Preghiera ecumenica nella diocesi pontina

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E’ un articolo uscito il 22 gennaio 2016 sul sito della Diocesi di Latina e mostra per l’ennesima volta come all’interno delle Chiese Evangeliche tanti sedicenti pastori stanno portando avanti l’agenda della Massoneria, che include l’ecumenismo e il dialogo interreligioso. Ah, dimenticavo nell’articolo e nella foto potete vedere tra gli altri un certo Claudio Zappalà …. Superfluo che vi dica che costoro non servono il nostro Signore Gesù Cristo, e quindi dovete guardarvi e ritirarvi da loro. Giacinto Butindaro

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La forza di annunciare tutti insieme la Misericordia di Dio: è la preghiera nella Settimana per l’unità dei cristiani

Una preghiera ecumenica per ricordare l’impegno a pregare e a coltivare relazioni fraterne per tornare un giorno insieme. Questo è stato il momento più importante della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani vissuto nella diocesi pontina con l’incontro tenuto oggi pomeriggio, presso la parrocchia dell’Immacolata a Latina. A guidarlo il vescovo Mariano Crociata insieme ai rappresentanti delle altre confessioni cristiane operanti nel territorio pontino: il pastore evangelico Claudio Zappalà, il pastore luterano Martin Wallraff e il sacerdote ortodosso Ciprian Agavriloae.

Dal brano del Vangelo che ha guidato la preghiera, le Beatitudini, è emerso come ciascun cristiano è chiamato ad annunciare le opere di Dio. Quali siano lo ha spiegato il vescovo Mariano Crociata: «Già il nostro ritrovarci qui è un’opera di Dio. Tuttavia, ve ne sono tre che potremmo dire più significative: 1) il ritrovarci uniti a pregare e ad ascoltare la sua Parola, ciò che già facciamo nelle nostre comunità almeno la domenica; 2) la compassione, la misericordia, e di queste opere se ne compiono tante nelle nostre comunità e in ambiti diversi (carità, catechesi, annuncio, l’ascolto…) e dobbiamo ricordare che tutto ciò si compie per grazia di Dio; 3) la testimonianza che può arrivare fino al martirio, e questi tempi ce lo ricordano; pensiamo a tutti coloro che sono morti martirizzati nel nome di Gesù, questa è una prova che ci fa uno-unità. Attraverso queste opere noi tutti siamo sale e luce su questa terra, ma soprattutto siamo chiamati a diventarlo sempre più nella grazia di Dio».

La stessa direttrice dell’Ufficio diocesano per il Dialogo ecumenico e interreligioso, Mariangela Petricola, ha confermato la validità di questi incontro, anche per il futuro, perché «credo che nel cuore di tutti ci sia il desiderio di ritrovare l’unità dell’unica chiesa di Cristo e la preghiera ci sostiene in questo cammino, ponendosi come segno di autentica condivisione e di dialogo fraterno». Infatti, in diocesi già ci sono rapporti fraterni, specie con gli ortodossi i quali trovano ospitalità nei locali parrocchiali di varie chiese in diocesi per celebrare le loro Liturgia.

http://www.diocesi.latina.it/diocesi_di_latina/notizie/00000797_La_forza_di_annunciare_tutti_insieme_la_Misericordia_di_Dio__e_la_preghiera_nella_Settimana_per_l_unita_dei_cristiani.html

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One Response to Preghiera ecumenica nella diocesi pontina

  1. Massimo says:

    Ma che ci fa un pastore evangelico all’interno di un tempio pieno di idoli e per quali motivi veri e /o personali ha liberamente scelto di unirsi in preghiera con degli idolatri?
    Eppure Zappalà, in qualità di pastore, dovrebbe conoscere bene la Parola di Dio e chissà magari quante volte avrà anche predicato su queste parole :
    “Non vi mettete con gli infedeli sotto un giogo che non è per voi; infatti che rapporto c’è tra la Giustizia e l’iniquità? E quale comunione tra la luce e le tenebre? E quale accordo fra Cristo e Beliar? O quale relazione c’è tra il fedele e l’infedele? E che armonia c’è tra il tempio di Dio e gli idoli? Noi siamo infatti il tempio di Dio vivente..” (2° Corinzi 6: 14-16).

    E poi Giacinto, non urge affatto un “dialogo ecumenico e interreligioso” come ha affermato invece la sig.ra Mariangela Petricola! Urge bensì conoscere la Parola di Dio e per amore di Gesù e di essa, metterla in pratica! Urge UBBIDIRE alla Parola di Dio!
    Il profeta Samuele non disse forse al re Saul questo? :
    ” Il Signore gradisce forse olocausti e i sacrifici quanto l’Ubbidire alla sua voce? No,
    l’ UBBIDIRE è meglio del sacrificio, DARE ASCOLTO vale più del grasso dei montoni; infatti la ribellione è come il peccato della divinazione, e l’ostinatezza è come l’adorazione degli idoli e degli dei domestici. Poichè tu hai rigettato la Parola del Signore, anch’egli ti rigetta come re” (1° Samuele 15:27).
    E l’apostolo Paolo scrive : “..ma ira e indignazione a quelli che, per spirito di contesa, invece di UBBIDIRE ALLA VERITA’ ubbidiscono all’ingiustizia” (Romani 2:8).
    E’ scritto altresì : “Bisogna UBBIDIRE A DIO anzichè agli uomini” (Atti 5:29).
    E allora che potremmo dire al pastore Zappalà, al pastore Martin, al sacerdote Ciprian se non : “Perchè tanto affanno? Nella vostra liturgia ecumenica non s’ ode altro che un gran belar di pecore e un muggir di buoi” (1° Samuele 15:14).
    “Alla legge! Alla testimonianza! Se il popolo non parla così, non vi sarà per lui nessuna aurora!” (Isaia 8:20)

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