Dichiarazioni massoniche che si commentano da sé

Nel libro «Il bussante» – che ha la prefazione di Stefano Bisi, attuale gran maestro del Grande Oriente d’Italia, che dice tra le altre cose: «Il presente opuscolo rappresenta per il Grande Oriente d’Italia una grande occasione di contatto fra l’Istituzione ed i potenziali aspiranti Fratelli. Offre in maniera chiara e con un linguaggio diretto, con un rigoroso e stimolante ordine metodologico, a chi ha intenzione di ‘bussare’ al GOI, una visione d’insieme del sistema Massoneria, partendo dal punto di vista storico per arrivare sino ai giorni nostri» (Il bussante. Che cos’è (e non è) la massoneria, a cura di P. Gajà, C. Muscato, M. Neri, Editoriale Jouvence, Milano 2017, pag. 8) – leggiamo queste inquietanti parole: «Ciascun Fratello ha il diritto di rivelare che è Massone (e persino di gridarlo ai quattro venti, anche se un’eccessiva ostentazione del proprio status massonico non sarà particolarmente apprezzata dagli stessi Fratelli di Loggia), ma in nessun caso ha quello di svelare l’affiliazione di un altro Fratello. Aggiungiamo che un’azione di questo genere costituisce una grave colpa massonica e l’inosservanza di questo principio può anche portare all’espulsione dall’Ordine. Nessun Fratello rivelerà volontariamente a un profano la sua affiliazione alla Massoneria» (pag. 66-67)

Giacinto Butindaro

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7 Responses to Dichiarazioni massoniche che si commentano da sé

  1. Massimo says:

    Giacinto, se permetti, nelle parole che hai riportato da questo libro a pag. 66-67 – leggo una contraddizione! Com’è possibile che un massone può anche gridare ai quattro venti il suo status massonico, ma al tempo stesso non può rivelarlo a un profano? L’espressione “ai quattro venti” non significa forse “divulgare largamente una notizia, far sapere volutamente a tutti un qualcosa” ??? E a “tutti” s’intende proprio tutti, quindi fratelli e non, affiliati e profani?? Ma l’autore come l’ha scritto sto libro?? Sfido io che poi sorgono certi dubbi!!! Ma forse non sono all’altezza di comprendere tali arcani!!

    • giacintobutindaro says:

      Massimo, il massone non può rivelare lo status massonico di altri massoni.

      • Massimo says:

        Certo Giacinto, ma dapprima leggo : «Ciascun Fratello ha il diritto di rivelare che è Massone (e persino di gridarlo ai quattro venti, anche se un’eccessiva ostentazione del proprio status massonico non sarà particolarmente apprezzata dagli stessi Fratelli di Loggia)

        e poi…..leggo il seguito, come hai giustamente riportato tu Giacinto, ovvero :
        “ma in nessun caso ha quello di svelare l’affiliazione di un altro Fratello”
        La contraddizione per me è nel primo periodo, ma va bene così! Pace.

  2. Maria says:

    ma perché ci hanno messo la carta dei Tarocchi dell’Appeso, in copertina? cosa c’entra con la massoneria?

    • fabio says:

      Pace Maria,
      C’entra eccome l’icona dell’ impiccato prova a leggere ciò che trovi sul sito http://www.itarocchidigabriella.it/appeso.htm e ti renderai immediatamente subito dopo aver letto qualche rigo di quanto questa “immagine” rappresenti la massoneria come simbolo di ambiguità.

      Che Dio il Padre di Gesù attiri a se tutti quelli che sono suoi e che escano quindi dalla masuoneria
      Pace

    • Massimo says:

      @ Maria, tanto averne un’idea, ti riporto quanto ho trovato in merito ai Tarocchi in chiave massonica :
      “La vera comprensione dei Tarocchi apre l’essere umano alla conoscenza di sé. Più che ad un comune mazzo di carte da gioco, ci si trova di fronte ad un libro aperto sull’Uomo, sulla Natura e sul Cosmo e dunque, ad una porta per entrare in una dimensione altra, in cui il disordine della mondanità progressivamente svanisce e nel silenzio si riesce a percepire l’influenza del Divino. Un libro, per la cui lettura, però, è necessario un approccio diverso dalla mentalità dogmatica, figlia di quel relativismo scientifico che analizza e schematizza.
      A. S., membro del GOI (Revista massonica svizzera aprile 2010).

      – – – – A proposito dell’Appeso :
      “Il corpo non deve essere soggiogato con violenza, ma addomesticato, poiché non è un nemico ma un fedele alleato. Per questo, l’intelletto deve conoscere il linguaggio del fisico e delle emozioni, per parlar loro con autorità ma senza tentare di imporre ciecamente le proprie decisioni. Soltanto colui che può sacrificare tutto può fare tutto: è questo l’insegnamento dell’APPESO (XII), l’impiccato che indica l’uomo che ha visto la verità. Per lui, la vera vita è capovolta rispetto a quella illusoria e vegetativa della propria meccanicità. Chi riesce a rinunciarvi potrà ottenere grandi conquiste. Solo chi non è più incatenato alla propria immagine, alle proprie certezze, alla propria personalità, potrà riconoscere in sé l’essenza. Solo chi non è schiavo può essere libero”.
      Credo che Giacinto concorderà su quanto riportato.

  3. Salvatore says:

    Loro dicono:’ solo chi non è schiavo può essere libero’. Io dico:’ solo gli schiavi in Cristo possono provare e gustare la vera libertà poiché il giogo del Signore è leggero da portare perché il peso maggiore lo ha portato Lui quando è andato a morire in Croce su ordine del Padre’. L’unico peso che ci è dato di portare è la fede in Gesù Cristo. Questo peso cari fratelli è più leggero di una piuma ma può essere più pesante di un macigno se ci voltiamo indietro a nostra perdizione.’

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