L’ombra della massoneria sulle Assemblee di Dio in Italia (ADI) – parte 15

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Collaborazione con la Società Biblica Britannica e Forestiera

Le ADI collaborano con la Società Biblica Britannica e Forestiera, in quanto sul sito di ADI-Media leggiamo che ‘In occasione del 4° centenario (1607-2007), la Società Biblica Britannica e Forestiera, in collaborazione con il Servizio Pubblicazioni delle “Assemblee di Dio in Italia”, pubblica la riproduzione anastatica della Sacra Bibbia del Giovanni Diodati, edizione 1641, con sue note e introduzione ai singoli libri. Contiene i libri deuterocanonici e alcuni apocrifi. Al volume sarà allegato un fascicolo di 16 pagine che riproduce in anastatica, formato 21,5×32, alcune pagine significative della Bibbia Diodati del 1607. Questa edizione avrà una tiratura limitata, sarà stampata su carta avoriata molto pregiata, con rilegatura in tela e custodia in cartoncino rigido’ (http://www.adi-media.it/).
La Società Biblica Britannica e Forestiera – come vedremo dopo – sin dall’inizio è stata fortemente collusa con la Massoneria. Infatti tra gli incontri tenutisi nella Freemason Hall di Londra, che è il quartiere generale della Gran Loggia Unita d’Inghilterra, sono infatti registrati anche svariati incontri della Società Biblica. Per esempio il nono anniversario della Società Biblica si tenne nel maggio del 1813 alla Freemason Hall di Londra, come anche il venticinquesimo anniversario. Poi, per esempio, dopo il 1815 la Società Biblica Britannica e Forestiera decise di diffondere la Bibbia in Toscana con il suo agente calabrese Giuseppe Tartaro, che era un massone, membro della loggia napoletana La Concordia. Ma andiamo avanti, perchè c’è altro.
Neville Barker Cryer, appartenente alla Chiesa Anglicana, che è stato Direttore Generale della Società Biblica Britannica e Forestiera per molti anni a partire dal 1970, è un noto massone appartenente alla Quatuor Coronati Lodge No. 2076 (che ‘è considerata uno dei maggiori centri di potere del mondo anglosassone’ – Ferruccio Pinotti, Fratelli d’Italia, pag. 98). Nel 1986 diventò Gran Cappellano della Gran Loggia Unita d’Inghilterra. Ha scritto molto sulla Massoneria e tenuto molte conferenze a tal proposito. Nel suo libro Belief And Brotherhood (2010) sostiene che è possibile per un Cristiano appartenere sia alla Chiesa che alla Massoneria.
Dal 2011, il presidente della Società Biblica è Richard Chartres, vescovo anglicano di Londra che è nei membri dell’International Religious Advisory Council (Consiglio Consultivo Religioso Internazionale) nella Tony Blair Foundation che si prefigge la creazione di una unica religione mondiale! Richard Chartres per conto dell’arcivescovo di Canterbury, è responsabile delle relazioni con le Chiese ortodosse. Ha fondato il St Ethelburga’s Centre per la Riconciliazione e la Pace ed è attualmente il presidente della omonima Fondazione. E’ anche direttore della Coexist Foundation, fondata nel 2006 per promuovere una migliore comprensione tra ebrei, cristiani e musulmani attraverso l’educazione, il dialogo e la ricerca culturale. Non c’è che dire proprio uno strumento efficace nelle mani degli Illuminati per creare il Nuovo Ordine Mondiale: ed è proprio a dirigere la Società Biblica Britannica e Forestiera, che peraltro ha un carattere ecumenico – e non poteva essere altrimenti visto la sua collusione con la Massoneria -, infatti collabora con i Cattolici Romani tanto è vero che diffonde pure la Bibbia cattolica, Versione ufficiale CEI (Conferenza Episcopale Italiana), e la Bibbia Interconfessionale in lingua corrente (TILC), che sono Bibbie inaffidabili in quanto contengono versi manipolati e note fuorvianti.
Ecco dunque un altra prova della presenza di uno spirito massonico nelle ADI.


Tre storici che ci fanno indignare

Chi professa di conoscere Dio e di credere in Colui che Egli ha mandato nel mondo, cioè Gesù Cristo, non può mostrare nessuna simpatia verso gli ideali massonici magari lasciando intendere che si tratta di ideali evangelici, e non può collaborare in nessuna maniera con i massoni, come non può esprimere nessuna parola di apprezzamento sia diretta che indiretta verso la Massoneria, perchè la Massoneria è una religione diabolica che – che tramite i suoi noti principi di Libertà, Uguaglianza e Fraternità – si prefigge la distruzione del Cristianesimo e che porta le anime all’inferno. E quindi quello che deve fare un Cristiano è contrastare sia privatamente che pubblicamente la Massoneria, riprovandola e confutandola con ogni franchezza. Per noi quindi ogni comportamento che non va in questo senso, ma nel senso opposto, è un segnale di allarme, ecco perchè voglio parlarvi di tre storici appartenenti alle ADI – che sono Daniele Di Iorio, Stefano Gagliano e Alessandro Iovino, perchè chi in una maniera e chi in un altra, non si comportano nei confronti della Massoneria e dei Massoni nella maniera che deve fare ogni Cristiano, e quindi noi suoniamo l’allarme. Poi ovviamente diciamo ‘Chi ha orecchi da udire, oda’.

