Rispondo ad un sedicente pastore che chiede sulla sua bacheca di FB come mai Luca non menziona mai Paolo come apostolo nel libro degli Atti

Massimo Morandi, che dice di essere un pastore e un insegnante della scuola biblica Charis, sulla sua bacheca in una discussione ha chiesto come mai Luca non menziona mai Paolo come apostolo nel libro degli Atti degli apostoli («Ho chiesto come mai Luca non menziona Paolo come apostolo nel libro degli Atti». – https://www.facebook.com/pastoremassimomorandi/posts/10209163545194161)!!!
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Allora, sappiate tutti che Luca menziona Paolo come apostolo nel libro degli atti, e lo fa in questi termini: “Or avvenne che in Iconio pure, Paolo e Barnaba entrarono nella sinagoga dei Giudei e parlarono in maniera, che una gran moltitudine di Giudei e di Greci credette. Ma i Giudei rimasti disubbidienti, misero su e inasprirono gli animi dei Gentili contro i fratelli. Essi dunque dimoraron quivi molto tempo, predicando con franchezza, fidenti nel Signore, il quale rendeva testimonianza alla parola della sua grazia, concedendo che per le lor mani si facessero segni e prodigî. Ma la popolazione della città era divisa; gli uni tenevano per i Giudei, e gli altri per gli APOSTOLI. Ma essendo scoppiato un moto dei Gentili e dei Giudei coi loro capi, per recare ingiuria agli APOSTOLI e lapidarli, questi, conosciuta la cosa, se ne fuggirono nelle città di Licaonia, Listra e Derba e nel paese d’intorno; e quivi si misero ad evangelizzare. Or in Listra c’era un certo uomo, impotente nei piedi, che stava sempre a sedere, essendo zoppo dalla nascita, e non aveva mai camminato. Egli udì parlare Paolo il quale, fissati in lui gli occhi, e vedendo che avea fede da esser sanato, disse ad alta voce: Levati ritto in piè. Ed egli saltò su, e si mise a camminare. E le turbe, avendo veduto ciò che Paolo avea fatto, alzarono la voce, dicendo in lingua licaonica: Gli dèi hanno preso forma umana, e sono discesi fino a noi. E chiamavano Barnaba, Giove, e Paolo, Mercurio, perché era il primo a parlare. E il sacerdote di Giove, il cui tempio era all’entrata della città, menò dinanzi alle porte tori e ghirlande, e volea sacrificare con le turbe. Ma GLI APOSTOLI BARNABA E PAOLO, udito ciò, si stracciarono i vestimenti, e saltarono in mezzo alla moltitudine, esclamando: Uomini, perché fate queste cose? Anche noi siamo uomini della stessa natura che voi; e vi predichiamo che da queste cose vane vi convertiate all’Iddio vivente, che ha fatto il cielo, la terra, il mare e tutte le cose che sono in essi; che nelle età passate ha lasciato camminare nelle loro vie tutte le nazioni, benché non si sia lasciato senza testimonianza, facendo del bene, mandandovi dal cielo piogge e stagioni fruttifere, dandovi cibo in abbondanza, e letizia ne’ vostri cuori.” (Atti 14:1-17).
Viene dunque da domandare a questo sedicente pastore : «Come mai dici che Luca in Atti non menziona mai Paolo come apostolo, quando invece lo menziona come apostolo?»
Mi fermo qui, anche se potrei dire moltissime altre cose …
Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

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8 risposte a Rispondo ad un sedicente pastore che chiede sulla sua bacheca di FB come mai Luca non menziona mai Paolo come apostolo nel libro degli Atti

  1. past. Massimo Morandi scrive:

