Buone notizie!

Ho ricevuto poco fa questo lieto messaggio su Facebook che pubblico con delle piccole modifiche perché porta a glorificare Dio per quello che Dio sta facendo in mezzo alla Sua Chiesa, quello che sta operando in coloro che sono suoi. A Dio sia la gloria in Cristo Gesù ora e in eterno. Amen.

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Pace Giacinto. Ti rendo noto che qui a … e … [due città del Nord Italia], Dio sta aprendo gli occhi di altri credenti che quindi si stanno accorgendo dell’ipocrisia regnante nelle ADI e si stanno organizzando diverse riunioni di culto nelle case dove io stesso sono partecipe e Dio benedice. Personalmente, leggendo la tua pagina mi rendo conto di dovermi consacrare e santificare con più impegno, e con l`aiuto di Dio intendo proseguire nel cammino. Ricordati di me nelle tue preghiere. Dio ti benedica grandemente.

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10 risposte a Buone notizie!

  1. Lucian scrive:

    Rendiamo grazie a Dio per questo. Il fatto che il Signore fa aprire gli occhi ai tanti fratelli e sorelle è anche un segno che ormai non manca molto al Suo ritorno. A Lui sia la gloria e l’onore nei secoli dei secoli.

    Tra l’altro, le riunioni in casa sono veramente molto diverse da quelle fatte in edifici “di culto”. Non c’è la freddezza, la formalità, la superficialità e l’indifferenza che ci può essere in un locale ADI, una chiesa cattolica, ortodossa o una moschea.

    C’è ordine, armonia, pace e gioia nella preghiera e nel cantare gli inni.

    Uscite dalle ADI voi che ancora siete all’interno di questa associazione. E se non volete farlo perchè lo dice Giacinto o un qualsiasi altro vostro prossimo, fatelo per amore della Parola di Dio la quale dice di non metterci con gli infedeli sotto un giogo che non è per noi.

    Nelle ADI (inutile anche tirare in ballo altre nomi…) ci sono tanti che amano mettere dei pesi addosso alle persone al solo scopo di trarne beneficio proprio, per il loro ventre. Evitateli fratelli, perchè non si tratta solo di questioni economiche ma, ben più importante, si tratta della vostra anima.

    Uscite da qualsiasi denominazione, siate semplici e fate la volontà del Signore Gesù. Il Signore ci guidi e ci dia la grazia di guardare in ogni momento solo a Lui.

  2. Valeria scrive:

    Grazie Giacinto Butindaro.
    Hai davvero dato un senso alla mia vita portando con i tuoi scritti la purezza della parola di Dio .

  3. Massimo scrive:

    Se permetti Giacinto, vorrei dire a quei molti, soprattutto delle ADI usciti e/o in procinto di lasciare quegli edifici di pietra che non sono “la casa di Dio”, che sin dalle prime volte che sono entrato in questo tuo blog per leggerti ed ascoltarti, ti ho sempre visto come quel Natanaele cui Gesù ebbe a dire :” Ecco un vero Israelita in cui non c’è frode”. (Giovanni 1:47).
    Come vorrei anche dire, sempre ad onor del vero, che negli anni trascorsi nelle ADI, soprattutto nei primi anni, ho imparato anche delle cose buone! Ma poi…. bisogna obbedire alla voce del Signore, quando Lui chiama fuori; pronti a seguirlo, per così com’è scritto in Giudici 5:15. Quelle citate sopra oramai soprattutto in questi ultimi anni, sono chiese statalizzate, organizzate, formalizzate, che purtroppo non vogliono più combattere, simulano battaglie che sono solo virtuali, controllate da uomini datisi alla diplomazia, alla filosofia, che hanno stretto amicizie col mondo e non hanno più a cuore le cose di Dio, ma mezzo e mezzo e così si sono corrotte! E’ ciclica la cosa…anzi, è propriamente biblica!
    Un soldato di Cristo invece è e resterà sempre tale! Non appende mai la sua armatura al chiodo! Non si siede a ragionare col nemico, non discute gli ordini del suo Capo! Non sta lì a pensare se una determinata cosa conviene o meno! Un soldato obbedisce e basta…è pagato per questo! Ripone tutta la sua fiducia (fede) nel suo Capo ed in piena sottomissione a lui ed alla sua Parola, toglie le tende e parte….via…. e lo segue ovunque Egli vada, spada in pugno, rivestito della completa armatura!
    E’ davvero una bella avventura con Gesù.. fino alla fine! Gesù e la sua Parola…Gesù e la sua Parola…Gesù e la sua Parola…fino alla fine (Apocalisse 20:4-6).
    Pace.

    • fabio scrive:

      Pace Massimo,
      Questo si legge in Genesi 12:1-6 IL SIGNORE DISSE AD ABRAM: «VATTENE DAL TUO PAESE, DALLA TUA PATRIA E DALLA CASA DI TUO PADRE,
      VERSO IL PAESE CHE IO TI INDICHERÒ. Farò di te un grande popolo
      e ti benedirò, renderò grande il tuo nome e diventerai una benedizione. Benedirò coloro che ti benediranno e coloro che ti malediranno maledirò
      e in te si diranno benedette tutte le famiglie della terra».
      ALLORA ABRAM PARTI, COME GLI AVEVA ORDINATO IL SIGNORE, e con lui partì Lot. Abram aveva settantacinque anni quando lasciò Carran. Abram dunque prese la moglie Sarai, e Lot, figlio di suo fratello, e tutti i beni che avevano acquistati in Carran e tutte le persone che lì si erano procurate e si incamminarono verso il paese di Canaan. Arrivarono al paese di Canaan e Abram attraversò il paese fino alla località di Sichem, presso la Quercia di More. Nel paese si trovavano allora i Cananei.

