Lirio Porrello ha bestemmiato contro il nostro Signore Gesù Cristo!

Il 23 Dicembre 2018 il falso apostolo Lirio Porrello ha bestemmiato contro il nostro Signore Gesù Cristo. Mi sono infatti fatto spiegare da un palermitano che cosa significa a Palermo che «Gesù dolcemente se l’è [a Nicodemo] inchiummato» e mi hanno detto che è un’espressione volgarissima, abominevole. Questo spiega le grosse risate che si sentono. Dal suo malvagio tesoro quindi, questo uomo malvagio ha tirato fuori pure questa bestemmia! E gli insensati ridono naturalmente! Quando qui c’è da piangere! Uscite e separatevi dalla PDG: odiano Gesù Cristo!

Giacinto Butindaro

P.S.

P.S. Giuseppe Di Carlo che abita in provincia di Palermo mi ha scritto quanto segue in merito all’espressione usata da Lirio Porrello:

«Nel dialetto palermitano, è zone limitrofe, NCHIUMMARU, AISARU, SULLIVARU, sono dei sinonimi collegati che esprimono un concetto di qualcuno che prevale su un altro, o su qualcuno che farà danno ad un altro.

Questo termini nel dire dialettico, sono legati ad atti volgari, atti sessuali, tra l’uomo che ha vinto, o che è prevalso,verso l’altro.

NCHIUMMARU, AISARU, SULLIVARO, viene inteso come dire: “glielo ha messo nel fondo schiena”.

Nel dialetto siciliano, e palermitano, molti termini vengono usati con riferimento analogo.

Es.

Se c’è un posto di blocco dei carabinieri, è viene fermato qualcuno che si presume essere in fallo, colui che guarda dice:

“neerra;su NCHIUMMARU”.

In italiano si può dire benissimamente “Glielo hanno messo nel fondo schiena”.

Termini molto usati nella volgarità dialettica.

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32 risposte a Lirio Porrello ha bestemmiato contro il nostro Signore Gesù Cristo!

  1. Raffaele scrive:

    Non me l’aspettavo da Lirio Porrello! Detta questa parola nel dialetto napoletano è ancora più volgare. Chissà magari dopo avrà capito la gravità della parola detta

  2. Giuseppe scrive:

    Porrello , sei una vergogna per l’evangelo, vedrete che sicuramente ci sarà chi lo difenderà, e ci saranno di quelli che se la prenderanno con quelli che mettono in guardia da questi falsi fratelli

    • luigi Autiero scrive:

      Spero per loro, che veramente possano riprovare certe volgarità “e riprendere chi le proferisce nella fede.
      E’ inammissibile ,aberrante ,che qualcuno che si dice servo del Signore Cristo, possa usare un tale linguaggio.
      Vergognoso

  3. Paolo scrive:

    Credo che la punizione per quest’uomo sia imminente perchè Dio non lascia impunito chi lo insulta.

    Deut 5
    11 Non userai il nome dell’Eterno, il tuo DIO, invano, poiché l’Eterno non lascerà impunito chi usa il suo nome invano.

