Il massone Totò lancia un messaggio ai suoi fratelli massoni nel film «Letto a tre piazze»

Un fratello mi ha segnalato questa scena del film «Letto a tre piazze», del 1960 diretto da Steno e interpretato da Totò e Peppino De Filippo. Ascoltate cosa dice ad un certo punto Totò (1898 – 1967), che era un massone di alto grado: «Professò la lego a un masso …. n’ho trovato uno magnifico … questo resiste … È UN BEL MASSONE, È MASSONE ….» (guarda a partire da 1 ora e 14 minuti). Peraltro notate come Totò mette la corda attorno al «massone», e nel rito dell’iniziazione massonica viene messa attorno al collo dell’iniziato proprio una corda.

Questa è una delle tante prove che i massoni comunque lasciano delle tracce in quello che fanno nella loro professione, tracce che i massoni notano immediatamente.

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

P.S.
Scopro adesso (sera del 15 marzo 2015) che sul numero 2 della rivista massonica MASSONICAMENTE (gennaio-aprile 2015 – Laboratorio di storia del Grande Oriente d’Italia), a pag. 6 viene detto di Totò quanto segue: «Arrivò al trentesimo grado del rito. Nel film “Letto a tre piazze” Totò fece chiaramente capire la sua appartenenza alla massoneria: Totò e Peppino stanno compiendo una scalata e De Filippo invitò Totò ad aggrapparsi ad una mano e Totò rispose di stare tranquillo che lì c’era un massone di cui ci si poteva fidare»

toto-goi

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2 risposte a Il massone Totò lancia un messaggio ai suoi fratelli massoni nel film «Letto a tre piazze»

  1. antonella massa scrive:

    di recente ho appreso questa notizia su Totò
    ne sono rimasta negativamente colpita.
    Ma ciò non macchiato ai miei occhi la stima, la grandezza di Totò, il quale di sicuro si sarà pentito di tale scelta poco avveduta prima di morire. Me lo auguro per lui. Tutti quanti possono sbagliare, lasciarsi imbrogliare da momentanei abbagli
    pè la prova ulteriore che non bisogna mitizzare alcuno che sia mortale, e che soltanto Dio è Dio e in quanto tale infallibile.

  2. Massimo scrive:

    ” Un MASSONE di cui fidarsi e al quale aggrapparsi”. Un’ immagine esattamente opposta a quanto invece afferma il Vangelo della Grazia che attesta che è GESU’ la ROCCIA dei secoli (Isaia 26:4) cui ci si può aggrappare per aver la salvezza, la ROCCIA su cui fondare la propria casa (Matteo 7:24), la ROCCIA spirituale cui attingere l’acqua della vita (1° Corinzi 10:4 ).
    La poesia di Totò : ” A livella”, vorrebbe decantare la pari posizione, lo stato ultimo, irremovibile, eterno di due classi sociali che solo il mondo dei vivi tiene per un tempo ben separate : ricchi e poveri. Ma poi è la Morte che comanda, e che rende giustizia al netturbino ponendolo sullo stesso piano del marchese, e in questo caso addirittura i due giacciono vicini vicini, uno accanto all’altro!
    Ma ben sappiamo che anche in quell’estremo rito, il ricco gode ancora una volta del cimiterial privilegio, ricevendo una più degna sepoltura, sì una mega-tomba di famiglia in marmo o granito, mentre il povero giace sempre in una volgare fossa con un sasso che lo distingua dalle altre ossa in giro sparse!
    @ Antonella, pare che Totò quand’era ancora in vita, abbia intrapreso lunghe e costose battaglie legali per il riconoscimento di nobiltà e di titoli gentilizi ed in Wikipedia leggo che Totò fu denunciato ben cinque volte per “abuso di titoli nobiliari”.
    Ci teneva quindi! E se tu vedi la cappella nel Cimitero del Pianto a Napoli che ospita i resti di Totò, ti renderai conto che è situata in un area che ospita altri uomini illustri, non certo dei poveri netturbini! Ma comunque, scrivo questo con l’umano rispetto del grande personaggio del cinema che è stato certamente!
    Per il resto i fatti lo confermano che Totò in vita sia stato un Massone, Maestro venerabile e fondatore della Loggia “Ars et Labor” e che l’ex gran maestro del Grande Oriente d’Italia Virgilio Gaito confermò la sua appartenenza alla Massoneria ed il suo trapasso all’ Oriente Eterno! Non significa proprio nulla che poi i funerali siano stati celebrati con rito cattolico!

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