Lo Spirito dice che alcuni apostateranno dalla fede … e così avverrà perché lo ha decretato Dio

Queste sono parole che pronunciò l’apostolo Pietro, uno dei dodici, prima del giorno della Pentecoste: “Fratelli, bisognava che si adempisse la profezia della Scrittura pronunziata dallo Spirito Santo per bocca di Davide intorno a Giuda, che fu la guida di quelli che arrestarono Gesù. Poiché egli era annoverato fra noi, e avea ricevuto la sua parte di questo ministerio. Costui dunque acquistò un campo col prezzo della sua iniquità; ed essendosi precipitato, gli si squarciò il ventre, e tutte le sue interiora si sparsero. E ciò è divenuto così noto a tutti gli abitanti di Gerusalemme, che quel campo è stato chiamato nel loro proprio linguaggio Acheldama, cioè, Campo di sangue. Poiché è scritto nel libro dei Salmi: Divenga la sua dimora deserta, e non vi sia chi abiti in essa: e: L’ufficio suo lo prenda un altro.” (Atti 1:16-20). Voglio farvi notare che Pietro dice: “bisognava che si adempisse la profezia della Scrittura pronunziata dallo Spirito Santo”, il che significa che quello che accadde a Giuda era stato innanzi determinato da Dio. Infatti troviamo la stessa espressione in queste parole che Gesù rivolse ai suoi discepoli dopo che fu risuscitato: “Queste son le cose che io vi dicevo quand’ero ancora con voi: che bisognava che tutte le cose scritte di me nella legge di Mosè, ne’ profeti e nei Salmi, fossero adempiute” (Luca 24:44; cfr. Luca 22:37; Matteo 26:52-56), e quel “bisognava che ….” equivale a dire che quello che avvenne a Gesù era stato innanzi determinato da Dio che accadesse, in quanto i discepoli dissero in preghiera a Dio in merito a quello che era accaduto a Gesù: “Signore, tu sei Colui che ha fatto il cielo, la terra, il mare e tutte le cose che sono in essi; Colui che mediante lo Spirito Santo, per bocca del padre nostro e tuo servitore Davide, ha detto: Perché hanno fremuto le genti, e hanno i popoli divisate cose vane? I re della terra si son fatti avanti, e i principi si son raunati assieme contro al Signore, e contro al suo Unto. E invero in questa città, contro al tuo santo Servitore Gesù che tu hai unto, si son raunati Erode e Ponzio Pilato, insiem coi Gentili e con tutto il popolo d’Israele, per far tutte le cose che la tua mano e il tuo consiglio aveano innanzi determinato che avvenissero” (Atti 4:24-28). In particolare notate che quando i discepoli dissero “E invero in questa città, contro al tuo santo Servitore Gesù che tu hai unto, si son raunati Erode e Ponzio Pilato, insiem coi Gentili e con tutto il popolo d’Israele, per far tutte le cose che la tua mano e il tuo consiglio aveano innanzi determinato che avvenissero” lo dissero dopo avere citato alcune parole tratte dai Salmi che sono queste: “Perché hanno fremuto le genti, e hanno i popoli divisate cose vane? I re della terra si son fatti avanti, e i principi si son raunati assieme contro al Signore, e contro al suo Unto” (cfr. Salmo 2:1-2), il che mostra che essi credevano che quello che era scritto nei Salmi dovette adempiersi, per cui quello che Erode e Ponzio Pilato, insieme con i Gentili e il popolo d’Israele, fecero contro Gesù non fu altro che l’adempimento di quello che Dio aveva fatto dire e scrivere a Davide. In altre parole, bisognava che Erode e Ponzio Pilato, insieme con i Gentili e il popolo d’Israele, facessero tutte quelle cose contro Gesù perché dovevano adempiersi le Scritture. Da qui il fatto che esse vengono chiamate: “tutte le cose che la tua mano e il tuo consiglio aveano innanzi determinato che avvenissero”.
