Domanda al presidente delle ADI sui beni confiscati dallo Stato alla criminalità organizzata

Presidente Felice Antonio Loria, ho una domanda da porle, che peraltro è una domanda che si stanno ponendo diversi membri della denominazione di cui lei è rappresentante legale, e la domanda è la seguente:

nell’articolo 48 dal titolo «Destinazione dei beni e delle somme» del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, in relazione ai beni sequestrati e confiscati dallo Stato alla criminalità organizzata leggo tra le altre cose quanto segue:
«3. I beni immobili sono:
a) mantenuti al patrimonio dello Stato per finalita’ di giustizia, di ordine pubblico e di protezione civile e, ove idonei, anche per altri usi governativi o pubblici connessi allo svolgimento delle attivita’ istituzionali di amministrazioni statali, agenzie fiscali, universita’ statali, enti pubblici e istituzioni culturali di rilevante interesse, salvo che si debba procedere alla vendita degli stessi finalizzata al risarcimento delle vittime dei reati di tipo mafioso;
b) mantenuti al patrimonio dello Stato e, previa autorizzazione del Ministro dell’interno, utilizzati dall’Agenzia per finalita’ economiche;
c) trasferiti per finalita’ istituzionali o sociali, in via prioritaria, al patrimonio del comune ove l’immobile e’ sito, ovvero al patrimonio della provincia o della regione. Gli enti territoriali provvedono a formare un apposito elenco dei beni confiscati ad essi trasferiti, che viene periodicamente aggiornato. L’elenco, reso pubblico con adeguate forme e in modo permanente, deve contenere i dati concernenti la consistenza, la destinazione e l’utilizzazione dei beni nonche’, in caso di assegnazione a terzi, i dati identificativi del concessionario e gli estremi, l’oggetto e la durata dell’atto di concessione. Gli enti territoriali, anche consorziandosi o attraverso associazioni, possono amministrare direttamente il bene o, sulla base di apposita convenzione, assegnarlo in concessione, a titolo gratuito e nel rispetto dei principi di trasparenza, adeguata pubblicita’ e parita’ di trattamento, a comunita’, anche giovanili, ad enti, ad associazioni maggiormente rappresentative degli enti locali, ad organizzazioni di volontariato di cui alla legge 11 agosto 1991, n. 266, a cooperative sociali di cui alla legge 8 novembre 1991, n. 381, o a comunita’ terapeutiche e centri di recupero e cura di tossicodipendenti di cui al testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, nonche’ alle associazioni di protezione ambientale riconosciute ai sensi dell’articolo 13 della legge 8 luglio 1986, n. 349, e successive modificazioni. La convenzione disciplina la durata, l’uso del bene, le modalita’ di controllo sulla sua utilizzazione, le cause di risoluzione del rapporto e le modalita’ del rinnovo.»

Fonte: Portale delle Prefetture

per cui vorrei sapere da lei se le Assemblee di Dio in Italia (ADI) hanno già chiesto e ottenuto (o hanno intenzione di chiedere e ottenere) beni immobili confiscati dallo Stato alla criminalità organizzata (mafia, camorra, ‘ndràngheta), come per esempio terreni su cui poi costruire edifici di culto.

Spero che lei mi risponda, ma più che a me spero che risponda alle Chiese ADI diffuse su tutto il territorio italiano, che hanno il diritto di sapere se lei permette ad una Chiesa ADI di fare anche questo.

Giacinto Butindaro

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