Francesco Toppi accusa l’apostolo Paolo di avere cercato di conquistare i filosofi greci con la filosofia

Fratelli nel Signore, voglio che sappiate che Francesco Toppi, durante il XV Convegno Pastorale tenutosi ad Acireale il 30 Aprile1998 – quindi quando era Presidente delle ADI – in una sua predicazione dal titolo ‘La potenza di Dio’, ha accusato l’apostolo Paolo di avere cercato di conquistare i filosofi greci con la filosofia. Ecco le sue stolte parole:

‘Paolo l’apostolo – è fuori argomento – ma Paolo l’apostolo ha fatto due tre errori nella sua vita. E uno di questi errori è stato la sua predicazione ad Atene, all’Areopago. Paolo era preparatissimo, certamente era all’epoca uno dei più grandi teologi esistenti, conosceva la filosofia, conosceva le scienze, e andando lì all’Areopago fra i filosofi cominciò – ebbè sapete la vecchia natura è la vecchia natura – a cercare di far capire a loro che in fin dei conti quello che lui diceva – lui non era una persona che non sapeva – e cominciò a trattarli parlando loro della filosofia, citando i poeti greci, quando però necessariamente dovette spiegare il fatto della resurrezione, che quelli non credevano, cominciarono a beffarlo e voltarono le spalle e se ne andarono. E l’unico che si convertì fu il custode dell’Areopago. Era andato per conquistare i filosofi con la filosofia, ma il custode dell’Areopago non avrà capito tutta la parte precedente del messaggio, avrà capito quella alla fine, e ha aperto il cuore e il Signore l’ha salvato’.

Ecco in questo video la parte della predicazione che ho trascritto qua sopra.

In queste parole ci sono diverse menzogne, peraltro dette da Toppi con quel suo ben noto ghigno diabolico, e con quell’espressione facciale caratteristica di quelli che mentono contro la verità (osservatelo bene in faccia mentre parla contro l’apostolo Paolo).

La prima menzogna è che Paolo predicando in quella maniera a coloro che erano presenti all’Areopago commise un errore, perché non si potè trattare di un errore in quanto lui predicò con potenza, con lo Spirito Santo e con gran pienezza di convinzione (1 Tessalonicesi 1:5), come era suo solito fare in ogni circostanza. Questo quindi naturalmente distrugge l’accusa Toppiana che Paolo cercò di conquistare i filosofi con la filosofia, perchè appunto Paolo non filosofeggiava quando predicava, e non poteva farlo perchè parlava da parte di Dio in Cristo (2 Corinzi 2:17). Accusare Paolo di avere filosofeggiato, significa accusarlo di avere fatto dei discorsi persuasivi di sapienza umana, quando non è così perchè lo stesso Paolo dirà ai Corinti: “E la mia parola e la mia predicazione non hanno consistito in discorsi persuasivi di sapienza umana, ma in dimostrazione di Spirito e di potenza, affinché la vostra fede fosse fondata non sulla sapienza degli uomini, ma sulla potenza di Dio” (1 Corinzi 2:4-5). Ma come avrebbe potuto Paolo usare la filosofia – ossia la sapienza di questo mondo – per conquistare i greci a Cristo, quando lui stesso ebbe a dire pure: “Perché Cristo non mi ha mandato a battezzare ma ad evangelizzare; non con sapienza di parola, affinché la croce di Cristo non sia resa vana. Poiché la parola della croce è pazzia per quelli che periscono; ma per noi che siam sulla via della salvazione, è la potenza di Dio; poich’egli è scritto: Io farò perire la sapienza dei savî, e annienterò l’intelligenza degli intelligenti. Dov’è il savio? Dov’è lo scriba? Dov’è il disputatore di questo secolo? Iddio non ha egli resa pazza la sapienza di questo mondo? Poiché, visto che nella sapienza di Dio il mondo non ha conosciuto Dio con la propria sapienza, è piaciuto a Dio di salvare i credenti mediante la pazzia della predicazione” (1 Corinzi 1:17-21)? Ma vi rendete conto cosa si è permesso di dire Toppi? Lui ha accusato implicitamente Paolo di avere vanificato la croce di Cristo con quella sua predicazione ad Atene, il che è provato dai fatti non essere assolutamente vero perchè alcuni furono salvati mediante la fede.
Cosa dice infatti Luca? “Quando udiron mentovar la risurrezione de’ morti, alcuni se ne facevano beffe; ed altri dicevano: Su questo noi ti sentiremo un’altra volta. Così Paolo uscì dal mezzo di loro. Ma alcuni si unirono a lui e credettero; fra i quali anche Dionisio l’Areopagita, una donna chiamata Damaris, e altri con loro” (Atti 17:32-34). Quindi non si convertì solo Dionisio l’Areopagita alla predicazione di Paolo, come dice falsamente Toppi, ma si convertirono diverse persone. E questa dunque è la seconda menzogna detta da Toppi. E poi, se è vero che “è piaciuto a Dio di salvare i credenti mediante la pazzia della predicazione” (1 Corinzi 1:21), ciò significa che anche quei credenti ad Atene furono salvati per mezzo della pazzia della predicazione, e quale fu questa predicazione se non quella di Paolo all’Areopago? E quindi ribadisco che non si potè trattare di un discorso filosofico, come dice stoltamente Toppi.
Qualcuno dirà: ‘Che dire allora delle seguenti parole di Paolo da lui dette in quella predicazione: ” … e siamo, come anche alcuni de’ vostri poeti han detto: ‘Poiché siamo anche sua progenie’. Essendo dunque progenie di Dio, non dobbiam credere che la Divinità sia simile ad oro, ad argento, o a pietra scolpiti dall’arte e dall’immaginazione umana” (Atti 17:28-29)? E’ stata semplicemente una citazione di alcuni poeti greci presa dall’apostolo Paolo semplicemente per confermare quello che dice la Parola di Dio, cioè che noi siamo progenie di Dio. Paolo dice infatti ‘ e siamo, come anche alcuni dei vostri poeti hanno detto’, il che significa che ciò non era stato detto solo da alcuni poeti greci. Tutto qua. Vi faccio un esempio pratico con un detto che non è scritto nella Bibbia. Se io durante una predicazione affermo: ‘Non dobbiamo metterci con le cattive compagnie, perchè corrompono i buoni costumi, come dice ANCHE il detto ‘Chi va con lo zoppo, impara a zoppicare’, potrò essere forse accusato di usare la sapienza di questo mondo per trasmettere la Parola? Certamente no, perchè ho usato un detto del mondo che conferma quello che la Sapienza di Dio ha messo così: “Chi va coi savi diventa savio, ma il compagno degl’insensati diventa cattivo” (Proverbi 13:20).