Dunque se ciò che è scritto nei Salmi in merito alle sofferenze di Gesù che gli inflissero Erode e Ponzio Pilato, insieme con i Gentili e il popolo d’Israele, era stato innanzi determinato che avvenisse dalla mano di Dio e dal suo consiglio, è evidente che anche il tradimento operato da Giuda, uno dei dodici, era stato innanzi determinato dal consiglio di Dio e dalla sua mano, e questo perché è scritto nei Salmi: “Perfino l’uomo col quale vivevo in pace, nel quale confidavo, che mangiava il mio pane, ha alzato il calcagno contro a me” (Salmo 41:9). E difatti Gesù nella notte che fu tradito disse ai suoi discepoli: “… perché sia adempita la Scrittura, colui che mangia il mio pane, ha levato contro di me il suo calcagno! (Giovanni 13:18). Ecco perché l’apostolo Giovanni dice di Giuda che “era lui, uno di quei dodici, che lo dovea tradire” (Giovanni 6:71).
E non solo il suo tradimento da parte di uno dei suoi discepoli, ma anche il fatto che il traditore andasse in perdizione infatti nei Salmi è scritto: “La loro dimora sia desolata, nessuno abiti nelle loro tende. Poiché perseguitano colui che tu hai percosso, e si raccontano i dolori di quelli che tu hai feriti. Aggiungi iniquità alla loro iniquità, e non abbian parte alcuna nella tua giustizia. Sian cancellati dal libro della vita, e non siano iscritti con i giusti” (Salmo 69:25-28). Notate che le parole “La loro dimora sia desolata, nessuno abiti nelle loro tende” sono quelle citate dall’apostolo Pietro, da lui definite: “la profezia della Scrittura pronunziata dallo Spirito Santo per bocca di Davide intorno a Giuda” che doveva adempiersi. Ma come potete vedere, poco dopo è scritto nello stesso Salmo anche: “Sian cancellati dal libro della vita, e non siano iscritti con i giusti”. Per cui anche queste parole dovevano adempiersi in merito a Giuda Iscariota, e difatti Giuda Iscariota fu cancellato dal libro della vita, dove era stato scritto sin dalla fondazione del mondo. Ecco perché Gesù nella notte che fu tradito quando pregò il Padre gli disse: “Mentre io ero con loro, io li conservavo nel tuo nome; quelli che tu mi hai dati, li ho anche custoditi, e niuno di loro è perito, tranne il figliuol di perdizione, affinché la Scrittura fosse adempiuta” (Giovanni 17:12); perché Giuda doveva essere cancellato dal libro della vita e quindi andare in perdizione. Gesù sapeva che quello che era scritto nei Salmi intorno a Giuda doveva adempiersi, ecco perché disse “affinché la Scrittura fosse adempiuta”. E parlò di questa cosa come se fosse già accaduta, infatti Gesù disse “e niuno di loro è perito, tranne il figliuol di perdizione, affinché la Scrittura fosse adempiuta”, prima che Giuda si suicidasse e andasse in perdizione.
Era stato Dio dunque a decretare che Giuda andasse in perdizione, ed Egli poi eseguì questo decreto su Giuda. Quando dunque leggiamo che “Satana entrò in Giuda, chiamato Iscariota, che era del numero de’ dodici. Ed egli andò a conferire coi capi sacerdoti e i capitani sul come lo darebbe loro nelle mani. Ed essi se ne rallegrarono e pattuirono di dargli del denaro. Ed egli prese l’impegno, e cercava l’opportunità di farlo di nascosto alla folla” (Luca 22:3-6), e che mentre Gesù era nel Getsemani “arrivò Giuda, l’uno de’ dodici, e con lui una gran turba con ispade e bastoni, da parte de’ capi sacerdoti, degli scribi e degli anziani. Or colui che lo tradiva, avea dato loro un segnale, dicendo: Colui che bacerò è desso; pigliatelo e menatelo via sicuramente. E come fu giunto, subito si accostò a lui e disse: Maestro! e lo baciò. Allora quelli gli misero le mani addosso e lo presero” (Marco 14:43-46), e che dopo che lo tradì “Giuda, che l’avea tradito, vedendo che Gesù era stato condannato, si pentì, e riportò i trenta sicli d’argento ai capi sacerdoti ed agli anziani, dicendo: Ho peccato, tradendo il sangue innocente. Ma essi dissero: Che c’importa? Pensaci tu. Ed egli, lanciati i sicli nel tempio, s’allontanò e andò ad impiccarsi” (Matteo 27:3-5), ciò significa che tutto ciò avvenne perché la mano di Dio e il Suo consiglio aveano innanzi determinato che avvenisse!
