L’inferno esiste

L’Iddio che ha fatto il cielo, la terra, il mare e tutte le cose che sono in essi, ha guidato i tuoi passi affinchè tu capitassi in questa pagina web e leggessi questo messaggio che ho scritto proprio per te che sei perduto e schiavo del peccato.
La vita non finisce con la morte, perché l’uomo ha all’interno del suo corpo un’anima immortale che sopravvive alla morte fisica. Dell’esistenza di questa anima immortale ne parlò pure Gesù Cristo, il Figlio di Dio, ai suoi discepoli quando disse loro di non temere “coloro che uccidono il corpo, ma non possono uccidere l’anima” (Matteo 10:28). Nota molto bene che Gesù ha detto che il corpo può essere ucciso, mentre l’anima no; per cui è ovvio che essa continua a vivere dopo la morte. Se quindi fino ad ora hai pensato che con la morte finisce tutto, ti sei sbagliato grandemente. Ma dove va l’anima dell’uomo quando egli muore? Secondo l’insegnamento della Scrittura (la Bibbia) essa va in un luogo di tormento situato nelle profondità della terra; questo luogo nella Bibbia è chiamato in ebraico Sheol, e in greco Ades, e da alcuni è stato tradotto con ‘soggiorno dei morti’ e da altri con ‘inferno’ (dal latino infernus che significa ‘luogo che è di sotto, inferiore). In questo luogo scendono [le anime di] coloro che muoiono nei loro peccati per esservi tormentati dalle fiamme che ivi si trovano, in attesa di essere risuscitati in resurrezione di giudizio nell’ultimo giorno quando saranno scaraventati, anima e corpo, in un altro luogo di tormento che si chiama stagno ardente di fuoco e di zolfo e dove saranno tormentati per l’eternità. In altre parole, nel giorno del giudizio l’Ades renderà i suoi morti che risorgeranno e compariranno davanti al trono di Dio per essere giudicati ciascuno secondo le sue opere e gettati nel fuoco eterno (cfr. Apocalisse 20:11-15).

