tutti i tesori della sapienza sono nascosti in Cristo (Colossesi 2:3); la sapienza di Dio come mostrata nel formare ed eseguire i Suoi consigli. Romani 11:33. La parola di sapienza, quindi, sembrerebbe indicare la capacità soprannaturale di proferire sapienza lungo le sopracitate linee’.

Le ADI hanno messo così: ‘a. La parola di sapienza. Con questa espressione si intende il parlare di sapienza. Quale specie di sapienza? Questo si può meglio comprendere studiando in quale senso la parola «sapienza» viene usata nel Nuovo Testamento. Essa indica: l’arte di interpretare sogni e di dare saggi consigli (Atti 7:10); l’intelligenza spiegata nello scoprire il significato di qualche rivelazione o di qualche visione (Apocalisse 13:18; 17:9); capacità nell’amministrazione della comunità (Atti 6:3); una devota prudenza usata nel trattare con coloro che sono fuori della Chiesa (Colossesi 4:5); capacità e discrezione nell’insegnare la verità cristiana (Colossesi 1:28); la conoscenza e la pratica dei requisiti occorrenti per una vita pia e giusta (Giacomo 1:5; 3:13,17); la conoscenza della Scrittura necessaria a difendere con successo la causa di Cristo (Luca 21:15); una cognizione delle verità divine e dei doveri umani, unita alla potenza di interpretare ed applicare le Sacre Scritture (Matteo 13:54; Marco 6:2; Atti 6:10); la sapienza e l’ammaestramento con i quali Giovanni Battista e Gesù spiegarono agli uomini il piano della salvezza (Matteo 11:19). Negli scritti di Paolo la parola «sapienza» è applicata alla conoscenza del piano divino, prima nascosto, di provvedere agli uomini una salvezza attraverso l’espiazione di Cristo (1 Corinzi 1:30; Colossesi 2:3); quindi si dice che tutti i tesori della sapienza sono nascosti in Cristo (Colossesi 2:3) e si indica, col termine sapienza, la sapienza di Dio come è manifestata nel formare ed eseguire i Suoi consigli (Romani 11:33). Pertanto la parola di sapienza è la capacità soprannaturale di proferire sapienza nei casi sopra menzionati’ (DDB, pag. 254).

Le manomissioni sono le seguenti:

1 – ‘L’intelligenza mostrata nello scoprire il significato di qualche misterioso numero o di qualche misteriosa visione’, è diventata ‘l’intelligenza spiegata nello scoprire il significato di qualche rivelazione o di qualche visione’. Evidentemente il termine ‘misterioso numero’ dava fastidio alle ADI.

2 – L’abilità negli affari necessaria a difender con successo la causa di Cristo è scomparsa

3 – Il potere di parlare delle cose divine e dei doveri umani è scomparso

4 – ‘Sembrerebbe indicare’ è diventato in mano alle ADI ‘è’.

‘La fede che salva’ è diventata ‘la fede’

Pearlman sta parlando del dono dello Spirito Santo chiamato ‘fede’ e spiega che questa fede è distinta dalla fede che salva, e dice: ‘It is true that saving faith is described as a gift (Eph. 2:8) …’ (KDB, pag. 323).

La traduzione è: ‘E’ vero che la fede che salva è descritta come un dono (Efesini 2:8) ….’

Le ADI hanno messo così: ‘E’ vero che la fede viene definita come un dono (Efesini 2:8), ….’ (DDB, pag. 255).

Preoccupante l’omissione di ‘che salva’.

Manomissioni concernenti i doni di guarigioni

Pearlman afferma: ‘Gifts of Healing. To say that a person has the gifts (note the plural, perhaps referring to a variety of healings) means that he is used of God in supernaturally ministering health to the sick, through prayer. …. It is not to be understood that the possessor of this gift (or the person possessed by this gift) has the power to heal everyone …. (KDB, pag. pag. 323-324).

La traduzione è: ‘Doni di guarigione. Dire che una persona ha i doni (notate il plurale, forse si riferisce ad una varietà di guarigioni) significa che essa viene usata da Dio nel ministrare in maniera soprannaturale la salute agli ammalati, attraverso la preghiera. … Non si deve intendere che il possessore di questo dono (o colui che è posseduto da questo dono) abbia il potere di guarire chiunque; …..’.

Le ADI hanno messo così: ‘I Doni di guarigioni. Dire che qualcuno ha i doni di guarigione (notate il plurale, forse riferendosi alla guarigione delle varie malattie) significa che egli viene usato da Dio, il quale dona, in modo soprannaturale, salute ai malati attraverso la preghiera …  Non si deve pensare che colui che ha ricevuto questo dono abbia la potenza di guarire chiunque; ….’ (DDB, pag. 255).

Notate come ‘essa [la persona] viene usata da Dio nel ministrare in maniera soprannaturale la salute agli ammalati’, è diventato ‘egli viene usato da Dio, il quale dona, in modo soprannaturale, salute ai malati’; e poi come ‘il possessore di questo dono (o colui che è posseduto da questo dono)’ è diventato ‘colui che ha ricevuto questo dono’.

Gravissima omissione e manipolazione concernente la profezia: le ADI accusano Pearlman attraverso la sua stessa bocca di ‘voler cavillare’!

Pearlman afferma: ‘Should prophecy or interpretation be given in the first person; for example, “It is I, the Lord, who am speaking to you, My people”? The question is an important one, for the quality of certain messages has caused people to wonder as to whether the Lord Himself could have thus spoken. The answer may depend on our view of the mode of inspiration. Is it mechanical; that is, does God use the speaker as we would use a megaphone, the person being entirely passive and becoming simply a mouthpiece? Or, is the method dynamical; that is, does God supernaturally quicken the spiritual nature (note: “My spirit prayeth.” 1 Cor. 14:14), enabling the person to speak the divine message in terms beyond the natural scope of the mental faculties. If and when God inspires according to the first-named method, the first person would naturally be used; according to the second method the message would be given in the third person; for example, “The Lord would have His people look up and be encouraged,” etc. Many experienced workers believe that interpretations and prophetic messages should be given in the third person. See Luke 1:67-79; 1 Cor. 14:14, 15’ (KDB, pag. 325-326).

La traduzione è: ‘La profezia o l’interpretazione dovrebbe essere data in prima persona; per esempio [dicendo]: ‘Sono io, il Signore, che ti sto parlando, popolo Mio?’ La domanda è importante, perché la qualità di certi messaggi ha fatto domandare alle persone se il Signore stesso potrebbe avere parlato in questo modo. La risposta può dipendere dalla nostra opinione sulla modalità dell’ispirazione. E’ essa meccanica, cioè, Dio usa l’oratore come noi useremmo un megafono, essendo la persona interamente passiva e diventando essa semplicemente un portavoce? O, il metodo è dinamico, cioè Dio vivifica in maniera soprannaturale la natura spirituale (notate: ‘Il mio spirito prega’ 1 Corinzi 14:14), mettendo in grado la persona di proferire il messaggio divino in termini al di là della possibilità naturale delle facoltà mentali [?]. Se e quando Dio ispira in base al primo metodo menzionato, verrebbe naturalmente usata la prima persona; in base al secondo metodo, il messaggio sarebbe dato in terza persona, per esempio [dicendo]: ‘Il Signore vorrebbe che il Suo popolo guardi in alto e sia incoraggiato,’ ecc. Molti operai con esperienza credono che le interpretazioni e i messaggi profetici dovrebbero essere dati nella terza persona. Vedi Luca 1:67-79; 1 Corinzi 14:14,15).

Le ADI hanno messo così: ‘La profezia e l’interpretazione devono essere date in prima persona, come ad esempio: «Sono Io, il Signore, che ti parlo, o popolo mio»? La domanda è molto importante, perché molti dimenticano che Dio usa il credente secondo le proprie facoltà e possibilità, mai spogliandolo della propria personalità; quindi si esprime con le proprie parole ed il proprio stile. Voler cavillare su come deve essere data una profezia; in prima, in seconda o in terza persona, vuole dire, in ultima analisi, valutare con metodi umani l’intervento dello Spirito Santo. Invece, quello che vale della profezia è: l’esortazione, l’edificazione e la consolazione sempre provate alla luce del messaggio biblico’ (DDB, pag. 257).

Che dire? Ci si trova davanti ad una delle più scandalose manipolazioni presenti in questo libro. Una vergogna unica. Avete compreso cosa hanno fatto le ADI? Hanno tolto quelle che erano le convinzioni di Pearlman, sul come dovrebbe essere data la profezia, e lo hanno pure accusato di ‘voler cavillare’! Qui credo che le ADI si siano superate: qui pare che la realtà superi l’immaginazione. Ovviamente tutto ciò è dovuto al fatto che nelle ADI le profezie e le interpretazioni (ricordatevi infatti che per loro lingue più interpretazione fanno profezia, cosa che però come ho dimostrato altrove non corrisponde all’insegnamento biblico) vengono quasi sempre date usando la prima persona, e dato che Pearlman va in contrasto con le ADI, allora queste hanno manipolato il suo discorso spingendosi fino ad accusarlo di ‘voler cavillare’.

‘Messaggi’ diventano ‘manifestazioni’, e sparisce ‘estatica’

Pearlman afferma sulle lingue: ‘There seem to be two kinds of messages in tongues: first, ecstatic praise addressed to God alone (1 Cor. 14:2), and second, a definite message for the church (1 Cor. 14:5)’ (KDB, pag. 326).

La traduzione è: ‘Sembra che ci siano due specie di messaggi in lingue: il primo, lode estatica indirizzata a Dio soltanto (1 Corinzi 14:2), e secondo, un definito messaggio per la chiesa (1 Corinzi 14:5).

Le ADI hanno messo così: ‘Sembra vi siano due specie di manifestazioni in lingue: la lode indirizzata solo a Dio (1 Corinzi 14:2), un definito messaggio per la Chiesa (1 Corinzi 14:5)’ (DDB, pag. 257).

Manipolate parole di Donald Gee sull’interpretazione delle lingue

Pearlman dice: ‘Writes Donald Gee: The purpose of the gift of interpretation is to render the ecstatic and inspired utterances by the Spirit which have gone forth in a tongue unknown to the vast majority present, available to the general understanding of all, by repeating them distinctly in the ordinary language of the people assembled’ (KDB, pag. 326-327).

La traduzione è: ‘Scrive Donald Gee: Lo scopo del dono dell’interpretazione è quello di rendere le espressioni estatiche e ispirate dallo Spirito, che sono state proferite in una lingua sconosciuta alla vasta maggioranza presente, disponibili alla generale comprensione di tutti, ripetendole distintamente nella lingua ordinaria delle persone riunite’.

Le ADI hanno messo così: ‘Scrive Donald Gee: Lo scopo del dono dell’interpretazione è quello di rendere comprensibile l’espressione estatica ed ispirata dello Spirito proferita in una lingua sconosciuta ai presenti, ripetendola nella lingua comunemente parlata dal popolo’ (DDB, pag. 258).

Notate in particolare come ‘alla vasta maggioranza presente’ è diventata ‘ai presenti’, per cui a tutti i presenti.

