Chi crede nel Vangelo di Cristo è «esclusivista»

esclusivista

Chi crede nel Vangelo di Cristo, crede fermamente che coloro che non credono nel Vangelo sono dei peccatori sulla via della perdizione e quindi che quando muoiono discendono nelle fiamme dell’inferno (Ades) e poi nel giorno del giudizio risorgeranno in resurrezione di condanna per essere giudicati da Dio e gettati nello stagno ardente di fuoco e di zolfo dove saranno tormentati per l’eternità.
Non può essere altrimenti, perché la Parola di Dio afferma che chi non avrà creduto sarà condannato (cfr. Marco 16:16), e che chi rifiuta di credere nel Figliuolo non vedrà la vita ma l’ira di Dio resta sopra di lui (cfr. Giovanni 3:36). Chi dunque ha creduto nel Vangelo di Cristo è «esclusivista», perché esclude dalla salvezza coloro che non credono in esso, in quanto questo è quello che afferma la Parola di Dio. Se infatti è vero che “in nessun altro è la salvezza; poiché non v’è sotto il cielo alcun altro nome che sia stato dato agli uomini, per il quale noi abbiamo ad esser salvati” (Atti 4:12) – e quindi non c’è alcun altro nome al di fuori di quello di Gesù Cristo per il quale gli uomini possono essere salvati – allora è vero anche che se uno segue Maometto, Buddha, Zarathustra, Platone, e tanti altri sedicenti maestri di morale, sarà condannato. D’altronde il Vangelo afferma che Gesù Cristo è morto per i nostri peccati (cfr. 1 Corinzi 15:3), spargendo il Suo sangue per la remissione dei nostri peccati (cfr. Matteo 26:28), ed è risuscitato il terzo giorno a cagione della nostra giustificazione (cfr. Romani 4:25), per cui la remissione dei peccati e la riconciliazione con il Padre si possono ottenere solo credendo in Gesù Cristo e in nessun altro.
Se la Scrittura afferma che “il Padre ha mandato il Figliuolo per essere il Salvatore del mondo” (1 Giovanni 4:14), ciò significa che si può essere salvati solo per mezzo di Cristo Gesù. Quindi chi crede in Gesù Cristo, esclude che gli increduli saranno salvati! Il Vangelo è la Buona Novella relativa alla salvazione di Dio (cfr. Atti 28:28), che è il solo vero Dio il cui nome è YAHWEH, e quindi esclude ogni altro messaggio ‘redentivo’.
Inoltre, chi ha creduto nel Vangelo di Cristo, essendo passato da uno stato in cui era perduto ad uno stato in cui è salvato, sa cosa significa essere sia perduto che salvato, in quanto sa che quando non credeva era perduto, ma ora che crede è salvato per mezzo della fede in Cristo Gesù (cfr. 1 Corinzi 15:1); sa che prima era un figlio d’ira ma ora è un figlio di Dio per mezzo della fede in Gesù Cristo (cfr. Galati 3:26; Giovanni 1:12); sa che prima era uno schiavo del peccato, mentre ora è affrancato dal peccato (cfr. Romani 6:17-18); sa che prima era morto mentre ora è vivo (cfr. Efesini 2:1-10). Quindi la sua esperienza personale gli conferma pienamente che quello che afferma la Parola di Dio è la verità. Una pecora sa, una volta che è stata trovata dal pastore (cfr. Luca 15:3-6), di non essere più perduta o errante (cfr. 1 Pietro 2:25), non vi pare? Essa dunque sa per esperienza personale che senza Cristo l’uomo è perduto.
Un vero Cristiano quindi si contraddistingue per la sua ferma fiducia nel Vangelo di Cristo, che significa una ferma fiducia nel valore espiatorio della morte di Gesù Cristo, e quindi per il suo esclusivismo. Non può essere altrimenti perché è discepolo di Gesù Cristo che ha detto: “Io son la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me” (Giovanni 14:6), ed anche: “Io son la porta; se uno entra per me, sarà salvato, ed entrerà ed uscirà, e troverà pastura” (Giovanni 10:9), ed ancora: “Perciò v’ho detto che morrete ne’ vostri peccati; perché se non credete che sono io (il Cristo), morrete nei vostri peccati” (Giovanni 8:24).
Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

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