Nicola Martella CONTRO Nicola Martella sulla presenza delle donne il giorno della Pentecoste!!!

Nicola Martella nel suo articolo ‘A PENTECOSTE LO SPIRITO DISCESE SOLO SUI DODICI APOSTOLI’, afferma quanto segue:
‘La quarta scena (At 2,1ss) avvenne il giorno della Pentecoste, Qui si realizzò quanto il Signore promise nella prima scena ai soli apostoli. Luca dapprima evidenziò che «Mattia… fu associato agli undici apostoli» (At 1,26); poi, sebbene, gli eventi non avvennero lo stesso giorno, aggiunse subito: «E come il giorno della Pentecoste fu giunto, tutti erano insieme nel medesimo luogo» (2,1); tale «tutti» si riferiva all’elenco degli apostoli di At 1,13 e al nuovo nominato, Mattia (v. 26). Qui non erano «tutti quelli, che credevano» a essere insieme (così At 2,44), ma solo gli apostoli per una specie di riunione di consiglio. Che gli apostoli fossero tutti nel medesimo luogo insieme, non era scontato, visto che dovevano procurarsi quotidianamente il cibo, lavorando (cfr. già Gv 21,3; cfr. anche 20,24); ciò fu possibile pure perché Pentecoste era una delle feste comandate ai Giudei, in cui era proibito lavorare. Si noti pure che, mentre in At 1,14 al «tutti costoro», riferito agli apostoli (v. 13), furono associati le donne (tra cui Maria) e i fratelli carnali di Gesù, e in atti 1,15ss si parla di circa 120 credenti maschi, in Atti 2,1ss non si parla d’altre persone, e ciò vale per l’intero capitolo, in cui si parla solo di Pietro e degli altri undici apostoli (At 2,14). Era, quindi, un incontro particolare, come Gesù aveva comandato loro. Gesù per quaranta giorni diede «comandamenti agli apostoli, che aveva scelto» (At 1,2), «ordinò loro di non dipartirsi da Gerusalemme» (v. 4), promise loro che «voi sarete immersi nello Spirito Santo» (v. 5) e che «voi riceverete potenza, quando lo Spirito Santo verrà su voi» (v. 8). Ciò escludeva tutti gli altri credenti’. 2.2. ANALISI DI ATTI 2: Oltre a quanto già detto, si osservino i seguenti aspetti. I fatti: Atti 2,1 recita letteralmente: «E nell’adempiersi il giorno del cinquantesimo, erano tutti dappresso [homou] l’uno con l’altro [epì tò autó]».Tutti chi? Le persone appena menzionate nel verso precedente: gli undici apostoli e Mattia, che era stato associato a loro (At 1,26). Tale verso intendeva esprimere l’unita tra i Dodici, compreso il neo-eletto Mattia. Qui l’autore, dopo aver menzionato che essi «erano tutti dappresso» (ossia presenti contemporaneamente nel medesimo luogo), riferito ai soli apostoli per le ragioni appena esposte, parlò di «ciascuno di loro» quanto alle «lingue come di fuoco» (v. 3) e al fatto che essi «tutti furono ripieni dello Spirito Santo» (v. 4). In tale modo, Luca voleva evidenziare la legittimazione di tutti e dodici gli apostoli del Signore, nessuno escluso, compreso Mattia, il neo-eletto. Non si parlò di altri credenti insieme a loro.

Da: http://puntoacroce.altervista.org/_Den/A1-Pentecost_Spirit_12_Avv.htm

E nel suo articolo ‘A PENTECOSTE LO SPIRITO DISCESE SOLO SUI DODICI APOSTOLI? – PARLIAMONE 2 – I fatti dall’ascensione a Pentecoste’, afferma quanto segue:
‘Quarta scena (At 2,1ss): Il giorno della Pentecoste, si trattava di una riunione speciale dei soli apostoli (At 1,26 determina 2,1); allora avvenne sugli apostoli ciò, che Gesù promise nella prima scena solo a loro. Coloro, che parlarono in altri linguaggi e furono capiti dai Giudei della diaspora, furono chiamati tutti «Galilei» (2,7; come nella prima scena), quali erano appunto tutti e dodici apostoli. Infatti, in tutto il capitolo furono menzionati solo Pietro e gli undici altri apostoli (v. 14), ma nessun altro credente. Poi, si ravvidero 3.000 Giudei’.

Da: http://puntoacroce.altervista.org/_Den/T1-Pentecost_Spirit_12-2_EdF.htm

Come potete vedere, da quella riunione il giorno della Pentecoste in cui aspettavano lo Spirito Santo (Atti 2:1) egli esclude le donne.

