Come parlano i ‘pastori evangelici’ massoni sull’ecumenismo

mucciardi-intervista

Ho già spiegato nel mio libro ‘La Massoneria smascherata’ come dietro l’ecumenismo ci sia la Massoneria, in altre parole come l’ecumenismo sia nato nelle logge massoniche e quindi la Massoneria lo promuove con forza. A conferma di ciò metto qui di seguito un articolo a firma di un prelato cattolico romano apparso sul bollettino «Il Santuario di Montevergine» del marzo 1997, in merito ad un incontro ecumenico a cui partecipò il ‘pastore’ Antonio Mucciardi (nella foto, che è stata presa da una puntata della trasmissione ‘Sotto processo’ andata in onda su City One – http://www.cityonetv.it – in cui Antonio Mucciardi è stato intervistato [1]), che appartiene al Grande Oriente Italiano Piazza del Gesù e che è un massone di alto grado come si legge sul sito del Grande Oriente Italiano:

‘Eletto nuovo Sovrano Gran Commendatore Dott Antonio Mucciardi – Il Supremo Consiglio dei Sovrani Grandi Ispettori Generali del 33° ed ultimo grado del Rito Scozzese Antico ed Accettato della Libera Muratoria Universale per la giurisdizione italiana del Grande Oriente Italiano – Obbedienza di Piazza del Gesù – il giorno 11 aprile 2010 ha eletto il nuovo Sovrano Gran Commendatore, nella persona del Dott. Antonio Mucciardi.che resterà in carica per un triennio. Il nuovo Sovrano Gran Commendatore del Rito è nato a Napoli nel 1945, coniugato con due figlie, ha un curriculum vitae di tutto rispetto sul piano dell’impegno civile e massonico. Laureato il lettere presso l’Università di Firenze, ha conseguito la specializzazione in archivistica, paleografia e diplomatica, frequentando il corso biennale presso l’Archivio di Stato di Napoli. Funzionario del Comune di Napoli ha operato per circa venticinque anni nella gestione del patrimonio immobiliare dell’Ente, per poi assumere l’incarico del coordinamento scientifico dei fondi documentari dell’Archivio Storico Municipale di Napoli fino al pensionamento avvenuto nel 2008. In questa attività, tra l’altro, ha operato come tutor del Master Biennale di II° livello in “Biblioteconomia, Archivistica e Metodologia della Ricerca”, pianificato dalla facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II, come correlatore di tesi in Conservazione dei Beni Culturali presso l’Istituto Universitario Suor Orsola Benincasa di Napoli, inoltre con Decreto del Ministero dei Beni ed Attività Culturali, è stato nominato membro del “Gruppo di Lavoro” presso l’Università di Padova, per la redazione del nuovo manuale di gestione dei comuni italiani e del nuovo titolario di classificazione. Di fede cristiana evangelica è stato pastore della Chiesa di Napoli – Rione Berlingieri – e di Torre del Greco delle Chiese Cristiane Libere, una denominazione legata storicamente al risorgimento Italiano e incardinata dal 1980 nella Chiesa Valdese e Metodista. In quest’ambito è stato eletto per tre trienni consigliere nazionale della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia assumendo in questa organizzazione anche la responsabilità di Segretario dei Servizio di Azione Sociale. L’esperienza di volontariato acquisita nel corso del terremoto del Belice al seguito del Corpo dei Vigili del Fuoco contribuirono alla sua nomina a Presidente del Comitato Napoletano per la Ricostruzione dopo il terremoto del 23 novembre del 1980. Un impegno iniziato nell’organizzazione delle squadre di primo soccorso e continuato per anni nell’ambito delle attività finalizzate della ricostruzione organizzate dalla Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, che lo ha visto impegnato in prima linea nella costruzione del Villaggio Galeazzo Caracciolo in Napoli e del Villaggio 23 Novembre in Monteforte Irpino, nonché nella promozione di cooperative zootecniche in Campania ed in Basilicata. Sempre nell’ambito dell’impegno ecclesiastico è stato per sette anni Segretario Generale della Consulta Evangelica. Iniziato in massoneria nel Grande Oriente Italiano – Obbedienza di Piazza del Gesù dall’attuale Gran Maestro dott. Nicola Tucci, ricopre la carica di Gran Maestro Aggiunto, di Maestro Venerabile della Loggia di ricerca Tetractys nella città di Caserta e di Delegato Magistrale per la regione Lazio, nonché quella di coordinatore della Commissione Cultura, collaborando attivamente nella redazione della rivista Doxa.’

