Conferenza Stampa della Commissione Antimafia sulle infiltrazioni mafiose nella Massoneria

Alle ore 11 del 22 Dicembre 2017, presso l’aula della Commissione parlamentare Antimafia (V piano Palazzo San Macuto) la Presidente della Commissione, Rosy Bindi, ha tenuto una conferenza stampa per illustrare i contenuti della Relazione sulle infiltrazioni mafiose nella massoneria in Sicilia e Calabria e della Relazione sull’attività svolta.
Ecco il video di quella conferenza stampa.

Fonte: http://webtv.camera.it/evento/12457

Esorto tutti i santi ad ascoltare la Presidente della Commissione, perché è molto importante quello che dice per capire cos’è la Massoneria e come opera (ci interessa da vicino questo come Chiesa in quanto pastori e membri di Chiese Evangeliche sono affiliati alla Massoneria anche in Sicilia e Calabria).
La Presidente ha affermato – tra le altre cose – che l’analisi condotta dalla Commissione non «consente di affermare che mafia e massoneria sono un unicum ma che tra le due organizzazioni, cosa nostra siciliana e ‘ndrangheta calabrese e le quattro obbedienze che abbiamo preso in esame [n.d.r. GOI, GLI, GLRI, SGLRI], ci sono sicuramente delle relazioni» (min. 18:20-45) e che «c’è un grande interesse da parte della mafia nei confronti della Massoneria perché consente alle mafie di incontrare quella classe dirigente del paese, che siano professionisti, che siano pubblici funzionari, che siano imprenditori, che risultano molto utili per una mafia che vuole riversare il denaro che si è procurato con attività illecite nell’economia legale del nostro paese perché da queste relazioni possono nascere interessanti percorsi per vincere appalti, per individuare aziende sulle quali investire. E’ una sorta diciamo di veicolo molto significativo e molto importante. I mafiosi lo dicono esplicitamente questo. Così come abbiamo riscontrato una sorta di arrendevolezza da parte delle organizzazioni massoniche, ed una sorta di diciamo mancanza di volontà a dotarsi di strumenti che impediscano all’interesse mafioso di trovare risposte, strumenti, occasioni. Tutto questo naturalmente lo si registra attraverso sia la doppia militanza che per alcuni soggetti è stata chiaramente individuata, una doppia militanza che spesso risulta essere nota ad entrambi le organizzazioni, e che viene assolutamente tollerata e in un certo senso potremmo dire quasi ricercata. E è significativo da questo punto di vista, e vi prego di prestare una particolare attenzione alle vicende delle logge sciolte, logge che sono state sciolte, e che a esplicita domanda rivolta in questa sede dalla Commissione ai gran maestri, e in particolare al gran maestro Bisi, ci è stato negato che fossero state sciolte per infiltrazioni mafiose, anzi ci è stato affermato che sono state sciolte perché non si sono rispettati alcuni rituali: in realtà noi in quelle logge sciolte abbiamo trovato una presenza significativa di esponenti mafiosi. In particolare, trattandosi di alcune logge calabresi, esponenti di primo piano di famiglie ‘ndranghetiste note, conosciute, conosciute alle sedi giudiziarie, e influenti nei territori di appartenenza. Credo che su questo fatto non si possa non riflettere. Perché, perché tutto questo accade? Perché tutto questo può avvenire? Semplicemente perché c’è un’esplicita volontà? Ecco, noi dalla nostra inchiesta emergono dei fatti oggettivi, che ci fanno affermare che gli aspetti organizzativi e diciamo le regole interne delle due organizzazioni – soprattutto la segretezza, l’ordinamento gerarchico, e anche quella che viene chiamata la solenne promessa o se vogliamo in sede mafiosa il giuramento – sono aspetti che denotano da entrambe le organizzazioni una sorta di conflitto tra l’appartenenza alle associazioni medesime e l’esercizio pieno della cittadinanza che non può che esercitarsi nel rispetto delle norme della Costituzione e dell’ordinamento generale. Allora la coincidenza di questi aspetti rende diciamo più facile i rapporti tra queste due organizzazioni e rende anche possibile nascondere queste relazioni e questi rapporti agli stessi appartenenti alle organizzazioni massoniche, anche perché quella che viene definita una riservatezza, soprattutto per quanto riguarda gli iscritti, ma che in realtà è una vera e propria segretezza per quanto noi abbiamo potuto constatare, […] viene opposta anche ai singoli componenti ai singoli affiliati alle obbedienze. Gli stessi fratelli non conoscono gli altri fratelli, e soprattutto non conoscono i livelli alti dell’organizzazione massonica. Troverete riferimenti espliciti non soltanto da parte di collaboratori di giustizia, di atti processuali, ma di mafiosi che fanno riferimento ad una organizzazione massonica che è superiore alla stessa organizzazione, alle organizzazioni note della massoneria e della mafia, dentro la quale, alla quale apparterrebbero persone i cui nomi non risultano in nessun elenco ma che sono l’organizzazione dalla quale partono – diciamo – le decisioni più importanti e gli ordini agli appartenenti all’una e all’altra organizzazione» (min. 18:45-24:50). E sempre in merito alla segretezza la Bindi afferma che «è proprio la segretezza che consente il rapporto tra le due organizzazioni» (28:22-28), e siccome «la Costituzione vieta la segretezza delle associazioni […] è necessario proibire le associazioni segrete e quelle che perseguono fini illeciti, ma abbiamo visto che la segretezza in quanto tale, tollerata dall’ordinamento, diventa uno strumento pericoloso, come quello che consente agli interessi delle mafie di penetrare dentro le organizzazioni massoniche servendosi proprio della segretezza» (30:54-31:45).

