Il Vangelo è la Buona Novella che Gesù è il Cristo

Negli Atti leggiamo che gli apostoli a Gerusalemme “ogni giorno, nel tempio e per le case, non ristavano d’insegnare e di annunziare la buona novella che Gesù è il Cristo” (Atti 5:42) – per cui annunciare che Gesù è il Cristo significa annunciare la Buona Novella -; che Paolo, dopo essere stato salvato dal Signore, “vie più si fortificava e confondeva i Giudei che abitavano in Damasco, dimostrando che Gesù è il Cristo” (Atti 9:22), e che a Corinto predicò che “Gesù era il Cristo” (Atti 18:5); e che Apollo, giunto in Acaia, “fu di grande aiuto a quelli che avevan creduto mediante la grazia; perché con gran vigore confutava pubblicamente i Giudei, dimostrando per le Scritture che Gesù è il Cristo” (Atti 18:27-28).
Cosa vuole dire la Scrittura quando dice che Gesù è il Cristo? Che Gesù il Nazareno è il Cristo (o Messia) del quale parlarono i profeti da parte di Dio sospinti dallo Spirito Santo, per cui Gesù è Colui nel quale si sono adempiute le parole degli antichi profeti che concernevano il Cristo, secondo le quali il Cristo doveva morire per i nostri peccati e risuscitare dai morti il terzo giorno. Ed esse si sono adempiute per ordine di Dio, come per ordine di Dio erano state dette dai profeti. Quindi il loro adempimento va attribuito a Dio! Dio fece sì che tutte le cose che aveva detto per bocca dei profeti sul suo Cristo accadessero esattamente come Lui le aveva preannunciate, e per mandarle ad effetto dispiegò la sua potenza. Sì, la storia di Gesù di Nazareth è opera di Dio, del nostro grande Iddio, che è il solo vero Dio, a cui appartengono “la salvazione e la gloria e la potenza” (Apocalisse 19:1).
L’apostolo Giovanni dice: “… queste cose sono scritte, affinché crediate che Gesù è il Cristo, il Figliuol di Dio, e affinché, credendo, abbiate vita nel suo nome” (Giovanni 20:31), e che “chiunque crede che Gesù è il Cristo, è nato da Dio” (1 Giovanni 5:1).
Quindi per nascere da Dio gli uomini devono credere che Gesù è il Cristo. Non c’è un’altra maniera. Noi lo attestiamo per esperienza in quanto un tempo eravamo morti nei nostri falli e nelle nostre trasgressioni, ma siamo “stati rigenerati non da seme corruttibile, ma incorruttibile, mediante la parola di Dio vivente e permanente. Poiché ogni carne è com’erba, e ogni sua gloria come il fior dell’erba. L’erba si secca, e il fiore cade; ma la parola del Signore permane in eterno. E questa è la Parola della Buona Novella …” (1 Pietro 1:23-25) che Gesù è il Cristo, la Parola che annunciavano gli apostoli per ordine di Dio.
La Chiesa antica trasmetteva al mondo questo messaggio perché Gesù stesso, dopo essere risuscitato, spiegò mediante le Scritture di essere il Cristo che doveva soffrire ed entrare nella sua gloria, infatti ai due discepoli sulla via di Emmaus “cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture le cose che lo concernevano” (Luca 24:27), e agli undici e a quelli che erano con loro disse che “bisognava che tutte le cose scritte di me nella legge di Mosè, ne’ profeti e nei Salmi, fossero adempiute” (Luca 24:44) e “aprì loro la mente per intendere le Scritture” (Luca 24:45), e disse loro: “Così è scritto, che il Cristo soffrirebbe, e risusciterebbe dai morti il terzo giorno, e che nel suo nome si predicherebbe ravvedimento e remission dei peccati a tutte le genti, cominciando da Gerusalemme” (Luca 24:46-47). Ciò vuol dire che è di fondamentale importanza il messaggio che Gesù è il Cristo.
Questo è infatti il Vangelo che Cristo rivelò a Paolo da Tarso, secondo che dice Paolo ai santi della Galazia: “E invero, fratelli, io vi dichiaro che l’Evangelo da me annunziato non è secondo l’uomo; poiché io stesso non l’ho ricevuto né l’ho imparato da alcun uomo, ma l’ho ricevuto per rivelazione di Gesù Cristo” (Galati 1:11-12; cfr. 1 Corinzi 15:1-11).
