Ma quale «adorazione visiva», è idolatria!

Si scoprono sempre delle nuove diavolerie. Una delle ultime che ho scoperto è questa. In certe Chiese, il culto delle statue e delle immagini presente nella Chiesa Cattolica Romana viene chiamato «adorazione visiva», per distinguerlo dal culto presente nelle Chiese Evangeliche che non prevede statue ed immagini, che invece viene chiamato «adorazione spirituale». Quindi, l’idolatria è diventata «adorazione visiva» e gli idolatri sono diventati degli «adoratori visivi»! Ecco un’altra prova di quanto difficili e malvagi siano i nostri giorni. Ormai Satana si è impadronito di tanti pulpiti dai quali fa predicare ogni sorta di menzogna! E così l’idolatria non viene condannata da queste Chiese, ma viene presentata come una diversa adorazione rivolta a Dio! Ah, mi si spezza il cuore nel sentire queste menzogne che fortificano le mani degli idolatri, e li illudono e ingannano trascinandoli nelle fiamme dell’inferno.

Giacinto Butindaro

Questa voce è stata pubblicata in Confutazioni, idolatria e contrassegnata con . Contrassegna il permalink.

1 risposta a Ma quale «adorazione visiva», è idolatria!

  1. fabio scrive:

    Pace Giacinto,
    Se ripenso a quando facevo tali cose non posso fare altro che vergognarmi, e non posso nadconderle altrimenti non ricerche rei la Verità anzi queste cose vanno denunciate in se stessi proprio come fece l’apostolo Paolo quando nelle sue lettera scrisse che non si riteneva degno di esfere chiamato apostolo in quanto aveva perseguitato la Chiesa di Dio (1 corinzi 15:9), certo mi vergogno della mia stoltezza ma da tutto questo sale dal mio cuore una parola a Dio il Padre nel Nome di Gesù: GRAZIE.

    Questo si legge in Isaia 44:8-20 Non siate ansiosi e non temete: non forse già da molto tempo te l’ho fatto intendere e rivelato?
    Voi siete miei testimoni: C’è forse un dio fuori di me o una roccia che io non conosca?». I fabbricatori di idoli sono tutti vanità e le loro opere preziose non giovano a nulla; ma i loro devoti non vedono né capiscono affatto e perciò saranno coperti di vergogna. Chi fabbrica un dio e fonde un idolo senza cercarne un vantaggio? Ecco, tutti i suoi seguaci saranno svergognati; gli stessi artefici non sono che uomini. Si radunino pure e si presentino tutti; saranno spaventati e confusi insieme.
    Il fabbro lavora il ferro di una scure, lo elabora sulle braci e gli dà forma con martelli, lo rifinisce con braccio vigoroso; soffre persino la fame, la forza gli viene meno; non beve acqua ed è spossato. Il falegname stende il regolo, disegna l’immagine con il gesso; la lavora con scalpelli, misura con il compasso, riproducendo una forma umana, una bella figura d’uomo da mettere in un tempio. Egli si taglia cedri, prende un cipresso o una quercia che lascia crescere robusta nella selva; pianta un frassino che la pioggia farà crescere. Tutto ciò diventa per l’uomo legna da bruciare; ne prende una parte e si riscalda o anche accende il forno per cuocervi il pane o ne fa persino un idolo e lo adora, ne forma una statua e la venera. UNA META LA BRUCIA AL FUOCO, SULLA BRACE ARROSTISCE LA CARNE, POI MANGIA L’ARROSTO E SI SAZIA. UGUALMENTE SI SCALDA E DICE: «MI RISCALDO; MI GODO IL FUOCO ». Con il resto fa un dio, il suo idolo; lo venera, lo adora e lo prega: «Salvami, perché sei il mio dio!». Non sanno né comprendono; una patina impedisce agli occhi loro di vedere e al loro cuore di capire. Essi non riflettono, non hanno scienza e intelligenza per dire: «Ho bruciato nel fuoco una parte, sulle sue braci ho cotto perfino il pane e arrostito la carne che ho mangiato; col residuo farò un idolo abominevole? Mi prostrerò dinanzi ad un pezzo di legno?». Si pasce di cenere, ha un cuore illuso che lo travia; egli non sa liberarsene e dire: «Ciò che tengo in mano non è forse falso?».

    Con una parte del legno il falegname ci si scalda ci cuoce facendo un fuoco anche da mangiare per il suo sostentamento, mentre con l’altra parte del legno che cosa fa? In idolo a forma umana… cattolici Romani e voi tutti che vi inclinate davanti alle statue non abbiate paura di distruggere queste statue perché non vi possono fare nulla non possono alzare contro di voi neppure una mano abbiate piuttosto timore di Dio il Padre di Gesù Cristo il quale c’è lo ha fatto conoscere e comprendere quello che disse l’apostolo Paolo in 1 Corinzi 15,28
    E quando tutto gli sarà stato sottomesso, anche lui, il Figlio, sarà sottomesso a Colui che gli ha sottomesso ogni cosa, PERCHÉ DIO SIA TUTTO IN TUTTI
    non abbiate paura degli idoli muti e non gli rivolgetevi la vostra parola perché hanno le labbra ma non vi possono rispondere, rivolgetevi invece la vostra preghiera a Dio nel nome di Cristo Gesù è Lui vi rispondera’
    Con LA SUA PAROLA che nel Suo Figlio Gesù ci ha fatto conoscere

    Pace Giacinto

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.