    Pace alla chiesa

  4. Massimo scrive:

    Giacinto, ho notato in questo video, ma come del resto in tutti gli altri sinora visti che questo pastore ha sempre un foglietto in mano! Certamente si scrive gli appunti e/o la scaletta di quanto dovrà dire, pertanto ritengo che questo evidenzi la mancanza della guida dello Spirito Santo di Dio! Ma qui, perchè stringe nella stessa mano sinistra sia il solito foglietto che il microfono, quando potrebbe servirsi tranquillamente della mano destra che è libera? Beh…. credo che Lirio l’abbia volutamente tenuta libera per poter meglio gesticolare! Sì gesticolare o mimare quanto poi ha detto! C’è una scienza dietro a questo agire, ovvero “il Linguaggio della comunicazione – Le mani e le dita”. Con le mani si realizza ciò che si immagina con la mente. Sono complementari. Gesticolare con le mani attira meglio l’attenzione, aumenta l’impatto del messaggio e aiuta gli ascoltatori a recepire meglio il discorso.
    E l’effetto l’ha compiutamente avuto perchè al gesticolare ha accompagnato le parole che esattamente ha detto perchè le voleva dire. Il gesto compiuto al minuto oo:12/16 ovvero prima di pronunciare quell’espressione “inchiummare”, lo ripeterà al minuto 00:32/37 ovvero quando invita gli ascoltatori a mettere il sotto titolo :”inchiummato”. Lui nella sua mente già aveva premeditato di dire quello che poi ha detto! Nulla pertanto d’improvvisato bensì ben confezionato prima!
    E poi Giacinto, se permetti, vorrei dire che Lirio ha ben poco da disprezzare questo Nicodemo, perchè per certo il Signore aveva un piano per lui e da compiere per mezzo di lui! Sia perchè Nicodemo benchè fariseo, dottore della Legge e membro del Sinedrio credeva veramente che Gesù fosse stato mandato da Dio, tanto che venne da Lui per saperne di più (3:1-21). Nicodemo cercò talvolta di proteggere Gesù (Giov. 7:50-52). Lirio Porello deve altresì sapere e non dimenticarlo più che Nicodemo ebbe il privilegio unitamente ad un discepolo di Gesù, ovvero Giuseppe d’Arimatea, di prendere il corpo morto del Cristo di Dio, avvolgerlo in fasce cospargendolo di aromi quali mirra ed aloe, secondo l’usanza dei Giudei del tempo e deponendolo in un sepolcro nuovo (Giov. 19:39-42).
    Nicodemo ebbe davvero un gran privilegio di vedere fisicamente Gesù in vita, riconoscerlo come il Cristo di Dio, vederlo fisicamente morto e sepolto, per poi apprendere della sua resurrezione e quindi diventarne testimone oculare di tutte queste cose! Ma che ne sa Lirio Porrello che invece ha trasformato il tutto in una storiellina molto volgare, da far arrossire chiunque, ma lui non sa cosa sia arrossire! (Geremia 8:12).
    Ma come hai ben detto tu Giacinto, da certuni c’ è da aspettarsi di tutto!
    Lirio, Lirio, quando ti ravvederai mai da un così stolto parlare? Ma pare che anche molte pecore abbiano gradito la volgare espressione del loro pastore, compiacendolo nel ridere! Eh sì sì : ” Risus abundat in ore stultorum”.
    Temo che in certe chiese ci sia tanta parte di quell’accozzaglia di gente raccogliticcia citata in Numeri 11:4 e Geremia 50:37 da far davvero rabbrividire!
    Pace.

  5. Graziella scrive:

    Giacinto, ma forse non si sarà reso conto di ciò che diceva.. cioè non diceva quella parola proprio nel senso che essa vuol significare nel dialetto palermitano.

    • giacintobutindaro scrive:

      Ah ecco, non si rendeva conto? beh, il ‘dolcemente se lo è ….’ e il fatto che quell’espressione sia ‘per pochi eletti’ e gli altri se la devono fare spiegare, portano invece proprio a ritenere che Porrello abbia voluto proprio dire quello.

      • Graziella scrive:

        Giacinto, il fatto che dicesse che gli altri (cioè coloro che non parlano il dialetto palermitano) se lo dovevano far spiegare poteva ugualmente dirlo proprio per la parola dialettale non comprensibile ai ‘polentoni’ dice lui (in altre occasioni), non x quello che essa significa volgarmente nel dialetto palermitano, per questo dice se la devono fare spiegare così come lo dice anche x altre parole dialettali.. pensi era così ingenuo da dir quella parola così in pubblico x quello che essa veramente significhi? così ingenuo non è…

      • Graziella scrive:

        ‘ i pochi eletti’ sono i siciliani e tutti coloro che comprendono il dialetto

        • giacintobutindaro scrive:

          Infatti tra questi cosiddetti pochi eletti ci sono anche fratelli palermitani da cui ho saputo che il significato di questa espressione usata da Lirio Porrello è oltremodo volgare.

          Graziella ti posto qui la risposta che ha dato un fratello siciliano ad un altro in merito a questa questione sul gruppo Cristiani d’Italia:

          V.C. La Parola ci esorta ad usare parole spirituali per esprimere contenuti spirituali. Ed ancora ci viene detto di fuggire la buffoneria, e di saper tenere bene la presidenza ovvero la direzione del culto. La parola siciliana usata vuol dire riempire di “piombo” , beccare, legato all’uso della lupara nei decenni passati , inerente prima alla caccia poi come senso figurato alle persone che vengono sopraffatte. Ad ogni modo non è la maniera con cui si conviene ESPRIMERSI nella Casa di Dio. Dove si presume debba esserci SANTITÀ ALL’ETERNO.

