Castighi di Dio contro i suoi nemici

Tre testimonianze molto eloquenti che confermano quello che dice la Scrittura, e cioè che Dio è l’Iddio delle vendette (Salmo 94:1), che esercita tuttora i suoi giusti giudizi sulla terra contro i Suoi nemici. Chi ha orecchi da udire, oda. Giacinto Butindaro

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cappello-Maresciallo-dei-Carabinieri-300x250 ‘Non ci si può beffare di Dio’ – Come Dio punì un maresciallo dei carabinieri per avere oltraggiato Dio.

‘Fu a Campofiorito, immediatamente dopo la fine della seconda guerra mondiale, che il maresciallo dei carabinieri pagò caro e subito il prezzo per avere beffato Dio. La piccola comunità evangelica con il loro pastore, Francesco Coppola, dopo avere subito tante persecuzioni sotto il fascismo, finalmente finita la guerra e caduto il fascismo, si era cominciata a radunare, sempre in famiglia, ma pubblicamente. Ma le autorità religiose, civili e militari di Campofiorito ruggivano ancora come leoni contro gli evangelici. Continuavano a impedire loro di radunarsi, li spiavano continuamente. Appena un fratello di fuori andava a trovarli o li sentivano radunati, subito i carabinieri dietro la porta e andavano a finire in caserma. Sembrava che le autorità di Campofiorito non avevano altro lavoro da fare se non quello di continuare a perseguitare i figliuoli di Dio in quel paese. Il fratello Francesco Coppola, un giorno pensò di scrivere a Roma presso le autorità competenti. La lettera pressoché diceva questo: ‘Siamo un gruppo di evangelici pentecostali, vogliamo radunarci per celebrare il culto assieme, ma non ci viene permesso dalle autorità del nostro paese. Vogliamo sapere se siamo liberi di poterci radunare o no. Aspettiamo una cortese e sollecita risposta’. Passarono alcuni mesi prima che arrivasse la risposta. I fedeli continuarono a radunarsi clandestinamente. Una sera mentre erano radunati presso una famiglia con la porta chiusa, mentre celebravano il culto, sentirono bussare alla porta. Il padrone di casa aprì e trovò dietro la porta il maresciallo dei carabinieri coi suoi uomini che presto fecero irruzione. Al che il fratello Coppola rispose: ‘Fateci concludere prima il culto e poi dove ci volete portare ci portate’. Così continuarono il culto e alla fine li portarono tutti in caserma, dove c’era ad attenderli il sindaco, il sacerdote, il collocatore e il farmacista. Quindi alla presenza dei suddetti, il maresciallo con molta boria cominciò ad interrogare il fratello Coppola dicendo: ‘Cosa facevate radunati?’ – Stavamo adorando l’Iddio del cielo’, rispose il fratello Coppola. Al che replicò il maresciallo: ‘Questo vostro Dio se lo incontrassi lo strangolerei’. Fu subito ripreso dal fratello Coppola: ‘Deve sapere che l’uomo non ha il potere di strozzare Dio, ma è Dio che ha il potere di strozzare l’uomo’. Ma il maresciallo continuò a parlare disprezzosamente, prese un carteggio in cui c’era una lettera che diceva che Francesco Coppola era libero di potersi radunare coi suoi correligiosi.

Ma nonostante aveva ricevuto comunicazione che gli evangelici erano liberi di potersi radunare liberamente, il maresciallo continuava a rimproverarli e a minacciarli. Al che il fratello Francesco Coppola rispose: ‘Se nella lettera c’è stato mandato a dire che siamo liberi di poterci radunare per pregare Dio, perché lei continua a minacciarci e a rimproverarci?’ Di nuovo il maresciallo gli disse: ‘Questo vostro Dio se lo incontrassi lo strangolerei!’ E ancora una volta il fratello Coppola gli rispose: ‘Stia attento, a quello che dice, perché nessun uomo ha il potere di strozzare Dio, ma è Dio che ha il potere di strozzare l’uomo!’ Ma il maresciallo continuò quella sera a disprezzare Dio e i suoi figliuoli, e dopo avere sfogato la sua boria li lasciò andare liberi. Prima che arrivasse la mattina il maresciallo si ritrovò con la gola gonfia. Gli prestarono i primi soccorsi a Campofiorito, ma ogni soccorso prestatogli si rivelò inefficace. Lo portarono d’urgenza all’ospedale di Palermo ma non ci fu niente da fare. Un’angina maligna lo aveva colpito alla gola. Non potè più parlare e nemmeno respirare. Alla distanza di tre giorni si trovò nella tomba.

E’ pericoloso dunque ‘beffarsi dell’Iddio Onnipotente ed Altissimo’.

Fatti accaduti in Sicilia

Tratto da: Castrenze Cascio, Camminare e Spigolare, Corleone 2000, pag. 38-40

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Pelee_1902_3Il tremendo giudizio di Dio su una città – Come Dio punì la città di St. Pierre per essersi fatta beffe del Vangelo

‘Mezzo secolo fa, sull’isola di Martinica nei Caraibi c’era la città di St. Pierre, che aveva circa quaranta mila abitanti. Era una delle più empie città del mondo, e non c’era quasi nessun rappresentante religioso che vi viveva.