    Caro fratello Butindaro,
    pace del Signore. Sono il “sedicente pastore”, ti ringrazio per il titolo onorifico ma, personalmente, mi ritengo semplicemente un servo di Dio.
    Detto questo, mi permetto di segnalarti un paio di cose, e lo devo fare pubblicamente, in quanto tu, nel tuo solito stile, non hai cercato chiarimenti in privato, ma lo hai fatto alla luce del sole, tanto per dimostrare che tu solo, sei il depositario della Verità , l’illuminato per eccellenza. Ora, dopo 36 anni di conversione, credo di sapere bene che leggendo Atti, Paolo viene menzionato come apostolo con Barnaba, non bisogna essere degli “homo sapiens”, basta una semplice chiave biblica. Il mio concetto, andava ben oltre, andava all’approccio di Luca con l’apostolo Paolo, nella quasi mancanza di enfasi sul titolo di apostolo che viene dato a Paolo quando viene menzionato in solitudine, non in coppia, insieme a compagni di lavoro (perlatro con il nome di Barnaba anteposto). Un Paolo che, anche nel concilio di Gerusalemme, che dire, ha una figura di secondo piano. Credo comunque che tu, nella tua conoscenza, sappia dei principi ermeneutici necessari a capire quando da me menzionato. Pertanto di ringrazio per avermi dedicato parte del tuo tempo… non me lo sarei mai aspettato.
    Ti riservo le più grandi benedizioni in Lui.

    • giacintobutindaro scrive:

      Pace a te. Le tue sono ciance. Sono cose ridicole le cose che dici. E la cosa che colpisce è che non ti vergogni a dirle. Sei stato già confutato da me qua sul blog, ed anche dal fratello Giuseppe Piredda sulla tua pagina Facebook. Ho fatto dunque passare il tuo commento solo per mostrare quanta ignoranza e stoltezza regna in voi che siete stati fatti ‘pastori’ dagli uomini e non da Dio, che avete frequentato le ben note scuole antibibliche e per questo disprezzate e rigettate la sana dottrina insegnata dal nostro caro fratello Paolo, apostolo e dottore dei Gentili per volontà di Dio. Ravvedetevi e convertitevi dalle vostre vie malvagie dunque.

    • Ne approfitto per far sapere a tutti che il sedicente pastore Morandi, nella sua bacheca facebook dopo essere stato da me confutato mi ha bloccato. Il fatto è che prima mi ha detto che se avessi voluto avrei potuto continuare a dialogare con lui in privato, mentre subito dopo mi ha bloccato. Come faccio a scriverti privatamente, come da te richiesto, se tu mi blocchi?
      Così fanno i sedicenti pastori, non hanno di che rispondere, e ti cancellano e ti bloccano. Ciò può essere giusto in caso di insulti o di provocazione gratuita senza senso, ma il dialogo era acceso ma sereno e interessante per tutti.
      Inoltre mi pare che hai cancellato tutto. Se i tuoi discorsi erano validi, chiari e sufficienti, per giustificare il tuo credo su tale fatto, per quale motivo hai cancellato tutto e mi hai bloccato? Questo la dice lunga su chi ha chiarito meglio la posizione.
      Ricordo che le tue ciance Morandi, ad esempio il fatto che Barnaba è citato prima di Paolo nel passo di Atti 14:14, perché in un altro passo viene citato prima Paolo e poi Barnaba in Atti 14:1, quindi cosa vai cianciando in giro, sul web? Cosa insegnate nelle vostre scuole bibliche? E perché vi rifate a commentari cattolici? Queste sono cose che gli studenti biblici si devono domandare, come ragionano i loro insegnanti, per capire dove vogliono arrivare.

  2. past. Massimo Morandi scrive:

    Vi commentate da soli… rinnovo le benedizioni… su un libro intero mi portate un passo… ma vi rendete conto… ridicoli!

  3. past. Massimo Morandi scrive:

    Per forza… non solo non capisci bene l’italiano (ancora mi porti la coppia)… sei pure polemico e dal mio punto di vista troppo aggressivo. Non ti ho cancellato per i tuoi commenti peraltro senza senso, ma per la discussione che stava nascendo, anzi degenerando con Michele Varesano. Con questo ribadisco che con persone del tuo stampo, non voglio aver niente a che fare. Ti rinnovo comunque le benedizioni.