Ecco qui di seguito quei passi della Sacra Scrittura che parlano dell’esistenza di questo luogo sotterraneo di tormento chiamato ‘inferno’ e che spiegano dove si trova e che aspetto ha e come ci scendono le anime dei peccatori.
– Nel Vangelo scritto da Luca è scritto: “Or v’era un uomo ricco, il quale vestiva porpora e bisso, ed ogni giorno godeva splendidamente; e v’era un pover’uomo chiamato Lazzaro, che giaceva alla porta di lui, pieno d’ulceri, e bramoso di sfamarsi con le briciole che cadevano dalla tavola del ricco; anzi perfino venivano i cani a leccargli le ulceri. Or avvenne che il povero morì e fu portato dagli angeli nel seno d’Abramo; morì anche il ricco, e fu seppellito. E nell’Ades, essendo ne’ tormenti, alzò gli occhi e vide da lontano Abramo, e Lazzaro nel suo seno; ed esclamò: Padre Abramo, abbi pietà di me, e manda Lazzaro a intingere la punta del dito nell’acqua per rinfrescarmi la lingua, perché son tormentato in questa fiamma. Ma Abramo disse: Figliuolo, ricordati che tu ricevesti i tuoi beni in vita tua, e che Lazzaro similmente ricevette i mali; ma ora qui egli è consolato, e tu sei tormentato. E oltre a tutto questo, fra noi e voi è posta una gran voragine, perché quelli che vorrebbero passar di qui a voi non possano, né di là si passi da noi. Ed egli disse: Ti prego, dunque, o padre, che tu lo mandi a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli, affinché attesti loro queste cose, onde non abbiano anch’essi a venire in questo luogo di tormento. Abramo disse: Hanno Mosè e i profeti; ascoltin quelli. Ed egli: No, padre Abramo; ma se uno va a loro dai morti, si ravvedranno. Ma Abramo rispose: Se non ascoltano Mosè e i profeti, non si lasceranno persuadere neppure se uno dei morti risuscitasse” (Luca 16:19-31). Fu il nostro Signore Gesù Cristo a raccontare questa storia realmente avvenuta. Questa storia dunque insegna che con la morte non finisce tutto, ma che esiste una vita ultraterrena e che l’anima del peccatore continua a vivere in un mondo invisibile dopo che egli muore. E’ chiaro che la nostra anima noi non la vediamo, ma sappiamo che essa dimora in questo nostro corpo di carne ed ossa; e come non possiamo negare l’esistenza dell’anima solamente perché non la vediamo con i nostri occhi, così non possiamo negare l’esistenza dell’Ades solo perché non lo vediamo o non l’abbiamo mai visto. Il fatto è che mentre l’anima si trova nel nostro corpo, l’Ades si trova negli antri della terra ad una grande profondità; è un luogo reale secondo la Parola di Dio, dove l’anima del peccatore, dopo essere uscita dal suo corpo, và a stare in attesa del giudizio. In altre parole mentre il peccatore vive sulla terra l’anima sua gode dei piaceri della vita e si diletta nel fare il male muovendosi liberamente in un corpo umano, ma quando il corpo nel quale alberga temporaneamente si disfa, essa si diparte e và nell’Ades dove sarà tormentata dal fuoco di questo luogo e dove non potrà più in alcun modo divertirsi. La storia di questo ricco ci dice che questo ricco godeva splendidamente ogni giorno mentre era sulla terra e che egli, quando morì, fu seppellito, ma si ritrovò in un luogo di tormento, appunto l’Ades. Fu il suo corpo ad essere seppellito e non la sua anima, perché l’anima dell’uomo non può essere afferrata dalla mano di nessun uomo per essere posta in una bara e poi in una fossa. E’ il corpo che torna in polvere secondo quello che disse Dio ad Adamo: “Sei polvere, e in polvere ritornerai” (Genesi 3:19), e non l’anima perché essa non è fatta di un materiale dissolubile. Come si può leggere in questa storia, quest’uomo che si era goduto la vita sulla terra, anche quando si trovò nell’Ades poteva ancora parlare, ricordare, e secondo quello che egli disse ad Abramo avrebbe potuto essere pure rinfrescato con dell’acqua nella fiamma dove si trovava. Ma di acqua non ce n’è nell’Ades, c’é solo il suo ricordo per quelli che sono nel fuoco dell’Ades. Come ho detto prima, quest’uomo, senza un corpo poteva ancora parlare e ricordare; ma non solo, egli poteva pure dare dei suggerimenti infatti invitò Abramo a mandare Lazzaro a intingere la punta del dito nell’acqua per rinfrescargli la lingua arsa dal calore della fiamma ardente, ma egli si sentì rispondere da Abramo che questo non era possibile. Abramo gli disse di ricordarsi che egli aveva ricevuto i suoi beni in vita sua, e poi gli disse che vi era una gran voragine tra quel luogo di tormento dove egli si trovava e il luogo di conforto dove invece si trovava lui con Lazzaro (il seno d’Abramo), voragine che impediva a quelli che si trovavano in quest’ultimo di andare a soccorrere quelli che erano nel tormento nell’Ades. Nessuna pietà fu mostrata in verso quell’uomo; come lui si era mostrato impietoso durante la sua vita terrena così Dio si mostrò impietoso verso di lui dopo che egli morì. In questo vediamo la manifestazione della giustizia di Dio. Egli, anche sotto l’Antico Patto, non lasciava impuniti quelli che rifiutavano di dare ascolto alla legge di Mosè ed ai profeti. Quando quell’uomo sentì Abramo rispondergli in quella maniera, si preoccupò dei suoi cinque fratelli che erano ancora in vita sulla terra, infatti propose ad Abramo di mandare Lazzaro a casa di suo padre per avvertire i suoi cinque fratelli dell’esistenza di questo luogo di tormento e del fatto che là si trovava già lui. Egli pensava che in questa maniera essi si sarebbero ravveduti nel sentire Lazzaro e non sarebbero discesi anche loro là. Ma anche in questo caso la risposta di Abramo non fu quella che lui si aspettava, perché il patriarca gli fece chiaramente comprendere che i suoi fratelli avevano Mosè ed i profeti e che essi dovevano ascoltare loro per non andare lì con lui quando sarebbero morti. La risposta di Abramo però non soddisfò quell’uomo perché egli fece capire ad Abramo che secondo lui sarebbe stata più efficace la testimonianza di Lazzaro se questi fosse risuscitato e fosse andato dai suoi fratelli, anziché quella di Mosè e dei profeti. Non fu però del medesimo parere Abramo, infatti egli gli disse che se i suoi fratelli non volevano ascoltare Mosè ed i profeti, non si sarebbero lasciati persuadere ad abbandonare la loro via malvagia, neppure dalla testimonianza di un morto tornato in vita. Ma veniamo ad altre Scritture che confermano l’esistenza del soggiorno dei morti e che esso si trova sotto terra ad una grande profondità e che là vi scendono gli empi quando muoiono.
– Nei Salmi è scritto: “Gli empi se n’andranno al soggiorno de’ morti, sì, tutte le nazioni che dimenticano Iddio” (Salmo 9:17), ed a proposito della sorte di quelli che confidano nei loro grandi averi e si gloriano della grandezza delle loro ricchezze è scritto: “Son cacciati come pecore nel soggiorno de’ morti; la morte è il loro pastore” (Salmo 49:14).
– Giobbe, parlando degli empi, disse: “Passano felici i loro giorni poi scendono in un attimo nel soggiorno dei morti” (Giobbe 21:13).
– Isaia, parlando della sorte di quelli che in Sion non ponevano mente a quel che faceva il Signore, ma si inebriavano di vino e di bevande alcoliche disse: “Perciò il soggiorno de’ morti s’é aperto bramoso, ed ha spalancata fuor di modo la gola; e laggiù scende lo splendore di Sion, la sua folla, il suo chiasso, e colui che in mezzo ad essa festeggia” (Isaia 5:14). Sempre Isaia, nell’oracolo contro il re di Babilonia, disse ad Israele: “Tu pronunzierai questo canto sul re di Babilonia e dirai:.. Il soggiorno de’ morti, laggiù s’é commosso per te, per venire ad incontrarti alla tua venuta. Il tuo fasto e il suon de’ tuoi saltèri sono stati fatti scendere nel soggiorno de’ morti” (Isaia 14:3,9,11).
– Dio per mezzo di Ezechiele predisse ciò che avrebbe fatto a Tiro con queste parole: “Allora ti trarrò giù, con quelli che scendon nella fossa, fra il popolo d’un tempo, ti farò dimorare nelle profondità della terra, nelle solitudini eterne, con quelli che scendon nella fossa…” (Ezechiele 26:20).
– Gesù quando rimproverò Capernaum gli disse: “E tu, o Capernaum, sarai tu forse innalzata fino al cielo? No, tu scenderai fino nell’Ades” (Matteo 11:23).
Come puoi ben vedere da te stesso, da tutte queste Scritture si deduce chiaramente che il soggiorno dei morti è un luogo che si trova nelle profondità della terra, o come disse Gesù: “Nel cuore della terra” (Matteo 12:40), e che là vanno i peccatori che rifiutano di ascoltare la voce di Dio.
Ma la Scrittura ci dice pure l’aspetto che ha il soggiorno dei morti: Giobbe l’ha definito così: “Terra delle tenebre e dell’ombra di morte: terra oscura come notte profonda, ove regnano l’ombra di morte ed il caos, il cui chiarore è come notte oscura” (Giobbe 10:21-22); Bildad di Suach, parlando della sorte dell’empio ha detto: “E’ cacciato dalla luce nelle tenebre” (Giobbe 18:18); e Tsofar di Naama dice dell’empio: “Lo consumerà un fuoco non attizzato dall’uomo” (Giobbe 20:26). A proposito di queste ultime parole esse sono chiaramente confermate dalle parole che quell’uomo che era nell’Ades rivolse ad Abramo: “Son tormentato in questa fiamma” (Luca 16:24). Il fuoco che c’é nell’Ades non è un fuoco attizzato da un uomo, ma da Dio, e per questo non si può spegnere in alcuna maniera.
Dunque, adesso sai dove sei diretto dopo la morte, all’inferno, dove c’è il pianto e lo stridore dei denti secondo che è scritto: “Ivi sarà il pianto e lo stridore dei denti” (Matteo 13:50), e dove il fuoco arde del continuo facendo patire immani dolori a quelli che sono avvolti dalle sue fiamme. E tutto questo perché tu hai peccato, vivi una vita in ribellione a Dio, la Parola di Dio dice infatti che “tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio” (Romani 3:23). In altre parole, tu ti trovi su quella via spaziosa che mena alla perdizione e di cui ha parlato Gesù (cfr. Matteo 7:13).