          Giuseppe Tallone V. C. ti rispondo io, a nome di Giuseppe Di Carlo; ecco la risposta:
          «Certo, hai fatto una giusta analisi se Porrello avesse affermato “dolcemente U nchiummau”. Se avesse detto ciò il tuo discorso non avrebbe fatto una piega.
          Ma il fatto è che il Porrello non ha detto “dolcemente U nchiummau”, che significa ciò che tu hai spiegato, ma ha detto “dolcemente se lè INChiummato”, che è tutta un’altra cosa.
          “se lè INChiummato” è sinonimo di “se lè aisato”, “se lè calato”, “se lè sullivato”. Tutti concetti collegati alla frase dialettica volgare “se lè INCU….”.
          Purtroppo quando la mondanità regna nelle chiese, anche tanti concetti e modi di dire che dovrebbero far parte del vecchio uomo, non vengono aborriti,ma rimangono.
          Nel dialetto siciliano, tali termini non fanno tanto scalpore poiché sono termini tradizionali e quasi folcloristici, legati alla volgarità di quasi tutti i dialetti.
          Ma tali usi e termini debbono essere banditi dall’assemblea dei santi, principalmente da chi si dice apostolo, o profeta, o altro. Ormai la mondanità dilaga. Sia gli usi e costumi, sia il linguaggio. Bestemmiare ed associare termini, o concetti schifosi ed abominevoli al Signore è ormai sulla bocca di tanti. Non si fa più caso a ciò che esce dalla bocca poiché il cuore di molti è pieno di ciò che è in abominio a Dio.»

  6. Pasquale Ferrini scrive:

    Fratelli in Cristo, pace.
    Da ex cattolico-romano, quando partecipavo alla “messa” non ho mai sentito cose simili. E questi che lo ascoltano senza battere ciglio si definiscono credenti? Forse, ma non nella fede in Cristo Gesù. Vergognatevi. Che bell’esempio per quelli di fuori. Complimenti a questo pseudo predicatore e a tutti quelli lì presenti…

  7. Graziella scrive:

    Allora… Non mettiamo in dubbio che il termine, nel linguaggio stretto del dialetto, sia volgare. E su questo non ci piove. Questo, nonostante sia o non sia confermato da palermitani che quel termine sia volgare ( palermitani che magari potevano pure essere la presenti a quel culto). Ripeto, su questo non ci piove, anche se confermato da palermitani. Ma, torno a dire ciò che dicevo anche prima: il termine usato da L. Porrello è sì volgare nel dialetto intrinseco ma ‘lui’ non ha usato tale termine proprio nel linguaggio stretto del significato dialettale bensì con un senso diverso, come per dire, che Gesù dette a Nicodemo una risposta che era inequivocabile e fondamentale, per Nicodemo, per entrare, ed anche vedere, il Regno di Dio: cioè l’esser nati di nuovo. Certo, ovviamente, nel linguaggio stretto del dialetto il termine è volgare ma il significato che Porrello dava a quel termine volgare (confermato o non confermato da palermitani, il termine è volgare, e su questo non ci piove) era un altro. Porrello ha solo sbagliato nell’utilizzo di quel termine che significa qualcosa di volgare. Tutto questo anche se lo ha preceduto dal vocabolo ‘dolcemente’. Faccio un esempio se io dico: “quelle sorelle hanno bocche di rose” il significato è ambivalente. Può significare volgarmente quello che dice la canzone di De Andrè ma ANCHE può significare semplicemente “quelle sorelle sono maldicenti”. Ecco, Porrello ha commesso uno sbaglio simile utilizzando quel termine.

    Detto questo voglio anche aggiungere che il termine ‘inchiummare’ secondo l’Espresso significa anche ‘incapace’ o ‘pesante’ riferito ad una persona che si sente stanca. Scrivo qui sotto il link che riporta a quest’altro significato:

    http://temi.repubblica.it/espresso-slangopedia/2008/11/19/inchiummato/?refresh_ce

    • giacintobutindaro scrive:

      Graziella, ma tu come fai ad essere sicura che Porrello ‘non ha usato tale termine proprio nel linguaggio stretto del significato dialettale bensì con un senso diverso’? Ci hai parlato forse?