Quando dunque Paolo parla del suo Vangelo, in questi passi: “Ricordati di Gesù Cristo, risorto d’infra i morti, progenie di Davide, secondo il mio Vangelo; per il quale io soffro afflizione fino ad essere incatenato come un malfattore, ma la parola di Dio non è incatenata” (2 Timoteo 2:8-9), “Or a Colui che vi può fortificare secondo il mio Evangelo …” (Romani 16-25); “Infatti, quando i Gentili che non hanno legge, adempiono per natura le cose della legge, essi, che non hanno legge, son legge a se stessi; essi mostrano che quel che la legge comanda è scritto nei loro cuori per la testimonianza che rende loro la coscienza, e perché i loro pensieri si accusano od anche si scusano a vicenda. Tutto ciò si vedrà nel giorno in cui Dio giudicherà i segreti degli uomini per mezzo di Gesù Cristo, secondo il mio Evangelo” (Romani 2:14-16); si riferisce alla Buona Novella che Gesù è il Cristo. Infatti Vangelo (o Evangelo) è la traduzione del greco εὐαγγέλιον (euanghélion), che significa «Buona Novella», e la Buona Novella è che Gesù è il Cristo, e Paolo ricevette da Cristo questa Parola.
E quando Paolo parla del loro Vangelo in questi passi: “E se il nostro vangelo è ancora velato, è velato per quelli che son sulla via della perdizione, per gl’increduli, dei quali l’iddio di questo secolo ha accecato le menti, affinché la luce dell’evangelo della gloria di Cristo, che è l’immagine di Dio, non risplenda loro” (2 Corinzi 4:3-4); “Poiché il nostro Evangelo non vi è stato annunziato soltanto con parole, ma anche con potenza, con lo Spirito Santo e con gran pienezza di convinzione …” (1 Tessalonicesi 1:5); “A questo Egli vi ha pure chiamati per mezzo del nostro Evangelo, onde giungiate a ottenere la gloria del Signor nostro Gesù Cristo” (2 Tessalonicesi 2:14), si riferisce sempre alla stessa Buona Novella che Gesù è il Cristo.
Questo Vangelo è il “Vangelo del nostro Signor Gesù” (2 Tessalonicesi 1:8), perché concerne il Signore Gesù (cfr. Romani 1:1-3); “l’Evangelo di Dio” (Romani 1:1; 15:16), perché Dio lo “avea già promesso per mezzo de’ suoi profeti nelle sante Scritture” (Romani 1:1-2); “l’evangelo del Regno” (Matteo 9:35) perché concerne il Regno di Dio (cfr. Atti 8:12; cfr. 8:5), che Gesù comandò ai suoi apostoli di predicare, secondo che è scritto: “Andate per tutto il mondo e predicate l’evangelo ad ogni creatura. Chi avrà creduto e sarà stato battezzato sarà salvato; ma chi non avrà creduto sarà condannato” (Marco 16:15-16), e che “sarà predicato per tutto il mondo, onde ne sia resa testimonianza a tutte le genti; e allora verrà la fine” (Matteo 24:14); l“Evangelo della grazia di Dio” (Atti 20:24), perché per mezzo della fede in esso si ottiene grazia da Dio (cfr. Romani 5:2); “l’Evangelo della gloria di Cristo” (2 Corinzi 4:4) perché annuncia la gloria che Cristo ha ricevuto dopo avere sofferto (cfr. Giovanni 12:16; 13:31-32; 17:5; Atti 3:13; 1 Pietro 1:11; Ebrei 2:9); “l’Evangelo della gloria del beato Iddio” (1 Timoteo 1:11), perché Dio “ha glorificato il suo Servitore Gesù” (Atti 3:13) che i Giudei uccisero, perché per mezzo di esso noi siamo stati glorificati (cfr. Romani 8:30; Giovanni 17:22) e chiamati alla eterna gloria di Dio in Cristo (cfr. 1 Pietro 5:10; Romani 8:18); “l’Evangelo della vostra salvazione” (Efesini 1:13), perché per mezzo di esso siamo salvati (cfr. 1 Corinzi 15:1-2) in quanto esso “è potenza di Dio per la salvezza d’ogni credente; del Giudeo prima e poi del Greco; poiché in esso la giustizia di Dio è rivelata da fede a fede, secondo che è scritto: Ma il giusto vivrà per fede” (Romani 1:16-17); “l’Evangelo della pace” (Efesini 6:15), perché è la Parola che Dio ha diretto agli uomini annunciando loro “pace per mezzo di Gesù Cristo” (Atti 10:36) e difatti per mezzo di esso noi abbiamo pace con Dio (cfr. Romani 5:1). Il Vangelo è “la Parola della verità” (Efesini 1:13; cfr. Giacomo 1:18), perché è la verità che è venuta per mezzo di Gesù Cristo (cfr. Giovanni 1:17). Il Vangelo è la Parola di Dio (cfr. 1 Pietro 1:23-25) perché è uscito dalla bocca di Dio.
Quindi se gli apostoli annunciavano questa parola, ciò significa che anche oggi questa stessa parola va annunciata.

Giacinto Butindaro

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