Francesco Toppi e il fuoco dell’inferno

toppi-vecchietta

La sorella Maria Rapisarda racconta: «……. mi torna in mente un episodio accaduto nell’agosto del ’78 al campeggio di Coffa di Chiaramonte (Ragusa) dove ho sentito personalmente insegnare da Toppi che il termine fuoco dell’inferno non va inteso letteralmente ma metaforicamente. Era un turno affollato per adulti, quindi parecchi fratelli hanno sentito, molti non erano d’accordo a questa dottrina di Toppi, ma nessuno osava pubblicamente disapprovarlo anche perché lo temevano perché il Toppi aveva la brutta abitudine di deridere chi lo contraddiceva. Ma un fratello anziano non resistette, con la Bibbia sulla sua mano sinistra e il dito puntato dell’altra mano si precipitò verso Toppi si fermò a qualche metro e gli gridò con voce tuonante: “..Per 50 anni ho creduto che il fuoco dell’inferno è reale e così crederò fino alla morte”… Dopo uscì fuori dal locale di culto sdegnato, mentre Toppi senza scomporsi portandosi le dita alla tempia ci fece segno di lasciarlo perdere perché quel fratello aveva perso il senno, quindi a suo giudizio era pazzo. Grazie a Dio in tanti stanno ricordando questa vicenda e soprattutto stanno confermando altre eresie di Toppi che hanno ascoltato con le loro orecchie».
Questo era Francesco Toppi: un uomo che disprezzava e scherniva coloro che erano attaccati alla fedel Parola! E quelli che oggi seguono i suoi falsi insegnamenti e imitano la sua condotta sono tali e quali.

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

Leggi: «LE A.D.I. HANNO ‘TOLTO’ IL FUOCO DALL’INFERNO E LA NUOVA GERUSALEMME DAL PARADISO»

Questa voce è stata pubblicata in Assemblee di Dio in Italia, C.C.I.N.E., Francesco Toppi e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.

5 risposte a Francesco Toppi e il fuoco dell’inferno

  1. Umberto scrive:

    Però… per bruciare uno spirito sono fuoco e zolfo di ordine naturale o di altro tipo? E se di altro tipo, di che tipo?

  2. Massimo scrive:

    Giacinto, essendo Umberto un membro comunicante delle ADI e chissà da quanti anni, inevitabilmente ha acquisito in toto la “mente” della sua Organizzazione!
    Pertanto, vorrei chiedergli :

    @ “UMBERTO, è vero che se un credente che è stato membro comunicante nelle ADI per anni, poi magari dopo alcuni anni se ne esce da quella chiesa, viene considerato a cominciare dal pastore, consiglieri e membri tutti di quella comunità, come uno che ha abbandonato il Signore? E se non vi fa più ritorno è certamente un perduto, spiritualmente parlando?
    Il locale di culto non è forse la chiesa del Signore?
    Umberto, te ne sarei grato per la tua risposta! Saluti.

    • Umberto scrive:

      No, non pensano ciò. Almeno, non tutti. Il mio pastore ADI mi disse che pur di aiutarmi, essendo che lui non riusciva, era disposto a farmi un permesso anche per un pastore non adi, purchè riuscivano ad aiutarmi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.