«Quando parlate con me dovete chiamarmi ‘pastore’!»

Fratelli, mi giunge voce che in certe Chiese i «pastori» ordinano ai membri di Chiesa di chiamarli «pastore» quando parlano con loro. In altre parole, se il pastore si chiama Tizio Caio, quando un membro di chiesa si mette a parlare con lui lo deve chiamare «pastore Tizio Caio»! Guai dunque a chiamarlo «Tizio» o «fratello» o «fratello Tizio»! No, egli vuole essere chiamato «pastore …», e chi non lo fa subirà le conseguenze di questa sua ribellione! E’ evidente che ci troviamo davanti a qualcosa di diabolico, perché un vero pastore, cioè un credente che ha ricevuto il ministerio di pastore non darà mai un tale ordine alle pecore del Signore! Ma voi ve lo immaginate il nostro caro fratello Paolo da Tarso ordinare i santi: «Non vi permettete, quando parlate con me, di chiamarmi fratello o Paolo o fratello Paolo, mi dovete chiamate ‘apostolo e dottore Paolo’»? No. Per cui è chiaro che questi uomini che danno simili ordini non sono pastori stabiliti da Dio, ma impostori, che usano il titolo di pastore rilasciatogli da qualche scuola biblica per signoreggiare sulle pecore del Signore, maltrattarle, e sfruttarle. Costoro sono uomini superbi, vanagloriosi, arroganti, spietati, senza amore per il popolo di Dio. Si sentono chissacchì, perché una organizzazione gli ha dato il titolo di pastore. Ma essi non hanno il ministerio, fingono di averlo! Sono finti pastori! Sono dei serpenti, dei lupi. E le loro opere e le loro parole lo testimoniano. Se fate parte di una queste Chiese uscitevene e separatevene immediatamente.

Giacinto Butindaro

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3 risposte a «Quando parlate con me dovete chiamarmi ‘pastore’!»

  1. Massimo Samadello scrive:

    Tutti questi signori che avanzano una tal pretesa Giacinto, dimostrano di non essere stati certamente alla scuola dell’unico Maestro, il nostro Signore Gesù Cristo, bensì ad una semplice scuola biblica denominazionale terrena, condotta quindi da uomini privi dello Spirito di Dio! Ecco perchè questi tali mirano al conseguimento di un titolo onorifico che li distingua, così da difenderlo con una certa severità…come se Dio avesse tra i suoi figli e figliastri! Stolti!

  2. Maria scrive:

    Quanta superbia e vanagloria, che costoro hanno preso dai cattolici! Infatti è noto che i cattolici della gerarchia papista amano, anzi pretendono, di farsi chiamare con titoli altisonanti come “eminenza, monsignore, cardinale, reverendo, Sua Santità”… fino al titolo sommo di “papa”, da sempre riverito e ossequiato dai potenti della terra (Costantino, Carlo Magno, la famiglia Borgia, fino ai tanti dittatori come Hitler o Mussolini!) perché i papi hanno sempre amato il potere terreno e l’adorazione che gli uomini tributavano loro. adorazione non solo simbolica (vedi come si genuflettevano e inchinavano, o vedi anche l’idolatria portata alle statue dei papi, ai santini che li raffigurano…) ma anche finanziaria (i tanti soldi che la chiesa si è sempre fatta dare dai governatori e capi di Stato, da re e imperatori)

    Quindi, questi che pretendono che li si lodi col titolo di pastore (o magari pure monsignore! e con tanto di riverenza e genuflessione, perché no?!) stanno imitando la tronfia vanagloria tipica della chiesa cattolica! vogliono sentirsi “più figli di Dio” degli altri umili fratelli, vogliono mettersi sul piedistallo usando un titolo che serva a lusingare i loro ego, vogliono che li si adori e li si tema con rispetto reverenziale allo stesso tempo, in una parola: SUPERBIA!

    Pace.

  3. fabio scrive:

    Pace, Gesù disse in Matteo 23:8
    Ma voi non vi fate chiamare “Rabbì”; perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli.

    Credo che chi agisce in questa maniera alla stessa stregua di quelli del mondo ciò che si legge in Matteo 6:5 li descriva secondo le loro opere “Per essere visti”

    Pace

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