Ora, ti voglio dire cosa devi fare se vuoi scampare all’inferno. Tu devi nascere di nuovo ossia devi sperimentare la nuova nascita spirituale di cui parlò Gesù Cristo.
Gesù Cristo un giorno disse a un capo dei Giudei di nome Nicodemo, che era andato da lui di notte: “Bisogna che nasciate di nuovo” (Giovanni 3:7). Quindi è imperativo nascere di nuovo secondo quello che ha detto Gesù Cristo, il Figlio di Dio disceso dal cielo per annunciarci quello che gli aveva ordinato di dire il Padre suo. Ma perché è necessario nascere di nuovo? Perché come poco prima aveva sempre detto Gesù a Nicodemo: “Se uno non è nato d’acqua e di Spirito, non può entrare nel regno di Dio” (Giovanni 3:5). Il Regno di Dio di cui ha parlato Gesù è il Paradiso celeste, un luogo splendido e glorioso che non si può vedere con questi occhi ma che esiste nell’aldilà e precisamente nei cieli (cfr. 2 Corinzi 12:1-4). Sì, nei cieli, esiste un luogo meraviglioso dove si entrerà subito dopo morti con l’anima – in attesa della resurrezione corporale che avrà luogo al ritorno dal cielo di Gesù (cfr. Apocalisse 6:9-11; 1 Tessalonicesi 4:13-18) – ma come ti ho appena detto a condizione che uno sulla terra sia nato di nuovo. Nel caso invece uno non è nato di nuovo, quando morirà la sua anima andrà all’inferno, che come ti ho già detto innanzi è un luogo anche questo che non si può vedere con questi occhi ma a differenza del Paradiso è un luogo di tormento, dove regna il caos, dove ci sono tenebre fitte, dove arde un fuoco non attizzato da mano d’uomo, e come disse più volte Gesù c’è il pianto e lo stridore dei denti (cfr. Giobbe 10:21-22; 20:26; Luca 16:22-31). Là l’anima del peccatore attenderà il giorno del giudizio quando risorgerà corporalmente per essere giudicato secondo le sue opere e scaraventato nello stagno ardente di fuoco e di zolfo che è la morte seconda (cfr. Apocalisse 20:11-15; 21:8) dove rimarrà per l’eternità in mezzo ad atroci e intensi tormenti. Riconosci dunque da te stesso l’importanza che ha la nuova nascita; essa costituisce la maniera in cui si può essere salvati dalle fiamme dell’inferno prima e poi dallo stagno ardente di fuoco e di zolfo. Non una maniera, ma l’unica maniera; non esiste un’altra maniera per mezzo della quale si può scampare alla perdizione eterna.
Ora ti voglio fare sapere come si sperimenta la nuova nascita nella propria vita. Per spiegartelo nella maniera migliore però sono costretto a partire da molto lontano e cioè dal primo uomo, Adamo, perché per mezzo di lui il peccato è entrato nel mondo e quando si parla della nuova nascita occorre parlare del peccato. Ora, Dio quando creò l’uomo lo pose nel Giardino dell’Eden e gli comandò di non mangiare il frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male, pena la morte infatti gli disse: “Nel giorno che tu ne mangerai, per certo morrai” (Genesi 2:17). Adamo però disubbidì e così in quel preciso giorno morì, ma non fisicamente bensì spiritualmente. E tramite lui il peccato è entrato nel mondo e si è esteso a tutta l’umanità (cfr. Romani 5:12). Tutti quindi hanno peccato e sono morti spiritualmente come lo era Adamo dopo avere peccato (cfr. Romani 3:23). Ecco il punto, la morte spirituale regna in coloro che hanno peccato (cfr. Romani 5:17). Anche tu dunque hai peccato davanti a Dio, non importa se tanto o poco, e non importa di che tipi di peccati ti sei reso colpevole, se di un furto che ti ha fruttato solo poche lire o di una rapina a mano armata in una banca che ti ha fruttato tanti milioni o persino miliardi, se di una bugia detta per scherzare o per nascondere un misfatto compiuto da te o da altri, se di una parolaccia contro il tuo prossimo o di una bestemmia contro Dio, e potrei proseguire, il peccato è peccato, e il suo salario è in ogni caso la morte (cfr. Romani 6:23; Giacomo 1:15), perciò tu sei un peccatore, sei morto spiritualmente. In te non c’è vita – spiritualmente parlando – solo la morte. Sei un figliuolo d’ira dunque (cfr. Efesini 2:3) su cui posa l’ira ardente di Dio che odia gli operatori di iniquità (cfr. Salmo 5:5). Ecco perché non hai comunione con Dio, ecco perché non hai nessuna speranza, ecco perché hai paura della morte e quando ne senti parlare fai degli scongiuri che per altro non riescono per nulla ad allontanare la morte perché essa si sta avvicinando velocemente, ed ecco perché quando senti parlare dell’inferno sei preso dai brividi e fai di tutto per cambiare discorso o cerchi di non sentire; perché sei morto nei tuoi falli e nelle tue trasgressioni. Forse sei andato dal prete a confessare i tuoi peccati ma inutilmente, perché anche dopo che ti ha assolto e tu hai compiuto le cose che ti ha prescritto hai continuato e continui a sentirti sempre un peccatore nel tuo intimo, un peccatore perduto senza speranza. Quei peccati confessati sono ancora attaccati alla tua coscienza e pesano come un macigno su di te. La coscienza che Dio ha posto in te questo te lo attesta chiaramente. E questo perché il prete è un uomo che non può rimettere i peccati a nessuno.
Essendo dunque questa la situazione in cui tu ti trovi, hai bisogno di essere vivificato, di sperimentare una risurrezione spirituale che porti in te la vita spirituale, la comunione con Dio, in altre parole di nascere di nuovo. Ecco allora cosa devi fare per nascere di nuovo. Devi ravvederti dei tuoi peccati, cioè pentirti dei tuoi misfatti e proporti di non compierli più, e credere con tutto il tuo cuore in Gesù Cristo, il Figlio di Dio (cfr. Atti 20:21). Quello che devi credere, quando dico che devi credere in Gesù Cristo, è che Gesù Cristo è morto sulla croce per i nostri peccati, che fu seppellito, e che il terzo giorno risuscitò per la nostra giustificazione e apparve a quelli che egli aveva scelto come suoi testimoni cioè gli apostoli (cfr. Atti 10:38-43). Questo è il Vangelo di Dio (cfr. 1 Corinzi 15:1-5) che mostra agli uomini il grande amore che Dio ha avuto per tutto il mondo offrendo il suo Unico Figliuolo per la propiziazione dei nostri peccati affinché per mezzo di lui noi vivessimo (cfr. 1 Giovanni 4:9). Nel momento in cui farai ciò avverrà questo; ti sentirai nascere di nuovo e diventare una creatura nuova (cfr. 2 Corinzi 5:17). Questo avverrà per la virtù della Parola di Dio (cfr. Giacomo 1:18; 1 Pietro 1:23) che la Scrittura paragona all’acqua (cfr. Isaia 55:10-11; Efesini 5:25-27), e dello Spirito Santo; ed è qualcosa che non si può capire appieno. Sperimenterai sull’istante il lavaggio dei tuoi peccati, e quindi il perdono di Dio che porterà in te la pace e la gioia della salvezza. Non sarai più un figlio d’ira ma un figlio di Dio; non sarai più un nemico di Dio perché sarai riconciliato con Dio; non sarai più uno schiavo del peccato perché sarai liberato dal peccato; non sarai più sulla via della perdizione che mena alle fiamme dell’inferno ma sulla via che mena in Paradiso, e perciò non avrai più paura di morire perché saprai dove andrai, come anche non avrai più paura dell’inferno. E tutto questo in virtù della grazia di Dio mediante la fede (cfr. Efesini 2:8-9). Non ci sarà dunque da parte tua niente di cui gloriarti nel cospetto di Dio perché ciò che otterrai lo otterrai gratuitamente e non in virtù di tue opere giuste compiute (cfr. Tito 3:4-7).
Che farai adesso? Io spero vivamente che tu ti penta dei tuoi peccati e invochi il Signore Gesù Cristo per ottenere la remissione dei tuoi peccati. Non farti beffe delle parole che ti ho rivolto, chi si è fatto beffe di questo messaggio ed è morto nei suoi peccati, ora piange e stride i suoi denti all’inferno, e se potesse tornerebbe sulla terra per accettare il Vangelo della grazia di Dio. Ma oramai non ha più nessuna opportunità di accettare il Vangelo, troppo tardi, doveva pensarci prima. La vita è breve, è come un soffio, e potrebbe finire all’improvviso e ti troveresti perduto per l’eternità. Sàlvati da questa perversa generazione. Non indugiare, non posticipare questa decisione, perché non sai quello che un giorno possa produrre.
Che Dio ti benedica, rivelandoti il suo Figliuolo Gesù Cristo e salvandoti dalla perdizione eterna.