Fonte: http://www.grandeorienteitaliano.it/

[1] A questa pagina http://www.grandeorienteitaliano.it/index.php?option=com_wrapper&view=wrapper&Itemid=80 potete vedere il video dell’intervista fatta ad Antonio Mucciardi sulla Massoneria

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Ecco l’articolo:

Incontro ecumenico nella parrocchia di S. Angelo a Scala

Sabato 25 gennaio 1997, a conclusione della settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, a Sant‘Angelo a Scala, la comunità parrocchiale di S. Giacomo Apostolo ha vissuto un momento di preghiera interconfessionale: la celebrazione ecumenica della Parola di Dio.

La celebrazione è stata guidata dal nostro Abate ordinario Francesco Pio Tamburrino e dal reverendo Antonio Mucciardi, pastore delle chiese libere evangeliche del rione Berlingieri di Napoli.

In molti hanno preso parte alla celebrazione, erano presenti in chiesa anche i giovani dell’Azione Cattolica di Torelli di Mercogliano e c’era anche Srecko, il giovane serbo che da dicembre è ospitato, insieme alla sua famiglia, nel Centro di comunità della nostra parrocchia; presenza significativa, la sua, in quanto Srecko è di confessione ortodossa.

La celebrazione ecumenica della Parola si è articolata in otto momenti condotti secondo un fitto intreccio di invocazioni tra i celebranti che si alternavano e tutto il popolo. In apertura si è recitata la preghiera di invocazione a Cristo Gesù per la riconciliazione dei cristiani – il tema della settimana di preghiera per la riconciliazione dei cristiani è stato infatti, quest’anno, quello della riconciliazione, che ha preso a motivo di riflessione le parole dell’apostolo Paolo nella seconda lettera ai Corinzi: «Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio». Nel secondo e nel terzo momento hanno avuto spazio, rispettivamente, una preghiera di pentimento e le preghiere di intercessione. Il quarto momento, quello della liturgia della parola, ha avuto il ruolo preminente. Dopo la lettura dei versetti 16-21del quinto capitolo della seconda lettera di Paolo apostolo ai Corinzi – il cui tema essenziale è, appunto, la riconciliazione con Dio per mezzo di Cristo e il ministero della riconciliazione che Cristo ha affidato a noi – il pastore ha tenuto il sermone. Il reverendo Mucciardi ha detto che la necessità di una riconciliazione implica il riconoscimento che tra i fratelli in Cristo non c’è stata e non c’è tuttora pacificazione, anzi, troppo spesso c’è stato odio, guerra, divisione. Le passate guerre di religione hanno prodotto, secondo alcune stime, la morte di oltre 70 milioni di uomini.

La riconciliazione deve passare attraverso una confessione di peccato che tocca tutte le chiese. «Sono obbligato a riconoscere qui – ha affermato il pastore partendo in primo luogo dall’autocritica – in un tempio cattolico, alla presenza di sorelle e fratelli in Cristo, alla presenza di un Vescovo con tutta la sua autorità pastorale e morale che i Concili nella storia hanno sempre attribuito e confermato con forza e chiarezza a tale figura, la responsabilità del protestantesimo nello schiavismo americano, nella crescita del nazismo, nella strage degli anabattisti, nel perpetrarsi della pena di morte in alcuni paesi». Ha poi proseguito: «Sono obbligato a ricordare con voi, come vostro fratello, in una comune confessione di peccato a Dio, nella ricerca insieme della riconciliazione tra le chiese e i credenti: i tribunali di inquisizione, i 2000 valdesi fatti a pezzi nel 1561, il silenzio complice nel consentire che nello Stato Italiano gli aderenti al movimento pentecostale fossero considerati “pericolosi per lo sviluppo e l’integrità fisica e psichica della razza italica”, normativa del ventennio, ripresa in era repubblicana ed abolita solo nel 1984».