E poi se si esamina attentamente tutta la predicazione di Paolo si noterà come è profondamente biblica essendo che si basa su principi biblici:

– “Ateniesi, io veggo che siete in ogni cosa quasi troppo religiosi. Poiché, passando, e considerando gli oggetti del vostro culto, ho trovato anche un altare sul quale era scritto: Al dio sconosciuto. Ciò dunque che voi adorate senza conoscerlo, io ve l’annunzio”.
Paolo accusa gli Ateniesi di essere dei religiosi che non conoscono l’Iddio che adorano, e quindi li accusa di essere “con l’intelligenza ottenebrata, estranei alla vita di Dio, a motivo della ignoranza che è in loro, a motivo dell’induramento del cuor loro” (Efesini 4:18). Paolo in altre parole in questa maniera attesta che si stava rivolgendo a pagani “i quali non conoscono Dio” (1 Tessalonicesi 4:5).

– “L’Iddio che ha fatto il mondo e tutte le cose che sono in esso, essendo Signore del cielo e della terra, non abita in templi fatti d’opera di mano; e non è servito da mani d’uomini; come se avesse bisogno di alcuna cosa; Egli, che dà a tutti la vita, il fiato ed ogni cosa”.
Paolo proclama che l’Iddio sconosciuto che gli Ateniesi adoravano senza conoscere è Colui che ha fatto il mondo e tutte le cose che sono in esso, che è il Signore del cielo e della terra e non abita in templi fatti dall’uomo. Non avete mai letto che Isaia dice: “Così parla l’Eterno, il tuo redentore, Colui che t’ha formato fin dal seno materno: Io sono l’Eterno, che ha fatto tutte le cose; io solo ho spiegato i cieli, ho distesa la terra, senza che vi fosse alcuno meco” (Isaia 44:24), e che Gesù chiamò l’Iddio e Padre suo: ” Signor del cielo e della terra” (Matteo 11:25)? E non avete letto quello che disse Stefano per lo Spirito dinnanzi al Sinedrio, prima che Saulo da Tarso si convertisse quindi: “L’Altissimo però non abita in templi fatti da man d’uomo, come dice il profeta: Il cielo è il mio trono, e la terra lo sgabello de’ miei piedi. Qual casa mi edificherete voi? dice il Signore; o qual sarà il luogo del mio riposo? Non ha la mia mano fatte tutte queste cose?” (Atti 7:48-50)? E che dire poi di queste parole “Egli, che dà a tutti la vita, il fiato ed ogni cosa”? Non dice forse Paolo a Timoteo che Dio “vivifica tutte le cose” (1 Timoteo 6:13), cioè che Egli dà la vita a tutte le cose, come mettono molte traduzioni?