Daniele Di Iorio – Massoni ed ideali massonici esaltati

In un articolo su Cristiani Oggi dal titolo ‘150 anni dall’Unità d’Italia: Nei nostri giorni predichiamo Tutto l’Evangelo!’ scritto da Daniele Di Iorio, che è un pastore ADI, leggiamo:
A 150 anni dall’Unità d’Italia, è giusto riflettere insieme sul contributo che la fede diede a questo processo politico e sociale.
L’Evangelo ha da sempre forgiato uomini amanti della libertà, delle pari opportunità, motivati da visioni e progetti nuovi. Può essere sorprendente scoprire quanto l’impulso della verità abbia inciso profondamente nella vita di noti personaggi storici come Carlo Pisacane, tradito ed ucciso perché promotore di moti rivoluzionari, ma soprattutto per l’innovativo messaggio di fede proposto, o i fratelli Bandiera che, condotti alla suprema pena, rifiutarono il conforto religioso clericale, affermando il loro credo evangelico.
Fin dal 1849, con perseveranza, diversi padri risorgimentali sosterranno la stampa di due edizioni del Nuovo Testamento, a Pisa e a Roma, in lingua italiana.
L’edizione romana fu promossa da Mazzini, che insieme ad Armellini e Saffi, guidava la Repubblica Romana, nata dai moti del 1848-49; egli stesso in un pubblico discorso ai romani indicò “il Vangelo come fonte d’ogni liberazione”.
La stampa del Nuovo Testamento, versione Diodati, da lui ordinata, precedette di undici anni l’edizione torinese della Claudiana e di ben ventitré anni la successiva edizione romana, stampata nel 1872.
Singolare fu il primo ingresso non clandestino di Bibbie a Roma, attraverso la Breccia di Porta Pia: il 20 settembre 1870 preceduti dai bersaglieri, guidati dal Generale Cadorna, vi erano dei colportori, che conducevano un carretto di copie della Parola di Dio gridando: «Il libro! Il libro!».
Anche Garibaldi sentenziò: «Non sarà il cannone a liberare Roma dal Papa, ma l’Evangelo» e fu proprio Garibaldi che il 23 ottobre 1861, appena arrivato a Napoli, concesse l’autorizzazione per la costruzione di una Chiesa Anglicana, facendo dono del suolo necessario.
Sino ad allora, i culti non cattolici, vietati nel Regno Borbonico, si celebravano nelle legazioni extraterritoriali, ad esempio il culto anglicano si svolgeva nella legazione britannica di Palazzo Calabritto.
Il generale sollecitato dai residenti inglesi non esitò a concedere loro lo spazio richiesto ed una incisione monumentale sulla facciata della chiesa anglicana napoletana ne commemora tutt’oggi l’avvenimento. Il popolo inglese fu determinante per il sostegno diplomatico e militare offerto ai moti risorgimentali e non meno l’aiuto economico: i Presbiteriani Scozzesi elargirono, in favore della Spedizione dei Mille, una cifra, in piastre d’oro, equivalente a circa tre milioni degli attuali euro. In quel tempo diversi personaggi del clero accettarono la fede evangelica, alcuni fra loro deposero la tunica per indossare la “camicia rossa”, dedicandosi alla cura delle anime arruolate fra i garibaldini; si ricorda, tra essi, Alessandro Gavazzi, cappellano evangelico della Spedizione dei Mille a cui fu affidata da Garibaldi, in favore della propaganda evangelica, la chiesa Gesuita di San Sebastianello a Napoli ed è anche noto per aver organizzato, nella Roma libera dalle oppressioni papaline, le prime riunioni evangelistiche all’aperto, ai piedi del Colosseo.
Ci ricordiamo anche dell’ex frate francescano Francesco Sciarelli, che convertito alla fede evangelica si mise al seguito di Garibaldi per offrire il proprio sostegno spirituale ai soldati. Successivamente fu impegnato in una vasta opera evangelistica, in un regno dove ormai la verità evangelica poteva essere annunciata liberamente. Una menzione particolare merita l’impegno da lui dedicato nell’evangelizzazione di Pozzuoli (Na).
È doveroso, in tempi di delicati equilibri sociali e politici, ricordare quanto impegno e quanta costanza, quanta fede e speranza furono promossi da nostri fratelli in vista dell’Unità della nostra “Bella Italia”!
Il Signore ci ha chiaramente insegnato a vivere per un regno che non è di questo mondo, eppure allo stesso tempo Egli ha spronato il Suo popolo a conoscere ed annunziare quella verità che rende liberi! Lo slancio con cui si è data la vita per consentire la diffusione dell’Evangelo è andato di pari passo con l’ideale di una nazione coesa ed affrancata dall’ignoranza, che garantiva le libertà religiose. Ciò che va sottolineato non è tanto la buona riuscita del progetto risorgimentale, che, come ogni tentativo umano, ha raccolto e raccoglie i suoi successi e i suoi fallimenti.
Piuttosto, sia per noi tutti di edificazione la certezza che non è fallito il piano glorioso della conquista delle anime: nell’Italia dei nostri giorni predichiamo in libertà l’Evangelo!
La conoscenza della verità ha spezzato i legami della morte e la luce della saggezza contrasta l’ombra dell’intolleranza; numerosi locali di culto sono stati inaugurati e migliaia di testi sacri diffusi su tutto il territorio sono tra le mani degli italiani! A Dio vada tutta la gloria!’ (Cristiani Oggi, Anno XXX, n°3, marzo 2011, pag. 1-3).
Questo articolo è a dir poco inquietante, in quanto non fa altro che esaltare il ruolo dei massoni nell’unità d’Italia – che praticamente vengono fatti passare per uomini forgiati dall’Evangelo perchè amavano la libertà – cosa che sicuramente avrà fatto piacere a quei massoni che avranno letto questo suo messaggio, che in realtà più che un messaggio per la Chiesa mi pare infatti un chiaro messaggio rivolto ai Massoni col dirgli ‘Apprezziamo il vostro ideale di libertà che avete, e vi siamo riconoscenti per il vostro determinante contribuito che avete dato alla libertà religiosa in Italia!’ D’altronde, ‘non si sa mai – pensano in cuore loro i dirigenti delle ADI – potrebbe un giorno ripetersi la storia in Italia, e dovremmo di nuovo ricominciare a lottare per ottenere la libertà religiosa come hanno fatto i nostri predecessori nel dopoguerra, e quindi la Massoneria ci farebbe sicuramente comodo, come è successo nel dopoguerra con Frank B. Gigliotti e Charles Fama e così via’. E tutto ciò perchè la Massoneria è per sua natura schierata contro quelle leggi che violano anche la cosiddetta libertà religiosa e incita i massoni a farle abrogare, infatti Albert Pike, sommo pontefice della Massoneria universale, ha scritto: ‘A editti che vengano dal solo arbitrio di una forza dispotica, contrastanti con la legge di Dio o con la grande legge della natura, contrari ai veri diritti dell’uomo, che violano il diritto del libero pensiero, libera parola, libere coscienze, è legittimo ribellarsi, e sforzarsi di abrogarli’ (Albert Pike, Morals and Dogma, Edizione italiana, Vol. 2, pag. 8 – 4° Maestro Segreto).
I massoni infatti ebbero un ruolo nell’unificazione dell’Italia, e rivendicano di avere avuto un ruolo fondamentale in essa, come ha detto Gustavo Raffi il 20 settembre 2000 durante una manifestazione tenutasi a Porta Pia: ‘Noi Massoni festeggiamo questa ricorrenza da oltre un secolo con il cuore e la passione di quanti sono consapevoli di aver svolto un ruolo determinante nel processo di fondazione dello stato unitario’ (http://www.radioradicale.it/). Peraltro va ricordato a tal proposito che la Massoneria inglese finanziò la spedizione dei Mille, finanziamento che fu determinante perchè si trattò di un finanziamento di alcuni milioni di franchi che servirono a Garibaldi (massone, e così anticlericale che affermò: «il grido di ogni italiano, dalle fasce alla vecchiezza deve essere: guerra al prete») per comprare a Genova i fucili di precisione, senza i quali non avrebbe potuto affrontare l’esercito borbonico, e poi oltre a ciò la massoneria inglese monitorò costantemente la spedizione. Quando dunque Di Iorio afferma che ‘il popolo inglese fu determinante per il sostegno diplomatico e militare offerto ai moti risorgimentali e non meno l’aiuto economico: i Presbiteriani Scozzesi elargirono, in favore della Spedizione dei Mille, una cifra, in piastre d’oro, equivalente a circa tre milioni degli attuali euro’, nasconde in questa maniera che l’aiuto economico venne dai Massoni inglesi. Ma Daniele Di Iorio si può permettere di dire queste cose, perchè nelle ADI pochissimi sanno cosa è la Massoneria, e forse nessuno sa che sia quella Italiana che quella Inglese hanno avuto un ruolo fondamentale nell’unità d’Italia. E i sopra citati Carlo Pisacane, i fratelli Emilio e Attilio Bandiera, Giuseppe Garibaldi, Giuseppe Mazzini, Alessandro Gavazzi, e Francesco Sciarelli, erano massoni.
A questo punto è bene fare queste precisazioni. Il risorgimento è un periodo che andò in gran parte dal 1815 al 1859, e in quel tempo la Massoneria non c’era in Italia, in quanto la prima loggia italiana chiamata ‘Ausonia’ si costituì a Torino a ottobre del 1859 – la qual cosa segnerà la rifondazione della Massoneria che dopo il Congresso di Vienna del 1815 era stata messa al bando dai governi di tutti gli Stati preunitari – e costituirà l’embrione del GOI che sarà fondato a dicembre 1859. Va tuttavia detto che quando si dice che in quel periodo la Massoneria non c’era, ciò significa che non esisteva una presenza organizzata di logge, perchè alcune logge qua e là c’erano; poi va detto che molti di coloro che parteciparono al Risorgimento erano affiliati a logge straniere, e poi che in Italia c’erano altre società segrete, tra cui spiccava la carboneria, che avevano molte cose in comune con la massoneria e molti massoni infatti erano iscritti alla carboneria. Anzi, ci sono storici massoni che arrivano a dire che la carboneria non fu altro che un’emanazione o creazione della Massoneria. Achille Pontevia afferma infatti che ‘tutti i movimenti insurrezionali d’Italia, tutti gli uomini che con la parola, con l’esempio e spesso col sangue cooperarono a rendere l’Italia una e libera, furono tutti massoni’, e che la stessa Carboneria era ‘un’emanazione puramente massonica’ (cfr. A. Pontevia, Cattolicesimo e Massoneria, Atanor, Roma 1948, pag. 133, e nota 6 a pag. 122; in Viglione Massimo, Libera chiesa in libero stato?, Editore Città Nuova, 2005, pag. 56). E questi storici sostengono questo basandosi anche sulle parole del massone David Levi, che fu segretario del GOI, il quale alla Costituente massonica del 1861 ebbe ad affermare: ‘Nel 1815, malgrado le molte sconfitte, tutti i FF. sentivano che i tempi erano maturi. [….] La Mass. abbandonò allora il campo religioso e filosofico, per entrare nel campo politico e dell’azione. Essa si ordinò in Vendite, e fondò la Società dei Carbonari’ (citato in Fulvio Conti e Marco Novarino, Massoneria e Unità d’Italia, pag. 39).
In particolare, faccio presente che Giuseppe Garibaldi era un massone molto importante, in quanto nel dicembre 1861, Garibaldi (che era entrato nella Massoneria nel 1844 in una loggia in Uruguay) ricevette dal GOI il titolo onorifico di ‘Primo Massone d’ltalia, con gli onori di “Gran Maestro di tutte le Logge”. E l’anno dopo gli furono conferiti i gradi da 4 a 33. Garibaldi era fierissimo di essere un massone, in quanto ebbe a dire: ‘Io sono superbo d’appartenere alla Massoneria e ringrazio tutti i buoni ed amati Fratelli di avermi nominato Gran Maestro dell’Ordine. La mia riconoscenza aumenta da che considero che la dignità che mi si è voluta conferire, è al di là delle mie forze e dei miei meriti. Tuttavia vi assicuro che il mio cuore è cuore veramente massonico. Io vi raccomando l’unione e la concordia. Io vi raccomando poi la bella Italia nostra tuttavia calpestata dallo straniero e insozzata da falsi sacerdoti. Pensate che molti dei nostri ffr:. gemono ancora nel più duro e vile servaggio. Io ho fede, che fra non guari l’Italia tutta sarà degli Italiani, e che formeranno unica famiglia dalle Alpi agli estremi della Sicilia, di questa terra delle grandi iniziative. Io sono avanzato in età, ma il resto degli anni lo consacrerò all’Italia; ed io vi dico che noi andremo a Roma a presto’. E ovviamente i massoni del GOI sono fierissimi di avere avuto nei loro ranghi Giuseppe Garibaldi, infatti in un messaggio spedito dal GOI al Presidente della Repubblica il 13 Aprile 2007 si legge: ‘I Massoni del Grande Oriente d’Italia […..]. Ricordano oggi, infine, a duecento anni dalla nascita il loro Gran Maestro Giuseppe Garibaldi, modello esemplare e massimo artefice della Nazione finalmente liberata dal giogo delle tirannie straniere’ (http://www.grandeoriente.it/). Nel 1863 Garibaldi accetta la presidenza onoraria di una società spiritica veneziana, già proprio così perchè Garibaldi era uno spiritista, e di quell’evento ne dettero notizia gli Annali dello Spiritismo in Italia. Inoltre Garibaldi nel 1881 riunificò i Riti di Memphis e Misraïm e divenne il Gran Hierophante di ambedue, e questi riti sono pieni di esoterismo ed occultismo. Quindi Garibaldi era anche un occultista. Quando dunque si legge che Garibaldi sentenziò «Non sarà il cannone a liberare Roma dal Papa, ma l’Evangelo», evidentemente si riferiva al ‘Vangelo’ della Massoneria, che è un altro vangelo. Quale inganno dunque si nasconde dietro questa affermazione.