Una parola adesso per il credente sviato, santo al locale di culto ma peccatore fuori.
Adesso mi rivolgo a te che un giorno sei nato di nuovo, hai gustato la bontà di Dio, ma ad un certo punto hai deciso di abbandonarti al peccato, ai piaceri della vita, alle concupiscenze della carne. Tu ti sei sviato dalla retta via per la quale ti eri incamminato, e adesso sei su quella via che oltre ad essere piena di spine e triboli, mena all’inferno. Pure tu, dunque, al pari di chi ancora non ha conosciuto Dio, sei diretto all’inferno. Non ti illudere, non ti ingannare. Tu sei morto spiritualmente, perché Paolo dice che se viviamo secondo la carne noi morremo (cfr. Romani 8:13), per cui anche se hai nome di vivere tu sei morto. Anche se ancora frequenti un locale di culto, dove vai per pregare, cantare, e ascoltare la Parola di Dio, la tua condizione spirituale è come quella di un qualsiasi peccatore. Sei come un sepolcro imbiancato che di fuori appare pulito ma di dentro è pieno di ossa e di immondizia, infatti ti rechi al culto, durante la riunione ti comporti in maniera retta e giusta dando una buona impressione a tutti, ma quando sei fuori dal locale di culto, quando gli altri credenti non ti vedono e non ti ascoltano, allora ti comporti come i peccatori, né più né meno, anzi tante volte peggio di loro. Il tuo parlare è pieno di oscenità e di volgarità, di oltraggi e di barzellette, vai a donne, commetti fornicazione, rubi, ti ubriachi, ecc. Sei un peccatore, non un credente che si santifica nel timore di Dio, ma una persona traviata che è tornata a voltolarsi nel fango, che si è fatta avviluppare dalle contaminazioni del mondo che un giorno avevi fuggito mediante la conoscenza del Signore. E adesso a cagione della tua condotta, la dottrina e il nome di Dio sono biasimati. Che pensi che ti aspetta, se morissi in questo stesso istante? Il Paradiso, la gloria, il cielo? Niente affatto, ma l’inferno, ripeto l’inferno.
Io ti scongiuro quindi di pentirti dei tuoi misfatti, di abbandonarli e di tornare al Signore chiedendogli di perdonare le tue iniquità, e Lui lo farà perché è fedele. Torna al Signore, torna al Signore, e lui ti salverà. Che Dio ti benedica dandoti il ravvedimento

