John Wesley: «Io non ho mai creduto, nel senso Cristiano della parola. Quindi io sono soltanto un onesto pagano»

Il famoso predicatore inglese John Wesley (1703-1791), fondatore del Metodismo e strenuo avversario del proponimento dell’elezione di Dio tanto da essere soprannominato da alcuni «l’apostolo del libero arbitrio» (molte Chiese Pentecostali, comprese le ADI [cfr. «Una posizione equilibrata», in Cristiani Oggi, 16-31 Marzo 1997, Anno XVI, N° 6, pag. 4-6], hanno adottato la sua falsa dottrina anti-elezione o anti-predestinazione), non credeva nel Vangelo e confessò di essere un pagano. Comprendo che si tratta di affermazioni sconvolgenti, ma questo è quanto emerge in maniera evidente da una sua lettera scritta a suo fratello Charles nel 1766 – quando quindi John Wesley aveva 63 anni!. Ecco le sue sconvolgenti parole:

«In una delle mie ultime [lettere] stavo dicendo che non sento che l’ira di Dio dimora su me, né posso credere che sia così. E tuttavia (questo è il mistero) Io non amo Dio, Non l’ho mai amato. Quindi Io non ho mai creduto, nel senso Cristiano della parola. Quindi Io sono soltanto un onesto pagano … e tuttavia che è stato così tanto usato da Dio! E sono così coinvolto che non posso né andare avanti né indietro! Di sicuro non vi è mai stato un esempio così nell’intera storia del mondo! Se mai avessi avuto quella fede, non mi sarei mai sentito così strano. Ma non ho mai avuto alcun’altra evidenza del mondo eterno ed invisibile rispetto a quella che ho ora, e cioè nessuna, se non una che brilla fiocamente dai raggi di luce della ragione. Io non ho testimonianza diretta (non dico nemmeno del fatto che sia un figlio di Dio, ma) di qualsiasi cosa che sia invisibile o eterna. E tuttavia non oso predicare altrimenti, sia riguardo alla fede, o all’amore, o alla giustificazione, o alla perfezione. E tuttavia io trovo in me un aumento piuttosto che una diminuzione di zelo reale per l’opera di Dio ed ogni parte d’essa. Sono portato avanti, non so come, in modo che non posso stare fermo. Voglio che tutto il mondo giunga a quanto io non conosco» (http://www.cprf.co.uk/languages/italian_wesleyfalseapostle.htm#.W7SO4eV1OUk)

Le cose sono chiare:
1) John Wesley disse di non amare Dio, e quindi non era nato da Dio perché è scritto: “Chi non ama non ha conosciuto Iddio; perché Dio è amore” (1 Giovanni 4:8).
2) John Wesley disse di non avere mai creduto, e quindi non era nato da Dio perché si nasce da Dio credendo che Gesù è il Cristo, secondo che è scritto: “Chiunque crede che Gesù è il Cristo, è nato da Dio” (1 Giovanni 5:1), ed anche: “A tutti quelli che l’hanno ricevuto egli ha dato il diritto di diventar figliuoli di Dio; a quelli, cioè, che credono nel suo nome; i quali non son nati da sangue, né da volontà di carne, né da volontà d’uomo, ma son nati da Dio” (Giovanni 1:12-13). Ecco perché John Wesley si definì un onesto pagano.
3) John Wesley sapeva di essere un ipocrita, un falso Cristiano, infatti voleva che il mondo venisse a conoscenza di ciò che Lui non conosceva. In altre parole, parlava di Dio senza conoscerlo, e voleva che le persone lo conoscessero!
Che cosa ci conferma l’esempio di John Wesley? Che si può essere dei predicatori e nello stesso tempo degli increduli e quindi dei finti Cristiani; e di questi ce ne sono tanti. E che tra tutti coloro che nelle Chiese odiano e avversano il proponimento dell’elezione di Dio, molti sono come John Wesley: degli «onesti pagani»!
Certo che alla luce di questa confessione sconvolgente fatta da John Wesley, non sorprende che in mezzo alle Chiese Metodiste si trovino a loro agio i massoni, i quali infatti dicono di volere una rinascita del Metodismo in Italia! Essi camminano nelle tenebre, non hanno la luce della vita, come John Wesley, paladino del «libero arbitrio»!
Mettete alla prova tutti coloro che si definiscono Cristiani, perché ve lo ripeto per l’ennesima volta, molti di essi non credono che Gesù di Nazareth è il Cristo e quindi sono morti nei loro falli e nei loro peccati, sono sulla via della perdizione.

