Chi sei e dove stai andando

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Due delle domande che ti sei sovente fatto sono «Chi sono?» e «Dove sto andando?» per cui voglio fornirti le risposte.
«Chi sono?» Sei una creatura di Dio, il Padre dal quale sono tutte le cose (1 Corinzi 8:6), ma sei sotto il peccato (Romani 3:9) a cagione del peccato entrato nel mondo per mezzo del primo uomo (Romani 5:12), e quindi sei schiavo del peccato (Tito 3:3). In quanto peccatore infatti, sei schiavo del peccato (chi commette il peccato, è schiavo del peccato – Giovanni 8:34), e quindi morto nei tuoi peccati (Efesini 2:1), perché il salario del peccato è la morte (Romani 6:23); e sei perciò un nemico di Dio nella tua mente e nelle tue opere malvagie (Colossesi 1:21): l’ira di Dio è sopra di te, sei un figliuolo d’ira (Giovanni 3:36; Efesini 2:3). In altre parole, sei sotto la condanna di Dio (Romani 5:18).
«Dove sto andando?» Stai andando all’inferno (in greco Ades), che è un luogo di tormento in cui scendono le anime di tutti coloro che muoiono nei loro peccati, e dove arde un fuoco non attizzato da mano d’uomo (Luca 16:19-31). E poi nel giorno del giudizio, quando Dio giudicherà gli uomini con giustizia, risusciterai in resurrezione di condanna per essere giudicato da Dio secondo le tue opere e sarai allora gettato anima e corpo in un altro luogo di tormento che si chiama stagno ardente di fuoco e di zolfo, dove sarai tormentato nei secoli dei secoli (Apocalisse 21:8; 20:12-15)
Dopo averti dato le risposte a queste tue domande, voglio annunciarti la Buona Novella relativa al regno di Dio e al nome di Gesù Cristo (Atti 8:12).
Il Padre, che è il Creatore di tutte le cose, nella pienezza dei tempi nel suo grande amore ha mandato nel mondo il Suo diletto Figliuolo, il cui nome è Gesù Cristo, per essere la propiziazione per i nostri peccati (1 Giovanni 4:10); Egli dunque, che era il Santo e il Giusto (Atti 3:14), morì per i nostri peccati, portando i nostri peccati nel suo corpo sulla croce (1 Corinzi 15:3; 1 Pietro 2:24), e risuscitò il terzo giorno a cagione della nostra giustificazione (1 Corinzi 15:4; Romani 4:25).
Coloro dunque che credono in Lui vengono liberati dai loro peccati (Apocalisse 1:5; Tito 3:5), ricevono la remissione dei peccati (Atti 10:43; 1 Giovanni 2:12), e quindi vengono giustificati (Atti 13:39; Romani 5:1) e riconciliati con Dio (Romani 5:10; 2 Corinzi 5:18; Colossesi 1:22). Essi vengono vivificati con Cristo (Efesini 2:5), e diventano figliuoli di Dio (Giovanni 1:12; 1 Pietro 1:23). Ed oltre ciò, essi ricevono la vita eterna (Giovanni 3:36; 1 Giovanni 5:13), che è il dono di Dio in Cristo (Romani 6:23). Per essi dunque che sono in Cristo non v’è più alcuna condanna (Romani 8:1). Essi sono sulla via della salvezza (1 Corinzi 1:18), e quindi quando muoiono nel Signore vengono salvati dal Signore nel Suo regno celeste, dove si riposano dalle loro fatiche (2 Timoteo 4:18; Apocalisse 14:13). Quando poi essi risorgeranno in resurrezione di vita, il che avverrà all’apparizione di Cristo dal cielo, essi, assieme a tutti i santi che saranno trovati viventi, otterranno un corpo glorioso come quello di Gesù Cristo (Filippesi 3:20-21; 1 Corinzi 15:51-54), e tutti assieme verranno rapiti sulle nuvole, a incontrare il Signore nell’aria; e così saranno sempre col Signore (1 Tessalonicesi 4:17).
Dunque, ti esorto a ravvederti e a credere nel Signore Gesù Cristo, affinché tu riceva la remissione dei peccati e la vita eterna.

Giacinto Butindaro

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