Chi ha orecchi da udire, oda.

Giacinto Butindaro

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26 Responses to L’inferno esiste

  1. Antonella says:

    Ciao Giacinto!
    Volevo farti una domanda. Chi si suicida va all’inferno?

    Questo perchè come hai potuto vedere anche tu, in questo periodo causa la crisi economica e difficoltà economiche e lavorative, perdita della casa, del lavoro, debiti..famiglia ..ecc.. molte persone per la disperazione, per mancanza di speranza, di un futuro ci uccidono. Oppure per depressione, per solitudine, per paura, perchè non c’e la fanno più a vivere questa maledetta vita..Cosa ne pensi? Vanno anche loro all’inferno? O c’è la possibilità che si salvano?

    Shalom!
    Antonella

    • giacintobutindaro says:

      Antonella, pace a te. Chi commette suicidio si rende colpevole di omicidio perchè uccide sè stesso, e quindi è un omicida e gli omicidi vanno in perdizione. Ricordati di Giuda Iscariota che si suicidò e che andò in perdizione, infatti è chiamato ‘figlio della perdizione’.

  2. Antonella says:

    Scusa se insisto Giacinto, ma è per capire bene il concetto.
    Il caso di Giuda era inevitabile perchè era malvagio e ladro. Aveva tradito il Figliuolo di Dio. Santo, innocente e senza peccato. Un infamia. Ma io parlo di persone che per svariati motivi personali, come ti ho detto (depressione, crisi economica, debiti, malattie, lutti famigliari, paure e angoscie, abusi, maltrattamenti, droghe ..ecc.) che forse in quel momento non sono in grado di “intendere e volere” nel senso che non lo fanno lucidamente e consapevolmente, ma perchè sopraffatti da un forte senso si angoscia e dolore che non riescono più a gestire umanamente cioè non sono in grado di sopportare più il dolore forte dell’angoscia (psicologico, morale e fisico) che per non soffrire più, e dunque liberarsi da questa forte sofferenza e angoscia preferiscono togliersi la vita perchè umanamente per loro è diventato insopportabile, insostenibile questa vita. Non c è la fanno più a portare il peso. Sono come schiacciati. Per loro la morte rappresenta la liberazione dal dolore! CapisciGiacinto?
    Quando lo fanno, non pensano al comandamento, o a offendere Dio, pensano solo a liberarsi al peso, dal dolore, dalla sofferenza, dalla disperazione. In quel momento l’uncia via di uscita è la morte! Non so se riesco a spiegarmi. E’ insomma come uno che sta male, tanto male, e prende qualsiasi cosa per poter stare bene e liberarsi dal peso che lo sta schiacciando, annullandosi in tutti i sensi. Diciamo che la morte per loro è un rimedio alla loro umana sofferenza e alla mancanza speranza. Non vogliono più soffrire!!!
    Shalom!
    Antonella