‘I falsi culti’ diventano ‘false dottrine’

La Chiesa antica ad un certo punto cominciò un processo di centralizzazione dell’organizzazione e di formulazione di difficili credi, e viene detto: ‘While all this was necessary as a defense against false cults, it tended to check the free moving of the Spirit and make Christianity a matter of orthodoxy rather than of spiritual vitality’ (KDB, pag. 329).

La traduzione è: ‘Mentre tutto ciò fu necessario come difesa contro i falsi culti, esso tese ad impedire il libero movimento dello Spirito e a rendere il Cristianesimo una questione di ortodossia piuttosto che di vitalità spirituale’.

Le ADI hanno messo così: ‘Mentre tutto questo era necessario per difendersi dalle false dottrine, tendeva ad impedire il libero movimento dello Spirito ed a fare del cristianesimo una questione di ortodossia, piuttosto che di vitalità spirituale’ (DDB, pag. 260).

E’ evidente che nell’originale c’è un chiaro riferimento alle sètte che sorsero in quel periodo, e che minacciarono seriamente l’integrità dottrinale e morale della Chiesa, ma le ADI hanno cambiato i falsi culti in false dottrine.

Come si addolcisce il linguaggio duro

Pearlman sta biasimando coloro che si oppongono al parlare in lingue i quali sostengono che i credenti farebbero meglio a cercare l’amore che costituisce il dono supremo, e dice: ‘They are guilty of confusion of thought. Love is not a gift but a fruit of the Spirit’ (KDB, pag. 333).

La traduzione è: ‘Essi sono colpevoli di confusione di pensiero. L’amore non è un dono ma un frutto dello Spirito’.

Le ADI hanno messo così: ‘Costoro fanno confusione. L’amore non è un dono, ma il frutto dello Spirito’ (DDB, pag. 263).

E’ evidente lo scopo di questa manomissione: non calcare troppo la mano contro gli antipentecostali. Un generico ‘fanno confusione’ è molto meglio di ‘sono colpevoli di confusione di pensiero’, per le ADI che non vogliono fare polemica con le altre denominazioni evangeliche! Ma questa manomissione fa capire molto bene come per le ADI, tutti devono essere adattati al modo di parlare, ragionare e pensare delle ADI: non importa se Calvinisti o Arminiani, Pentecostali o non Pentecostali.

Parti mancanti sull’avvento dello Spirito

Pearlman afferma: ‘As the eternal Son became incarnate in a human body at His birth, so the eternal Spirit became incarnate in the church which is His body. This occurred on the day of Pentecost, “the birthday of the Spirit.” What the cradle was to the incarnate Christ so the upper room was to the Spirit. Note what occurred on that memorable day’ (KDB, pag. 336).

La traduzione è: ‘Come l’eterno Figlio si incarnò in un corpo umano alla Sua nascita, così l’eterno Spirito si incarnò nella chiesa che è il Suo corpo. Questo avvenne il giorno della Pentecoste, ‘il giorno natalizio dello Spirito’. Quello che la culla fu per l’incarnato Cristo, lo fu la stanza di sopra per lo Spirito. Notate quello che ebbe luogo in quel giorno memorabile’.

Le ADI hanno messo così: ‘Come il Figliuolo eterno alla Sua nascita si incarnò in un corpo umano, così lo Spirito eterno si incarnò nella Chiesa, che è il Corpo di Cristo. Il giorno della Pentecoste, la Chiesa si manifestò al mondo. Notate ciò che avvenne in quel giorno memorabile:’ (DDB, pag. 265).

‘La nascita della Chiesa’ diventa ‘la manifestazione della Chiesa’

Pearlman sosteneva che la Chiesa fosse nata il giorno della Pentecoste, e difatti nella sezione ‘L’avvento dello Spirito Santo’ intitola la parte ‘a’ con queste parole ‘The birth of the Church’ (KDB, pag. 336) che tradotto è: ‘La nascita della chiesa’. Le ADI hanno messo invece ‘La manifestazione della Chiesa’ (DDB, pag. 265), che invece in inglese si dice ‘the manifestation of the Church’.

Ora, io dico, è chiaro che uno può dissentire da Pearlman, come faccio io che non credo che la Chiesa sia nata il giorno della Pentecoste, ma non può modificare il pensiero di Pearlman.

Ma le ADI questo non lo capiscono assolutamente, perché si sentono autorizzati a modificare il pensiero altrui quando questo non collima con il loro.

Parte mancante sulla nascita della Chiesa

Pearlman nel parlare della nascita della Chiesa, che come abbiamo visto secondo lui ebbe luogo il giorno della Pentecoste, afferma: ‘It was the first-born of the multiplied thousands of churches that have since been established during the last nineteen centuries’ (KDB, pag. 337).

La traduzione è: ‘Fu la primogenita delle moltiplicate migliaia di chiese che sono state da allora fondate durante gli ultimi diciannove secoli’.

Le ADI non hanno messo questa affermazione, che si doveva trovare a pag. 266, subito dopo: ‘…. per lo Spirito Santo cinquanta giorni dopo la risurrezione di Cristo’.

Ancora manipolazioni

Pearlman afferma: ‘(c) The Completion of Christ’s Work. The Exodus was not complete until fifty days later when at Sinai Israel was organized as the people of God. In like manner the benefit of the atonement was not completed, in the fullest sense, until the day of Pentecost, when the outpouring of the Spirit was a sign that Christ’s sacrifice was accepted in heaven, and that the time had therefore come to proclaim His finished work’ (KDB, pag. 338).

La traduzione è: ‘(c) Il Completamento dell’Opera di Cristo. L’Esodo non fu completo fino a quando Israele, cinquanta giorni dopo, al Sinai non fu organizzato come il popolo di Dio. In maniera simile, il beneficio dell’espiazione non fu completato, nel senso più pieno, fino al giorno della Pentecoste, quando lo spandimento dello Spirito fu un segno che il sacrificio di Cristo era stato accettato in cielo, e che quindi era giunto il tempo di proclamare la Sua opera finita’.

Le ADI hanno messo così: ‘c. Il completamento dell’opera di Cristo. L’Esodo fu completato dopo cinquanta giorni da quando, al Sinai, Israele fu organizzato come il popolo di Dio. Così il beneficio dell’espiazione fu completato nel giorno della Pentecoste, quando l’effusione dello Spirito rivelò che il sacrificio di Cristo era stato accettato in cielo e che, quindi, era venuto il tempo di proclamare l’opera compiuta dal Redentore’ (DDB, pag. 266-267).

Le ADI hanno distorto il significato delle parole di Pearlman, perché egli qua si è concentrato sul completamento dell’opera di Cristo, e termina dicendo che è il tempo di proclamare la Sua opera finita, mentre le ADI mettendo ‘l’opera compiuta dal Redentore’ non rendono affatto l’idea di quello che ha detto Pearlman perché lui ha usato il termine ‘finished’ che si traduce con ‘finito’ o ‘concluso’.

‘Cominciò a declinare’ diventa ‘cominciò ad essere trascurata’, e ‘clericalismo’ diventa ‘formalismo’

Pearlman nel parlare del ministerio dello Spirito nella Chiesa, afferma: ‘She continued to reject set forms of worship until, towards the close of the century, the influence of the Spirit began to wane and ecclesiasticism took the place of the Spirit’s control’ (KDB, pag. 339).

La traduzione è: ‘Essa [la Chiesa] continuò a rigettare prestabilite forme di culto fino a che, verso la fine del secolo [primo], l’influenza dello Spirito cominciò a declinare e il clericalismo prese il posto del controllo dello Spirito’.

Le ADI hanno messo così: ‘Essa continuò a respingere ogni forma prestabilita di culto fino a che, verso la fine del primo secolo, l’influenza dello Spirito cominciò ad essere trascurata ed il formalismo prese il posto del controllo dello Spirito’ (DDB, pag. 267-268).

Devo ripetermi: questo non è tradurre ma manipolare.

Continuano le manipolazioni

Pearlman afferma a proposito del canto: ‘(d) Singing. As a result of being filled with the Spirit believers will be found “speaking to yourselves in psalms and hymns and spiritual songs, singing and making melody in your heart to the Lord.” Eph. 5:18, 19. “Speaking to yourselves” implies congregational singing. “Psalms” may refer to the Old Testament Psalms, which were sung or chanted; “spiritual songs” denotes spontaneous outbursts of melody and praise directly inspired by the Holy Spirit’ (KDB, pag. 340).

La traduzione è: ‘(d). Canto. Come risultato dell’essere ripieni di Spirito, i credenti saranno trovati “parlandovi con salmi ed inni e canzoni spirituali, cantando e salmeggiando col cuor vostro al Signore” (Efesini 5:18,19). “Parlandovi” implica il canto congregazionale. ‘Salmi’ può riferirsi ai Salmi dell’Antico Testamento, che venivano cantati o salmodiati; ‘canzoni spirituali’ denotano spontanee esplosioni di melodia e lode direttamente ispirate dallo Spirito Santo’.

Le ADI hanno messo così: ‘d. Canto. Essendo ripieni dello Spirito, «parlandovi con salmi ed inni, e canzoni spirituali, cantando e salmeggiando col cuor vostro al Signore» (Efesini 5:18,19). «Parlandovi» implica la partecipazione attiva al culto; «Salmi» si riferisce ai Salmi dell’Antico Testamento che venivano cantati; «Inni», quelli scritti di autori cristiani; «canzoni spirituali» o canti, sono il prorompere spontaneo di melodie e di lodi ispirate direttamente dallo Spirito Santo’ (DDB, pag. 269).

Notate come le ADI hanno aggiunto alle parole di Pearlman «Inni», quelli scritti di autori cristiani’, e come ‘il canto congregazionale’ è diventato ‘la partecipazione attiva al culto’, e poi come mentre Pearlman dice che la parola ‘Salmi’ può riferirsi ai Salmi dell’Antico Testamento, le ADI gli fanno dire invece che essa si riferisce.

La furbizia sempre in azione

Pearlman, nel parlare di quella che lui chiama ‘l’ascensione dello Spirito Santo’ che avverrà quando la Chiesa sarà rapita (prima della grande tribolazione) in quanto essa è il Corpo in cui lo Spirito dimora, afferma: ‘Some have concluded that the Spirit will no longer be in the world after the taking away of the church. This cannot be, for the Holy Spirit, as Deity, is omnipresent’ (KDB, pag. 341) .

La traduzione è: ‘Alcuni hanno concluso che lo Spirito non sarà più nel mondo dopo che la Chiesa sarà tolta via. Questo non può essere, perché lo Spirito Santo, come Deità, è onnipresente’.

Le ADI hanno messo così: ‘Tuttavia, ciò non vuol dire che lo Spirito non sarà più nel mondo, dopo che la Chiesa sarà stata rapita, perché lo Spirito Santo, come Deità, è onnipresente’ (DDB, pag. 270).

Perché togliere un’espressione così semplice come ‘Alcuni hanno concluso che’ e metterci al suo posto ‘Tuttavia, ciò non vuol dire che’? Per non andare direttamente contro coloro che dicono che lo Spirito, una volta rapita la Chiesa, non sarà più nel mondo. Comunque qui c’è pure l’errore del ‘rapimento segreto’ che sia Pearlman che le ADI sostengono.

