Ecco il «pastorato femminile» nelle ADI!

Ci siamo, fratelli, ormai l’ufficializzazione del «pastorato femminile» nelle ADI si avvicina sempre di più, in quanto le «pastoresse» esistono già, come si può vedere infatti sul sito della Chiesa ADI di Verbania anche la moglie del «pastore» è chiamata «pastore» (http://www.newlifeverbania.it)! Che aspettate allora a uscire e separarvi dalle ADI? Ma non lo vedete che le ADI stanno andando di male in peggio di giorno in giorno? Ormai stiamo aspettando solo che insegnino ufficialmente che l’omosessualità non è peccato e che i matrimoni omosessuali sono leciti!

Giacinto Butindaro

Questa voce è stata pubblicata in Assemblee di Dio in Italia e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

3 risposte a Ecco il «pastorato femminile» nelle ADI!

  1. Massimo Samadello scrive:

    Giacinto, ho letto che la presenza di tale comunità a Verbania vuole essere una “risorsa” per i cittadini e (guarda caso anche) anche per le Istituzioni…qui il diverso se vi entra trova amore, ospitalità e rispetto! Ma cosa intenderanno davvero per “diverso” e per “rispetto” ?. Lascia davvero basiti osservare la foto che immortala i due coniugi leggendo : “I PASTORI” . Pian piano il puzzle vada prendendo sempre più forma e certuni volenti o nolenti stanno togliendosi la maschera di dosso.
    Pace.

  2. Giuseppe scrive:

    Cari fratelli, non che io voglia fare l’avvocato delle cause perse, ma credo che in questo caso sia necessario un approfondimento.
    Fermo restando che sono uscito dalle Adi e che non condividono le dottrine che predicano, ma conosco personalmente e da tanti anni il fratello Donato e sua moglie (anche se è un po di tempo che non li vedo) conoscevo i suoi fratelli e conoscevo Paolo suo padre prima che ci lasciasse.
    Lo conobbi nel 1987 quando lui era un giovane membro della Chiesa di Saronno, poi si è sposato e sono stato anche al suo matrimonio, poi sono andati a studiare in Inghilterra dove lavorano per sostenersi e io sono stato anche loro ospite in Whitby…
    Sono dei cari fratelli, umili, e semplici e senza mai manie di protagonismo, fermi nelle loro convinzioni dottrinali e di comportamento. Adesso servono il Signore in Verbania ma conoscendo l’umiltà della moglie, faccio veramente fatica a credere che si definica pastora… Credo più che altro che chi si occupa del sito in un probabile eccesso di stima abbi scritto ” i pastori”, secondo me sarebbe opportuno che facciate una semplice telefonata e chiariate se la scritta è stata intenzionale o voluta in maniera consapevolmente… Credo di poter definire personalmente Donato il meno ADI di tutti i pastori adi…
    Buona giornata!

  3. Salvatore scrive:

    la realtà è solo una: in nessun passo della bibbia, Antico o Nuovo testamento, Dio stabilisce la figura femminile a “guida” (pastore, anziano, vigilante, epicoscopo) di una comunità perché è all’uomo che il Signore delega questo ruolo. A chi sostiene che nell’Antico Testamento si è trattato solo di un problema di “tradizione o cultura” che Dio assegnò alla classe dei Leviti (solo maschi) i rituali nel Tabernacolo e poi nel Tempio, come mai nel Nuovo Testamento Gesù non affida ad alcuna donna il compito di “responsabile di una chiesa”, se costui era di mentalità moderna? Gli apostoli furono uomini, i Leviti erano solo maschi e Paolo dichiara che il “vescovo” debba essere uomo e sposato (1^ Timoteo 3,1-7), al fine di poter governare una famiglia (la chiesa) più grande, perciò dove sta scritto che – in modo analogo – la “moglie che sceglie di essere vescovo sia moglie di un solo marito”…. eccetera? Chi porta a sostegno del ruolo femminile le storie di Ester, Deborah o altre donne, non legge che a nessuna di loro fu delegato il ruolo di “ministre” o “guide del popolo”, perché Dio non può contraddirsi. Eppoi, se anche una donna può svolgere lo stesso ruolo dell’uomo o del marito, chi dei due deve “sottomettersi” all’altro secondo il principio dell’autorità spirituale? In una famiglia con entrambi “pastori”, chi si sottomette all’altro? Eppoi, perché, in automatico, la moglie di un responsabile diventa pastora a sua volta? In verità la “moda” del mondo è entrata in chiesa, a ogni livello, perciò si imita il ruolo femminile attualmente in vista nella politica, nella boxe, nel calcio eccetera, ragion per cui molti si vanno adeguando senza rendersi conto che stanno “aggiungendo” o “sottraendo” verità bibliche dai testi biblici. E questo non vuol dire disprezzare la figura femminile ma difendere il vangelo. E comunque, se fosse una “eccezione” ricoprire un ruolo maschile, perché molte denominazioni nominano pastoresse a iosa? E, in ultimo, possibile mai che il mondo protestante si è accorto solo adesso di aver toppato a non riconoscere le donne quali ministre al pari degli uomini?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.