Gerusalemme: la città del gran Re dove è stato crocifisso il Re dei Giudei

Gerusalemme “è la città del gran Re” (Matteo 5:35; Salmo 48:2), ma è anche la città che ha ucciso i profeti e dove è stato crocifisso il Re dei Giudei (cfr. Marco 15:2), cioè il nostro Signore Gesù Cristo. Come disse infatti l’apostolo Paolo nella sinagoga di Antiochia di Pisidia: “Poiché gli abitanti di Gerusalemme e i loro capi, avendo disconosciuto questo Gesù e le dichiarazioni de’ profeti che si leggono ogni sabato, le adempirono, condannandolo. E benché non trovassero in lui nulla che fosse degno di morte, chiesero a Pilato che fosse fatto morire” (Atti 13:27-28). Ma Dio non lasciò impunita Gerusalemme per la sua malvagità, città “che spiritualmente si chiama Sodoma ed Egitto” (Apocalisse 11:8).
Gesù Cristo un giorno mentre era in cammino verso Gerusalemme disse ad alcuni Farisei: “… bisogna ch’io cammini oggi e domani e posdomani, perché non può essere che un profeta muoia fuori di Gerusalemme. Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti e lapidi quelli che ti son mandati, quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figliuoli, come la gallina raccoglie i suoi pulcini sotto le ali; e voi non avete voluto! Ecco, la vostra casa sta per esservi lasciata deserta. E io vi dico che non mi vedrete più, finché venga il giorno che diciate: Benedetto colui che viene nel nome del Signore!” (Luca 13:33-35), e quando fu vicino alla città, “vedendo la città, pianse su lei, dicendo: Oh se tu pure avessi conosciuto in questo giorno quel ch’è per la tua pace! Ma ora è nascosto agli occhi tuoi. Poiché verranno su te de’ giorni nei quali i tuoi nemici ti faranno attorno delle trincee, e ti circonderanno e ti stringeranno da ogni parte; e atterreranno te e i tuoi figliuoli dentro di te, e non lasceranno in te pietra sopra pietra, perché tu non hai conosciuto il tempo nel quale sei stata visitata” (Luca 19:41-44).
Quei “tuoi nemici” di cui parlò Gesù erano le legioni romane che nel 70 dopo Cristo distrussero Gerusalemme e uccisero molti suoi abitanti compiendo così la vendetta di Dio su Gerusalemme. Gesù infatti aveva anche detto: “Quando vedrete Gerusalemme circondata d’eserciti, sappiate allora che la sua desolazione è vicina. Allora quelli che sono in Giudea, fuggano a’ monti; e quelli che sono nella città, se ne partano; e quelli che sono per la campagna, non entrino in lei. Perché quelli son giorni di vendetta, affinché tutte le cose che sono scritte, siano adempite. Guai alle donne che saranno incinte, e a quelle che allatteranno in que’ giorni! Perché vi sarà gran distretta nel paese ed ira su questo popolo. E cadranno sotto il taglio della spada, e saran menati in cattività fra tutte le genti; e Gerusalemme sarà calpestata dai Gentili, finché i tempi de’ Gentili siano compiuti” (Luca 21:20-24).
Nessuno si illuda, Dio è un vendicatore e non lascia impuniti i colpevoli, siano essi Ebrei o Gentili.

Giacinto Butindaro

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