LA CHIESA

Affermazione scomoda tolta

Pearlman nel parlare della Chiesa come Corpo di Cristo, afferma: ‘If Christ is to be known to the world, it must be through those who bear His name and share His life. And to the extent that the church has kept in touch with Christ her Head, has she shared His life and experiences. As Christ was anointed at the Jordan, so the Church was anointed at Pentecost. Jesus went about preaching the gospel to the poor, healing the broken-hearted, and preaching deliverance to the captives; and the true Church has ever followed in His footsteps’. (KDB, pag. 346-347).

La traduzione è: ‘Se Cristo deve essere conosciuto dal mondo, deve esserlo attraverso coloro che portano il Suo nome e sono partecipi della Sua vita. E fino al punto che [o fino a che] la Chiesa si è tenuta in contatto con Cristo il suo Capo, essa è stata partecipe della Sua vita e delle Sue esperienze’. Come Cristo fu unto al Giordano, così la Chiesa fu unta a Pentecoste. Gesù andò attorno predicando il Vangelo ai poveri, guarendo quelli che avevano il cuore rotto, e predicando la liberazione ai prigionieri; e la vera Chiesa ha sempre seguito le Sue orme’.

Le ADI hanno messo così: ‘Se Cristo deve essere conosciuto dal mondo, ciò deve avvenire attraverso coloro che portano il Suo nome e sono partecipi della Sua vita e delle Sue esperienze. Come Cristo fu unto al Giordano, così la Chiesa è stata unta il giorno della Pentecoste. Gesù andò attorno predicando l’Evangelo ai poveri, guarendo i cuori rotti e bandendo liberazione ai prigionieri; la Sua Chiesa ha seguito le Sue orme (DDB, pag. 274).

Come mai è sparita questa frase: ‘E fino al punto che la Chiesa si è tenuta in contatto con Cristo il suo Capo, essa è stata partecipe della Sua vita e delle Sue esperienze’? Certamente non era gradita alle ADI. E come mai è stato tolto questo importante aggettivo ‘VERA’, che Pearlman usa in riferimento alla Chiesa? Evidentemente perchè per Pearlman c’è anche una FALSA CHIESA che non segue le orme di Cristo, e questo si evince molto bene dalla sua affermazione, ma le ADI questo hanno preferito toglierlo. Non vogliono che si legga che è solo la vera Chiesa a seguire le orme di Cristo. E poi notate come Pearlman afferma ‘sempre’ che le ADI si sono premurati a far sparire assieme a ‘vera’. Che scempio!

E’ scomparso il filosofo Socrate

Pearlman cita delle parole di un certo W. H. Dunphy, tra le quali si possono leggere queste: ‘Christians are not merely followers of Christ, but members of Christ, and of one another. Buddha developed his society of the awakened ones, but the relation between them is merely external – the relation of teacher and pupil. It is his doctrine which unites them, not his life. The same may be said of Zoroaster, of Socrates, of Mohammed and the other religious geniuses of the race. But Christ is not only the Teacher, He is the Life of Christians’ (KDB, pag. 348).

La traduzione è: ‘I Cristiani non sono solamente seguaci di Cristo, ma membri di Cristo, e membra gli uni degli altri. Budda sviluppò la sua società dei risvegliati, ma la relazione tra loro è solamente esterna – la relazione tra insegnante e allievo. E’ la sua dottrina che li unisce, non la sua vita. La stessa cosa può essere detta di Zoroastro, Socrate, e Maometto e gli altri geni religiosi della razza. Ma Cristo non è solo il Maestro, Egli è la Vita dei Cristiani’.

Le ADI hanno messo così: ‘I cristiani non sono solamente seguaci di Cristo, ma membra di Cristo e membra gli uni degli altri. Budda ha sviluppato la sua società di risvegliati, ma la relazione tra loro è puramente esteriore: la relazione tra il maestro e l’allievo. E’ la sua dottrina che li unisce, non la sua vita. La stessa cosa si può dire di Zoroastro, Maometto e degli altri geni religiosi del genere umano. Ma Cristo non è solo il Maestro, Egli è la vita dei cristiani’ (DDB, pag. 275).

Come mai è sparito il filosofo Socrate?

Un ‘colpetto’ per falsare pesantemente il senso delle parole di Pearlman

Pearlman afferma in merito alla fondazione della Chiesa: ‘Israel is described as a church in that it was a nation called out from other nations to be the servant of God. Acts 7:38. When the Old Testament was translated into Greek the word “congregation” (of Israel) was rendered “ekklesia” or “church.” Israel, then, was the congregation or church of Jehovah. After His rejection by the Jewish church, Christ predicted the founding of a new congregation or church, a Divine institution that should continue His work on earth. Matt. 16:18. This is the church of Christ, which came into existence on the Day of Pentecost’ (KDB, pag. 348-349).

La traduzione è: ‘Israele viene descritto come una chiesa in quanto era una nazione chiamata fuori da altre nazioni per essere il servitore di Dio. Atti 7:38. Quando il Vecchio Testamento fu tradotto in Greco, la parola ‘congregazione’ (di Israele) fu resa ‘ekklesia’ o ‘chiesa’. Israele, quindi, era la congregazione o chiesa di Jehovah. Dopo la Sua reiezione da parte della Chiesa Giudaica, Cristo predisse la fondazione di una nuova congregazione o chiesa, una istituzione Divina che avrebbe dovuto continuare la Sua opera sulla terra. Matteo 16:18. Questa è la Chiesa di Cristo, che venne all’esistenza nel giorno della Pentecoste’.

Le ADI hanno messo così: ‘Israele viene chiamato Chiesa (ekklesia) perché fu chiamato fuori dalle altre nazioni per servire Dio (Atti 7:38). Infatti, quando l’Antico Testamento fu tradotto in greco, la parola «assemblea» (d’Israele) fu resa «ecclesia» e «chiesa». Israele, quindi, era l’assemblea o Chiesa di Yahwê(h). Dopo la reiezione della Chiesa giudaica, Cristo predisse la fondazione di una nuova assemblea o Chiesa, un’istituzione divina che avrebbe dovuto continuare l’opera Sua sulla terra (Matteo 16:18): è la Chiesa di Cristo, che venne posta in essere il giorno della Pentecoste’ (DDB, pag. 276).

Vorrei farvi notare come le ADI mettendo ‘dopo la reiezione della Chiesa giudaica’, fanno capire che Cristo ha rigettato Israele, mentre Pearlman qui si riferiva al rigetto di Cristo da parte della nazione Israele infatti ha detto ‘Dopo la Sua reiezione da parte della Chiesa Giudaica’, tanto è vero che immediatamente dopo Pearlman afferma ‘Cristo predisse la fondazione di una nuova assemblea o Chiesa’. Veramente scandaloso quello che hanno fatto le ADI.

Mi domando poi come mai un’espressione così semplice da tradurre come ‘venne all’esistenza’ è stata tradotta con ‘venne posta in essere’. Probabilmente per non far apparire che secondo Pearlman la Chiesa nacque il giorno della Pentecoste.

Omissione e manomissione sull’appartenenza alla Chiesa

Pearlman afferma: ‘The New Testament lays down the following conditions for membership: implicit faith in the gospel and a heart-felt trust in Christ as the only Divine Saviour. Acts 16:31; submission to water baptism as a symbolic testimony to faith in Christ, and verbal confession of faith. Rom. 10:9, 10. (Perhaps it would be more correct to describe submission to water baptism as a characteristic of church membership.)’ (KDB, pag. 349-350).

La traduzione è: ‘Il Nuovo Testamento pone le seguenti condizioni per appartenere alla Chiesa: implicita fede nel Vangelo e una fiducia sentita di cuore in Cristo come il solo Divino Salvatore. Atti 16:31: sottomissione al battesimo in acqua come una testimonianza simbolica della fede in Cristo, e verbale confessione di fede. Romani 10:9,10. (Forse sarebbe più corretto descrivere la sottomissione al battesimo in acqua come una caratteristica dell’appartenenza alla Chiesa)’.

Le ADI hanno messo così: ‘Il Nuovo Testamento pone le seguenti condizioni per appartenere alla Chiesa: bisogna avere fede nell’Evangelo ed una fiducia profondamente sentita in Cristo come l’unico Salvatore dato da Dio (Atti 4:12; 16:31); inoltre, bisogna sottoporsi al battesimo in acqua come testimonianza simbolica della fede in Cristo (Romani 10:9,10; forse sarebbe più corretto considerare il sottoporsi al battesimo in acqua come il contrassegno del membro di Chiesa)’ (DDB, pag. 276-277).

Ora, innanzi tutto vi faccio notare che manca ‘la verbale confessione di fede’, e poi che il battesimo in acqua da ‘una caratteristica dell’appartenenza alla Chiesa’ è diventato ‘il contrassegno del membro di Chiesa’ e quindi il segno particolare che serve per segnalare e riconoscere l’appartenenza di una persona alla Chiesa. Evidentemente alle ADI non piaceva neppure la definizione di Pearlman sul battesimo.

‘La Cristianità’ diventa ‘il cristiano’

Pearlman afferma: ‘In course of time, however, as the church increased in numbers and popularity, water baptism and catechizing took the place of conversion; the result was the influx into the church of large numbers of people who were not Christian at heart. And this has been, more or less the condition of Christendom ever since’ (KDB, pag. 350).

La traduzione è: ‘Nel corso del tempo, però, come la chiesa aumentò di numero e di popolarità, il battesimo in acqua e la catechizzazione presero il posto della conversione; il risultato fu l’afflusso nella chiesa di un gran numero di persone che non erano Cristiane di cuore. E da allora, questa è stata, più o meno, la condizione della Cristianità’.

Le ADI hanno messo così: ‘Coll’andare del tempo, però, mentre la Chiesa diveniva più numerosa e più popolare, il battesimo nell’acqua ed il corso dei catecumeni, presero il posto della conversione; il risultato fu l’ammissione, nella Chiesa, di un gran numero di membri che non erano veramente convertiti. Da allora in poi questa è stata, più o meno, la condizione del cristiano’ (DDB, pag. 277).

Come hanno fatto le ADI a tradurre ‘Christendom’ in ‘Cristiano’ è veramente un mistero per noi, perché quella parola ha un solo significato che è ‘Cristianità’.

Manipolato addirittura il battesimo dei proseliti degli Ebrei: sembra incredibile ma è la realtà

Pearlman, che vi ricordo era Ebreo di nascita e quindi conosceva i rituali del Giudaismo antico e moderno, sta parlando della maniera biblica in cui va ministrato il battesimo in acqua che è quella per immersione, e allora in questo contesto parla del battesimo a cui si sottoponevano i proseliti degli ebrei, cioè quei Gentili che si convertivano al Giudaismo, e dice: ‘The convert stood up to his neck in water while the law was read to him, after which he plunged himself beneath the water as a sign that he was cleansed from the defilements of heathenism and had begun to live a new life as a member of God’s covenant people’ (KDB, pag. 353).

La traduzione è: ‘Il convertito stava in piedi nell’acqua, che gli arrivava al collo, mentre gli veniva letta la legge, dopo di che egli si immergeva [lett: egli immergeva se stesso] sotto l’acqua come un segno che egli era stato purificato dalle contaminazioni del paganesimo e aveva cominciato a vivere una nuova vita come un membro del popolo del patto di Dio’.