– “Egli ha tratto da un solo tutte le nazioni degli uomini perché abitino su tutta la faccia della terra, avendo determinato le epoche loro assegnate, e i confini della loro abitazione”
Qui Paolo spiega come tutte le nazioni discendono da un unico uomo, cioè Adamo, che è un concetto biblico, come anche il concetto che ha fatto le nazioni per farle abitare la terra, e ha stabilito loro non solo le loro epoche ma anche i loro confini. La Scrittura conferma ciò in tante maniere.

– “affinché cerchino Dio, se mai giungano a trovarlo, come a tastoni, benché Egli non sia lungi da ciascun di noi. Difatti, in lui viviamo, ci moviamo, e siamo, come anche alcuni de’ vostri poeti han detto: ‘Poiché siamo anche sua progenie’ “.
Qui Paolo fa presente il concetto biblico che Dio ha posto gli uomini sulla terra affinchè lo cerchino, se mai avvenga che lo trovino. Non ha forse detto il profeta Isaia: “Cercate l’Eterno, mentre lo si può trovare; invocatelo, mentr’è vicino. Lasci l’empio la sua via, e l’uomo iniquo i suoi pensieri: e si converta all’Eterno che avrà pietà di lui, e al nostro Dio ch’è largo nel perdonare” (Isaia 55:6-7)?

– “Essendo dunque progenie di Dio, non dobbiam credere che la Divinità sia simile ad oro, ad argento, o a pietra scolpiti dall’arte e dall’immaginazione umana”
Qui Paolo parla contro gli idoli e l’idolatria che erano molto diffusi anche ad Atene, dicendo in sostanza che “quelli fatti con le mani non sono dèi” (Atti 19:26), che era la ragione per cui Paolo era odiato dai fabbricanti d’idoli. Quindi proclama che gli idoli sono cose vane.

– “Iddio dunque, passando sopra ai tempi dell’ignoranza, fa ora annunziare agli uomini che tutti, per ogni dove, abbiano a ravvedersi”.
Ecco l’annuncio del ravvedimento agli uomini peccatori, che Dio tramite Gesù ha comandato si deve rivolgere agli uomini.

– “perché ha fissato un giorno, nel quale giudicherà il mondo con giustizia, per mezzo dell’uomo ch’Egli ha stabilito; del che ha fatto fede a tutti, avendolo risuscitato dai morti”.
Qui invece Paolo annuncia il giorno del giudizio, giudizio che eserciterà per mezzo del Suo Figliuolo Gesù Cristo che Dio ha risuscitato dai morti. E’ vero che Paolo in questa predicazione non ha menzionato Gesù, ma lo aveva fatto poco prima nel parlare nella piazza con gli Ateniesi secondo che è scritto: “Egli dunque ragionava nella sinagoga coi Giudei e con le persone pie; e sulla piazza, ogni giorno, con quelli che vi si trovavano. E anche certi filosofi epicurei e stoici conferivan con lui. E alcuni dicevano: Che vuol dire questo cianciatore? E altri: Egli pare essere un predicatore di divinità straniere; perché annunziava Gesù e la risurrezione” (Atti 17:17-18). Quindi essi sapevano a chi Paolo stava riferendosi quando disse “per mezzo dell’uomo ch’Egli ha stabilito; del che ha fatto fede a tutti, avendolo risuscitato dai morti”.

Ma voi ci vedete in questa predicazione di Paolo un tentativo di Paolo di guadagnare gli Ateniesi con la filosofia? Io non ci vedo neppure l’ombra di questo tentativo. Anzi vedo in questa predicazione un esempio di come si predica ai pagani che non conoscono Dio.

L’altra menzogna detta da Toppi è questa: ‘il custode dell’Areopago non avrà capito tutta la parte precedente del messaggio, avrà capito quella alla fine’, perchè se egli comprese l’ultima parte ciò significa che comprese anche la prima essendo che la seconda parte è strettamente connessa alla prima, e per capire la seconda occorre prima capire la prima parte.
Ed infine costituisce una menzogna l’affermazione che l’Areopagita ‘ha aperto il cuore e il Signore l’ha salvato’, perchè non è questo che insegna la Scrittura, infatti per poter prestare attenzione alle cose predicate dall’apostolo Paolo e credere in quello che lui diceva da parte di Dio, era necessario che Dio aprisse il cuore a chi lo ascoltava, come nel caso di Lidia secondo che ha scritto Luca: “E nel giorno di sabato andammo fuor della porta, presso al fiume, dove supponevamo fosse un luogo d’orazione; e postici a sedere, parlavamo alle donne ch’eran quivi radunate. E una certa donna, di nome Lidia, negoziante di porpora, della città di Tiatiri, che temeva Dio, ci stava ad ascoltare; e il Signore le aprì il cuore, per renderla attenta alle cose dette da Paolo. E dopo che fu battezzata con quei di casa, ci pregò dicendo: Se mi avete giudicata fedele al Signore, entrate in casa mia, e dimoratevi. E ci fece forza” (Atti 16:13-15).