Per ciò che concerne Giuseppe Mazzini, anche se a quanto pare non ricevette alcuna iniziazione rituale ‘regolare’, di fatto era anche lui un massone, e potremmo chiamarlo oggi ‘un massone senza grembiule’ rifacendoci alla seguente dichiarazione di un esponente massonico: ‘Un uomo che, pur non essendo massone, condivide ed appoggia i nostri principi, è già un massone senza grembiule’. Molti siti di logge massoniche lo mettono comunque tra i massoni, in quanto ricevette una iniziazione massonica mentre era in carcere: ‘Mazzini viene iniziato in carcere a Savona (novembre 1830-gennaio 1831) da Francesco Passano, alto dignitario massone e capo della Carboneria’ (Fulvio Conti & Marco Novarino, Massoneria e Unità d’Italia, pag. 37), e poi era membro onorario del Grande Oriente di Palermo, che gli accordò il 33° grado, proclamato Venerabile perpetuo ad honorem della loggia ”Lincoln” di Lodi, con proposta alla carica di “Gran Maestro”, Membro onorario della loggia “La Stella d’Italia“ di Genova, e della “Loggia La Ragione” dello stesso Oriente. Mazzini era così amato e onorato dalla Massoneria Italiana che quando morì, il Grande Oriente d’Italia emise un annuncio a firma del Gran Maestro del GOI Giuseppe Mazzoni che affermava quanto segue: ‘Carissimi Fratelli, un’immensa sventura ha colpito la Patria e l’istituzione. GIUSEPPE MAZZINI ha cessato di vivere. L’Italia nostra piange sul feretro del più grande, del più amoroso dei suoi cittadini. L’Ordine massonico è immerso nel cordoglio per la perdita del più ardente suo Apostolo, del più prode e del più santo dei suoi figlioli. In ogni cuore italiano è lutto e desolazione, e tutte le anime sinceramente affezionate al pieno trionfo dei santi principii del vero e del bene, sentono la grandezza della sciagura che ci incolse e con pietoso affetto al caro Estinto mandano l’ultimo vale. Noi, figli della Vedova, più che tutti proviamo l’amaro vuoto che questa subita morte ha lasciato fra noi. La mestizia che occupa i nostri cuori deve con segno esterno manifestarsi, laonde tutte le Officine della Comunione nazionale italiana prenderanno il lutto per sette sedute consecutive. E vi salutiamo col mesto amplesso di pace. Il Gran Maestro Giuseppe Mazzoni’. Anche Mazzini era uno spiritista e un occultista, infatti in un articolo dal titolo ‘Italia, la patria del pendolino’ scritto da Gianni Santamaria e apparso su Avvenire dell’8 Settembre 2001, leggiamo: ‘Una nazione fondata sui pendolini? No, non stiamo parlando del treno superveloce, ma dell’attrezzo principe di medium e sedute spiritiche. È poco noto che insigni padri della Patria, come Garibaldi e Mazzini, furono dediti a spiritismo e a occultismo. E non solo loro. Lo fu molta parte della politica e cultura risorgimentale e del Novecento: Capuana, Carducci e Leopardi, D’Annunzio, Giovanni Amendola… Un vero e proprio filo rosso che lega gli ultimi due secoli, come documenta il volume di Cecilia Gatto Trocchi Storia esoterica d’Italia (Piemme, pp. 264, £. 30 mila). […] I rapporti tra Mazzini e l’esoterismo furono espliciti: conobbe la teosofa madame Blavatsky e fu «Gran Jerofante» di Memphis e Misraim, rito massonico esoterico a cui apparteneva anche Garibaldi. Ma ci sono altri elementi che, secondo la ricostruzione della Gatto Trocchi, fanno di Mazzini un vero e proprio precursore della New Age. Innanzitutto la credenza nella reincarnazione. La vita come progresso ininterrotto e verso forme morali sempre più elevate. Senza escludere il resto dell’universo. Questo mix di panteismo e teismo, unito alla possibilità di riconoscere vita anche negli altri pianeti, fanno di lui, secondo la Gatto Trocchi, un precursore di quello che oggi viene chiamato «channeling», e consiste in una tecnica di contatto con spiriti ed entità cosmiche’ (http://christusveritas.altervista.org/), e in un articolo apparso sul Corriere della Sera il 5 aprile 2007 dal titolo ‘L’ Occidente conquistato dai fantasmi. Da Marx a Mazzini: i figli insospettabili dello spiritismo’ leggiamo: ‘Il padre della Giovine Italia sarebbe stato sicuro (al pari di Terenzio Mamiani autore dei sei tomi Della religione positiva e perpetua del genere umano) che lo spiritismo era «la religione del futuro». Mazzini, oltretutto, durante il suo esilio londinese era entrato in contatto con numerosi esoteristi (tra questi la stessa Madame Blavatsky che a sua volta si era iscritta alla Giovine Europa). Tanto che a lui «tra gli occultisti dell’ Italia postunitaria si guarderà spesso come ad un santo o ad un iniziato»’ (http://archiviostorico.corriere.it/).
Di Iorio cita un’affermazione di Mazzini nella quale indicò ‘il Vangelo come fonte d’ogni liberazione’: ma quale Vangelo quindi? Certamente non quello di Cristo, ma quello della Massoneria, e difatti Mazzini rigettava il Vangelo di Cristo in quanto disse: ‘Non sono Cristiano; non credo alla religione cristiana, alla divinità di Cristo, al dogma della caduta, ecc., credo alla morale del Cristo, ma credo che essa sia insufficiente all’adempimento dei destini sociali dell’umanità’ (Lettres intimes de Mazzini [Lettere intime di Mazzini], pubblicate da D. Melegari, Parigi 1895, pag. 57).
Qualcuno dirà: ‘Ma Garibaldi e Mazzini hanno promosso la libertà religiosa in Italia!’ E che significa ciò? Che avevano la fede? Lungi da noi il pensare una cosa del genere, in quanto erano dei peccatori, sotto la potestà del diavolo, come tutti i massoni, spiritisti e occultisti di allora e di oggi. Certo, Dio si è usato anche di loro per portare a compimento questo Suo disegno di unificare l’Italia, ma ricordiamo che Dio si usa anche dei malvagi per adempiere i Suoi disegni.
E’ quindi inquietante che all’inizio di questo articolo il Di Iorio parli di ‘contributo che la fede diede a questo processo politico e sociale’, e dica che ‘l’Evangelo ha da sempre forgiato uomini amanti della libertà, delle pari opportunità, motivati da visioni e progetti nuovi. Può essere sorprendente scoprire quanto l’impulso della verità abbia inciso profondamente nella vita di noti personaggi storici ….’, perchè in questa maniera fa capire che i massoni che lui cita nell’articolo avevano la fede, furono forgiati dal Vangelo, e su di loro incise profondamente l’impulso della verità, quando invece non è così.
Il Di Iorio afferma pure che tanta ‘fede e speranza furono promossi da nostri fratelli in vista dell’Unità della nostra Bella Italia’. E quali sarebbero questi nostri fratelli? I massoni? No, i massoni non sono nostri fratelli in Cristo, ma sono nemici di Cristo Gesù, in quanto fanno la volontà del diavolo.
A me pare che basta avere l’appellativo di ‘protestante’ o di ‘reverendo’ o ‘pastore’, e poi se si è massoni non importa proprio niente alle ADI. Anzi i massoni ‘protestanti’ che hanno combattuto per la libertà religiosa in Italia, godono di tutti gli onori nelle ADI! Ravvedetevi e convertitevi, guide cieche che state conducendo altri ciechi nella fossa! La massoneria è una istituzione diabolica fino alle midolle, in quanto il diavolo è suo padre. Non importa proprio niente se dei massoni si definiscono ‘protestanti’, perchè chiunque entra nella Massoneria deve sprezzare il Vangelo di Cristo per poterci entrare. Basta considerare che per essere iniziati alla Massoneria ci si deve presentare nella loggia massonica come persone che brancolano nelle tenebre in cerca della luce massonica, per capire in quale istituzione diabolica entra un ‘protestante’ che si definisce Cristiano.
Questo messaggio di Daniele Di Iorio pare proprio una ‘strizzata d’occhio’ alla Massoneria, e quindi è a dir poco inquietante. Non ci meravigliamo però di questo, per niente, direi, visto che le ADI devono molto alla Massoneria, perchè nel secondo dopoguerra sono stati aiutati in maniera determinante dai massoni per ottenere la cosiddetta libertà religiosa che Benito Mussolini gli aveva tolto nel 1935 mediante la Buffarini-Guidi. E badate che nell’ambiente evangelico Italiano, il Di Iorio non è il solo che fa discorsi simili, perchè anche nelle altre denominazioni vengono tenuti discorsi molto simili, il che mostra come l’ambiente evangelico è pregno di spirito massonico e – come è già successo – non disdegna di mettersi a fianco della Massoneria in caso di bisogno. E come potrebbe non mettersi al suo fianco quando la Massoneria è per sua natura schierata a favore della libertà di religione, di pensiero e di parola e quindi è contro quelle leggi che violano i cosiddetti diritti dell’uomo e incita i massoni a farle abrogare, infatti Albert Pike ha scritto: ‘A editti che vengano dal solo arbitrio di una forza dispotica, contrastanti con la legge di Dio o con la grande legge della natura, contrari ai veri diritti dell’uomo, che violano il diritto del libero pensiero, libera parola, libere coscienze, è legittimo ribellarsi, e sforzarsi di abrogarli’ (Albert Pike, Morals and Dogma, Edizione italiana, Vol. 2, pag. 8 – 4° Maestro Segreto)? Non può quindi l’ambiente evangelico in Italia condannare la Massoneria e la doppia appartenenza, perchè la Massoneria costituisce un potente alleato per le Chiese Evangeliche in tema di diritti delle minoranze religiose, e quindi in un paese a maggioranza cattolico come l’Italia fa molto, ripeto molto, comodo averla dalla propria parte!
E poi il discorso del Di Iorio non fa altro che in qualche modo giustificare ed approvare l’uso della violenza verso il prossimo, perchè le guerre risorgimentali che portarono all’unità d’Italia furono costellate da tanti morti e feriti prodotti dalle truppe ‘unitarie’ (alcuni storici parlano di crimini commessi). Ma io dico, soffermiamoci solo sui morti e i feriti che i garibaldini fecero tra le truppe nemiche nel conquistare il Regno delle Due Sicilie: ma come possiamo noi Cristiani attribuire queste cose alla fede, o all’impulso della verità, o al Vangelo di Cristo? Domando: la fede, la verità che è in Cristo, e il Vangelo, spingono le persone ad andare ad ammazzare il loro prossimo? E dobbiamo pure sentire elogiare Francesco Sciarelli per avere offerto sostegno spirituale ai soldati? Ma quando mai un Cristiano si mette al seguito di soldati che vanno ad ammazzare il prossimo per sostenerli spiritualmente? E poi lo Sciarelli quando si unì all’esercito di Garibaldi a Napoli nel 1860 non era ancora convertito, in quanto si era solo tolto l’abito talare per indossare la camicia rossa unendosi alle fila dei rivoluzionari. Si sarebbe convertito poi nel 1863.
A proposito della violenza e della malvagità manifestate dalle truppe ‘unitarie’ durante il risorgimento – cose peraltro documentate ma poche conosciute -, ecco una parte dell’interpellanza parlamentare del deputato Angelo Manna del 4 marzo 1991: ‘Sì! Certo: l’ufficio storico dello stato maggiore dell’esercito italiano è l’armadio nel quale la setta tricolore conserva e protegge i suoi risorgimentali scheletri infami; conserva e protegge le prove delle sue gloriosità sempre abiette nel Regno di Napoli; conserva e protegge le prove che nel 1860 l’esercito italiano calò a tradimento nel Regno di Napoli e si comportò, secondo il naturale dei suoi bersaglieri e carabinieri, da orda barbarica; conserva e protegge le prove che Vittorio Emanuele II di Savoia, ladro, usurpatore ed assassino – e perciò galantuomo – nonché il suo protobeccaio Benso Camillo, porco di Stato – e perciò statista sommo – ordinarono ai propri sadici macellai di mettere a ferro e a fuoco l’invaso reame libero, indipendente e sovrano e di annetterlo al Piemonte grazie ad un plebiscito che fu una truffa schifosa, combinata da garibaldesi, soldataglia allobrogica e camorra napoletana. L’ufficio dello stato maggiore dell’esercito italiano è l’armadio nel quale l’unificazione tiene sotto chiave il proprio fetore storico: quello dei massacri bestiali, delle profanazioni e dei furti sacrileghi, degli incendi dolosi, delle torture, delle confische abusive, delle collusioni con Tore e Crescienzo (all’anagrafe Salvatore De Crescenzo) e della sua camorra, degli stupri di fanciulle, delle giustizie sommarie, delle prebende e dei privilegi dispensati a traditori, assassini e prostitute, come la Sangiovannara. Quali studiosi hanno potuto aprire questi armadi infami, signor sottosegretario? I crociati postumi, gli scribacchini diventati cattedratici per aver saputo rinnegare la propria origine e per aver saputo rinunciare alla ricerca della verità storica, per aver dimostrato di saper essere i sacerdoti del sacro fuoco del mendacio’ (cfr. video su Youtube: http://youtu.be/IPo18d7KltI). Questo giusto per avere un quadro storico obbiettivo delle lotte risorgimentali in vista dell’Unità d’Italia. Domando quindi ancora una volta: ma come possiamo noi Cristiani attribuire queste cose alla fede, o all’impulso della verità, o al Vangelo di Cristo? Domando: la fede, la verità che è in Cristo, e il Vangelo, spingono le persone ad andare a fare queste cose?
