No all’accattonaggio che viene praticato durante il culto!

Gesù Cristo, il Sommo Pastore, non era un accattone, non passava e non faceva passare infatti con un cestino o un piatto né prima e neppure dopo avere predicato. Ma purtroppo molti che si dicono suoi servitori sono degli accattoni. Vanno definiti quindi pastoraccattoni. E poi proprio costoro ti dicono che Dio è onnipotente, che fa miracoli, che provvede! Ma se per vivere devono fare gli accattoni, è evidente che non hanno fede in Dio e non seguono le orme di Gesù Cristo. Nessuno si illuda, vivere dell’Evangelo non significa fare gli accattoni. Sì, fratelli, fare passare il cestino delle offerte è una forma di accattonaggio che va bandita dall’assemblea dei santi. Non era praticata né da Gesù e neppure dagli apostoli. Non faceva parte delle riunioni di culto dei santi antichi.

Giacinto Butindaro

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3 risposte a No all’accattonaggio che viene praticato durante il culto!

  1. Mario D'Apote scrive:

    Nelle chiese i collaboratori della BGEA stanno raccogliendo le offerte per la campagna MYHOPE. Fanno credere che sarà la campagna evangelistica più grande in Italia e che ci saranno centinaia di migliaia di conversioni. L’obiettivo è quello di riunire tutte le chiese e appiattire ogni divergenza per un Vangelo “a buon mercato”. Indaga su questa campagna e informa i tuoi followers su FB. Pace nel Signore
    Mario

  2. Domenica scrive:

    Dare la decima non è imposta dai 10 Comandamenti.
    Ritengo che sia quindi facoltativa.
    Il vincolo, è piuttosto dare a Dio tutto il nostro totale essere spirituale.

  3. Massimo scrive:

    Domenica, sopportami, e se Giacinto me lo permette, vorrei ricordarti che nel Vangelo della Grazia non troviamo nulla che parli della decima, perchè fa parte del vecchio patto, pertanto nella grazia non ha più senso parlarne, quindi non è obbligatoria ed ancor meno facoltativa. Giacinto ha scritto molto a riguardo cerca in questo suo blog.
    Comunque, l’apostolo Paolo ha dato delle chiare istruzioni circa la colletta, le offerte e le sovvenzioni a favore della chiesa dei santi, esortando ad “esercitare una larga generosità” (2° Corinzi 9:11) definendolo un “servizio sacro”, come anche “un’opera di grazia” (2° Corinzi 8:6-7). Parla di offerte di generosità e non di avarizia. E che questo servizio sacro venga fatto con gioia, perchè Dio ama un donatore allegro!
    Ma qui Giacinto vuole evidenziare il pessimo modo di agire che avviene invece all’interno delle chiese evangeliche, in cui dei fratelli incaricati, passano durante il culto con cesti, cestini, piatti ecc… per raccogliere queste offerte domenicali, come avviene anche nella chiesa cattolica ed in altre magari!
    Bisogna invece attenersi a quanto troviamo scritto nella Parola di Dio, sull’esempio di nostro Signore Gesù Cristo e la prima chiesa cristiana!
    Questo fare che l’apostolo Paolo definisce un servizio sacro, ha certamente molta importanza, perchè Dio guarda al cuore, e per cui osserva non quanto dai ma come lo dai, come fece del resto Gesù con quella povera vedova che mise nella cassa delle offerte solo due spiccioli, ma aveva dato più di tutti, perchè era tutto quello che possedeva. (Marco 12:41-42). Ecco che nelle chiese vi deve essere una cassetta delle offerte…per esempio! Non si tratta quindi solo di dare a Dio tutto il nostro essere spirituale ma anche del nostro bene materiale, secondo i propri mezzi, affinchè si rispetti un principio di uguaglianza tra la fratellanza (1° Corinzi 8:13). Qui mi fermo

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