La palese doppiezza delle ADI sull’8 per mille

Fratelli che frequentate Chiese ADI, voglio sottoporre alla vostra attenzione alcune parole scritte da Francesco Toppi, ex presidente delle ADI, nel suo libro E Mi Sarete Testimoni, in merito all’Intesa stipulata nel 1988 con lo Stato e al relativo 8 per mille.

Egli, nello spiegare le ragioni per cui le ADI accettarono a suo tempo di partecipare alla ripartizione della quota dell’otto per mille, ha dichiarato:

‘Lo scopo non è stato primariamente quello di partecipare alla ripartizione della quota dell’otto per mille per usufruirne. Anche se non si fosse ottenuto alcun beneficio finanziario, l’obbiettivo sarebbe stato quello di far conoscere l’esistenza delle ADI a milioni di contribuenti italiani. Tanto è vero che l’offerta di partecipare alla ripartizione percentuale della quota non designata è stata rifiutata, in base alla volontà di rispettare la scelta soltanto di coloro che hanno consapevolmente deciso di attribuire alle ADI la facoltà di amministrare la propria quota

(Francesco Toppi, E Mi Sarete Testimoni, ADI-Media, 1999, pag. 160 – grassetto mio).

Vi faccio notare che queste parole risalgono al 1999!

Oggi, dunque, alla luce della decisione del Consiglio Generale delle Chiese delle ADI presa nel 2011 di partecipare alla ripartizione delle scelte non espresse per l’8 per mille, ravvisiamo una evidente doppiezza nel parlare e nel modo di agire, perchè adesso non esiste più nel Consiglio Generale delle ADI la volontà di rispettare la scelta solo di coloro che consapevolmente decidono di attribuire alle ADI la facoltà di amministrare la propria quota.

Giudicate voi da persone intelligenti, i vostri dirigenti, fratelli, ed affrettatevi ad uscire dalle ADI, perchè siete diretti da persone doppie d’animo che non fanno altro che ingannarvi con il loro dolce e lusinghiero parlare.

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

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