ADI: ancora sulla Cassa Nazionale a Corleone

Durante l’8 Convegno Nazionale tenutosi a Roma dal 15 al 18 Settembre 1949, fu deciso che il Cassiere Nazionale fosse Rosario Di Palermo, che abitava a Corleone. Infatti negli Atti di quel Convegno si legge: «Tutte le chiese sono state esortate a contribuire regolarmente e con larghezza maggiore alle spese dei Comitati, inviando la colletta semestrale, come stabilito nei convegni precedenti. I Comitati avranno nel futuro un’unica cassa. Quest’incarico è stato affidato al fratello Rosario Di Palermo – Via Firmaturi, 52 – Corleone (Palermo), al quale devono essere indirizzate le collette» (Raccolta degli Atti dei Convegni Nazionali e delle Assemblee Generali (1928-1969), III – Contribuzioni, pag. 25). Via Ferdinando Firmaturi è anche chiamata Strada Provinciale 80.

Questa decisione colpisce perché quando nacquero ufficialmente le ADI nel 1947 a Napoli, quindi soltanto due anni prima, il tesoriere delle ADI era Pagano Aurelio di Domenico. Infatti nel «’Contratto di Società’ fra il Consiglio Generale delle Assemblee di Dio d’America con quartiere generale in Springfield, Missouri, e le Assemblee di Dio in Italia con quartiere generale in Roma, Italia», firmarono per le ADI Nello Gorietti Umberto di Giuseppe, Presidente; Roberto Bracco di Emanuele, Segretario; Pagano Aurelio di Domenico, Tesoriere (cfr. Francesco Toppi, «1947: L’ultimo cruciale quadrimestre, in Cristiani Oggi, 16-28 Febbraio 1993, Anno XII – N° 4, pag. 4 – vedi foto sotto; e AURELIO PAGANO (1900 – 1969) http://www.adinapoli.it/index.php?120). E Pagano Aurelio era di Napoli.

Come mai dunque, ci domandiamo, fu cambiato il tesoriere nel 1949, stabilendo così la Cassa Nazionale a Corleone (Palermo)?

Giacinto Butindaro

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3 risposte a ADI: ancora sulla Cassa Nazionale a Corleone

  1. Massimo scrive:

    Ma come passa sto fatto Giacinto?…. quando interpelli, coinvolgi direttamente qualcuno delle ADI perchè dia contezza di cose che dicono o hanno detto, che fanno o hanno fatto, loro tacciono! Sì, cala un silenzio tombale che sigilla ogni bocca, come se tutto il sistema o apparato di comunicazione adiano andasse in tilt, in black out totale!
    Se invece per un brevissimo lasso di tempo li lasci stare, allora timidamente, qualcun di loro, pian piano, magari il più ardito, facendo capolino nella rete, intenta un cenno di risposta a mò di difesa, premettendo : “sebbene con ritardo…” ma poi inciampa inevitabilmente, condannandosi così con le sue stesse parole (si legga al riguardo quanto hai postato il 16 settembre 2018 : “Le ADI si difendono condannandosi con le loro parole”). Che brutta cosa davvero essere costretti il più delle volte tacere!
    Ma poi perchè tacere? Forse perchè l’interlocutore non merita affatto alcuna risposta, non è alla loro altezza, non è legittimato a saperlo?…o perchè invece… si verrebbero a scoprire certe verità o i troppi scheletri che nascondono nell’armadio?
    Pace.

    • giacintobutindaro scrive:

      IO spero che anche su questo argomento i dirigenti delle ADI diano delle risposte ai membri delle ADI che vogliono sapere.

      • Massimo scrive:

        Allora Giacinto, se me lo permetti, credo che qui calzi ad hoc la oramai famosa battuta di sora Lella : “A…nnamo bene!”.
        E’ encomiabile infatti la tua costante ricerca di verità nell’interesse di tanti che erano in buona fede!
        Ma se dipendesse esclusivamente da quei dirigenti, la loro serafica risposta sarebbe :”Nenti vitti e nenti sacciu!”.
        Pace.

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