Le ADI hanno messo così: ‘Il convertito stava in piedi nell’acqua, che gli arrivava al collo, mentre gli veniva letta la Legge; dopo di che lo si immergeva nell’acqua, indicando così che era stato purificato da ogni contaminazione del paganesimo ed aveva cominciato a vivere una vita nuova come membro del popolo di Dio’ (DDB, pag. 279-280).

Sconcertante, semplicemente sconcertante. Le ADI hanno sentito il bisogno di manipolare pure un’usanza del Giudaismo, che è quella della tevilah, che è il rito del battesimo dei proseliti fatti dagli Ebrei, a cui si sottopongono i Gentili che si convertono al Giudaismo, e che consiste in una auto-immersione nell’acqua da parte del convertito. Nel libro ‘Il mondo dove visse Gesù’ (di H. Cousin – J.-P. Lémonon, Edizioni Studio Domenicano, Bologna 2006, pag. 72, volume 6), si legge per esempio: ‘Tra le realtà impure che bisogna purificare si trovano i timorati di Dio, che decidono di sottoporsi alla circoncisione e di diventare proseliti. Da ciò deriva il «battesimo (tevilah) dei proseliti», che compare ancora sporadicamente nel primo secolo della nostra era. E’ lo stesso convertito che si immerge nell’acqua e compie il rito di purificazione alla presenza di testimoni. Solo allora può offrire il sacrificio dei proseliti. Tuttavia, questa immersione non lo rende membro del popolo giudaico, perché per appartenere al popolo eletto è necessario il rito della circoncisione’.

Dunque, coloro che leggono ‘Le dottrine della Bibbia’ in italiano, credono che i proseliti ebrei venivano o vengono immersi nell’acqua, quando invece erano e sono tuttora loro stessi ad immergersi nell’acqua. Una cosa veramente grave quella che hanno fatto le ADI. Sono stati capaci pure di stravolgere la realtà storica. Io penso che molto probabilmente questa manipolazione rende bene l’idea – molto di più di qualsiasi altra – di quale spirito opera nelle ADI, e che costoro sono in grado di adattare tutto, e dico tutto, alla loro dottrina giusta o sbagliata che essa sia. Praticamente, in questo caso, pur di avvalorare il battesimo per immersione che le ADI praticano a coloro che credono, battesimo che è amministrato in maniera biblica, sono andati a modificare il battesimo dei proseliti degli Ebrei. Giudicate voi.

‘Essere stati tuffati’ diventa ‘essersi tuffati’

Pearlman sta parlando della formula trinitaria, che va usata nel battesimo in acqua, e dice: ‘Notice that the Trinitarian formula is descriptive of an experience. Those who are baptized in the name of the triune God are thereby testifying that they have been plunged into spiritual communion with the Trinity; so that to them it may be said, “The grace of the Lord Jesus Christ, and the love of God, and the communion of the Holy Ghost, is with you.” 2 Cor. 13:14’ (KDB, pag. 355).

La traduzione è: ‘Notate che la formula Trinitaria è descrittiva di una esperienza. Coloro che vengono battezzati nel nome del Dio trino, a causa di ciò, testimoniano che essi sono stati tuffati [o immersi] in una comunione spirituale con la Trinità; cosicché a loro può essere detto: “La grazia del Signor Gesù Cristo e l’amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo è con voi” (2 Corinzi 13:14 – nella Bibbia inglese è il versetto 14 mentre in quella italiana è il 13, e poi Pearlman lo cita mettendo ‘è con voi’ al posto di ‘siano con tutti voi’).

Le ADI hanno messo così: ‘Notate che la formula trinitaria definisce un’esperienza. Coloro che sono battezzati nel nome di Dio Trino testimoniano, con quell’atto, di essersi tuffati in una comunione spirituale con la Trinità, cosicché di loro si può dire: «La grazia del Signor Gesù Cristo e l’amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi» (2 Corinzi 13:13)’ (DDB, pag. 281).

Per le ADI poter tradurre ‘essersi tuffati’, Pearlman avrebbe dovuto dire ‘they have plunged themselves into …’ o ‘they have plunged into …’, ma mettendo Pearlman ‘they have been plunged into …’ questa frase si può tradurre solamente con ‘essi sono stati tuffati o immersi in …’. Poi vorrei far notare che l’espressione ‘so that to them it may be said’ non può assolutamente essere tradotta come hanno fatto le ADI, cioè ‘di loro si può dire’, perché in inglese questa espressione si dice ‘of them [o about them] it may be said’.

Che scempio hanno compiuto le ADI anche sul libro di Pearlman!

Fatta scomparire la cosiddetta dedicazione o presentazione dei bambini

Pearlman afferma: ‘Since infants have no sins to repent of and cannot exercise faith they are logically excluded from water baptism. We are not thereby forbidding them to come to Christ (Matt. 19:13, 14) for they may be dedicated to Him in a public service’ (KDB, pag. 355).

La traduzione è: ‘Siccome i neonati non hanno peccati di cui ravvedersi e non possono esercitare la fede, essi vengono logicamente esclusi dal battesimo in acqua. A causa di ciò noi non proibiamo loro di venire a Cristo (Matteo 19:13,14), perché essi possono essere dedicati a Lui in un culto pubblico’.

Le ADI hanno messo così: ‘Poiché i bambini non hanno peccati dei quali pentirsi e non possono esercitare la fede, vengono logicamente esclusi dal battesimo nell’acqua. Con questo non vogliamo proibire loro di andare a Gesù (Matteo 19:13,14)’ (DDB, pag. 281).

Avete notato? Pearlman ha parlato della possibilità di dedicare o presentare i bambini a Cristo durante un culto pubblico, mentre le ADI gli hanno tolto queste parole dalla sua bocca. Giudicate voi.

‘Mezzo di grazia’ diventa ‘simboli di grazia’

Pearlman afferma proprio all’inizio del suo insegnamento sulla Cena del Signore: ‘The Lord’s Supper or Holy Communion may be defined as the distinctive rite of Christian worship, instituted by the Lord Jesus on the eve of His atoning death. It consists of a religious partaking of bread and wine which, having been presented to the Father in memorial of Christ’s inexhaustible sacrifice, becomes a means of grace whereby we are inspired to increased faith and faithfulness toward Him’ (KDB, pag. 356-357).

La traduzione è: ‘La Cena del Signore o Santa Comunione può essere definita come il rito distintivo del culto Cristiano, istituito dal Signore Gesù alla vigilia della Sua morte espiatrice. Essa consiste in una partecipazione religiosa al pane e al vino che, essendo stata presentata al Padre in memoria dell’inesauribile sacrificio di Cristo, diventa un mezzo di grazia per mezzo di cui noi veniamo ispirati ad incrementare la fede e la fedeltà verso di Lui’.

Le ADI hanno messo così: ‘La Santa Cena, o Cena del Signore, può essere definita come il rito che contrassegna il culto cristiano, istituito dal Signor Gesù alla vigilia della Sua morte espiatrice. Consiste nella partecipazione al pane e al vino che, essendo stati presentati al Padre in memoria dell’inesauribile sacrificio di Cristo, sono simboli di grazia attraverso i quali veniamo ispirati ad accrescere la fede e la fedeltà verso di Lui’ (DDB, pag. 282).

E’ grave avere messo al posto che la Cena del Signore ‘diventa un mezzo di grazia’ che il pane e il vino ‘sono simboli di grazia’, perché viene falsato il senso delle parole di Pearlman, secondo cui evidentemente la Cena del Signore era un mezzo di grazia. Questo era il pensiero di Pearlman, e non può essere stravolto. Ma le ADI non possono far conoscere in tutto e per tutto il pensiero di Pearlman, perché loro prendono Pearlman per far conoscere il loro proprio pensiero! Uno scandalo.

Grave manipolazione sul nuovo patto istituito da Cristo

Pearlman afferma: ‘The new covenant instituted by Christ is a blood covenant. God has accepted the blood of Christ (Heb. 9:14-24) and has therefore bound Himself, for Christ’s sake, to pardon and save all who come to Him’ (KDB, pag. 358).

La traduzione è: ‘Il nuovo patto istituito da Cristo è un patto di sangue. Dio ha accettato il sangue di Cristo (Ebrei 9:14-24) e quindi si è impegnato, per amore di Cristo, a perdonare e salvare tutti coloro che vanno a Lui’.

Le ADI hanno messo così: ‘Il nuovo patto istituito da Cristo è un patto sancito col sangue. Dio ha accettato il sangue di Cristo ed è pronto a perdonare ed a salvare coloro che vanno a Lui’ (DDB, pag. 283).

Avete notato cosa hanno fatto sparire le ADI? L’impegno che Dio si è preso per amore di Cristo, che è l’impegno di perdonare e salvare tutti coloro che vanno a Cristo. D’altronde, si tratta di un Patto tra Dio e gli uomini. Ma alle ADI queste parole non piacciono e quindi le hanno tolte, e sostituite con delle altre, in cui viene detto che Dio è pronto a perdonare peraltro omettendo ‘per amore di Cristo’. Che vergogna!

Mancano alcune cose sulla responsabilità in merito alla Cena del Signore

Pearlman afferma: ‘Who shall be admitted to or excluded from the Lord’s Table? Paul deals with the question of sacramental worthiness in 1 Cor. 11:20-34. “Whosoever shall eat this bread, and drink this cup of the Lord, unworthily, shall be guilty of (an offence or sin against) the body and blood of the Lord.” (KDB, pag. 358-359).

La traduzione è: ‘Chi deve essere ammesso o escluso dalla Tavola del Signore? Paolo si occupa della questione della dignità sacramentale in 1 Corinzi 11:20-34: “Perciò, chiunque mangerà il pane o berrà del calice del Signore indegnamente, sarà colpevole (di una offesa o di un peccato contro) il corpo ed il sangue del Signore”.

Le ADI hanno messo così: ‘Chi deve essere ammesso o escluso dalla tavola del Signore? Paolo si occupa della questione in 1 Corinzi 11:20-34: «Chiunque mangerà il pane o berrà del calice del Signore indegnamente, sarà colpevole verso il corpo ed il sangue del Signore» (DDB, pag. 284).

Avete notato? Le ADI hanno fatto sparire ‘la dignità sacramentale’, e poi le parole tra parentesi messe da Pearlman che spiegano di cosa si rendono colpevoli coloro che si accostano indegnamente alla Cena del Signore, cioè di una offesa o di un peccato contro il corpo ed il sangue del Signore.

Evidentemente le ADI non volevano spaventare i lettori!

Mancano alcune cose importanti concernenti lo svolgimento del culto pubblico

Pearlman cita alcune parole di Robert Hastings Nichols sul culto pubblico, che includono queste: ‘Prayers were offered and testimony and instruction given’ (KDB, pag 360), che tradotte significano: ‘Venivano offerte delle preghiere, e venivano dati testimonianza e ammaestramento’. Le ADI hanno messo così: ‘Venivano elevate preghiere e dati ammaestramenti’ (DDB, pag. 285). Quindi le ADI hanno fatto sparire la testimonianza.