Scarica la «RELAZIONE SULLE INFILTRAZIONI DI COSA NOSTRA E DELLA ‘NDRANGHETA NELLA MASSONERIA IN SICILIA E CALABRIA»

Fonte: Documenti della Camera

Giacinto Butindaro

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One Response to Conferenza Stampa della Commissione Antimafia sulle infiltrazioni mafiose nella Massoneria

  1. fabio says:

    Pace Giacinto,
    Credo che questo articolo che hai postato faccia riflettere specialmente l’esortazione che l’apostolo Paolo da in 2 corinzi 6,14
    Non lasciatevi legare al giogo estraneo degli infedeli. Quale rapporto infatti ci può essere tra la giustizia e l’iniquità, o quale unione tra la luce e le tenebre?

    Pertanto le domande che in tanti si dovrebbero porre e dovrebbero rigirare a coloro che ricoprono posti di ministero all’interno delle chiese siano le stesse che tu Giacinto poni da diversi anni, ovvero:

    1) Un Cristiano può affiliarsi alla Massoneria?
    2) Un massone che si professa Cristiano può essere membro dell’Unica e Vera Chiesa di Dio?

    NO DI CERTO in quanto si legge sempre dalla lettera dell’apostolo Paolo in Efesini 5,25-27 E voi, mariti, amate le vostre mogli, come Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei, per renderla santa, purificandola per mezzo del lavacro dell’acqua accompagnato dalla parola, al fine di farsi comparire davanti la sua Chiesa tutta gloriosa, senza macchia né ruga o alcunché di simile, ma santa e immacolata.

    Dice l’apostolo Paolo “ma santa e immacolata” quindi “SEPARATA” da tutto ciò che è tenebra, quindi un servo di Dio è tenuto a vigilare affinché non vi siano neppure le più piccole rughe in essa ma come si legge in Matteo 5,48 Siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste.

    Che rispondano dunque alle domande e diano Gloria a Dio il Padre del nostro Signore Gesù il Cristo perché di Lui solo è l’onore e la gloria nei secoli dei secoli, per sempre, così È, COSÌ ERA E COSÌ SARÀ

    pace

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