Francesco contro la confessione dei peccati fatta a Dio

Francesco, il capo della Chiesa Cattolica Romana, in questa sua omelia scoraggia fortemente chi si confessa direttamente a Dio, infatti afferma: «Alcuni dicono: “Ah, io mi confesso con Dio”. Ma è facile, è come confessarti per e-mail, no? Dio è là lontano, io dico le cose e non c’è un faccia a faccia, non c’è un quattrocchi.». Ascoltatelo da voi medesimi.

Ma la Scrittura invece esorta i santi a confessare i propri peccati a Dio, è a Lui direttamente e personalmente che va fatta la confessione, secondo che dice Davide: “Io t’ho dichiarato il mio peccato, non ho coperta la mia iniquità. Io ho detto: Confesserò le mie trasgressioni all’Eterno; e tu hai perdonato l’iniquità del mio peccato.” (Salmo 32:5), e Giovanni: “Se confessiamo i nostri peccati, Egli è fedele e giusto da rimetterci i peccati e purificarci da ogni iniquità” (1 Giovanni 1:9). E d’altronde, quando Gesù insegnò ai suoi discepoli a pregare disse loro di dire al Padre tra le altre cose: “rimettici i nostri debiti come anche noi li abbiamo rimessi ai nostri debitori” (Matteo 6:12). Se dunque la remissione dei propri peccati si può chiedere direttamente a Dio, non c’è alcun bisogno di andarsi a confessare da un prete, non c’è bisogno di un intermediario terreno per ottenerla. Ecco dunque a chi non bisogna confessarsi: al prete! Egli infatti non ha alcun potere di rimettere i peccati all’uomo. La confessione dei peccati al prete è una invenzione papista, e non ha niente a che fare con la dottrina di Cristo.
Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

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3 risposte a Francesco contro la confessione dei peccati fatta a Dio

  1. Giuseppe scrive:

    Non solo la Scrittura insegna di confessarsi direttamente a Dio, ma pure la Lettera di Clemente ai Corinzi (che i cattolici tengono in grande considerazione in quanto documento facente parte della tradizione patristica), testimonia e ribadisce questa verità biblica:

    “Fratelli, il Signore dell’universo non ha bisogno, non cerca nulla da nessuno tranne che si faccia a lui la confessione. Dice, infatti, l’eletto David: “Mi confesserò al Signore e gli sarà accetto più di un giovenco che mette le corna e le unghie. Vedano i poveri e gioiscano”. [Prima Lettera di Clemente ai Corinzi, LII,1 da http://www.monasterovirtuale.it].

    La tradizione* dei loro padri, in questo caso, testimonia dunque contro loro stessi.

    ____________________
    * Benché una singola testimonianza come quella di Clemente non possa esser considerata rappresentativa dell’intera tradizione cattolica.

  2. Massimo scrive:

    E’ scritto :” Chiunque crede in Lui riceve la remissione dei peccati mediante il suo nome” (Atti 10:43). Ma papa Francesco, non è altro che l’ennesimo gran custode del mostruoso castello d’ invenzioni e menzogne cattoliche le cui fondamenta furono gettate dall’imperatore romano Costantino, dopo il Consiglio di Nicea 325 d.C.
    Ciò che rattrista è che ci sono moltissimi che commettono i peggiori peccati contro Dio ed il loro prossimo, ma anzichè confessarli a Dio e necessariamente andare chiedere perdono ai diretti interessati, vanno semplicemente a raccontarli ai sacerdoti cattolici, uomini che NON possono MAI perdonare, perchè solo uno è il MEDIATORE tra Dio e gli Uomini, ovvero GESU’ (1° Timoteo 2:5 / Ebrei 9:15 e 12:24 ). Lui solo ha il potere di perdonare i peccati! Molti muoiono portandosi nella tomba il peso enorme dei loro peccati perchè mai riconciliatisi con Dio nè tanto meno con gli uomini. Non capiscono che se io commetto una qualche sorta di male verso Dio devo chiedere persono a Dio e se verso il mio prossimo devo chiedere a lui quanto prima perdono, secondo quanto è scritto :” Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta l’anima tua, con tutta la forza tua, con tutta la mente tua, e il prossimo come te stesso” (Luca 10:27). Ci sono grandi peccatori che durante la loro breve esistenza sulla terra uccidono, rapinano, derubano altri e solo in punto di morte confessano queste loro turpitudini ad un prete (con la falsità poi del segreto confessionale) convinti nella loro cecità spirituale di venire perdonati da Dio! Stolti e due volte morti nel peccato : “Maledetto l’uomo che confida nell’uomo” (Geremia 17:5). Quante anime purtroppo vanno dritte all’inferno a causa delle molte falsità ed invenzioni cattoliche! Tutte queste al solo fine di tenerle strette sotto la potestà cattolica che nei secoli ha messo in piedi e dato vita ad un vero e proprio impero economico, riducendo sotto la schiavitù di Satana milioni di anime! Ahimè!!