    • rosalba scrive:

      Io sono palermitana e inchiummato significa essere molto pieni, appesantiti
      da cibo perchè si è mangiato troppo dal sentirsi pieni fino a quasi a scoppiare. Infatti questa parola deriva da chiummo che in italiano è piombo che come sappiamo è un metallo pesante. Per cui niente di peccaminoso.
      Riguardo all’apostolo Lirio Porrello è un vero uomo di Dio perchè lo conosco e non ho mai sentito da lui nessuna parola volgare o scurrile. Guai a chi non discernere il corpo di Cristo. Ed è veramente vergognoso che persone che si dichiarono figli di Dio possano infamare, insultare, disprezzare e anche altre cose peggiori, uomini che dedicano con tutto il loro cuore, la loro vita al servizio di Gesù Cristo.

      • giacintobutindaro scrive:

        Rosalba, sarai palermitana, ma sei senza discernimento e conoscenza. sono le donne come te che vengono sedotte facilmente dai falsi apostoli come Lirio Porrello.

        • Massimo Samadello scrive:

          Giacinto pace. Come promesso e in tutta sincerità sia davanti a Dio che a te, Rosalba, Graziella e a quanti altri d’interesse, nel tardo pomeriggio di oggi ho posto di persona in visione a Salvatore P. (nativo proprio della città di Palermo nella quale vi ha abitato sino alla maggiore età) il breve video in argomento. Lo stesso fin dal primo ascolto dell’espressione usata da Porrello accennava ad un sorriso, dicendo : “Certo ridono!”. Poi ha voluto riascoltare altre tre volte sempre l’intero video per esserne certo del contesto in cui è stata usata quella espressione da Porrello. Quindi mi ha detto le testuali parole : ” Da ragazzo, tra noi coetanei, in tono scherzoso ce lo dicevamo, quando uno voleva far intendere all’altro : “Ti ho fregato o l’ho fregato”. Qui l’espressione chiaramente volgare fa intendere questo :
          ” Gesù dolcemente l’ha fottuto… insomma… se l’è trombato”.
          Mi scuso Giacinto per quanto riportato, ma ad onor del vero, sono proprio queste le testuali parole che mi sono state riferite! Credo che non si discostino affatto da quanto hai scritto tu inizialmente, sulla base di quanto riportato da Giuseppe Di Carlo.
          Pace.

      • Massimo Samadello scrive:

        ROSALBA, quindi io che non sono nè palermitano nè siciliano, avendo riascoltato non solo le parole : ” Gesù dolcemente se l’è inchiummato”, ma il tono di voce con cui sono state dette ed immediatamente seguite da una pioggia di risate, dovrei pensare che il pastore Porrello voleva semplicemente dire : “Gesù dolcemente se l’impiombato?”. La cosa non mi convince molto! Sinceramente e a questo punto, ad onor del vero, m’impegno a contattare una persona che so essere proprio di Palermo, mostrandole questo video ed ascoltare bene queste parole affinchè mi dica cosa effettivamente intendeva far capire con questa sua espressione e poi, se Giacinto me lo permetterà riporterò qui integralmente e senza alcun velo, quanto lui mi dirà. Preciso che questa persona non è affatto evangelica, bensì cattolica e quindi scevra da ogni condizionamento di sorta!
        Pace Giacinto.

  8. Graziella scrive:

    Perché, anche per rispondere ad una tua precedente risposta, l’apostolo L. Porrello non potrebbe essere così ingenuo da passar pubblicamente per stolto (ammesso che lo sia, ma non credo lo sia), o addirittura far credere che lo sia, utilizzando COSCIENTEMENTE un termine così volgare, con l’intenzione COSCIENTEMENTE di dire una volgarità. Ha utilizzato quel termine solo per una sua disavvedutezza anche se preceduto dalla parola ‘dolcemente’.

    Dopo questa tua pubblicazione, cmq, vediamo se lo farà di nuovo. Credi che non gliel’abbiano riferito o non l’abbia lui vista? Allora lì sì, si potrebbe continuar a parlare del tuo punto di vista, Giacinto, e cioè che abbia utilizzato quel termine con l’intenzione di dire una volgarità (sempre, cmq, che abba saputo di questa tua pubblicazione). Ma adesso no. E non credo l’abbia fatto per questo. Questo, nonostante le prove (tutte però prove soggette ad interpretazioni personali), siano a suo discapito.

