Gesù di Nazareth, il falegname che fece stupire il mondo per la sua sapienza e le sue opere potenti

E’ scritto in Marco: “Poi si partì di là e venne nel suo paese e i suoi discepoli lo seguitarono. E venuto il sabato, si mise ad insegnar nella sinagoga; e la maggior parte, udendolo, stupivano dicendo: Donde ha costui queste cose? e che sapienza è questa che gli è data? e che cosa sono cotali opere potenti fatte per mano sua? Non è costui il falegname, il figliuol di Maria, e il fratello di Giacomo e di Giosè, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle non stanno qui da noi?” (Marco 6:1-3). Ecco dunque Gesù, un falegname che fa stupire gli abitanti di Nazareth, la città dove era stato allevato, per la sua sapienza e per le sue opere potenti! Non aveva fatto studi, ma che sapienza! Non c’è mai stato nessuno che abbia parlato con tale sapienza; qui v’è più che Salomone (cfr. Matteo 12:42), che peraltro ai suoi giorni aveva ricevuto da Dio un cuore così savio e intelligente che nessuno era come lui! Ma Gesù aveva fatto stupire per la sua sapienza già a dodici anni, infatti è scritto che nel tempio a Gerusalemme “tutti quelli che l’udivano, stupivano del suo senno e delle sue risposte” (Luca 2:47). E che dire delle sue opere potenti, dei suoi prodigi e dei suoi segni che fecero stupire e rallegrare moltitudini, che Dio fece per mezzo di lui? Persino i suoi nemici dovettero riconoscere che erano autentici, secondo che è scritto: “I capi sacerdoti quindi e i Farisei radunarono il Sinedrio e dicevano: Che facciamo? perché quest’uomo fa molti miracoli. Se lo lasciamo fare, tutti crederanno in lui; e i Romani verranno e ci distruggeranno e città e nazione” (Giovanni 11:47-48)! Ecco dunque chi era il Figlio di Dio nei giorni della sua carne: un falegname! La storia della sua vita ha messo sottosopra il mondo, ha cambiato il corso della storia dell’umanità, ma soprattutto ha cambiato la vita di tantissime persone che sono state rigenerate mediante la Parola della Buona Novella che Egli è il Cristo. Sì, è Lui Colui che nel principio era con Dio ed era Dio e che al tempo stabilito da Dio fu generato dallo Spirito Santo nel seno di una vergine di Nazareth, il quale è morto per i nostri peccati e risuscitato dai morti il terzo giorno secondo le Scritture, e che una volta asceso in cielo si è posto a sedere alla destra di Dio dove angeli, principati e potenze gli sono sottoposti. Sì è Lui l’uomo nel quale il Padre si compiacque di far abitare tutta la pienezza della Deità, e che tutti gli angeli di Dio adorano e che noi pure adoriamo perché è Dio benedetto in eterno.
Dove sono i savi secondo la carne, quelli che si credono intelligenti, con tutti i loro studi, con tutta la loro sapienza umana? La loro sapienza è pazzia presso Dio. Parlano, parlano, parlano, ma i loro discorsi sono pomposi e vuoti. Le loro sono parole morte, parole che non salvano, parole che non rigenerano, parole che non edificano, parole che non portano a conoscere Dio, parole che non fanno stupire come invece facevano stupire le parole di Gesù. Semmai costoro fanno stupire per la loro ignoranza e la loro stoltezza! Essi dunque non ci interessano. Se ne stiano nei loro circoli, o nei loro templi massonici, ma stiano alla larga dalle assemblee dei santi. Noi non abbiamo bisogno della loro sapienza, non ce ne facciamo proprio niente. La loro sapienza è terrena, carnale e diabolica, e quindi contrasta la Parola di Dio. E questa è la ragione per la quale fino a che avremo un alito di vita la smaschereremo, la confuteremo, e metteremo in guardia i santi da essa.
Ed infine, fatemi dire questo. Vogliamo fratelli falegnami, ma anche pescatori, fruttivendoli, manovali, agricoltori, calzolai, netturbini, operai – insomma uomini che svolgono dei lavori modesti – che facciano stupire il mondo per la loro sapienza! E piacesse a Dio anche per le loro opere potenti fatte nel nome di Gesù. Uomini quindi potenti in parole e opere; affinché i savi secondo la carne (filosofi, professori, etc.) siano svergognati. Ma quanto ai savi secondo la carne che si fanno beffe del nostro Signore Gesù, che contrastano le sue sante parole, che lo mettono sullo stesso livello di altri uomini se non al di sotto, perché non credono che Egli è il Cristo, e che fanno stupire per la loro stoltezza e la loro ignoranza, non ci interessano, lo ripeto, non ci interessano. Non sono dei nostri, in quanto fanno parte di quelli di fuori. Sono capre e non pecore. Ed è per questo che con loro non sentiamo nessuna comunione, perché essi sono nelle tenebre.

A Cristo Gesù, il Figlio di Dio, siano la gloria e l’imperio nei secoli dei secoli. Amen

Giacinto Butindaro

P.S. Nella foto un falegname a Nazareth

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