Un piccolo gruppo dell’Esercito della Salvezza venne e cominciò a predicare Gesù e la Sua morte sulla croce per i nostri peccati. Dopo alcune settimane, durante una delle loro riunioni si levò una tempesta di persecuzione. In mezzo a scoppi di risa ironiche, la folla procedette a far vedere quello che pensava della Croce crocifiggendo un maiale sulla piazza del mercato. Poi il corpo dirigente della città ordinò ai Salutisti di lasciare subito la città, e dopo uno o due giorni essi erano su un battello a vapore che li riportava al loro paese di origine.

Vicino alla città si elevava il Monte Pelee (1), un vulcano inattivo. Mentre a volte c’era stato del fumo e qualche lieve tremolio della terra, esso era stato tranquillo per un secolo o più. Ma non appena i Salutisti furono usciti dalla baia, Dio tolse il coperchio a quel vulcano e in pochi attimi la città fu distrutta, con la cenere che cadde fino a centinaia di miglia di distanza. Solo otto persone furono trovate vive quando i ricercatori ritornarono (2)’.

Testimonianza tratta da: CHOICE ILLUSTRATIONS [ILLUSTRAZIONI SCELTE], a cura di Earl C. Wolf, Selected From The Compilations Of W. W. Clay [Selezionate dalle Compilazioni di W. W. Clay], Beacon Hill Press, Kansas City, Mo. Prima Stampa, 1965

(1) Il Monte Pelèe, o La Pelèe, è un vulcano della Martinica alto 1397 m. È famoso per la sua eruzione dell’8 maggio 1902, che distrusse la città di Saint-Pierre causando 30.000 vittime. Si trova nella parte settentrionale dell’isola della Martinica e, alle sue pendici di sud ovest si stendeva in riva al mare la vivace cittadina di Saint-Pierre (Wikipedia).

(2) Secondo altre fonti solo 4 fuorno i sopravvissuti

La foto ritrae la città di St. Pierre dopo la distruzione.

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cane-randagio-per-testOdiava i Cristiani – Come Dio mise a morte un ufficiale dell’esercito Cinese per il suo odio verso i Cristiani

‘Una volta un fratello soprannominato Zhang fu preso. Le autorità convocarono molte persone affinché lo vedessero mentre veniva torturato. Esse volevano usare quella cosa come deterrente per impedire alle persone di credere in Gesù. Lo appesero a testa in giù, lo picchiarono e lo flagellarono. Egli gridò al Signore: ‘Signore, Pietro fu appiccato a testa in giù per Te, ma io non sono degno!’

Quando gli altri fratelli e le sorelle videro quello che gli fecero, piansero amaramente. Persino alcuni dei non credenti piansero. Però coloro che perseguitarono i Cristiani più duramente fecero tutti una fine molto amara. C’era un ufficiale che era nell’esercito. Egli odiava i Cristiani. Una volta quando Jian [N.d.T.: un fratello che era diventato un Cristiano nel 1974 e che era molto zelante per la causa del Vangelo] fu arrestato, l’ufficiale legò Jian, lo mise sul pavimento, si mise a pestare la sua schiena e lo prese a calci. E disse: ‘Io non sto calpestando te, io sto calpestando il tuo Signore. Io non sto legando te, io sto legando il tuo Signore. Voglio vedere quello che il tuo Dio può farmi!’ Poi egli prese Jian per farlo sfilare nella strada. Egli continuò a picchiare Jian mentre diceva: ‘Dov’è il tuo Signore? Perché non viene e ti libera? Perché non viene e non compete con me?’ All’improvviso un cane randagio uscì fuori da un viottolo e gli morsicò la gamba. Poi la sua ferita si ulcerò e il suo stomaco si gonfiò. Dopo due mesi morì di una orribile morte’.

Testimonianza tratta da: Danyun, Lilies amongst thorns [Gigli tra le spine], Sovereign World Ltd. Inghilterra, 1991, pag. 283-284

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3 risposte a Castighi di Dio contro i suoi nemici

  1. Salvatore scrive:

    E’ tutto perfettamente bibblico giacchè nelle Sacre Scritture è indicato:” . . . e benedirò quelli che ti benediranno e maledirò chi ti maledirà e in te saranno benedette tutte le famiglie della terra’ . . .” (Genesi 12:3). Chi maledice un figlio di Dio è maledetto da Dio stesso.

    • giacintobutindaro scrive:

      Ricordati però che ci sono anche quelli che maledicono Dio, e pure costoro a suo tempo saranno puniti da Dio, perchè il nome di Dio è santo.

  2. Salvatore scrive:

    I Satanisti di alto rango, che sono perfettamente consci del fatto che Dio è un vendicatore, e che conoscono perfettamente la maledizione perpetua presente in Genesi 12:3, maledicono e/o fanno del male ai figli di Dio per interposta persona, perchè sanno che l’ira di Dio si riverserà su chi materialmente maledirà e/o farà del male ai predetti figliuoli di Dio.
    Io dico. E’ inutile che questi stregoni adottino simili stratagemmi. Il Dio degli Eserciti, al momento che riterrà opportuno, stritolerà senza pietà ogni operetore di iniquità.

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