Giacinto Butindaro

Tutta la sua lettera originale:

WHITEHAVEN, June 27, 1766.
DEAR BROTHER, – I think you and I have abundantly too little intercourse with each other. Are we not old acquaintances Have we not known each other for half a century and are we not jointly engaged in such a work as probably no two other men upon earth are Why, then, do we keep at such a distance It is a mere device of Satan. But surely we ought not at this time of day to be ignorant of his devices. Let us therefore make the full use of the little time that remains. We at least should think aloud and use to the uttermost the light and grace on each bestowed. We should help each other,
Of little life the best to make,
And manage wisely the last stake. [Anacreon’s Age. Cowley’s translation.]
In one of my last I was saying I do not feel the wrath of God abiding on me; nor can I believe it does. And yet (this is the mystery) [I do not love God. I never did]. Therefore [I never] believed in the Christian sense of the word. Therefore [I am only an] honest heathen, a proselyte of the Temple, one of the foboumenoi Qeon. [‘Those that fear God.’] And yet to be so employed of God! and so hedged in that I can neither get forward nor backward! Surely there never was such an instance before, from the beginning of the world! If I [ever have had] that faith, it would not be so strange. But [I never had any] other elegcos of the eternal or invisible world than [I have] now; and that is [none at all], unless such as fairly shines from reason’s glimmering ray. [I have no] direct witness, I do not say that [I am a child of God], but of anything invisible or eternal.
And yet I dare not preach otherwise than I do, either concerning faith, or love, or justification, or perfection. And yet I find rather an increase than a decrease of zeal for the whole work of God and every part of it. I am feromenos, [‘Borne along.’] I know not how, that I can’t stand still. I want all the world to come to on ouk oida. [‘What I do not know.’] Neither am I impelled to this by fear of any kind. I have no more fear than love. Or if I have [any fear, it is not that of falling] into hell but of falling into nothing.
I hope you are with Billy Evans. If there is an Israelite indeed, I think he is one. O insist everywhere on full redemption, receivable by faith alone I Consequently to be looked for now. You are made, as it were, for this very thing. Just here you are in your element. In connection I beat you; but in strong, pointed sentences you beat me. Go on, in your own way, what God has peculiarly called you to. Press the instantaneous blessing: then I shall have more time for my peculiar calling, enforcing the gradual work.
We must have a thorough reform of the preachers. I wish you would come to Leeds [Where the Conference was held on Aug. 12. ‘A happier Conference we never had, nor a more profitable one. It was both begun and ended in love, and with a solemn sense of the presence of God.’ See Journal, V. 181-2; and letter of July 9 to brother.] with John Jones in the machine. It comes in two days; and after staying two days, you might return. I would willingly bear your expenses up and down. I believe it will help, not hurt, your health. My love to Sally.
http://wesley.nnu.edu/john-wesley/the-letters-of-john-wesley/wesleys-letters-1766b/

P.S. La traduzione ‘E tuttavia io trovo in me una diminuzione piuttosto che un aumento di zelo’ va corretta in ‘E tuttavia io trovo in me un aumento piuttosto che una diminuzione di zelo’.

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21 risposte a John Wesley: «Io non ho mai creduto, nel senso Cristiano della parola. Quindi io sono soltanto un onesto pagano»

  1. Lorenzo scrive:

    Pace caro fratello.
    Mi lascia sconvolto questa rivelazione… davvero una cosa inattesa. Dio rivela i segreti più nascosti: gloria a Lui in Cristo Gesù. Amen.
    Pace nel Signore Gesù.

    • giacintobutindaro scrive:

      Pace, in effetti è veramente sconvolgente la confessione di Wesley!

      • Lorenzo scrive:

        Pace.
        E forse qua ci sarebbe da domandarsi: allora come mai non si convertì appena riconobbe di essere un ipocrita? È quasi ironico che il più grande difensore del libero arbitrio non sia riuscito ad usare il suo “libero arbitrio” per amare Dio: è proprio vero che Egli fa grazia a chi Lui vuole. E ringrazio e benedico Dio per esser stato inserito tra coloro su cui ha voluto effondere la grazia, sebbene non ne fossi affatto degno. Gloria a Dio in Cristo. Amen.
        A tutti voi, fratelli, Pace in Cristo Gesù.

