Il loro lavoro è quello di distruggere la verità, di mentire spudoratamente ….

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Fratelli nel Signore, quello che segue è il discorso che il giornalista John Swinton, l’allora redattore-capo del New York Times, pronunciò nel 1880 in occasione di un banchetto con i suoi colleghi presso l’American Press Association:

‘In America, in questo periodo della storia del mondo, una stampa indipendente non esiste. Lo sapete voi e lo so pure io.
Non c’è nessuno di voi che oserebbe scrivere le proprie vere opinioni, e già sapete anticipatamente che se lo facesse esse non verrebbero mai pubblicate. Io sono pagato un tanto alla settimana per tenere le mie opinioni oneste fuori dal giornale col quale ho rapporti. Altri di voi sono pagati in modo simile per cose simili, e chi di voi fosse così pazzo da scrivere opinioni oneste, si ritroverebbe subito per strada a cercarsi un altro lavoro. Se io permettessi alle mie vere opinioni di apparire su un numero del mio giornale, prima di ventiquattr’ore la mia occupazione sarebbe liquidata.
Il lavoro del giornalista è quello di distruggere la verità, di mentire spudoratamente, di corrompere, di diffamare, di scodinzolare ai piedi della ricchezza, e di vendere il proprio paese e la sua gente per il suo pane quotidiano.
Lo sapete voi e lo so pure io. E allora, che pazzia è mai questa di brindare a una stampa indipendente?
Noi siamo gli arnesi e i vassalli di uomini ricchi che stanno dietro le quinte. Noi siamo dei burattini, loro tirano i fili e noi balliamo. I nostri talenti, le nostre possibilità, le nostre vite, sono tutto proprietà di altri. Noi siamo delle prostitute intellettuali’.

[Fonte: Richard O. Boyer e Herbert M. Morais, Labor’s Untold Story, United Electrical, Radio & Machine Workers of America, NY, 1955/1979] – http://www.stampalibera.com/?p=39040

Leggendo questo discorso ho dovuto riconoscere che descrive quello che sono e fanno tanti che oggi si dicono pastori, che fanno parte delle denominazioni evangeliche, che in realtà non servono Cristo ma la propria denominazione, e quindi sono impossibilitati a proclamare la verità, perchè la devono distorcere, annacquare, contrastare e sprezzare, per fare gli interessi della loro denominazione che li stipendia e che ormai è a tutti gli effetti una azienda e loro ne sono dipendenti. Il lavoro di costoro è quindi quello ‘di distruggere la verità, di mentire spudoratamente, di corrompere, di diffamare, di scodinzolare ai piedi della ricchezza’, sono dei burattini nelle mani di uomini corrotti di cui sono diventati la proprietà personale, sono come delle prostitute perchè come queste vendono il proprio corpo per denaro, loro vendono la verità per denaro.

Ricordatevi quindi queste parole del nostro caro fratello Paolo:

“Or io v’esorto, fratelli, tenete d’occhio quelli che fomentano le dissensioni e gli scandali contro l’insegnamento che avete ricevuto, e ritiratevi da loro. Poiché quei tali non servono al nostro Signor Gesù Cristo, ma al proprio ventre; e con dolce e lusinghiero parlare seducono il cuore de’ semplici” (Romani 16:17-18)
“Siate miei imitatori, fratelli, e riguardate a coloro che camminano secondo l’esempio che avete in noi. Perché molti camminano (ve l’ho detto spesso e ve lo dico anche ora piangendo), da nemici della croce di Cristo; la fine de’ quali è la perdizione, il cui dio è il ventre, e la cui gloria è in quel che torna a loro vergogna; gente che ha l’animo alle cose della terra. Quanto a noi, la nostra cittadinanza è ne’ cieli, d’onde anche aspettiamo come Salvatore il Signor Gesù Cristo, il quale trasformerà il corpo della nostra umiliazione rendendolo conforme al corpo della sua gloria, in virtù della potenza per la quale egli può anche sottoporsi ogni cosa” (Filippesi 3:17-21).

Chi ha orecchi da udire, oda.

Giacinto Butindaro

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