Ci sono dunque alcuni che come Giuda, benché siano scritti nel libro della vita, saranno a suo tempo cancellati dal libro della vita perché così Dio ha decretato. Lo Spirito Santo infatti ha detto tramite Davide: «Sian cancellati dal libro della vita, e non siano iscritti con i giusti” (Salmo 69:28), e le sue parole si devono dunque adempiere.
D’altronde è anche scritto che “lo Spirito dice espressamente che nei tempi a venire alcuni apostateranno dalla fede, dando retta a spiriti seduttori e a dottrine di demonî per via della ipocrisia di uomini che proferiranno menzogna, segnati di un marchio nella loro propria coscienza; i quali vieteranno il matrimonio e ordineranno l’astensione da cibi che Dio ha creati affinché quelli che credono e hanno ben conosciuta la verità, ne usino con rendimento di grazie” (1 Timoteo 4:1-3). Se dunque è lo Spirito che lo dice, ciò vuol dire che è stato decretato da Dio, perché Gesù disse che lo Spirito Santo “non parlerà di suo, ma dirà tutto quello che avrà udito, e vi annunzierà le cose a venire” (Giovanni 16:13). In altre parole, si tratta di un decreto di Dio perché ciò che lo Spirito predice procede da Dio – “non parlerà di suo, ma dirà tutto quello che avrà udito” – e se dunque è la Parola di Dio allora vuole dire che ciò è stato decretato da Dio. Non è forse scritto che quando Dio parlò a Noè per predirgli il diluvio che doveva venire gli disse: “NEI MIEI DECRETI, LA FINE D’OGNI CARNE È GIUNTA; poiché la terra, per opera degli uomini, è piena di violenza; ecco, io li distruggerò, insieme con la terra” (Genesi 6:13)? E non è forse scritto nel libro di Daniele che quando Daniele spiegò al re Nebucadnetzar questa parte del sogno che aveva ricevuto da Dio: “Nelle visioni della mia mente, quand’ero sul mio letto, io guardavo, ed ecco uno dei santi Veglianti scese dal cielo, gridò con forza, e disse così: – Abbattete l’albero, e tagliatene i rami; scotètene il fogliame, e dispergetene il frutto; fuggano gli animali di sotto a lui, e gli uccelli di tra i suoi rami! Però, lasciate in terra il ceppo delle sue radici, ma in catene di ferro e di rame, fra l’erba de’ campi; e sia bagnato dalla rugiada del cielo, e abbia con gli animali la sua parte d’erba della terra. Gli sia mutato il cuore; e invece d’un cuor d’uomo, gli sia dato un cuore di bestia; e passino su di lui sette tempi” (Daniele 4:13-16) – il che costituiva una predizione che concerneva il re – il profeta Daniele gli disse: “E quanto al santo Vegliante che hai visto scendere dal cielo e che ha detto: – Abbattete l’albero e distruggetelo, ma lasciatene in terra il ceppo delle radici, in catene di ferro e di rame, fra l’erba de’ campi, e sia bagnato dalla rugiada del cielo, e abbia la sua parte con gli animali della campagna finché sian passati sopra di lui sette tempi – eccone l’interpretazione, o re; È UN DECRETO DELL’ALTISSIMO, CHE SARÀ ESEGUITO SUL RE MIO SIGNORE: tu sarai cacciato di fra gli uomini e la tua dimora sarà con le bestie de’ campi; ti sarà data a mangiare dell’erba come ai buoi; sarai bagnato dalla rugiada del cielo, e passeranno su di te sette tempi, finché tu non riconosca che l’Altissimo domina sul regno degli uomini, e lo dà a chi vuole. E quanto all’ordine di lasciare il ceppo delle radici dell’albero, ciò significa che il tuo regno ti sarà ristabilito, dopo che avrai riconosciuto che il cielo domina.” (Daniele 4:23-26)? Daniele dunque definì quella predizione di Dio un decreto di Dio.