Che cosa si evince dunque da questo stralcio di questa cosiddetta predicazione di Toppi? Per l’ennesima volta che Francesco Toppi non conosce le Scritture, come non le conoscono tutti coloro che hanno detto e dicono ‘Amen’ a queste menzogne.
Questo conferma quanta ignoranza regna nelle ADI, ma anche quanta arroganza, perchè bisogna proprio essere degli arroganti per accusare Paolo di avere filosofeggiato ad Atene.
Vorrei peraltro aggiungere, che se bisogna parlare di predicazioni che non sono predicazioni ma dei discorsi filosofici o qualcosa di molto simile, bisogna fare riferimento proprio a quelle dei pastori ADI, che sono vuoti e aridi, ed hanno per questo bisogno per fare i loro discorsi persuasivi di sapienza umana di foglietti da cui devono continuamente leggere, come faceva il loro maestro Toppi. Discorsi di una noia micidiale che sono dei potenti sonniferi e anestetici, da loro usati per somministrare il loro veleno alle anime. Discorsi in cui si trovano talvolta persino delle fiabe! Costoro d’altronde non sono stati chiamati da Dio a predicare, ma si sono messi dietro al pulpito a recitare la parte del predicatore, come faceva Toppi peraltro, molto bravo a interpretare la parte del predicatore, non essendo per nulla un predicatore chiamato da Dio come lo era invece il nostro caro fratello Paolo. E dico questo non solo in base a quest’ultima prova, ma in base a tante altre prove.
Concludo dicendo per l’ennesima volta ai fratelli che frequentano chiese ADI: ‘Uscitevene, uscitevene, e separatevene, perchè i vostri pastori vi stanno ingannando!’

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

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12 risposte a Francesco Toppi accusa l’apostolo Paolo di avere cercato di conquistare i filosofi greci con la filosofia

  1. Mario Prospero scrive:

    questa mi giunge nuova!!!sinceramente ero abituato a sentire discorsi ipotetici e speculazioni su ciò che la scrittura non dice ma queste elucubrazioni mi sembrano veramente troppo.L’apostolo Paolo ha “sbagliato”,ad atene ha usato la “filosofia” etc…da che pulpito oltretutto viene la predica.le predicazioni di toppi e delle adi in genere infatti su cosa sono incentrate se non su ragionamenti umani?un esempio per tutti:la dottrina della elezione che loro contrastano con ragionamenti ipotetici e non sulla base della scrittura.loro si che usano argomenti “filosofici” e non già il messaggio puro del vangelo!!!

  2. In soli due minuti, ha detto tante di quelle cose insensate che mi lasciano meravigliato, perplesso. Mi domando se quando predicava ci fosse veramente qualcuno che gli dava retta sul serio.
    Che Dio preservi la sua Chiesa da tutti coloro che parlano come parlò quest’uomo: in modo ANTIBIBLICO e INSENSATO.

  3. giovanna scrive:

    mi rivolgo al fratello Giuseppe, e come gli hanno dato retta sul serio!se parli con i credenti della generazione di Toppi parlano e ragionano coniati tali e quali a lui. E la sua RETORICA si tramanda oltre che di generazione in generazione pastorale anche tramite gli scritti che ha lasciato e le audio cassette che sono a dir poco un arsenale. Se vuoi conoscere il pensiero di Toppi basta interagire con i “toppiani”. Per concludere voglio dire che mi ha scandalizzato l’ altezzosità della sua accusa e il sarcasmo accentuato nei confronti dell’apostolo Paolo

  4. stefano scrive:

    LIE TO MI, e i RE della menzogna
    (osservatelo bene in faccia mentre parla contro l’apostolo Paolo).
    Queste sono le incredibili parole tratte dal blog
    Di Gaicinto Butindaro su un articolo riguardante
    Il padre della menzogna (a suo dire) Francesco Toppi.
    Non solo esperto confutatore della legge, ora e divenuto.
    Anche analista dei tratti facciali, con un’ esperienza tale
    Da poter gridare al mondo intero,che il figlio di
    Belzebù e fra noi.
    Ora colui che scrive non sempre s’e trovato in accordo.
    Con il ministro Toppi,ma onestamente non posso che
    Riconoscere il rigore dottrinale e morale di un uomo
    Che ha saputo gestire negli anni un movimento che
    Adesso è una realtà rispettata è rispettabile del nostro
    paese.
    Ora vorrei citarvi un episodio tratto dal libro di ESTER
    Vera uno stolto di nome Haman alla corte del re Mardocheo
    La sua autostima era tale al punto dal credere che esso era.
    Degno del massimo onore, quello di indossare l’abito reale.
    E col cavallo del re attraversare le vie della città in modo
    Che tutti potessero vedere l’onore conferitogli.
    ESTER6.6 “chi altri vorrebbe onorare il re se non me?”
    Leggendo tutta la storia vedrete che quell’onore fu riservato
    A Mardocheo l’ebreo,ed Haman fu ucciso.
    Ora tentare di screditare un uomo a tal punto da confondere
    Un giudizio,su un episodio biblico ad una palese menzogna,
    e un atto vile che nulla può se non screditare chi con leggerezza.
    lancia tali accuse , la gelosia oltre a rendere ridicolo un uomo li
    fa perdere il senno.
    Almeno sappiamo che il giorno del giudizio il re SAUL sarà in
    Buona compagnia………………….

  5. Pace a tutti voi delle ADI che leggete anche questi commenti, perché voglio farvi notare una cosa che ritengo importante, che porterà la giusta luce sulla rappresentazione figurativa di Stefano, il difensore di Toppi e delle ADI.
    Riporto qui parte delle sue parole:
    «Ora colui che scrive non sempre s’e trovato in accordo. Con il ministro Toppi,ma onestamente non posso che Riconoscere il rigore dottrinale e morale di un uomo. Che ha saputo gestire negli anni un movimento che
    Adesso è una realtà rispettata è rispettabile del nostro paese.»
    Quindi, con queste parole, Stefano ammette che il movimento sotto la gestione di Toppi è diventata UNA REALTA’ RISPETTATA E RISPETTABILE nel nostro paese. Ma questo è riferito non tanto per le opere di carità e alla buona testimonianza dei pastori e dei membri, ma è riferito al fatto che le ADI si sono legati strettamente con lo Stato e possono ora godere di tanti benefici monetari e altro che senza l’alleanza con lo Stato non avrebbero mai avuto, soggiornano all’ombra di faraone.

    Per quanto riguarda il rigore dottrinale di Toppi non lo riconosciamo ed abbiamo messo già sul web diverse confutazioni nei confronti delle assurdità che quest’uomo dell’organizzazione ADI ha scritto e detto, e sono anche cose molto importanti che intaccano la sana dottrina di Cristo insegnata da Gesù e dagli apostoli.

