Il coniglio da tastiera

Il coniglio da tastiera ha paura da dietro il suo PC (ma questa paura lo accompagna sempre anche quando non è dietro il PC) di schierarsi nettamente e chiaramente dalla parte di coloro che dicono la verità che è in Cristo Gesù. E quindi ha paura di proclamare il Vangelo di Cristo esortando gli uomini a credere in esso; ha paura di esortare gli uomini a ravvedersi e a convertirsi dai loro peccati e a fare frutti degni di ravvedimento; ha paura di dire agli Ebrei, ai Mussulmani, ai Buddisti, ai Taoisti, e così via, che saranno condannati andandosene nelle fiamme dell’inferno perché non credono nel Vangelo; ha paura di dire ai Cattolici Romani che sono idolatri e mariani e che quindi non erediteranno il Regno di Dio; ha paura di innalzare ed esaltare il Signore Gesù Cristo; come anche ha paura di difendere il Suo nome quando viene vituperato o qualcuno dice menzogne contro di lui; ha paura di dire quello che gli apostoli hanno detto in merito al modo di condursi per piacere a Dio; ha paura di mettere in guardia dai lupi rapaci travestiti da pecore che si sono infiltrati nelle Chiese; ha paura di condannare l’amore per il mondo che regna nelle Chiese; ha paura di condannare la Massoneria, l’ecumenismo, e il dialogo interreligioso; ha paura di condannare il satanismo, lo spiritismo, l’astrologia, ed ogni forma di occultismo; ha paura di parlare dell’Ades come anche del fuoco eterno dove andranno i peccatori; ed ha paura pure di parlare del regno dei cieli. Devo proseguire? Credo che basti così – ma potrei allungare molto la lista – per farvi capire chi sono questi conigli da tastiera. Sono persone travestite da Cristiani presenti in abbondanza in mezzo alle denominazioni evangeliche, comprese quelle Pentecostali, che appunto perché non sono veri Cristiani si vergognano di dire con ogni franchezza la verità e con altrettanto franchezza di condannare la menzogna e il peccato! Voi vi eravate domandati; come mai tacciono, tacciono, tacciono invece che parlare, parlare, parlare? Ecco la risposta: fanno parte della numerosa tribù dei conigli da tastiera; non fanno parte del gregge del Signore.

Giacinto Butindaro

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5 risposte a Il coniglio da tastiera

  1. Massimo scrive:

    L’appellativo confacente per tanti paurosi, secondo la bibbia è quello di CODARDI (Apocalisse 21:8). Sappiamo invece che nell’Amore per GESU’ e per la sua Parola non c’è paura, anzi l’AMORE PERFETTO, caccia via la paura, perchè chi ha paura teme un castigo. Quindi chi ha paura non è perfetto nell’amore. (1° Giov. 4:18).
    Ecco perchè in molte chiese, come in quella in cui mi trovavo, ovvero le ADI, affermavano seraficamente, a mò di giustificazione :” Ma fratello, sappi che la chiesa perfetta non esiste!”. Anzichè affermare secondo Parola : “E’ vero, come uomini siamo fallibili, sempre mancanti verso Dio, ma quanto all’Amore per Lui, siamo perfetti!”. Quanto sarebbe stato bello Giacinto che io avessi potuto sentire da loro queste parole evangelicamente corrette!
    Ma purtroppo, loro sanno benissimo che non potranno mai dire neppure questo, perchè mancanti proprio in tutto! La paura maggiore poi, è quella di essere perseguitati a motivo della Verità e per cui conducono una vita da codardi, arruolando e schierando tra le loro fila gente della stessa specie! E campano così tutti bei tranquilli! Quanta stoltezza!

  2. fabio scrive:

    Pace,
    La paura, il timore…Nsi leggono queste parole nella Bibbia, nei Vangeli e credo che sia necessario soffermarsi a riflettere come nel caso dell’uomo che ricevette un talento del quale si legge in Matteo 25:24-25
    Venuto infine colui che aveva ricevuto un solo talento, disse: Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso; PER PAURA andai a nascondere il tuo talento sotterra; ecco qui il tuo.

    Quando parlo ai miei bambini che nelle loro esperienze hanno anche le loro paure leggiamo insieme questo brano ne facciamo memoria per comprendere come la paura ti blocchi,non ti faccia provare, non ti faccia vivere e forse sbaglierò ma gli dico che sarebbe stato meglio per quest’uomo descritto nel Vangelo quanto meno averci provato ad investire il talento che gli era stato affidato anche se tale investimento non avesse avuto gli esiti sperati…ma almeno ci avrebbe provato.

    Si legge di Giuseppe di Arimatea (Giovanni 19:38), oppure in Giovanni 20,19
    La sera di quello stesso giorno, il primo dopo il sabato, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli PER TIMORE DEI GIUDEI, venne Gesù, si fermò in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!».