Quindi anche la predizione fatta dallo Spirito Santo su coloro che apostateranno dalla fede, secondo che è scritto: “Ma lo Spirito dice espressamente che nei tempi a venire alcuni apostateranno dalla fede” (1 Timoteo 4:1), va considerata un decreto di Dio che Dio eseguirà su costoro, i quali dunque saranno cancellati dal libro della vita come è stato predetto nei Salmi, in quanto abbandoneranno la fede. Quello che lo Spirito dice lo dice Dio, e Dio dice: “Sì, io l’ho detto, e lo farò avvenire” (Isaia 46:11). Non è forse scritto che “da Lui dipendono chi erra e chi fa errare” (Giobbe 12:16) o “chi è ingannato e chi inganna” (Giobbe 12:16 – Nuova Diodati)? Per cui anche coloro che vengono sedotti come pure gli spiriti seduttori dipendono sempre da Dio. Quindi è cosa certa che Dio farà sì che taluni apostateranno dalla fede, perché lo ha predetto. D’altronde l’apostolo Paolo dice che il giorno del Signore “non verrà se prima non sia venuta l’apostasia e non sia stato manifestato l’uomo del peccato” (2 Tessalonicesi 2:3), per cui come deve venire l’uomo del peccato così deve venire anche l’apostasia. Se deve venire, ciò significa che ci devono essere degli apostati! Naturalmente anche nel caso di coloro che apostateranno dalla fede, come nel caso di Giuda che tradì il Signore Gesù, Dio rimane giusto e santo e buono, mentre coloro che apostatano dalla fede sono colpevoli.
In merito alle predizioni fatte dallo Spirito per bocca di qualcuno voglio che teniate a mente oltre a quella fatta sulle sofferenze di Gesù – citata innanzi – secondo che è scritto: “Ed essi, uditele, alzaron di pari consentimento la voce a Dio, e dissero: Signore, tu sei Colui che ha fatto il cielo, la terra, il mare e tutte le cose che sono in essi; COLUI CHE MEDIANTE LO SPIRITO SANTO, PER BOCCA DEL PADRE NOSTRO E TUO SERVITORE DAVIDE, HA DETTO: Perché hanno fremuto le genti, e hanno i popoli divisate cose vane? I re della terra si son fatti avanti, e i principi si son raunati assieme contro al Signore, e contro al suo Unto” (Atti 4:24-26); e quella su Giuda Iscariota – citata anch’essa innanzi – secondo che è scritto nel libro degli Atti: “Fratelli, bisognava che si adempisse LA PROFEZIA DELLA SCRITTURA PRONUNZIATA DALLO SPIRITO SANTO PER BOCCA DI DAVIDE INTORNO A GIUDA, che fu la guida di quelli che arrestarono Gesù” (Atti 1:16); anche quella che fece il profeta Agabo in merito alla carestia, secondo che è scritto nel libro degli Atti: “E un di loro, chiamato per nome Agabo, levatosi, PREDISSE PER LO SPIRITO che ci sarebbe stata una gran carestia per tutta la terra; ed essa ci fu sotto Claudio” (Atti 11:28); quella che sempre Agabo fece intorno a Paolo, secondo che è scritto nel libro degli Atti: “Eravamo quivi da molti giorni, quando scese dalla Giudea un certo profeta, di nome Agabo, il quale, venuto da noi, prese la cintura di Paolo, se ne legò i piedi e le mani, e disse: QUESTO DICE LO SPIRITO SANTO: Così legheranno i Giudei a Gerusalemme l’uomo di cui è