Perché i Giudei cercarono di uccidere Paolo a Gerusalemme

Paolo disse davanti al re Agrippa la ragione per cui i Giudei cercarono di ucciderlo a Gerusalemme quando lo presero nel tempio. Ecco le sue parole: “….prima a que’ di Damasco, poi a Gerusalemme e per tutto il paese della Giudea e ai Gentili, ho annunziato che si ravveggano e si convertano a Dio, facendo opere degne del ravvedimento. Per questo i Giudei, avendomi preso nel tempio, tentavano d’uccidermi. Ma per l’aiuto che vien da Dio, son durato fino a questo giorno, rendendo testimonianza a piccoli e a grandi, non dicendo nulla all’infuori di quello che i profeti e Mosè hanno detto dover avvenire, cioè: che il Cristo soffrirebbe, e che egli, il primo a risuscitar dai morti, annunzierebbe luce al popolo ed ai Gentili” (Atti 26:20-23). Dunque, Paolo si attirò l’odio dei Giudei perché annunciò loro la Buona Novella che Gesù era il Cristo del quale avevano parlato i profeti e Mosè, e li esortò a ravvedersi e a convertirsi a Dio, facendo opere degne di ravvedimento. E vi posso assicurare che chi imita Paolo ancora oggi viene odiato e perseguitato dai Giudei.

Giacinto Butindaro

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