    A questo proposito, riteniamo che sia proprio Toppi ad aver aperto la porta e dato una spinta notevole alla dissolutezza delle ADI e al DECADIMENTO MORALE dei membri, infatti oggi possiamo vederne dei risultati come gli adulteri e i fornicatori sono tranquillamente tollerati e si danno loro incarichi importanti persino nella Chiesa.
    Pertanto, noi addebitiamo a Toppi buona parte della decadenza morale e dottrinale delle ADI, con conseguente MANCANZA DI RISPETTABILITA’ in conformità alla verità di Dio, perché ha dato il suo notevole contributo alla DECADENZA MORALE E DOTTRINALE delle ADI, come anche durante la sua presidenza sono state perpetrate le manipolazioni dei libri editi da ADI-MEDIA di cui in altri articoli abbiamo ampiamente dibattuto e dimostrato la falsità e l’astuzia dei traduttori, e tutto ricadeva sotto la direzione di TOPPI, il presidente pro tempore.
    Dopo aver parlato dell’unione che c’è tra TOPPI e le ADI con lo Stato italiano, nell’applicazione della figura presentata da Stefano ai giorni d’oggi, non si può prescindere dal fatto che Haman era strettamente legato al re Assuero, infatti Haman era il favorito del re, il che rapportato ad oggi si deve intendere che essendo TOPPI legato allo stato italiano, essendo favorito dallo stato, rappresenta HAMAN.
    Mardocheo, invece, era insignificante e sconosciuto al re Assuero, come Giacinto è sconosciuto e insignificante per lo stato italiano, quindi Butindaro è raffigurabile con MARDOCHEO.
    Pertanto, la corretta chiave di lettura di questa raffigurazione di Stefano, deve essere fatta in questa maniera, cioè che è TOPPI-HAMAN che attraverso lo statuto e i regolamenti, attraverso l’intesa con lo stato, ha promosso la distruzione del popolo di Dio, vendendo la verità della predicazione della Parola di Dio che dovrebbe distruggere tutte le falsità dei gruppi religiosi settari, ad iniziare dal cattolicesimo, a causa del legame con lo Stato, i membri delle ADI risultano imbavagliati e legati, e non possono parlare contro l’idolatria della chiesa cattolica romana.
    Quindi, è TOPPI che ha promosso la distruzione della verità e conseguentemente del popolo di Dio per mezzo dei decreti dello stato italiano.
    Invece, Giacinto Butindaro, sta compiendo l’opera di Mardocheo, di SALVATAGGIO e liberazione del popolo di Dio dalle sbarre denominazionali che hanno fatto prigionieri i cristiani, e le ADI sono tra di esse, che hanno imbrigliato e soffocato la spiritualità dei propri membri aderenti. Non è un caso sentir dire a membri delle ADI che sono usciti finalmente dall’organizzazione che dopo la loro uscita dalle chiese ADI si sentono LIBERI da ogni oppressione spirituale che sentivano quando frequentavano le ADI.
    Stefano, prova di nuovo, con qualche altro esempio raffigurativo, perché questo che hai fatto qui non era corretto, anzi vi dava proprio contro a voi delle ADI, ma visto che il discernimento spirituale e la sapienza che viene dall’alto si è dileguata da voi da molto tempo, non potevi parlare in modo sensato e coerente, perché a te interessa non difendere la verità della Parola di Dio, ma solo l’organizzazione e i dirigenti delle ADI, e anche questo sentimento è stato innestato nei membri delle ADI da TOPPI e dagli altri dirigenti, a suo tempo e con mezzi non chiari (si legga la storia dei libri MANIPOLATI per mezzo dei quali si voleva inculcare ai membri ADI il pensiero di Toppi servendosi di un nome famoso come quello di Spurgeon).
    Per quanto mi riguarda, e non sono solo, continuerò e continueremo a mostrare ed esortare a tagliare le sbarre di ferro che legano i membri delle ADI alla denominazione, e che non gli permette di vivere una vita piena in Cristo, ma vivono una vita solo piena di PRECETTI dell’organizzazione che nulla hanno a che fare con la Parola di Dio.
    Voi membri delle ADI siete schiavi dell’organizzazione, non siete più schiavi di Cristo, perché fate quello che dice il vostro pastore, il vostro dirigente, ma non fate quello che è scritto nella Bibbia. Svegliatevi a santità di vita e tornate alla Parola di Dio, rigettate tutto ciò che è contrario ad essa e attenetevi strettamente solo alla Bibbia.
    Un’ultima cosa, per quanto riguarda il fatto che Saul sarà in buona compagnia, ti do perfettamente ragione, ma prima di far sedere Butindaro alla destra di Saul, non si dovrebbe lasciar passare prima GLI ADULTERI, I FORNICATORI E TANTI ALTRI di cui le vostre comunità sono piene e voi non state facendo niente per richiamarli a RAVVEDIMENTO e per salvarli dall’inferno?
    Che Dio abbia pietà della sua Chiesa e la riporti nei sentieri di giustizia e di santità, che per colpa dei falsi e cattivi operai hanno smarrito.

  6. Giovanni Monti scrive:

    Credo sia doveroso presentarsi prima di entrare a prendere parte alla discussione. Il mio nome è Giovanni, abito in Sardegna, per scelta non frequento alcuna chiesa denominazionale, sono nato di nuovo per la grazia di Dio nel 1979 nell’assemblea dei fratelli che per alcune vicissitudini non frequento più da molti anni. Da qualche mese con mia c’incontriamo con alcuni fratelli in casa, per studiare la Parola e pregare . Mi sono permesso di condividere sulla mia bacheca in Facebook, il messaggio che definisco diabolico per le menzogne sfacciatamente espresse e per via dell’atteggiamento arrogante ed altero del signor Toppi. Sperando sia utile, per aprire gli occhi a quanti sono stati sedotti da predicatori di quel genere che torcono la Parola di Dio a loro propria perdizione. Costui a dichiarato a chiare lettere menzogne riguardo all’apostolo Paolo ed alla sua predicazione ad Atene, e non si può neanche scusarlo con dei lapsus, in quanto il suo atteggiamento altero rivela che si è messo al di sopra dell’apostolo; infatti con l’espressione:<>. Cos’è trascorsa l’epoca sono usciti teologi migliori? Magari faceva riferimento a se stesso…? Visto che si permette di giudicare (bugiardamente )l’operato di Paolo. Premetto che non conoscevo questo signore ma ora che lo sentito posso dire che è un uomo, non solo privo dello spirito di Cristo ma senza tema di smentita è un uomo contro Cristo Gesù.
    La cosa poi che rattrista è l’ignoranza di coloro che l’hanno ascoltato. Addirittura si ode in sotto fondo un gloria a Dio al termine di quel nefando discorso.
    Saluto nel nome del Signore Gesù Cristo.