E poi su Carlo Pisacane (1818-1857) va detto che non è vero che fu ucciso per l’innovativo messaggio di fede proposto, in quanto nell’Enciclopedia Treccani viene detto che morì suicida: ‘Recatosi a Napoli per avvertire del contrattempo il comitato, nonostante le perplessità espresse da Fanelli, Pisacane rientrò a Genova deciso a ritentare l’azione e il 25 giugno con una ventina di uomini s’impossessò del Cagliari. Anche questa volta Pisacane non poté ricevere le armi da Pilo, le cui barche, a causa della nebbia, non riuscirono a incontrare il vapore, ma proseguì ugualmente facendo rotta su Ponza. Conquistato il castello e liberati i prigionieri ivi reclusi, con circa trecento di essi Pisacane sbarcò a Sapri il 28 giugno. Non avendo trovato traccia della sperata insurrezione, cui avrebbe dovuto lavorare il comitato napoletano, Pisacane e i suoi cercarono invano di far sollevare le popolazioni di Torraca e Casalnuovo (30 giugno); circondati e decimati dai soldati borbonici nei pressi di Padula, si aprirono un varco verso Buonabitacolo, quindi verso Sanza, ove furono attaccati dai contadini, chiamati a raccolta dal parroco (2 luglio). Pisacane, ferito in combattimento, si uccise’ (http://www.treccani.it/enciclopedia/carlo-pisacane/). Come non è vero che proponeva un messaggio di fede, infatti ascoltate cosa ebbe a dire questo rivoluzionario nel suo libro La Rivoluzione: ‘Ma quale sarà la religione della società rigenerata? È questa l’ultima domanda a cui ci faremo a rispondere. La religione è fondata su di un’idea di potestà suprema, di dipendenza, senza della quale non potrebbe esistere. Senza preghiere, senza credenze, senza culto, senza autorità non v’è religione. Dunque sono indispensabili i sacerdoti, che parlano in nome degli dei, che predicano la virtú che gli dei richieggono. È egli mai possibile che ciò avvenga? In una società la quale tende verso la libera associazione e l’uguaglianza, ove ogni gerarchia sarà abolita, potrà mai allignare fra essa l’idea di dipendenza da una somma sapienza? chi oserà dirsi delegato da Dio a predicare la virtú? chi, eziandio, nelle presenti condizioni, può farlo senza esser deriso? Il popolo, dice Mazzini, sarà il solo interprete di Dio; ma in simile caso Dio che cosa diverrà? I suoi voleri saranno quelli del popolo né potranno esser differenti, imperocché per esprimerli sarebbe d’uopo d’interpreti che non fossero popolo, quindi Dio diventa un vano nome, e non altro. Se poi, come soggiunge lo stesso Mazzini, Dio è la legge, allora fa d’uopo dichiarare di quale legge parlasi; se di una legge naturale, allora essa deve assolutamente esistere nel popolo, quindi Dio sparisce, Dio è il popolo. Se poi questa legge è differente da quella di Natura, sarà indispensabile un rivelatore, ma chi l’oserà? Ognuno, al giorno d’oggi, potrebbe dire: Italiani! ascoltatemi! io vi darò le migliori leggi possibili, ma niuno avrà tanto ardire, o sarà cosí stolto d’aggiungervi: esse mi sono state rivelate da Dio! La religione non è, come asseriscono alcuni, il desiderio, il bisogno di venire alla conoscenza dell’assoluto; la religione è un sentimento di debolezza che rendeci creatori ed adoratori di potenze sovrumane, e quando la ragione dimostra che queste forze non esistono, o almeno non impongono doveri, né accordano premî, né infliggono castighi, né havvi mezzo come placarle e renderle a noi propizie, la religione piú non esiste. Dicono alcuni: il simbolo della nuova religione sarà l’Umanità, la Ragione, la Libertà. Ma coteste idee non essendo né mistiche, né sovrumane, non hanno in sé alcun sentimento religioso. Ma, senza andarci ravvolgendo in inutile giro di parole, domandiamo a costoro, se nella nuova società a cui eglino medesimi accennano, vi potrà essere un’idea mistica che ne modifichi la costituzione ed i costumi degli uomini. La risposta non può essere che negativa, quindi la società rigenerata dovrà essere indubitatamente irreligiosa. Chiamare religione e deismo l’aspirazione alla conoscenza dell’infinito, è un’improprietà di linguaggio, è oscurare le nuove idee con voci antiche destinate ad esprimere tutt’altro sentimento. Non ammettere che queste aspirazioni, dichiarare ogni simbolo di Dio assurdo, negargli ogni ingerenza nella vita dell’uomo, altro non è che irreligione ed ateismo. In tutte le religioni sino ad ora esistite la fede ha creduto alla certezza e verità obbiettiva della parte sovrumana. La ragione altro non aveva fatto che distruggere un simbolo e sostituirne un altro accettato come verissimo. Ma oggi siamo trascorsi piú innanzi: studiando sul passato e scorgendo una successione di simboli religiosi, ognuno a sua volta dichiarato falso, si è dedotto che tutti erano egualmente bugiardi, che tale è il presente, che tale sarebbe un nuovo simbolo che ad esso si sostituisse. Dunque la nuova fede quale è? Il non aver fede in nessun simbolo perché chimere della nostra immaginazione: ovvero la nuova fede è l’irreligione. Tutti i riformatori, tutti gli apostoli del progresso sono irreligiosi ed atei, ma tutti non vogliono accettare questa conseguenza della loro dialettica e si dichiarano, con enfasi, religiosi e deisti. Per contro, non tutti sono socialisti, ma tutti, comeché professando dottrine opposte al socialismo, si compiacciono dirsi tali, e perché. La ragione è evidente: l’irreligione è già sentimento, quindi tutti la professano, ma sono riluttanti a confessarlo; il socialismo riguardasi ancora dottrina, e tutti cercano farne pompa, senza comprenderlo o approvarlo. Un’altra ragione per cui la religione si dichiara indispensabile è che la storia la registra come un fatto universale e costante. Ma questa ragione non dovrebbe avere alcun peso per coloro che credono al progresso indefinito, imperocché tale credenza non può ammettere che una qualsiasi istituzione debba esistere per la sola ragione che ha sempre esistito, anzi la dottrina del progresso indefinito stabilisce il contrario. La religione ha sempre esistito imperocché tutti i popoli della terra hanno percorso sino ad ora la medesima orbita, son soggiaciuti alle medesime vicende. Gli Orientali, gli Etruschi, i Magno-Greci, i Romani, i moderni, tutti partendo o dallo stato selvaggio, o dalla barbarie ricorsa, hanno raggiunto il medesimo grado di civiltà, e sonosi trovati nelle medesime condizioni. Al termine poi di questo ciclo sociale percorso da tutti i popoli del mondo, si è accennato ad una legge di fraternità ed eguaglianza quasi sintesi dell’idea sociale: vi accennarono le dottrine di Zoroastro e di Confucio, vi accennò Platone, vi accennò il cristianesmo, vi aspirano piú recisamente i moderni. Quei popoli decaddero né poterono raggiungere questo nuovo stato; noi, raggiungendolo, varcheremo un punto che nessun popolo ha varcato, quindi niuna delle istituzioni passate o presenti ci può esser norma da indovinare le future. L’irreligione sarà nuova, come è nuovo il socialismo. Faremo fine a questo capitolo richiamando l’attenzione del lettore su di un fatto, da cui moltissimi son stati tratti in un grossolano errore. Quell’aspirazione alla fratellanza, che abbiamo scorto in tutte le società che cominciavano a dissolversi, la comunità de’ beni predicata nel vangelo, ha lasciato credere quasi a tutti che quelle antiche idee fussero i rudimenti del moderno socialismo, ma quest’aspirazione ad un migliore avvenire, che sentiva un popolo avvilito, un popolo in cui era spenta ogni energia, era conseguenza delle condizioni di quella società che doveva o progredire o decadere. Ma essa non fu che una semplice aspirazione, le massime che prevalsero furono quelle dell’umiltà, dell’indifferenza alle cose terrene de’ cristiani, effetto di loro degradazione e causa che ne accelerò la caduta; una tale aspirazione fu il crepuscolo d’un tramonto tolto quale l’alba di nuovo giorno. L’avvenire immaginato da’ cristiani in tale aspirazione sarebbe stato la trasformazione del mondo in un convento. Il fanatismo condusse que’ popoli al martirio, ma non potette elevarli alla battaglia. Per contro, fra le dottrine de moderni socialisti, fra le massime ricevute, non havvene alcuna che dissolve od avvilisce: gli uomini oggi si associano non già per pregare e soffrire, ma per prestarsi vicendevole aiuto, lavorando, per acquistare maggior prosperità, e per combattere; l’aspirazione del socialismo non è quella di ascendere in cielo, ma godere sulla terra. La differenza che passa fra esso ed il vangelo è la stessa che si riscontra fra la rigogliosa vita d’un giovine corpo ed il rantolo d’un moribondo’ (http://www.carboneria.it/pisacaneriv.htm). Ecco dunque qual’era il messaggio di Pisacane: un messaggio che procedeva dal diavolo, padre della menzogna!
‘I fratelli Bandiera, condotti alla suprema pena, rifiutarono il conforto religioso clericale, affermando il loro credo evangelico’? Il loro credo era quello di Giuseppe Mazzini, altro che credo evangelico. Erano infatti dei rivoluzionari, ferventi seguaci di Giuseppe Mazzini, che avevano fondato una società segreta che si chiamava l’Esperia, ed erano pronti ad ammazzare le persone, pur di liberare l’Italia, e furono catturati dai Borboni durante una spedizione in Calabria dove si erano recati per combattere il governo borbonico. Il loro credo si vede dal loro comportamento, e quindi non poteva essere un credo evangelico. E difatti le ultime parole di Attilio ed Emilio Bandiera, gridate mentre cadevano sotto i colpi dei fucili borbonici, furono: ‘Viva l’Italia’. E il loro proclama del 1844 affermava: ‘Gridiamoci liberi e padroni di noi stessi e delle contrade in cui Dio ci ha collocati’.
Ma c’è un’altra cosa che fa indignare leggendo questo discorso di Di Iorio, e cioè che nelle ADI trovano il tempo e la voglia per ricordare ed elogiare dei massoni che hanno combattuto per la libertà religiosa, ma non trovano il tempo e neppure la voglia per confutare pubblicamente le eresie e le superstizioni della Chiesa Cattolica Romana, e riprendere i prelati di questa Chiesa che stanno menando all’inferno tante anime, nella speranza che delle anime siano liberate da questa fossa di perdizione; come non trovano il tempo per confutare e riprendere pubblicamente tutti quegli impostori ‘evangelici’ che hanno ridotto in schiavitù tante anime con le loro false dottrine ed estorcono loro del continuo tanto denaro per costruirsi la loro ‘torre di babele’, nella speranza che queste anime siano liberate dal laccio di questi uccellatori. Non parliamo poi della Massoneria, che ormai si è impadronita di tante denominazioni e dal cui spirito devono essere liberati tanti ‘evangelici’: nelle ADI c’è un silenzio di tomba, che però grida fortissimo: anche la Massoneria come il Cattolicesimo è come se non esistesse a sentire parlare i pastori ADI dal pulpito, eppure queste diaboliche istituzioni esistono in Italia. E non solo non fiatano contro le diavolerie papiste e massoniche, ma a suo tempo lanciano le loro parole velenose – non da dietro il pulpito, ma nei loro ‘salotti’ o magari dietro nomi falsi su Internet – contro quelli che parlano con ogni franchezza contro le false dottrine e quelli che le diffondono: perchè questi sono ‘maleducati’ e ‘scostumati’. Sì avete capito molto bene, questo è quello che nelle ADI pensano di noi. E vi pare una cosa da niente questa? Questa secondo me è la prova che nelle ADI ormai il diavolo fa dire e fare quello che vuole lui, perchè gli hanno aperto le porte e lo hanno fatto salire dietro il pulpito.
Quello che voglio dire è che nelle ADI sono pronti a parlare della libertà religiosa, a difendere la libertà religiosa, e a cercare la libertà religiosa in caso gli venisse a mancare, ma non sono disposti a parlare come si conviene affinchè i Cattolici Romani siano liberati dal dominio del diavolo, e affinchè tanti credenti siano liberati dal laccio degli impostori ‘evangelici’. Perchè in questo caso, questi ipocriti ripetono il ritornello ‘Non facciamo polemica’! Che vergogna, che vergogna! Hanno un comportamento che è proprio l’opposto di quello degli apostoli, ai quali non interessava se c’era o non c’era la libertà religiosa in una nazione, in quanto loro erano stati mandati da Dio per far ottenere agli uomini la vera libertà, quella che dura in eterno, che è costata il sangue prezioso di Gesù Cristo. E poi gli apostoli confutavano e riprendevano pubblicamente quelli che nelle Chiese introducevano le eresie, affinchè le anime non rimanessero sedotte, e quelle che erano state già sedotte affinchè fossero liberate dall’inganno. Ma gli apostoli erano uomini di Dio, ma questi ‘pastori’ ADI che si comportano così non sono uomini di Dio, non servono Dio, o meglio non servono l’Iddio della Bibbia. E perchè le ADI fanno questo? Perchè di fatto si sono ‘alleate’ con le Chiese Protestanti storiche che abbondano di massoni, con il Vaticano dove regna la massoneria, con la Massoneria stessa, e con lo Stato che è pieno di massoni in tutte le sue istituzioni (ricordatevi che ci sono circa 4.500 politici massoni in Italia), e quindi non possono rinnegare questa alleanza che tanti benefici e privilegi gli ha portato. Ecco perchè si sente parlare in questa maniera nelle ADI a proposito della libertà religiosa, e c’è silenzio assoluto contro la Chiesa Cattolica Romana e la Massoneria; è molto semplice. E poi, le ADI nel difendere questa cosiddetta libertà religiosa, come fanno i massoni, non fanno altro che difendere il diritto a credere in un falso Dio, in un falso Gesù, in un falso vangelo, e quindi il diritto ad andare all’inferno. Certo, perchè questo cosiddetto diritto chiamato ‘libertà religiosa’ nella pratica poi significa proprio questo, e ciò in nome del cosiddetto libero arbitrio, per cui gli uomini sono liberi di credere e fare quello che vogliono. E quindi le ADI non fanno altro che sostenere la libertà secondo la carne, che è condannata da Dio. Dio è proprio tenuto fuori dal loro discorso, volutamente, perchè non ci può essere spazio per Dio in un discorso del genere, perchè Dio comanda che gli uomini per ogni dove si devono ravvedere e credere in Gesù Cristo, per essere salvati dal peccato e dalla perdizione eterna, e quindi noi siamo chiamati a predicare i comandamenti di Dio per gli uomini, il che fa capire che essi non hanno la libertà di disubbidire a Dio, cioè non hanno questo diritto di disubbidirgli, ma hanno l’obbligo di ubbidirgli. E che faremo quindi? Ci metteremo a dire agli uomini che essi hanno il diritto di adorare le statue, o i serpenti, o di credere che Buddha o Maometto è il loro salvatore, o che si viene salvati per opere? Così non sia, perchè gli uomini hanno il dovere di ravvedersi e credere nella verità, e noi dobbiamo dirglielo con ogni franchezza, affinché siano liberati dal dominio del peccato e di Satana, e quindi diventare veramente liberi.