  3. fabio scrive:

    Pace,
    Luca 18,10-14
    «Due uomini salirono al tempio per pregare; uno era fariseo, e l’altro pubblicano. Il fariseo, stando in piedi, pregava così dentro di sé: “O Dio, ti ringrazio che io non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri; neppure come questo pubblicano. Io digiuno due volte la settimana; pago la decima su tutto quello che possiedo”. Ma il pubblicano se ne stava a distanza e non osava neppure alzare gli occhi al cielo; ma si batteva il petto, dicendo:
    “O Dio, abbi pietà di me, peccatore!”
    Io vi dico che questo tornò a casa sua giustificato, piuttosto che quello; perché chiunque s’innalza sarà abbassato; ma chi si abbassa sarà innalzato».

    il pubblicano che torno a casa giustificato si rivolse a DIO, ma Gesù ancora non aveva compiuto il Suo sacrificio perché altre volte aveva ricordato affermando che non era ancora giunto il Suo momento quindi come si legge in:

    Ebrei 10,1-18
    La legge, infatti, possiede solo un’ombra dei beni futuri, non la realtà stessa delle cose. Perciò con quei sacrifici, che sono offerti continuamente, anno dopo anno, essa non può rendere perfetti coloro che si avvicinano a Dio. Altrimenti non si sarebbe forse cessato di offrirli, se coloro che rendono il culto, una volta purificati, avessero sentito la loro coscienza sgravata dai peccati? Invece in quei sacrifici viene rinnovato ogni anno il ricordo dei peccati; perché è impossibile che il sangue di tori e di capri tolga i peccati.
    Ecco perché Cristo, entrando nel mondo, disse:
    «Tu non hai voluto né sacrificio né offerta
    ma mi hai preparato un corpo;
    non hai gradito né olocausti né sacrifici per il peccato.
    Allora ho detto: “Ecco, vengo”
    (nel rotolo del libro è scritto di me)
    “per fare, o Dio, la tua volontà”».
    Dopo aver detto:
    «Tu non hai voluto e non hai gradito né sacrifici, né offerte,
    né olocausti, né sacrifici per il peccato»
    (che sono offerti secondo la legge), aggiunge poi:
    «Ecco, vengo per fare la TUA volontà».
    Così, egli abolisce il primo per stabilire il secondo. In virtù di questa «VOLONTA’» NOI SIAMO STATI SANTIFICATI , MEDIANTE L’OFFERTA DEL CORPO DI GESU’ CRISTO FATTA UNA VOLTA PER SEMPRE.
    Mentre ogni sacerdote sta in piedi ogni giorno a svolgere il suo servizio e offrire ripetutamente gli stessi sacrifici che non possono mai togliere i peccati, Gesù, dopo aver offerto un UNICO sacrificio per i peccati, e per sempre, si è seduto alla destra di Dio, e aspetta soltanto che i suoi nemici siano posti come sgabello dei suoi piedi. Infatti con un’UNICA offerta egli ha reso perfetti per sempre quelli che sono santificati. Anche lo Spirito Santo ce ne rende testimonianza. Infatti, dopo aver detto:
    «Questo è il patto che farò con loro dopo quei giorni», dice il Signore,«metterò le mie leggi nei loro cuori e le scriverò nelle loro menti»,egli aggiunge:«Non mi ricorderò più dei loro peccati e delle loro iniquità».Ora, dove c’è perdono di queste cose, non c’è più bisogno di offerta per il peccato.
    Avendo dunque, fratelli, piena libertà di entrare nel santuario PER MEZZO DEL SANGUE DI GESU, per questa via nuova e vivente che egli ha inaugurato per noi attraverso il velo, cioè la sua carne; avendo noi un sacerdote grande sopra la casa di Dio,ACCOSTIAMOCI con cuore sincero nella pienezza dellaFEDE, con i cuori purificati da ogni cattiva coscienza e il corpo lavato con acqua pura.

    Paolo con semplicità ci parla di ACCOSTARCI a DIO per mezzo di CRISTO nella CERTEZZA della FEDE, (Ebrei 11:1 Or la fede è certezza di cose che si sperano, dimostrazione di cose che non si vedono.)

    pace ai santi

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