  2. Massimo scrive:

    Quante cose che ignoravamo Giacinto, ora ce le stai facendo conoscere! Ciò però comporta anche una maggiore responsabilità da parte di tutti noi che apprendiamo queste cose che erano nascoste!
    Quindi, questo Wesley cristianamente parlando era un INCREDULO e spiritualmente un gran DISONESTO, perchè si presentava in pubblico sotto le vesti di apostolo di Cristo e predicava il Vangelo della grazia usando l’ars oratoria, ovvero sfruttando l’intelligenza umana, terrena, che è diabolica e non quella che viene dall’alto. Non aveva la guida dello Spirito Santo di Dio, privo della Fede nel nostro Signore Gesù Cristo e nella sua Parola!
    Wesley, accecato altresì dalla sua stoltezza riteneva di essere stato grandemente usato da Dio, quando invece era stato da Lui abbandonato e lasciato nelle mani di Satana che se ne è ben servito per indurre quanti più uomini possibile a peccare con la loro disobbedienza e ribellione a Dio!
    Pace.

  3. Davide scrive:

    Questo mi spinge quasi quasi a ritornare nella Chiesa Cattolica Romana od Ortodossa!

    • giacintobutindaro scrive:

      No, semmai questo ti deve spingere a ravvederti e a credere nel Vangelo! Se ancora non lo hai fatto. Se invece hai già creduto nel Vangelo a perseverare fino alla fine nella fede, procacciando giustizia,
      fede, amore, pace con quelli che di cuor puro invocano il Signore.

  4. Maria scrive:

    quindi ne deduciamo che è andato all’inferno?

    • giacintobutindaro scrive:

      Come leggi? Che sta scritto? “Chi non avrà creduto sarà condannato” (marco 16:16)

      • Maria scrive:

        si’… ho usato il traduttore per tradurre la parola precisa usata da Wesley, “heathen” (perché per pagano la forma più usata è “pagan”). mi ha rimandato la traduzione in italiano con la parola “pagano”, senza altri significati o altre traduzioni o sinonimi, senza alcun dubbio voleva proprio definire se stesso pagano. Allora come tale va giudicato!
        Anche perché avevo pensato che nell’inglese del Settecento (rispetto all’inglese odierno) una parola potesse aver cambiato significato o sfumatura.
        Invece il significato è proprio “pagano” ed è rimasto inalterato per tutti questi secoli.
        Quindi lui stesso si riteneva pagano, quindi credente in più false divinità, similmente ai Romani e ai Greci, Celti ecc.
        A questo punto chissà a quali finte divinità credeva… Zeus, Artemide, Poseidone…
        il termine “heathen” significa proprio pagano, quindi non si può proprio negare né cercare scappattoie o giustificazioni

  5. Massimo scrive:

    DAVIDE, è forse una chiesa che ti salverà?…oppure è la sola FEDE nel nostro Signore GESU’ CRISTO, il Figlio del Dio altissimo? Se hai riposto la tua fiducia in un uomo, chiunque esso sia, hai sbagliato di grosso? Prima o poi ti deluderanno tutti… nessuno escluso!

  6. Maria scrive:

    fa riflettere, perché nel paganesimo credevano al libero arbitrio degli uomini e a divinità antropomorfe da pregare e da adorare per influenzare gli eventi con la cosiddetta “magia”

    http://vonmises.it/2013/03/15/la-visione-pagana/

    • Luca scrive:

      Sorella, hai capito male il testo di cui riporti il link, che infatti dice l’esatto contrario di quello che scrivi:
      “Il pagano ha una visione fatalistica della vita. Crede che l’individuo sia indifeso; che sia facile preda di implacabili “forze” esterne; che non ci sia nulla che egli possa fare per migliorare la sua esistenza.”
      Questa è la definizione della parola Fatalismo, tratta dal dizionario italiano on line: “Filosofia per cui il mondo è governato da una necessità ineluttabile e del tutto estranea alla volontà e all’impegno dell’uomo; com., il conseguente atteggiamento di rassegnata passività agli eventi.”
      Inoltre il testo che riporti, più avanti dice:
      “Secondo la visione pagana, l’uomo non ha controllo di sé, non è responsabile delle sue azioni. L’universo pagano è privo di tempo, di cambiamento, è statico: non c’è nulla di simile a un progresso. Qualsiasi apparente cambiamento è una mera illusione: l’uomo è passivo, il suo ruolo è fisso; non ha libero arbitrio e il suo destino è immutabile.”
      Qui dice molto chiaramente che nelle religioni pagane l’uomo non ha libero arbitrio e il suo destino è immutabile…..cioè predestinato…….esattamente quello che crede la dottrina calvinista…… ma io nella Bibbia leggo cose diverse, di cui poi riporterò qualche versetto.