Stefano Gagliano – Il professore al convegno organizzato dal Grande Oriente Italiano

Stefano Gagliano, storico, che insegna anche presso la Facoltà Pentecostale di Scienze Religiose di Aversa, fa parte del direttivo del Centro Culturale Protestante ‘Pietro Martire Vermigli’ di Firenze, che come si legge sul loro sito ‘é occasione di incontro e lavoro ecumenico in primo luogo tra le varie Chiese evangeliche: il ‘Vermigli’, infatti, non è espressione di una singola Comunità o Denominazione ma esprime una precisa vocazione interdenominazionale in ambito evangelico, oltre, naturalmente, all’ apertura nei confronti di altre confessioni religiose ed associazioni culturali. Oltre alle proprie iniziative il Centro ha organizzato e organizza anche manifestazioni culturali assieme ad Amicizia ebraico-cristiana, al Circolo di Cultura Politica “Fratelli Rosselli”, all’Istituto Gramsci Toscano ed opera sempre in stretta collaborazione con la Libreria Claudiana’ (http://www.firenzevaldese.chiesavaldese.org/vermigli.htm). E’ sul loro sito che viene detto che Gagliano appartiene alle Assemblee di Dio in Italia.
Ebbene, Stefano Gagliano il 10 Aprile 2011 ha partecipato ad un convegno dal titolo ‘L’Italia e la Calabria delle Minoranze – Massoni, Evangelici, Ebrei e Repubblicani nei 150 anni dell’unità d’Italia’, organizzato dal Grande Oriente Italiano Obbedienza Piazza del Gesù, di cui c’era il Gran Maestro Nicola Tucci, Grande Oriente che è stato, come ha detto il moderatore del convegno ‘l’anima di questa manifestazione’. Peraltro tra i partecipanti c’è stato anche il massone ‘evangelico’ Antonio Mucciardi, Sovrano Gran Commendatore del Rito Scozzese ed Accettato del Grande Oriente Italiano, che ha parlato anche lui ed era seduto proprio accanto al Gagliano.
Nicola Tucci, parlando a nome della Massoneria del Grande Oriente Italiano, nel suo intervento tra le altre cose ha detto che 150 anni fa finalmente, dopo un percorso lacerante, l’Italia diventa una nazione, unica, liberale e libera. Ha poi aggiunto che ‘la tavola architettonica della resistenza agli invasori nasce nei salotti borghesi di una aristocrazia illuminata dove prima la carboneria e dopo la Massoneria hanno regalato all’Italia un contributo notevole con amore, sacrificio e dedizione. I fratelli di allora, consapevoli di una rigenerazione strutturale del popolo, ormai vecchia e stantia, offrirono il loro sangue per una causa giusta. Degni ed onesti sono stati gli ideali che hanno motivato e mosso le azioni di questi nostri remoti fratelli, i quali si armarono per difendere le loro idee e i loro valori liberisti. Ma chi sono stati gli ideologi e i fautori materiali della realizzazione di questo nostro sogno d’Italia? Chi ha elaborato tutte quelle idee che circolarono sul territorio italiano che tanto servirono ….?’ [….] tutti questi uomini eroi della nostra nazione che hanno dedicato una intera vita alla realizzazione di quel sogno comune erano tutti massoni’, [….] la massoneria ha questi termini [Libertà, Uguaglianza, Fratellanza] come pietre fondanti della sua esistenza, e laddove questi principi vengono oscurati, i fratelli ci sono per ripristinare il diritto offuscato. La dignità dell’essere umano che sottintende a questi concetti è fatta sacra, è tutelata anche a costo del sacrificio della vita. Non a caso il fratello Voltaire esprimeva: «Anche se non condivido nulla di quello che dici, sono pronto a lottare sino alla morte affinchè tu possa continuare a dirla» ….. ‘ (trascrizione di parte del suo discorso tratto dal video preso dal loro sito). Ebbene a questo intervento anche il Gagliano ha applaudito!
Gagliano ha tenuto una relazione dal titolo ‘L’influenza della cultura protestante nel Risorgimento italiano’, durante la quale il Gagliano ha fatto cenno a Giuseppe Tartaro, che era un missionario protestante massone che aiutò la Società Biblica a diffondere la Bibbia. Superfluo dire che non ha riprovato assolutamente l’appartenenza di questo Tartaro alla Massoneria. E come poteva fare una simile cosa se alcuni minuti prima aveva applaudito al discorso del Gran Maestro Nicola Tucci che esaltava la massoneria e gli ideali massonici? Sul sito del Grande Oriente Italiano (http://www.grandeorienteitaliano.it/), nella sezione ‘Multimedia’ si può vedere il video della manifestazione e l’intervento sia di Nicola Tucci che di Stefano Gagliano, come anche alcune foto dell’evento.
Tutto ciò ci fa indignare, perchè un discepolo di Cristo non deve partecipare alle opere infruttuose delle tenebre, e questo convegno organizzato da una obbedienza massonica è una di queste opere, perchè nell’organizzarlo ha voluto promuovere i suoi principi e ideali, che sono ‘libertà, uguaglianza e fratellanza’ mediante i quali la Massoneria diffonde i suoi diabolici insegnamenti. Giudicate voi se sia lecito ad una persona che si dice seguace di Cristo partecipare a eventi organizzati da massoni.