      Si Massimo, abbiamo tanti esempi di FEDE nella Bibbia primo tra tutti Gesù Cristo e poi tutti gli altri come quello nel passo citato dove Abramo pur avendo settantacinque anni non venne meno alla Fede e UBBIDI alla PAROLA UDITA SECONDO CIÒ CHE DIO GLI AVEVA CHIESTO.

      E bisogna ubbidire a Dio anziché agli uomini. Leggere queste parole in specie quando siamo più deboli è di enorme conforto e ci aiuta ad essere perseveranti nella FEDE a rimanere saldi nella Parola di Cristo Gesù che in 2Corinzi 12:9-10 ci dice Ed egli mi ha detto: «Ti basta la mia grazia; la mia potenza infatti si manifesta pienamente nella debolezza». Mi vanterò quindi ben volentieri delle mie debolezze, perché dimori in me la potenza di Cristo. Perciò mi compiaccio nelle mie infermità, negli oltraggi, nelle necessità, nelle persecuzioni, nelle angosce sofferte per Cristo: quando sono debole, è allora che sono forte.

      Se l’uscire fuori “È per Cristo Gesù”, si ci saranno coloro che ti faranno anche sentire un senza Dio, ti tratteranno come un appostato, non ti rivolgeranno più il saluto ma ciò che conta è che Cristo è la sua potenza siano manifestati nella tua vita e stiamone CERTI che Gesù non ci lascerà.

      Pace Massimo e a tutti quelli che per amore del Signore Gesù Cristo ricercano la VOLONTÀ DI DIO

      • Massimo scrive:

        Amen Fabio! Del resto un soldato è tale in quanto è al soldo del suo padrone. Nessun soldato fa la guerra a proprie spese!
        Personalmente aspetto la giusta retribuzione dal mio Capo e Signore per come è scritto :” Il Signore retribuirà ciascuno secondo la sua giustizia e la sua fedeltà (1° Samuele 26:23).
        Ma che si sappia che : “Noi tutti infatti dobbiamo comparire davanti al tribunale di Cristo, affinchè ciascuno riceva la retribuzione di ciò che ha fatto quando era nel corpo, sia in bene che in male” (2° Corinzi 5:10). Ben sappiamo altresì cosa intenda per “tenda” l’apostolo Paolo (2° Corinzi 5:1)
        Pace.

        • giacintobutindaro scrive:

          Massimo, le parole “Chi è mai che fa il soldato a sue proprie spese?” sono dette da Paolo in un contesto ben preciso, cio quando parla del diritto nell’Evangelo che hanno coloro che predicano il Vangelo. «O siamo soltanto io e Barnaba a non avere il diritto di non lavorare? Chi è mai che fa il soldato a sue proprie spese? Chi è che pianta una vigna e non ne mangia del frutto? O chi è che pasce un gregge e non si ciba del latte del gregge? Dico io queste cose secondo l’uomo? Non le dice anche la legge? Difatti, nella legge di Mosè è scritto: Non metter la musoliera al bue che trebbia il grano. Forse che Dio si dà pensiero de’ buoi? O non dice Egli così proprio per noi? Certo, per noi fu scritto così; perché chi ara deve arare con speranza; e chi trebbia il grano deve trebbiarlo colla speranza d’averne la sua parte. Se abbiam seminato per voi i beni spirituali, è egli gran che se mietiamo i vostri beni materiali? Se altri hanno questo diritto su voi, non l’abbiamo noi molto più?” (1 Corinzi 9:6-12). Diritto, del quale Paolo, in alcune circostanze non si avvalse per specifiche ragioni. Ma questo non significa che egli non avesse questo diritto o che coloro che si valgono di questo diritto oggi, cioè coloro che Dio ha chiamato e mandato a predicare il vangelo, sbaglino nell’avvalersene.

          • Massimo scrive:

            Sì, grazie Giacinto! Pertanto, chiunque “sia stato chiamato ed è uscito fuori” dal mondo, sull’esempio del citato Abramo, per obbedire e seguire il Signore, combattendo per Lui in piena sottomissione alla sua Parola, ha sempre da guadagnarci, sia che viva sia che muoia (Filippesi 1:21), sia che sia stato chiamato alle cose più alte (1° Timoteo 3) come anche a quelle meno alte e a seconda dei doni/talenti ricevuti (1° Corinzi 12:1-11). Vi sono già alcune retribuzioni terrene, ma intenderei più propriamente quelle strettamente spirituali come la pace, l’amore tra i figli di Dio, la comunione dello Spirito Santo ecc…per giungere poi alla vita eterna, quale eredità futura e giusta ricompensa per aver perseverato fino alla fine nella fede in Cristo Gesù! Pace.

          • giacintobutindaro scrive:

            Massimo, chi è stato chiamato e mandato da Dio a predicare il Vangelo, ha il diritto di vivere dell’Evangelo, e quindi hai il diritto di non lavorare. A questo si riferisce l’apostolo Paolo quando parla del soldato che non fa il soldato a sue proprie spese. Spero tu abbia capito ed accetti quello che insegna la Scrittura a tale riguardo.

        • fabio scrive:

          Certo Massimo e “così sia” perché come dice sempre l’apostolo Paolo in 1Corinzi 9,25
          Però ogni atleta è temperante in tutto; essi lo fanno per ottenere una corona corruttibile, NOI INVECE UNA INCORRUTTIBILE.

          Pace ed esortandoci a vicenda per rimanere saldi nella Parola del nostro CAPO, GESÙ CRISTO

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