Ma in questo altro suo scritto dal titolo ‘LA DONNA NELLA CHIESA’, egli afferma il contrario, infatti dice:
‘ I. PIENAMENTE PARTECIPI – Il confronto storico-culturale: Il giudaismo del tempo di Gesú impediva alle donne quasi ogni partecipazione al culto. Se confrontato con ciò, la prassi della chiesa cristiana appariva proprio rivoluzionaria. D’altra parte, se si tengono presenti le posizioni di primo piano che le donne rivestivano nei culti pagani del tempo, alcune limitazioni presenti al riguardo negli Scritti neotestamentari, possono far apparire questi ultimi come «antifemministi». Piena partecipazione alla grazia: Gli Atti degli apostoli testimoniano che anche le donne erano radunate insieme con i discepoli, per aspettare lo Spirito Santo (At 2,1ss). Quando egli arrivò, anche loro furono riempite e ricevettero cosí una piena misura dello Spirito, quale dono della nuova era salvifica, appena iniziata. In tal modo, nel messaggio inaugurale della chiesa, a pentecoste, Pietro può testimoniare l’adempimento della promessa fatta da Dio in Gioele 3,1-5 (At 2,19s). Piena partecipazione alla chiesa: Della piena partecipazione della donna alla chiesa, non c’è assolutamente da dubitare (At 1,14; 12,12). Questo fatto è espresso anche dalla designazione adelfé «sorella» parallela ad adelfós «fratello» (Rm 16,1; 1 Cor 9,5; Fil 2) e mathétria «discepola» parallela a mathetés «discepolo» (At 9,36). Destinatarie dell’Evangelo: La missione cristiana guadagna pure le donne nella sequela, ad esempio: Lidia in Filippi At 16,13s; donne nobili in Tessalonica e Berea 17,4.12.34; Damaris in Atene 17,34; Priscilla 18,1s. Si ha l’impressione che, qua e là, nelle comunità paoline, la maggioranza fosse formata da donne (At 16,14; 17,4.12)’.

Queste sue parole sono parte del suo libro Generi e ruoli 2 (Punto°A°Croce, Roma 1996), pp. 3-8.

Da: http://www.puntoacroce.altervista.org/Lese/Let_GeR2.htm

Come potete vedere, dunque, Martella si contraddice in maniera evidente. Infatti da un lato afferma che oltre i dodici apostoli non c’erano altri credenti il giorno della Pentecoste ad aspettare la promessa dello Spirito Santo, mentre dall’altro lato afferma che il giorno della Pentecoste ‘anche le donne erano radunate insieme con i discepoli, per aspettare lo Spirito Santo’ e cita a supporto di ciò Atti 2:1 e successivi passi.

A noi pare molto evidente questa contraddizione.

Vi rinnoviamo dunque l’invito a guardarvi da Nicola Martella, perchè è doppio nel parlare.

Superfluo che vi dica che anche questa volta, noi ci aspettiamo che egli manipoli le sue parole dall’articolo sul suo sito. Ma abbiamo la certezza che nelle copie del suddetto libro già in circolazione queste cose non le potrà togliere e neppure manipolare.

Chi ha orecchi da udire, oda.

Giacinto Butindaro

Leggi anche ‘Nicola Martella CONTRO Nicola Martella sul numero di quelli che parlarono in lingue il giorno della Pentecoste!!!’

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3 Responses to Nicola Martella CONTRO Nicola Martella sulla presenza delle donne il giorno della Pentecoste!!!

  1. Certo che leggendo tutte queste manifestazioni di doppiezza d’animo di Martella, si comprende chiaramente che manca di luce, di lealtà e di rispetto verso coloro che hanno acquistato i suoi libri e seguono i suoi insegnamenti nel suo sito.
    In questa maniera si è manifestato non solo il pensiero e il credo di Martella, che noi riteniamo sia in errore, ma anche il suo comportamento sleale e scorretto nel manipolare ciò che ha scritto in precedenza, mancando di rispetto verso i suoi lettori.
    Mi domando come si può essere tranquilli nel leggere i libri di Martella, o leggendo i suoi articoli del sito, perché ciò che scrive oggi, può non essere valido per domani.
    Che Dio abbia pietà dei fratelli che hanno riposto una qualche fiducai in un tal uomo e li liberi dalle sue idee alquanto FLUTTUANTI.

    • Stefano P. says:

      Beh, tu fai affidamento su uno come Giacinto Butindaro, che neanche frequenta una vera chiesa locale, ma spara giudizi tramite internet su qualsiasi cosa e persona…Non dovresti nemmeno parlare!!!
      Comunque, aspettiamo con ansia la fine della crociata contro Nicola…Magari poi Giacinto attaccherà qualcun altro e FORSE, dico forse, dirà anche qualcosa di biblico, con l’amore e l’umiltà che si confanno a un figlio di Dio. Ma è un’utopia, non lo ha mai fatto finora:-)

