«Pastore» di Chiesa ADI coinvolto nel dialogo interreligioso

»Al dialogo tra le fedi sulla Pasqua il mensile “La Voce dei Castiglionesi” ha dedicato, lunedì 21 marzo, un incontro presso l’auditorium della Madonna del Rivaio di Castiglion Fiorentino, dal titolo “La Pasqua nelle religioni – affinità e differenze”, a cui hanno preso parte esponenti dell’Islam e del Cristianesimo. L’evento è stato promosso con l’obiettivo di contribuire al dialogo interreligioso attraverso un processo di conoscenza reciproca». Vi ha partecipato anche Antonio Di Bello, «pastore» della Chiesa ADI di Foiano della Chiana (Arezzo), come si può vedere e sentire in questo servizio giornalistico.

Qui due fotogrammi che mostrano che si tratta del ‘pastore’ ADI di Foiano della Chiana.
antonio-di-bello-arezzo

Questa è l’ennesima conferma che le ADI sono date non solo all’ecumenismo ma anche al dialogo interreligioso, che fanno ambedue parte dell’agenda della Massoneria in quanto sono gli strumenti usati dalla Massoneria per creare la Religione Unica Mondiale che adorerà Satana.

Le ADI dunque si confermano come una organizzazione religiosa che porta avanti l’agenda della Massoneria.

Uscite e separatevi dalle ADI. Affrettatevi, le ADI hanno rigettato la Parola di Dio.

Giacinto Butindaro

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11 risposte a «Pastore» di Chiesa ADI coinvolto nel dialogo interreligioso

  1. Antonio scrive:

    Ma in cosa consiste il fatto che le le adi, ed in particolare questo pastore, abbiano rigettato la Parola di Dio? Ma come…? Prima diciamo che dobbiamo essere Luce e Sale di questo mondo, proprio come Gesù, e farci vedere e quando poi proprio un pastore evangelico si ‘immischia’ in un dialogo interreligioso viene considerato ecumenico e dialoghista interreligioso? Ma non diciamo che dobbiamo ‘mischiarci’ al mondo per far vedere la nostra Luce? Miglior occasione proprio di un dialogo interreligioso per far vedere la Luce della Verità del (vero) Vangelo esponendoLa?

  2. Antonio scrive:

    Giacinto, hai pubblicato il mio commento ma non mi hai risposto.

    • giacintobutindaro scrive:

      Tu sei uno dei tanti ‘avvocati’ del diavolo che hanno le ADI. La Parola ci comanda di non metterci con gli infedeli, ma voi avete un’altra dottrina, quella massonica che vi ordina di mettervi con gli infedeli.

  3. Antonio scrive:

    * Cmq non sono il pastore in questione.

    • giacintobutindaro scrive:

      Hai finito di commentare sul mio blog. Ho capito cosa sei e cosa ti proponi. Te lo ripeto quindi, sei uno dei tanti ‘avvocati’ del diavolo, parli come loro. Con persone come te non si può neppure dialogare. Siete sordi e ciechi.

  4. Massimo scrive:

    Giacinto, ritengo che le parole proferite dal pastore DI BELLO, nella breve intervista ascoltata, manifestino più timore e rispetto per gli uomini che per Dio e la sua Parola! Quando afferma : “La festività della Pasqua NON E’ MOLTO VISSUTA nell’ambiente cristiano evangelico…… per principi dottrinali che ABBIAMO ACQUISITO proprio alla luce UN PO’ DALLE SCRITTURE”.
    Quelle sue parole : “non è molto vissuta” e “acquisito un pò dalle scritture” denotano sentimenti di timore, d’imbarazzo, di DEBOLEZZA! Tutte caratteristiche in negativo che un pastore evangelico, consapevole di essere al servizio h.24 del Re dei re e Signore dei Signori, non dovrebbe assolutamente avere, se è veramente convinto del mandato ricevuto dal suo Capo, cui è sottoposto!
    Di Bello non manifesta quell’ AUTORITA’ che procede dalla Parola di Dio e da una profonda fede nel Cristo di Dio, e che dovrebbero contraddistinguere un “Uomo di Dio”, un “fedele servitore dell’Iddio vivente e vero”, e un vero “soldato di Cristo”.
    E’ palpabile invece quella sorta di timidezza, quel timore/paura da parte di questo pastore di urtare in qualche modo la sensibilità altrui, di creare crepe o spaccature anzichè cuciture tra Cristiani, Ebrei e Mussulmani, quel timore che possa fallire anzichè andar a buone fine, quel processo di conoscenza reciproca tra religiosi monoteisti e per cui si è svolto quell’incontro, in vista proprio del tanto agognato Ecumenismo. Pace.