Poi Pearlman dice delle parole sue sul culto pubblico, tra cui ci sono queste: ‘At any time this simple service might be broken into and superseded by the manifestation of the Spirit in the form of prophecy, tongues and interpretations or some inspired insight into the Scriptures’ (KDB, pag. 360), che tradotte significano: ‘In qualsiasi momento, questo semplice culto poteva essere interferito e sostituito dalla manifestazione dello Spirito nella forma di profezia, lingue e interpretazioni o di qualche ispirata intuizione delle Scritture’. Ma le ADI hanno messo così: ‘Questo semplice culto era caratterizzato dalla manifestazione dello Spirito Santo, che interveniva dando profezia, lingue ed interpretazioni o qualche ispirata interpretazione delle Scritture’ (DDB, pag. 285). La ragione di questa manomissione è evidente, alle ADI non gli piacevano le parole di Pearlman su cosa poteva accadere in qualsiasi momento durante il culto pubblico.

Cose modificate e mancanti sul governo della Chiesa

Pearlman afferma: ‘It is clear that the Lord Jesus purposed that there should be a society of His followers to give mankind His gospel and to represent Him in the world. But He fashioned no organization or plan of government, gave no detailed rule of faith and practice. He did, however, ordain the two simple rites of baptism and communion. Yet He did not ignore organization, for His promise of the coming Comforter implied that the apostles should be led into all truth concerning these matters.

What He did for the church was something higher than organization – He imparted to it His very life, making it a living organism. As a living body adapts itself to its environment so the living body of Christ was left free to select its own forms of organization according to its needs and circumstances. Of course the church was not free to follow any development contrary either to the teachings of Christ or apostolic doctrine. Any development contrary to Scriptural principles is a corruption.

During the days following Pentecost the believers had practically no organization and for a time worshiped privately in their homes and kept the prayer times of the temple. Acts 2:46. This was supplemented by apostolic teaching and fellowship. As the church grew in numbers, organization developed from the following sources: first, church officers were added to meet arising emergencies, as for example in Acts 6:1-5; second, the possession of spiritual gifts singled out certain individuals for the work of the ministry.

The first churches were democratic in government – a circumstance natural in a community where the gift of the Spirit was available to all and where any and all could be divinely endowed with gifts for a special ministry. It is true that the apostles and elders presided at business meetings and at the appointing of officers; but these things were done in cooperation with the congregation. Acts 6:3-6; 15:22; 1 Cor. 16:3; 2 Cor. 8:19; Phil. 2:25’ (KDB, pag. 361-362).

La traduzione è: ‘E’ chiaro che il Signore Gesù si propose che ci dovesse essere una società di Suoi seguaci per dare all’umanità il Suo vangelo e rappresentarLo nel mondo. Ma egli non formò nessuna organizzazione o piano di governo, non diede nessuna dettagliata regola di fede e di pratica. Egli però ordinò i due semplici riti del battesimo e della comunione. Ciò nonostante, egli non ignorò l’organizzazione, perché la Sua promessa della venuta del Consolatore implicava che gli apostoli sarebbero stati guidati in tutta la verità concernente queste questioni.

Ciò che Egli fece per la chiesa fu qualcosa di più alto dell’organizzazione – Egli conferì ad essa la Sua stessa vita, rendendola un organismo vivente. Come un corpo vivente si adatta al suo ambiente, così il corpo vivente di Cristo fu lasciato libero di selezionare le sue proprie forme di organizzazione secondo il suo bisogno e le circostanze. Certamente la Chiesa non era libera di seguire qualsiasi sviluppo contrario sia agli insegnamenti di Cristo che alla dottrina apostolica. Ogni sviluppo contrario ai principi Scritturali è corruzione.

Durante i giorni che seguirono la Pentecoste i credenti non avevano praticamente nessuna organizzazione e per un tempo adorarono privatamente nelle loro case e osservarono i tempi [o le ore] di preghiera del tempio. Atti 2:46. Questo fu integrato dall’insegnamento  e dalla comunione degli apostoli. Come la Chiesa crebbe in numero, l’organizzazione si sviluppò dalle seguenti sorgenti: primo, i funzionari [o dirigenti] di chiesa furono aggiunti per supplire alle nascenti emergenze, come per esempio in Atti 6:1-5; secondo, il possesso di doni spirituali selezionava certi individui per l’opera del ministerio.

Le prime chiese erano democratiche nel governo – una circostanza naturale in una comunità dove il dono dello Spirito era disponibile a tutti e dove chiunque e tutti potevano essere divinamente dotati di doni per un ministerio particolare. E’ vero che gli apostoli e gli anziani presiedevano le riunioni di affari e alla costituzione dei dirigenti; ma queste cose erano fatte in cooperazione con la congregazione. Atti 6:3-6; 15:22; 1 Corinzi 16:3; 2 Corinzi 8:19; Filippesi 2:25’.

Le ADI hanno messo così: ‘E’ chiaro che il Signor Gesù aveva stabilito che vi fosse una società di Suo seguaci, per dare il Suo Vangelo all’umanità e per rappresentarlo nel mondo. Egli non pianificò un’organizzazione o un piano di governo, né diede regole dettagliate di fede e di pratica; ordinò i due semplici riti del Battesimo e della Santa Cena.

Ciò che il Redentore fece per la Chiesa fu qualcosa di più elevato dell’organizzazione: Egli comunicò alla Chiesa la Sua stessa vita, facendone un’organismo vivente. Il Consolatore che avrebbe mandato ai Suoi, dopo la Sua ascesa al cielo, li avrebbe guidati nell’organizzarsi.

Naturalmente la Chiesa non era libera di seguire gli sviluppi contrari all’insegnamento di Cristo ed alla dottrina degli apostoli; ogni sviluppo contrario ai principi scritturali è una corruzione.

Nei giorni che seguirono la Pentecoste, i credenti non avevano praticamente nessuna organizzazione e, per un certo tempo, tennero i culti nelle loro case osservando le ore di preghiera del Tempio (Atti 2:46). Tutto questo veniva completato dall’insegnamento e dalla comunione degli apostoli. Man mano che la Chiesa cresceva numericamente, si sviluppava l’organizzazione, la quale ebbe origine da due germi; primo, le situazioni d’emergenza che si presentavano e che rendevano necessario creare nuovi responsabili e nuovi collaboratori (abbiamo un esempio in Atti 6:1-5); secondo, l’evidenza di particolari caratteristiche spirituali, che indicavano certi individui come adatti all’opera del ministerio.

Le prime Chiese ebbero un governo democratico, un fatto naturale, questo, in una comunità dove i doni dello Spirito erano a disposizione di tutti e dove chiunque poteva essere divinamente rivestito di doni per uno speciale ministerio. E’ vero che gli apostoli e gli anziani presiedevano alle riunioni «di affari» e all’elezione dei dirigenti della Chiesa; ma queste cose erano fatte in collaborazione con la congregazione (Atti 6:3-6; 15:22; 1 Corinzi 16:3; 2 Corinzi 8:19; Filippesi 2:25)’ (DDB, pag. 286).

Notate le seguenti infedeltà:

1 – Gesù non formò nessuna organizzazione è diventato che Gesù non pianificò nessuna organizzazione

2 – ‘Egli’ è diventato ‘il Redentore’.

3 – Manca questa affermazione: ‘Come un corpo vivente si adatta al suo ambiente, così il corpo vivente di Cristo fu lasciato libero di selezionare le sue proprie forme di organizzazione secondo il suo bisogno e le circostanze’.

4 – ‘Il possesso di doni spirituali’ che selezionava certuni per l’opera del ministerio, è diventato ‘l’evidenza di particolari caratteristiche spirituali, che indicavano certi individui come adatti all’opera del ministerio’.

5 – ‘Il dono dello Spirito’ è stato fatto diventare ‘i doni dello Spirito’

6 – La costituzione dei dirigenti della Chiesa è diventata l’elezione

Che dire? Veramente sconcertante.

Gravissima manipolazione sul ministerio generale e profetico della Chiesa

Pearlman afferma: ‘Two kinds of ministry are recognized in the New Testament: (1) The general and prophetic ministry – general because exercised in relation to the churches in general rather than to one church in particular, and prophetic in that it was created by the possession of spiritual gifts. (2) The local and practical ministry – local because confined to one church, and practical because dealing with the administration of the church’ (KDB, pag. 363).

La traduzione è: ‘Nel Nuovo Testamento sono riconosciuti due tipi di ministerio: (1) Il ministerio generale e profetico – generale perché esercitato in relazione alle chiese in generale piuttosto che ad una chiesa in particolare, e profetico in quanto esso era creato dal possesso di doni spirituali. (2) Il ministerio locale e pratico – locale perché confinato ad una chiesa, e pratico perché si occupava dell’amministrazione della Chiesa’.

Le ADI hanno messo così: ‘Nel Nuovo Testamento vengono riconosciute due specie di ministeri: 1. Il ministerio generale e profetico; generale perché esercitato in relazione alle Chiese in generale piuttosto che ad una Chiesa in particolare, profetico perché caratterizzato dall’annuncio della Parola. 2. Il ministerio locale e pratico; locale perché limitato ad una Chiesa, pratico perché si occupava dell’amministrazione della Chiesa’ (DDB, pag. 287).

Notate come le ADI hanno fatto sparire che il ministerio generale e profetico era profetico ‘in quanto esso era creato dal possesso di doni spirituali’, ed hanno sostituito questa dichiarazione con ‘perché caratterizzato dall’annuncio della Parola’, che ha un significato molto diverso.

Molto grave dunque questa manomissione.

‘Potere amministrativo’ diventa ‘prestigio amministrativo’

Pearlman afferma sugli apostoli: ‘1. Apostles. These were men who received their commission from the living Christ Himself (Matt. 10:5; Gal. 1:1), who had seen Christ after His resurrection (Acts 1:22; 1 Cor. 9:1), enjoyed a special inspiration (Gal. 1:11, 12; 1 Thess. 2:13), exercised administrative power over the churches (1 Cor. 5:3-6; 2 Cor. 10:8; John 20:22, 23)’ (KDB, pag. 363).

La traduzione è: ‘1. Apostoli. Questi erano uomini che ricevettero la loro commissione dallo stesso Cristo vivente (Matteo 10:5; Galati 1:1), che avevano visto Cristo dopo la Sua resurrezione (Atti 1:22; 1 Corinzi 9:1), godevano di una ispirazione speciale (Galati 1:11,12; 1 Tessalonicesi 2:13), esercitavano un potere amministrativo sopra le chiese (1 Corinzi 5:3-6; 2 Corinzi 10:8; Giovanni 20:22,23).

Le ADI hanno messo così: ‘Gli Apostoli. Furono quegli uomini che ricevettero il loro incarico dallo stesso Cristo vivente (Matteo 10:5; Galati 1:1); che avevano visto Cristo dopo la Sua risurrezione (Atti 1:22; 1  Corinzi 9:1); che godevano una speciale ispirazione (Galati 1:11,12; 1 Tessalonicesi 2:13); che esercitavano un prestigio amministrativo sopra le Chiese (1 Corinzi 5:3-6; 2 Corinzi 10:8; Giovanni 20:22,23) …. ‘ (DDB, pag. 287-288).

Si noti come il ‘potere amministrativo’ che gli apostoli esercitavano sopra le chiese, è stato fatto diventare ‘un prestigio amministrativo’. Certo che le ADI sono specializzate nel deformare i pensieri e le convinzioni degli altri.

Sparita importante parte sul ministerio locale e pratico

Pearlman afferma alla fine della sua spiegazione sui presbiteri o anziani: ‘During the first century every Christian community was governed by a group of elders or bishops, so that there was no one officer doing for the church what a modern pastor does. At the beginning of the third century one man was placed at the head of each community with the title of pastor or bishop’ (KDB, pag. 364-365).

