Tempi difficili


Quando la Guardia di Finanza scopre qualche frode commerciale o finanziaria a danno dei cittadini o dei contribuenti, non mi risulta che le persone frodate o ingannate si arrabbino con la Guardia di Finanza, anzi si rallegrano e mostrano gratitudine verso questo speciale Corpo di Polizia, che vi ricordo fa parte delle autorità stabilite da Dio e quindi stabilite per il nostro bene, secondo che dice Paolo a proposito dei magistrati “i magistrati non son di spavento alle opere buone, ma alle cattive ….. perché il magistrato è un ministro di Dio per il tuo bene” (Romani 13:3,4).

Quando invece nella Chiesa vengono smascherati gli operai fraudolenti e le loro frodi a danno dei Cristiani, molti cosiddetti Cristiani si arrabbiano con gli smascheratori e non con gli smascherati; difendono gli smascherati anzichè gli smascheratori; mostrano gratitudine verso gli smascherati anzichè verso gli smascheratori. In altre parole, costoro se la prendono con coloro che sono stati stabiliti da Dio nella Sua Chiesa, “per il perfezionamento de’ santi, per l’opera del ministerio, per la edificazione del corpo di Cristo, finché tutti siamo arrivati all’unità della fede e della piena conoscenza del Figliuol di Dio, allo stato d’uomini fatti, all’altezza della statura perfetta di Cristo” (Efesini 4:12-13); anzichè prendersela con i cattivi operai, con gli impostori, con i falsi ministri del Vangelo, che con la loro astuzia e le loro arti seduttrici dell’errore, seducono il cuore dei semplici, li frodano e li sfruttano estorcendo loro denaro a più non posso usando i pretesti più svariati.

Costoro non amano la verità, ma la menzogna: non amano la giustizia, ma l’ingiustizia: non amano l’onestà, ma la disonestà; non temono Dio, ma gli uomini. Sono corrotti, riprovati quanto alla fede, gente da cui guardarsi e ritirarsi.

Diceva bene l’apostolo Paolo a Timoteo: “Or sappi questo, che negli ultimi giorni verranno dei tempi difficili; perché gli uomini saranno egoisti, amanti del danaro, vanagloriosi, superbi, bestemmiatori, disubbidienti ai genitori, ingrati, irreligiosi, senz’affezione naturale, mancatori di fede, calunniatori, intemperanti, spietati, senza amore per il bene, traditori, temerarî, gonfi, amanti del piacere anziché di Dio, aventi le forme della pietà, ma avendone rinnegata la potenza. Anche costoro schiva! Poiché del numero di costoro son quelli che s’insinuano nelle case e cattivano donnicciuole cariche di peccati, agitate da varie cupidigie, che imparan sempre e non possono mai pervenire alla conoscenza della verità. E come Jannè e Iambrè contrastarono a Mosè, così anche costoro contrastano alla verità: uomini corrotti di mente, riprovati quanto alla fede. Ma non andranno più oltre, perché la loro stoltezza sarà manifesta a tutti, come fu quella di quegli uomini” (2 Timoteo 3:1-9).

Chi ha orecchi da udire, oda.

Giacinto Butindaro

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