      • giacintobutindaro scrive:

        Luca, qua il punto è che Wesley disse di non credere in Dio, quindi nell’Iddio vivente e vero che ha creato tutte le cose, che è il solo vero Dio, e quindi giustamente si definiva un pagano. Tutto qua. I pagani non credono in Dio, non lo conoscono.

        • Luca scrive:

          Giacinto, sì questo l’avevo capito e sono d’accordo, la mia era solo una correzione all’affermazione errata di Maria. Comunque quello che non capisco in questa lettera di Wesley, è come mai alcune frasi del testo, tra cui quelle più cruciali come [I do not love God. I never did] sono inserite dentro parentesi quadre. Ho letto velocemente qualche altra lettera sul sito dedicato a Wesley e quelle pochissime volte che si trovano parentesi quadre, queste non fanno parte della lettera originale, ma riportano una nota dell’editore che ha raccolto queste lettere private e le ha pubblicate….ma siamo sicuri che le frasi riportate nelle parentesi quadre in questa lettera le abbia scritte Wesley tali e quali?

          • giacintobutindaro scrive:

            Sì, le ha scritte lui quelle parole, infatti tra i Metodisti c’è sconcerto per esse. Non ne hanno mai negato l’autenticità.

  7. Francesco scrive:

    Come al solito Butindaro legge ogni cosa alla lettera, senza contestualizzare, senza alcuna critica testuale, senza capire il significato.
    Turati la bocca da solo.

    • giacintobutindaro scrive:

      Dai, spiegaci tu cosa voleva dire Wesley. Siamo tutti orecchi!

    • Lucia scrive:

      ma perché offendi Giacinto? ma hai letto bene l’articolo? che è ben argomentato?
      Già altri utenti hanno fatto notare che la parola usata da Wesley è “heathen”. che significa proprio “pagano”, cioè credente in un pantheon di più divinità.
      Non è una parola che abbia altri significati, o sinonimi o altre sfumature di significato che magari cambiano a seconda del contesto e dell’intonazione… è proprio precisa e significa “pagano”. cosa c’è da contestualizzare?
      è chiarissimo. Wesley si è dichiarato pagano. avrebbe potuto dichiararsi musulmano, indù, buddhista, shintoista, ma ha scelto la parola “pagano”.
      e “pagano” ha questi significati qui:
      http://dizionari.corriere.it/dizionario_italiano/P/pagano.shtml
      1. Seguace del paganesimo; estens. chi non è cristiano
      2 Chi ha una concezione dell’esistenza ispirata ai valori tipici della civiltà classica, in quanto contrapposti a quelli cristiani

      Perché non accetti l’evidenza? che bisogno c’è di insultare Giacinto per l’ottimo lavoro di ricerca che ha fatto su Wesley? Dio gli ha messo in cuore di fare questo, e difatti ha smascherato l’impostore che viene creduto un cristiano. E ora tanti che hanno letto questo post hanno conosciuto la verità.

  8. Massimo scrive:

    Giacinto, sono andato per mia curiosità, a rivedere la lettera che Wesley scrisse a questo fratello e che tu hai riportato qui nel post in Inglese; poi con google traduttore l’ho meglio riletta. Così facendo, credo di aver individuato se non del tutto certamente in buona parte, quella sorta di sentimento proprio umanissimo di questo predicatore e che quindi avvalora il suo percepirsi, identificarsi come “un pagano, ma onesto”, del suo tempo. Volevo pertanto, farti partecipe di quanto vado per scriverti, poi dimmi se lo vuoi, che ne pensi!
    Le parole scritte nella lettera da J. Wesley ed estrapolate tra quelle da te postate sono le seguenti :
    ” Neither am I impelled to this by fear of any kind. I have no more fear than love. Or if I have [any fear, it is not that of falling] into hell but of falling INTO NOTHING”.