  3. Elia says:

    Pace Antonella. Il Diavolo, nei casi da te indicati, si insinua nelle menti delle creature di Dio. Suggerisci a queste persone di invocare il Sangue ed il Nome potente di Gesù Cristo quando sono sopraffatti dall’angoscia. Il Diavolo ed i suoi demoni verrà messo in fuga. Giacinto, di contro, non può darti una risposta diversa. Lui è un Dottore della Legge. Io ti dico questo. Se la persona non muore all’istante e nel brevissimo tempo che lo separà dalla morte, si ravvede e crede nel nome di Gesù Cristo, costui si salverà dall’Inferno! Le vie di Gesù Cristo sono infinite! Ricordiamo che Gesù Cristo è morto anche per chi commette omicidio e successivamente si ravvede e crede nel suo Santo Nome. Rammento che solo chi pecca contro lo Spirito Santo non ha possibilità di salvarsi. Peccare contro lo Spirito Santo equivale a rigettare il nome di Gesù Cristo ed il suo Sacrificio.
    Gloria sia data a Dio Onnipotente in Gesù Cristo.
    Elia

    • giacintobutindaro says:

      Elia, pace. ti ricordo che quando Gesù parlò del peccare e della bestemmia contro lo Spirito Santo, ne parlò in risposta a quei Giudei (che non credevano in Lui) che sostenevano che lui cacciava i demoni per l’aiuto di Satana e sostenevano che lui aveva uno spirito immondo: “Ma i Farisei, udendo ciò, dissero: Costui non caccia i demonî se non per l’aiuto di Beelzebub, principe dei demonî. E Gesù, conosciuti i loro pensieri, disse loro: Ogni regno diviso in parti contrarie sarà ridotto in deserto; ed ogni città o casa divisa in parti contrarie non potrà reggere. E se Satana caccia Satana, egli è diviso contro se stesso; come dunque potrà sussistere il suo regno? E se io caccio i demonî per l’aiuto di Beelzebub, per l’aiuto di chi li cacciano i vostri figliuoli? Per questo, essi stessi saranno i vostri giudici. Ma se è per l’aiuto dello Spirito di Dio che io caccio i demonî, è dunque pervenuto fino a voi il regno di Dio. Ovvero, come può uno entrar nella casa dell’uomo forte e rapirgli le sue masserizie, se prima non abbia legato l’uomo forte? Allora soltanto gli prederà la casa. Chi non è con me, è contro di me; e chi non raccoglie con me, disperde. Perciò io vi dico: Ogni peccato e bestemmia sarà perdonata agli uomini; ma la bestemmia contro lo Spirito non sarà perdonata” (Matteo 12:24-31). Cosa confermata anche da Marco quando dice: “In verità io vi dico: Ai figliuoli degli uomini saranno rimessi tutti i peccati e qualunque bestemmia avranno proferita; ma chiunque avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo, non ha remissione in eterno, ma è reo d’un peccato eterno. Or egli parlava così perché dicevano: Ha uno spirito immondo” (Marco 3:28-30).
      Poi nell’epistola agli Ebrei, lo scrittore parla di coloro che oltraggiano lo Spirito della grazia, che sono quei credenti che commettono il peccato che mena a morte, ossia che rinnegano il Signore ossia che si traggono indietro a loro perdizione. (cfr. Ebrei 10:26-31, 37-39).

    • Antonella says:

      Shalom Elia. Grazie per la tua risposta e grazie perchè sei stato comprensivo. Però il problema di queste persone è un altro. Per esempio quelli che hanno perso il lavoro o non hanno soldi per continuare a vivere una vita dignitosa…come posso dire a loro di invocare il sangue e il nome di Gesù…(che io ritengo indispensabile), ma loro mi dicono come faccio a vivere se non ho più i soldi per andare avanti? (pagare l’affitto, le bollette, scuola, figli ecc ). Chi mi da i soldi per vivere? Dove posso trovare un lavoro per mantenere la mia famiglia? Come faccio a pagare i debiti? Capisci Elia? Oppure come faccio a dire a una persona abusata, invoca Gesù sai che mi risponde? Dove era Gesù quando sono stata maltrattata e abusata? Come faccio a dire a tante persone sull’orlo della disperazione della depressione e dell’abisso di aggrapparsi a Dio con tutte le loro forze? Io non so come fare come aiutarle, come dargli una speranza, come posso farli desistere da commettere un atto grave quando loro stanno tanto male e non c’è la fanno più a vivere questa vita?

      • Aldo Prendi says:

        Pace Antonella, noi siamo chiamati a mettere in pratica quello che ci dice la Bibbia (Parola di Dio). Del resto ci pensa il Signore perché Lui è sovrano. Lo so, dispiace vedere quelle persone che dici tu, ma è Dio colui che provvede… io per esempio ero depresso a tal punto che avevo deciso di suicidarmi se Dio non rispondesse alla mia richiesta di cambiarmi la vita. Ma grazie a Dio mi ha fatto nascere di nuovo e ora sono un “altra” persona. Con questo voglio dirti che Dio permette certe cose per il Suo piano… per es. a me mi ha attirato a se mediante la depressione, perché questo era il Suo piano.