    • giacintobutindaro scrive:

      Massimo, d’altronde chi partecipa al dialogo interreligioso deve stare molto attento a non ‘offendere’ i suoi interlocutori, e quindi il parlare di antonio di bello ricalca quel parlare ambiguo e privo di autorità che esige il dialogo interreligioso.

  5. Massimo scrive:

    Eh sì, è vero Giacinto, altrimenti come potranno mai questi ragazzi andare d’accordo?
    Pace.

  6. Amos scrive:

    Caro Giacinto, devo purtroppo aggiungere che oltre che ad essere un pastore, è anche il segretario di un comitato di zona. Ma ad onor del vero, devo anche dire, che la maggior parte dei pastori delle ADI che conosco non farebbero mai quello che ha fatto lui, e non si esprimerebbero mai come si è espresso lui.
    Per favore, non facciamo l’errore di confondere grano e zizzania.

    • giacintobutindaro scrive:

      Amos, e no, la verità semmai è che solo una minoranza dei pastori ADI non farebbero mai quello che ha fatto lui e non si esprimerebbero come lui, perchè la maggioranza è accodata al carro che porta alla religione unica mondiale voluta dalla Massoneria.

  7. Massimo scrive:

    @Amos, personalmente ritengo apprezzabili quanto sincere le tue parole, tuttavia….
    scusami per quanto andrò ora ad evidenziare, proprio sulla scorta delle stesse, perchè ora si sa anche che Antonio Di Bello non ricopre soltanto la carica di “pastore” in seno alle ADI, ma anche di “segretario di zona”.
    Ora, in 1° Timoteo 3:2 l’apostolo Paolo ordina prima di ogni altra cosa, questo :”Bisogna dunque che il vescovo sia IRREPRENSIBILE”.
    Inoltre, essere “segretario” di un Comitato di Zona nelle ADI è un compito molto delicato. Infatti, nello Statuto delle ADI, leggo tra i compiti del segretario, anche quello che ora qui di seguito riporto testualmente all’ art. 62 lettera f) : “intervenire, quando lo ritenga necessario, richiamando con fraterna comprensione quelle chiese o gruppi o quei Conduttori che fossero caduti in gravi errori dottrinali o disciplinari, facendone sempre relazione al Consiglio Generale delle Chiese”.
    Amos, ti sembra una cosa di poco conto?
    Ora, tu affermi altresì :” Ma ad onor del vero, devo anche dire, che la maggior parte dei pastori delle ADI che conosco non farebbero mai quello che ha fatto lui, e non si esprimerebbero mai come si è espresso lui.”
    Che dovrei quindi pensare io che leggo, di questo A. Di Bello? e se quei pastori che tu scrivi di conoscere NON FAREBBERO MAI NE’ SI ESPRIMEREBBERO come quel pastore e segretario delle ADI???
    Amos, sopportami ancora! Ma se affondi poi il dito nella piaga, concludendo così testualmente :” Per favore, non facciamo l’errore di confondere grano e zizzania”,
    che cosa dovrei altresì pensare? Non posso certamente collocare il pastore, nonchè segretario A. Di Bello tra il grano, ma purtroppo invece tra le zizzanie! O mi sbaglio?
    Amos, pertanto, come dar torto a Giacinto, che da buona sentinella continua a suonare il corno (Ezechiele 33:3) e lancia l’allarme affinchè molti si risveglino, indossino la completa armatura ed escano fuori da quelle chiese dove sinora hanno dormito saporitamente, per non essere sopraffatti dalla spada che sta avanzando contro la casa d’Israele. (Ezechiele 33:2-3). Se pur udendo il corno quel popolo non se ne cura, morirà certamente, ma Dio preserverà la sentinella e quanti hanno prestato ascolto ad essa! Amos, è così! Perciò che pensi di fare adesso? Ora sei stato ancor più responsabilizzato!
    Pace Giacinto!

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