    La traduzione pertanto, che ho estrapolata in google traduttore, sarebbe questa :

    “Né sono spinto a ciò dalla paura di alcun tipo. Non ho più paura dell’amore. O se ho [una qualche paura, non è quella di cadere] all’inferno, bensì di cadere nel NULLA.

    Vecchie reminiscenze del liceo, mi hanno ricondotto ad una poesia di Ugo Foscolo dal titolo : “Alla sera” e che un tempo, oggi purtroppo a scuola non lo fanno più purtroppo, si imparava a memoria! Ecco la strofa d’interesse :
    ” Vagar mi fai co’ miei pensier su l’orme che VANNO AL NULLA ETERNO; e intanto fugge questo reo tempo, e van con lui le torme…”.
    Ugo Foscolo identificava “la sera” come l’approssimarsi della morte che dava un forte senso di pace. Ogni forma di vita si spegne nell’immoto silenzio della sera. La pace della sera, la vede come la fine di una vita angosciosa per cadere, a mò di abbandono, in una sorta di OBLIO (abbandono) del NULLA ETERNO. Non è affatto una visione materialistica bensì un’esaltazione della nobiltà della mente umana capace di spaziare nell’eterno, comprendendo l’universo, pur riconoscendone il destino limitato dell’uomo, racchiuso nella nascita, morte e poi trasformazione, anche se non ben definita.
    A questo punto, pertanto, credo sia indubbia la fortissima influenza esercitata sul predicatore J. Wesley da parte del poeta (Ugo Foscolo). I due erano contemporanei.
    Attenzione pertanto, perchè leggo in Wikipedia che Ugo Foscolo pare fosse nella MASSONERIA del tempo, faceva parte delle Società Segrete, quindi un carbonaro, ateo! Foscolo infatti nel 1797 ricoprì il ruolo di segretario presso la Società d’Istruzione Pubblica di Venezia. Questa Società fu retta da affiliati delle loggia massonica :” Le colonne della Democrazia” una Società segreta” Tutto reperibile in Wikipedia.
    Che ne pensi Giacinto di quanto sopra?…due più due fanno quattro oppure no? Pace.

  9. Massimo scrive:

    Giacinto, dopo aver ben rivisto certe cose, devo rilevare che : John Wesley è nato nel 1703 ed è morto nel 1791, mentre Ugo Foscolo è nato nel 1778 e morto nel 1827. Il sonetto “Alla Sera” lo scrisse nel 1803. Quindi Wesley non è stato influenzato direttamente dal Foscolo che ovviamente nel 1803, ovvero quando compose il citato sonetto, era già morto, bensì dalla corrente letteraria e politica di quel tempo ed di certi ambienti! Ho notato che Wesley nella sua lettera parla del “GIORNO”:
    “But surely we ought not at this time of DAY to be ignorant of his devices. Let us therefore make the full use of the little time that remains” ovvero : “Ma sicuramente non dovremmo ignorare a quest’ora del GIORNO i suoi dispositivi. Facciamo dunque il pieno uso del poco tempo che rimane.” E per cui secondo Wesley finchè è giorno bisogna darsi da fare!
    Mentre il Foscolo parla di “SERA” che rappresenta quiete fatale. I due contemporanei hanno comunque una vena che li accomuna sicuramente, ovvero il senso della paura del NULLA ETERNO. Credo quindi che i due nella loro concezione del mondo e della vita abbiano seguito dottrine materialistiche e meccanicistiche dell’Illuminismo del tempo, secondo le quali il mondo fatto di materia è sottoposto a processi di trasformazione. L’uomo al termine del suo ciclo biologico, si annulla completamente come individuo, piombando nel nulla eterno. Foscolo si creò una fede nei valori universali che danno significato alla vita dell’uomo ma finchè sta su questa terra; valori come la bellezza, l’amore, la libertà, la patria, la virtù, l’eroismo, l’arte, la poesia, la gloria. Foscolo quindi essendo ateo, non credeva nell’immortalità dell’anima…e Wesley? Lui, come abbiamo letto nella sua lettera non nascose la sua paura del nulla eterno dopo la morte, confermando quindi il suo pessimismo, scetticismo, ovvero la sua incredulità nel Vangelo che predicava e chissà se magari nel suo cuore non credette neppure nella risurrezione di Gesù! Pace.

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