  4. Franco Leone says:

    Perfettamente d’accordo con Aldo…
    Niente da aggiungere,solo testimoniare di essere stato chiamato anch’io alla fede, nel bel mezzo di una forte ed interminabile depressione con l’unica aspirazione al suicidio.
    Pace!

  5. luciano says:

    pace a tutti i Santi, Antonella, in romani 8,28, dice che tutte le cose cooperano al bene di coloro che amano il Signore, i quali sono chiamati secondo il suo proponimento. tutti noi abbiamo avuto una storia prima di tornare a DIO. la vita E’ un dono, che non va rigettata qualunque sia il problema. pace.

  6. Nazzareno says:

    Vorrei intervenire anche io anche se in ritardo: Non sono un seguace di Giacinto Butindaro e di solito, metto in discussione tutto e cerco le prove per verificare se quello che si scrive è vero o falso, ma devo ammettere che quello che scrive Giacinto B. in merito al suicidio è incontestabile e vero, perchè quelli che commettono tale gesto, malgrado la crisi, le perdite e la depressione (che altera lo stato mentale) non sono giustificati da un tale gesto perchè Gesù tantissime volte ha detto nelle Sacre Scritture, “IO SONO la via, la verità e la vita, chi crede in me benchè muoia non morirà mai, oppure “Mettete in primo posto il regno di Dio e il resto vi sarà aggiunto”.
    Ora, da questi brevi versi estratti dal vangelo, ci fa capire che Dio non lascia soli e affamati coloro che si convertono e si preoccupano della Buona Notizia del Regno e della conversione in Cristo, soprattutto nei tempi difficili (da lui predetti) che stiamo vivendo ora.
    Ma ricordatevi una cosa importante: molti si suicidano perchè non hanno fede oppure perchè non sanno rinunciare ai propri beni e al tenore di vita che avevano prima. Anche io ho perso molte cose con questa maledetta crisi creata ad oc dai massoni americani, ma ho riacquistato la fede anche se a volte, vivo dei momenti di tristezza, frustrazione e smarrimento.
    Sò che le mie parole riguardo il suicidio sono dure e psicoanaliticamente sembrano poco comprensive del dramma umano, e molti mi manderebbero a quel paese per questo ma la verità è una spada a doppio taglio e nessuno la può soffocare quando proviene dal testo sacro.
    Un saluto a Giacinto Butindaro che non conosco bene ma condivido quello che scrive perchè ha un carattere forte e deciso nell’affermare le scritture e dò un abbraccio di cuore a tutti voi perchè anche se non tutti siamo nella piena fede o ne abbiamo poca e niente, vi voglio ricordare una cosa in particolare: siamo uomini e i veri uomini (di fede sopratutto) non si arrendono mai e non dobbiamo dare soddisfazione per mezzo del suicidio a quei maledetti massoni che hanno creato tutto questo.

    • giacintobutindaro says:

      Nazzareno, comunque sappi che anche la crisi economica, che è un evento funesto, coopera al bene di quelli che amano Dio i quali sono chiamati secondo il Suo proponimento. Quando sopraggiunge una crisi come questa quindi bisogna stare tranquilli e fiduciosi nel Signore, sapendo che lui ha detto: “Io non ti lascerò, e non ti abbandonerò. Talché possiam dire con piena fiducia: Il Signore è il mio aiuto; non temerò. Che mi potrà far l’uomo?” (Ebrei 13:5-6). Per certo lui trasformerà il male in bene. Pace a te

      • Nazzareno says:

        Salve Giacinto, la ringrazio per la sua replica. Le sue affermazioni scritturali sono vere e le posso confermare anche io perchè malgrado la crisi e la povertà, per me è stata un’occasione per riconciliarmi con Dio e riprendere in mano la bibbia e ho scoperto che la povertà, anche se dura a volte, è stata un occasione per aprire gli occhi sul mondo reale che mi circonda e a quanto siamo stupidi nell’affannarci a seguire con angoscia le cose che il mondo ci propone a nostro danno. Comunque é vero che Dio non abbandona mai e non lascia nel bisogno i suoi figli.
        Un saluto sig Giacinto e a presto,
        cordialmente
        Nazzareno

  7. Antonio says:

    Anche la mia storia è quella di tanti . La crisi non mi ha risparmiato nulla prendendomi famiglia , salute e soldi . Mi è rimasto un lavoro per vivere ma ora mi considero molto fortunato . Ho ritrovato la fede in Gesù Cristo e la speranza della resurrezione . Non temo la malattia e la morte che considero un passaggio necessario per la vita eterna.

    • giacintobutindaro says:

      Antonio chi ha fede in Cristo non deve considerarsi ‘molto fortunato’ ma graziato da Dio. Poi ricordati che chi crede in Cristo, quando muore va in cielo con il Signore, per cui la morte non gli fa paura. Poi ci sarà la resurrezione dei giusti quando Cristo tornerà, e in quel giorno il credente otterrà un corpo immortale.