questa cintura, e lo metteranno nelle mani dei Gentili.” (Atti 21:10-11); e quella che fece Isaia in merito all’induramento parziale in Israele secondo che è scritto ancora nel libro degli Atti: “BEN PARLÒ LO SPIRITO SANTO AI VOSTRI PADRI PER MEZZO DEL PROFETA ISAIA dicendo: Va’ a questo popolo e di’: Voi udrete coi vostri orecchi e non intenderete; guarderete coi vostri occhi, e non vedrete; perché il cuore di questo popolo s’è fatto insensibile, son divenuti duri di orecchi, e hanno chiuso gli occhi, che talora non veggano con gli occhi, e non odano con gli orecchi, e non intendano col cuore, e non si convertano, ed io non li guarisca” (Atti 28:25-27). Tutte predizioni che Dio ha mandato ad effetto, perché quello che Lui predice lo adempie secondo che Egli dice: “Mando ad effetto le predizioni de’ miei messaggeri” (Isaia 44:26). Le predizioni fatte dallo Spirito per bocca di qualcuno sono dunque la Parola di Dio, e quindi Dio vigila su di essa per mandarla ad effetto, come Dio disse al profeta Geremia (cfr. Geremia 1:12). Per cui è evidente che ci troviamo davanti a dei decreti dell’Altissimo che Egli a suo tempo esegue secondo il beneplacito della sua volontà. Fu un decreto di Dio che Giuda tradisse il Maestro ed andasse in perdizione? Sì. Fu un decreto di Dio la carestia che ci fu sotto Claudio? Sì. Fu un decreto di Dio che Paolo fosse legato dai Giudei e dato nelle mani dei Gentili? Sì. Fu un decreto di Dio che i cuori di molti Giudei si indurissero affinché non credessero che Gesù è il Cristo? Sì. Ed allora è un decreto di Dio anche che alcuni apostatino dalla fede. D’altronde, fino a che sarà predicato il Vangelo ci dovranno essere anche coloro che – come dice Gesù – “credono per un tempo, e quando viene la prova, si traggono indietro” (Luca 8:13), i quali sono coloro che ricevono la Parola in luoghi rocciosi nella parabola del seminatore raccontata da Gesù, perché le parole di Gesù sono Parola di Dio e Dio vigila sulla sua parola per mandarla ad affetto.
Ora, forse qualcuno dirà, ma se le cose stanno così non possiamo essere sicuri della nostra salvezza! Ma questo non è affatto vero, perché gli apostoli che conoscevano bene che Giuda Iscariota era andato in perdizione perché Dio aveva decretato che doveva andare in perdizione, erano sicuri della loro salvezza. Non mi risulta per esempio che Pietro, che era uno dei dodici, avesse qualche dubbio sulla sua salvezza, o sulla salvezza degli eletti a cui scriveva. E la stessa cosa si deve dire dell’apostolo Giovanni. E difatti anche noi non abbiamo alcun dubbio sulla nostra salvezza. Per cui noi diciamo assieme allo scrittore agli Ebrei: “Ma noi non siamo di quelli che si traggono indietro a loro perdizione, ma di quelli che hanno fede per salvar l’anima” (Ebrei 10:39), e come dice Pietro gioiamo “d’un’allegrezza ineffabile e gloriosa, ottenendo il fine della fede: la salvezza delle anime” (1 Pietro 1:8-9).

Giacinto Butindaro

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