    ‘nsomma però non è così ingenuo anche da rovinarsi pubblicamente il ministero della Parola essendo cosciente di dir una volgarità.

    Beninteso, nessun credente dovrebbe dir volgarità, e non solo chi ha ministero.

  9. Marina scrive:

    Rispondo a Graziella: Mi sembra che tu voglia assolutamente difendere Lirio Porrello,  sei  forse il suo avvocato? Come tu hai citato,  che anche secondo L’espresso il significato di inchiummato ha ben altro a che voler fare significare “come si legge nel link che tu stessa hai dato.”

     http://temi.repubblica.it/espresso-slangopedia/2008/11/19/inchiummato/?refresh_ce

    Infatti, se  chiunque andasse a controllare cosa dice L’espresso al rigurdo, potrà chiaramente comprendere che si tratta solo di una proposta data da uno dei tanti lettori del giornale, infatti detta proposta è stata  data da un lettore di Salerno e non di Palermo!  QUINDI SMETTIAMO DI DIFENDERE L’INDIFENDIBILE!!!

  10. Graziella scrive:

    Marina… il link de “L’espresso” è solo una parentesi x dire che ha anche un altro, ulteriore, senso quel termine (Salerno o Palermo che sia, cmq sapevo benissimo che è Salerno, vuoi anche che ti dia l’e-mail di chi l’ha postato? nn c’è bisogno c’è pure scritto).. ma la parte sostanziale della risposta la leggi nella risposta qui sopra in tutte le precedenti frasi della risposta. Vai a rileggerle.

    L’apostolo, cmq, nn è indifendibile. Ed io non sono il suo avvocato. E tu, come tanti altri, non fare processi alle intenzioni, soprattutto senza sapere! Ti saluto.

  11. Massimo Samadello scrive:

    Mi chiedo Giacinto come si sarebbe espresso Lirio Porrello, se avesse avuto davanti a lui dei bambini ad ascoltarlo, come amava averne Gesù! Ma mi rendo conto che il pubblico che più confà a Lirio Porrello non deve essere minore almeno degli anni 14, considerata questa perla di saggezza espressa in dialetto palermitano e la cui comprensione è riservata solo ad una certa èlite regionale e non a tutti, mentre il Vangelo di Gesù è per tutti. Mi sembra che qui Lirio si sia anche molto compiaciuto del suo dire; non importa poi se i più, quelli ovviamente non eletti, hanno frainteso e/o compreso dell’altro! Certamente è riuscito ad intrattenere divertendo buona parte del suo pubblico! The show must go on!
    Pace.

  12. Luca Guidetti scrive:

    Graziella,tu dici:..e cioè che abbia utilizzato quel termine con l’intenzione di dire una volgarità… E non credo l’abbia fatto per questo. Questo, nonostante le prove (tutte però prove soggette ad interpretazioni personali), siano a suo discapito.

    Intenzione o no .. 《Ma le cose che escono dalla bocca procedono dal cuore; sono esse che contaminano l’uomo》 (Matteo 15:18)
    E quindi 《lo stesso si dica della disonestà,DEL PARLAR SCIOCCO E DELLA BUFFONERIA,le quali cose sono sconvenienti,》(Efesini 5:4 NUOVA DIODATI)
    Dunque nessuna interpretazione personale bensì la prova di un parlar sconveniente,il quale invece deve essere irreprensibile.

    E prima dici : …se lo dovevano far spiegare poteva ugualmente dirlo proprio per la parola dialettale non comprensibile ai ‘polentoni’ dice lui (in altre occasioni), non x quello che essa significa volgarmente nel dialetto palermitano, per questo dice se la devono fare spiegare così come lo dice anche x altre parole dialettali.. 

    Ma allora anche in altre occasioni ha utilizzato termini volgari..?…’polentoni’ dice lui?