Il reverendo ha poi denunciato quelle forme di silenzio o di troppo debole protesta che hanno accomunato i cristiani delle diverse confessioni di fonte alle ingiustizie o ai crimini perpetrati contro l’umanità come, ad esempio e di recente, nella ex Jugoslavia. Ha invitato tutti noi a riconciliarci nella giustizia, rispettando e riconoscendo con amore le nostre reciproche diversità. Pregando lo Spirito Santo affinché ci assista e faccia in modo che il progetto di riconciliazione non si realizzi secondo la nostra volontà ma secondo la volontà di Dio. Ha concluso ringraziando Dio per l’incontro realizzato e ha promesso che avrebbe ringraziato, assieme ai fratelli e alle sorelle della Chiesa Evangelica di Napoli di cui è pastore, «il Signore per aver trovato fratelli e sorelle con i quali percorrere assieme la ritrovata via della riconciliazione in Dio».

L’Abate, nel suo commento omiletico, ha sottolineato che le parole del pastore avevano suscitato un’atmosfera di fede e di coraggio, ha parlato di un alito dello Spirito che attraverso di lui ci ha visitato. Da parte di Dio tutto è stato dato a noi; ci ha donato Cristo perché in Lui tutti fossimo una cosa sola; se noi cristiani siamo divisi la responsabilità è nostra. Viviamo una tragica contraddizione: uniti in Cristo, divisi fra noi. L’unità è già donata da Dio in Cristo, sta a noi mettere da parte l’egoismo e fare, tutti, tutto il possibile per riconciliarci. L’unità totale non la si intravede per il futuro immediato. Mai, però, dobbiamo dimenticare che ciò che non è realizzabile con le nostre forze ci può venire da Dio, a cui tutto è possibile; troppo spesso diciamo, infatti, che Dio è Onnipotente, senza renderci bene conto di cosa ciò significhi e comporti. E’ necessario, dunque – ha concluso l’Abate – essere costanti nella preghiera, maturare una continua conversione, essere fattivamente disponibili all’azione di Dio.

Alla liturgia della parola ha fatto seguito la recita della comune professione di fede, il Credo formulato nei primi secoli della vita della Chiesa dai Concili di Nicea e Costantinopoli.

Nel segno della riconciliazione da costruire infaticabilmente, ci si è poi scambiati un gesto di pace. Prima di invocare la benedizione di Dio sul nostro impegno di unità affinché produca i frutti sperati, tutti insieme si è recitata la preghiera del Signore, il Padrenostro, nella sua formulazione interconfessionale.

La celebrazione ecumenica è stata un piccolo passo in direzione di quell’unità che non è certamente uniformità ma accettazione della diversità come reciproco arricchimento. Un tentativo che ci ha fatto assaporare la bellezza del ritrovarsi tra credenti che si riconoscono figli dello stesso Dio Uno e Trino e fratelli in Gesù Cristo nostro Signore, vivendo assieme le cose che ci uniscono perché, come dice San Paolo, «ciò che ci unisce sia più forte di ciò che ci divide».

L’augurio per tutti quanti noi è che questo momento possa essere un nuovo inizio, sulla strada di un ecumenismo vissuto insieme e pregato insieme.

don Vitaliano Della Sala

Fonte: http://www.donvitaliano.it/vecchiosito/Ecumenismo.htm

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Chi ha orecchi da udire, oda.

Giacinto Butindaro

Leggete il mio libro ‘La Massoneria smascherata’

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Una risposta a Come parlano i ‘pastori evangelici’ massoni sull’ecumenismo

  1. nunzia scrive:

    infatti, ciò che li unisce non è certamente la Parola di Dio, ma l’amore per i precetti massonici di “libertà,uguaglianza, fratellanza” .Vergogna, a che vale avere tanti titoli di studio o meriti da parte dell’uomo se poi non conoscono neanche minimamente le Scritture? Siete dottori di che cosa? rimanete nelle vostre università, fateci il piacere, ma lasciate le pecore del Signore che stanno ricevendo solo veleno dalle vostre profane ciance

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