La Chiesa Universale del Regno di Dio sotto accusa per frode e riciclaggio

‘Milioni di euro estorti ai fedeli con minacce e false promesse di aiuti spirituali. Somme successivamente riciclate e inviate illegalmente in diversi conti bancari in tutto il mondo. Sono accuse pesanti quelle formulate, secondo quanto riporta l’agenzia missionaria Misna, a carico di Edir Macedo, fondatore e massimo esponente della cosiddetta ‘Chiesa Universale del Regno di Dio’ (‘Igreja Universal do Reino de Deus’, Iurd), un’influente chiesa evangelica neo-pentecostale brasiliana nata nel 1977 a Rio de Janeiro.

La denuncia presentata dal procuratore Silvio Martins de Oliveira parla chiaro: il pastore Macedo e altri tre esponenti della chiesa – l’ex deputato federale João Batista Ramos, il pastore Iurd Gomes da Conceição e la responsabile finanziaria dell’istituto, Alba Silva da Costa – avrebbero riciclato e inviato illegalmente in conti bancari negli Stati Uniti, in Uruguay, nei Caraibi e nel Regno Unito tra il 1999 e il 2005 ingenti somme di denaro attraverso un’agenzia di cambio di San Paolo. Somme, precisa Martins, ottenute con l’inganno. Ma anche con vere e proprie intimidazioni ai fedeli, “in maggioranza persone umili e povere” . “Il soccorso spirituale – assicurava il pastore – sarebbe arrivato solo a coloro che si sarebbero sacrificati economicamente per la chiesa”

I quattro – scrive l’agenzia – dovranno anche rispondere di associazione a delinquere e ‘falsità ideologica’ per aver creato società di comodo. “Solo fra il 2003 e il 2006, la ‘Chiesa universale del Regno di Dio’ ha sostenuto di aver ricevuto poco più di cinque miliardi di reais (oltre due miliardi di euro) di donazioni, ma secondo testimoni la cifra risulterebbe molto più alta” ha aggiunto Martins in un comunicato. Inviato all’estero, il denaro tornava in Brasile sotto forma di prestiti poi investiti principalmente in mezzi di comunicazione, giornali, radio, tv: indagato per frode dal 2009, Macedo è tra l’altro proprietario della tv ‘Record’, la seconda emittente più seguita del Brasile.

Il procuratore Martins ha anche citato il caso dell’ex direttore della chiesa, Waldir Abrao, il quale, nel novembre del 2009 dichiarò di fronte a un notaio che le donazioni ricevute dai fedeli venivano consegnate alla tesoreria dell’istituto. Proprio l’istituto dichiarava solo il 10% al fisco e inviava il rimanente “in paradisi fiscali”. Abrao morì sei giorni dopo aver registrato la dichiarazione, in circostanze ancora poco chiare. Su Macedo e altri membri della chiesa pesano accuse analoghe anche negli Usa, in Argentina, Messico e Perù.

La ‘Chiesa universale del Regno di Dio’, primo gruppo neo-pentecostale del paese, possiede migliaia di edifici di culto in Brasile – nel 2009 se ne contavano oltre 5000 con 13 milioni di fedeli e 15.000 pastori – ed è presente in circa 200 paesi, in America Latina, negli Usa, in Africa, Europa e Asia. In Brasile ha un ‘braccio politico’, il ‘Partido Republicano Brasileiro’ (Prb), schieramento della coalizione dell’ex presidente Luiz Inácio Lula da Silva e oggi di Dilma Rousseff. Tra gli esponenti di spicco del ‘Prb’ figura l’ex vice di Lula, José Alencar.

Mauro Pianta

Articolo del 13/09/2011 tratto da: http://vaticaninsider.lastampa.it/

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