Alessandro Iovino – L’intervista al massone Licio Gelli

Alessandro Iovino, nipote del pastore della Chiesa ADI di Frattamaggiore Daniele Marra (in un video pubblico su Youtube lo chiama ‘il carissimo zio, il pastore Daniele Marra’ – http://youtu.be/lVndoIWpyyY), e vicino all’attuale segretario delle ADI, è uno storico e saggista, ed è segretario particolare del senatore valdese Lucio Malan, e referente in Campania del «Centro Studi sulle Nuove Religioni» (CESNUR) di cui è direttore lo studioso cattolico romano Massimo Introvigne. E’ anche responsabile cultura del movimento giovanile Giovani in Corsa che ‘è chiaramente di area centrodestra, ma affonda le proprie radici nel principio del pluralismo e dell’assoluto rispetto delle idee’ (http://www.alessandroiovino.it/?2&103).
Nel leggere un’intervista fatta da Alessandro Iovino al massone Licio Gelli apparsa sul quotidiano Il Roma (ilroma.net) il 22 aprile 2009, si rimane a dire poco sconcertati, tenendo presente il personaggio intervistato, che vi ricordo ‘è stato condannato per il depistaggio delle indagini sulla strage di Bologna e per la bancarotta fraudolenta del Banco Ambrosiano (oltre che per calunnia nei confronti di tre magistrati milanesi e procacciamento di notizie contenenti segreti di Stato)’ (http://www.treccani.it/enciclopedia/licio-gelli/), ed è stato a capo della Loggia massonica P2 che il presidente Sandro Pertini nel 1981 definì ‘un’associazione a delinquere’ (Mario Guarino, Gli anni del disonore, pag. 7) e che la Commissione Parlamentare ha fortemente riprovato.
Lo sconcerto viene dal leggere alcune delle domande di Alessandro Iovino, e precisamente due.
In una domanda infatti definisce implicitamente Gelli una persona molto spirituale e questa forte spiritualità secondo lo Iovino traspare dalle poesie gelliane (se qualcuno vuole rendersi conto di quale tenore siano le poesie di Licio Gelli vada a questa pagina internet – http://www.club.it/autori/licio.gelli/indice-i.html), e poi gli chiede che influenza ha avuto la fede nella sua vita; sì avete capito bene, Iovino ritiene che Gelli abbia la fede. Quindi un massone, che è stato a capo di una loggia massonica coperta che la relazione di Tina Anselmi sulla loggia P2 ha definito ‘una associazione che aveva il fine evidente di interagire nella vita del paese in modo surrettizio’, e che è stato condannato in via definitiva per diversi reati, e che ha peraltro dichiarato che rifarebbe tutto quello che ha fatto, secondo Alessandro Iovino ha la fede! Ma vi rendete conto, fratelli, cosa dobbiamo leggere e sentire da persone che si dicono appartenenti alla denominazione che ha nel suo stemma la dicitura ‘tutto l’evangelo’?

Ecco la domanda con la risposta:
Nelle sue liriche si rileva una
forte spiritualità. Che influenza
ha avuto la fede nella sua vita?
«Sono un cristiano ed un cattolico
praticante ed ogni giorno pago il
mio contributo al buon Dio, che mi
ha fatto vivere fino a questo giorno».

In un’altra domanda invece Iovino domanda a Licio Gelli quale è il merito maggiore della loggia P2. Sì avete capito bene anche questa volta: per Iovino la loggia P2 ha avuto dei meriti. Ma io dico: basta il fatto che si tratti di una loggia massonica, per escludere che essa possa avere alcun merito, in quanto ogni loggia massonica, a prescindere che sia coperta o meno, è sostenitrice e promotrice di eresie di perdizione, e di odio acerrimo verso la verità che è in Cristo Gesù e di coloro che l’hanno conosciuta. E noi dobbiamo leggere che un noto membro delle ADI attribuisce un qualche merito alla loggia massonica P2, per giunta dopo che una Commissione parlamentare ha espresso il suo autorevole giudizio negativo su di essa? Infatti la deputata Tina Anselmi, che presiedette quella Commissione, in un discorso del 9 gennaio 1986 alla Camera dei Deputati, affermò: ‘Ora, io credo che se dovessi definire tutto questo complesso problema e le vicende che in esso si intrecciano con termini che riassuntivamente li ricomprenda meglio non potrei fare altro se non ricorrere all’espressione coniata da un autorevole studioso, Luciano Cavalli, come titolo di una sua opera apparsa negli anni ’60 : La democrazia manipolata. perché questo, e non altro, è la Loggia P2, quale la Commissione l’ha descritta, documentata e definita nella sua relazione: un tentativo sofisticato e occulto di manipolazione della democrazia.[..]’ (http://unoenessuno.blogspot.it/2011/04/lultima-speranza-intervento-di-tina.html). E inoltre Achille Occhetto, componente della Commissione Parlamentare d’inchiesta sulla P2, ha definito la P2 ‘un nucleo marcio della vita politica sociale, economica del Paese’ (video su Youtube: http://youtu.be/QPjRBVtMJ88 – min. 28), e l’ex presidente del consiglio Giovanni Spadolini la definì ‘un centro di affari e di inquinamento della vita nazionale, occulto, perverso e corruttore’ (Ibid., min. 50).
Ma se questo non bastasse, vi sottopongo il testo del giuramento di affiliazione alla Loggia segreta P2: «Liberamente, spontaneamente, con pieno e profondo convincimento dell’animo, con assoluta e irremovibile volontà, alla presenza del Grande Architetto dell’Universo, per l’affetto e la memoria dei miei più cari, sul mio onore e sulla mia coscienza, solennemente giuro di non palesare per qualsiasi motivo i segreti della iniziazione muratoria, di avere sacri l’onore e la vita di tutti, di soccorrere, confortare e difendere i miei Fratelli nell’ordine anche a pericolo della mia vita, di non professare principi che osteggino quelli propugnati dalla Libera Muratoria e, fin da ora, se avessi la sventura e la vergogna di mancare al mio giuramento, di sottopormi a tutte le pene che gli Statuti dell’Ordine minacciano agli spergiuri, all’incessante rimorso della mia coscienza, al disprezzo ed alla esecrazione di tutta l’umanità» (CpiP2, volume 3, tomo 1, pag. 890 in Sergio Flamigni, Trame Atlantiche, pag. 19).
Dunque la P2, che secondo la Commissione Parlamentare, aveva come scopo quello di manipolare la democrazia in Italia, per Iovino ebbe dei meriti, e Iovino ha chiesto al capo della P2 il suo maggior merito! Considerate un pò fratelli questo: le autorità stabilite da Dio che hanno indagato sulla P2 non hanno attribuito alcun merito alla loggia P2, anzi l’hanno accusata di avere tentato occultamente di manipolare la democrazia in Italia, e noi dobbiamo sentire domandare da parte di un ‘cristiano’ a Licio Gelli di farci conoscere qual’è stato il merito maggiore della P2!! Molto inquietante questa cosa: sotto diversi punti di vista.

Ecco la domanda con la risposta:
Quale è il merito maggiore della
P2?
«Gli italiani dovrebbero ringraziare
la P2: ha fatto in modo di non fare
andare i comunisti al potere. Noi
avevamo una cartina con tutti i punti
caldi nei quali intervenire, nelle
nostre riunioni si parlava di meritocrazia,
un concetto oggi scomparso.
Io dicevo: “Prevedi e provvedi alla
necessità di tuo fratello senza che
saprà da quale parte proviene”. Noi
controllavamo i Servizi, i generali e
molti politici di rilievo. Tuttavia eravamo
in una fase di reclutamento,
ancora doveva iniziare il proselitismo».