La traduzione è: ‘Durante il primo secolo ogni comunità Cristiana era governata da un gruppo di anziani o vescovi, cosicché non c’era nessun dirigente che faceva per la Chiesa quello che fa un pastore moderno. All’inizio del terzo secolo un uomo fu posto a capo di ogni comunità con il titolo di pastore o vescovo’.

Le ADI hanno messo così: ‘Durante il primo secolo, ogni comunità cristiana era governata da un gruppo di anziani o vescovi; non vi era una persona che faceva per la Chiesa ciò che fa il pastore moderno’ (DDB, pag. 288).

Le ADI hanno fatto dunque sparire: ‘All’inizio del terzo secolo un uomo fu posto a capo di ogni comunità con il titolo di pastore o vescovo’.

GLI AVVENIMENTI DEGLI ULTIMI TEMPI

‘Immortalità’ diventa ‘incorruttibilità’

Pearlman afferma in merito all’immortalità: ‘Even Christians are mortal because their bodies are subject to death. After the resurrection and the rapture they will attain to immortality; that is, they will have glorified bodies not subject to death’ (KDB, pag. 369).

La traduzione è: ‘Anche i Cristiani sono mortali perché i loro corpi sono soggetti alla morte. Dopo la resurrezione e il rapimento essi conseguiranno l’immortalità, cioè, essi avranno dei corpi glorificati non soggetti alla morte’.

Le ADI hanno messo così: ‘Tuttavia i fedeli sono anche loro mortali, perché il loro corpo è soggetto alla morte; ma essi dopo la risurrezione ed il rapimento conseguiranno l’incorruttibilità, cioè avranno dei corpi glorificati, non soggetti alla morte’ (DDB, pag. 291).

Pearlman sta parlando dell’immortalità e le ADI ci mettono l’incorruttibilità, che è diversa dall’immortalità, perché mentre immortale significa che non può morire, incorruttibile significa che non può corrompersi. Nella Bibbia infatti i due termini sono menzionati distintamente. Ma le ADI hanno dovuto cambiare anche qua, peraltro falsando il senso della parola ‘incorruttibilità’ perché fanno credere che avere dei corpi incorruttibili significa avere dei corpi non soggetti alla morte, che non è vero, in quanto significa avere dei corpi non soggetti all’invecchiamento e alla malattia, che quindi non si possono corrompere.

Manca ‘l’invisibile mondo degli spiriti’

Pearlman afferma: ‘In both Old and New Testaments death is the separation of body and soul; the body dies and goes to the dust, the soul or spirit continues to exist consciously in the unseen world of spirits’ (KDB, pag. 370)

La traduzione è: ‘Sia nell’Antico che nel Nuovo Testamento la morte è la separazione del corpo e dell’anima; il corpo muore e va nella polvere, l’anima o lo spirito continua ad esistere coscientemente nell’invisibile mondo degli spiriti’.

Le ADI hanno messo così: ‘Sia nell’Antico che nel Nuovo Testamento la morte è la separazione dell’anima dal corpo; il corpo muore e va alla polvere, l’anima e lo spirito continuano ad esistere coscientemente’ (DDB, pag. 291).

Innanzi tutto notate come Pearlman chiama l’anima anche spirito, e poi come indica il luogo dove continuerà ad esistere coscientemente, che lui chiama ‘l’invisibile mondo degli spiriti’. Ma le ADI hanno messo ‘l’anima e lo spirito’ al posto di ‘l’anima o lo spirito’, e poi hanno tolto di mezzo ‘l’invisibile mondo degli spiriti’.

La ‘punizione finale’ riserbata agli empi è diventata ‘posizione finale’!

Pearlman afferma: ‘The wicked, too, pass into an intermediate state, where they await their final punishment, which takes place after the White Throne judgment, when Death and Hades are emptied (literal translation) into the lake of fire. Rev. 20:14’ (KDB, pag. 371).

La traduzione è: ‘Anche i malvagi passano in uno stato intermedio, dove aspettano la loro punizione finale, che ha luogo dopo il giudizio del Trono Bianco, quando la Morte e l’Ades sono svuotati (traduzione letterale) nel lago di fuoco. Apocalisse 20:14’.

Le ADI hanno messo così: ‘Anche gli empi passano attraverso uno stato intermedio, nel quale attendono la loro posizione finale; la riceveranno dopo il giudizio del Trono Bianco, quando la morte e l’Ades saranno vuotate (traduzione letterale) nel lago di fuoco (Apocalisse 20:14)’ (DDB, pag. 292).

Credo che questa grossolana e sfacciata manomissione riassuma tutta la malafede con cui hanno agito quelli che si sono occupati della manipolazione di questo libro. Quindi le ADI fanno dire a Pearlman che in quel giorno gli empi riceveranno ‘la loro posizione finale’! Giudicate voi che cosa sono riuscite a fare le ADI per non far leggere che gli empi in quel giorno riceveranno la loro punizione finale.

Sparito il ladro penitente, e ‘la parabola’ diventa ‘il racconto evangelico’

Pearlman cita le parole di uno studioso Metodista di nome John S. Banks, tra cui ci sono queste: ‘Surely ordinary Christians after a long time of growth in grace are as fit for heaven as the penitent thief or as Lazarus in the parable’ (KDB, pag. 371).

La traduzione è: ‘Sicuramente i Cristiani comuni dopo un lungo tempo di crescita nella grazia sono pronti per il cielo come il ladro penitente o come Lazzaro nella parabola’.

Le ADI hanno messo così: ‘I cristiani, dopo che sono cresciuti per un lungo tempo in grazia, sono certamente pronti per il cielo, come il Lazzaro del racconto evangelico’ (DDB, pag. 293).

Non ci è chiaro perché le ADI hanno fatto sparire il ladro penitente, ma ci è chiaro perché hanno messo ‘racconto evangelico’ al posto di ‘parabola’, perché giustamente dicono che quella non è una parabola. Ma il fatto è che questa era la convinzione di Banks, e quindi non si può fargli dire una cosa che non ha detto. Si può mettere una nota esplicativa in questi casi, ma non cambiare il senso delle parole di un uomo.

‘Una strega’ è diventata ‘una pitonessa’

Pearlman afferma: ‘It is vain for spiritists to quote the example of Saul, because that unfortunate man perished for consulting a witch. 1 Chron. 10:13’ (KDB, pag. 372).

La traduzione è: ‘E’ inutile che gli spiritisti citino l’esempio di Saul, perché quell’uomo disgraziato perì per avere consultato una strega. 1 Cronache 10:13’.

Le ADI hanno messo così: ‘E’ inutile che gli spiritisti citino l’esempio di Saul, perché quell’infelice perì per aver consultato una pitonessa (1 Cronache 10:13)’ (DDB, pag. 293).

La parola inglese usata da Pearlman ‘witch’ significa ‘strega, maga, fattucchiera’. Non si può tradurre con pitonessa, che in inglese si dice ‘pythoness’.

Aggiunto ‘spirito’

Pearlman sta parlando della resurrezione e dice: ‘Since man is both soul and body, redemption must include the quickening of both soul and body; hence the need of resurrection’ (KDB, pag. 374).

La traduzione è: ‘Siccome l’uomo è sia anima che corpo, la redenzione deve includere la vivificazione sia dell’anima che del corpo; da qui il bisogno della resurrezione’.

Le ADI hanno messo così: ‘Poiché l’uomo è anima, spirito e corpo, la redenzione deve includere la vivificazione di questi elementi; di qui la necessità della resurrezione’ (DDB, pag. 295).

Superfluo dire che in questa maniera le ADI hanno falsato il senso delle parole di Pearlman.

Omissione concernente il filosofo Platone

Pearlman afferma: ‘Plato, the wisest of the Greeks, discussed the future life as a probability, …’ (KDB, pag. 382).

La traduzione è: ‘‘Platone, il più saggio dei Greci, discusse la vita futura come una probabilità .. ‘.

Le ADI hanno messo così: ‘Platone discusse la vita futura come una probabilità …’ (DDB, pag. 301).

Scomparso dunque che, secondo Pearlman, Platone era il più saggio dei Greci.

‘Figure eteree’ è diventato ‘figure eterne’

Pearlman afferma: ‘There are people of active life who are apparently uninterested in heaven because they conceive it as a place of inactivity, where ethereal figures spend their time strumming harps’ (KDB, pag. 384).

La traduzione è: ‘Ci sono delle persone attive che apparentemente non sono interessate al cielo perché lo concepiscono come un luogo di inattività, dove figure eteree passano il loro tempo strimpellando arpe’.

Le ADI hanno messo così: ‘Vi sono delle persone attive che sembrano non avere interesse per il Cielo, perché lo concepiscono come un luogo di inattività, dove delle figure eterne passano il tempo strimpellando l’arpa’ (DDB, pag. 303).

‘Figure eteree’ significa ‘figure celestiali’, ma evidentemente alle ADI neppure questa parola andava bene e l’hanno sostituita con ‘figure eterne’ che ha un altro significato.

‘Saranno buoni e belli’ è diventato ‘saranno perfetti’ e altro

‘Pearlman afferma: ‘But in heaven there will be no misunderstandings, no strife – everyone will be good and beautiful, without shadow or defect, filled with heavenly wisdom and resplendent with a heavenly personality’ (KDB, pag. 385).

La traduzione è: ‘Ma in cielo non ci saranno malintesi, nè contese – tutti saranno buoni e belli, senza ombra o difetto, ripieni di sapienza celeste e risplendenti di una personalità celeste’.

Le ADI hanno messo così: ‘Ma in cielo non vi saranno incomprensioni, né lotte; tutti saranno perfetti, senz’ombra di difetto, ripieni di sapienza celeste e risplendenti di una personalità celeste’ (DDB, pag. 304).

Notate come ‘buoni e belli’ è diventato ‘perfetti’, e ‘senza ombra o difetto’ è diventato ‘senz’ombra di difetto’. Qui veramente siamo dinnanzi a persone che fanno dire all’inglese quello che vogliono.

Modifiche sulla grande tribolazione

Pearlman afferma: ‘The latter part of this transition period is known as the “Great Tribulation,” a period during which the entire world shall be under the sway of an Anti-God and Anti-Christian government. Believers in God will be brutally persecuted, and the Jewish nation in particular will pass through the furnace of affliction’ (KDB, pag. 390).

La traduzione è: ‘L’ultima parte di questo periodo di transizione è conosciuta come la ‘Grande Tribolazione,’ un periodo durante il quale il mondo intero sarà sotto il dominio di un governo Anti-Dio e Anti-Cristiano. I credenti in Dio saranno brutalmente perseguitati, e la nazione Ebraica in particolare passerà attraverso la fornace dell’afflizione’.

Le ADI hanno messo così: ‘L’ultima parte di questo periodo di transizione è conosciuto come la «Grande Tribolazione», un periodo durante il quale il mondo intero sarà sotto un governo anti-Dio e anti-Cristo. I credenti che si saranno convertiti in quel periodo saranno brutalmente perseguitati; la nazione giudaica passerà in maniera particolare attraverso l’afflizione’ (DDB, pag. 308).

Una vergogna veramente anche queste manomissioni.