  8. vera poloni says:

    Pace Antonio.
    Abbiamo un Dio meraviglioso ed ogni cosa è sotto il Suo divino controllo. Tutto coopera al bene per chi crede. Se abbiamo veramente fede in Lui le avversità della vita, seppur dolorose, non possono atterrarci.
    Che tu possa fortificarti in Lui ogni giorno di più.
    Dio ti benedica
    Vera Poloni

  9. filippo says:

    è difficile avere la certezza che uno che si suicida sia per forza al inferno infatti noi non conosciamo la causa che porta questo e per tanto noi non possiamo sapere se uno che si è suicidato si trova nel seno di abramo o nel inferno

    • giacintobutindaro says:

      Filippo, noi la certezza che chi uccide se stesso sia nell’inferno ce l’abbiamo, perchè abbiamo come punto di riferimento la Parola di Dio. E Dio non può mentire.

  10. Salvatore says:

    Pace Giacinto, ti voglio ringraziare per questo post sull’Inferno insegna tante cose, queste cose che tu hai detto è la verità, io sono un ragazzo di 18 anni, e da poco non faccio più parte della Chiesa cattolica, perché leggendo delle testimonianze mi hanno aperto gli occhi, ho cominciato a leggere la Bibbia, devo dire che avevo tanti dubbi perché se i comandamenti scritti nel Esodo 20 il secondo comandamento non farti scultura ne alcuna immagine, la chiesa cattolica non lo insegna ma ci fa commettere questo peccato, pregano ai santi, alla Madonna che è sbagliato perché solo Gesù è l’unico intermediario tra Dio e l’uomo. Gesù è l’unico che ci salva oltre a lui non c’è salvezza. Io ringrazio sempre Gesù che mi ha mostrato la verità, grazie Gesù. Nel momento in cui io ho parlato al parroco della chiesa cattolica di queste cose che lui fa sono sbagliate come mangiare il corpo di Cristo,il segno della croce le statue, le preghiere alla Madonna, questo Purgatorio che non esiste e che non bisogna confessarsi i nostri peccati da lui ma con il Signore Gesù, lui mi ha risposto che quello che penso è sbagliato, che in quel momento io stavo parlando con Gesù, io gli ho risposto come tu puoi prendere il posto di Gesù che è risorto ed è vivo? Lui non mi ha risposto, ha cambiato discorso facendomi capire che la chiesa cattolica è santa, io gli ho risposto ma voi commette idolatria e in Apocalisse 21,8 è chiaramente scritto: Ma per i codardi, gl’increduli, gli abominevoli, gli omicidi, i fornicatori, gli stregoni, gli idolatri e tutti i bugiardi, la loro parte sarà nello stagno ardente di fuoco e di zolfo, che è la morte seconda. Ecco l’idolatria non salva, l’Inferno è reale ed eterno. Lui mi ha preso per pazzo dicendo eri un ragazzo così bravo come è possibile che hai sbagliato la via stai seguendo una via sbagliata, io ho risposto io ho scelto Gesù e leggendo la Bibbia ho capito la verità. Poi gli ho detto forse lei mi giudicherà ma sappi che il salario del peccato è la morte. Lui ha risposto sembri un apocalittico stai insultando sei un arrogante, mi hai deluso profondamente, io gli ho risposto vi ho deluso perché ho scelto Gesù? Gesù è l’unica via che porta a Dio seguilo. Lui ha parlato di questo a tutti quelli che mi conoscono nella chiesa giudicandomi. Ecco in mancanza di parole lui non ha fatto altro che ripetere e dire che io stavo insultando, offendendo, aggredendo, quando poi ho solo detto quello che stava scritto nella Bibbia. Da poco sto seguendo una chiesa cristiana evangelica pentecostale. La mia domanda è questa Giacinto, io ho ricevuto il battesimo della chiesa cattolica, ma essendo questa chiesa che non vive secondo la dottrina di Cristo quindi non ha Dio, il battesimo che io ho ricevuto non vale niente, quindi dovrei farmi il battesimo nella Chiesa evangelica? Ti ringrazio per il lavoro che fai aprendo gli occhi a molti fedeli. Che la pace del Signore Gesù Cristo sia con te.

    • giacintobutindaro says:

      Salvatore, pace a te. Chi ha creduto nel Vangelo deve farsi battezzare per immersione nel nome del Padre, del Figliuolo e dello Spirito Santo. Quindi anche tu devi farti battezzare, perchè il pedobattesimo che hai ricevuto da cattolico romano non è valido. Sì certo devi farti battezzare in seno ad una chiesa evangelica che si attiene alla dottrina di Cristo. Contattami in privato quindi e così ti posso spiegare meglio le cose. 0652997302 -3314416012

  11. Salvatore says:

    Grazie mille Giacinto per la tua risposta. Si ora sto un po impegnato con la scuola, la prossima settimana prendo le vacanze quindi ho del tempo libero per contattarti. A presto pace.

  12. davide says:

    Molto bello e completo il tuo messaggio per la salvezza dell’anima,però una domanda dopo aver letto questo articolo mi è sorta spontanea.Dopo aver creduto con tutto il cuore che Gesù è il figlio di Dio ed è morto sulla croce per la remissione dei peccati e la salvezza dell’anima,non dovrebbe scendere nelle acque battesimali ed unirsi al corpo di Cristo?Perchè su questo non vi è alcun accenno.

  13. Antonio Aguti says:

    Credo che si vada all’ Inferno in base alla consapevolezza del gesto, se in preda a delirio o malattie mentali,non credo proprio, o se costretto, da persone che lo hanno condotto alla disperazione idem,certo la vita è un dono e non sta a noi sopprimerla, ma dall affermare che tutti i suicidi vanno all’ Inferno ce ne passa…non siamo noi Dio per giudicare i singoli gesti.

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