  4. Past. Massimo Morandi scrive:

    Comunque mi ripeto…. Per forza ti ho bloccato, oltre a non capire l”italiano (ancora mi stai a parlare della coppia Barnaba/Paolo, la discussione sul mio profilo stava degenerando tra te e Michele Varesano (ho la foto). Essendo il sottoscritto una persona a modo, ho fatto in modo che altri non potessero vedere quelle assurdità. Con te, per quel che mi riguarda, è meglio lasciar perdere. Tempo sprecato!

    • Massimo scrive:

      @ Pastore Morandi, mi sopporti se può, ma credo che sarebbe stato meglio se si fosse fermato al suo primo intervento. Perchè già in quello aveva sminuito non poco una figura così straordinaria quale quella dell’apostolo Paolo. Egli che del resto afferma : “Vi dichiaro fratelli, che il Vangelo da me annunziato non è opera d’uomo; perchè io stesso non l’ho ricevuto nè l’ho imparato da un uomo, ma l’ho ricevuto per rivelazione di Gesù Cristo” (Galati 1:12). Quindi meritevole di essere posto alla stessa stregua degli altri “sommi apostoli” (2° Cor. 12:11) Paolo, che nella sua umiltà si reputò essere l’ultimo di tutti (1° Cor. 15:8), e già solo per questo meritevole, rispetto tutti gli altri, di pari considerazione e stima, tanto che ebbe a dire : “Siate miei imitatori come io lo sono di Cristo” (1° Corinzi 11:1).
      O forse dovrei pensare che anche lei pastore Morandi, come non pochi suoi colleghi di altre denominazioni, serba nel suo cuore un concetto per così dire di minor stima verso questo santo servitore che portò su di se il marchio di Gesù (Galati 6:17) ovvero i segni evidenti sulla sua carne delle varie sofferenze che sopportò per Cristo e per il suo Vangelo!
      Pastore Morandi, le costava troppo dire magari : “Fratelli non intendevo proprio sminuire un uomo di Dio, un fedele servitore del nostro Signore Gesù Cristo, del resto anche i pastori possono sbagliare! Effettivamente Luca chiama anche Paolo col suo più che meritato appellativo di Apostolo, come ha ben evidenziato Giacinto!” No, non l’ha fatto! Forse perchè Giacinto non ha alcun titolo?
      Conferma del suo intento l’ho avuta nel leggere la sua ulteriore considerazione : ” Paolo che, anche nel concilio di Gerusalemme, che dire, ha una figura di secondo piano.”
      Sì, è meno velato qui il suo tentativo di sminuire la statura dell’apostolo Paolo! Vorrei sbagliarmi! Questo suo modo di esprimersi past. Morandi, insinua un qualche dubbio nei semplici e pertanto va biasimato!
      Era doverosa la correzione/riprensione da parte di qualcuno, e l’ha fatto alla luce del sole, lui : Giacinto, cui lei rinnova le sue personali benedizioni.
      Ma del resto anche lei ha scritto quello che ha scritto alla luce del sole (facebook è nato per questo, per farsi ancor più conoscere). E se prima io non sapevo che lei è un Pastore e che insegna alla Scuola Charis, adesso so anche questo! Pertanto e data la circostanza, so che devo usare sempre maggior prudenza nel leggere e nel pesare attentamente certe cose che vengono propinate come verità ma che invece non lo sono affatto!
      Ora, nelle scuole bibliche li chiamano principi ermeneutici? Che strane espressioni italianizzate davvero! Infatti leggo nel vocabolario che l’Ermeneutica è una disciplina che ha per oggetto l’interpretazione di passi oscuri o controversi. Ma forse nel libro degli Atti c’è qualcosa di oscuro o che necessiti di una qualche sorta d’interpretazione? Non credo proprio! Luca qui intende raccontare a Teofilo in modo chiaro, il grandioso incendio spirituale divampato e gli straordinari avvenimenti accaduti a cominciare da Gerusalemme, propagatisi poi ovunque, immediatamente dopo la morte e resurrezione di Gesù! Altrochè Ermeneutica! Questa parola che non la si trova affatto in tutta la Bibbia! Sono espressioni concettuali di benpensanti religiosi e basta! Mentre è indispensabile farsi guidare amorevolmente ed unicamente dallo Spirito Santo! Saluti.
      Pace Giacinto.

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