La suddetta intervista integrale la potete leggere qua http://www.kappaelle.net/index.php?16&1114
Inoltre Alessandro Iovino ha pubblicato nel 2010 un breve saggio intitolato ‘Licio Gelli: l’uomo dei misteri tra attualità e storia’ (http://www.alessandroiovino.it/doc/gelli2.pdf), che – come dice lui stesso – ‘è frutto di una serie di interviste ed incontri informali’ con Licio Gelli. L’ho letto, e posso dire che Licio Gelli ne esce bene, anzi molto bene, il che non può che turbare e far indignare chi conosce bene la storia di Licio Gelli e della P2.
Per chi vuole avere un quadro completo sul personaggio Licio Gelli e la loggia P2 consiglio di leggere questi due libri: Mario Guarino & Fedora Raugei, Gli anni del disonore: dal 1965 il potere occulto di Licio Gelli e della Loggia P2 tra affari, scandali e stragi, Edizioni Dedalo, Bari 2006; Sergio Flamigni, Trame Atlantiche: storia della Loggia massonica segreta P2, Kaos Edizioni, Seconda Edizione 2005. Dopo averli letti, vi assicuro che l’intervista di Iovino a Gelli e il suo saggio su Gelli non potranno che turbarvi grandemente.
Alessandro Iovino ha scritto pure un saggio dal titolo ‘Il ritratto di un principe’ in onore di Silvio Berlusconi, a cui lo Iovino è legato da un profondo legame (cfr. Annalisa Castellitti, ‘Per un’analisi storica del berlusconismo’, in Il Roma, 7 Settembre 2010 – http://www.alessandroiovino.it/doc/recensionecastellitti.pdf). Berlusconi – per chi ancora non lo sapesse – è un massone in quanto nel 1978 fu iniziato alla Loggia massonica P2 (Tessera n° 1816, Fascicolo 0625). Peraltro sulla copertina del libro ‘Il ritratto di un principe’ c’è una foto di Berlusconi in cui fa un noto segnale massonico di riconoscimento con la sua mano destra (vedi la sezione dove ho parlato di questi segnali). Per quale ragione Berlusconi è entrato nella Massoneria, ce lo dice il maestro massone Gioele Magaldi: ‘…. l’adesione di Berlusconi alla Massoneria non fu soltanto il desiderio di entrare a far parte di un network nazionale e internazionale molto potente: in lui c’era anche un desiderio filosofico autentico di percorrere un sentiero iniziatico di perfezionamento spirituale. Certo, la sua idea della Via massonica era e resta un’idea elitaria, gerarchica, oligarchica, in nome della quale dei Gruppi ristretti di Maestri (presunti) Illuminati hanno il diritto-dovere di manipolare le masse, asservendole ai loro disegni «superiori»’ (Intervista di Akio Fujiwara a Gioele Magaldi per il quotidiano giapponese Mainichi Shimbun presente sul sito http://www.grandeoriente-democratico.com/). E sempre il Magaldi ci spiega come la Massoneria ha aiutato Berlusconi ad arrivare alla sua posizione dominante nel campo dei mezzi di comunicazione e ad entrare nel mondo della politica, infatti dice: ‘Grazie alla protezione di Gelli e di altri potenti Fratelli Massoni piduisti, negli anni ’70 innanzitutto Berlusconi fu “sdoganato” dallo status di semplice imprenditore brianzolo a quello di player autorevole nel mondo dei media. I Fratelli Massoni consentirono al titolare della tessera P2 n.1816 di diventare un autorevole opinionista sul Corriere della Sera “piduista”, mentre iniziava l’acquisizione azionaria del Giornale di Indro Montanelli. Dopo di che, già dagli anni 1978-80, i dirigenti della P2 pianificarono che Berlusconi potesse essere il loro “cavallo di Troia” per la costituzione progressiva di un gruppo televisivo privato al servizio dei loro interessi, secondo quanto prevedeva il cosiddetto “Piano di rinascita democratica” stilato pochi anni prima. Non bisogna dimenticare, però, che a partire dalla primavera 1981, dopo il blitz di Castiglion Fibocchi del 17 marzo 1981 che dette origine al cosiddetto “scandalo P2”, il Fratello Berlusconi iniziò a “guardarsi intorno” in cerca di nuove protezioni. Che trovò immediatamente e in modo clamoroso proprio nel principale avversario di Licio Gelli nel G.O.I: l’ex Presidente della Corte Centrale (massonica) e Gran Maestro di Palazzo Giustiniani a partire dal 1982, Fratello Armando Corona. Proprio negli anni dal 1982 al 1990 Berlusconi verrà supportato in modo formidabile a incrementare e conservare lo status di semi-monopolista della televisione privata italiana, con importanti “sortite” industriali anche all’estero. E sarà supportato dalla Massoneria italiana e internazionale così come dal PSI craxiano a grande densità massonica. Ma dal 1982 al 1990 (anni della Gran Maestranza del G.O.I. di Armando Corona) i Fratelli che aiutarono Berlusconi a diventare dominus nel campo dei media non erano per la gran parte piduisti. Erano Massoni importanti, semmai, come il Gran Maestro Corona, che insieme al Presidente della Repubblica Francesco Cossiga (dal 1985 al 1992), all’Onorevole Giuseppe Pisanu, a Flavio Carboni e ad altri, si riunivano spesso e volentieri per dei summit strategici con il Fratello Silvio Berlusconi’ (Ibid.,).
E’ bene anche che voi fratelli sappiate che il senatore Lucio Malan, presso la cui segreteria lavora Alessandro Iovino, conosce molti massoni. Lo ha detto lui stesso in una intervista, quando alla domanda: ‘Conosci molti massoni?’ ha risposto ‘Sì’ (http://www.clubdellaliberta.it/ – video su Youtube: http://youtu.be/MvytllN_DCQ al 24:14 min).
Come anche dovete sapere che Massimo Introvigne, noto sociologo e studioso di religioni e sètte, con cui lo Iovino collabora, ha una concezione della massoneria che è falsa e pericolosissima. Cosa afferma infatti Introvigne? Che ‘non vi è una massoneria, ma vi sono diverse massonerie, quella anglo-americana (religiosa e non anticlericale) e quella francese o latina (irreligiosa e anticlericale)’ (La «giudeo-massoneria» non esiste?’ di Curzio Nitoglia – http://www.doncurzionitoglia.com/ControChiesa.htm), ossia che ‘sì la massoneria latina, francese e italiana è cattiva, quella inglese e americana no’ (Curzio Nitoglia, Vaticano e Massoneria – http://www.doncurzionitoglia.com/). Sono sicuro che i massoni nel sentire questa tesi di Introvigne sono rimasti contenti tutto sommato, proprio quello che volevano per poter insinuare nella mente della gente che esiste una massoneria a cui i Cristiani possono aderire senza alcun pericolo. E difatti Introvigne a sostegno di questa sua diabolica tesi è andato a prendere il fatto che la Convenzione Battista del Sud quando ha dovuto decidere se escludere dalle sue chiese gli affiliati alla Massoneria ha deciso che un Battista è libero di aderire o meno alla Massoneria. Ecco le parole di Introvigne: ‘Si possono immaginare – almeno in tesi – obbedienze e logge che non mantengono forme illecite di segreto, non manifestano “ostilità nei confronti della Chiesa” e non promuovono in alcun modo l’occultismo e la magia. In questo caso vengono meno le ragioni di critica alla massoneria? Sì, se si pensa che queste ragioni si limitino alle ragioni “pratiche”. Così ha ragionato sostanzialmente nel 1993 una commissione costituita da una delle più grandi denominazioni protestanti americane, i Battisti del Sud (di cui fanno parte tra l’altro il presidente e il vice-presidente degli Stati Uniti, Bill Clinton e Al Gore). La proposta formulata nel 1992 con notevole passione dalla fazione più conservatrice di questa denominazione di escludere dalla comunità battista gli affiliati alla massoneria era stata giudicata, con ragione, una delle più gravi minacce che avesse colpito la massoneria americana nella sua storia, “il peggiore attacco degli ultimi cento anni”, suscettibile di sottrarre alle logge statunitensi almeno “il venti per cento dei loro membri”. Nel 1993 la Convenzione dei Battisti del Sud, con sollievo della massoneria americana, non ha accolto la proposta di escludere dalla denominazione i massoni ma ha votato un rapporto, accompagnato da uno studio più dettagliato e oggetto di notevoli strali da parte dell’ala battista più conservatrice, dove si conclude semplicemente che “alla luce del fatto che molte tendenze e insegnamenti della massoneria non sono compatibili con il cristianesimo e la dottrina dei Battisti del Sud, mentre altri sono compatibili (…) raccomandiamo che, alla luce delle profonde convinzioni della nostra denominazione sul sacerdozio comune dei fedeli e l’autonomia delle singole chiese locali, l’appartenenza a un’obbedienza massonica sia lasciata alla libertà della coscienza personale” (http://www.alleanzacattolica.org/temi/massoneria/massoneria_introvigne.htm). Questa tesi, che denota una notevole mancanza di conoscenza e di discernimento spirituale da parte di Introvigne – e che va detto in ambito cattolico è stata fortemente contestata da quelli che hanno capito cosa è realmente la Massoneria – è oltremodo preoccupante, innanzi tutto perchè i libri di Introvigne sono letti anche in ambito evangelico, e poi perchè Iovino che è un suo collaboratore lo stima moltissimo. Per chi volesse approfondire l’argomento consiglio di leggere oltre gli scritti di Curzio Nitoglia, anche ‘Massimo Introvigne e la Massoneria’ in Sodalitium: Anno IX – Semestre II n. 3 – Ottobre – Novembre 1993 N. 35. presente in formato pdf a questa pagina http://it.scribd.com/doc/97933031/SODALITIUM-Introvigne.
Ed infine, voglio farvi notare che – in base a quanto si può leggere sul suo profilo Facebook (http://www.facebook.com/alessandro.iovino.50) – tra i personaggi che ispirano Alessandro Iovino, ci sono due statisti massoni molto conosciuti, ossia Winston Leonard Spencer Churchill (1874-1965), e Franklin Delano Roosevelt (1882-1945).

Giuseppe Gangale, il maestro massone che frequentava la Chiesa ADI di Crotone ed il suo pastore

Giuseppe Tommaso Gangale, nome completo di Giuseppe Gangale (1898-1978), è stato un glottologo e filosofo italiano appartenente alla Chiesa Battista, tra i maggiori studiosi della cultura arberesca. Portati a termine gli studi secondari presso il Collegio liceo italo-albanese di San Demetrio Corone, dal 1916 al 1918 prese parte alla prima guerra mondiale. Tornato dal fronte si iscrisse alla facoltà di Filosofia di Firenze, laureandosi con una tesi sui Pensieri di Pascal.
Venne in contatto con l’ambiente evangelico nel biennio 1921/’22, a Firenze. Nel gennaio del 1923, Gangale aderì alla Massoneria: nell’Archivio del Grande Oriente 69379 viene dato come iniziato e maestro della Loggia “Tommaso Campanella” di Catanzaro il 3 gennaio 1923 (cfr. Davide Dalmas e Anna Strumia, Una resistenza spirituale ‘Conscientia’ 1922-1927, pag. 31). Fu lui che coniò il termine ‘Massonevangelismo’ per indicare quella doppia militanza, in una Chiesa evangelica e nella massoneria, che caratterizzava così tanti personaggi di primo piano del suo tempo. Gangale infatti sosteneva che ‘le società segrete sono una naturale reazione nei paesi dove c’è intolleranza spirituale e politica, cioè nei paesi cattolici’ (Giuseppe Gangale, Consensi e dissensi, «Conscientia», a. III n° 29, 19 luglio 1924), per cui era giusto e normale che degli Evangelici anche in Italia vi aderissero per opporsi al papato!
A proposito del Massonevangelismo enunciato da Gangale, lo storico valdese Giorgio Spini – di cui Francesco Toppi ha affermato di essere stato un fraterno amico – lo elogia dicendo: ‘Al quesito inverso, invece, cioè sulla possibilità che gli evangelici abbiano ricevuto qualche influenza massonica, occorre dare una risposta più articolata. Il grosso rischio che correva l’Italia evangelica, dopo la fine del Risorgimento, era quello di trovarsi racchiusa – o magari di rinchiudersi con le proprie mani – entro una sagrestia pietista, forse di un impeccabile candore spirituale, ma certo avulsa dalla realtà italiana. Con tutte le più sante intenzioni del mondo, quel distacco dal «mondo», che i pii evangelici professavano, secondo lo spirito del Risveglio, rischiava anzi di tradursi in qualcosa di peggio ancora che una fuga dalla realtà: cioè di essere un eco dell’interrogativo di Caino: «sono io il guardiano di mio fratello?». Il massonevangelismo, con tutti i suoi ovvi limiti, rappresentò comunque un’uscita degli evangelici dalla sagrestia pietista ed una prima loro presa di coscienza delle proprie responsabilità di cristiani nei confronti dei loro fratelli italiani, in quanto membri di una società che i cittadini erano chiamati a guidare essi stessi, col voto e con l’opera politica …. Il massonevangelismo, favorendo la marcia dell’Italia evangelica verso il liberalismo teologico degli Harnack, dei Troeltsch, dei Sabatier, ebbe un’influenza positiva nel breve periodo’ (Giorgio Spini, Italia liberale e protestanti, pag. 226,227).
Sull’affiliazione di Gangale alla Massoneria, Francesco Saverio Festa dice: ‘Dopo aver creato nel 1922 le «Centurie anticlericali», Gangale finisce per accostarsi ed aderire alla massoneria di palazzo Giustiniani, stringendo legami con personaggi come La Fera ed Arturo Reghini. Sulla sua adesione alla massoneria Gangale è stato sempre estremamente evasivo senza mai ammetterla esplicitamente, ma senza neppure mai smentirla. In fondo la massoneria, allora, non era altro che il punto di riferimento di tutte le novità politico-culturali alternative al clericalismo dominante, sì che molti evangelici vi erano affiliati. D’altronde, Gangale mostra sovente di essere ben informato degli avvenimenti interni al mondo massone’ (http://conscientia_et_fide.blog.tiscali.it/). Diamo qualche informazione su questo Arturo Reghini (1878 – 1946), con il quale Gangale strinse un legame. E’ considerato un pilastro della tradizione massonica. Nel 1895 entrò nella Società Teosofica e ne fondò la sezione romana. Nel 1902 fu iniziato al Rito di Memphis di Palermo. Nel 1905 fu tra i fondatori della Loggia “Lucifero” di Firenze. Nel 1912 entrò nel Supremo Consiglio Universale del Rito Filosofico Italiano. Nel 1913 venne espulso dal Grande Oriente d’Italia poichè Martinista noto per i toni particolarmente anticristiani, e per aver aderito all’Ordo Templis Orientis del mago occultista Aleister Crowley col nome iniziatico di “Maximus” ed i gradi di 33°, VI°. Da parte sua, il 20 ottobre 1913, affilia Crowley quale membro onorario del R.F.I. Nel 1919 aderì al Rito Scozzese Antico ed Accettato e nel 1921 divenne membro del Supremo Consiglio dei 33. Grazie a lui, l’O.T.O. rimase attivo in Italia sino agli anni Trenta.
Nel 1924 Gangale ricevette il battesimo in seno ad una Chiesa Cristiana Evangelica Battista, e sempre nello stesso anno venne incaricato della direzione della rivista “Conscientia” che aveva uno spirito massonico. Per capire quanto questa rivista fu sotto l’influenza massonica, vedi ‘Lo stemma delle Assemblee di Dio in Italia è opera di un massone? Giudicate voi’ nella sezione dove parlo della collaborazione del pittore Paolo Paschetto con la rivista Conscientia.
Secondo Piero Chiminelli, pastore battista che si convertì al Cattolicesimo, Gangale verso la fine della sua vita tornò al Cattolicesimo. Paolo Sanfilippo in Giuseppe Gangale, araldo del nuovo protestantesimo italiano (Lanterna, Genova 1981), scrive: ‘Pietro Chiminelli, nella sua opera Il Calvinismo (Istituto Editoriale Galileo, Milano 1948) in una nota al cap. V su ‘Tentativo Recente di Galvanizzare il Calvinismo’, includendo giustamente in questa corrente Gangale, aggiunge: ‘A titolo informativo, va ricordato che, tra il 1937 ed il 1946, hanno lasciato il Calvinismo per rientrare nel cattolicesimo dal quale provenivano, i due Direttori della rivista calvinista romana «Conscientia», Pietro Chiminelli e Giuseppe Gangale ….’ (citato in Giovanni Giudice, Poesie di Giuseppe Gangale, Editore Rubbettino, 2004, pag. 32).
Lo storico Giorgio Spini dice che questa notizia di Chiminelli su Gangale fu ‘una grossa frottola … perchè Gangale non si sognò mai di lasciare il protestantesimo e rifarsi cattolico’ (Giorgio Spini, Italia di Mussolini e protestanti, pag. 91). I fatti però sono i seguenti, innanzi tutto Gangale si rifiutò sempre personalmente di smentire pubblicamente questa cosa, e ciò lascia molto perplessi: perchè non farlo, se la notizia è del tutto falsa? E poi sappiamo che negli ultimi tempi Gangale fu devoto alla cosiddetta Madonna, in quanto in una delle sue ultime poesie dal titolo ‘Madonna d’Itria ad Andali’ si rivolge alla Madonna, e gli dice: ‘Ogni volta che io ritorno ho paura che non ti trovi che qualche Vescovo nuovo ti abbia sconsacrata e bruciata’, ed ancora: ‘Madre antica degli Arberesci, Guida-del-Cammino, cosa devo fare per toglierti le morti?. Udii questo grido, ed ebbi paura perchè era il mio nel vuoto dell’oscura chiesa di Andali” (Giovanni Giudice, op. cit., pag. 135). Giovanni Giudice nel commentare una strofa di questa poesia dedicata alla Madonna di Andali afferma che ‘la severa religiosità calvinista non ha distrutto questi delicati sentimenti religiosi per la Madonna’ (Ibid., pag. 139). E non solo alla ‘Madonna’, ma Gangale in una delle sue ultime poesie prega pure ‘S. Michele’ (Ibid., pag. 154).
Questa sua devozione alla Madonna di Andali e a ‘San Michele’ è certamente idolatria, per cui quand’anche non fosse tornato al cattolicesimo – come dicono i suoi difensori – era tornato all’idolatria del cattolicesimo! Giovanni Giudice afferma in definitiva: ‘Formalmente sembra sia rimasto protestante. Ma l’assenza di polemica anticattolica, il rifiuto di una smentita pubblica, il suo carattere intollerante di ogni cappa, lo spirito di una continua ricerca, la delicatezza e l’affetto verso il mondo arbyresh, la vicinanza a sacerdoti cattolici, e lo stesso messaggio finale lasciano solo intravvedere il mistero del suo animo’ (Ibid., pag. 32).
Verso la fine del 1977 a Gangale muore la moglie Maddalena De Capua. Lui si risposa, con Margherita Uffer, una sua collaboratrice, nel marzo del 1978 a Locarno (Svizzera). La cerimonia è celebrata da un gesuita che si prende cura dei cattolici della zona. Da Locarno vanno a Crotone, dove ‘li viene a trovare il pastore Rauti, rammaricato di non essere stato lui a celebrare le nozze; non gli rimane che benedire la casa dove abita la coppia’ (Giovanni Giudice, Poesie di Giuseppe Gangale, pag. 40).