  2. Pace a te, Stefano,
    mi sforzo di imitare tutti quei fratelli che a loro volta vogliono imitare Paolo, il quale imitava Gesù.
    Io leggo ciò che dice Giacinto, come ho letto anche ciò che scritto Martella, e davanti a tutte le contraddizioni di Martella, mi pare più corretto credere e seguire uno che non si contraddice e che conferma tutto con la Parola di Dio, cioé Giacinto Butindaro.
    Tu, invece, che segui e TI SEI AFFIDATO A MARTELLA, dovresti almeno un po’ preoccuparti, perché ciò che ti ha insegnato ieri, potrebbe non essere più valido per oggi, perché ha cambiato idea. Ma questi cambiamenti potrebbero essere utili se passasse da una posizone sbagliata ad una giusta, ma nel suo caso specifico è avvenuto che è passato da una posizione corretta ad una sbagliata.
    Che la sua posizione di coloro che hanno parlato in lingue è divenuta quella solo dei 12 apostoli, è sbagliata prima di tutto perché lo dice la SCRITTURA, e Giacinto lo ha confermato usando le sacre Scritture e confutando ampiamente con QUATTRO OSSERVAZIONI le conclusioni di Martella.
    Poi Giacinto, a dimostrazione che non solo i pentecostali credono che il giorno della pentecoste parlarono in lingue i 120, ha citato cosa credeva e cosa ha scritto Renè Pache, che è ritenuto un luminare nel vostro ambito.
    Ancora ha citato una chiesa dei fratelli e persino Rinaldo Di prose, dimostrando chiarmente che anche la maggior parte degli antipentecostali almeno credono che il giorno della pentecoste hanno parlato in lingue non solo i 12, ma tutti i 120.
    Ancora è doveroso ricordarti, che lo stesso MARTELLA in precedenza credeva che fossero i 120 ad aver parlato in lingue il giorno della pentecoste, ma furbescamente, mostrando slealtà ed astuzia, è andato a MANIPOLARE i suoi stessi scritti per ELIMINARE nel suo sito la sua VISTOSA contraddizione. Cambiare idea può essere corretto, ma nascondere furbescamente la precedente posizione è manifestazione chiara di CATTIVA COSCIENZA. Martella, comunque, non riuscirà a modificare la sua posizone dai libri già stampati, quindi, come buona coscienza vuole, avrebbe dovuto scrivere una nota mostrando che in precedenza la sua posizione era una ed ora invece è cambiata. Facendo così si sarebbe dimostrato leale e avente una buona coscie nza, ma non avendolo fatto è emerso solo furbizia e astuzia.
    Ecco, ti ho dimostrato chi stai seguendo, un uomo astuto e furbo che con il suo comportamento dimostra di disprezzare i suoi lettori, del sito e dei suoi libri, perché a seconda delle sue necessità attuali li MANIPOLA e dice ciò che gli piace.
    È doveroso ancora rispondere alla tua accusa che riguarda la parola CROCIATA, ebbene, tu dimentichi volontariamente che Martella da anni intrattiene una CROCIATA contro i pentecostali, e di questo non ti è convenuto ricordarlo, ma non fa niente, lo faccio notare io, a te e a tutti quelli come te che non discernon la destra dalla sinistra.
    Ancora mi sento di dire che Butindaro non ha fatto altro che RISPONDERE a degli scritti di Martella, che su diversi argomenti e pubblicamente ha propagato delle menzogne che Giacinto ha ritenuto dannose per i santi ed ha PRONTAMENTE annullato con l’uso delle Scritture, riabilitando il fratello Agabo e portando luce su diversi altri argomenti.
    Giacinto, come Dio vuole dai suoi ministri, continuerà ad attaccare non una persona, od organizzazioni, ma bensì LE MENZOGNE che le persone insegnano e propagano nel mondo, e riprende le opere infruttuose delle tenebre, ripeto, come è giusto che facciano i MINSITRI DI DIO.
    Per quanto riguarda la parola AMORE, ebbene, anche questa necessita di una risposta.
    Sta scritto che l’amore gioisce con la verità e non gode dell’ingiustizia, e accusare Agabo che non era un santo, è proprio una grossa ingiustizia, e la carità di Butindaro lo ha spinto a fare GIUSTIZIA su Agabo. Così per le altre cose che ha detto di Martella.
    Siete voi, è Martella che con disprezzo per i suoi lettori li ha ingannati e non ha mostrato per niente amore, ma li ha frodati e li sta ingannando, nel qual numero ci sei anche te, Stefano, anche se ancora non te ne sei avveduto. La carità va a braccetto con la verità, non convive con la MENZOGNA, con la FURBIZIA, con l’ASTUZIA.
    Torna pure a riportare a quelli che ti hanno inviato, e riferisci loro che Agabo è indicatro nelle Scritture come un vero profeta di Dio CRISTIANO, che a pentecoste erano 120 ad aver parlato in lingue, e che Butindaro difendendo la verità e riprendendo le opere infruttuose delle tenebre ha manifestato carità.
    Di pure a Martella che prima di parlare di umiltà sugli altri, la deve manifestare lui, riconoscendo si suoi errori dottrinali ed esegetici, e che certi suoi comportamenti sono sleali. Proprio lui non può per ora pronunciare neppure la parola UMILTA’, perché per comprenderla la si deve praticare prima.
    Io, permettimi, continua ad affidarmi a chi imita Gesù Cristo, e non a chi, anche se in una comunità numerosa, froda i fratelli e li inganna.
    Giuseppe Piredda, salvato per grazia mediante la fede in Cristo Gesù.

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