  7. Massimo Samadello scrive:

    Giacinto, sono trascorsi alcuni anni da quando hai pubblicato questo articolo su Francesco Toppi, ex Presidente delle ADI e che del resto “non è più”…(uso un’espressione massonica che ho visto nel necrologio di Torquato Pelaggi – membro delle Adi in quanto figlio del pastore di Vibo Valentia Giuseppe Pelaggi) e se mi permetti, vorrei fare queste considerazioni :
    Francesco TOPPI, in qualità di ex Presidente delle Assemblee di Dio in Italia, era laureato in LETTERE e FILOSOFIA.
    Anche il suo successore, il prof. Felice Antonio LORIA, era laureato in LETTERE e FILOSOFIA, nonchè docente in tale materia.
    Ma questi due uomini NON avrebbero dovuto assolutamente essere posti neppure a Capo del Popolo Pentecostale in Italia, dal momento che nella Parola di Dio si legge chiaramente :” GUARDATE CHE NESSUNO FACCIA DI VOI SUA PREDA CON LA FILOSOFIA E CON VANI RAGGIRI SECONDO LA TRADIZIONE DEGLI UOMINI E GLI ELEMENTI DEL MONDO E NON SECONDO CRISTO” (Colossesi 2:8).
    E tu Giacinto nel tempo, hai ben messo a nudo tutto il dire e l’agire Anti evangelico dei loro capi e della classe gerarchica dirigente!
    Il punto dolente è questo : “CHI posto quegli uomini a capo di questo popolo?”.
    Possibile mai che il Popolo delle ADI sia così cieco? Pertanto, credo sia legittimo chiedersi : “Quale spirito sta guidando veramente questo popolo? E’ scritto :
    “Ogni regno diviso contro se stesso va in rovina; e ogni città o casa divisa contro se stessa non potrà reggere. Se Satana scaccia Satana, egli è diviso contro se stesso: come dunque potrà sussistere il suo regno?”(Matteo 12:25). Ora, e per esempio, se la Chiesa Cattolica regna da secoli, se le ADI durano da molti decenni, significa che ognuno per conto proprio, hanno una stessa mente ed uno stesso cuore, quindi sono guidati tutti, dal proprio medesimo spirito, altrimenti non durerebbero…. Non ti pare?
    Considerato però che il loro dire e soprattutto agire, vanno chiaramente contro la Parola di Dio, come fanno certuni a dubitare ancora che sia lo “spirito del mondo” a guidare le ADI e non certo lo Spirito Santo di Dio?
    E mentre noi viviamo tra angustie ed afflizioni (1° Tessalonicesi 3:7) consolati però dalla fede, loro mangiano, bevono e prosperano… nell’abbondanza del loro lievito!
    Che amarezza! Pace.

    • fabio scrive:

      Pace Massimo,
      Questa riflessione che hai fatto è giusta perché chiaro è che queste organizzazioni hanno uno stesso cuore, una stessa mente e che sono guidate anche da uno stesso spirito e come mi hai ricordato in un altro post questo è scritto nella PAROLA DI DIO in
      Matteo 7:16-20 Voi li riconoscerete dai loro frutti. Si raccoglie uva dalle spine o fichi dai rovi? Così, ogni albero buono produce frutti buoni; ma l’albero cattivo produce frutti cattivi. Un albero buono non può dare frutti cattivi, né un albero cattivo dare frutti buoni. Ogni albero che non dà buon frutto è tagliato, e gettato nel fuoco. Voi dunque li riconoscerete dai loro frutti.

      Già in questo che hai scritto Massimo mi viene da ricordare ciò che scrisse l’apostolo Paolo a Tito in 1:5-10 Per questa ragione ti ho lasciato a Creta, affinché tu metta ordine alle cose che restano da fare e costituisca degli anziani in ogni città, come ti ho ordinato; ciascuno di loro sia irreprensibile, marito di una sola moglie, e abbia figli fedeli che non siano accusati di dissolutezza né insubordinati. Il vescovo infatti, come amministratore della casa di Dio, deve essere irreprensibile, non arrogante, non iracondo, non dedito al vino, non violento, non avido di disonesto guadagno, ma ospitale, amante del bene, assennato, giusto, santo, padrone di sé, che ritenga fermamente l’insegnamento secondo la fedele parola, per essere in grado di esortare nella sana dottrina e di convincere quelli che contraddicono. Vi sono infatti, specialmente fra coloro che provengono dalla circoncisione, molti insubordinati, ciarloni e seduttori, ai quali bisogna turare la bocca;

      Io in queste parole dell’apostolo Paolo non leggo che il vescovo debba essere “laureato in…, o che abbia un master in” neppure in quello che disse a Timoteo nella prima lettera in 3:1-13, ed un altra considerazione visto i tanti post di Giacinto in cui fa delle domande ben precise, vorrei sapere come leggono e cosa capiscono di quanto sopra riportato del Vescovo che “che ritenga fermamente l’insegnamento secondo la fedele parola, per essere in grado di esortare nella sana dottrina e di convincere quelli che contraddicono.”

