Secondo Alessandro Iovino le ADI sono una delle strade che portano in cielo

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Alessandro Iovino (che vi ricordo è molto vicino al segretario delle ADI) sulla sua pagina Facebook rispondendo ad una persona ha detto: «Io ho l’orgoglio di appartenere al mio movimento. Sono un figlio spirituale di questa chiesa e denominazione delle ADI. La amo profondamente, e ho speso tempo ed energie e risorse per raccontarne la storia. Perché la amo. MA NON È L’UNICA STRADA CHE PORTA AL CIELO. Ecco che Paolo Coelho ha ragione. Non abbiamo la presunzione che il nostro sia l’unico cammino» (maiuscolo mio)
Dunque, adesso sappiamo come ragionano nelle ADI tra di loro: le ADI sono la strada che porta in cielo! Questo naturalmente vale per molti membri delle ADI, ma non per tutti, perché per altri come Iovino non è l’unica strada che porta in cielo! Anche il cattolicesimo per lui infatti è una strada che porta in cielo!
La cosa dunque è gravissima, perché comunque sia veniamo a sapere che le ADI sono considerate in una maniera o nell’altra una strada che porta in cielo.
E no, le cose non stanno affatto così, perché per andare in cielo c’è solo una strada e si chiama Gesù Cristo, infatti Egli disse: “Io son la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me” (Giovanni 14:6).
Praticamente Iovino si affida alle ADI per andare in cielo, e non a Cristo Gesù. Ecco che finalmente ha confessato in chi ha riposto la sua fiducia, nelle ADI, e non in Gesù Cristo; lui segue le ADI, e non Gesù Cristo; lui ama le ADI, non Gesù Cristo. Lo avevamo già capito, ovviamente, ma adesso ci sono delle sue parole pubbliche. E badate che nelle ADI molti ragionano come ragiona lui.
Ecco perché vado dicendo da anni che tanti si convertono a movimenti o denominazioni ma non a Cristo. Queste dichiarazioni sono proprie di quelli che appunto non sanno cosa significa convertirsi a Cristo, seguire Cristo! E che quindi si illudono di essere dei Cristiani, perché in realtà non stanno seguendo Cristo. E poi quando muoiono si ritrovano nelle fiamme dell’inferno!
Ti rivolgo dunque una parola a te personalmente Alessandro Iovino. Tu non parli da discepolo di Cristo, ma da persona che ancora cammina nelle tenebre ed è schiava del peccato. Ravvediti dunque e credi in Gesù Cristo, per essere salvato dai tuoi peccati e passare dalle tenebre alla meravigliosa luce del Signore, e scampare alle fiamme dell’inferno dove sei diretto. Tu stai seguendo una organizzazione, e non Cristo Gesù il Figlio di Dio. Io ti ho avvertito.

Giacinto Butindaro

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One Response to Secondo Alessandro Iovino le ADI sono una delle strade che portano in cielo

  1. Massimo says:

    Iovino affermando di essere orgoglioso del suo movimento (Assemblee di Dio in Italia), di essere un figlio spirituale di questa chiesa e denominazione, mi spinge a pensarlo più un “promoter” delle A.D.I che un salvato per grazia da Cristo Gesù ed un credente fondato sulla Parola di Dio!
    Gli apostoli, nostri fratelli in Cristo che ci hanno preceduto, sospinti dallo Spirito santo, quando scrivevano alle varie chiese, così iniziavano ogni loro lettera :
    “Paolo, servo di Cristo” (Romani 1:1); “Paolo chiamato a essere apostolo di Cristo Gesù” (1° Corinzi 1:1); “Paolo, apostolo di Cristo Gesù” (2° Corinzi 1:1); “Paolo, apostolo non da parte di uomini nè per mezzo di un uomo, ma per mezzo di Gesù Cristo e di Dio” (Galati 1:1); “Paolo, apostolo di Cristo Gesù (Efesini 1:1); “Paolo e Timoteo, servi di Cristo Gesù” (Filippesi 1:1); Paolo, apostolo di Cristo Gesù” (Colossesi 1:1); “Paolo, Silvano e Timoteo alla chiesa dei Tessalonicesi che è in Dio Padre e nel Signore Gesù Cristo” (1° Tessalonicesi 1:1); “Paolo, Silvano e Timoteo alla chiesa dei Tessalonicesi che è in Dio Padre e nel Signore Gesù Cristo” (2° Tessalonicesi 1:1); “Paolo, apostolo di Cristo Gesù (1° Timoteo 1:1.); “Paolo, apostolo di Cristo Gesù” (2° Timoteo 1:1);”Paolo, servo di Dio e apostolo di Gesù Cristo” (Tito 1:1); “Paolo, prigioniero di Cristo Gesù” (Filemone 1:1); “Giacomo, servo di Dio e del Signore Gesù cristo” (Giacomo 1:1); “Pietro, apostolo di Gesù Cristo” (1° Pietro 1:1); “Simon Pietro, servo e apostolo di Gesù Cristo (2° Pietro 1:1); “Giuda, servo di Gesù Cristo” (Giuda 1:1).
    Pertanto se un credente in Cristo non parla così, dimostra scarsa maturità spirituale e tende ad innalzare la creatura anzichè il Creatore; esalta e quasi glorifica la denominazione cui appartiene anzichè il Capo della Chiesa, che è benedetto in eterno!
    Oggi poi, se i suddetti apostoli dovessero scrivere una lettera alle chiese del Signore, sparse nel mondo, a quali la indirizzerebbero? Ahimè!
    Quanta dispersione di energie spirituali e materiali! Ognuno innalza la sua bandiera!
    Per questo il caro Paolo scriveva .” Perchè fratelli, voi siete stati chiamati a libertà; soltanto non fate della libertà un’occasione di vivere secondo la carne, ma per mezzo dell’amore servite gli uni agli altri…. Ma se vi mordete e divorate gli uni gli altri, guardate di non essere consumati gli uni dagli altri” (Galati 5:13-15).
    Tutti ci tengono a vantare, a mettere subito in evidenza la denominazione di appartenenza, ad innalzare la propria comunità umana cui fanno parte, ignorando che la salvezza si ottiene per la sola fede in Cristo Gesù e non perchè si appartiene ad una anzichè all’altra comunità! La chiesa non salva nessuno!
    E’ pertanto lo “spirito settario” colui che guida queste comunità religiose, altrochè!
    Quale scegliere allora? “La Chiesa del Dio vivente è colonna e sostegno della Verità” (1° Timoteo 3:15). Le chiese che predicano bene e razzolano male vanno abbandonate!
    Dalle chiese statalizzate bisogna immediatamente uscire, perchè non fanno la volontà di Dio, non sono colonna e sostegno di tutta la Verità, ma bensì di una parte di verità! Le chiese che hanno stretto alleanze, amicizie, concordati, riconoscimenti con gli uomini sono “nemiche di Dio”.
    E’ scritto in Giacomo 4:4. E’ sempre la Parola di Dio ad affermare questa Verità! Iovino e tutti quei signori delle Adi non possono dire di non saperlo! E allora che pensano di fare? Paolo, Pietro, Giacomo, Giuda, come già detto sopra, premettevano nelle loro lettere di essere “servi di Gesù Cristo”; ma gli adiani, come tanti altri che difendono a spada tratta la loro denominazione di appartenenza, cattolici compresi, si chiedano alla luce della Parola di Dio, chi stanno veramente servendo? Ognuno risponda in coscienza propria direttamente al Signore e non a noi uomini!

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