  13. luigi Autiero scrive:

    Graziella, tale linguaggio , non fa certo parte di un servitore di Dio, poichè Tali hanno la mente di Cristo, e nessuna parola oscena esce dalla loro bocca;
    non serve mettere pezze a colori; è ben chiaro il concetto che ha usato Porrello; ed è aberrante e blasfemo tale linguaggio,
    ed infine non capisco il tuo voler minimizzare l’episodio , dicendo che si è frainteso o che lui, non potrebbe essere così ingenuo da passar pubblicamente per stolto .
    Tale linguaggio è blasfemo ,poichè tale è la sua affermazione.
    Porrello dice molto chiaramente e senza alcun fraintendimento:
    E Gesù ,dolcemente se l’è …………; mettete i sottotitoli per pochi eletti..
    Lascia poco da equivocare ,il linguaggio che ha usato, che è a dir poco blasfemo, coniugandolo alle parole del Signore Gesù.
    Questo suo linguaggio da strada , non è certo per servi di Cristo; Lui Porello che lo ha usato ,meglio si metta a fare il politico e non certo il servitore di Dio;
    Linguaggio da strada, da stadio ,o bar dello Sport, usato da altro sedicente servitore, che si definisce apostolo “non ricordo il nome , quì postato in altra discussione” , dove usando le parole del vangelo, fa ironia sulle parole di Gesù sugli uccelli, “alludendo al p… dell’uomo” dicendo che il Signore gli avrebbe rivelato tale significato, al momento …, dove lui scoppia a ridere come un saltimbanco..
    Che si Mettessero a vendere la frutta e non cimentarsi a predicare il vangelo; quello è per servitori di Dio, che hanno il Suo timore, che hanno umiltà, e che camminano nella santificazione di se stessi, pascendo e servendo il gregge, a loro affidato dal Grande Pastore, e che a loro chiederà conto… .
    Che ogni giorno, possiamo esaminare noi stessi ,per restare nella fede e nella sana dottrina.
    Che Dio ancora ci benedica

  14. Giuseppe scrive:

    Come detto all’inizio a,spettiamo i difensori del diavolo che in sono nel mondo ma nelle chiese, e queste donne lo stanno a dimostrare, ma io mi chiedo come non si fa ad avere un cuore rotto, un cuore straziato nellascoltare una tale volgarità nei confronti del Nostro Signore, ma dovreste vergognarvi a difendere un personaggio del genere, è solo da riprendere, se poi è un uomo da Dio, come dicono queste donne che lo difendono, deve fare solo una cosa , chiedere con umiltà perdono a Dio.
    Pace a tutti i santi che amono o la verità , grazie Giacinto, cheDio continui a benedirti

  15. Gaetano scrive:

    In una sua predica ho sentito che i bambini quando nascono,piangono,perche’ vengo
    no da un altro pianeta dove si stava meglio.Mentre sulla terra avvertono la sofferenza.Giudicate voi

  16. Gaetano scrive:

    Insegnaci a pregare – Apostolo Lirio Porrello – 5 Agosto 2018
    dal minuto.1:00:40.L’ho trovato
    https://youtu.be/Ei-qFjnoK9Y?t=3637

  17. fratello: Giammona Giuseppe scrive:

    N’chiummare in Siciliano e Palermitano vuol dire solo PRENDERE A CEFFONI PESANTI COME IL PIOMBO; chiummu è il piombo,n’chiummare vuol dire IMPIOMBARE e si può usare per dire: fammi la piombatura di un dente oppure l’hanno nchiummato cioè l’hanno crivellato di colpi e riempito di piombo oppure nel gergo più comune e di uso quotidiano e non volgare o criminale di noi siciliani dire “su n’chiummò ” vuol dire semplicemente la preso ha ceffoni verbali o morali,ed è quest’ultimo senso che lirio porello dà alla frase che cita specificando che Gesù ha dato una lezione di alta morale. Comunque io non sono d’accordo all’uso (improprio) della bellissima LINGUA SICILIANA,una lingua antica e parlata da 25 milioni di siciliani nel mondo di cui non si può e non si deve fare utilizzo a proprio uso e consumo rovinando la reputazione e l’immagine di un intero popolo benedetto da Dio ed evangelizzato direttamente dall’apostolo Paolo;se uno non sa parlare bene il Siciliano è meglio che taccia e parli solo nella lingua “volgare” italiana così da non fare confusione poichè il Signore ci esorta vivamente ad essere INTELLEGIBILI e comprensibili quando si parla di ciò che riguardano il REGNO DEI CIELI di cui Gesù è il Re sul trono.

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