Idolatri state provocando Dio ad ira

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Nella Scrittura ci sono molti versi che in maniera inequivocabile dicono che anche gli idolatri provocano Dio ad ira, il che significa che lo fanno adirare per cui la Sua ira viene sopra di essi. Eccone alcuni:

“I figliuoli d’Israele fecero ciò ch’è male agli occhi dell’Eterno, e servirono agl’idoli di Baal; abbandonarono l’Eterno, l’Iddio dei loro padri che li avea tratti dal paese d’Egitto, e andaron dietro ad altri dèi fra gli dèi dei popoli che li attorniavano; si prostrarono dinanzi a loro, e provocarono ad ira l’Eterno” (Giudici 2:11-12)
“Va’ e di’ a Geroboamo: – Così parla l’Eterno, l’Iddio d’Israele: Io t’ho innalzato di mezzo al popolo, t’ho fatto principe del mio popolo Israele, ed ho strappato il regno dalle mani della casa di Davide e l’ho dato a te, ma tu non sei stato come il mio servo Davide il quale osservò i miei comandamenti e mi seguì con tutto il suo cuore, non facendo se non ciò ch’è giusto agli occhi miei, e hai fatto peggio di tutti quelli che t’hanno preceduto, e sei andato a farti degli altri dèi e delle immagini fuse per provocarmi ad ira ed hai gettato me dietro alle tue spalle; per questo ecco ch’io faccio scender la sventura sulla casa di Geroboamo, e sterminerò dalla casa di Geroboamo fino all’ultimo uomo, tanto chi è schiavo come chi è libero in Israele, e spazzerò la casa di Geroboamo, come si spazza lo sterco finché sia tutto sparito. Quelli della casa di Geroboamo che morranno in città, saran divorati dai cani; e quelli che morranno per i campi, li divoreranno gli uccelli del cielo; poiché l’Eterno ha parlato …. E l’Eterno colpirà Israele, che sarà come una canna agitata nell’acqua; sradicherà Israele da questa buona terra che avea data ai loro padri, e li disperderà oltre il fiume, perché si son fatti degl’idoli di Astarte provocando ad ira l’Eterno” (1 Re 14:7-11, 15).
“Achab fece anche l’idolo d’Astarte. Achab fece più, per provocare a sdegno l’Eterno, l’Iddio d’Israele, di quello che non avean fatto tutti i re d’Israele che l’avean preceduto” (1 Re 16:33).
“Così dice l’Eterno: Ecco, io farò venire delle sciagure su questo luogo e sopra i suoi abitanti, conformemente a tutte le parole del libro che il re di Giuda ha letto. Essi m’hanno abbandonato ed hanno offerto profumi ad altri dèi per provocarmi ad ira con tutte le opere delle loro mani; perciò la mia ira s’è accesa contro questo luogo, e non si estinguerà” (2 Re 22:16-17).
“L’Eterno degli eserciti che t’avea piantato pronunzia del male contro di te, a motivo della malvagità commessa a loro danno dalla casa d’Israele e dalla casa di Giuda allorché m’hanno provocato ad ira, offrendo profumi a Baal” (Geremia 11:17)
“Allora la parola dell’Eterno fu rivolta a Geremia in questi termini: ‘Ecco, io sono l’Eterno, l’Iddio d’ogni carne; v’ha egli qualcosa di troppo difficile per me? Perciò, così parla l’Eterno: Ecco, io do questa città in man de’ Caldei, in mano di Nebucadnetsar, re di Babilonia, il quale la prenderà; e i Caldei che combattono contro questa città v’entreranno, v’appiccheranno il fuoco e la incendieranno, con le case sui tetti delle quali hanno offerto profumi a Baal e fatto libazioni ad altri dèi, per provocarmi ad ira. Poiché i figliuoli d’Israele e i figliuoli di Giuda, non hanno fatto altro, fin dalla loro fanciullezza, che quel ch’è male agli occhi miei; giacché i figliuoli d’Israele non hanno fatto che provocarmi ad ira con l’opera delle loro mani, dice l’Eterno. Poiché questa città, dal giorno che fu edificata fino ad oggi, è stata una continua provocazione alla mia ira e al mio furore, sicché la voglio toglier via dalla mia presenza, a motivo di tutto il male che i figliuoli d’Israele e i figliuoli di Giuda hanno fatto per provocarmi ad ira: essi, i loro re, i loro principi, i loro sacerdoti, i loro profeti, gli uomini di Giuda, e gli abitanti di Gerusalemme” (Geremia 32:26-32)

Non importa quindi chi e che cosa gli idoli (statue e immagini) rappresentano (Maria, Buddha, o la dea Kali ecc.); coloro che li costruiscono, e li servono prostrandosi davanti ad essi e adorandoli e offrendo loro profumi od altro, si attirano l’ira di Dio, secondo che è scritto che “l’ira di Dio si rivela dal cielo contro ogni empietà ed ingiustizia degli uomini che soffocano la verità con l’ingiustizia” (Romani 1:18).

Idolatri, vi esorto dunque da parte di Dio a ravvedervi e convertirvi dagli idoli muti, che seguite e servite, all’Iddio vivente e vero e a credere nel Suo Figliuolo Gesù Cristo, che è morto sulla croce per i nostri peccati e risorto a cagione della nostra giustificazione, altrimenti l’ira di Dio rimarrà su di voi, continuerete a stare sotto la condanna di Dio, e quando morirete scenderete nel fuoco dell’inferno, perchè questa è la parte riserbata agli idolatri quando muoiono, e poi nel giorno del giudizio, quando risorgerete, sarete giudicati e condannati da Dio, e gettati in un altro luogo di tormento che si chiama stagno ardente di fuoco e di zolfo, dove sarete tormentati nei secoli dei secoli.

Vi ho avvertiti.

Chi ha orecchi da udire, oda.

Giacinto Butindaro

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