Contro la salvezza universale finale di tutti gli uomini

‘Alla fine Dio nella Sua misericordia salverà tutti’, dicono taluni. Ma ciò è falso perchè la Scrittura a più riprese e in svariate maniere dice che molti esseri umani saranno condannati.

Gesù per esempio ha detto che “larga è la porta e spaziosa la via che mena alla perdizione, e molti son quelli che entran per essa” (Matteo 7:13); che quando Egli verrà nella sua gloria con tutti gli angeli dirà a coloro che metterà alla sua sinistra: “Andate via da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato pel diavolo e per i suoi angeli! Perché ebbi fame e non mi deste da mangiare; ebbi sete e non mi deste da bere; fui forestiere e non m’accoglieste; ignudo, e non mi rivestiste; infermo ed in prigione, e non mi visitaste. Allora anche questi gli risponderanno, dicendo: Signore, quando t’abbiam veduto aver fame, o sete, o esser forestiere, o ignudo, o infermo, o in prigione, e non t’abbiamo assistito? Allora risponderà loro, dicendo: In verità vi dico che in quanto non l’avete fatto ad uno di questi minimi, non l’avete fatto neppure a me. E questi se ne anderanno a punizione eterna …” (Matteo 25:41-46); e che chi non avrà creduto nel Vangelo sarà condannato (cfr. Marco 16:16), e che chi avrà operato male in quel giorno resusciterà in resurrezione di giudizio (cfr. Giovanni 5:29).

Paolo dice che Dio renderà “a quelli che son contenziosi e non ubbidiscono alla verità ma ubbidiscono alla ingiustizia, ira e indignazione. Tribolazione e angoscia sopra ogni anima d’uomo che fa il male; del Giudeo prima, e poi del Greco” (Romani 2:8-9); che la fine dei nemici della croce è la perdizione (cfr. Filippesi 3:19); e che Dio “volendo mostrare la sua ira e far conoscere la sua potenza, ha sopportato con molta longanimità de’ vasi d’ira preparati per la perdizione” (Romani 9:22).

Pietro dice che “i cieli di adesso e la terra, per la medesima Parola son custoditi, essendo riservati al fuoco per il giorno del giudizio e della distruzione degli uomini empî” (2 Pietro 3:7).

Giovanni dice che nella visione sull’isola di Patmos sentì Colui che siede sul trono dire le seguenti parole: “Chi vince erediterà queste cose; e io gli sarò Dio, ed egli mi sarà figliuolo; ma quanto ai codardi, agl’increduli, agli abominevoli, agli omicidi, ai fornicatori, agli stregoni, agli idolatri e a tutti i bugiardi, la loro parte sarà nello stagno ardente di fuoco e di zolfo, che è la morte seconda” (Apocalisse 21:7-8); e che nel giorno del giudizio se qualcuno non sarà trovato scritto nel libro della vita sarà gettato nello stagno di fuoco che è la morte seconda (cfr. Apocalisse 20:15).

Nessuno vi seduca dunque con vani ragionamenti.

Giacinto Butindaro

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