    Ecco ancora una volta il timore, le porte chiuse, ma GESÙ viene ed È lui che ci dà la forza per aprire quelle porte ed essere suoi testimoli come accadde all’apostolo Pietro e Giovanni come si legge in Atti 5:40-42 Seguirono il suo parere e, richiamati gli apostoli, li fecero fustigare e ordinarono loro di non continuare a parlare nel nome di Gesù; quindi li rimisero in libertà. MA ESSI SE NE ANDARONO DAL SINEDRIO LIETI DI ESSERE STATI OLTRAGGIATI PER AMORE DEL NOME DI GESÙ. E OGNI GIORNO, NEL TEMPIO E A CASA, NON CESSAVANO DI INSEGNARE E DI PORTARE IL LIETO ANNUNZIO CHE GESÙ È IL CRISTO.

    Credo Giacinto che come ci ha ricordato Massimo l’Amore perfetto caccia via la paura e quindi chi ha paura quando si trova davanti a persone di altri credi sia fisicamente che non (dietro una tastiera),di testimoniare che GESÙ È IL CRISTO, CHE LUI È IL FIGLIO DI DIO ,GENERATO DAL PADRE, IL QUALE PER OBBEDIENZA AL PADRE HA DATO LA SUA VITA PER DARLA A TUTTI COLORO CHE IN FUTURO AVESSERO PER VOLONTÀ DI DIO CREDUTO IN LUI, ecco se uno ha questa paura vuol dire che non lo ha mai conosciuto e vorrei fare memoria di quelli che si legge in Giovanni 18,36 Rispose Gesù: «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù».

    Oggi sono tanti coloro che si fanno proclamare o che si autoproclamabo servi di Cristo Gesù ma quanti sono quelli che veramente combattono( spiritualmente parlando) difendendo e testimonianido il Nome di Gesù in opere e nei fatti in Spirito e Verità.

    Pace

    • giacintobutindaro scrive:

      Pace, ma giuseppe d’arimatea però quando Gesù morì si espose andando da Pilato a chiedere il corpo di Gesù per dargli sepoltura, non DIMENTICARTELO.

      • fabio scrive:

        Pace Giacinto,
        Certo infatti si legge come nei versetti riportati in Giovanni 19:38 Dopo questi fatti, Giuseppe d’Arimatèa, che era discepolo di Gesù, ma di nascosto per timore dei Giudei, chiese a Pilato di prendere il corpo di Gesù. Pilato lo concesse. Allora egli andò e prese il corpo di Gesù.

        Ho fatto memoria di quanto descritto da Giovanni perché anche se Giuseppe d’Arimatèa si espose andando da Pilato a chietere il corpo di Gesù usa comunque delle parole che ci dovrebbero far riflettere “ma di nascosto per timore dei Giudei,” e mi domando perché se era discepolo di Gesù lo doveva essere di nascosto? E l’unica motivazione che vi trovo e che credo accomuna anche i tanti che oggi non prendono le distanze da tante comunità che all’apparenza sembrano cristiane ma poi sono molto mondane, è che se avesse riconosciuto Gesù pubblicamente senz’altro sarebbe stato cacciato fuori da quel recinto religioso in cui tanti si sono agitati e quindi vi era sempre quella paura che si legge nella descrizione del cieco che GESÙ guarì quando interrogando i genitori si legge in Giovanni 9,22 Questo dissero i suoi genitori, perché avevano paura dei Giudei; infatti i Giudei avevano già stabilito che, se uno lo avesse riconosciuto come il Cristo, venisse espulso dalla sinagoga.

        Se io dicessi di non aver mai paura sarei un bugiardo Giacinto, Questo perché ancora non amo Gesù come sarebbe giusto amarlo a Lui che per noi ha dato la vita in Obbedienza al Padre e questa è la mia paura più grande il non riuscire ad amarlo, e semmai avessi alzato la voce in sua difesa di certo ringrazio lo Spirito Santo perché questo si legge in Matteo 10:19-20 E quando vi consegneranno nelle loro mani, non preoccupatevi di come o di che cosa dovrete dire, perché vi sarà suggerito in quel momento ciò che dovrete dire: non siete infatti voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi.

        Il fatto che io arrivato ad un certo punto del mio cammino abbia lasciato le varie comunità cattoliche che frequentavo non è dipeso da me ma da Dio che mostrandomi la sua Grazia mi ha aperto gli occhi e nonostante i cari consigli di tutte quelle pecore che dicevano a me e alla mia famiglia “ma così rimanete soli” ed altri preziosi (a dir loro) consigli sempre della stessa pasta, ebbene abbiamo continuato e continueremo a lasciare che Dio ci guidi affinché possiamo con le nostre vite renderLO vivo in noi e in chi ci sta intorno e lo ringrazio per questo blog mezzo con il quale mi sta dando più di quanto io avrei potuto immaginare.

        Perdonatemi se mi sono un po perso con i discorsi.
        Pace Giacinto e Grazie per la precisazione

        • giacintobutindaro scrive:

          Pace Fabio, la Scrittura rende questa testimonianza di Giuseppe d’Arimatea:
          “Ed ecco un uomo per nome Giuseppe, che era
          consigliere, uomo dabbene e giusto,
          il quale non avea consentito alla deliberazione e
          all’operato degli altri, ed era da Arimatea, città de’
          Giudei, e aspettava il regno di Dio,
          venne a Pilato e chiese il corpo di Gesù” (Luca 23:50-52).

          Quind diciamo quello che la Scrittura dice.

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