Manomissione concernente l’anticristo

Pearlman afferma: ‘The spirit of Antichrist is already in the world (1 John 4:3; 2:18; 2:22), but there is a final Antichrist who is yet to come. 2 Thess. 2:3. In the last days he will arise from the old world (Rev. 13:1) and become ruler over a resurrected Roman empire achieving world dominion’ (KDB, pag. 391).

La traduzione è: ‘Lo spirito dell’Anticristo è già nel mondo (1 Giovanni 4:3; 2:18; 2:22), ma c’è un Anticristo finale che deve ancora venire. 2 Tessalonicesi 2:3. Negli ultimi giorni egli sorgerà dal mondo antico (Apocalisse 13:1) e diventerà governatore sopra un Romano impero risuscitato raggiungendo il dominio del mondo’.

Le ADI hanno messo così: ‘Lo spirito dell’Anticristo è già nel mondo (1 Giovanni 4:3; 2:18; 2:22), ma vi è un Anticristo finale, cioè un uomo animato dallo spirito dell’Anticristo, che deve ancora venire (2 Tessalonicesi 2:3). Negli ultimi giorni egli apparirà sulla scena del mondo (Apocalisse 13:1) e regnerà sopra un impero romano risuscitato, conquistando un dominio mondiale’ (DDB, pag. 309).

Come potete vedere, le ADI hanno aggiunto ‘cioè un uomo animato dallo spirito dell’Anticristo’, e poi hanno sostituito ‘egli sorgerà dal mondo antico’ con ‘egli apparirà sulla scena del mondo’, falsando totalmente il senso delle parole di Pearlman.

Parole ‘dette’ da Nebucadnetsar scomparse

Pearlman sta parlando di quello che secondo lui fu il primo tentativo di stabilire il culto allo Stato, che fu fatto dal re Nebucadnetsar, e ad un certo punto dice: ‘In instituting this new devotion Nebuchadnezzar as much as said to the people: “Who gives you beautiful cities, good roads, magnificent gardens? The State! Who sees that you are fed and given work, who builds your schools and supports your temples? The State! Who defends you when enemies attack? The State! Is not, then, the State a mighty power, yea, even a god? ….’ (KDB, pag. 392).

La traduzione è: ‘Nell’istituire questa nuova devozione Nebucadnetsar è come se avesse detto al popolo: ‘Chi vi dona belle città, buone strade, e giardini magnifici? Lo Stato! Chi fa sì che voi siate nutriti e vi sia dato un lavoro, che costruisce le vostre scuole e mantiene i vostri templi? Lo Stato! Chi vi difende quando i nemici attaccano? Lo Stato! Non è allora lo Stato una forte potenza, sì, anzi un dio? …’.

Le ADI hanno messo così: ‘Nell’istituire questa nuova devozione, è come se Nebucadnetzar avesse detto al popolo: «Chi vi dà le belle città, le belle strade ed i giardini magnifici? Lo Stato! Chi vi procura nutrimento e lavoro, chi fabbrica le vostre scuole e sovviene ai vostri templi? Lo Stato! Non è dunque lo Stato una grande potenza, anzi, un dio? ….’ (DDB, pag. 309).

Ora, come mai ‘chi mantiene i vostri templi?’ è diventato ‘chi sovviene ai vostri templi’? Non  sarà mica per evitare di far pensare che anche lo Stato Italiano mantiene in un certo senso i locali di culto di proprietà delle ADI, non facendogli pagare l’ICI? E come mai è scomparsa la domanda su chi difende il popolo quando i nemici attaccano? Non sarà mica per non far pensare all’Intesa tra le ADI e lo Stato tramite cui le ADI si sono assicurati la protezione dello Stato Italiano dai loro nemici?

L’astuzia ADI in azione: ‘il governo’ diventa ‘i regimi’

Pearlman dice: ‘But very often Caesar has demanded the things that are God’s, with the result that the Church has, against her desire, found herself in conflict with the government’ (KDB, pag. 393).

La traduzione è: ‘Molto spesso però Cesare ha chiesto le cose che appartengono a Dio, con il risultato che la Chiesa si è trovata, contro il suo desiderio, in conflitto con il governo’.

Le ADI hanno messo così: ‘Molto spesso però Cesare ha preteso ciò che è di Dio, con il risultato che la Chiesa si è trovata, suo malgrado, in conflitto con i regimi’ (DDB, pag. 310).

Qui veramente ancora una volta dobbiamo riscontrare astuzia e malafede, perché Pearlman ha usato un semplice sostantivo che è ‘governo’, mentre le ADI ci hanno messo ‘regime’ al plurale. Perché? Per far credere che la Chiesa viene a trovarsi in contrasto molto spesso con i ‘regimi’ cioè con i ‘governi autoritari e dittatoriali’ che sono quelli che chiedono le cose che appartengono a Dio; ma non con i governi democratici, come quello Italiano per esempio. Qui proprio è evidente il tentativo di distogliere il credente dal conflitto tra un qualsiasi governo politico di una nazione, non importa se democratico o dittatoriale, e la Chiesa, quando Cesare chiede le cose che appartengono a Dio. Praticamente mettendo ‘regimi’ al posto di ‘governo’, le ADI hanno voluto far credere che i conflitti la Chiesa ce li ha molto spesso con i governi autoritari e dittatoriali, come se fossero solo questi quelli che possono chiedere alla Chiesa di dargli quello che appartiene a Dio. D’altronde le ADI hanno fatto un’intesa con il Governo Italiano, e quindi per evitare ‘guai’ hanno ritenuto sostituire ‘governo’ con ‘regimi’.

CONSIDERAZIONI VARIE

Fratelli nel Signore, dopo avere dimostrato in che maniera disonesta e sleale e fraudolenta hanno agito le ADI nei confronti del libro di Pearlman, voglio terminare con alcune considerazioni che spero contribuiscano a far capire quanto grave sia questo comportamento.

Il danno che si fa all’autore del libro manipolato

Quando il libro di un predicatore, come in questo caso Pearlman, viene manipolato, si reca un danno enorme al predicatore, perché gli si mettono in bocca parole, ragionamenti, e pensieri, che non sono suoi, e quindi si commette un peccato contro di lui. In questa maniera non si mostra amore verso di lui, perché Paolo dice che “l’amore non fa male alcuno al prossimo” (Romani 13:10), ed ancora che la carità  “non si comporta in modo sconveniente, non cerca il proprio interesse” (1 Corinzi 13:5), e quindi qui ci si trova davanti alla violazione palese di uno dei due più grandi comandamenti della legge, che è quello che dice: “Ama il tuo prossimo come te stesso” (Marco 12:28-34; Romani 13:9). Dobbiamo quindi concludere che quelli che hanno compiuto e che approvano questo modo di agire non hanno vero amore e neppure vera carità verso il loro prossimo.

Peraltro sono pienamente convinto che le persone che hanno compiuto materialmente queste manipolazioni o le giustificano, se la stessa cosa venisse fatta da qualcuno nei loro confronti, cioè verso un loro discorso o uno scritto, griderebbero allo scandalo e farebbero subito conoscere ai quattro venti la grave ingiustizia fatta nei loro confronti. E questa è ipocrisia. Quindi loro agli altri possono fare questo, ma gli altri a loro no. Questi ragionano così. Non ragionano basandosi su queste parole di Gesù: “Tutte le cose dunque che voi volete che gli uomini vi facciano, fatele anche voi a loro; perché questa è la legge ed i profeti” (Matteo 7:12), perché loro agli altri fanno quello che non vogliono che si faccia verso di loro. Ma porteranno la pena della loro ribellione, perché la Scrittura dice che “chi fa torto riceverà la retribuzione del torto che avrà fatto; e non ci son riguardi personali” (Colossesi 3:25).

Il danno che si fa ai lettori dei libri manipolati

Abbiamo appurato quindi che le ADI utilizzano i libri di autori stranieri per avallare le loro dottrine, adattando il pensiero di questi autori al pensiero ADI giusto o sbagliato che sia. Questo comportamento è molto grave, perché in questa maniera chi legge un libro tradotto dalle ADI penserà che il suo autore pensava, ragionava e insegnava come le ADI in tutto e per tutto, e quindi sarà tratto in inganno nel pensare ciò. Quindi ci si trova davanti in questo caso ad un opera fraudolenta, che ha l’intento di ingannare il prossimo. Nella pratica non viene detta la verità alla fratellanza, quando invece la Scrittura ci dice: “Perciò, bandita la menzogna, ognuno dica la verità al suo prossimo perché siamo membra gli uni degli altri” (Efesini 4:25). Anche questo modo di agire è da condannare. E peraltro questo comportamento mostra la mancanza di amore verso i fratelli, perché l’amore non fa male alcuno al suo prossimo, come detto innanzi.

Diritto di modificare, aggiungere o togliere?

Siccome so che nelle ADI ci sono taluni che arrivano a dire che quando i libri oltrepassano un certo numero di anni da quando sono stati scritti, non ci sono più vincoli dei diritti di autore e si può quindi mettere o togliere anche senza il permesso dell’autore, voglio dire quanto segue.

Ora, secondo la legge è vero che estinto il diritto d’autore, l’opera diviene di pubblico dominio ed è liberamente utilizzabile da chiunque, anche a fini economici, ma purché sia rispettato il diritto morale alla titolarità artistica, il che tradotto nella pratica significa che un libro di dominio pubblico non può essere manipolato aggiungendo frasi o parole che vanno a modificare il pensiero dello scrittore fino a mettergli in bocca cose che lui riprovava energicamente, o togliendo sue frasi o parole perché esse non piacciono al traduttore o all’editore in quanto contrarie al pensiero di quest’ultimo, o traducendolo falsando il senso di tante sue affermazioni.

Qui di seguito riporto una parte della spiegazione del ‘Diritto morale’ così come la si trova su Wikipedia, con la fiducia che essa servirà a confutare anche dal punto di vista legislativo, cioè in base alla legge degli uomini, questo presunto diritto che si sono arrogati alcuni nelle ADI di manipolare i libri di autori stranieri che sono di dominio pubblico.

‘[Il diritto morale] Mira a tutelare la personalità dell’autore, il suo onore e la sua reputazione con una corretta comunicazione agli altri delle sue opere.

I diritti morali sono per loro natura imprescrittibili, irrinunciabili, inalienabili (l’eventuale cessione dei diritti di sfruttamento economico dell’opera da parte dell’autore a terze figure, non pregiudica il diritto morale che rimane inalterato) e autonomi (il diritto morale è indipendente dai diritti di sfruttamento economico. Qualora concorrano gravi ragioni morali, l’autore può sempre disporre il ritiro dell’opera dal commercio anche dopo la cessione dei diritti economici).

Nonostante l’inalienabilità del diritto morale, se l’autore riconosce e accetta le modificazioni della propria opera, “non è più ammesso ad agire per impedirne l’esecuzione o per chiederne la soppressione ” (art 22.2 L. 633/41).

I diritti morali, con una eccezione, sono inoltre illimitati nel tempo in quanto durano per sempre e possono essere fatti valere anche dagli eredi: “Dopo la morte dell’autore il diritto morale può essere fatto valere, senza limite di tempo, dal coniuge e dai figli e, in loro mancanza, dai genitori e dagli altri ascendenti e da discendenti diretti; mancando gli ascendenti ed i discendenti, dai fratelli e dalle sorelle e dai loro discendenti” (art.23 L. 633/41).

