‘Pace fatta a San Giuseppe Jato fra cattolici ed evangelisti’

SAN GIUSEPPE JATO. Trovato l’accordo fra cattolici ed evangelisti: l’edicola sacra dedicata alla Madonna resterà al suo posto. Accanto sorgerà la chiesa evangelica. Ad assicurare che i lavori di realizzazione dell’edificio di culto protestante non comporteranno la demolizione del tabernacolo cattolico è l’assessore ai Lavori pubblici Angelo Valenza:

“La cappella verrà temporaneamente spostata – fa sapere – e messa in un luogo sicuro. Ma una volta completate le opere, ritornerà al suo posto. E sarà nostra cura realizzare anche delle panchine”. Alla fine dunque ha prevalso il buon senso in una vicenda che rischiava di innescare una sorta di “piccola guerra di religione”. Via Francesca Morvillo, dove si trova l’edicola, diventerà invece luogo d’incontro fra due diverse confessioni. Un confine destinato, si spera, più ad unire più che a dividere. A confermarlo sono le parole di Tommaso Di Lorenzo, ministro della locale comunità evangelica [1]: “Da parte nostra c’è il pieno rispetto per il sentimento religiose dei cattolici e la volontà di rimettere a posto l’edicola, attorno a cui pianteremo nuovi alberi”.

La statua dedicata a Maria Immacolata, collocata da alcuni privati nel 1994, sorge infatti al confine di un terreno di circa 3 mila metri su cui verranno costruiti una chiesa evangelica ed un parcheggio. Il progetto iniziale prevedeva la rimozione della statua, del giardino e di alcuni gazebo realizzati dai residenti. “E’ chiaro – fa notare l’assessore Valenza – che tuteleremo solo la cappella sacra. Le tettoie per le auto e il barbecue abusivi verranno demoliti”. A dirsi soddisfatto è Salvatore Cucinella, che 17 anni fa fece realizzare l’edicola votiva, e che nei giorni scorsi si era rivolto al Giornale di Sicilia: “E’ la più bella notizia che potevamo ricevere in occasione della Pasqua”. Cucinella aveva avviato anche una petizione popolare per chiedere al sindaco una variante al progetto. Un ridimensionamento che, oltre a salvare l’edicola, garantisse un po’ di verde nella zona. Nella nota si faceva riferimento anche al rischio idrogeologico di contrada “Mortilli”.

La zona franosa, conosciuta come “lottizzazione Barbaro”, era stata ritenuta inedificabile negli anni ‘90 dall’amministrazione comunale guidata da Maria Maniscalco. Negli anni successivi, una variante al Piano regolatore, ha permesso però di poter costruire. Il terreno su cui sorgerà la Chiesa evangelica è stato concesso dal Comune. In cambio verranno completata la strada, e saranno realizzati le opere di urbanizzazione e un parcheggio pubblico, all’interno del quale verrà collocata l’edicola sacra. (*leas*)

LEANDRO SALVIA

Martedì 26 Aprile 2011

Tratto da: http://www.vallejato.it/

[1] Questa Chiesa è Pentecostale ad aderisce alla Chiesa Evangelica Internazionale e Associazione Missionaria (C.E.I.A.M.)

Quello che colpisce è questa frase del pastore: ‘Da parte nostra c’è il pieno rispetto per il sentimento religiose dei cattolici e la volontà di rimettere a posto l’edicola, attorno a cui pianteremo nuovi alberi”. Come si può infatti affermare di avere il pieno rispetto per un sentimento che è in abominio a Dio, in quanto il sentimento religioso dei cattolici romani è un sentimento di idolatria? Purtroppo questo modo di parlare in cui si esprime rispetto verso delle cose in abominio a Dio ha preso piede in mezzo anche a noi Pentecostali, e questa ne è un’ulteriore prova. E perchè si adotta questo linguaggio indegno? Per avere buoni rapporti di vicinato con i Cattolici Romani, che adorano gli idoli muti; e per evitare quelle che vengono soprannominate ‘guerre di religione’. Come sono cambiate tante Chiese Pentecostali, in peggio ovviamente. Una volta tra di noi Pentecostali si condannavano con franchezza sia privatamente che pubblicamente sia l’idolatria che gli idoli della Chiesa Cattolica Romana, mentre adesso molti hanno paura di farlo, per non scatenare le cosiddette ‘guerre di religione’, o meglio per non essere perseguitati.

Per quanto sta in noi, invece, continueremo a riprovare con ogni franchezza sia in pubblico che in privato sia il sentimento religioso idolatrico dei Cattolici Romani che i loro idoli muti.

Giacinto Butindaro

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