      Massimo, noi in questo caso dal loro fronte siamo come quelli che contraddicono e quindi tutto questo silenzio nel rispondere, cercando di convincere ed esortare fa comprendere già che tipo di frutto possono assaggiare coloro che fanno parte di tali organizzazioni, poiché qui non si tratta di entrare in un contenzioso di parole ma di dare GLORIA A DIO, riconoscendo che GESÙ È IL FIGLIO DI DIO, cercando LA SUA GLORIA e non quella degli uomini.

      Pace

      • Massimo Samadello scrive:

        Fabio, sai cosa credo veramente?… Che le ADI si sono gonfiate oltremodo e in una maniera vergognosa! E questo ex Presidente ce ne ha data qui una chiara dimostrazione! Da quando sono sorte, vantano di essere loro quelle che predicano “tutto l’Evangelo”, la “Sana Dottrina”, facendo credere ai molti di essere loro “i migliori” tra tutti i movimenti evangelici, soprattutto pentecostali sparsi in giro.
        Si sono talmente gonfiati, illudendosi così di essere talmente bravi, di aver raggiunto uno stadio di perfezione tale da trovar difetti talvolta persino nell’opera del Signore, come in questo caso, compiuta per mezzo del suo fedelissimo servo Paolo!
        E’ evidente il tono alquanto compiaciuto, usato da Toppi nel sottolineare al suo pubblico, come uno dei due, tre errori commessi nella vita dall’apostolo Paolo, sia stato la sua predicazione ad Atene, all’ Areopago. Quando invece il caro fratello Paolo non ha mai fatto nulla se non per lo Spirito Santo di Dio! Ricordo a tal proposito un passo in Atti 16:6-7 in cui lo Spirito Santo vietò all’apostolo Paolo e ad altri che erano con lui, di annunziare la Parola in Asia e così in Bitinia. E lui fu obbediente….eccome! Al bando pertanto, certe ciance messe in giro da certi sommi sacerdoti, che pensano di trovare difetti anche nei veri servi del Signore, da Lui stesso scelti!
        Per cui le osservazioni di Toppi furono soltanto delle emerite CIANCE, per sminuire uno straordinario servo di Dio, qual’è stato l’apostolo Paolo, che invece va certamente imitato, come del resto lui stesso fu imitatore del nostro Signore Gesù Cristo! Credo che il lavoro di Giacinto, che tra le altre cose, consiste anche nel denunciare le tante opere infruttuose delle tenebre, non sia mai gratificato abbastanza, ma sarà il Signore stesso a dargli la giusta ricompensa a suo tempo! E qui mi fermo.
        Pace.

        • fabio scrive:

          Pace Massimo,
          Come tu hai detto altre volte vi sono tanti in giro che si credono “più buoni di Dio, più giusti di Dio”, e lo testimonia il fatto che quando Giacinto, oppure anche noi parliamo DEL TIMORE DI DIO che ogni uomo dovrebbe avere ecco che spuntano fuori i pensieri dei loro spiriti, e sempre loro se la ridono additandoci come quelli che poverini credono ancora che DIO abbia mandato il Diluvio oppure che abbia fatto scendere fuoco e zolfo sulle città di sodoma e gomorra oppure che farà perire per l’eternità coloro che non avranno creduto nel Suo Figlio Gesù Cristo nel lago di fuoco e zolfo, e potremmo citarne tante e tante altre di cose in cui non Credono e di falsità apportate alla PAROLA DI DIO con le quali sono riusciti ad ingannare chi è a digiuno sempre della stessa PAROLA DI DIO (Osea 4:6)

          Quindi le parole di Toppi non ci meravigliano perché Gesù lo disse in Giovanni 15:20-21 Ricordatevi della parola che vi ho detto: “Il servo non è più grande del suo padrone”. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. Tutte queste cose ve le faranno a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato

          Ed anche in Matteo 10:25 Basti al discepolo essere come il suo maestro e al servo essere come il suo signore. Se hanno chiamato Belzebù il padrone, quanto più chiameranno così quelli di casa sua!

          Ringrazio DIO nel nome di Gesù perché Massimo in questa vita dove non è possibile
          non tormentarsi per le cose che si sentono e che si vedono (2 Pietro 2:8), anche se siete sparsi ma so che voi che scrivete ci siete
          Pace ai santi

          • Massimo Samadello scrive:

            “L’opera è grande ed estesa, e noi siamo sparsi sulle mura e distanti l’uno dall’altro” (Neemia 4:19). Quelle brecce furono chiuse e le mura di Gerusalemme riparate. Il Signore sa ogni cosa! Pace.

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