La parte del libro di Giovanni Giudice su Giuseppe Gangale, dove viene menzionato il pastore pentecostale Rauti di Crotone

gangale-rauti

I due quindi si conoscevano e frequentavano, e questo perchè Gangale ‘quando è in Calabria frequenta regolarmente la chiesa pentecostale (ADI) di Crotone’ (Dora Bognandi & Mario Cignoni, Scelte di fede e di libertà: profili di evangelici nell’Italia unita, pag. 167). Visto dunque chi era Gangale, si rimane a dir poco turbati nel leggere queste cose.
Quindi Umberto Gorietti e altri pastori ADI frequentarono i massoni Gigliotti e Fama; Francesco Toppi frequentava Giorgio Spini che appoggiava la Massoneria; Rauti frequentava Gangale che era massone e negli ultimi anni della sua vita pure ‘mezzo cattolico’: che frequentazioni inquietanti ….

Per ulteriori informazioni su Giuseppe Gangale leggi nella sezione dedicata a Paolo Paschetto la parte intitolata ‘La collaborazione con la rivista Conscientia, avente anch’essa uno spirito ‘massonico’.



Alcune parole ai nostri fratelli che sono nelle ADI

Fratelli che frequentate Chiese ADI, come avete potuto vedere da voi stessi, la denominazione di cui fate parte ha cercato e ottenuto l’appoggio della Massoneria e del Vaticano per conseguire la fine della persecuzione e la cosiddetta libertà religiosa, cosa questa che ovviamente i vostri dirigenti vi hanno abilmente e astutamente nascosto. Ma Dio è fedele, ed ha deciso di portare alla luce queste pagine vergognose e scandalose della storia delle Assemblee di Dio in Italia, affinchè tutti sappiano quale sia il modo di operare dei pastori delle ADI, cioè come essi operano seguendo gli impulsi della carne e non quelli dello Spirito della verità, e come poi siano capaci di attribuire a Dio il risultato della loro profonda carnalità, tenendo quindi nascosti ai fedeli i fatti come sono realmente andati. Per farvi un esempio esplicativo: è come se un credente andasse a fare una rapina in una banca, appropriandosi di una grossa somma di denaro, e poi domenica durante il culto si alzasse per rendere testimonianza ai fratelli di come Dio è fedele e gli ha provveduto molto aldilà di quello che a lui serviva e per questo rende grazie a Dio! I fratelli potranno pure dire ‘Amen’, essendo ignari della rapina da lui fatta, ma viene il giorno in cui Dio farà sapere a tutti che quella persona aveva rubato quei soldi, e quindi non erano soldi che Dio gli aveva provveduto nella Sua fedeltà!
E non siamo di fronte ad una situazione simile nel caso della cessazione della persecuzione contro le Chiese ADI? Le ADI infatti sono andate a mendicare l’aiuto dei massoni italo-americani e del Vaticano che li perseguitava, come se Dio non esistesse, come se Dio non fosse in grado di aiutarli, e in questa maniera hanno dimostrato di non avere avuto per nulla fiducia in Dio e nelle sue vie ma piena fiducia nell’uomo e nelle sue vie storte, e poi si sono messi ad attribuire tutto ciò alla loro fiducia in Dio e hanno considerato ciò come l’esaudimento delle loro preghiere fatte a Dio. Che obbrobrio! Hanno commesso un peccato, come quello che commisero gli Israeliti quando scesero in Egitto in cerca di aiuto, peccato per il quale Dio li rimproverò severamente con queste parole: “Guai, dice l’Eterno, ai figliuoli ribelli che forman dei disegni, ma senza di me, che contraggono alleanze, ma senza il mio spirito, per accumulare peccato su peccato; che vanno giù in Egitto senz’aver consultato la mia bocca, per rifugiarsi sotto la protezione di Faraone, e cercar ricetto all’ombra dell’Egitto! Ma la protezione di Faraone vi tornerà a confusione, e il ricetto all’ombra dell’Egitto, ad ignominia …. Guai a quelli che scendono in Egitto in cerca di soccorso, e s’appoggian su cavalli, e confidano ne’ carri perché son numerosi, e ne’ cavalieri, perché molto potenti, ma non guardano al Santo d’Israele, e non cercano l’Eterno! Eppure, anch’Egli è savio; fa venire il male, e non revoca le sue parole; ma insorge contro la casa de’ malvagi, e contro il soccorso degli artefici d’iniquità. Or gli Egiziani son uomini, e non Dio; i loro cavalli son carne, e non spirito; e quando l’Eterno stenderà la sua mano, il protettore inciamperà, cadrà il protetto, e periranno tutti assieme” (Isaia 30:1-3; 31:3). Le ADI dunque si sono sviluppate grazie ad una alleanza diabolica che i suoi dirigenti hanno contratto con i nemici di Dio, cioè i massoni e i cattolici romani; alleanza che ha significato cadere nel laccio e sotto l’influenza sia della Massoneria che del Vaticano.
Inoltre, vi sono in mezzo a voi non poche cose che non possono non destare molta preoccupazione in ogni anima sincera che teme Dio: elementi tenebrosi dinnanzi ai quali vi confesso noi siamo indignati e preoccupati perchè, come disse Iddio a Israele, nel caso dell’infedeltà di Acan: “O Israele, c’è dell’interdetto in mezzo a te!” (Giosuè 7:13). E a motivo di questo interdetto Dio è indignato contro questa organizzazione e la sua faccia è contro di essa.
Sappiate, fratelli, che ci sono entità spirituali demoniache che operano in mezzo a voi, che provengono quindi direttamente dal diavolo, e queste entità non fanno altro che opprimervi e legarvi alle menzogne di Satana. Già le menzogne di Satana, che è riuscito a introdurre in mezzo a voi facendole passare per ‘sana dottrina’ o parte del ‘tutto l’evangelo’ che vi predicano i vostri pastori.
Se dunque diverse delle vostre dottrine e convinzioni sono identiche a quelle dei massoni che sono nelle tenebre sotto la potestà del diavolo; se avete in comune con i massoni così tante cose; se avete diversi insegnamenti che sono sostanzialmente massonici; è perchè voi avete smesso di vegliare e di esaminare le Scritture, e vi siete allontanati dalla Parola di Dio e avete quindi fatto spazio al diavolo! Per non parlare poi di quei strani simboli presenti in mezzo a voi che hanno origini occulte, e dietro i quali si nasconde sempre il diavolo!
Non meravigliatevi se vi sentite nella confusione, insicuri, dubbiosi, e ignoranti in merito alle cose di Dio, e se in mezzo a voi regna la mondanità e la carnalità a tutti i livelli, perchè tutto ciò non è altro che l’opera che sta compiendo in mezzo a voi il diavolo, il dio dei massoni, il principe della potestà dell’aria, che, come dice l’apostolo Paolo, “si traveste da angelo di luce” (2 Corinzi 11:14), e delle cui macchinazioni siete rimasti vittime.
E’ ora dunque che vi svegliate, vi ravvediate e usciate da questa organizzazione che, alleandosi con la Massoneria e il Vaticano, ha chiaramente fatto spazio al diavolo, e conduce tante anime alla morte spirituale in quanto le uccide spiritualmente con le sue menzogne.

Dal mio libro ‘La Massoneria smascherata’ (pag. 783-803)

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