Le ADI con il massone Licio Gelli su L’Espresso

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Su L’Espresso di domenica 16 ottobre 2016 in un articolo sui Pentecostali dal titolo «Un business chiamato Gesù» di Francesca Sironi, c’è una parte dove si parla delle ADI, che è la seguente: «Napoli. Martedì, ore 19. La Chiesa di cui è pastore Davide Di Iorio porta la messa fuori, in piazza. Per due ore i passanti ascoltano il coro, le donne con la gonna al ginocchio, gli uomini in cravatta, mentre il predicatore prega con le mani sul volto dei fedeli. Di Iorio è la guida dell’Assemblea di Dio di via Fra Gregorio Carafa, un tempio maestoso, ristrutturato da poco. Le ‘Assemblee di Dio’ (Adi) sono una delle realtà pentecostali più antiche del paese. Hanno 1.180 sedi, un accordo con lo Stato per l’otto per mille, una storia che risale ai primi emigrati italiani che dagli Stati Uniti portavano al rientro il rito dello Spirito. Per l’intervista, Di Iorio si presenta con Alessandro Iovino, pentecostale da generazioni, segretario particolare del senatore anti-unioni civili Lucio Malan, una tesi di laurea introdotta da Giulio Andreotti, vari titoli pubblicati fra cui un libro-intervista a Licio Gelli in cui gli chiede: ‘Quale pensa sia stato il merito più grande della P2?’, e lui risponde: ‘Grazie a noi i comunisti non sono arrivati al potere’. Le Adi sono una realtà consolidata, e conservatrice. Le donne a messa indossano il velo. ‘Hanno libertà di parola e di testimonianza’, spiega Di Iorio, ma il pastore può essere solo uomo, qui. Silvio Romano è un bel ragazzo. Si è convertito con l’Adi pochi anni fa, e da allora, insiste, ‘la mia vita è cambiata. Ho trovato lavoro. Sono stato lontano dai giri sbagliati’. Racconta del padre, arrestato per traffico di stupefacenti, ora pentecostale anche lui, in carcere» (Francesca Sironi, «Un business chiamato Gesù», in L’Espresso, n° 42, anno LXII, 16 ottobre 2016, pag. 68-69).

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Come potete vedere, la giornalista è stata «colpita» anche lei – come lo fu il sottoscritto anni fa – da quella domanda che Alessandro Iovino ha fatto a Licio Gelli, l’ex «maestro venerabile» della loggia massonica segreta P2!

A proposito di questa domanda però vorrei farvi notare che nell’intervista che Alessandro Iovino fece a Licio Gelli nel 2009 (apparsa sul quotidiano Il Roma il 22 aprile 2009, quindi prima che fosse pubblicato il mio libro «La Massoneria smascherata») la domanda è posta in maniera diversa, infatti la domanda è la seguente: «Quale è il merito maggiore della P2?» e non «Quale pensa sia stato il merito più grande della P2?», e la differenza è importante!

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Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

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