Il diritto morale si specifica in una serie di facoltà:

A) Il diritto alla paternità dell’opera. (art. 20 L. 633/41 )

– L’autore gode del diritto di rivendicare la paternità dell’opera, cioè di esserne pubblicamente indicato e riconosciuto come l’artefice e all’inverso, che non gli venga attribuita un’opera non sua o diversa da quella da lui creata. L’usurpazione della paternità dell’opera costituisce plagio, contro il quale il vero autore può difendersi ottenendo per via giudiziale la distruzione dell’opera dell’usurpatore, oltre al risarcimento dei danni (in caso di opera anonima o pseudonima l’autore può rivelarsi, se vuole, quando meglio crede) e di opporsi a qualsiasi modifica o ad ogni atto che possa pregiudicare il suo onore o la sua reputazione.

– L’autore di un’opera anonima o pseudonima ha sempre il diritto di rivelarsi e di far riconoscere in giudizio la sua qualità di autore (art. 21.1 L. 633/41).

– Il diritto di paternità si estende anche al potere di pretendere che il nome dell’autore venga indicato sull’opera; tuttavia questa facoltà non ha carattere inderogabile ma dipende dall’opera e dagli accordi presi (per esempio nel caso di opere collettive, gli autori dei singoli contributi possono accordarsi sull’ omissione del nome; in tal caso l’autore non può pretendere il contrario ma può solo dichiararsi autore del contributo e indicare il proprio nome in caso di utilizzazione separata del contributo).

– L’editore è obbligato a riprodurre e porre in vendita l’opera col nome dell’autore, ovvero anonima o pseudonima, se ciò è previsto dal contratto.

– Gli autori dell’opera cinematografica hanno diritto che i loro nomi siano menzionati nella proiezione della pellicola cinematografica.

– Il diritto di paternità tutela, oltre a quello dell’autore, anche l’interesse pubblico, garantendo la collettività da ogni forma di inganno o confusione nella attribuzione della paternità intellettuale.

– Dopo la morte dell’autore mantengono tali diritti i discendenti. È il diritto morale che regola la pubblicazione delle opere inedite effettuata dagli eredi dell’autore. Precisamente: ” Il diritto di pubblicare le opere inedite spetta agli eredi dell’autore o ai legatari delle opere stesse, salvo che l’autore abbia espressamente vietata la pubblicazione o l’abbia affidata ad altri” (art. 24.1 L. 633/41).

B) Il diritto all’integrità dell’opera. ( art. 20 L. 633/41)

L’autore ha diritto ad essere giudicato dal pubblico per l’opera così come egli l’ha concepita e a conservare la reputazione che deriva dalla corretta conoscenza dell’opera. Questo diritto tutela non solo le modifiche dell’opera ma anche qualsiasi modalità di comunicazione dell’opera che ne falsi la percezione e quindi il giudizio da parte del pubblico.

La tutela del diritto morale all’integrità dell’opera riguarda solo quelle modifiche che comportano un concreto pregiudizio per la personalità dell’autore.

Nel valutare se la modificazione dell’opera sia di pregiudizio all’onore a alla reputazione dell’autore è necessario far conciliare e tener conto delle esigenze di carattere tecnico sorte nel corso della realizzazione dell’opera o delle esigenze pratiche del committente che l’opera non ha soddisfatto.

In particolare:

– “nelle opere dell’architettura l’autore non può opporsi alle modificazioni che si rendessero necessarie nel corso della realizzazione. Del pari non potrà opporsi a quelle altre modificazioni che si rendesse necessario apportare all’opera già realizzata” (art. 20.2);

– nelle opere cinematografiche al produttore è attribuita ” la facoltà di apportare alle opere cinematografiche le modifiche necessarie per il loro adattamento cinematografico” (art. 47 L. 633/41);

– negli articoli di giornale al direttore è attribuita la facoltà di ” introdurre nell’articolo da riprodurre quelle modificazioni di forma che sono richieste dalla natura e dai fini del giornale” (art. 41 L. 633/41).

Gli atti a danno dell’opera cui l’articolo 20 si riferisce (“..di opporsi a qualsiasi deformazione, mutilazione od altra modificazione, ed a ogni atto a danno dell’opera stessa..”) sono modalità di utilizzazione e quindi di riproduzione o comunicazione dell’opera che senza modificare l’opera ne falsano la percezione.

Alcuni esempi di danno all’opera sono i seguenti:

– la diffusione televisiva di opere cinematografiche con ripetute interruzioni pubblicitarie;

– l’utilizzazione dell’opera per la promozione o per la pubblicità di prodotti;

– presentazione dell’opera in un contesto che ne trasformi negativamente il significato;

– rappresentazione ed esecuzione dell’opera che ne falsi del tutto lo spirito.

C) Il diritto di pentimento.

L’art. 142 L. 633/41 e l’art. 2582 del codice civile stabiliscono che l’autore può domandare il ritiro dell’opera dal commercio se concorrono gravi ragioni morali. In tal caso l’autore ha l’obbligo di corrispondere un indennizzo a coloro che hanno acquistato i diritti di riprodurre, diffondere, eseguire, rappresentare o mettere in commercio l’opera stessa. Questo diritto è inalienabile e irrinunciabile ma a differenza degli altri diritti morali, dopo la morte dell’autore non può essere esercitato dai familiari; precisamente “è personale e non trasmissibile” (art 142.2).

D) Il diritto d’inedito.

Controversa è la questione di far derivare dall’art.142 L. 633/41 il diritto dell’autore di impedire la prima pubblicazione dell’opera, recedendo dai contratti con cui egli abbia disposto dei diritti di utilizzazione.

Estinto il diritto d’autore, l’opera diviene di pubblico dominio ed è liberamente utilizzabile da chiunque, anche a fini economici, purché sia rispettato il diritto morale alla titolarità artistica.

Tratto da: http://it.wikipedia.org/wiki/Diritto_d’autore_italiano#Diritto_morale

Eliminiamo il male, e riteniamo il bene?

Ci sono altri nelle ADI che giustificano questo modo di procedere di ADI-Media dicendo che la Bibbia ci comanda di esaminare ogni cosa, ritenere il bene ed astenerci da ogni specie di male (1 Tessalonicesi 5:21-22), e quindi – dicono costoro – ‘che male c’è in tutto ciò?’

A costoro noi rispondiamo così. Certo la Bibbia ci comanda di agire in questa maniera saggia, ma va detto che innanzi tutto qua ci si trova davanti non ad un esame di una opera, come alla lettura di un libro, per cui uno nel leggerlo ritiene il bene, e rigetta il male che eventualmente si trova in esso. Ma ci si trova davanti alla traduzione di libri di fratelli, che avevano delle convinzioni anche loro come le abbiamo noi, e mentre da un lato abbiamo il dovere di rigettare quello che di sbagliato essi sostenevano, non abbiamo il diritto – quando traduciamo i loro scritti – di manipolare le loro convinzioni per adattarle alle nostre, togliendo, modificando, aggiungendo quello che vogliamo nei loro libri.

Se si applicasse questo criterio nella traduzione di ogni libro, peraltro, noi non verremmo mai a conoscere il vero pensiero dell’autore del libro che leggiamo, ma il suo pensiero adattato al pensiero del traduttore. Se io prendo in mano il libro ‘Le Dottrine della Bibbia’ di Pearlman mi aspetto di leggere in esso le sue convinzioni dottrinali, e non quelle delle ADI, ma purtroppo mentre questo mio desiderio è soddisfatto nel leggere il suo libro in inglese, non è affatto soddisfatto nel leggerlo in italiano, appunto perché è stato adattato alle convinzioni delle ADI. E’ giusto questo? Non mi pare.

Usano la stessa tecnica con la Bibbia, ma in un’altra maniera

Ora, se si considera attentamente in che maniera le ADI manipolano i libri degli altri, quando li traducono, togliendo, aggiungendo, e falsando il senso delle frasi, e se si considera altrettanto attentamente quale sia il loro modo di atteggiarsi verso la Bibbia, non si può che riscontrare una forte somiglianza, se non la stessa tecnica, ma usata in maniera diversa. Cosa voglio dire con questo? Che i pastori delle ADI – lasciando inalterata materialmente la Bibbia – nel trasmettere la Bibbia al popolo, fanno le seguenti cose:

1) tolgono dalle loro predicazioni o dai loro scritti quelle parole, quelle espressioni bibliche, e quelle dottrine bibliche, che non rispecchiano le loro posizioni, per cui i credenti non le sentiranno mai citare, e quindi per molti sarà come se non fossero nella Bibbia;

2) Aggiungono nelle loro predicazioni e nei loro scritti, parole, affermazioni e insegnamenti che annullano svariate dottrine bibliche, per cui in questo caso fanno dire alla Bibbia quello che vogliono loro;

3) Manipolano su diversi punti il pensiero di Gesù e degli apostoli, per cui falsano il senso delle loro parole, e lo fanno spiegandole in maniera errata; per cui anche in questo caso le ADI fanno dire alla Bibbia cose che essa non dice, ma quello che vogliono farle dire.

Quindi, la situazione, fratelli, è drammatica, molto preoccupante, perché ci si trova davanti a persone che usando l’astuzia del serpente antico adattano tutto e tutti al loro pensiero.

Cosa fare verso le ADI

Io sono pienamente convinto che i dirigenti delle ADI – come pure coloro che manipolano i libri altrui – vadano severamente ammoniti per quello che è stato compiuto nei confronti dei libri di questi autori stranieri che loro hanno manipolato.

Quindi vi esorto anche in questa occasione a mandare una personale riprensione a quelli di ADI-Media, cioè del Servizio Pubblicazioni delle Assemblee di Dio in Italia, nella speranza che si ravvedano e abbandonino questo modo di fare disonesto e fraudolento:

ADI-Media Srl

Sede Op.: Via della Formica, 23 – 00155 Roma

Sede Legale: V.le Mazzini, 4 – Roma | Cap. Soc.: 100.000,00 Euro i.v.

P.IVA – C.F. Registro di ROMA n. 09751141004 | REA di ROMA: 1187482

Email: adi@adi-media.it  | Skype: ADI-Media

Tel. +39062251825 +39062284970 | Fax +39062251432

Ed oltre a questo, esorto tutti i fratelli nelle ADI a parlare di queste cose, a riprovare queste manipolazioni, sia in privato che in pubblico, perché sono cose molto gravi che portano grande discredito alla via della verità.

Fatelo, fatelo, è ora che facciate sentire anche la vostra voce forte e chiara contro questi scandali. Non vi lasciate impaurire da niente e nessuno, perché è il diavolo che vorrebbe farvi stare zitti, essendo lui il padre della menzogna.

Non vi fidate dei libri tradotti dalle ADI

E’ chiaro che dopo avere ancora una volta ampiamente dimostrato in che maniera disonesta e sleale agiscono nelle ADI quando devono tradurre un libro di un autore straniero, non posso che ripetervi di non fidarvi dei libri tradotti dalle ADI dall’inglese, perché è manifesto ormai che essi quando traducono adattano il pensiero altrui al loro proprio pensiero giusto o sbagliato che esso sia.

La grazia del nostro Signore Gesù Cristo sia con coloro che lo amano con purità incorrotta

Giacinto Butindaro

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