Il bene va fatto specialmente ai santi

Fratelli nel Signore, vi ricordo che l’apostolo Paolo fece raccogliere fra le Chiese di Dio una “colletta per i santi” (1 Corinzi 16:1), e non per i peccatori, cioè per quelli del mondo. E difatti ai santi di Roma Paolo scrisse che stava andando a Gerusalemme “a portarvi una sovvenzione per i santi; perché la Macedonia e l’Acaia si son compiaciute di raccogliere una contribuzione a pro dei poveri fra i santi che sono in Gerusalemme” (Romani 15:25-26). I santi sono i figliuoli di Dio, i membri della famiglia di Dio, coloro che sono stati rigenerati da Dio secondo la Sua volontà mediante la Parola di verità (cfr. Giacomo 1:18). Mentre i peccatori sono figliuoli d’ira, e non membri della famiglia di Dio. E questo Paolo lo fece perché il bene va fatto “specialmente a quei della famiglia dei credenti” (Galati 6:10). E a conferma di ciò vi ricordo che quando ad Antiochia il profeta Agabo “predisse per lo Spirito che ci sarebbe stata una gran carestia per tutta la terra” – carestia che ci fu sotto l’imperatore Claudio – è scritto che “i discepoli determinarono di mandare, ciascuno secondo le sue facoltà, una sovvenzione ai fratelli che abitavano in Giudea, il che difatti fecero, mandandola agli anziani, per mano di Barnaba e di Saulo” (Atti 11:29-30). Notate che la sovvenzione raccolta ad Antiochia fu mandata ai fratelli in Cristo, quindi ai figliuoli di Dio, che stavano in Giudea, e non ai peccatori. Se dunque la Chiesa di cui fate parte vuole fare il bene specialmente alla famiglia degli increduli, sappiate che sta facendo il contrario di quello che dice di fare la Parola di Dio. Non date dunque assolutamente soldi a quelle Chiese, i cui pastori si preoccupano di aiutare con i soldi della Chiesa specialmente i peccatori – e questo perché sono Chiese alleate dello Stato da cui ricevono sovvenzioni di vario genere – anziché i poveri fra i santi, i quali invece vengono abbandonati a loro stessi.

Giacinto Butindaro

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2 risposte a Il bene va fatto specialmente ai santi

  1. Francesco scrive:

    Pace Giacinto, cosa ne pensi di coloro che, pur non chiedendo soldi e offerte, lasciano i dati della propria carta nel caso qualcuno volesse sostenere un loro particolare ministero? (Ad esempio un fratello che svolge il ministero di evangelista, che scrive “se volete sostenere il mio ministero, potete farlo qui: numero carta ecc..”).

    • giacintobutindaro scrive:

      Pace sono contrario. Il numero della propria carta un ministro del Vangelo lo deve dare ESCLUSIVAMENTE PRIVATAMENTE e SOLTANTO a chi glielo chiede sinceramente perchè desidera fargli parte dei suoi beni per contraccambiarlo per il servizio che egli svolge in ubbidienza al Signore

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